41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...
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mercoledì 8 gennaio 2020

Anno Nuovo, Nuovi Obiettivi

In fondo devo dire "GRAZIE" a chi mi supporta
da quando ho iniziato la "nuova vita"...
Palermo, dicembre e gennaio 2020.

L'obiettivo fondamentalmente è: "sopravvivere", alla quotidianità, alle difficoltà di insieme familiari, del lavoro e di tutto...
Correre è diventata la prima attività della giornata, scendo ogni mattina presto, anche durante le festività (tranne qualche umana eccezione), ed ovviamente vengono a mancare nell'ordine:

1 - Lucidità mentale per affrontare con impegno alcuni allenamenti specifici che non possono essere affrontati con la dovuta calma
2 - La fretta di concludere tutto nel tempo prestabilito spesso mi porta ad affrontare gli specifici in posti non idonei
3 - Il raggiungimento di luoghi a me cari, fonte di grande stimolo e ben allenanti, è venuto a mancare e sento tanto la nostalgia dei bei tempi (per ora) andati in gruppo con gli amici di sempre
4 - Il freddo del mattino non aiuta a carburare velocemente ed i risultati non sono mai soddisfacenti.
Per fortuna il pericolo di infortunio è venuto meno grazie all'esperienza, ormai non parto più "a bomba" nei primi minuti, e preferisco prendere tutto il tempo che serve...
5 - Così facendo, mi trovo ad incontrare poca gente e tutta la forza della mia mente è l'unica ancora di salvezza per poter andare avanti; insieme ad essa, i continui stimoli sportivi e la forza di un gruppo sportivo (Monti Rossi Nicolosi) che ha obiettivi comuni.

Onestamente, correre al mattino non ha solo lati negativi, perchè non si incontra il pesante traffico cittadino, si respira un'aria sempre fresca che ti fa sentire bene ed apprezzi di più lo sforzo.
Che sia mattino presto o tardo pomeriggio durante l'inverno non cambia molto, si incorre nel buio pesto e onestamente è più incoraggiante affrontarlo al mattino che al pomeriggio, ti da un senso di minor oppressione.
Ultimo lato positivo, infine, è apprezzare molto da molto di più le uscite pomeridiane che ogni tanto riesco a fare, dove un solo raggio di sole che colpisce gli occhiali da sole mi da attimi di felicità!

Come già dimostrato in precedenza, se apparentemente tutto va male, il cronometro non mente mai e te ne torni in doccia con mille dubbi in testa, i riscontri in gara cambiano tutto.
Molte volte un cattivo allenamento è frutto dei malumori quotidiani che capitano non di rado, ma per fortuna (e da qui il motivo del perchè continuo a farlo), comunque vada, correre mi rende più sereno ed equilibrato e pronto ad affrontare anche un'ora di pianti (o capricci) ininterrotti.

La gara di giorno 05 gennaio a Palermo, denominata "Giocattolo in Corsa", ha portato in Città un evento già applicato altrove, a Roma per la precisione.La tassa di iscrizione per questa 10 Km circa in pieno Centro Città, su di un semplicissimo percorso di 2 Km da ripetere 5 volte, era di donare un giocattolo per i bambini meno fortunati dei nostri, forse troppo viziati al giorno d'oggi.
La partecipazione poteva essere maggiore ma le feste hanno
influito negativamente
Mi ero iscritto anche per la passeggiata non competitiva da "correre" con il bimbo che sarebbe partita subito dopo l'evento agonistico, ma il clima funestato da vento freddo e scrosci mattutini di pioggia ci aveva fatto desistere... peccato!

In un clima umano molto rilassato e festoso, con un modesto numero di partecipanti, siamo riusciti a correre senza ulteriori scrosci piovosi, avvenuti nell'ora precedente al via.
Strade lisce e scivolose, un pochino pericolose per via dei ben 10 giri di boa da affrontare in totale.

Con una certa sorpresa, vedo in blocco tutto il gruppo dei ragazzini competitivi allenati dal decano Prof. Liga (che per le sopra citate esigenze non mi ha potuto seguire più), schierati alla partenza.

Non conoscevo più i valori di ognuno di loro, per quanto mi riguarda, potevano essere cresciuti in modo esponenziale o essere reduci da infortunio e, come nel caso di un ragazzo appena ventenne di colore, S. Diakite, potevo solo intuirne le capacità.
Quel ragazzo ha un vero potenziale, ma come per tutte le attività, vanno allenate giorno dopo giorno.

Al via, mi ritrovo già il favorito con il pettorale numero 1 il che mi lusinga, ma dopo pochi metri mi trovo buttato dentro un'altra dimensione, quella della competizione con la gente e gli stimoli tornano quelli di un tempo, elettrizzanti!

Purtroppo non avendo grande lucidità, pur continuando a fare i giusti allenamenti veloci, mi trovo subito avanti a correre sui 3'20"-25"/Km ma senza fare tanto "rumore".
Tra l'altro non voglio scoppiare e preferisco correre il mio medio in maniera costante.

Ragazzo, la prossima volta corri contro il tempo, non contro l'avversario!
Ma è questo il punto: più di andare a 3'30"/km non riesco e dopo il primo giro mi ritrovo distante 5 metri il giovane ragazzo di origini somale che vive e studia qui a Palermo.
Probabilmente gli sono stati impartiti ordini di non tirare assolutamente e stare a distanza per farmi stancare ed attaccare nel finale.

Passano i chilometri, passano i giri e sto ragazzo me lo trovo sempre dietro, distante in modo "subdolo" quanto anomalo 2 o 3 metri.
Non è a fianco a me e nemmeno staccato dietro, ma sento che non respira affannosamente, il che mi basta per capire come andranno a finire le cose.
Potrei essere altrettanto subdolo e rallentare, ma non sono così stupido da capire che non avrebbe influito sul risultato finale: avrei perso lo stesso.

E così, dopo aver corso 4 giri - fotocopia, come previsto buon Soumalia parte esattamente sotto il gonfiabile dell'arrivo, con la freschezza dei suoi vent'anni e mi lascia sul posto.
Reagisco, questo è certo, ma nulla posso e comunque ciò mi permette di terminare l'ultimo giro con lo stesso tempo degli ultimi tre!

A vent'anni, riavvolgendo il nastro della mia vita, avrei attaccato venti volte in quegli otto chilometri, fino allo stremo delle forze, mentre invece nonostante la giovane età, questo ragazzo è stato molto saggio, ha saputo usare la testa ed ha ascoltato ciò che gli era stato suggerito (e ne sono convinto).
E' una gran dote, così come l'aver corso l'ultimo 2.000m sotto i 6'20", ma non ha molto da esultare in quanto ha comunque corso una 10 Km poco sotto i 35 minuti.
E' giovane ed ha ancora molto da lavorare se vuole scendere sotto i 32 minuti molto presto, ma ne ha pienamente le doti: è veramente ben muscolato!
Grazie a Matteo della Trinacria Palermo per
la Foto!
Per me, invece, aver chiuso i 10,2 Km circa in 35'20" è comunque un buon crono considerate le fatiche giornaliere.

Sono comunque contento, nonostante i (più di me) giovani di belle speranze continuano a perdersi per strada, trovare un ragazzo che sappia affrontare le gare come si deve mi rende felice.
Non è possibile che continuino a dominare in Sicilia gente come me (così male allenata per il momento) o come la Barbara Bennici che si allenavano ai tempi di Rachid Berradi che correva a Sydney 2000 nei folti gruppi di Aldo Siragusa, Gaspare Polizzi o Totò Liga.
Tutto sembra apparentemente congelato, ma i giovani continuano a latitare.

Forse si sottovaluta l'impatto che una passeggiata non competitiva può dare ad un bambino.
Del resto rimasi folgorato dalla Corsa sin dal primo giorno che un mio caro parente mi invitò per fargli compagnia...
Continuo ad essere ottimista: potrei correre un mille in 2'50" tutt'oggi se mi allenassi per un mese intero come sapevo fare prima, così come potrei tornare a correre in poco tempo intorno i 33 minuti, che sarebbe più lusinghiero...
E' una scommessa che potrei cogliere, ma questi tempi non torneranno più e mi tengo la mia attuale dimensione: testa bassa, allenamenti e vivere bene con me stesso.

Il prossimo obiettivo, quindi, sono i consueti cross invernali regionali che si terranno nella prima fase a Belpasso (CT): sarà una bella boccata di aria fresca (pur non essendo storicamente tagliato per le gare infangate)  per la mia mente riuscire ad essere ai nastri di partenza...

(Gli eventi ACSI sono sempre ben organizzati, per cui ringrazio Ferruccio, la ASD Pegaso per il pettorale numero 1, Fotomatti Trinacria, E. Riccobono e tutti i supporters quella domenica)

lunedì 2 dicembre 2019

Palermo Maratona - La più affascinante e forse la più dura al Mondo

In Copertina Palermo... Ma quanto sei bella?
(Foto di Toti Clemente)
Palermo, 17 novembre.

