41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 25 settembre 2009

Adidas Adizero Adios - L'evoluzione della Maratona

Compagne di tantissime avventure sia in gara che in allenamento durante tutto il 2009.
Dopo averle testate a lungo e messe a dura prova ripetutamente, spinto da continue richieste di informazioni su questa scarpa da Gara, ho deciso di recensirle.
A modo mio, ovviamente.

La Adizero Adios rappresenta a mio modo di vedere un punto di inizio da parte di Adidas nel proporre una scarpa da gare su strada o su pista, fino alla Maratona.

Apparsa per la prima volta come un "Unidentified Flying Object" ai piedi di Haile Gebrselassie nel 2008 quando realizzò l'attuale Record del Mondo di 2h 03' 59", si è confermata come la più ambita scarpa da maratona nel 2009 grazie anche all'ultima recentissima vittoria dello stesso Haile che ha fatto poker di vittorie in una "World Major Marathon" nuovamente a Berlino dominando la corsa in 2h 06' 08".

Ancora una volta lei, la giallissima Adios.

Se fino allo scorso anno Adidas ha progettato e realizzato calzature da corse su strada estremamente leggere, sottili ma ben ammortizzate e terribilmente adese al piede (vedi la famiglia Adizero), con la Adios ha arricchito il parco scarpe di altissima tecnologia con un prodotto che mettesse d'accordo più aspetti e caratteristiche della vasta famiglia Adizero.

- Se cerchi ultra leggerezza, intersuola minimale e una chiodata "senza chiodi" hai le Adizero PRO.
- Se cerchi molta leggerezza ma la giusta ammortizzazione, allacciatura rapida (per i Triathleti/Duathleti) e una calzata molto avvolgente hai le Adizero LT Plus
- Se cerchi la giusta dose di leggerezza unita ad un discreto controllo e una comoda calzata hai le Adizero Ace (ex Adizero CS)

- Se cerchi molta leggerezza, ammortizzazione, reattività e comodità; se vuoi TUTTO, hai le Adizero Adios!

La Adios si presenta bellissima ed elegante con il suo color giallo acceso e i dettagli argentati; le stripes nere sono azzeccatissime.
Il peso al bilancino è di 240 gr, pochissimi grammi in meno della Adizero LT, maggiormente piatta.
L'intersuola è ben distribuita tra tallone ed avampiede e sorprende l'altezza che da maggiore protezione al piede: ben 30 mm di spessore al tallone (contro i 28 mm della Adizero LT) e 29 mm nell'intersuola lateralmente sotto il tallone (contro i 26 mm della Adizero LT).
Misura della scarpa su cui ho effettuato tali rilievi, la 12 USA.

Adiprene sul tallone e Adiprene + lungo tutto l'avampiede la rendono piacevolmente protetta.
Durante la spinta sa donare il giusto mix di reattività ed ammortizzazione cui mi sono dovuto abituare un pò i primi tempi: se con la Adizero LT provavo morbidezza e leggerezza, con la Adios sento immediatamente protezione e reattività. Spero di aver reso l'idea.

Il cavallo di battaglia della Adios è la Calzata, come non mai in una scarpa estrema.

Realizzare una tomaia così leggera e delicata al piede sarà stato difficile, ancor di più quando devi lavorare con pochi contenuti in termini di peso.
Quante volte capita in gara, ad un certo punto, di entrare in crisi e non riuscire più a trovare efficienza nella spinta dei piedi?
Quando si entra in affaticamento muscolare la prima cosa che scappano via in maratona sono purtroppo i piedi. Di lì si inizia a correre di cosce, allungare il passo ed è finita!
Può accadere che i piedi si irrigidiscano, iniziano a sopraggiungere i crampi e ci si deve fermare...

La comodità della Adizero Adios sta proprio nel mettere il piede a proprio agio da subito e lasciarlo libero da vincoli e ristrettezze. Alla lunga il piede tende a stancarsi meno e a mantenere la sua efficienza nella spinta.
Averla utilizzata nei lunghi lavori di maratona mi ha lasciato piacevolmente soddisfatto.
Molti atleti per gareggiare scelgono magari scarpe intermedie perchè la superleggera costringe il piede, non da sensazione di protezione; con la Adios ciò non accade.

La Suola della Adios è un altro esempio di come sia stato applicato a regola d'arte tale equilibrio: si trovano tutte le tecnologie presenti di Adidas.
Il Torsion moderato dona la giusta stabilità e rigidità alla scarpa per accompagnare il piede nel normale gesto di pronazione.
La suola al tallone è in Adiwear solidissima antiabrasione, la stessa delle inditruttibili Adistar Ride o Supernova Glide.
La suola all'avampiede è tacchettata con la gomma morbida nel punto di primo impatto del piede e termina con un'ampia area di leggerissimi tacchetti in Quick Strike antiscivolo che seguono un disegno aggressivo che fa grande presa sull'asfalto.

Durano un'eternità queste scarpe.
Tutta l'estate a gareggiarci e ad allenarmi e mai una pecca, mai una scucitura o un tacchetto saltato.
Spesso ho gareggiato per due giorni di seguito: scarpa a rapida asciugatura, anche a prova di "sudore impossibile" ;-)

Certo, non sono indicate per tutti ma per chi vorrebbe cimentarsi in gare su strada o su pista fino ai 10K con ritmi non superiori ai 3'45"/Km e con appoggio neutro può provarle.
Chi soffre di problemi posturali e indossa sempre il plantare correttivo, nessun problema: la soletta della Adizero Adios è facilmente estraibile e può alloggiare altri plantari personalizzati.
Per chi vuole osare, provare l'ebbrezza delle gare di mezzofondo in pista senza essere un pro, è la scarpa ideale; per chi vuole vivere un giorno da protagonista in maratona e magari scendere sotto le 2h45' le troverà felici alleate.

Altra Grande Scarpa, privilegiato di indossarla.

Il Running è Adidas.

domenica 20 settembre 2009

Pochi attimi di fresco, Now Hard Job!

Agosto 2009, Primi di Settembre 2009.

Un mese in cui le temperature si sono mantenute così persistentemente calde non riesco a ricordarlo dagli anni recenti...
Tutti i giorni la stessa storia: 35°-40°C durante il giorno e fino alle ultime ore del giorno e la sera attorno i 30°C o poco sotto e mai un filo di vento...

Finalmente le cose sono cambiate negli ultimi giorni...
A settembre finalmente è arrivato un pò di fresco, il caldo è attenuato e un tiepido acquazzone è caduto sulla mia testa rendendo ancor più piacevole il primo lavoro lungo per la maratona, un fartlek da 20 Km corso giorno 09 settembre e già narrato.

A parte la rassegna di gare corse ad agosto giunta alla "doppia cifra", mettere a punto la preparazione per la Maratona di Carpi è stato soltanto uno spreco di energie, risorse mentali e fisiologiche.
A questo punto non mi pento affatto di aver corso tutte queste gare, altro non c'era da fare con questa situazione.

