41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...
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mercoledì 8 gennaio 2020

Anno Nuovo, Nuovi Obiettivi

In fondo devo dire "GRAZIE" a chi mi supporta
da quando ho iniziato la "nuova vita"...
Palermo, dicembre e gennaio 2020.

L'obiettivo fondamentalmente è: "sopravvivere", alla quotidianità, alle difficoltà di insieme familiari, del lavoro e di tutto...
Correre è diventata la prima attività della giornata, scendo ogni mattina presto, anche durante le festività (tranne qualche umana eccezione), ed ovviamente vengono a mancare nell'ordine:

1 - Lucidità mentale per affrontare con impegno alcuni allenamenti specifici che non possono essere affrontati con la dovuta calma
2 - La fretta di concludere tutto nel tempo prestabilito spesso mi porta ad affrontare gli specifici in posti non idonei
3 - Il raggiungimento di luoghi a me cari, fonte di grande stimolo e ben allenanti, è venuto a mancare e sento tanto la nostalgia dei bei tempi (per ora) andati in gruppo con gli amici di sempre
4 - Il freddo del mattino non aiuta a carburare velocemente ed i risultati non sono mai soddisfacenti.
Per fortuna il pericolo di infortunio è venuto meno grazie all'esperienza, ormai non parto più "a bomba" nei primi minuti, e preferisco prendere tutto il tempo che serve...
5 - Così facendo, mi trovo ad incontrare poca gente e tutta la forza della mia mente è l'unica ancora di salvezza per poter andare avanti; insieme ad essa, i continui stimoli sportivi e la forza di un gruppo sportivo (Monti Rossi Nicolosi) che ha obiettivi comuni.

Onestamente, correre al mattino non ha solo lati negativi, perchè non si incontra il pesante traffico cittadino, si respira un'aria sempre fresca che ti fa sentire bene ed apprezzi di più lo sforzo.
Che sia mattino presto o tardo pomeriggio durante l'inverno non cambia molto, si incorre nel buio pesto e onestamente è più incoraggiante affrontarlo al mattino che al pomeriggio, ti da un senso di minor oppressione.
Ultimo lato positivo, infine, è apprezzare molto da molto di più le uscite pomeridiane che ogni tanto riesco a fare, dove un solo raggio di sole che colpisce gli occhiali da sole mi da attimi di felicità!

Come già dimostrato in precedenza, se apparentemente tutto va male, il cronometro non mente mai e te ne torni in doccia con mille dubbi in testa, i riscontri in gara cambiano tutto.
Molte volte un cattivo allenamento è frutto dei malumori quotidiani che capitano non di rado, ma per fortuna (e da qui il motivo del perchè continuo a farlo), comunque vada, correre mi rende più sereno ed equilibrato e pronto ad affrontare anche un'ora di pianti (o capricci) ininterrotti.

La gara di giorno 05 gennaio a Palermo, denominata "Giocattolo in Corsa", ha portato in Città un evento già applicato altrove, a Roma per la precisione.La tassa di iscrizione per questa 10 Km circa in pieno Centro Città, su di un semplicissimo percorso di 2 Km da ripetere 5 volte, era di donare un giocattolo per i bambini meno fortunati dei nostri, forse troppo viziati al giorno d'oggi.
La partecipazione poteva essere maggiore ma le feste hanno
influito negativamente
Mi ero iscritto anche per la passeggiata non competitiva da "correre" con il bimbo che sarebbe partita subito dopo l'evento agonistico, ma il clima funestato da vento freddo e scrosci mattutini di pioggia ci aveva fatto desistere... peccato!

In un clima umano molto rilassato e festoso, con un modesto numero di partecipanti, siamo riusciti a correre senza ulteriori scrosci piovosi, avvenuti nell'ora precedente al via.
Strade lisce e scivolose, un pochino pericolose per via dei ben 10 giri di boa da affrontare in totale.

Con una certa sorpresa, vedo in blocco tutto il gruppo dei ragazzini competitivi allenati dal decano Prof. Liga (che per le sopra citate esigenze non mi ha potuto seguire più), schierati alla partenza.

Non conoscevo più i valori di ognuno di loro, per quanto mi riguarda, potevano essere cresciuti in modo esponenziale o essere reduci da infortunio e, come nel caso di un ragazzo appena ventenne di colore, S. Diakite, potevo solo intuirne le capacità.
Quel ragazzo ha un vero potenziale, ma come per tutte le attività, vanno allenate giorno dopo giorno.

Al via, mi ritrovo già il favorito con il pettorale numero 1 il che mi lusinga, ma dopo pochi metri mi trovo buttato dentro un'altra dimensione, quella della competizione con la gente e gli stimoli tornano quelli di un tempo, elettrizzanti!

Purtroppo non avendo grande lucidità, pur continuando a fare i giusti allenamenti veloci, mi trovo subito avanti a correre sui 3'20"-25"/Km ma senza fare tanto "rumore".
Tra l'altro non voglio scoppiare e preferisco correre il mio medio in maniera costante.

Ragazzo, la prossima volta corri contro il tempo, non contro l'avversario!
Ma è questo il punto: più di andare a 3'30"/km non riesco e dopo il primo giro mi ritrovo distante 5 metri il giovane ragazzo di origini somale che vive e studia qui a Palermo.
Probabilmente gli sono stati impartiti ordini di non tirare assolutamente e stare a distanza per farmi stancare ed attaccare nel finale.

Passano i chilometri, passano i giri e sto ragazzo me lo trovo sempre dietro, distante in modo "subdolo" quanto anomalo 2 o 3 metri.
Non è a fianco a me e nemmeno staccato dietro, ma sento che non respira affannosamente, il che mi basta per capire come andranno a finire le cose.
Potrei essere altrettanto subdolo e rallentare, ma non sono così stupido da capire che non avrebbe influito sul risultato finale: avrei perso lo stesso.

E così, dopo aver corso 4 giri - fotocopia, come previsto buon Soumalia parte esattamente sotto il gonfiabile dell'arrivo, con la freschezza dei suoi vent'anni e mi lascia sul posto.
Reagisco, questo è certo, ma nulla posso e comunque ciò mi permette di terminare l'ultimo giro con lo stesso tempo degli ultimi tre!

A vent'anni, riavvolgendo il nastro della mia vita, avrei attaccato venti volte in quegli otto chilometri, fino allo stremo delle forze, mentre invece nonostante la giovane età, questo ragazzo è stato molto saggio, ha saputo usare la testa ed ha ascoltato ciò che gli era stato suggerito (e ne sono convinto).
E' una gran dote, così come l'aver corso l'ultimo 2.000m sotto i 6'20", ma non ha molto da esultare in quanto ha comunque corso una 10 Km poco sotto i 35 minuti.
E' giovane ed ha ancora molto da lavorare se vuole scendere sotto i 32 minuti molto presto, ma ne ha pienamente le doti: è veramente ben muscolato!
Grazie a Matteo della Trinacria Palermo per
la Foto!
Per me, invece, aver chiuso i 10,2 Km circa in 35'20" è comunque un buon crono considerate le fatiche giornaliere.

Sono comunque contento, nonostante i (più di me) giovani di belle speranze continuano a perdersi per strada, trovare un ragazzo che sappia affrontare le gare come si deve mi rende felice.
Non è possibile che continuino a dominare in Sicilia gente come me (così male allenata per il momento) o come la Barbara Bennici che si allenavano ai tempi di Rachid Berradi che correva a Sydney 2000 nei folti gruppi di Aldo Siragusa, Gaspare Polizzi o Totò Liga.
Tutto sembra apparentemente congelato, ma i giovani continuano a latitare.

Forse si sottovaluta l'impatto che una passeggiata non competitiva può dare ad un bambino.
Del resto rimasi folgorato dalla Corsa sin dal primo giorno che un mio caro parente mi invitò per fargli compagnia...
Continuo ad essere ottimista: potrei correre un mille in 2'50" tutt'oggi se mi allenassi per un mese intero come sapevo fare prima, così come potrei tornare a correre in poco tempo intorno i 33 minuti, che sarebbe più lusinghiero...
E' una scommessa che potrei cogliere, ma questi tempi non torneranno più e mi tengo la mia attuale dimensione: testa bassa, allenamenti e vivere bene con me stesso.

Il prossimo obiettivo, quindi, sono i consueti cross invernali regionali che si terranno nella prima fase a Belpasso (CT): sarà una bella boccata di aria fresca (pur non essendo storicamente tagliato per le gare infangate)  per la mia mente riuscire ad essere ai nastri di partenza...

(Gli eventi ACSI sono sempre ben organizzati, per cui ringrazio Ferruccio, la ASD Pegaso per il pettorale numero 1, Fotomatti Trinacria, E. Riccobono e tutti i supporters quella domenica)

martedì 15 ottobre 2019

No, mi dispiace, non voglio mollare

Stringi i denti se devi, ma ogni giorno concludi l'allenamento prefissato.
Palermo, luglio-agosto-settembre.