Si conclude quest'ultimo viaggio lungo 42 Km e 195m di lotte e voglia assoluta di farla, nonostante un guaio personale e le ordinarie vicissitudini familiari sempre più crescenti.
Da qualche giorno ho compiuto quarant'anni e se penso che 10 anni fa mi trovavo solo soletto a New York City a dimostrare al Mondo il mio valore nell'atletica, penso che da quel periodo ne ho fatto tanta di strada bella!

Nelle ultime settimane, non solo mi sono fatto male seriamente ad una spalla che ha impedito di allenarmi per una settimana, ma ho avuto a che fare con i vari malanni dei piccoli di casa, ragion per cui stavo per mollare l'idea di affrontare la grande avventura della Maratona.
Eppure, eccomi là ai nastri di partenza ad onorare un evento così bello e affascinante che mi ha rapito quando, appena compiuti 18 anni, portavo a termine la mia prima mezza maratona con l'entusiasmo del novellino, in 1h21' circa.

A quell'epoca si correva per "la Madonna", ovvero l'8 dicembre, e molto spesso capitava di imbattersi in edizioni fredde e piovose.
Si respirava aria di forte competizione, arrivavano gli atleti keniani del "Fila Team" conosciuti in tutto il Mondo (non era altro che un gruppo seguito a livello manageriale da una nota famiglia con sede a Brescia e supportata successivamente da altro brand), imparavo a respirare la puzza di canfora che solo gli atleti di colore spalmano ancora oggi, mi confrontavo con tutti i podisti siciliani che correvano forte ed in quegli anni le classifiche erano severe se non correvi sotto l'1h10' nella mezza.
Lo Start sotto un timido sole (D. Maniaci)
Ricordo che in quello che era il doppio giro della Città che attraversava il Parco della Favorita ed il Centro, per molte edizioni veniva a correre un atleta Russo che sapeva chiudere in 2h18' circa, che in quel percorso è di tutto rispetto.

Palermo come Città non si è mai potuta offrire tecnicamente per dare il miglior riscontro cronometrico e da alcuni anni, come ho raccontato, la scelta di allargare la corsa fin su Mondello ha aperto l'utenza in due: meglio un giro (quasi) unico che tocchi tutte le bellezze della Città penalizzando ulteriormente il risultato cronometrico, o lasciare tutto come era prima, con due (noiosissimi aggiungo io) giri identici dove il maratoneta al secondo giro resta abbandonato a se stesso?

La risposta appare scontata e quest'anno, nonostante l'obbligo della partenza dal Giardino Inglese, peraltro molto ben apprezzata dai vari turisti - runners stranieri e venuti da fuori Sicilia, l'organizzazione ha saputo tirare il meglio dalle difficoltà logistiche del percorso, rendendo apprezzabile ed emozionante l'evento fino all'ultimo metro.
Ma capirete perchè leggendo le mie impressioni.

Novembre è un mese strano a Palermo.
E' difficile incontrare il freddo vero, quello che a me personalmente aiuta parecchio a gestire la fatica.
Fino a venerdì c'era stata in Città un'afa anomala che mi faceva preoccupare non poco.
Domenica mattina, invece, sono arrivati dei nuvoloni autunnali con vento freddo alternato da spruzzi piovigginosi e un timido sole che mi hanno messo nelle condizioni ideali di affrontare una Maratona con uno spirito più positivo.
Del resto avevo preparato l'evento in tutta fretta con pochi chilometri ed un paio di uscite di poco più di due ore, seppur affrontate a forte ritmo, che non erano per nulla sufficienti a coprire l'intera distanza.

Sta per concludersi la prima mezza maratona con l'avversario Slovacco
che giungerà terzo (P. Carollo)
Come previsto dopo la Partenza avvenuta abbastanza puntualmente, i tre atleti keniani favoriti scappano via e con esso l'unica atleta di colore chiaramente favorita alla vigilia.
Oltre a loro, un runner belga (riconosciuto dai colori della maglia) ed il locale Mohamed Idrissi, iscritti alla Mezza Maratona che correvano da 1h10'.
Dopo di loro, il vuoto, ovvero il mio gruppo caratterizzato da cinque unità, me compreso.
C'erano dentro un paio di runners per la Mezza Maratona e tre maratoneti.

Questa volta il percorso parte diretto verso il Parco della Favorita su Mondello ed in men che non si dica il nostro modesto incedere sui 3'40"/Km supera gli avvallamenti del Parco e sgambetta per tre chilometri in discesa verso Mondello.
E con facilità estrema, il primo quarto ce lo mettevamo alle spalle.
Mondello era fredda, deserta, sono bastati quattro nuvoloni minacciosi a lasciare a casa molta gente.
Il mio obiettivo era comunque di idratarmi costantemente vista l'aria comunque umida, ma non c'era necessità impellente di farlo in modo puntuale.

I successivi tre chilometri tutti in salita mettono in difficoltà i runners della mezza maratona, ma non soffro particolarmente, è troppo presto per farlo!
Superata Villa Niscemi, ci aspetteranno diversi chilometri in leggero declivio a favore che mi consentono di rilassarmi e pensare solo alla pace del paesaggio.
Inizio a scorgere molta tifoseria straniera ed era evidente che si trattasse degli accompagnatori degli atleti in gara!

Lo scatto di Giusina Perna, la Cattedrale, il Liceo Vittorio Emanuele II ed
un runner con poche energie...
Su Via Libertà inizio a notare tanto pubblico festante e tanta, tantissima gente che incitava il mio nome, un'emozione indescrivibile, tant'è che ho tutto il tempo e la gioia di salutare e replicare con un sorriso o una veloce battuta.
Sto bene e sono contento.

Alla Mezza Maratona, completando il percorso esatto senza modifiche rispetto ai runners della sola 21K, passo in 1h19' circa e, abbandonati i compagni della Mezza Maratona, mi rimane incollato con enorme differenza di altezza e "biondezza", un runner slovacco capitato qui per fare visita alla Città che durante la gara l'ho scorto con la propria moglie/compagna e figlia.
Persone gentilissime che facevano il tifo anche per me!

Questo ragazzo è molto in gamba e sicuramente preparato, ma preso da una condizione euforica continuo del mio passo e riesco senza nessuna fatica a staccarlo di un centinaio di metri.
Al secondo passaggio il Parco della Favorita è vuoto, ma so benissimo che durerà poco.

La solitudine alle volte fa bene e ti aiuta a restare concentrati sull'obiettivo del momento.
La stessa dura per tutto il tratto ondulato che da sempre mi spezza le gambe e porta fino al semaforo di Pallavicino, in corrispondenza della discesa di Mondello.
Affrontato il giro di boa, praticamente si rientra nel percorso della Mezza Maratona dove posso correre in compagnia dei runners più lenti, turistici o adagiati.
Ma come penso sempre, l'importante per tutti è fare sport a qualunque ritmo o intensità.

Il lungagnone slovacco è sempre dietro staccato, forse di 150 metri, ma non molla.
Corso Vittorio Emanuele - Tento di scorgere l'avversario ancora "a distanza"
Penso di aver fatto un tratto di Favorita discreto, senza alcun calo di rendimento, così, mentre mi cimento a correre nuovamente in leggera discesa su Viale Diana e verso Via Libertà sono sui 28 Km e penso al muretto dei 30.
Nessun tentennamento.

In discesa tutto è facile e torna subito la gran tifoseria, fa molto bene al morale.
Passo di nuovo sotto gli archi dell'arrivo ed è circa il chilometro 34, poi 35 e 36, ormai manca poco.
Stavolta si passa per il Centro Città, abbastanza deserto per i suoi standard ed a breve affronto Corso Vittorio Emanuele che mostra tantissime bellezze Cittadine: i quattro Canti, la Cattedrale, arrivando fin dentro il Palazzo dei Normanni.

A quel punto mi trovo in difficoltà perchè da qualche chilometro non riesco più a ingranare e tutta quella salita, seppur non molto irta, diventa un muro da affrontare con passo pesante.
Inizio a pagare il poco tempo avuto a disposizione per completare gli allenamenti e non voglio cedere.
Qualcuno mi incita dicendomi che mi trovavo al terzo posto e quasi quasi non ci credo, ma era vero!

Entrato a Palazzo dei Normanni accade un evento spiacevole perchè quello che è rappresentato come uno dei passaggi più spettacolari dell'evento si trasforma per la mia corsa in una mezza tragedia. Essendo parecchio attardato rispetto ai primi atleti keniani, ma comunque il terzo in gara, trovo l'addetto alla vigilanza del percorso posto all'ingresso del Palazzo dei Normanni disattento e non riesce in tempo a sgombrare la via d'accesso da un gruppetto di turisti distratti.