- Causa il forte caldo e la persistente umidità, ad agosto non c'è stato giorno in cui non mi inzuppavo le scarpe di sudore portandole ad un peso eccessivo con conseguente infiammazione della caviglia e qualche altro fastidio che dovrò portarmi (se tutto va bene) fino al termine dell'avventura - maratona di quest'anno.
- L'autonomia di allenamento si è limitata alla sola 1h di corsa; ogni tentativo di andare oltre è stato solo un insuccesso.
- Nei lunghissimi il dramma sopraggiungeva dopo 1h 15' se ben gestito e per ben due volte ho provato a correre 1h di lungo + salita di poco più di mezz'ora con risultati sconfortanti.
- Al contrario sono riuscito a chiudere il lavoro (perchè Montepellegrino è riparato dal sole al pomeriggio) quando non andavo oltre i 30' di corsa sul piano.
- "Come disidratarsi in meno di 10' ": così in parole povere mi riducevo quando cercavo di affondare sul pedale dell'acceleratore: tentativi di medio o peggio ancora di fartlek arenati dopo i primi 5 -7 K quando erano previsti moooolti di più...
- Un bagno di sudore in pochissimo tempo e via la sberla delle gambe pesanti, impossibili da alzare, in meno di 5' specie quando Via dell'Olimpo presentava il caldissimo conto del dopo ore 18:00, irradiata com'era dai caldi estivi del primo pomeriggio: un forno a cielo aperto...
- In questi ultimissimi giorni piogge torrenziali che hanno devastato mezza Città si sono alternate a schiarite limpidissime rendendo l'aria carica di umidità ai limiti del sopportabile e con un leggero calo delle temperature di certo non si è andati a migliorare in modo incisivo...

Eppure mai mi sono scoraggiato, tanto da comprendere i miei limiti solo dopo diversi tentativi andati male, anzi malissimo.
Peccato che in alcune gare di agosto non mi sono potuto presentare al meglio specie quando la sberla rimediata era secca e pesante...

Ma cosa non farei per correre una maratona ? ;-)
In effetti i dubbi su un possibile dilatamento della stagione in pista ci sono e l'agosto 2010 sarà propenso a correre in pista e su strada solo distanze brevi, tanto quello che si può fare è solo questo; in più in questo modo le prestazioni in gara potranno essere assolutamente più brillanti mantenendo alti i "giri del motore" con i lavori brevi.

Possibili scenari futuri?

Beh, una volta archiviata la maratona saremo a fine anno e sarà tempo di stilare bilanci.
Ho imparato a gestire le giornate secondo sacrifici importanti ma non impossibili.
Bisogna sempre lasciare un pò di margine al proprio fisico, per assorbire quanto svolto e andare avanti e, soprattutto, non ledere la propria serenità mentale.

Per il 2010 sarà fondamentale a questo punto programmare con maggiore precisione la stagione e pensare con maggiore serietà all'attività in pista che quest'anno mi ha sorpreso non poco.
Coach Peppe è avvisato, seriously!

Il massimo sarebbe riuscire a conquistare il tanto agognato "minimo" proprio in maratona per poter partecipare ai prossimi Campionati Italiani Individuali su Pista che a quel punto sarebbero il fulcro centrale della preparazione estiva.
Un obiettivo fondamentale dato che il Violettaclub non è attivo ai Campionati di Società su Pista e gli atleti fuori Regione non possono partecipare nemmeno fuori gara in questi Campionati.
E sappiamo benissimo che il minimo coincide con il sogno ancora non concretizzato: scendere sotto le 2h20' in maratona.

Una maratona in novembre dovrà rappresentare il futuro se vorrò continuare su questa distanza in autunno, posto che alla prossima primavera vorrò essere altrettanto presente.
Questa scelta sarà subordinata da come si svilupperanno gli eventi (che saranno molti) e cambieranno non poco le abitudini (da ben 4 anni corro la maratona nella prima metà di ottobre).

Ecco perchè le motivazioni per l'evento di Carpi restano altissime e la voglia di correre bene in queste ultime settimane non proprio agevoli.

Un giorno in particolare, il 30 agosto, mi resterà impresso: partiti per la sconosciuta località di Villaggio Mancuso (CZ), in Sila, giungiamo a sorpresa in una rinomata località posta a 1.300m di altezza immersa nell'invidiabile verde degli altopiani (non troppo "alti") calabresi.
C'era da correre il Campionato Regionale di Società di Corsa in Montagna e per questo si è dovuti rinunciare all'evento della Volata Napola Mokarta, ormai al Top delle Corse su strada Internazionali in Sicilia.
Se da un lato mi è dispiaciuto infinitamente per un gruppo di organizzatori che stimo parecchio per il duro lavoro che svolgono nel realizzare un tale successo di pubblico, partecipazione amatoriale e di risultati tecnici dagli altissimi contenuti, la giornata passata a Villaggio Mancuso è stata memorabile.
Per la cronaca ha vinto Francesco su di me con un forte allungo in un tratto in discesa nel finale di gara, ma la rilassatezza dell'ambiente e della natura, l'aria fresca ed il pubblico acclamante mi ha fatto dimenticare per qualche ora le notti insonni dal caldo più opprimente.
...non me ne sarei sceso più!!!

Maratona d'Italia, continuo a crederci!

mercoledì 16 settembre 2009

Unicorno, sei Mio! In Memoria di Zarcone.

Misterbianco (CT), 11 settembre.

Era un anno esatto che aspettavo questa gara e, nonostante il peso dei Kmetri e delle difficoltà dovute al caldo (di cui presto ne parlerò) non potevo mai e poi mai lasciarmi sfuggire un'occasione che nonostante tutte le difficoltà, doveva essere colta al volo.

Lo scorso anno raccontai una delle mie migliori prestazioni su strada con l'amarissimo risultato di essere giunto proprio all'ultimo giro 2° siciliano, perdendo il tanto ambito Trofeo Zarcone che questa manifestazione attribuisce ogni anno al 1° siciliano arrivato al traguardo.
Lo avevo chiamato "Unicorno", un simbolo mitologico che mi era sfuggito e che valeva moltissimo per me, dato che l'albo d'oro delle precedenti edizioni ha visto trionfare personaggi del calibro di Modica, Ingargiola, Bennici e Vincenti.

In un Giro Podistico Internazionale prestigioso come il Maria S.S. degli Ammalati di Misterbianco dagli elevatissimi livelli conquistare l'Unicorno era il massimo per me, ancor di più se si è ripetuta l'occasione quest'anno, nel 2009.

Nel 2008 il mio racconto, misto di amara soddisfazione e positiva consapevolezza di giusta crescita.