Un giorno qualcuno di importante per me nella vita rileggerà tutte le mie memorie sportive, ne sono certo.
Questo titolo lo dedico a loro che mi hanno fatto crescere ed a me, che nonostante tanti fattori avversi, continuo a credere in questo sport.
Non potrò tornare ai livelli di un tempo, spesso immagino cosa sarei capace di fare se tornassi ad essere un atleta "Full Immersion" e credo potrei tornare a correre sotto le 2h30' in maratona, penso di aver la voglia di caricare le gambe di così tanti chilometri, ma non so esattamente se riuscirei a non infortunarmi rapidamente, seppur oggi mi reputo fortunato a correre per un ottimo brand di scarpe da Running.
L'età non mente sul fisico e allenarsi due volte, con tutto il riposo e le cure del mondo, non consentirebbe di avere tali garanzie.
Ma se vado avanti è per me stesso ed oggi non devo dire grazie a nessuno, ma solo alla mia volontà.

In tanti si sarebbero arresi, si sarebbero fermati, e forse è meglio pensare al futuro prossimo.
Potrei allenare, sarei pronto, ma oggi non ho il tempo a disposizione per seguire con serietà e passione un corso di allenatore.
E allora, conviene continuare a correre, ad allenarsi quando fa caldo da morire o quando farà talmente freddo e buio da pensare di mollare, ma forse oggi temo più il caldo che il freddo.

Sono nauseato di correre ad ora di pranzo e buttarmi dentro il Parco, di provare a fare ripetute e "morire" a metà allenamento.
Di cedere prima fisicamente e poi mentalmente, di avere quasi stampato sul viso il logo dei miei occhiali da sole.
Inutile raccontare lo schema allenante, molte volte quei tempi sono ridicoli e chi vuole può chiedermi il contatto su Strava, ma i risultati li pubblico solo quando sincronizzo l'orologio GPS e non lo indosso tutti i giorni per non averne dipendenza.

Alle volte ho corso il lungo così lentamente che mi chiedo a cosa possa servire, del resto dopo alcune notti insonni o dopo un allenamento tirato del pomeriggio precedente non è facile correre in maniera fluida alle 05:45...
Oppure mi sono ritrovato a fare ripetute sotto il picco del sole e prendere sonore sberle.
Ovviamente mi idrato in modo tale da non avvertire sete durante le ripetute e cerco il più possibile di correre sotto gli alberi approfittando del fatto che la Pista dello Stadio delle Palme è ancora chiusa ma mentre sto scrivendo la colata di "Sportflex" è stata data finalmente!
Partenza molto tranquilla!
Quindi niente più ripetute in Villetta ma praticamente l'estate l'ho passata in Campestre o al Piazzale dei Matrimoni o nel famoso "Boschetto" del Prof. Liga, dove quel chilometro (o quasi) è un giro che fa tanto male alle gambe.

Le salite le ho corse spesso ma con oltre trenta gradi non rendo proprio e via con il "giù di morale", i bei tempi in cui scendevo alle sette di sera a fare lo specifico sono estinti.
Ci sono stati momenti in cui ho corso le ripetute di 400m peggiori di circa 6"-8" del normale e non capire il perchè, eppure non mi sono mai fermato, non ho mollato e non ho mai pensato di farlo.
Sono convinto che anche se con scarsi riscontri cronometrici, correre faccia sempre bene, alla mente più che al fisico.
Il tempo mi darà ragione prima o poi...

Ultimamente corro presto diversi giorni a settimana.
C'è sicuramente meno caldo del pomeriggio, meno frastuono e meno inquinamento, ma ti senti tanto solo e insicuro.
Temi sempre di farti male al decimo passo di corsa, per cui parto molto piano.

Le ripetute è impossibile correrle al mattino, non riesco ancora per i miei ritmi ideali, ma presto di dovrò provare, per forza.

Tutto questo per non arrecare danno e disagio a nessuno, per seguire una bellissima passione che vivo dentro e sperare prima o poi di correre in compagnia di qualcuno, perchè da quando il Signore ha istituito il sabato pomeriggio, fare un bell'allenamento di gruppo, magari tirato e magari in salita, l'ho visto sempre come il miglior modo di concludere la settimana.

Detto ciò, finalmente riesco a trovare una domenica (29 settembre) possibilmente serena per indossare nuovamente la canotta da gara.
Palermo, con una location a me nota, una gara con partenza dallo Stadio delle Palme (per ora chiuso per lavori di ristrutturazione) e giro di boa alla Palazzina Cinese, su un percorso da ripetere due volte per un totale di 10 chilometri esatti, perfetto!

La partenza, a ora tarda, intorno le 10:00 circa, presagiva tanto caldo e afa e così è stato.
Temevo di affossare, ma evidentemente tutti gli allenamenti intensivi e conclusi qualcosa di buono lo hanno fatto.
Con mia sorpresa, visto che si trattava di un semplice campionato provinciale, trovo al via il redivivo Giovanni Soffietto, partinicense.
Pur essendo un runner noto da qualche decade, ultimamente è tornato a sorprendere tutti.
E' tornato a correre benissimo da maggio scorso e tra l'altro in una gara ad eliminazione è giunto al secondo posto soltanto dietro un ragazzo giovane ottocentista da circa 1'58".
Ed è un M45.

Proprio a maggio scorso, in occasione della 10 Km di Monreale, avevo subito una sonora sconfitta per mano sua, adesso lo temevo.

Lui è solito partire fortissimo, lo faceva anche quando non era in buone condizioni di forma, tant'è che ero già pronto a mollare la presa dal primo chilometro, se avesse tirato fuori un 3 minuti netti.

Podio M45
Invece, subito dopo il via, me lo ritrovo dietro e molto guardingo.
Solo verso la fine del primo chilometro mette il naso avanti e si mette a tirare, ma i suoi consueti strappi sono delle carezze paragonate a certe sue perfomance viste.

Capisco in breve tempo che non è in grande giornata o forse è molto carico in vista di appuntamenti più importanti per lui: va troppo regolare per essere Giovanni Soffietto.
Mi tengo guardingo per tutto il primo giro, studio il punto di attacco e spero piuttosto che il caldo non mi faccia crollare.
Lo lascio tirare.
Nel tratto in discesa che porta da Viale Diana (Favorita) verso lo Stadio, si corre comunque intorno i 3'15"/Km, di sicuro non si va piano e le mie gambe girano sorprendetemente bene.

Come potevo aspettarmelo, all'inizio del secondo giro, in salita, Soffietto rompe gli indugi e attacca deciso.
Gli sto attaccato, e quando molla la presa, provo a contrattaccarlo, ma non sono lucido abbastanza per fare la differenza.
Bene, ci ho provato, non penso minimamente che le lunghe nottate ed il poco riposo influenzino la forza dei miei attacchi.

In discesa verso la Palazzina Cinese tratteniamo le veemenze, successivamente nel tratto di ritorno, in salita, Soffietto attacca dove l'avrei fatto anch'io e non mi sorprende.
Piuttosto, inizio a pensare di scatenare l'attacco "all in" dove in genere faccio anche male a me stesso per quanto impegno ci metto: è come affrontare un mille finale dopo le salite.

Decido che il momento giusto è esattamente al nono chilometro, peraltro in discesa, e con tutta la rabbia agonistica che ho parto all'attacco, quello decisivo.
Ma Soffietto dietro c'è e ci resta.
Affrontiamo la curva che porta alla Villetta e tiro con decisione, si viaggia intorno i 3'05" e di più non riesco a fare al momento.
Soffietto con grande lucidità contrattacca con grande scioltezza, mentre invece io corro sempre più indurito.

Il mio obiettivo di giornata è perdere meno terreno possibile di lì al traguardo ormai imminente: ormai ho perso la gara ed è stato bravo lui.
Arriverò dietro di otto secondi, quel margine che avrà consentito al vincitore di correre sotto i tre minuti l'ultimo chilometro, scatenato dal sottoscritto.

Su di un percorso molto scorrevole ma decisamente sali-scendi (leggero) con alte temperature abbiamo corso intorno i 3'25"/Km sui 10 Km che al momento può starmi stretto ma con la lucidità degli ultimi mesi passati, è un buon risultato che ripaga le tante uscite amare e aride.

Bene così e pazienza, sarà per la prossima volta, quando farà ancora più buio, forse più freddo e forse sarò mentalmente ancora più forte...

(Grazie Sicilia Running per le foto, ci vediamo alla Mondello... Palermo Half!)

venerdì 16 agosto 2019

Luglio, Agosto un vero running calvario...

Monti Rossi Nicolosi al Completo :-)
Negli  ultimi tempi ripenso a qualche tempo fa, magari lontano dieci anni, a quando il running faceva parte esclusiva del resto delle mie attività di svago: impegno serio ma grande valvola di sfogo, valore importante, spinto da impegni agonistici di un certo livello.

L'estate ha rappresentato una gran bella gatta da pelare per me: abnorme quantità di sudorazione, rischio costante alla disidratazione, necessità di maggiore riposo e integrazione di liquidi oltre che di sali minerali, eppure riuscivo sempre a fare centro negli appuntamenti autunnali.

Oggi mi chiedo come riuscissi a preparare le mie Maratone di Carpi a quelle medie di 3'20" - 3'23" circa al chilometro che puntualmente mi vedevano incrementare il volume di lavoro, abbandonando le ripetute in pista, in pieno agosto...
E successivamente seguiva la "rifinitura" per i fortunati appuntamenti in Nord America... non a caso il gruppo del CUS Palermo con cui sono allenato in quegli anni mi definiva "d'acciaio"...

Oggi potrei riuscire, forse in parte, ma servirebbe a tanta dedizione, tanto tempo e le tempistiche corrette.
Scendevo a correre quando era giusto, normalmente dopo le 19:00 in modo tale da non farmi investire dai violenti raggi solari presenti a Palermo e comunque riuscivo ad avere il ritmo e le forze necessarie ad alzarmi presto al mattino, intorno alle 06:00, correre il primo lunghetto della giornata con l'aria fresca del Parco e dopo una veloce colazione, andare a lavoro per le 08:00.