La cinica indifferenza della gente al mio passaggio
(P. Sunseri)
Una volta entrato rapidamente all'ingresso, mi ritrovo di fronte un muro umano e, per evitare di finire addosso ad uno di loro, più lento o più distratto, stavo per scivolare per terra malamente nei lastroni di basolato viscidi per le piogge delle ultime ore.
Penso subito all'incidente avuto alla spalla nelle settimane scorse ma per fortuna miracolosamente mantengo l'equilibrio.
Il nervosismo era alle stelle e, uscito quasi illeso dal Palazzo, mi aspetta un chilometro circa di discesa per poi affrontare dell'altro saliscendi.

Mi dico molto seccato: "Adesso non la molli la terza posizione" e rilancio l'azione in preda ad un agonismo più acceso che mai.
La maggior parte delle volte scatta in me una forza inaspettata, è stato sempre il mio miglior pregio, ma stavolta ero davvero quasi arrivato a "riserva".

Ormai mancano poco più di due chilometri, via Roma completamente chiusa mi sembra una meraviglia troppo dispersiva ed ogni leggera pendenza mi fa male alle gambe.
Al ristoro del 40°, comunque in piena crisi (senza ancora saperlo), accetto un forte incitamento ed un bicchiere di Powerade che mi pizzica la gola.
L'esofago si restringe e smetto quasi di respirare, ansimando come mai fatto nella vita.
Era il prologo della crisi, mi pianto di botto e si spegne la Luce...

Il bravo runner biondo mi raggiunge e mi passa in un sol boccone, riceve i miei complimenti perchè è stato caparbio e si invola a conquistare la terza piazza.
A me resta l'ingresso in Via Libertà, una mezza doccia alle gambe (perchè mi hanno lanciato dell'acqua gelida ancora non lo so...) ed un traguardo così amaro che lo avrò in bocca per un bel pò.

Il mio arrivo comunque è un elogio a tutta la Città che organizza un
bellissimo evento da correre almeno una volta...
Quel podio poteva significare una bella rivalsa contro tutte le normali avversità della vita, un ringraziamento all'organizzazione sempre gentile che mi invita, un ringraziamento ai tantissimi supporters, agli sponsor locali e tecnici ed un merito ai tanti anni di atletica da runner integro quale sono ancora.

Non è arrivato, l'ho sfumato di poco e quel poco fa male.
Mi facevano male i piedi, evidente segnale che non avevo i chilometri giusti, ma la mia vita passa attraverso una fase delicata.
In tanti ormai conoscono il nuovo Filippo, conscio che è bello gareggiare ma anche prendendosela meno dalle sconfitte.

No, anche questa volta ci sarà da riflettere senza darmi troppe colpe, pensando ad un 2020 nel quale potrei inserirmi anche come parte attiva all'organizzazione di eventi podistici continuando a correre da discreto "papà atleta" quale sono diventato ormai stabilmente.

(Grazie al folto gruppo di fotografi professionisti presenti sul percorso, all'organizzazione tutta della Maratona di Palermo, alla gente che mi ha incitato ed a Sicilia Running)

sabato 2 novembre 2019

Acchianata di Santa Rosalia - Rocambolesca Vittoria

Se posso permettermi, Laura, che sta affrontando la dura preparazione
di Maratona, è stata molto brava!
Palermo, 27 ottobre.

E' chiaro che non posso muovermi dalla Città, altrimenti avrei programmato altri obiettivi, ma è davvero difficile rinunciare alla per me storica salita dell'Acchianata di Santa Rosalia.
Ricordo quando nel 2011 l'avevo vinta a mani basse quando la settimana dopo mi aspettavano i Campionati Italiani di Mezza Maratona a Cremona dove per un malaugurato problema respiratorio non riuscii a correre in 1h07'.

Ed anche quest'anno ad impegno fisico non scherzavo, solo che mi ero già fatto del male (come detto) la settimana prima alla Palermo International Half Marathon, finita abbastanza sulle ginocchia.
Dopo aver scaricato per tre giorni, provo infatti a correre 10 x 415m nel giro della Villetta (peraltro preso d'assalto da un mini branco di cani randagi, tanto per complicare le cose), procurandomi un leggero fastidio al flessore di una coscia, per fortuna risolto con un leggero massaggio ed ulteriore scarico.

Mi ero iscritto alla Epica salita da giorni e non volevo mancare assolutamente per nessuna ragione.
Negli ultimi giorni sentivo arricchire il cast di partecipanti, con la presenza di Dario Nicchitta, storico amatore di alto livello che correva forte ai miei esordi nel mondo podistico, ma sempre ben allenato e sempre ben tirato.
Aveva preparato con dovizia di particolari la gara e ciò mi preoccupava parecchio...

Al mattino della manifestazione, dietro di me passa ad iscriversi anche Giovanni Soffietto (come ampiamente raccontato sta sfoggiando un periodo di forma invidiabile per la sua età, mostrando doti di grande agilità, fondamentali in salita), che automaticamente diventava il grande favorito della corsa.

Mantenevo e mostravo parecchia calma, pensando che il più forte atleta partinicense non poteva conoscere le insidie della salita di Scala Vecchia che io conosco così bene da poterla correre per davvero bendato...
Quando conosci ogni curva e sai anche come affrontarla al meglio, probabilmente riesci anche a guadagnare solo per questo un secondo a tornante e non è poco!

Il via avviene alle ore 09:00 (ore 10:00 del vecchio ordinamento, quindi comunque clima caldo) ma per così pochi minuti di gara non temo ripercussioni fisiche.
Solo che quei minuti saranno più che intensi!

Al via parto subito in testa, eppure mi ero imposto di non farmi del male nel primo lungo rettilineo da 500 metri, ma nonostante ciò trovo un outsider avventuriero davanti e nessuno dei favori a fianco.
Proseguo del mio passo e so bene quando rilanciare.
La partenza come di consueto alle falde del Monte Pellegrino
I primi tornanti sono durissimi, ma come detto il gioco sta nel saper "arrotare" le curve e tengo molto bene, il fisico mi invita a reagire perchè tanto la giornata è quella giusta e probabilmente ho riposato bene per tutta la settimana.

Poco prima di metà gara (mezzarancio, dove si trova un piazzale da cui puoi ammirare un bellissimo scorcio della Città), si affronta il tratto più duro della salita e con la coda dell'occhio noto che il mio primo inseguitore è Soffietto ma è staccato di circa un tornante e mezzo, tantissimo secondo le mie previsioni.

Passando in 6'35" capisco che sono in giornata "Si" perchè quel parziale è forte, ma non da Personal Best (realizzato da giovane, in allenamento, 17'01") e inizio a gestire la gara che ormai è nelle mie mani.
Rallento un pò probabilmente ma se Nicchitta è out forse non c'è più bisogno di togliermi la vita.
Insisto un altro pò nell'ultimo quanto lunghissimo tratto e sono incoraggiato da alcuni noti tifosi venuti in bicicletta a seguire l'evento (runners, amici del podismo e comunque fan di Dario Nicchitta) che mi comunicano di essere in solitaria e con netto distacco.

La lunga corsa agli obelischi, dove di fatto termina la Scala Vecchia, mi vede sprintare per raccogliere il miglior parziale possibile, che è un buonissimo 17'59" visto le ultime uscite in allenamento.

La nota di riflessione viene da se, visto che sono ormai tanti mesi che sono costretto ad allenarmi da solo: quando sei in gruppo hai molti più stimoli e sei costretto a correre più forte e... ti diverti di più!

Subito dopo lo scollinamento, continuo a spingere, ma sono ben cosciente che la breve discesa successiva che porta in piazza al Santuario è molto ripida e scivolosa dalla leggera pioggia notturna.
Con moderazione, pigio l'acceleratore.
Adesso mi aspettano i gradini che portano alla piazzuola del Santuario e affronto la rampa (ovviamente) sul lato destro.
Al termine della sgambettata mi vedo costretto dal tracciato con i nastri rosso-bianchi ad attraversare la rampa metallica per disabili invece di vedermi la piazzuola libera dove avrei dovuto proseguire e, preso dalla foga capisco male e mi infilo dentro la Chiesa di Santa Rosalia.

Santa Rosalia mi perdonerà, ma a quel punto mi vedo perso, sconvolto ed entro nel panico.
Cerco una via di fuga perchè NON dovevo passare dalla chiesa, ma ero stato indotto a farlo da quella assurda rampa metallica.
Perdo almeno 40 secondi ed, uscendo, non vedo più Soffietto ma Dario Nicchitta che si trova davanti a me.
Nicchitta nella seconda parte della Scala Vecchia, non solo aveva recuperato Soffietto, ma aveva anche recuperato su di me portandosi a qualche manciata di secondi dietro.

Doveroso il podio con l'organizzazione al completo
Grido preso dal nervosismo e dalla stanchezza: "E' sbagliato, dove sei passato?" ed altre cose che non mi ricordo più.
Dario non so come abbia fatto e magari sarà stato più intuitivo di me, ma ha trovato il varco giusto ed ha attraversato regolarmente la piazzuola scendendo nella breve discesa a serpentina laterale, sulla sinistra.
Per poco scivolo nell'altra rampa metallica di uscita e mi lancio all'inseguimento.