La settimana era iniziata nel verso giusto, e finalmente!
La temperatura nell'ultima settimana si è finalmente discostata dai 30°C che campeggiavano fissi ormai da circa 1 mese.
Ciò mi aveva portato senza indugio a cogliere l'attimo e correre senza pensarci le 2h00' di lungo giorno 07 settembre. Finalmente con riscontri positivi.
Il peso del sudore, il caldo penetrante quel giorno non erano presenti e tutto è filato via liscio senza subire cali repentini.

E ancor più fortunata è stata la spedizione giorno 09 settembre con il 1° Fartlek andato a segno di appena 20K ma con tantissima carica in corpo tanto da scaricare il 1.000m finale in 2'55".
Perchè così bene? Ha piovuto, per la prima volta da tempo (e durante il lavoro) e la sensazione non era affatto spiacevole. Poco fastidioso l'asfalto reso viscido dal mix di sporcizia e oli combustibili accumulata nelle strade da tempo con la pioggia che tentava di pulire a fronte di un impareggiabile senso di benessere :-)
Classico Fartlek stradale con recupero in corsa da 1K e nota negativa troppi tratti rallentati da un vento insistente che non mi ha fiaccato:
4K-3K-3K-2K-2K-1K (R.1K tra 3'36" e 3'57") in 12'42"-9'59"-9'29"-6'22"-6'35"-2'55".

Alcuni parziali apparentemente lenti sono stati frenati dal forte vento da acquazzone tropicale ma più che altro mi infastidisce non aver recuperato nel 1.000m al ritmo preventivato di 3'40".

Stavo già riprendendomi, purtroppo nonostante queste piogge violente la temperatura resta sempre elevata e l'umidità cresce.
Il recupero dagli sforzi non è immediato ma la strada finalmente è quella giusta.

Nel Week-End avevamo impostato io e il Coach un piano di lavoro duro ma sabato 11 mattina non me la sono sentita di fare potenziamento: il Fartlek non era ancora ben assorbito.
Dunque, solo lungo e nel primo pomeriggio partenza per Misterbianco (CT).

Viaggio tutto sommato tranquillo, a parte che il finestrino elettrico lato guida si va a guastare proprio quel giorno e quando era tutto abbassato :-(
Vabbè, Fiestina, ti perdono anche questa ;-)
E meno male che non ha piovuto :-P

Giunti sul tracciato si respirava aria di grande evento: il N.1 Italiano, Daniele Meucci finalmente si presentava in una corsa su strada dopo aver fatto (a mio modestissimo parere) un 2009 in pista di altissimo livello diventando uno tra i più forti atleti italiani di tutti i tempi; il 5.000m di Berlino, coraggioso quanto basta, ha confermato il suo attuale livello che gli auguro di migliorare ancora.
Schiera di africani al seguito e italiani tra i più forti protagonisti quest'anno come Curzi, Floriani, La Rosa, Ruggero.
Temperatura e umidità poco più elevate di Palermo, quel giorno, ma si poteva correre forte adeguatamente.
Non sapevo a priori con chi mi sarei dovuto confrontare per il Trofeo Zarcone: le minacce maggiori, visto il cast dei partecipanti, provenivano da Fortino e da Brancato dei quali non sapevo l'esatto stato di forma. Se so a malapena qual'è il mio...
I ragazzi con cui ho condiviso il viaggio confidavano in me e per questo Grazie Rosario e Ale!

Lo Speaker Mutton mi presenta nei migliori auspici, con la carica del più coinvolgente degli speakers (senza nulla togliere al sempre bravissimo Marcellino qui non operativo).

Ero concentrato e che la guerra abbia inizio, VIA!

Gli africani partono semi-tranquilli.
Da subito noto che gli italiani più in palla sono Meucci, Curzi e Bourifa.
Al 2° e 3° giro (dei 13 classici previsti da 770m per un totale di 10.010m) si preme forte sull'acceleratore e ci si inizia a staccare.
Cerco di restare attaccato, sfrutto gli angoli morti delle curve e il feeling delle Adizero Adios sul sempre temibile basolato in pietra della via principale.
Al 4° giro inizio a fare la mia gara.
Nomi di grido stavano ancora dietro di me e ciò mi rendeva consapevole che avevo premuto forte dall'inizio. Serviva mantere il più a lungo possibile questo ritmo forte.
A metà gara mi raggiunge Ruggero (Forestale) e con lui reggo poco, credo 2 giri, nonostante corresse ad un ritmo regolare e senza strappi.
I Big ormai si allontanano ma Mutton mi tiene informato dell'andamento con le sue cronache al Napalm :-)

Purtroppo inizio a patire la sete: il clima come detto non era freschissimo e la parte finale di corsa cerco di stringere i denti autoincitandomi e pensando in continuazione al mitico Unicorno, ancora nella mia salda presa fino a quel momento.
La davanti, Yuri Floriani (FF.GG.) non molto brillante quel giorno, a pochi metri mi controllava ma per era la giusta motivazione a non mollare 1 metro.
Gli ultimi giri, specie la parte in lunga salita, sono stati pesanti ma mai ho ceduto totalmente; ho aumentato per quel che ho potuto e tutto sommato chi stava davanti a me nell'immediato non mi ha dato molto distacco ma finalmente...

Taglio il traguardo e riesco a Vincere il Trofeo Zarcone!!!!
Che soddisfazione immensa!
Poche volte mi avete visto esultare per una coppa, questo è il simbolo di un costante e modesto duro lavoro che, con un pizzico di fortuna, mi ha ripagato.
E' davvero il premio più importante mai conquistato, di cui esserne fiero :-)

Mi inchino davanti a te, Luigi, indimenticato Maestro nei miei primi anni di attività atletica e grandioso mezzofondista di cui l'Italia e la Sicilia andranno per sempre fieri!

Sapevo della Vittoria di Meucci, allo sprint in discesa, magistralmente Urlata da Mutton, ma non ho avuto modo di vederla in quanto ero dall'altra parte del percorso a chiudere l'ultimo giro.

A fine gara, insieme ai "First Six" sono stato chiamato sul palco, a ricevere l'ambito riconoscimento.
Ero parecchio emozionato e l'unica foto scattata a parte, è del Paf che ringrazio vivamente.

La classifica completa, visionabile da TDS Live:

1 - Daniele Meucci - C.S. Esercito - 30'05"
2 - Gamal Belal Salem - Quatar - 30'07"
3 - Sylvain Rukundo - Uganda - 30'15"
4 - Rachid Kisri - Marocco - 30'29"
5 - Migidio Bourifa - Atl. Valle Brembana - 30'49"
6 - Denis Curzi - C.S. Carabinieri - 30'59"
7 - Stefano La Rosa - C.S. Carabinieri - 31'12"
8 - Girma Tilahun - Etiopia - 31'24"
9 - Hamad Bibi - CUS Palermo - 31'40"
10 - Ruggero Giovanni - C.S. Forestale - 31'44"
11 - Dereje Tadesse Girma - Etiopia - 32'05"
12 - Yuri Floriani - FF.GG. - 32'13"
13 - Filippo Lo Piccolo - Violettaclub - 32'18"
14 - Giovanni Fortino - Runners Team - 32'54"
15 - Alessandro Brancato - Sprinteam Catania - 33'18"
16 - D'Ambrosio Domenico - C.S. Carabinieri - 33'28"
...