Avevo sicuramente più energie, fisiche e mentali, per anni l'ho fatto, eppure non mi do pace nonostante la mia vita sia palesemente cambiata.

Niente più orari perfetti, ormai corro quando capita e spesso sotto il sole... solo il Parco può placare l'aria infuocata con l'immancabile bottiglietta d'acqua e sali.
Ancora non mi do mai per vinto: se c'è da fare ripetute, quelle verranno fatte, anche sullo sterrato del boschetto.
In questi mesi l'adorato Stadio di Atletica Vito Schifani è in fase di restyling da parte del Comune di Palermo e resta chiuso alla pubblica utenza.
Si spera possa essere restituito agli atleti bello come non mai, con il fondo rifatto e, con l'emozione nel cuore, vedere tanti nuovi giovani cercare di far crescere i loro sogni e speranze.

Il mese di Luglio rappresentava l'inizio della difficoltà, ma comunque ho ottenuto sempre ottimi rendimenti che man mano si placavano in Agosto.
Nulla mi fermava nonostante avessi le scarpe pesantissime zuppe di sudore, tutti i giorni, senza mai un rallentamento... che ricordi!
Oggi, purtroppo, le cose non vanno più in questa direzione.
Purtroppo, da quando ad inizio Luglio le temperature sono aumentate fin oltre i 30°C - 35°C costanti, le mie seppur discrete medie sono crollate definitivamente.
Le ultime gare lo avevano già testimoniato, Monreale aveva suonato il primo brutto campanello di allarme: sentirmi svuotato senza un perchè non è da me, ma sapevo già la risposta...

Ogni sera mi addormento sfinito e quando esco a correre corro piano sperando che mi serva da riposo per le gambe e l'organismo.
Ma nulla, ormai sono settimane (esattamente da inizio luglio) che quando mi alzo mi sento già stanco, ed è inizio giornata.
Purtroppo devo ammetterlo, sono i primi limiti dell'età che avanza dove, invece di curarmi e dedicarmi alle buone e sane abitudini fisiche, non mi risparmio per le giuste esigenze familiari.

Il mese di luglio era iniziato come si era chiuso giugno, con una sonora sconfitta che fa male al morale.
Prima del via con accanto i due protagonisti, Agnello (284) e Terrasi
Quella che seguirà non è una lamentela ma la giusta cronaca di chi non si da mai per vinto ma in quel caso aveva perso la battaglia con il duro pavimento!

Ci tenevo a correre a Nicolosi, per l'occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono Antonio Abate, ricadenti il 05 luglio e comunque sotto il cielo dell'organizzazione della mia Società sportiva, la Monti Rossi.

Mi accingo a guidare sulle roventi strade siciliane già dalle prime ore del mattino di quella giornata ed affronto una prima parte molto complessa con alcune soste programmate che si protaggono quando il piccolino di casa fa tanti capricci.
Le sue infinite energie mi fanno auspicare che amerà gli sport di fatica, lui adora correre, ma ovviamente tutto questo non è affatto riposante!

Nonostante avessimo trovato un appartamento per la notte proprio sotto il percorso di gara, programmato gli orari di cena/spuntino (la corsa si teneva alle ore 21:30 circa), poco prima di iniziare il riscaldamento, ero sdraiato sul pavimento in cerca di un momento di tregua e riposo...
Era segno che il mio corpo avesse poco interesse a gareggiare e già temevo un'atroce sofferenza...

Così in effetti, quando allo start partono i grandi favoriti, Agnello e Terrasi a sbaragliare la concorrenza, con Liuzzo in grande spolvero a tentare di tenerli per qualche giro dei dieci previsti, non riesco nemmeno a tenere un abbordabile passo tenuto dal 4° e 5° che man mano si allontanavano...
Non avevo mordente, quella forza che fuoriesce da una vita di gare quando indosso un pettorale e fa cambiare le cose, che rendono diverso un banale allenamento da una gara in lotta per una posizione, per la conquista di un qualsivoglia premio.

Adagiato su quella posizione, da lontano mi raggiunge uno junior che, a metà gara, mi passa quasi a doppia velocità, e scendo alla 7° posizione.
Finalmente reagisco con delle forse non mie e provo a non farmi staccare, forse il ragazzo subisce il peso della sua stessa rimonta e così, a due giri dal termine lo raggiungo e, stupidamente, rilancio l'azione con forza.
Poichè si trattava delle ultimissime forze di giornata, considerata la difficoltà del percorso ed i circa 800 metri di quota, al termine della salitella dove ho provato ad infierire sul giovane avversario, peraltro tifatissimo da altri teen-agers, cedo solidamente lasciandolo scappare via per gli ultimi chilometri finali.
Doppiato da Agnello (il vincitore per pochi secondi) e Terrasi, torno in appartamento esaurito, un pò arrabbiato e afflitto da una grande fatica.

Vorrei tornare subito a gareggiare, ma preferisco ricostruire quanto perso negli ultimi tempi.

Lavorare sulla resistenza muscolare, specie in questo periodo delicato, aiuta a prevenire infortuni da stress e riduce fastidiosi problemi tendinei che negli ultimi anni sono sopraggiunti.

Ho ricominciato da questo ciclo costruttivo di lavoro, con la conclusione che la sera ero sempre più stanco, distrutto e soddisfatto di vedere un volto sorridente per aver giocato fino al termine della serata, per ricominciare il giorno successivo e l'altro ancora...

Avrei voluto gareggiare nelle ultime settimane, ma impegni più importanti hanno preso il sopravvento e, ironia della vita, sono passato da estati piene di gare (anche due - tre nelle settimane di agosto) a quasi nulla, probabilmente.
Solo la speranza di risollevarmi, seguendo un programma di allenamenti semplice e mirato alle distanze di 10 Km, ad evitare gli infortuni (cosa che ormai mi riesce agevolmente da oltre quattro anni) ed a ritrovare un pò di velocità perduta da quando è iniziata questa lunghissima estate che temo finirà ad inizio ottobre.

Proprio domenica 04 agosto volevo correre, avevo l'imbarazzo della scelta: tra Cefalù al mattino o Partinico al pomeriggio, entrambe le gare mosse da sentimenti di amicizia e quindi senza ambire ad alcun premio, ma non è stato possibile parteciparvi.
Nel tardo pomeriggio ho corso la mia gara personale: ho scelto la cronoscalata di Monte Pellegrino da Villa Igea al Santuario su strada: ho un 32'50" circa di personale (in condizioni ottimali ricordo), ormai svilluppato quel decennio addietro.
Fasi finali, un tentativo stoico di rimonta

Ebbene, nonostante avessi tentato il tutto e per tutto e sentissi le gambe quantomeno girare senza mai imballarsi, ho accusato costante distacco in ogni intermedio (l'inizio salita è stata alquanto lenta e prima di ingranare ho perso molta strada) fino ad arrivare in cima in 37'00", stanco, sudatissimo e soddisfatto: che mi importa, avevo dato tutto e per me arrivare lassù in cima, dove ritrovi gare, allenamenti ed una vita di ricordi...
Adoro quella salita, la rifarei migliaia di volte ancora, tutto l'anno e confesso di averla affrontata nei momenti più importanti della mia vita personale.

Oggi mi mancano gli allenamenti in compagnia e lo stimolo che ne deriva, in tanti oggi per questo motivo non trovando nuovi stimoli ad allenarsi da soli avrebbero già mollato da tempo.
Ho iniziato a correre e soffrire duri allenamenti da solo, quindi non è essenziale la compagnia, ma negli anni ho capito che si progredisce rapidamente con il lavoro di gruppo, esaltando insieme le singole doti di ogni runner.

Oggi cercherei la maggiore inesperienza e la gioventù come stimolo per cercare di migliorare, offrendo tanta saggezza tattica e tanta aggressività agonistica che, nonostante tutto ancora provo dentro.

Mi piacerebbe continuare a correre ancora per altro tempo, eppure il destino appare incerto...

domenica 3 marzo 2019

CdS Cross a Vittoria (RG) - 2° Fase - E i Giovani dove Sono?

Buon secondo posto di Squadra e... peccato per non aver tesserato
Hamad Bibi con noi!
Vittoria (RG) - 25 febbraio.

Il titolo regionale assoluto lo vince Tony Liuzzo, uno che di professionismo ne ha fatto tanto per l'atletica, uno che ha gareggiato ad alti livello anche quando professionista non lo era più, per lungo tempo quando abitava a New York City e con il quale abbiamo fatto quelle due Maratone insieme.
Uno che ha smesso di correre diversi anni fa, salvo riprendere da pochi mesi tesserandosi per l'atletica Augusta e, comunque, già riesce a fare buona figura.
Ma vincere il titolo regionale assoluto, all'età di 40 anni (o quasi) fa molto riflettere sul movimento dell'Atletica in Sicilia.

Figuriamoci se l'avessi vinto io questo titolo, reduce da due settimane di allenamenti intensi ma rabberciati, praticamente ripartendo da Zero a causa di una doppia influenza nel giro di poco tempo (W la famiglia!) e con cattive sensazioni nelle ultime uscite.