Dario, con grande Fair Play, mostra di essere un vero Sportivo e rallenta leggermente per attendere il mio rientro: la gara riparte da zero all'imbocco della strada asfaltata lunga credo poco meno di mille metri che termina sul Belvedere con relativo arrivo della Corsa.
Ci chiariamo immediatamente, non ce l'avevo di certo con lui ma con delle segnalazioni poco chiare e sull'unico tratto piatto del lungo rettilineo di asfalto riparto all'attacco, slittando un pò per via dell'asfalto scivoloso.

Sono già molto stanco e affaticato, mi impegno al massimo perchè, non so come, ma (forse) sto vincendo e penso: "Ma dov'è Soffietto, forse è davanti?"
Ma stringo i denti e corro più forte che posso, in una continua smorfia di sofferenza.
Dimentico che gli ultimi trecento metri sono in leggera ma continua salita e non finiscono più.
Mi volto indietro e Nicchitta sembra essere a distanza di sicurezza, ma non mi basta perchè VOGLIO questa vittoria, che quasi stavo perdendo per una banale incomprensione.
Non posso rovinare una bella performance e forse me lo dico dentro di me, perchè da fuori ormai avevo dato tutto da tempo.

Non c'era tempo per controllare, ma nonostante la mia perdita di tempo l'unico che era avanti l'avevo superato con le forze residue e finalmente riesco a tagliare il traguardo e vincere accasciandomi sull'unica panchina presente nelle vicinanze.

Tempo finale, 24'53" e grande esultanza visto il periodo non dei migliori sportivamente parlando!

Volevo la vittoria quando a metà gara ho capito di potercela fare, ed ho trovato nuovo vigore e motivazioni nell'affrontare la nuova vita di padre, costretto ad allenarmi al buio del mattino.
Alle volte le gambe non girano e non riesco a fare specifici, ma ciò che importa è allenarsi e correre.

Adesso è il momento di affrontare la tradizionale Maratona di Palermo del prossimo 17 novembre con il percorso modificato, che ti porta ad affrontare nelle prime battute di gara la temibile Salita di Mondello.
Dovrò allungare gli allenamenti nel week-end ma è un evento che sta crescendo, merita tanto essere onorato, per la mia Società e per gli sponsors.

Anche se non pienamente preparato, sarà di grande stimolo per andare avanti...

(Ringrazio l'Acsi Sicilia Occidentale per le foto via Social)

giovedì 31 ottobre 2019

Palermo International Marathon - Sono Orgoglioso della mia Città!

Quando chiudi male c'è poco da raccontare...
Palermo, 20 ottobre.

Visto che ci metterò tanto ad arrivare (1h16'20" purtoppo il crono finale), parliamo della qualità organizzativa, da sempre criticata al Sud ed in particolare a Palermo: finalmente ho visto gente soddisfatta, al 100 per 100.
Lasciando perdere il percorso, che per molti atleti non è stato proprio "il massimo", criticando i lunghi rettilinei, caratteristici della corsa, un giro unico Andata e Ritorno (da e per) Mondello, vorrei sottolineare quanti visi soddisfatti e parole positive su questo Campionato Italiano di Mezza Maratona che ha visto al via diversi Campioni provenienti da tutta la Nazione.

La località di Mondello si presta ovviamente benissimo all'evento (ad ottobre puoi farti comodamente un bagno rinfrescante su un'acqua cristallina), l'ampio vialone dal punto di vista tecnico ha consentito una partenza perfetta e senza che atleti di un certo valore tecnico corressero rischi per la propria  incolumità.
Inoltre, le gabbie di ingresso in base ai tempi di partenza sono state collocate magistralmente e senza incappare in spiacevoli equivoci, così come il deposito documenti di riconoscimento e borse: tutto è filato via liscio.

Gli incroci, da sempre croce di questa maltrattata Città che potrebbe vivere di turismo, sport ed eventi, hanno sempre visto accalcati automobilisti inferociti che non possono aspettare per qualche minuto il passaggio degli atleti o ignorano gli avvisi alla viabilità dei giorni precedenti alla gara.
Questa volta, già dal mattino presto, la zona interessata alla gara era stata bloccata dai Vigili Urbani con grande solerzia, tant'è che io stesso ho dovuto imboccare strade alternative per raggiungere Mondello.
Non c'è stato nessun cenno alla negatività, bisognava mettere cuore, tanto fiato e tante gambe per raggiungere il traguardo, questa Mezza Maratona tecnicamente è stata da sempre molto difficile da concludere e decisamente inidonea a fare crono da primato personale.

Incoraggiato dalla frescura mattutina (cosa che ho avvertito in Città solo pochi giorni prima dell'evento), considerata la presenza di parecchi atleti di grande valore, ho accantonato le settimane irte di difficoltà, l'adattamento agli allenamenti del mattino presto, il poco riposo giornaliero e molto altro, concentrandomi sulle mie capacità mentali e su alcuni allenamenti terminati dignitosamente.

L'evento lo sentivo tanto e quando provo tanta tensione vado in bagno spesso.
Quindi è chiaro che ci tenessi a far bene, doveva vincere l'idea di correre "al riparo" oppure all'attacco?
Ho sentito quella fresca brezza delle ore 09:00 e non ho pensato più di tanto: attacchiamo!

Per la Monti Rossi Nicolosi, quasi al completo, volevo completare il tour di gare intenso di quest'anno (escluso il periodo di assenza per miei motivi personali di tutto luglio-agosto-settembre) con una bella gara, magari migliorando (visto il cast di atleti presenti) il crono comunque positivo di 1h14' alto dello scorso anno sullo stesso percorso.
Monti Rossi Nicolosi sarà il mio Team anche per il 2020!
Peraltro, questa gara concludeva il Circuito denominato "Running Sicily" che comprendeva le tappe della 10K di Cefalù, la 10K di Monreale, la 21K di Capo d'Orlando, con una speciale classifica conclusiva e cerimonia di premiazione che si terrà più avanti nel finire dell'anno.

Alla partenza non credo di aver tirato fuori una fucilata ma la Salita di Mondello che terminava quasi al quarto chilometro di gara (pensateci, escluso circa il primo chilometro rettilineo, è davvero tanto correre quasi 3 chilometri di pura salita all'inizio di una gara!) l'ho affrontata bene proprio perchè l'aria era ancora molto fresca.

Purtroppo, sotto la fitta boscaglia non si avvertiva il calore dei raggi solari che incrementava continuamente...
Lungo il viale Diana (in pieno parco), si distinguevano più avanti parecchi atleti: accanto a me l'amico Tito Tiberti, autorizzato a seguire la corsa in bicicletta, teneva il ritmo alla sua atleta della Free Zone Brescia sull'altro lato della carreggiata (quindi senza MAI avvantaggiarla) e fino a quel momento sorpassare le donne di slancio non era stato un grande problema.

Del resto tenevo bene il gruppetto che seguivo, mentre quello con cui avevo scollinato era troppo veloce e l'avevo lasciato scorrere ancor prima all'ingresso di Villa Niscemi.
Quel gruppo avrebbe chiuso in 1h10'00", notevole per la giornata e la difficoltà altimetrica del percorso.

Come sopra detto, i rettilinei, seppur criticati da alcuni atleti venuti da fuori, sono la caratteristica principale della corsa e si distinguono per la loro varietà: all'interno del Parco, con a fianco la boscaglia sono una favola, invece una volta entrati in Via Libertà sei dentro il Centro della Città e ti dirigi fino a Piazza Politeama, il tutto su di una strada storica e ben curata della Città, che personalmente mi sta a cuore.

Purtroppo il caldo inizia a farsi sentire e la canottiera non mente mai.
I primi chilometri erano incoraggianti
Sono costretto a bere il più possibile per non restare disidratato e inizio a perdere qualche posizione, ma nulla di grave.
Fino al Politeama, quindi al chilometro 11 che caratterizza il giro di boa e ritorno verso Mondello attraverso circa lo stesso percorso, riesco a correre bene, ma inizio ad avvertire un cedimento.

Il tratto di ritorno è in leggera ma costante salita e devo dire fino all'ingresso del Parco potevo ancora dire di stare bene, ma una volta che (guarda caso) mi passano gli atleti locali Soffietto e Abbate con irrisoria facilità, inzio a pensare che la già alta temperatura dovrò pagarla con gli interessi.

Ho un paio di donne la davanti.
Faccio grande fatica a passarle e ci riesco, ma una volta entrato nuovamente sulla strada principale del Parco della Favorita in continua pendenza e spacca-gambe, cedo lentamente, chilometro dopo chilometro.
Gli uomini mi sorpassano, le donne restano alla stessa distanza, c'è qualcosa che non va!