I miei parziali: 2'31" - 2'23" - 2'18" - 2'23" - 2'27" - 2'26" - 2'26" - 2'30" - 2'32" - 2'34" - 2'35" - 2'35" - 2'33"

Tempo cronometrico più alto di pochi secondi dall'anno scorso ma condizioni climatiche peggiori e condizione fisica ancora alla ricerca della netta ripresa, ma è solo questione di tempo (mi auguro).

Il comunicato stampa ufficiale è stato pubblicato sul sito Fidal Catania e su altri giornali online locali che premiano giustamente il grande trionfo di Meucci.

Ritorno a casa, "turbolento" (vedi finestrino ;-) ma sereno quel tanto che basta per impostare le ultime settimane che mi precedono dall'evento Maratona di Carpi nel modo migliore: il tempo stringe, e non ci si può più distrarre!

domenica 30 agosto 2009

Corriavis a Castell'Umberto 2009, Donare il massimo impegno

Martedì 25 Agosto.

Ultimo impegno importante per questo mese ormai andato e oltretutto di cartello data l'importanza rivestita dall'evento.

Differita RAI Sport Più in prima serata sabato 29 alle ore 20:15 con immagini "cinematografiche" con originali riprese dalla moto e la presenza mia e dei miei amici di tante battaglie ripresi e citati più volte.
Un cast di partecipanti da grande evento con stranieri di prim'ordine e i migliori siciliani ai vertici anche in Italia.
Del resto un grande atleta dal recente passato illustre come Massimo Vincenzo Modica ha scelto accuratamente tutti noi quindi il successo, come gli anni passati, è stato confermato.
Massimo non ha potuto correre con noi, ha un problema fisico che per ora lo limita negli allenamenti; ma ci tiene a tornare al più presto a ruggire come lui sa fare.

Castell'Umberto (ME), si colloca sopra Capo d'Orlando (ME): bisogna fare qualche Km di strada in salita per raggiungerlo, direzione Naso (ME), ma ne vale la pena visitarlo e andare a vedere la corsa perchè la collocazione dell'evento sportivo si fonde con le iniziative di sensibilizzazione sociale (donare il sangue è sempre importante) e di festa del paese.

Le premesse c'erano tutte, io non del tutto.
Giunti in piazza, notavo con piacere che qualche linea in meno nella colonnina di mercurio c'era e ne beneficiavo. La minore umidità la sentivo già sulla pelle che meno soffriva il caldo delle ultime settimane.
Purtroppo gli allenamenti procedono a stento nonostante la mia caparbietà nell'affrontarli, ma di questo ne parlerò in un post dedicato.
Tentativi falliti di lavori non solo ti lasciano perplesso ma ti tagliano a metà le gambe.
...Meglio pensare alla corsa!

Il percorso è tra i più impervi del Tour Estivo: un giro da meno di 1K che inizia con una discesa lunga e progressiva che regala nella seconda parte del corto tracciato un muro lungo e pendente da affrontare in forte spinta dopo l'ultima lunga discesa, un lungo tratto di leggera e usurante salita, un centinaio di metri di discesa riposante per poi affrontare l'ultima avversità rappresentata da una breve ma durissima salita, la più impegnativa del percorso.
Pochi metri avanti e si conclude il giro.
Mettiamo in conto che durante la gara una motocicletta dell'organizzazione si è fermata proprio in quest'ultimo tratto :-P

Alla momento della presentazione degli atleti, avvenuta nel tardo pomeriggio, lo speaker Giuseppe Marcellino (celebre commentatore, esperto di atletica a tal punto da commentare le telecronache per Raisport Più della Sicilia) annuncia i papabili protagonisti.
Il primo ad essere annunciato sono proprio io.
Sempre presentato come maratoneta, è un appellativo che mi rende onore, ma resto incerto dopo i trascorsi in pista di maggiore successo.
I personaggi con cui dovevo lottare non certo potevano essere gli stranieri, ma il sempre combattivo Francesco (specie quando i percorsi sono mossi), Bennici e Marco Calderone, di passaggio nella Sua Sicilia.
Poco prima della partenza la breve raccomandazione di Modica: "Non pensare alla Maratona per stasera" mi tiene maggiormente sulle corde.

Così allo sparo mi trovo in testa, davanti, per poco.
Diversamente dagli altri anni, il ritmo è altissimo sin dai primi metri e gli africani dettano la loro legge. Avanti si forma subito un terzetto formato da Dereje Tadesse Girma (ETH), Nelson Dokita Olempayei (KEN) e Hamad Bibi (MAR).

Dietro il principale inseguitore nei primi 2 giri è Bennici che dopo poco riesco a raggiungere.
Con me, si accoderanno Duca e Calderone; Bennici si staccherà dopo poco tempo. Giornata storta per lui.
Il terzetto che si crea in realtà è un quartetto con un Philimon Metto Kipkering costantemente dietro il gruppetto a sfruttarne comodamente l'iniziativa. Per tutta la gara la sua tattica è stata semplicemente di restare dietro il più forte di noi per poi operare l'allungo finale (come puntualmente ha fatto).

Per metà gara la situazione resta invariata.
I giri vanno via "dinamicamente" veloci, con questo alternare di salite e discese costante.

I tre avanti si pugnalano ad ogni salita con Bibi, chiamato ad essere il beniamino locale, che resta agganciato più che può ai due altri africani con il suo incedere a passi frequenti e leggeri.
Questa volta riesce a battere il sempre forte Nelson, ma deve cedere ad un Girma meno attivo (e quindi meno stanco) questo mese. Anche per questa volta, secondo!

Ho sempre cercato di sfruttare il più possibile l'energia cinetica delle discese per correre agevolmente metà di quei muri, ma la fatica e le non brillantissime condizioni mi hanno portato pian piano a staccarmi.
Purtroppo il ritmo imposto da Duca non lo reggo e resto da solo.
Da lontano i tre si allontanano, fino a che, nelle fasi finali della corsa, riesco ad emettere "l'ultimo urlo delle mie corde" correndo più sciolto e chiudendo in rimonta con un ultimo giro discreto.
Riesco a diminuire il gap dai tre, ma ormai la classifica (a cura della TDS) è stilata:

1 - Dereje Girma Tadesse (ETH) - 31'56"
2 - Nelson Olempayei (KEN) - 32'37"
3 - Hamad Bibi (C.U.S. Palermo) - 32'49"
4 - Philimon Metto Kipkering (KEN) - 33'26"
5 - Francesco Duca (Violettaclub) - 33'31"
6 - Marco Calderone (Antoniana Runners) - 33'46"
7 - Filippo Lo Piccolo (Violettaclub) - 34'05"
8 - Adil Lyazali (G.S. Valle dei Templi AG) - 34'42"
9 - Davide Ragusa (Grottini Team) - 34'46"
10 - Gery Interrante (5 Torri Trapani) - 35'00"
...