Ad otto giorni dalla gara, in compagnia di uno dei pochi amici che capisce ormai le mie abitudini poco ordinarie e le esigenze dettate dalla famiglia (sarò ripetitivo ma ormai è una ovvia costante trovare spazio e tempo per allenarmi molto relativi) scuotevo la testa quando mi cimentavo con lui nei 15 x 500m (circa) (R.50") svolti al boschetto della Favorita, perchè non erano le stesse buone sensazioni di fine gennaio e perchè faticavo più del dovuto...
Eppure restavo in piedi pur macinando giri, ma il cronometro più di 1'33" - 1'30" forzoso non restituivano...

Freddissimo...
Ho provato un pò di tutto per ridare forza alle gambe, persino un allenamento forse troppo duro svolto giovedì 14 consistente nell'intera Scala Vecchia di Monte Pellegrino corsa troppo lentamente, troppo troppo e, successivamente alla discesa, con dei cambi di ritmo da 3 minuti e recupero attivo di 1 minuto, fino a casa.
Perchè avessi corso così piano era ovvio: con quei 3 giorni di stop forzato mi ero sentito così giù che ripartire non è stato facile, ma il periodo delle malattie è pur sempre un qualcosa che non puoi prevedere e, pazienza per tutto.

Arrivare a Vittoria non è una passeggiata per chi parte da Palermo.
Fortunatamente avevo con me la compagnia di Hamad Bibi, da quest'anno tesserato per la Mega Hobby di Caltanissetta, che aveva deciso di esordire proprio in questa gara.
Si sentiva in buona condizione, da tempo in ripresa, ma negli ultimi giorni si era fatto male a lavoro: una brutta botta al tibiale che lo faceva zoppicare un pò, e via con tre giorni di stop.
Ma lui è Bibi, quindi correrà forte ovunque e comunque.

Il viaggio come detto è stato difficile, il maltempo con forte vento perversava nell'Isola ed una gara come la Malta Marathon è stata annullata proprio quella domenica a causa del forte vento e maltempo.
Per fortuna, con tutta la dovuta cautela, non incontriamo particolari pericoli per strada, ma arrivare ci è costato oltre 3 ore di macchina, abbastanza stancante.
Ritmo sollecito sin dalle prime battute
Il cross, situato all'interno dell'ippodromo locale, si presentava su di un terreno esattamente uguale a quello che calchiamo durante gli allenamenti, quindi ero molto convinto di fare una prova onesta visto che i terreni scivolosi o molto pesanti non fanno per me.

Purtroppo il fortissimo vento ha rovinato la giornata, freddina ma molto nuvolosa, tanto che era difficile star fuori a guardare le altre gare dei ragazzini fino agli Juniores.
Pochi, come detto nel titolo i veri partecipanti con qualche ambizione di classifica...

C'era una autentica bufera, ma durante il riscaldamento con i ragazzi della squadra, ci abituiamo all'ambiente e proviamo il percorso che fondamentalmente non era altro che un larghissimo anello di un chilometro con poche curve molto ampie e filanti.
Leggero falsopiano all'inzio del giro, leggera discesa molto scorrevole e sul finale una altrettanto leggera salitina, tutto da ripetere dieci volte.

Alla partenza, qualcuno vuol fare il protagonista e parte molto avanti ed uno di questi è Casarrubea, un runner del Club Atletica Partinico che negli ultimi mesi si è messo in grande evidenza soprattutto nei Cross.
Era arrivato dietro di me nella tappa svolta in gennaio, a Palermo, anche con discreto distacco e quindi penso che stia sparando le cartucce troppo in fretta, anche perchè tutti i maggiori favoriti restano dietro.
Campo di gara con fango assente
Provo a stare attaccato a Tony Liuzzo fino a che la situazione resta in stallo, per pochi giri.
Il primo a prendere le redini dell'andatura è proprio Bibi che tira con se l'altro marocchino favorito, Mohamed Idrissi, suo compagno di squadra.
In realtà il gruppo ancora non si sfoltisce e con loro due restano avanti anche S. Laudicina (autore di un primo giro fortissimo), N. Mazzara, Liuzzo, Casarrubea e l'altro atleta giovane del CUS Palermo, Pizzitola.

Mi stacco troppo in fretta ed è già il quinto giro, metà gara passa velocemente in circa 17'04" al mio cronometro.
Provo a non mollare come è nelle mie abitudini ma non riesco più ad avvicinarmi a Liuzzo, mentre il giovane Pizzitola probabilmente finisce le energie e riesco a passarlo senza alcuna sua resistenza.

Di Casarrubea invece mi sorprende la sua tenuta dato che Liuzzo riuscirà a staccarlo proprio negli ultimi due giri, mentre io, causa anche un dolore al fianco, non riesco più ad incrementare e la mia 7° posizione resta quella...

Il ventaccio è sempre più forte, taglio con fatica il traguardo, giusto per provare un allungo e termino in 34'41" a soli 24 secondi da Liuzzo, il vincitore del titolo assoluti come detto.
Bibi si rammaricherà con me perchè, forse troppo assente dalle gare, commetterà l'errore di lasciare andare via Idrissi perdendo la corsa e dicendomi: "Io giocavo con lui, mi ha fatto l'allungo all'ottavo giro ma poi ho recuperato nel finale"... Bravi ad entrambi!

Tolti Laudicina e Mazzara (cat. Promesse maschili) che comunque si allenano tanto nel trapanese, chi è rimasto a correre a livello assoluto?
Campo di allenamento del Ragusano, tanti professionisti
si sono allenati qui
Davvero pochi e davvero male, dato che altri bravi atleti erano ad Acireale a correre su strada e nel mio cammino in gara ho visto forse troppi amatori, alcuni di loro con molte primavere alle loro spalle con più voglia di scherzare che veramente mettersi alla prova.

E tutto questo fa riflettere anche perchè se, stando davvero in una condizione atletica poco convincente finisco 7° (ed a podio regionale assoluto), cosa c'è nel prossimo futuro?
Poco, davvero ben poco.

E intanto la Monti Rossi Nicolosi con il suo secondo posto ai Campionati Regionali di Società vola a Torino a portare un pò di Sicilia ai Campionati Italiani di Cross del prossimo 10 marzo dove spero tanto di trovare più terra battuta possibile, l'unico scenario di cross più compatibile alla strada, almeno per riuscire a tirare fuori il mio solito carattere combattivo.

E... non dimentichiamo che la Milano Marathon è sempre più vicina!

(Ringrazio A. Monaco e M. Statello per le foto)

martedì 5 giugno 2018

Inseguendo un Sogno - La 0 - 3000m

Sullo sfondo, ad una certa altezza, si intravede il Castello Utveggio,
patrimonio della nostra storia
Palermo - Mese di maggio 2018.

In questo mese non ho corso nessuna gara, nessun altro impegno mi separa dalla costruzione di questo evento e non credo riuscirò a simulare fino al giorno della gara l'intera grandezza dell'impresa, ovverosia partire da quota sul livello del mare ed arrivare fino alla vetta del più alto vulcano d'Europa.

E' una pazzia?
Credo di no, forse parzialmente lo è se non si corre con serietà da molti anni, fatto sta che con avventure podistiche così importanti è bene preparare ogni dettaglio a puntino, senza tralasciare sia lo stile di vita che l'allenamento più importante, quello mentale.
Dalle passate edizioni, non ho potuto che notare un sano entusiasmo e tanti occhi emozionati all'arrivo in vetta, descritto come qualcosa di ineguagliabile mai corso prima.
Il peccato "mortale" è che come sempre non avrò il tempo per preparare bene l'evento e dovrò per forza inventarmi allenamenti molto intensi per il più lungo tempo possibile.

Man mano che sono passate le settimane, ho affrontato parecchie volte i versanti di Monte Pellegrino, sia su strada asfaltata che nella parte più ripida, ogni volta fosse possibile e persino durante il lungo, riuscendo a completare uscite molto impegnative, anche se la parte più difficile sta nel correre davvero a lungo ed in salite a volte spezzafiato.

Se consideriamo che i migliori tempi fatti registrare negli anni passati oscillano al di sotto delle 4 ore di corsa continua in salita, per i 43 Km interi del percorso, tanto fa riflettere sul come questa sia una prova più mentale che fisica, o meglio coniuga entrambe le prerogative.
Bisogna prediligere il passo costante più che una condotta aggressiva ed in queste settimane ho capito come si debba riuscire a raggiungere il compromesso tra il salire senza cali di ritmo ed il gestire il calo di forze che coincide con quello di energie per lo più.

Si consumerà più energia in salita, quindi sarà d'obbligo alimentarsi con regolarità e rifornirsi di liquidi, considerato che per oltre metà gara si correrà con una temperatura abbastanza elevata.
A tal proposito, nelle prime settimane di maggio a Palermo le temperature si sono mantenute miti e ventilate (seppur con ampio tasso di umidità) e quindi correre è stato per lo più meno faticoso del solito.
Ciò mi ha agevolato nei lunghi allenamenti, ma non ho concluso il volume chilometrico che avrei desiderato raggiungere.

Ho calcolato che, chilometro più, chilometro meno, devo correre consecutivamente per tre volte la tratta su strada, più tre volte la tratta dei fedeli "Scala Vecchia" di Monte Pellegrino a Palermo.
Poche le giornate di Relax, per un mese o poco più
passato su queste pendenze
Un'enormità, e già quando ho svolto alcuni allenamenti specifici come le due salite di Scala Vecchia consecutive, ho patito parecchio la difficoltà del correre a lungo in salita.