Avverto un gran caldo e tante volte in allenamento le mie capacità sono crollate miseramente sotto il peso del sudore.
Qui c'è solo da stringere i denti perchè mancano appena cinque chilometri!

Una volta superata l'ultima avversità altimetrica, mi dovrei preparare alla grande discesa, praticamente per quattro chilometri fino all'arrivo, ma non riesco a far proprio nulla per cambiare le cose.
Eppure sto dando il massimo, ma ripenso alle notti insonni, agli immensi sacrifici fatti ed al motivo dell'essere qui ancora in lotta ed in competizione.

Non nascondo di essere sorpassato da dietro da una ragazza della Corradini in gamba, probabilmente correva in 3'40"/45" ma almeno era da sprone.
Fino a che ero sotto la frescura (umida) degli alberi mi ero salvato, ma una volta arrivato a tiro di schioppo su Mondello, in Piazza Valdesi esposta ai raggi solari, mi sono definitivamente cotto.

Manca un ultimo impegnativo (quando stai così male, altrimenti sarebbe stato esaltante) chilometro e mi passa prima Michele Merenda (Cagliari Marathon Club) e sul finale il bravo Taras mi soffia il gradino più basso del podio di categoria M40...
Giornata afosa ed in quel caso soccombo vista
la preparazione incerta
Che delusione, soltanto 1h16'20" e piegato in due dall'afa e dalla fatica...

Ormai sono circa 5 anni (da quando mi sono spostato in altra parte della Città per abitare) che non riesco a reggere il caldo e men che meno le insidie del traffico intenso di quella zona.
Alle volte ho odiato la corsa ma solo per il fatto stesso che vedere la gente correre in Viale Regione Siciliana o Viale Michelangelo (pensate una strada molto trafficata con poco verde e molto cemento... di questo sto parlando!) mi ha sempre fatto accapponare la pelle...

Il caldo eccessivo mi ha portato molto spesso alla resa o addirittura a farmi male d'estate.
Ho dovuto ridurre gli allenamenti, in termini di chilometri ed intensità e magari oggi sono più preparato per una 10K tirata che per una 21K, e domenica 20 ottobre si è visto tutto.
Il concetto Maratona - tirata vale lo stesso, ma se la prendi con molta calma, ecco che esce sempre quel 2h35'-37' che mi lascia in quella dimensione di apparente felicità...

Oggi sono questo e onestamente non posso proprio lametarmi perchè ho ancora tanto e chi mi apprezza non lo fa per gratuità.
Vorrei dare di più perchè so che il fisico me lo consente, ma se stringo i denti forse potrà accadere nuovamente.

Sono caduto per l'ennesima volta, come tante, tantissime i primi anni di atletica quando non vi erano i Social Network, e sono pronto a cambiare pelle per continuare il più possibile a correre e vivere le competizioni.

Grazie Running Sicily, ci vediamo alle premiazioni finali!

(Grazie Sicilia Running per le foto)

martedì 15 ottobre 2019

No, mi dispiace, non voglio mollare

Stringi i denti se devi, ma ogni giorno concludi l'allenamento prefissato.
Palermo, luglio-agosto-settembre.

Un giorno qualcuno di importante per me nella vita rileggerà tutte le mie memorie sportive, ne sono certo.
Questo titolo lo dedico a loro che mi hanno fatto crescere ed a me, che nonostante tanti fattori avversi, continuo a credere in questo sport.
Non potrò tornare ai livelli di un tempo, spesso immagino cosa sarei capace di fare se tornassi ad essere un atleta "Full Immersion" e credo potrei tornare a correre sotto le 2h30' in maratona, penso di aver la voglia di caricare le gambe di così tanti chilometri, ma non so esattamente se riuscirei a non infortunarmi rapidamente, seppur oggi mi reputo fortunato a correre per un ottimo brand di scarpe da Running.
L'età non mente sul fisico e allenarsi due volte, con tutto il riposo e le cure del mondo, non consentirebbe di avere tali garanzie.
Ma se vado avanti è per me stesso ed oggi non devo dire grazie a nessuno, ma solo alla mia volontà.

In tanti si sarebbero arresi, si sarebbero fermati, e forse è meglio pensare al futuro prossimo.
Potrei allenare, sarei pronto, ma oggi non ho il tempo a disposizione per seguire con serietà e passione un corso di allenatore.
E allora, conviene continuare a correre, ad allenarsi quando fa caldo da morire o quando farà talmente freddo e buio da pensare di mollare, ma forse oggi temo più il caldo che il freddo.

Sono nauseato di correre ad ora di pranzo e buttarmi dentro il Parco, di provare a fare ripetute e "morire" a metà allenamento.
Di cedere prima fisicamente e poi mentalmente, di avere quasi stampato sul viso il logo dei miei occhiali da sole.
Inutile raccontare lo schema allenante, molte volte quei tempi sono ridicoli e chi vuole può chiedermi il contatto su Strava, ma i risultati li pubblico solo quando sincronizzo l'orologio GPS e non lo indosso tutti i giorni per non averne dipendenza.

Alle volte ho corso il lungo così lentamente che mi chiedo a cosa possa servire, del resto dopo alcune notti insonni o dopo un allenamento tirato del pomeriggio precedente non è facile correre in maniera fluida alle 05:45...
Oppure mi sono ritrovato a fare ripetute sotto il picco del sole e prendere sonore sberle.
Ovviamente mi idrato in modo tale da non avvertire sete durante le ripetute e cerco il più possibile di correre sotto gli alberi approfittando del fatto che la Pista dello Stadio delle Palme è ancora chiusa ma mentre sto scrivendo la colata di "Sportflex" è stata data finalmente!
Partenza molto tranquilla!
Quindi niente più ripetute in Villetta ma praticamente l'estate l'ho passata in Campestre o al Piazzale dei Matrimoni o nel famoso "Boschetto" del Prof. Liga, dove quel chilometro (o quasi) è un giro che fa tanto male alle gambe.

Le salite le ho corse spesso ma con oltre trenta gradi non rendo proprio e via con il "giù di morale", i bei tempi in cui scendevo alle sette di sera a fare lo specifico sono estinti.
Ci sono stati momenti in cui ho corso le ripetute di 400m peggiori di circa 6"-8" del normale e non capire il perchè, eppure non mi sono mai fermato, non ho mollato e non ho mai pensato di farlo.
Sono convinto che anche se con scarsi riscontri cronometrici, correre faccia sempre bene, alla mente più che al fisico.
Il tempo mi darà ragione prima o poi...

Ultimamente corro presto diversi giorni a settimana.
C'è sicuramente meno caldo del pomeriggio, meno frastuono e meno inquinamento, ma ti senti tanto solo e insicuro.
Temi sempre di farti male al decimo passo di corsa, per cui parto molto piano.

Le ripetute è impossibile correrle al mattino, non riesco ancora per i miei ritmi ideali, ma presto di dovrò provare, per forza.

Tutto questo per non arrecare danno e disagio a nessuno, per seguire una bellissima passione che vivo dentro e sperare prima o poi di correre in compagnia di qualcuno, perchè da quando il Signore ha istituito il sabato pomeriggio, fare un bell'allenamento di gruppo, magari tirato e magari in salita, l'ho visto sempre come il miglior modo di concludere la settimana.

Detto ciò, finalmente riesco a trovare una domenica (29 settembre) possibilmente serena per indossare nuovamente la canotta da gara.
Palermo, con una location a me nota, una gara con partenza dallo Stadio delle Palme (per ora chiuso per lavori di ristrutturazione) e giro di boa alla Palazzina Cinese, su un percorso da ripetere due volte per un totale di 10 chilometri esatti, perfetto!

La partenza, a ora tarda, intorno le 10:00 circa, presagiva tanto caldo e afa e così è stato.
Temevo di affossare, ma evidentemente tutti gli allenamenti intensivi e conclusi qualcosa di buono lo hanno fatto.
Con mia sorpresa, visto che si trattava di un semplice campionato provinciale, trovo al via il redivivo Giovanni Soffietto, partinicense.
Pur essendo un runner noto da qualche decade, ultimamente è tornato a sorprendere tutti.
E' tornato a correre benissimo da maggio scorso e tra l'altro in una gara ad eliminazione è giunto al secondo posto soltanto dietro un ragazzo giovane ottocentista da circa 1'58".
Ed è un M45.

Proprio a maggio scorso, in occasione della 10 Km di Monreale, avevo subito una sonora sconfitta per mano sua, adesso lo temevo.

Lui è solito partire fortissimo, lo faceva anche quando non era in buone condizioni di forma, tant'è che ero già pronto a mollare la presa dal primo chilometro, se avesse tirato fuori un 3 minuti netti.

Podio M45
Invece, subito dopo il via, me lo ritrovo dietro e molto guardingo.
Solo verso la fine del primo chilometro mette il naso avanti e si mette a tirare, ma i suoi consueti strappi sono delle carezze paragonate a certe sue perfomance viste.