Non guardo mai chi mi metto dietro, guardo quello non sono riuscito a combinare, al cedimento non degli ultimi giri ma a meno della metà di gara.
Restano tanti i dubbi ma per me che di fatto conto esclusivamente sulla corretta alimentazione, sul riposo e sullo stile di vita corretto, quando uno di questi fattori scarseggia è difficile progredire.
La successione dei giri, complice anche l'avvio sollecito senza troppi complimenti, dice nel complesso PB della corsa, migliorato di soli 10":
1'30".5 (3 mini giri di piazza) + 3'05" + 3'08" + 3'12" + 3'13" + 3'16" + 3'22" + 3'21" + 3'20" + 3'21" + 3'14".

La premiazione, dei primi 8 e con fiore e... una mini lapide (!?!), viene accolta da un pubblico molto caloroso.
Duca (Violettaclub), premiato due volte, primo degli Italiani!
La manifestazione è riuscita benissimo e collocata ad un orario degno di un grande evento sportivo.
Di ritorno a Palermo, mi aspettano ancora tanti K da provare a correre e una lotta quotidiana contro questo caldo costante senza tregua che sta logorando il mio temperamento.
Non mollare sta scritto nella mia CPU, ma mai abusare di questo ordine!

(Ringrazio chi ha fatto il servizio fotografico con tanta abilità nel cogliere le dure azioni di corsa)

venerdì 28 agosto 2009

Gareggiare a Ferragosto.

15-16 Agosto.

Queste ultime due gare corse ormai da diversi anni le considero particolarmente importanti, "di cartello".
Purtroppo il fitto calendario di quest'anno ha addirittura messo la prima delle due, addirittura il giorno di Ferragosto.

Ma se in passato ho corso per le date più impensabili come l'Immacolata dell'8 Dicembre, la vigilia di Natale, il 31 Dicembre, il 1° gennaio, per l'Epifania e poco ci manca anche a Pasqua, questa è la prima volta che accade.
Non ero molto entusiasta della cosa, avrei anche avuto la possibilità di andare a mare, ma ero atteso agli eventi sportivi. Meglio così!

Dopo le lunghe trasferte passate recentemente la fatica si iniziava a sentire e non mi sono potuto presentare al massimo, ma come sempre ho dato fondo a tutte le energie che possedevo.
Soprattutto la trasferta messinese, risoltasi nelle prime ore mattutine aveva lasciato i suoi strascichi...

Sabato 15 Agosto.
Giro Podistico di S.Ambrogio - Cefalù (PA).
Questa corsa, ormai un classico del mese di agosto, propone sempre un discreto livello tecnico in un percorso spettacolare e difficile allo stesso tempo.
S.Ambrogio praticamente si eleva attraverso una stretta stradina interna alla Statale che che da sul mare. La piazza principale, parecchio ampia, luogo di partenza della gara su strada.

Il giro, molto impervio da 960m circa, inizia con una leggera pendenza per poi scendere verso la strada secondaria che sullo sfondo mostra il mare (ma la sera serve solo a prendere umidità...) attraverso una curva secca a gomito da prendere a forte velocità.
Si procede per il lungo rettilineo in leggera discesa che porta di nuovo alla zona abitata del paese con fondo in pavè, strade strette e curve secche, l'ultima delle quali immette nella lunga salita resa difficile anche dal fondo scivoloso di lastroni di pietra.
Il passaggio del giro rappresenta il punto di maggiore pendenza, a mio giudizio il più difficile; almeno c'è la successiva discesa già raccontata di inizio giro a far rifiatare.
Totale: 10 giri (9.600m).

Ormai le solite facce note di Nelson Olempayei Dokita e Nahashon Rugut (quest'anno tocca a loro gareggiare a "tempesta" in Sicilia, e cambiano ogni anno!) se la devono vedere con Hamad Bibi che, come detto in precedenza, quando sono gli altri a fare il ritmo è sempre presente e resta dentro fino alla fine.
Per quanto mi riguarda, come previsto, me la sono vista con Lyazali e Boumalik (Mar) e con la condizione fisica alla ricerca di un segnale di ripresa.
Gli allenamenti lunghi non li recuperi facilmente e queste gare sali-scendi non sono certo il modo migliore per farlo.
Resta fermo il fatto che partecipare per me significa rendere al massimo in gara

Purtroppo il mio tentativo di correre da personale sulla gara si arena a metà gara quando inizio a sentire segnali di cedimento...
Lasciati andare quei tre davanti, il ritmo lo imposto personalmente io, sul piede dei 3'05"/giro.
Purtroppo al 6° giro le forze iniziano a diminuire, anche a causa della fortissima umidità presente nell'aria e Lyazali con Boumalik prendono un discreto vantaggio nella strada semibuia a ridosso del panorama blu mare.
Il ritmo si innalza e provo a reagire, tanto che almeno l'ultimo giro scendo nuovamente sotto i 3'20" ma giunto sul traguardo, sono circa 30" in più rispetto al 2008 e le condizioni atmosferiche erano pressochè le stesse...
Chiudo 6° assoluto e non molto confortante è la consolazione di essere il primo italiano a tagliare il traguardo...

La classifica, con resoconto e foto ufficiali di gara, visionabili al sito cefalusport.it:

1 - Olempayei Dokita Nelson - 30'09"
2 -Bibi Hamad - Cus Palermo - 30'27"
3 - Nahashon Rugut - 31'10"
4 - Lyazali Adil - G.S. Valle dei Templi AG
5 - Boumalik Abdelkrim - G.S. 5 Torri Trapani
6 - Lo Piccolo Filippo - Violettaclub - 32'08"
...

A fine gara (e a tarda ora) premiazioni, festa, musiche e balli in piazza con la gente piena di energie e di entusiasmo... io no!
Altra trasferta in notturna, altra notte con poche ore di sonno...

Domenica 16 Agosto.
Giro Podistico ACSI Città di Ravanusa (AG)

Anche quest'anno mi presento alla corsa.
Ad essere sinceri, parlando direttamente con l'organizzatore che sapeva del doppio impegno consecutivo, non ci si poteva aspettare una grossa impresa.
Lo scorso anno la mia gara fu tra le più belle corse del 2008, con rimonta finale e crono degni di nota; questa volta dovevo gestire non tanto le energie ma quanto propellente fosse rimasto nelle gambe.
E così è stato.
La gara, da sempre veloce e filante dal tracciato semipiatto, ha semplificato la vita degli stranieri in corsa e di chi è abituato ancora ai ritmi intensi della pista.
Così mi sono ritrovato a gareggiare in difesa nella speranza di rintuzzare il più a lungo possibile gli attacchi di avversari più freschi di me.
Il solo Lyazali ha dimostrato di avere grandi doti di recupero tra una gara e un'altra, ma sinceramente non conosco l'atleta nè quanto si allena. Posso parlare di me, che per ora al risparmio non vado mai.