Mi sono reso conto che chiudere per ben tre volte la salita di Scala Vecchia è un'impresa parecchio ardua e non aggiungo la tratta conclusiva che porta alle Antenne posizionate sul punto più alto della montagna perchè mi da fastidio correre per decine di minuti a contatto con potenti fonti elettromagnetiche, fonte di potenziali danni alla salute dell'uomo.
Quindi i miei sforzi si sono sempre conclusi in corrispondenza della discesa verso il Santuario e potevo ritenermi più che soddisfatto degli allenamenti.

Man mano che sono passati i tentavi, mi sono abituato facilmente a scalare due volte Scala Vecchia, il che è diventata una consuetudine, ma è necessario andare oltre con un allenamento più intensivo sotto il profilo della durata dello sforzo, ovvero affrontare entrambi i versanti stradali del Monte.

Al contrario di quanto si possa pensare, anche se ufficialmente è chiusa la strada, il versante che da su Mondello, è sempre più frequentato da ciclisti, motociclisti e qualche automobilista dato che gli sbarramenti sono stati nei mesi rimossi volontariamente dalla gente che non li accettava (immagino).
In parole povere, tutti possono salire dal versante di Mondello anche se ufficialmente non sarebbe consentito, ma con i dovuti accorgimenti si può correre tranquillamente anche lì (di norma si evita quando c'è maltempo per rischio di frane).
Sprint in salita con le mie Mizuno Wave Rider!

Nelle ultime settimane ho anche dovuto fronteggiare pesanti cali di rendimento quando mi sono sentito a corto di energie fisiche: ho notato crolli repentini quando ho avuto necessità di dormire per ricaricare le forze, ma con la famiglia spesso non si può ed il disagio te lo porti appresso per giorni interi.
E' capitato di dover correre a ritmo di jogging per un paio di giorni e magari al quarto, affrontare la salita di Monte Pellegrino come un leone a buon ritmo e fino alla fine, come è capitato giorno 23 maggio.
Mi ha affiancato un giovane in bicicletta (penso più di me), era tardo pomeriggio, ideale per chi si vuole allenare.
Ovviamente non sono mancati i complimenti, ma quando si fatica i complimenti ci sono per tutti.
Stavo bene e dato che il ritmo del giovane in bici era leggermente superiore al mio, decido di iniziare ad incrementare.
Era appena iniziata la salita e questo episodio fa scoccare la scintilla: inzierò a correre con grande impegno come se fosse una cronoscalata ed arrivo al santuario con ottima spinta e staccando l'episodico compagno che in realtà ha atteso il suo secondo in bicicletta che andava più piano.
E pensare che poche ore prima non riuscivo quasi ad andare a 5'/Km sul piano!

Così va la vita, così vanno le corse, ciò che conta maggiormente è non arrendersi mai perchè ogni giorno di allenamento è sempre molto importante e comunque può andare male un mese intero di allenamenti ma il giorno della Gara è l'unico che deve andare bene.
Molto spesso quando credi in te stesso, va così: settimane scarse ma un solo giorno buono.

Dettaglio della vista della Città, un qualcosa di indescrivibile!
Avessi più tempo potrei affrontare salite sparse per la Sicilia o affrontare uscite di Trail impegnative, preparatorie per affrontare l'evento nel miglior modo possibile.
Cercarmi un gruppo di allenamento comporta appuntamenti, tempistiche morte e relax che oggi non posso più permettermi di gestire.
D'altronde correre a Palermo è più che sufficiente per me in questa fase della vita e sempre più entusiasmante ed affascinante.
Tra l'altro in questi ultimi anni ho "elasticizzato" sempre di più la mia mente adattandomi in modo molto flessibile alle location dove mi trovo giornalmente per affrontare i miei allenamenti.

Spiegandomi meglio, se in estate dovessi trovarmi a Mondello, potrei affrontare saggiamente delle ripetute di 400m su strada alberata o dentro il Parco della Favorita su sterrato, se raggiungere la Pista di Atletica risultasse difficoltoso.
Il concetto fondamentale è uno solo: mai stressarsi e mai allenarsi in condizioni psicofisiche penose.
Correre con caldo atroce, unicamente su asfalto o su percorsi pesantentemente trafficati poco si sposano con il mio concetto di Running che assolutamente è poco urban, anche a costo di esiliarmi per mesi interi.
Individuare i posti migliori dove correre nel tempo è diventata la mia priorità, anche se non rinnego i bellissimi momenti passati in gruppo con ragazzi nel tempo sempre più giovani di me.

Sono cresciuto da ragazzo a vivere dei sabati pomeriggio fantastici trascorsi correndo prima, allenandomi poi e godendo di una cena serena ed un riposo serale.
I weekend migliori, che sono stati irripetibili e che non posso vivere più ma che in fondo si avvicinano al concetto che più mi appartiene.

Le rampe che portano a Mezzarancio, storico punto di congiunzione con
Scala Vecchia
Nelle ultime settimane, invece, il caldo si è fatto sentire: pesante, umido e afoso.
Penso che alla partenza della gara, prevista al mattino per le ore 08:00, tutto questo non ci sarà e che man mano che si dovesse salire di quota, mi ritroverò un'aria fresca a ventilata, forse anche freddo.
Allenarmi con il sole che ti brucia il viso ti rallenta così tanto, ti fa sentire arsura alla gola, ma ti prepara al peggio nel modo migliore!

Non credo potrò mai ambire alla vittoria finale, non sono uno specialista delle Ultra o delle Corse in Montagna, nonostante la preparazione mirata ai percorsi vertical.
Quest'anno nella start list figura uno specialista degli Ultra Trail da quattordici ore e delle pendenze impossibili, oltre che un recente ottimo risultato alla Milano Marathon persino migliore del mio.
Se aggiungiamo un vero asso delle salite quale è Vito Massimo Catania ed altri outsiders, posso tranquillamente ambire al mio vero target: scendere sotto le 4 ore e portare la medaglia alla mia famiglia!

La chiesetta posta a Mezzarancio, nonsolo Santuario di S. Rosalia!
Non ho corso come volevo, non ho fatto tutto quello che desideravo correre, probabilmente l'avrei fatto facilmente se avessi trovato un compagno con cui condividere cotanta fatica.
Mi sento pronto così, con una solidità nelle gambe discreta, una garanzia sicura fino ai 33 Km nei quali dovrò soltanto scherzare e conoscere dei luoghi raggiungibili per davvero solo in cartolina.

Dopo sarà difficile, potrò spezzarmi in due per proseguire, spero di non smettere mai di correre, ma sicuramente non dovrò fermarmi mai.
Comunque vada, questa sarà l'ultima impresa che affronterò prima di dedicarmi maggiormente alla famiglia e pensare per un pò a distanze più brevi.
E' l'ora di coglierla, fisicamente preparato e senza alcun dolore che possa limitarmi.

Raggiungere la pace, il silenzio, la solitudine, un puntino insignificante se lo guardi dalla Vetta di quel Vulcano così imponente, che non vedo l'ora di conoscere...

lunedì 19 marzo 2018

Il nuovo anno 2018 ed il Mondo social che cambia

Prima gara su strada del 2018, con nuova Società e nuovi stimoli!
Marzo 2018

E' da molto tempo che non scrivo alcun post, stavo pensando molto serenamente di mettere la parola "fine" al capitolo parecchio entusiasmante e formativo che è stato il mio Blog.
Ma non lo farò, continuerò ed andrò avanti perchè la vita cambia, si evolve, e con esso l'approccio serio a questo sport, dove posso ancora dire a me stesso di non mollare e farlo capire a chi, come me, prova a chiedersi se è giusto continuare a mettere un pettorale.
Quel pettorale è molto importante ancora per me, per la mia età, perchè è fonte di motivazione e rallenta l'incedere del tempo... perchè in gara il tempo si dilata, ogni secondo risulta essere determinante...

Ho scritto tanto e mi sono evoluto in dieci anni di racconti, rileggendomi probabilmente noterò anche scatti di crescita personali; fatto sta che ho realizzato un libro online delle mie esperienze e gare personali che credo fermamente in pochi possono vantare (ad di la dei risultati personali ottenuti).

Alla Coppa S.Agata sono stato accolto quasi
come un loro concittadino, mille grazie!
Forse sono stato stupido a non mettere mai banners pubblicitari a pagamento privilegiando solamente chi mi ha supportato tecnicamente negli anni, ma sono fatto così, non è nella mia etichetta lucrare sul prossimo.

Ho corso gare dentro le gare, allenamenti con medie entusiasmanti (per me) magari migliori di alcune gare, doppi allenamenti per oltre un decennio e tanto, tantissimo impegno in un periodo che mi ha regalato bellissimi ricordi e tutt'ora lo fa.
Oggi non riesco più a correre più di una volta al giorno ma non ci rinuncio, dovesse esserci anche un diluvio con la grandine che ti scheggia il viso, come è accaduto poco tempo fa, al buio tra l'altro.
Allora vuol dire che la passione che ci metti è in fondo in fondo sempre la stessa...

Il mondo cambia, cambia anche il modo di comunicare ed io sono rimasto un pò indietro ai moderni mezzi comunicativi, quelli che devono essere social network ad ogni costo.
Come i famigerati Facebook e Instagram, pieni zeppi di foto, anche inutili, stracolmi di selfies.
Tutt'ora preferisco scrivere, parlare con gli amici a fine gara, magari postare qualche bella foto che sempre più difficilmente mi viene possibile realizzare.