Capisco in breve tempo che non è in grande giornata o forse è molto carico in vista di appuntamenti più importanti per lui: va troppo regolare per essere Giovanni Soffietto.
Mi tengo guardingo per tutto il primo giro, studio il punto di attacco e spero piuttosto che il caldo non mi faccia crollare.
Lo lascio tirare.
Nel tratto in discesa che porta da Viale Diana (Favorita) verso lo Stadio, si corre comunque intorno i 3'15"/Km, di sicuro non si va piano e le mie gambe girano sorprendetemente bene.

Come potevo aspettarmelo, all'inizio del secondo giro, in salita, Soffietto rompe gli indugi e attacca deciso.
Gli sto attaccato, e quando molla la presa, provo a contrattaccarlo, ma non sono lucido abbastanza per fare la differenza.
Bene, ci ho provato, non penso minimamente che le lunghe nottate ed il poco riposo influenzino la forza dei miei attacchi.

In discesa verso la Palazzina Cinese tratteniamo le veemenze, successivamente nel tratto di ritorno, in salita, Soffietto attacca dove l'avrei fatto anch'io e non mi sorprende.
Piuttosto, inizio a pensare di scatenare l'attacco "all in" dove in genere faccio anche male a me stesso per quanto impegno ci metto: è come affrontare un mille finale dopo le salite.

Decido che il momento giusto è esattamente al nono chilometro, peraltro in discesa, e con tutta la rabbia agonistica che ho parto all'attacco, quello decisivo.
Ma Soffietto dietro c'è e ci resta.
Affrontiamo la curva che porta alla Villetta e tiro con decisione, si viaggia intorno i 3'05" e di più non riesco a fare al momento.
Soffietto con grande lucidità contrattacca con grande scioltezza, mentre invece io corro sempre più indurito.

Il mio obiettivo di giornata è perdere meno terreno possibile di lì al traguardo ormai imminente: ormai ho perso la gara ed è stato bravo lui.
Arriverò dietro di otto secondi, quel margine che avrà consentito al vincitore di correre sotto i tre minuti l'ultimo chilometro, scatenato dal sottoscritto.

Su di un percorso molto scorrevole ma decisamente sali-scendi (leggero) con alte temperature abbiamo corso intorno i 3'25"/Km sui 10 Km che al momento può starmi stretto ma con la lucidità degli ultimi mesi passati, è un buon risultato che ripaga le tante uscite amare e aride.

Bene così e pazienza, sarà per la prossima volta, quando farà ancora più buio, forse più freddo e forse sarò mentalmente ancora più forte...

(Grazie Sicilia Running per le foto, ci vediamo alla Mondello... Palermo Half!)

lunedì 29 aprile 2019

Vivicittà 2019 - La classica primaverile eterna

La Gara Storica - Su tutte!
Palermo, 31 marzo 2019

Iniziavo a correre con il Vivicittà, non posso che continuare a farlo, per forza.
La manifestazione evoca tanti, troppi ricordi, di una Palermo che è cambiata, negli avversari, nei colori delle scarpe, nella fatica e nell'importanza della classifica.
Prima con tempi come il mio di quest'anno finivi buttato fuori dalla Top Ten, tanto era elevato il tasso tecnico, ma negli anni 2000 le manifestazioni di una certa importanza erano poche e di certo non erano inflazionate come lo sono oggi con una gara ogni settimana.
Resto fedele al Vivicittà, un tempo gara Top da 12 Km con i migliori specialisti italiani e stranieri a contendersi il titolo di migliore classifica compensata per Città italiane (ed anche estere), oggi resta una 10 Km pur sempre targata UISP ricca di significati legati al sociale e coniugati dallo sport che resta sempre e solo la Corsa.

Oggi il percorso è cambiato rispetto ai ricordi vintage di un tempo, un pò del tutto sbiaditi, ma oggi guardi le foto di quest'ultima edizione, bella, fresca, ventilata e soleggiata e credo che chiunque abbia corso (dalla competitiva di 10 K alla non competitiva di 3 Km per le famiglie) sia tornato con il sorriso stampato in volto.

Personalmente esco (nuovamente) dall'ennesimo malanno stagionale, causa un altro brutto contagio in famiglia che non mi ha permesso di portare a termine una già claudicante bozza di preparazione alla Maratona di Milano ormai alle porte.
Ultimamente Agnello ha fatto grossi miglioramenti
soprattutto sul piano del costante alto rendimento
Volevo correre la Mezza Maratona di Pergusa e non fu possibile, inoltre ho passato diverse giornate di fiacchezza e gambe pesanti prima di "ingranare" nuovamente con ritmi accettabili.

Sfortuna volle che proprio la domenica di Pergusa, il 24 marzo, durante l'uscita per il lunghissimo delle 2h30', mi sono dovuto fermare per soccorrere un podista della domenica svenuto davanti ai miei occhi.
Sono rimasto lì per tutta la durata dei soccorsi, così come tanta altra gente che stava correndo nei pressi di Mondello e purtroppo questa persona sconosciuta al mondo della corsa probabilmente non ce l'ha fatta...
Inutile aggiungere altri commenti, purtroppo anche per improvvisare un allenamento è utile sapere come sta il tuo cuore con un buon check up medico...

Durante la settimana del pre-gara del Vivicittà, solo un'uscita positiva consistente in 4 x 18 minuti forti + 4' corsa attiva (per simulare il classico 4 x 5.000m + Recupero 1.000m attivo) lungo il percorso del giro dell'Addaura con l'aggiunta del giro di 4 Km di Mondello Valdesi durante una pomeriggio funestato da vento e freddo.
Contento di averlo portato a termine, più di così non ho potuto fare, ma sono cosciente che a Milano potrò correre forte solo se il clima di gara si manterrà molto fresco.
Allora in quel caso potrò rischiare nuovamente il 2h35', altrimenti cercherò di limitare i danni.

Con questo discreto carico sulle gambe, quindi, non c'è stata occasione migliore che correre il "medio da 10 Km" come ultimo test prima della Milano Marathon.

Ultimamente sono rimasti pochi gli assi nella manica in Sicilia: da un lato Coach Polizzi fedelissimo alla Pista (per lui le gare su strada non hanno mai rappresentato "l'atletica") con il duo Ala - Ussem Zoghlami, dall'altro il Coach Ticali con il fondisti e maratoneti Vincenzo Agnello e Alessio Terrasi (senza contare altri nomi infortunati, il fortissimo prete Don Puccio, e la Campionessa Anna Incerti).
Dopo di loro, il nulla assoluto in termini di atletica giovanile...
Contento, più che mai!

Con la partecipazione di Vincenzo Agnello, ovviamente il nostro Vivicittà inizia con un piede diverso, quello dell'acceleratore schiacciato a tavoletta.
E se consideriamo che i primi due chilometri del percorso sono tutti i leggera e costante salita, un simile atteggiamento tattico potrebbe uccidere...

Bibi prova a stare insieme ad Agnello dopo il via, ma il bravissimo ragazzo marocchino trapiantato da tanti anni a Palermo, cede in fretta ed io provo con determinazione a tenere il margine su di lui il più ridotto possibile.
Già il podio è delineato e non c'è nessuno presente che possa insidiarlo.
Ciononostante non mi do per vinto e dopo un primo giro stancante affondo il piede per affrontare l'altro giro da 5 Km circa.

Insisto molto ma i postumi influenzali si fanno ancora sentire, così riesco a godermi Via della Libertà chiusa al traffico delle auto e mi godo il tifo degli appassionati presenti.
Con la compagnia dell'amico Hamad Bibi
insieme sul podio
Accuso un ritardo sul secondo giro di circa 40 secondi e chiudo al terzo posto in 34'37" che per me sta più che bene!

Subito dopo la gara accorro ad assistere mia moglie ed ormai è consuetudine: inizia la secondo competizione, stando appresso alle volate del mio piccolino :-)
E quando la gara competitiva è terminata, inizia la camminata per le famiglie che ha avuto comunque un bel numero di partecipanti.
Ed anche se, non essendoci nulla di competitivo, non ne vedo il motivo di una passeggiata stile "flash mob" (dato che è bello tenersi in allenamento, tutti i giorni), sorrido nel vedere tanta gente vestita con tante magliette bianche di cotone anni ottanta :-)

La premiazione fa sempre passare ogni fatica, oltretutto il giardino inglese mi ha visto crescere lì anche se non potevo recarmi tante volte quante ne avessi voluto, ma un'altra domenica speciale è riuscita bene, tutti insieme.

Adesso servirà il miracolo della Madunina :-)

(Ringrazio per le foto Sicilia Running e Fotomatti Palermo)

venerdì 8 febbraio 2019

Torna l'inverno e tornano i Cross

Bravo e ormai specialista delle 5K il nostro Lucio Cimò
Palermo, gennaio 2019.