La partenza è stata abbastanza sollecita, sulla spinta dell'onnipresente duo keniano Olempayei - Rugut.
Mi sono inserito nel gruppetto inseguitore con Davide Ragusa e Lyazali a provare di tenere un ritmo uniforme, restando dietro.
Purtroppo su un tracciato così veloce è stato facile dare colpi di acceleratore per chi ha maggiore propellente nelle gambe, e così ai primi allunghi decisi dei keniani, non ho potuto reagire all'incremento di Ragusa che da buon ventenne di grandi promesse (concrete!) sta curando pista & velocità in prospettiva di un bel finale di stagione a settembre.

Come è accaduto il giorno prima, quindi, a metà gara, mi sono staccato dal gruppetto e ho terminato la gara da solo, pur mantenendo comunque un buon ritmo.
Alla fine dei 9,7 Km circa del percorso, ho chiuso in 30'59" (3'11".0/Km) con i seguenti passaggi:

3'08" + 3'03" + 3'05" + 3'00" + 2'55" + 3'05" + 3'07" + 3'11" + 3'14" + 3'07"

Non è male considerato il momento delicato e molto pressante, ma guardando il 30'11" dello scorso anno non posso essere certamente contento...

I due keniani si sono giocati la vittoria sul lungo rettilineo finale in leggera discesa con Nelson Dokita a primeggiare su Nahashon Rugut.
Ho visto l'allungo con la coda dell'occhio e immagino che l'attacco decisivo sia stato sferrato nella corta traversina prima del citato rettilineo.

Davanti, un Ragusa "High Speed" conquista il 3° posto con un ultimo giro alla keniana con 2'48" finale - Monstre!

La classifica finale:

1 - Olempayei Nelson Dokita - 29'26"
2 - Nahashon Rugut - 29'34"
3 - Davide Ragusa - Grottini Team - 30'10"
4 - Adil Lyazali - G.S. Valle dei Templi AG - 30'20"
5 - Filippo Lo Piccolo - Violettaclub - 30'59"
6 - Salvatore Nicosia - Athletic Terni - 31'51"
7 - Vito Massimo Catania - Atl. Regalbuto - 31'54"
8 - Enrico Pafumi - Castenaso Celtic Druids - 32'04"
9 - Marco Alberti - C.O. Maratona Città di Palermo - 32'28"
10 - Alfio Scalisi - C.O. Maratona Città di Palermo - 32'42"
...

Per classifiche complete, foto e altro visitare il sito della prosport ravanusa.

Il ritorno a casa, più complicato che in altre trasferte, stanco e parecchio perplesso, mi ha fatto pensare che non è stata una buona idea correre due gare così forti...
Dovrò rivedere i programmi per il prossimo anno; considerato che ad agosto è sempre inevitabile il forcing di gare su strada è inutile aggiungere altri K.

Sono state due manifestazioni discretamente partecipate, anche se mancava qualche nome italiano di un certo peso, sia a livello nazionale che regionale.
Infatti le due classifiche molto corte fanno risaltare all'occhio tale mancanza...
E' comunque un peccato, perchè la base c'è ed è buona ed un pizzico di rivalità in più non può mai far male.
Ormai determinati nomi che fino a 3-4 anni fa si comportavano egregiamente su strada in Sicilia iniziano a non essere più presenti per diversi motivi ed il ricambio stenta ad esserci.

Ora le ultime apparizioni su strada e magari un grande classico di settembre mi aspettano giusto per non abbandonarsi alla routine di sacrificio che, a parte il lavoro quotidiano, lascia poco spazio ad altro.

lunedì 24 agosto 2009

Vacanze ad Agosto - Americana di Roccella Ionica Stellare

12 Agosto.

La pausa kilometrica ci voleva.
O dentro o fuori, non puoi perdere un attimo di lucidità, non ti puoi presentare stanco ad una gara ad eliminazione; non accade che puoi recuperare la posizione persa.
Sei ultimo ----> Eliminato!

Colgo nuovamente la sfida.
L'organizzatore di questa manifestazione quest'anno ha dato il meglio di se, considerando che in questo periodo diversi atleti Top normalmente non gareggiano per svariati motivi: voglia di staccare la spina dalle giornate calde, ultimi impegni recenti (vedi gli Assoluti di Milano), periodo di allenamento in altura e, per i migliori del Pianeta, i Mondiali di Berlino in Germania.

Viene messo in piedi un cast di eccellenza: 4 atleti keniani, 2 ruandesi, 2 marocchini, tutti stranieri fortissimi dai personali in pista da brivido.
La scelta degli italiani è mirata e di prim'ordine: da Iannone, valente 1500ista e specialista di queste gare ai siepisti Iannelli e Floriani (tra i migliori in Europa), a Pietro Leone (ottocentista esperto anche lui di americane) senza dimenticarci di Duca, il Killer che non ti aspetti ma che ormai temono tutti.
Mi ci metto pure io? No, sinceramente ho sempre rimediato dolorose batoste a queste gare ma la pista quest'anno mi ha dato maggiore velocità di base. Ciò resta l'unica speranza.
Cuzzocrea e De Leo, atleti locali per chiudere il cast dei 16 (e che l'anno scorso mi avevano legnato).

Alla presentazione veniamo chiamati tutti e l'immancabile speaker Nerli Ballati cita le imprese di ognuno dei pretendenti; i keniani davanti a me tutti magri e tiratissimi li vedevo tra i favoriti, ma la speranza di vittoria la tenevo per me e parlava italiano.
Le interviste curate da Giovanni Certomà, con la solita impeccabile professionalità.

La sera della gara la tensione dentro è presente ma non la faccio notare a nessuno, scherzando e dialogando con assoluta naturalezza.
Vengo a sapere che Yuri Floriani, tra i favoriti alla vigilia ha subito una congestione; è stato parecchio male ma si riscalda con noi: la sua prestazione è incerta ma non si da per vinto.
Lavoro sui piedi, saltelli e andature come se fossi pronto a partecipare ad una gara su pista, lo scatto è importante.

Il percorso è il solito e spietato: giro da 800m circa cui i primi 580 circa vanno corsi obbligatoriamente dietro la moto di gara a velocità lenta (circa 4'00"/Km). Il tratto è in gran parte in discesa per poi immettersi in una stradina stretta e contorta dove stare avanti conta tantissimo.
All'uscita di questa stradina, curva secca a sinistra a completare il giro e volatone di 220m in salita dalla pendenza progressivamente più accentuata.
Quest'anno sono state segnate a terra anche le distanze al traguardo, utili punti di riferimento.