Preferisco parlare e argomentare del mondo running, confrontarmi sulle scarpe da corsa, sui miei adorati occhiali da sole sia utili che un'etichetta per il mio look, sui moderni mezzi tecnologici come gli orologi GPS avanzati che fanno tutto e di cui conosco ogni aspetto, difetto e pregio, pur uscendo per il lungo lento ancora con il mio Casio di 20 anni fa dal quale non mi separerei per nulla al Mondo perchè racconta tutta la mia vita...
Eppure quei cronometri semplici di una volta non ti costringono a cercare il segnale GPS a tutti i costi prima di partire e non ti forniscono medie altalenanti che ti inducono a vedere decine di volte il display con conseguente stress.
Acireale 10K ed i vecchi amici di tante battaglie!
Molto spesso quello che conta è il tuo respiro, le sensazioni di libertà e leggerezza (o pesantezza) e qualche percorso misurato giusto per capire a quanto stai andando.
E per sapere i tuoi battiti cardiaci, se lo vuoi, c'è sempre il famoso "Conta i battiti del collo per 10 o 30 secondi"...

Ho voluto cambiare Società, per trovare nuovi stimoli e cercare un'opportunità diversa che mi faccia andare avanti.
Con la Monti Rossi Nicolosi (CT) ho trovato un gruppo che già conoscevo che ha voglia di mettersi alla prova, tra giovani e meno giovani come me, ai Campionati Italiani di Corsa su strada e, di Cross, come in questa prima parte della stagione agonistica.
Ero stufo di correre soltanto gare in terra di Sicilia (visto che anche in Calabria quel poco di bello che c'era anni fa è andato estinto) tra cui solo poche sono ormai di alto livello.

Ovviamente tutto ruota ormai intorno alla famiglia e gli orari di allenamento non possono che essere inventati in funzione delle esigenze quotidiane.
Quindi, niente più appuntamenti ad orari comodi con il gruppo del Prof. Liga che non ho potuto più frequentare, ma quasi sempre da solo e sconsolato a macinar ripetute, medi e chilometri, quasi tutti su terra battuta e prati per la prima parte dell'anno.

Il poco tempo a disposizione mi ha fatto tagliare diversi lunghi allenamenti oppure ho cercato di ottimizzare al massimo i tempi, ma il punto è che ho dovuto abbandonare la guida tecnica del Prof. perchè impossibilitato a rendermi presente agli appuntamenti.
Ho ripreso i miei vecchi metodi di allenamento, con più chilometri e quantità e variando i percorsi per avere sempre nuovi stimoli.
Il tutto, purtroppo, fatto sempre di fretta con la testa a mille altre cose.

Sembra una foto Vintage di 20 anni fa, e invece era lo scenario
semi-apocalittico affrontato a Mazzarino :-)
Ci sono tanti motivi per cui non riesco più a correre bene come prima, ma non li voglio elencare.
Oggi sono felice così, mi ritaglio i miei spazi e non voglio togliere nulla a chi mi aiuta a mantenere il lato agonistico e combattente che mi contraddistingue.

La foto più bella e felice di tutto questo trimestre è stata la scivolata durante la seconda prova dei Campionati Regionali di Corsa Campestre a Mazzarino, tra chili di fango e pioggia battente, proprio all'ultimo giro della gara per mancanza di attenzione.
Metà del mio corpo era intrisa di fango, il numero di pettorale era illeggibile, il mio orologio GPS bello e azzurro aveva il display completamente ricoperto di fango e sono arrivato al traguardo per conservare la posizione di squadra, la 10° alla fine...
Una squadra con poche punte, non grandi risultati, ma fatta di gente motivata che non vuole andare soltanto alle gare del paese e, per favore, che non si interpreti male ciò che ho scritto perchè non sto puntando il dito contro nessuno.
Finalmente nella Regione c'è un'unione di intenti ed un interesse rivolto agli eventi più importanti ormai cosa assai rara e credo qualcun'altro se ne sia accorto.
Tutto questo si può ottenere solamente con sponsor che finanziano le trasferte e molto buon senso, grazie alla programmazione fatta mesi prima dell'evento, i voli low cost e gli alloggi nelle case in affitto per esempio.

La prova iniziale, la prima, svoltasi su tutt'altro campo (in erba, Terme Vigliatore - ME) e con tutt'altro clima (bello e soleggiato) mi ha visto protagonista parziale della prima parte di gara, costantemente in seconda posizione, dietro ad un O. Zoghlami in completo controllo e relax.
Successivamente ho perso alcune posizioni giungendo 5°, ma ho combattuto e lottato su un terreno su cui mai sono stato a mio agio.
La Monti Rossi Nicolosi a Gubbio!

Ancor più entusiasmante è stata la doppietta Catania - Coppa S. Agata e Trofeo Carnevale di Acireale svolte in coppia nel weekend di sabato 03 e domenica 04 febbraio con un duplice 4° posto, ma su strada è tutta un'altra storia...
Considerato che il post gara della Coppa S.Agata è stato devastante, per via del viaggio da Palermo a Catania e delle sempre maggiori esigenze della famiglia, ho corso ad Acireale con poco sonno e molta adrenalina, doppiando alla stessa buona media del giorno precedente.
Scampoli di tempi che furono, che sempre mi esaltano :-)

L'evento clou, che acclama la presenza di tutte le Società di Atletica in Italia, è da sempre il Campionato Italiano di Cross, con lo scenario medievale nuovamente confermato a Gubbio, sempre suggestivo, domenica 11 marzo.
Prato erboso che ha retto molto bene la pioggia incessante iniziata già alle 05:00 della domenica mattina di gara, alle ore 11:00 il tempo ha iniziato a migliorare con la pioggia che ci ha dato tregua.
Purtroppo, come sempre è stato, la corsa sui prati e sul fango non mi hanno mai trovato preparato, con la sensazione di fare tripla fatica pur restando fermo sul posto.
Così mi sono dovuto accontentare di navigare nelle posizioni delle retrovie e cercare di acchiappare poche posizioni la avanti.
Al secondo giro dei cinque previsti inoltre, ho perso una calzatura e fortuna volle che il prato fosse morbido e agevole per la corsa a piedi nudi!
Conseguentemente ho perso stabilità ed aderenza sul piede scalzo, poggiandomi maggiormente sulla scarpa sinistra dotata dei chiodi.
Foto S. Marongiu  via Facebook che ringrazio
Curve larghe ad evitare la parte fangosa, ripartenze difficoltose per mancanza di grip e attenzione a non farmi male, mi hanno rallentato ancora di più, ma la fatica ha vinto a scapito di un risultato decente: duecentonovesima posizione e finalmente capitolo chiuso anche quest'anno per le Corse Campestri.

Trovo occasioni, mi organizzo e mi getto sull'evento, senza poter sapere con certezza come andrà e senza poter preparare tutto al meglio.
Così sarà anche il prossimo evento importante, la Milano Marathon dell'08 aprile.
Non sto riuscendo a prepararla come è giusto che sia, ma ce la sto mettendo tutta.
Per me un altro 2h35' o giù di lì non mi cambia l'esistenza e nonostante tutto, proverò a godermi l'evento ed il calore della gente, degli amici lassù.
Se ripenso alle ultime annate, molto spesso sfortunate (influenzato negli ultimi giorni pre-maratona oppure alla caduta rovinosa in allenamento a due settimane dalla maratona), oggi non posso che vedere il lato gioioso della manifestazione, almeno per quest'anno.

Meglio pensare a divertirsi, con impegno.
Successivamente, in estate, le corse su strada ed in pista magari potranno regalarmi qualche altro buon risultato...

E' la introduzione al 2018, davvero il più sereno degli ultimi tempi...

martedì 24 ottobre 2017

Palermo International Half Marathon - Una Lezione di Umiltà

Palermo e l'autunno, un rapporto controverso!
(grazie ultramaratone, maratone e dintorni su FB)
Palermo, 15 ottobre.

Dell'autunno, nessuna traccia.
Anzi, domenica scorsa era la giornata ideale per andare al mare, aria lievemente fresca ed un sole potente che potevi abbronzarti tranquillamente.
Conosco molta gente che soffre con il freddo, non è il mio caso se si tratta di gareggiare.

Al contrario, dopo quest'ultima esperienza in gara lungo i viali alberati di casa mia, è bene iniziare a considerare l'idea che con il caldo non posso più scherzare, o almeno devo tenere in seria considerazione questo problema.
Perchè non si tratta di semplice allenamento, non gestisco più il caldo fisiologicamente come un tempo e capita sempre più spesso un calo netto, repentino, della prestazione.

Da circa due settimane avevo incrementato il chilometraggio settimanale, poco sotto i 20 Km giornalieri ed un antipatico raffreddore mi aveva frenato per un'intera settimana.
Tutto lavoro perso ovviamente, ma sono cose che capitano.

Avrei preferito incrementare volentieri il chilometraggio anche a settembre ma praticamente la vita qui in Sicilia (per l'invidia di molti ma fino ad un certo punto) è caratterizzata da tante belle giornate soleggiate ed una fresca brezza mattutina.
Quando ho a che fare con l'umidità elevata e le temperature miti di inizio estate (anche a novembre), correre diventa molto ma molto complicato per me.
Ho sempre sopportato il disagio rendendolo una corazza di difesa quando era il momento di esprimere il meglio di me in gara, magari con temperature decisamente più idonee alla corsa.