Ricomincia una nuova stagione, con la Monti Rossi Nicolosi (riconfermata) e supportato dagli stessi sponsor e amici.
Ammetto che potrebbe essere la mia ultima stagione agonistica, la famiglia ha preso tanto tempo e tante energie, tali da rendere molte volte l'allenamento fisicamente e mentalmente difficile da correre come sono stato sempre abituato a fare.
Quando ti rendi conto che non riesci più a fare le cose per bene, è meglio inziare a pensare di concludere la tua attività e proseguire con nuovi progetti, come può essere il Coaching, con la giusta formazione.

Ma sto bene, non ci sono alcuni impedimenti fisici e sarebbe un peccato sprecare un altro anno che potrebbe regalare continue emozioni.
Certo, il titolo del post di per se è sbagliato: la stagione dei Cross ufficialmente apre intorno a ottobre/novembre per lo più nei paesi nordici (inclusa l'Italia, che annovera a se le sue note selezioni per le manifestazioni federali), ma qui in Sicilia prima che arrivi il primo vero freddo dobbiamo aspettare i mesi di gennaio e febbraio.

E quando fa freddo, magari con pioggi frequenti, ci si può allenare al parco su terreni appesantiti dal fango, alberi che inebriano l'aria di odori invernali ed erba umida: allora capisci che correre in campestre, magari con la maglia pesante a manica lunga respirando aria gelida ha un suo reale significato!
Nel finire dell'anno e per tutto il mese di gennaio, mi sono prodigato in vari allenamenti di Campestre con qualche "puntatina" nella gelida pista cercando qualche richiamo veloce.
Penso di aver svolto un buon lavoro, conscio del fatto che gli allenamenti sui percorsi da 500m e 1.000m metri circa nella pineta denominata "Boschetto" sita dentro il Parco della Favorita, sono andati bene.
Alle volte ho corso in compagnia ed è bastato questo a rendere più impegnativo e fruttuoso l'allenamento, e spesso abbiamo trovato delle belle giornate fredde ma soleggiate.
Altre volte, per mancanza di tempo, ho optato su un percorso privo di saliscendi ma a tratti sabbioso di circa 950m al Piazzale dei Matrimoni.
Partenza da un'angolazione inconsueta

Per me correre d'inverno ha questo sapore: immerso nella natura e lontano il più possibile dallo Stadio.
In fondo tutto questo è propedeutico alla prossima preparazione alla Maratona di Milano prevista in aprile, quindi tutto procede per il verso giusto.

Purtroppo non ho potuto prendere parte alla prima prova dei CdS di Cross previsti a Nicolosi lo scorso 20 gennaio a causa di impegni familiari legati a vari malanni che mi negavano l'assenza per più di un giorno e così a malincuore ho dovuto rinunciare ad una gara molto esaltante e, soprattutto, organizzata dalla mia Società Sportiva.

In realtà il battesimo della prima gara dell'anno l'avevo già fatto, ovverosia un Cross di soli 6 Km circa svolti all'interno del Parco della Favorita dentro l'area già denominata "Boschetto" domenica 13 gennaio.

Conoscendo bene il percorso e le insidie, mi sono invogliato a partecipare, pur storcendo il naso nel partecipare ad una distanza "atipica", troppo corta per me di 6 Km.

Il percorso ricavato all'interno di questa area ben sviluppata per la corsa, povera di erbacce e arbusti alti, si presta ottimamente per mettere a dura prova le gambe con continui cambi di direzione, saliscendi spezzagambe e spezzafiato, alcuni tratti che si riducono a fanghiglia scivolosa quando piove ed un terreno prevalentemente duro.

Grazie Fotomatti! (Trinacria)
Se correre l'anello corto di meno di 500m può essere in effetti noioso ma comunque più stimolante di freddi giri in pista, il percorso ultimamente ricavato di circa 1.000m ti garantisce un bel mal di gambe quando torni a casa, in special modo dopo aver coperto distanze intorno ai 10 Km o superiori.

Negli anni quest'area è stata oggetto di cross ed interpretata in vario modo, da altri allenatori che hanno sviluppato percorsi da 1 Km diversi tra loro ma tutti molto complessi.
Decisamente il più duro è stato negli anni passati quello del Coach Siragusa, ma nel tempo i riferimenti si sono persi e quindi si è optato per seguire il tracciato del Prof. Liga più facile da memorizzare e meno muscolare nel complesso in quanto minore in dislivello.
Se considerate il giro da 1 Km da ripetere molte volte, anche un minor dislivello fa molta differenza nei cross.

Purtroppo non stiamo parlando di ampie aree erbose e vallonate come quelle trovate negli anni passati nei parchi di Monza, in Emilia Romagna o nel Lazio, davvero superbe.
Quando si parla di Cross al Sud ho sempre trovato "meraviglie" nelle Pinete sabbiose di Catanzaro Lido (paesaggio tipico su molte altre coste calabresi), nella Pineta lavica di Nicolosi ed, ovviamente nella Pineta del Parco della Favorita.
La Pineta domina al Sud :-D

Così, una volta atteso il proprio turno, è stata la volta della mia gara, insieme agli assoluti.
Come era ovvio il favorito era proprio Lucio Cimò, da quest'anno in RunCard.
Mi aspettavo di tenere la testa con lui per metà gara prima di cedere, ma non ha atteso nessuno dopo il via, correndo un primo giro davvero forte, intorno i 3'10".
Io, con il mio 3'16" ero già secondo e staccato di molto e per giunta affaticato.

La partenza è stata fin troppo spinta per entrambi, tant'è che Lucio non riuscirà a staccarmi con assoluto dominio ma manterrà un vantaggio di poco superiore ai 30 secondi, pur sufficienti per vincere in scioltezza.

Io come al solito ho dato tutto e l'impossibile, tentando di accorciare le distanze o contando su un suo cedimento, ma una volta trovatomi completamente solo all'inseguimento, anche io stesso ho accusato il colpo ed i tempi sul giro si sono appesantiti.
Stringi i denti e corri! Foto A. Ponari
Confesso che nell'ultimo giro ero davvero "al gancio" ed ho rallentato volutamente per manifesta difficoltà fisica...
Male, considerato che le gare andrebbero corse in progressione positiva.

Anche stavolta ho provato a buttarmi senza risultato, ma i cross non riescono mai ad esaltarmi.
Con una gara di così scarsa importanza vale la pena tentare; se fossero stati i Cross a Nicolosi avrei optato per una gara più regolare e ragionata, va bene così.

Foto sul podio e premiazioni fuliminee da parte dell'Organizzazione che ha recuperato sui tempi morti e prima gara da M40: l'anno non poteva inizare meglio (considerate le ormai quotidiane difficoltà!)

Ringrazio per le foto gli amici del Good Race Team Palermo oltre che A. Ponari e Fotomatti Palermo)

P.S.: In queste ultime due settimane sono stato vittima di continui quanto pesanti malanni che mi hanno costretto a stare fermo per qualche giorno.
Ammetto di essermi demoralizzato un pò visto che stavo trovando una buona continuità anche in vista di impegni sportivi sempre più difficili in avvicinamento alla Maratona di Milano.
Troverò le forze per riuscire a risollevare sia il fisico che il morale... ancora una volta!

venerdì 23 novembre 2018

24° Maratona di Palermo - Ti ferisce, ma come puoi non amarla?

Mi sono subito affezionato a questa foto e continuo
a farlo nei riguardi del mondo del Running...
Palermo, 18 novembre.

Dopo quest'ultima, drammatica esperienza, arricchisco il mio bagaglio di gare di un'emozione nuova, mai vissuta in tanti anni di Maratone corse un pò ovunque: passare dal "Paradiso all'Inferno" in poco più di un'ora di gara.
A Palermo è possibile, ma nonostante tutto anche questa dura sconfitta mi ha fatto apprezzare il volto sportivo della mia Città.

Le ultime settimane erano filate via abbastanza liscie ed avevo badato maggiormente a non cogliere malanni di stagione curando ogni aspetto utile a prevenire.
Gli allenamenti erano stati tirati e mirati soprattutto ad affrontare le lunghe uscite su percorsi molto difficili, vallonati e con i consueti lunghi cambi di ritmo in modo da simulare le difficoltà altimetriche che avrei incontrato in gara.
Ho fatto tutto il possibile per arrivare preparato alla Maratona, senza tralasciare gli impegni familiari.

Ed è per questo motivo che sono arrivato alla vigilia della Maratona senza particolare tensione, se non quella consapevole di voler arrivare a podio.
Il "compitino" era semplice: concludere la Maratona di Palermo sotto le 2h40' non è una sfida facile, ma con sufficiente allenamento ed un'attenta strategia di corsa è fattibile.
Avevo le idee chiare in mente e, a parte la tensione nervosa fisiologica avvertita al mattino, trovare un clima mite addirittura correndo il breve riscaldamento con una lieve pioggerella, mi dava tanta tranquillità.

La partenza è avvenuta in leggero ritardo, per un'edizione tra le più bene organizzate in termini di chiusura al traffico delle auto.
Peccato per l'assenza del nostro Sindaco al via.