La formula della gara cambia e secondo me giustamente: i primi due giri sono di passerella, poi dal terzo iniziano le volate in questa lunga salita: ad ogni giro l'ultimo concorrente viene eliminato lasciando solamente 500m circa a ritmo lento per rifiatare.

Gli ultimi attimi prima della preparazione li dedico a studiare la salita: non dovevo lasciarmi prendere dal panico e sparare tutto i primi metri. Simulavo il comportamento da tenere, agile fino ai -100m per poi estendermi fino all'arrivo al massimo della forza che potevo esprimere in salita.
Per me, sfavorito, i dettagli avrebbero fatto la differenza.

I primi due giri corro sciolto, a passettini, resto avanti alla moto, ma tutti vogliono restare avanti.
Si inizia a sgomitare al momento decisivo, è ora!
Le tante ore di pista mi aiutano a restare freddo e a piazzarmi dove volevo.

Prima volata!
Esco tra i primi, resto agile e sparo a metà salita con grande forza senza perdere contatto dal gruppone. Resto dentro.
Eliminato De Leo.

Seconda volata!
Termino esultante la prima volata, per me la gara inizia adesso.
Mi coinvolgo, resto attaccato alla moto che nella stradina stretta va un pò troppo avanti; il gruppetto si scioglie e me ne avvantaggio.
Tiro ancora forte e resto dentro.
Eliminato Cuzzocrea.

Terza volata!
Ora tocca a me pensavo, "esco, ma devo vendere cara la pelle!"
Resto concentrato, prendo Iannone come punto di riferimento e faccio bene.
Questa volta sono meno agile ma riesco a piazzarmi, uscendo di precisione sfiorando il marciapiede dall'interno.
Tiro come un disperato, ai -50 vedo a fianco a me un keniano; posso ancora aumentare e... sorpresa!
Eliminato Philimon Serem Kipketer. C'era un Philimon di troppo e quello non ero io!

Quarta volata!
Entro ormai in coinvolgimento emotivo. Riesco a tenere alta la concentrazione. Stare avanti mi riesce facilissimo e recuperare si può senza soffrire.
Devo dare tutto, questa volta mi trovo piazzato al centro; mi passano Laalami e Iannone come schegge; ai -100m Iannelli che tengo alla scia, un keniano soffre con me e dietro osservo, controllo...
Eliminato Hamad Bibi.

Quinta volata!
Devo solo fare il mio lavoro, dare tutto, vendere cara la pelle.
Resto attaccato alla moto, anche troppo, tant'è che all'inizio della volata mi rallenta un pò e resto leggermente attardato.
Quando Iannelli mi passa prima dei -100m capisco che è arrivata la mia ora... Ai -50 ero già staccato dal gruppone e saluto il pubblico.
Eliminato Filippuccio.

Mi godo il resto dello spettacolo.
Duca fa fuori 3 africani e Leone prima di arrendersi da grande combattente.
La resa di Leone che si era fermato al giro precedente gli aveva risparmiato una fatica facendolo recuperare e alla sua ultima volata ha dato l'anima per non uscire. La grande sorpresa, temuto da tutti sarebbe stato lui, in finale. Peccato.

Gli africani cadono come delle pere mature, uno ad uno: in salita bisogna salire di potenza e non solamente di elasticità, quest'ultima dote per cui sono imbattibili.
Questo non era il loro terreno ideale, evidentemente.
L'ultimo ad uscire è Iannelli, anche lui stremato, prima della volata a 4.
A vincere, anche a dispetto della brutta congestione intestinale patita in mattinata, è Yuri Floriani (FF.GG.) che domina su Laalami (Mar) e Iannone.
Al quarto posto un Vincent Kipchirchir che inspiegabilmente compie un volatone inutile nella tornata precedente, evidentemente fraintendendo che la corsa finisse proprio in quella volata.

Per la cronaca e la classifica finale dettagliata, sul Sito del Violettaclub i dettagli.

Contento, tanto, mi scopro competitivo anche nelle volate e consapevole che il lavoro in pista è stato proficuo e duraturo.
Ora mi chiedo se tutto ciò servirà ad economicizzare il passo in funzione-maratona quando proverò a correre a ritmi un pò più elevati del solito.

Al ritorno dalla Calabria, giorno 13 agosto, siamo rimasti in zona.
A Messina, a sera tarda (la gara è partita alle ore 23:30...) si è svolta una corsa su strada da circa 9,2 K denominata "Maratona di Ferragosto".
Soliti contendenti ma ero motivato a tentare il tutto per tutto pur di lottare per la vittoria.
Mi sentivo fresco ma dopo una giornata dura passata in giro non ero proprio riposato...
Purtroppo, a conti fatti, la mia si è rivelata una scelta sbagliata...

Giro banale: lungo il corso principale di Messina, un avanti-indietro lungo i due rettilinei divisi da un classico spartitraffico con leggera pendenza in salita all'andata (e conseguente discesa al ritorno).
Il tutto da ripetere 6 volte.

Parto in gruppo ma tra tutti ha voluto subito chiudere la partita Hamad Bibi (Cus Palermo) che dopo pochi metri rompe gli indugi e inizia ad imporre un ritmo forsennato.
Non ci sto e decido di stare attaccato, incollato al marocchino.
Poco alla volta si staccano i principali avversari: prima Duca, poi Calderone e infine Lyazali.
Dall'assetto di corsa e internamente sembrava stessi controllando l'avversario ma non avevo fatto i conti con la stanchezza accumulata dal continuo girovagare.
Bibi ad ogni occasione prova a staccare anche me: in salita, in discesa e sul piano, con il suo passo agile e veloce ed i suoi incrementi di ritmo.
Il suo forcing ottiene successo all'inizio della discesina sul rettilineo di ritorno quando bisognava completare il 4° giro (dei 6 previsti).
Il dramma inizia qui.
A fine 4° giro mi passa Lyazali e dopo poco, a velocità doppia un grande Marco Calderone (Antoniana Runners) che inizia una rimonta spettacolare.
Per me la corsa termina qui. Duca riesce a rimontarmi ma già da tempo avevo smesso di correre e chiudo in 5° posizione.
La vittoria va a Marco Calderone che recupera un Bibi vittima dei suoi stessi continui e ripetuti attacchi, anche lui senza forze nel finale ma pur sempre al 2° posto.

La classifica, visionabile dal sito della Sportaction:

1 - Marco Calderone - ASD Antoniana Runner - 28'18"
2 - Hamad Bibi - CUS Palermo - 28'43"
3 - Adil Lyazali -GS Valle dei Templi AG - 29'03"
4 - Francesco Duca - Violettaclub - 29'18"
5 - Filippo Lo Piccolo - Violettaclub - 29'34"
6 - Abdelkrim Boumalik - GS 5 Torri Trapani - 29'46"
...