Non a caso quando ho corso in America ed in Canada ero uno dei pochi ad aver trovato vantaggio da condizioni meteo comunque difficili: in tanti lamentavano un gran freddo e congestioni polmonari, mentre io concludevo le mie fatiche "leggermente" sudato!
Bei ricordi, con tanti allenamenti disagiati sulle spalle e chilometri di fatica iniziati ad agosto.
Oggi, con tanti aspetti della vita cambiati, non so come potrei fare ad iniziare una preparazione di lunga distanza in agosto.
I ritmi di vita non sono più quelli di una volta, al mattino non posso più permettermi di pensare solo a me stesso...

Detto ciò, capita qualche episodio in cui riesco a correre davvero forte, come domenica 8 quando il Prof. Liga mi fa correre in compagnia di altri due runners all'interno del Parco, protetti dai raggi solari grazie ai tanti alberi di pino.
Il suo volere è: pochi chilometri, recupero ampio e ritmi elevati e chi non è d'accordo con lui può tranquillamente tacere perchè io sono dalla sua parte.

Così mi lancia delle ripetute alle 09:30 del mattino con un'aria freschissima di 2 x 2.000m (R.4') + 2 x 1.000m + 3 x 500m (R.3').Avevo i miei partner di allenamento avanti diverse decine di metri e, con il loro aiuto mi sono spinto oltre i miei limiti (ultimamente anche mentali) ed ho tirato fuori un ottimo allenamento.
6'15" + 6'08" + 2'54" + 2'53" + 1'23" + 1'24" + 1'20".
Chi corre al Boschetto in favorita e conosce il giro da 500m in sterrato conosce le difficoltà dettate dal fondo irregolare e dall'insidiosa salita.
Il giro non è esattamente da 500m ed il GPS parla di circa 30m in meno, che circa coincide con la traccia misurata con la rotella metrica.
Fatto sta che non è necessario urlare al miracolo, ma correre in 1'20" sul giro secco non è cosa da poco e raramente mi era mai capitato.
Il tutto grazie alla "spinta" e lo stimolo del condividere la fatica insieme.

Unendo uscite di fondo lento di circa 1h20' (sempre intorno i 4'00"/Km o poco sotto, dipende dalle giornate e possono essere anche 3'50") perchè con il caldo non riesco a far di meglio, avevo pensato che correre un test a Palermo sulla distanza autunnale principale non sarebbe stata una cattiva idea.

Bibi, sempre coraggioso e combattivo, starà male a fine gara
Decido quindi di partecipare alla Palermo Half di domenica 15 ottobre.

Durante la settimana non ho operato uno scarico particolarmente importante perchè quella doveva essere una tappa di passaggio per la Mezza Maratona di Riposto prevista per giorno 29 ottobre, con percorso più veloce e (spero) più frescura, ma dei buoni riscontri mercoledì 11con un semplice 10 x 400m (R.1') su pista dopo una lunga giornata di lavoro, tanto stress ed alla luce dei riflettori mi davano ottimismo.
Sudato come non mai per via dell'alto tasso di umidità, chiudo l'ultima ripetuta in 64" come da molto tempo non capitava.

Ero ottimista per domenica 15, pacatamente ottimista, ecco perchè volevo stare incollato ai pretendenti alla vittoria.
Purtroppo la giornata partiva sotto i peggiori auspici per me: cielo sereno, bel fresco al mattino ma sole ben caldo.
E partenza alle ore 10:00.
Aspetti da non sottovalutare mai più.

Sottovalutando il reale pericolo, parto in testa con i migliori, i marocchini Haji, Cherkaoui e l'amico Bibi che soffriva di un consistente mal di gola e raffreddore.
Terminata la gara starà male per giorni ed il malanno peggiorerà...
Insieme a noi si unisce un giovane islandese, capogruppo di una delegazione di turisti in visita podistica alla nostra Città, tutti runners esperti.
L'organizzatore dell'evento si vanta (con ragione) di averli portati qui, io scoprirò a posteriori di aver corso con un discreto talento.

Nelle prime battute scopro subito chi è più in forma di tutti: è Haji che continuava a rilanciare l'azione, con Cherkaoui coperto e passivo e Bibi, sempre coraggioso, a porsi avanti ma senza graffiare.
Si correva comunque molto forte e, seppur posizionati erroneamente i cartelli chilometrici, leggo 9'22" ai 3K, 15'50" ai 5K, senza particolare sofferenza.

Non era così ma dovevamo essere intorno i 3'12"/Km.
il GPS personale (preciso anche stavolta) mi avrebbe segnalato circa 150m in meno ai 5K, "recuperati" sull'altro parziale di 10K.
In quel tratto la pendenza era a nostro favore e l'aria era ancora fresca ma io puntualmente iniziavo a sudare maledettamente.
Entrati nel tratto pià duro del Parco della Favorita, provo a stare rilassato ma i raggi solari colpiscono nelle aree poco protette dagli alberi e sul lungo rettilineo in falsopiano entro in fatica.
Terminato il tratto più difficile nello splendido silenzio dei nostri passi, inizia un tratto in discesa e lì mi stacco dal gruppetto che si era formato, costituito dai tre marocchini e, staccato di 50m, del giovane islandese.

Passaggio a metà gara, foto Trinacria Palermo
Il ragazzo corre con molta naturalezza ma non riesce ad essere incisivo, quasi come se non volesse soffrire più di tanto.
In quel momento, invece, stringevo i denti e capisco che la vita me la sarei complicata di lì in avanti.

Il Parco della Favorita non proprio come Central Park: i newyorkesi sono considerati dei "pazzi" perchè corrono tutti fortissimo alla partenza o i primi chilometri ma li capisco perchè nel loro parco cittadino hanno delle pendenze assurde ed ogni gara è ricca di saliscendi molto ma molto muscolari.
A Palermo queste pendenze sono più morbide ma restano comunque "assassine" quando devi affrontarle in gara.
Non ricordo un solo episodio nel quale questi percorsi mi abbiano mai graziato...

Così, una volta affrontati diversi saliscendi del percorso molto tecnico e superata l'ultima pendenza caratterizzata dall'ingresso a Villa Niscemi, ho affrontato i circa due chilometri di discesa che riportavano alla porta d'ingresso dello Stadio.
Il giro a metà gara dice 36 minuti e spiccioli ed ero "squagliato" ed in apnea.
Non si spiegava, ma la realtà è che in quel momento stavo patendo un caldo anomalo e desideravo tornare al riparo sotto gli alberi per poter sperare di tenere costante il ritmo.

L'islandese spariva magicamente dalla mia vista, era ormai il mio punto di riferimento da molti chilometri e, senza pormi un perchè, avanzavo.
Dietro, molto distanze, il ragazzo che mi ha battuto nelle 10K estive, Nicola Mazzara, soffriva più di me: poteva sceglierne un'altra mezza maratona per provare l'esordio sulla distanza!

Rientrato nel lungo falsopiano, ancora più pendente, scorgo da dietro la sagoma del giovane Arnar che con la solita rilassatezza era inspiegabilmente staccato di un centinaio di metri.
Si sarà fermato "in bagno", ma come previsto, riassorbe il distacco in meno di un chilometro.
Mi affianca: lui era a suo agio ed io annaspavo cercando di scorgere la fine della pendenza infida che non è altro quella in direzione Mondello.

Forse rifiata o forse non ne vuol sapere di faticare, al termine della salita, nuovamente il giovane Nazionale Islandese mi stacca e se ne va via con enorme scioltezza.
Sto lì a guardare, l'unica cosa bella è il silenzio del Parco che riesco ad udire il suono degli uccellini.
I colori sono splendidi, le lenti LST Active li esaltano e provo con tutte le mie forze a non pensare alla fatica.

Passo di lato al Boschetto, c'era il Prof che osservava sia me che i ragazzi in allenamento e mi sprona, con il suo urlo caratteristico e vigoroso.
Nulla può, ormai penso solo ad arrivare e così farò, al 5° posto assoluto in 1h17'18", quando Haji vincerà con un ottimo 1h09'24", considerate le difficoltà.
Arnar Petursson chiuderà in 1h15'44", poteva fare molto meglio ma forse è venuto a Palermo per godersi il mare di ottobre.

Per farla breve, recuperata la disidratazione e l'attesa delle premiazioni di categoria con la mia gioia in braccio, torno a casa surriscaldato.
Prenderò una botta di calore che a stento smaltirò nella tarda serata.
Bibi starà male senza poter dormire per altri quattro giorni.

Beh, meglio voltar pagina!

martedì 12 settembre 2017

Come allenarsi avendo sessanta minuti a disposizione

Posa rilassata? Non lasciatevi ingannare, questo post nasce per chi
rincorre l'ora di allenamento giornaliero ;-)

Post atipico, non racconto gare o allenamenti personali, ma la raccolta di esperienza dell'ultimo anno che mi ha cambiato.
La situazione personale è decisamente cambiata, gestire un bimbo rende la vita ancor più frenetica e le esigenze familiari hanno stravolto i ritmi abituali.
Attualmente correre resta un'esigenza irrinunciabile per se stessi prima ancora che per i risultati delle gare e mi immedesimo in chi ogni giorno lotta con il tempo per riuscirsi a ritagliare uno spazio per correre, in qualunque condizione ed a qualunque orario.