Alla partenza, visti passare i più forti atleti della Maratona (i due keniani chiamati a lottare per la vittoria) ed i migliori specialisti sulla Mezza (Idrissi il vincitore, Bibi, S. Laudicina e Mazzara), mi sono adagiato sul ritmo a me più congeniale, chiamando a me un folto gruppo a seguirmi.
In una gara di endurance la compagnia ricopre un ruolo fondamentale per far passare facilmente i chilometri.

In poco tempo usciamo dal Parco della Favorita e, come da tradizione, ci immettiamo direttamente su Via Libertà, verso il Centro storico con le sue ricchezze artistiche tutte da vedere.
"Stranamente" iniziavo ad avvertire caldo (il cielo era nuvoloso ma il sole si faceva sentire) e l'aria fresca e umida mi portava ad una facile sudorazione.
I rifornimenti erano fondamentali, da prendere tutti perchè era più prudente bere tanto da non avvertire il senso di sete, che il contrario.

Palermo, semplicemente unica
Inizio a strabuzzare gli occhi (coperti dagli immancabili occhiali da sole, scelti gli Zonyk Aero Pro) quando l'incrocio da sempre critico coincidente con il Giardino Inglese era stato isolato dalla circolazione delle auto: finalmente mi sentivo al sicuro!

Pochi chilometri più avanti, superata la magnificenza della Cattedrale ed entrati dentro Palazzo delle Aquile, il gruppo da me trainato con molto entusiasmo (e comunque sul filo moderato dei 3'35"-45"/Km) faceva il suo ingresso su Via Roma.
Normalmente questa via principale della Città, parallela a Via Maqueda e Via Libertà, restava parzialmente chiusa lasciando ai podisti una striscia asfaltata in modo tale da non creare più di tanto "offesa" agli automobilisti.
Quest'anno, con sommo stupore, mi renderò conto dopo poche centinaia di metri che la strada era stata completamente CHIUSA alle auto, consentendoci di correre esattamente a centro strada su una sede praticamente ampia, larghissima.
Che dire, il più bel ricordo della corsa, in quel momento attraversando i vari blocchi stradali, mi sentivo come se mi trovassi a New York City affrontando la 1st Avenue!

Rientrando su Via Libertà affiancando il Teatro Massimo e successivamente il Teatro Politeama, particolarmente colorata era la partecipazione di un tifo preparato per l'occasione ma comunque d'effetto.

Una volta lasciate alle spalle le bellezze artistiche, si rientrava verso il Parco ed iniziava la lunga ed inesorabile salita.
Io, sempre euforico, seguivo il migliore di un gruppo che man mano si andava sgretolando, ivi compreso un altro contendente per la Maratona, un runner lombardo.
Preso dall'entusiasmo di trovare maggiore frescura sotto gli alberi, spingevo il ritmo di circa 3'40"/Km ritrovandomi ormai a tre chilometri dal traguardo della mezza maratona, con un solo compagno di via, un atleta della Podistica Messina.

Prime battute di gara con un gruppo ricco di contendenti
Il passaggio della metà gara non era dei migliori, ma lo accettavo di buon grado visto che da quel momento in avanti mi sarei trovato da solo a correre contro le avversità altimetriche: 1h18' circa e via verso Mondello!

Bevo da una bottiglia preparata ad hoc la mattina, con tanto miele e sali minerali con magnesio e potassio su acqua leggermente frizzante, ciò che solitamente bevo in allenamento.
Stranamente quell'acqua, rimasta all'aria circa due ore, era divenuta tiepida...
Strano, eppure c'era tanto fresco nell'aria, eppure il mio completo era totalmente sudato ed avevo bevuto ad ogni rifornimento con reale necessità... non riusco ben a capire quanto fosse calda l'atmosfera per via dell'aria fresca che tirava!

L'entusiasmo c'era ancora, da vendere, ma non riesco a ripartire alla stessa maniera al secondo giro nel tratto di discesa che durava meno di tre chilometri...
Il percorso faceva si che si rientrasse sul tracciato affrontato dai podisti in mezza, quindi avevo comunque tanta e colorata compagnia per strada per gran parte del tratto da affrontare nuovamente che attraversava per intero il Parco della Favorita...

La differenza stavolta si sentiva, non riuscivo a tenere i 4'00"/Km e continuavo a sudare, sentendo il vento sempre più freddo addentrarsi nella mia pelle man mano che gli alberi si infittivano.
In quel momento di reale difficoltà, ho avvertito un primo "movimento allo stomaco" che rendeva reale il disagio sul cronometro.
Non mi volevo abbattere, sapevo che poco più avanti iniziava la lunga discesa che portava a Mondello e che avrei avuto tempo e modo di recuperare.
Il freddo, invece, iniziava a picchiare sullo stomaco...
Giunti alle porte della spiaggia ormai il terzo posto era comunque andato, sorpassato con facilità dal bravo podista lombardo che normalmente veleggia su questi tempi.

Il rettilineo del Lido di Mondello non finiva più.
Mi passavo il tempo a vedere quanto si divertissero le persone a passeggiare sulla spiaggia, giocando con i cani, oppure passeggiando sulla strada deserta alle auto.
Volevo essere con loro, fermarmi e ammirare tanta pace, beatitudine e silenzio dalle assordanti auto...

Alcuni passanti, ahimè, erano totalmente noncuranti del passaggio degli atleti in gara (me compreso) con scarso spirito sportivo, di partecipazione o semplice rispetto per chi prendeva parte alla manifestazione.

Pasquale Ponente è un Marchio in Città!
Ero ormai cotto, le gambe non reggevano più lo sforzo della corsa e mancavano 10 durissimi ed estenuanti chilometri.
Dove avrei trovato le altre forze?
Da nessuna parte, eppure nella mente c'era un solido "meccanismo di protezione" che mi impediva di fermarmi perchè sapevo con certezza che lì sarebbe stata la fine, la più ingloriosa.
In quei momenti avevo solo voglia di scappare in bagno ed invece mi aspettava una impegnativa ed infinita salita...

Continuavo ad idratarmi, cosa assurda, ma di certo avevo preso una crisi intestinale di notevole potenza.
La gente continuava comunque ad incitarmi (loro sono stati determinanti con il loro affetto), a darmi aiuto e la salita di Mondello stavolta si faceva pesante.
Pian piano scollino, pian piano raggiungo la Palazzina Cinese, Villa Niscemi e, raggiunto ormai il quarantesimo, mi accosto fugacemente al bagno, con discrezione e celerità da record (quella sicuramente).

Al giro di boa conclusivo emetto il seguente verbo, mestamente: "adesso andiamocene a casa" e continuo sul piede dei 4'40"/Km verso il traguardo.

Perdo qualche secondo per il pubblico, che mi applaude, mi sostiene, ha capito che qualcosa non è andata per il verso giusto e mi inchino per loro, mi sembrava giusto: l'edizione migliore in assoluto organizzativamente parlando meritava tanto calore anche da parte mia.
Se non fosse chiaro ancora, il crono è di 2h49'07" e quarto posto assoluto finale.

Anche il secondo keniano giunto al traguardo non se l'è passata bene con un modesto 2h26' e man mano arrivano tutti gli eroici finisher mi rendo conto delle dimensioni delle imprese e delle vicissitudini personali di ognuno di loro.

Le premiazioni di categoria si fanno aspettare anche troppo, ma passo il tempo a far passare i crampi ed a idratarmi, bevendo tanto e nel contempo tremando per il freddo.

Il contrasto tra la staticità ed il movimento... Volevo invertire le parti
Una Maratona vissuta così male prima d'ora non mi era mai capitata e come al solito il clima caldo umido mi ha dato un pugno diretto allo stomaco.

Ma quanto di buono realizzato dall'organizzazione va evidenziato, con il tracciato di mezza maratona veramente leggero e filante senza inutili giri di boa e, come non ribadirlo, completamente chiuso alle auto.
Per la prima volta in vita mia mi sentivo nella mia Città dentro a una manifestazione internazionale dove il running per una domenica è padrone su tutti gli altri sport...

Mondello è la croce e delizia di una Maratona veramente tanto, troppo dura, che mi immaginerei correre magari a dicembre, anche con il rischio pioggia, perchè no!
E' la ragione insita di chi l'ha corsa, magari con successo e soddisfazione personale e poi non la corre più: molti di loro sono podisti che provengono dall'estero o da altre Città d'Italia.
Di certo torneranno a casa sognanti e soddisfatti di aver chiuso con una medaglia una simile impresa, ma sapranno che la Maratona di Palermo è bella "ma non per fare il tempo".

Io chiudo la mia terza esperienza in modo drammatico e posso dire: cara mia Città, il prossimo anno mi vedrai nuovamente al via, per vendicarmi di te ;-)

(Grazie di cuore all'organizzazione, a Sicilia Running, a Pasquale Ponente ed al Gruppo di fotografi capitanati da Toti Clemente)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...