Resta ferma l'impressione che un atleta fortissimo sul ritmo come Hamad Bibi e capace di stare nei gruppetti di testa ad ogni gara anche dai livelli altissimi, diventa vulnerabile quando si corre da soli contro di lui.
Calderone è stato più intelligente, dall'alto della sua maggiore esperienza, a gestire una gara che anche per me avrebbe potuto avere un epilogo migliore.
Ma resta il fatto di averci provato fino in fondo.
E resta anche il fatto che ancora una volta correre su strada non mi sta restituendo le belle sensazioni provate in pista fino a qualche settimana fa.
Non demordo, mi aspettano le ultime gare su strada prima di chiudere questa lunga parentesi in giro per vari paesi che molto mi sta dando da riflettere in prospettiva maratona.

(Ringrazio Giovanni Certomà per le foto pubblicate su Podisti.net)

giovedì 20 agosto 2009

Vacanze ad Agosto - Tappa di Trasferimento Sicilia-Calabria

Dal 07 al 11 agosto 2009

Agosto, da sempre il mese con la più alta concentrazione di gare.
Devo ammetterlo, ho esagerato e ritornando indietro nei miei passi avrei evitato almeno una gara di troppo, specie se la lunga sequenza è avvenuta con una base di lavori già parecchio impegnativi e stressanti per il fisico.
Ma da come è sempre stato, il lavoro specifico restituisce quanto cercato, mentre la gara non può far altro che mettere sotto stress il fisico senza alcun ritorno di qualità.

La situazione si fa ancora più difficile considerando che dopo il Ferragosto ci stanno tanti altri eventi che possono ancora indurre in tentazione: dopo Ferragosto lo STOP a questa sbagliata tendenza sarà d'obbligo e mi concentrerò solo sulla Maratona privilegiando solamente le corse che meritano maggiormente, un paio al massimo.

A tutti gli effetti mi sono preso una specie di "vacanza" dal programma rigido di allenamenti girando la Sicilia e la Calabria e gareggiando più volte nell'arco di quest'ultima settimana.
Ma oltre non si dovrà andare.
Il tempo per preparare la Maratona di Carpi stringe!!

Al ritorno da Potame ci si dedica nuovamente al potenziamento con carico leggermente aumentato e successivi 40' di lungo forte.
Ma venerdì 07 agosto iniziamo a piazzare un lavoro impegnativo.
Ottimisticamente parto con la convinzione che non sarebbe stata durissima e invece ho dovuto ricredermi. Piuttosto noto con piacere che gli allenamenti non buttano giù, le gare si!
Mi tocca di affrontare la Salita di Montepellegrino dalla Scala Vecchia (ricordo che è come affrontare costantemente un muro ad alta pendenza con strada a lastroni di marmo, immerso nel verde). La costante ormai è di arrivare alla sede RAI con antenne e ripetitori, altri 5'-6' di divertimento :-P
Riesco a passare come una scheggia a Mezzarancio (6'40" mai così forte) ma rallento a 2/3 di prova e passo in 17'32" (17'01" il PB) agli obelischi per finire in 23'15" alle antennine.
Nuovo PB, migliorato di circa un minuto.
Organizzato per tornare a terra il più in fretta possibile, torno allo Stadio e mi aspettano 8x500m R.1'
Ero mezzo "ubriaco" della violenta salita e le Adizero Adios già zuppe di sudore, raccolgo le forze (mentali) rimaste e chiudo la sequenza: 1'27"-1'32"-1'32"-1'31"-1'32"-1'31"-1'30"-1'27"
Il recupero da 60" era davvero troppo limitato stavolta.

Ma non ne sono uscito male.

Sabato 08 agosto.
L'effetto potenziante si sente: la mattina dopo riesco a correre un lunghetto lento ma ben controllato e poche ore dopo si decide di andare ad una garetta, spinto da diverse persone: la Strasutera (CL).
Avrei evitato, di correrla, ma almeno ho avuto il piacere il conoscere tanta gente accogliente, in un paesino dalle viuzze strette e dalla piazza centrale, punto di incontro dei residenti.
Il percorso, per un totale di 7,4 Km dislocati su 5 giri, si è rivelato molto nervoso, dalle curve strette e con una discesa tra le più ripide e pericolose mai affrontate: ad un certo punto questa strada stretta deviava sulla destra e si era costretti a decelerare per... non finire spiaccicati su di un muro!!
Dopo un paio di giri tranquilli e con le prime 4 posizioni delineate, l'attacco di Lyazali avviene proprio in questa discesa assurda.
Lo lascio andare, lascio andare tutti, oltretutto è sera ed illuminato male il percorso; il rischio di una storta su quei lastroni è altissimo.
Solo Duca riesce riprendere il marocchino mentre per me, più tranquillamente, è facile riprendere Boumalik, che era scappato via in discesa, nei tratti più impegnativi.
3° posto finale e gambe stanche.

La classifica:
1 - Duca Francesco - Violettaclub
2 - Lyazali Adil (Mar) - G.S. Valle dei Templi
3 - Lo Piccolo Filippo - Violettaclub
4 - Boumalik Abdelkrim (Mar) - G.S. 5 Torri Trapani

Ed inizia la mini-vacanza sulla costa ionica calabrese. Chi cerca acqua pulita, zero stress e pace in spiaggia senza la folla di 1.000 persone/Kmq può andare ovunque nei Km di costa che offre questa terra.

Domenica 9 Agosto.
La mattina riesco a correre il lungo nonostante il rientro tardo a casa e ci si dirige in Calabria.
Obiettivo: gara di Bruzzano Zeffirio (RC): giro unico da 8 Km, passando più volte dal traguardo e attraversando punti diversi del paese con salite continue dalle pendenze difficili.
Finalmente non c'è da lottare strenuamente, per me e Francesco che siamo in "vacanza" è l'ideale e corriamo a passo moderato.
Ci ritroviamo in coppia in testa per tutta la gara, da dietro tengo a debita distanza il terzo che non può impensierirci.
All'ultimo K facciamo un pò più sul serio; infiammiamo gli spettatori con una volata lunga durata un paio di curve e, come da pronostico, vince Francesco.

La classifica:
1 - Duca Francesco - Violettaclub
2 - Lo Piccolo Filippo - Violettaclub
3 - Cuzzocrea Francesco - Violettaclub

I giorni di relax passati in Calabria sono serviti a ricaricare le pile: 2 giorni di mare e a visitare posti nuovi ci hanno portato ad affrontare nel modo migliore l'evento clou: l'Americana di Roccella Ionica di giorno 12 agosto, la corsa su strada ad eliminazione più dura e competitiva in Italia: essere tra i 16 partenti anche quest'anno è già motivo di orgoglio e grossa responsabilità.
Basta distrarsi o essere poco in forma e la cattiva figura è intascata.

Sarò stato abbastanza veloce, reattivo e... furbo?

Ringrazio l'Atletica Bruzzano per le foto.

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...