Parlo per chi come me (e già lo facevo da sempre anche correvo da semi-professionista), si divide da lavoro, famiglia e nessun altro svago, perchè già la corsa riempie e dona serenità fisica e mentale ogni giorno.
Parlo per chi come me non si reca comodamente all'impianto sportivo per scambiare quattro parole con il proprio amico/avversario di corsa, corre con calma, alle volte si gode il sole, l'atmosfera magari facendo stretching e si fa una comoda doccia...
Alle volte, raramente, lo facevo anch'io, ma praticamente sempre non hai tempo per lo "svago", quando soprattutto avevi tutti i giorni da condividere una trentina di chilometri con la strada nera d'asfalto...
Parlo per chi come, quindi, può scendere da casa, andare a correre e tornare a casa, immediatamente a farsi la doccia.

Bello avere una rapida guida per tutti gli allenamenti più produttivi per condensare i favolosi sessanta minuti di corsa che la giornata può concederti :-)

1 - Fondo Lento da 60 minuti: Classico fondo lento per recuperare e per correre chilometri. In circa un'ora a 4'00"/Km si riescono a coprire ben 15 Km, che giornalmente non sono affatto male da una certa età in poi ;-)
Di norma il runner medio quando raggiunge i 10 Km in allenamento è ampiamente soddisfatto e dopo diversi mesi di allenamento è possibile raggiungere questo obiettivo entro 1h di corsa (6'00"/Km).

Di norma l'allenamento del Fondo Lento serve a recuperare da uno sforzo intenso dei giorni precedenti.
Due o tre giorni al massimo di Fondo Lento aiutano a rigenerarsi, di solito si corre piano per tre giorni dopo una gara particolarmente stressante o dove hai dato il massimo.

2 - Lungo Progressivo: 20 minuti di corsa lenta per riscaldare il fisico, altri 20 minuti a ritmo medio ed altri 20 minuti a ritmo/gara o massimale.
Ottimo allenamento per far girare le gambe ed ottimo misuratore della propria condizione fisica.
Ideale prima di affrontare un determinato periodo di allenamenti intensivi.

3 - Fartlek: 20 minuti di riscaldamento (quando ci si appresta a correre un allenamento specifico che introduca un certo sforzo fisico di impegno elevato con cambi di ritmo importanti, è bene riscaldarsi e sconsiglio di scendere al di sotto dei 20 minuti) + Fartlek da 10 volte (2 minuti corsa veloce + 2 minuti di corsa lenta).
Il Fartlek è un allenamento che sveglia le gambe dal torpore (anche quando ci si sente svogliati è bene provare a correre un allenamento a ritmi intervallati da recupero in quanto ci si "sblocca" fisicamente e all'indomani si riparte con maggiore entusiasmo, specialmente sulle gambe).

4 - Fartlek: 20 minuti di riscaldamento (come sopra) + Fartlek da 8 volte (2 minuti corsa veloce + 1 minuto di corsa lenta + 1 minuto di corsa veloce + 1 minuto di corsa lenta).

In questo esempio abbiamo un Fartlek più strutturato perchè il recupero è davvero breve (un minuto passa via velocemente ma una volta iniziato l'allenamento il fisico si abitua al ritmo incessante) e si devono affrontare due ritmi diversi: l'obiettivo prefissato sarà di correre ben più forte nel periodo da un minuto e gestire lo sforzo più a lungo nel periodo da due minuti).
Chi riesce a correre a 4'00"/Km di sforzo quasi massimale (o anche di poco superiore al ritmo gara è già un ottimo obiettivo in questo allenamento), sarà conscio che dovrà correre circa 500m durante i due minuti di corsa veloce e dare tutto nel minuto secco.

Il vantaggio dei Fartlek nasce dalla necessità di adattarsi ad ogni terreno, percorso e circuito.
Si può correre liberamente al parco o su strada e non necessita di rigidi parametri.
Si possono incontrare tratti in salita o in discesa quando si affronta il ritmo prefissato, non importa, è libertà di  muoversi.

5 - Salita Lunga: 20 minuti di riscaldamento + 20 minuti di salita lunga continua con pendenza più dura possibile (e ritorno al via scendendo piano piano).
Se vi trovate una salita lunga nei pressi di casa approfittatene, è un ottimo richiamo di forza generale per riuscire a correre più forte.
Gli allenamenti in salita oltretutto stimolano l'uso di parte di quella muscolatura che normalmente non si usa negli allenamenti pianeggianti.
Gli atleti che corrono le impervie corse in alta montagna ci dimostrano da molti anni che possono andare molto forte anche su strada, dalle 10 K alle mezze maratone.
Oltretutto, vedi per l'amore per la natura o per l'attrazione nel raggiungere posti lontani dalle auto e immersi nel verde, mi piace affrontare una lunga salita nei momenti di maggiore sconforto psicologico, quando è la mente che non ha voglia di fare fatica: in questo modo si riesce a far pace con se stessi.

6 - Salita Lunga - Ripetute: 20 minuti di riscaldamento + X volte (3 minuti di corsa in salita forte + 1 minuto di recupero in discesa)
Per chi non possiede ampie ascese, un modo per affrontare al meglio le piccole collinette non troppo lunghe (meno di 10 Km di solito), è di affrontare ed ottimizzare la ridotta distanza recuperando attivamente in discesa e tornando indietro nel percorso: così si potrà arrivare in vetta faticando di più!

7 - Ripetute in Salita classiche: 20 minuti di riscaldamento + 10 volte 200m in salita (R. Discesa attivo per tornare alla partenza).
Spingere, al massimo e soprattutto non abbandonarsi all'inedia della
corsa lenta tutti i giorni rende viva questa passione
Classico allenamento di sprint o ripetute in salita.
Alternativamente si possono correre dai 100m fino ai 300m.

Se si ha tempo a disposizione (ed energie utili), dopo aver effettuato le ripetute e recuperato circa dai  6 minuti ai 10 minuti, si può correre un 1.000m a ritmo massimale.
Se tutto va bene le ripetute in salita fanno "volare" nel 1.000m massimale.

8 - Potenziamento a carico naturale con esercizi a circuito (Circuit Training): 20 minuti di riscaldamento + 10 giri di campo intervallati nel modo seguente.
200m corsa a ritmo sostenuto + 40 saltelli di Skip + 200m di corsa a ritmo sostenuto + 20 Corsa Calciata.
Ripetere il giro più volte fino a completare  30 minuti :-)
Infine, si possono correre 10 minuti defaticanti atti a sciogliere le gambe, magari correndo sempre più veloce.
Alternativamente, o a metà allenamento, si può modificare con 20 Affondi Jump e 10 Mezzo Squat Jump (questi ultimi renderanno più difficile la ripartenza dei 200m!).

Gli allenamenti a Circuito possono essere vari e molto stimolanti, si possono anche sfruttare i Gradoni dell'impianto di atletica o se si hanno a disposizione scalinate immerse nel verde, meglio ancora, sarà facile ricavarne un circuito molto allenante.
Di norma allenamenti di potenziamento mettono le basi per affrontare preparazioni ai grandi eventi (come una Maratona, una mezza maratona di punta o pochi altri eventi più importanti durante l'anno, o semplicemente per rendere vario il proprio allenamento).
Vi troverete delle gambe ben "pompate" a fine allenamento se avrete eseguito gli esercizi continuativamente alla corsa e senza troppe pause.

9 - Ripetute su Pista - l'elenco di questa categoria di ripetizioni può essere lunga ed oggi i modelli di orologi GPS più avanzati permettono di svolgere liberamente su strada questi allenamenti con pochi semplici passaggi di programmazione.
Qui di seguito spiego molto semplicemente quali sono gli allenamenti veloci che di norma noi atleti di buon livello eseguiamo durante l'anno per tenere alta la velocità di base.

Correre le ripetute in pista molto spesso è sottovalutato dalla maggior parte dei podisti, ma i benefici che correre a ritmi massimali o quasi donano al fisico sono notevoli.
Si aumenta la capacità di sopportazione della fatica e, soprattutto si allenano i piedi a correre con maggiore efficienza e quindi più rapidamente.

Detto ciò:
10 x 400m (R.1' e fino a 2')
8 x 500m (R.2' e fino a 3')
dai 6 a 8 x 1.000m (R.3')
3 serie da (600m + 500m + 400m) (R.2') e R.4' tra una serie e l'altra.

10 - Fondo Medio o Corto Veloce: personalmente è l'allenamento che  mi piace meno di tutti gli altri, ma va fatto con costanza per mantenere le gambe pronte e reattive.
Di solito preferisco inserire un allenamento del genere in occasione di gare di minore importanza per evitare di correre da solo.
Il "Medio" in genere oscilla tra gli 8 Km ed i 12 Km (dipende anche da quale distanza si voglia preparare), ma per restare entro 1 ora non si può correre più di così.
Il "Corto Veloce", adatto per chi è "nato lento", condensa tutto lo sforzo tra i 4 Km e gli 8 Km.
Distanza breve non vuol dire allenamento facile, se metti tutto l'impegno dall'inizio, a metà distanza sarà molto dura mantenere quel ritmo!

Si potrebbe entrare nel dettaglio con tanti altri allenamenti molto più fantasiosi ma è anche compito del runner stesso aggiungere un tocco di personalità a questi allenamenti per renderli più stimolanti introducendo nuovi percorsi o adattandosi alle proprie esigenze.

L'importante è averla quell'ora di tempo, salutare e benefica per la nostra mente, oltre che per il nostro fisico ;-)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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