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| Concentrazione, in ogni momento e bella la lotta finale! |
Il maltempo impazza ovunque e per chi corre tutto l'anno all'aria aperta deve gestire gli effetti negativi di un inverno ricco di insidie.
Palermo non offre un clima rigido ma ormai l'inverno si presenta da "Paese tropicale" ricco di cambi di temperatura, temporali quasi devastanti e di scarsa durata e notevole umidità.
Tornato dall'euforica trasferta di Monteforte, mi ero messo al lavoro seriamente per incrementare i carichi chilometrici in vista della Maratona ma, un'uscita dopo l'altra, ha presentato il suo conto, amaro.
Un lieve malanno ha condizionato le ultime due settimane; diciamo che non fa "benissimo" correre al Parco della Favorita quando il suolo argilloso si trasforma in un continuo acquitrino dove ad ogni passo si sguazza e poco si avanza, ma chi ama la corsa sa bene di cosa stia parlando.
Quando provi la sensazione di non voler scendere ad allenarti... allora suona il "campanello d'allarme" che temi, magari volendo raggirare quel bruciore alla gola che riecheggia da giorni.
Era il momento di darci un taglio ed ho assecondato i miei istinti correndo poco e piano.
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| L'ottimo "fotografo" immortala gli attimi prima del via! |
Non c'era molto altro da fare, solo di non deludere l'organizzazione Veneta che lì mi aveva gentilmente offerto di gareggiare al meglio delle mie possibilità.
Così l'asse Siculo-Veneto (più Siculo, posso garantirlo, grazie all'amico Luca :-) si è rafforzato ancor di più constatando che i malanni non vengono da soli ma che ero in "competitiva" compagnia: come me molti altri amici-atleti ai Box, persino un "Gevero" ben conosciuto nelle Montagne di Vittorio :-D
Tutta questa era una magra consolazione, ma con la stessa testa dei tempi migliori, al sabato prima della Gara andavamo a ritirare il pettorale senza curarmi di chi fosse presente ad insidiarmi: conoscevo bene il mio valore attuale e avrei corso una gara prima di tutto intelligente e ben gestita nella sua interezza, lasciando del margine per un finale magari concitato.
Al mattino della Gara un freddo così tagliente non lo provavo da molto tempo!
Le belle giornate di questo week-end avevano reso Conegliano Veneto un freezer naturale e durante il riscaldamento l'aria gelida che entrava nei polmoni non poteva di certo far bene al mio mal di gola, ma la concentrazione supera di gran lunga queste inezie!
Vedere il sole presente era molto più di un conforto, vedere molti amici podisti entusiasti di correre da tuoi avversari in fin dei conti ti restituiva un piacevole calore...
Il frizzante Speaker Alexander Geronazzo ha animato la Piazza del Cima con notevole entusiasmo e le iniziative collaterali hanno reso il pre-gara accogliente anche per gli accompagnatori.
Il mio amico Luca, che ringrazio per le Foto, reporter per un giorno, vibrava dalla voglia di correre e credo anche dal freddo...
Come ormai sempre più spesso accade, l'invasione dei Droni - Telecamera portavano un maggiore interesse e curiosità tra i partecipanti che vedranno a questo link il filmato su YouTube :-)
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| Good Race Team ed un pezzo dell'Atletica Edilmarket Sandrin di Brugnera ;-) |
Il duo del Marocco inseguiva da vicino attorno i 3'05"/Km ed io non potevo far altro che seguire con un parziale di 3'11" al primo Mille.
La mia gara di fatto inizia così, animata soltanto da un iniziale 500m folle della keniana Eunice Chebet che a stento ero riuscito a sorpassare ma che a quanto pare avrà pagato più che caro terminando al secondo posto in 1h18'30".
Da sempre gli allenatori preparano i loro atleti a saper gestire con intelligenza il 1° Km dopo lo sparo, nonostante l'euforia dello Start: come l'istinto supera la ragione, a tutto vantaggio della vincitrice Laura Giordano!
Con delle sensazioni incerte ed uno stato da runner solitario già da subito, non penso nemmeno mezza di volta di aspettare qualcuno da dietro per correre in compagnia: la Maratona è una compagna solitaria che mai ti aiuta e gare come questa possono rappresentare un valido Test per aprire la mente alla distanza doppia.
Così, conscio delle "dritte" sul percorso ricevute la sera prima, corro sul velluto per i primi 5K, con passaggio in 16'30", in un percorso prevalentemente pianeggiante con tratti anche molto scorrevoli.
Una volta abbandonato l'elegante Centro Città di Conegliano, ci aspettavano stradoni aperti e tanti, tanti vicoli da interpretare, alle volte, con l'addetto alla corsa un po troppo distratto.
Infatti era già da qualche chilometro che degli stranieri avanti non scorgevo più la traccia e così dovevo rimediare la strada per conto mio.
Una volta passati nuovamente dalla zona Partenza/Arrivo a Piazza del Cima, ci si allontanava decisamente dal Centro abitato per girare attorno alla cittadina.
Persa la bussola (non per colpa mia) almeno una volta e ritrovata la strada, resto concentrato sul passo che si aggira attorno i 3'25"/Km.
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| Milano Marathon Ambassador Everywear!!! |
Il sogno si materializza ben presto, quando le belle e pulite strade di Conegliano ti fanno intuire che è ora di tornare indietro e noto nei passi una frequenza maggiore ed una corsa più rilassata.
Riuscissi ad intuire per tempo da che parte andare probabilmente sarei ancor più sciolto, ma ben presto penso solamente ad entrare nel mini-parco con un bel rettilineo di strada sterrata che non pregiudica di molto l'avanzare.
In realtà una fase critica l'avrò al momento di bere a quest'ultima area di rifornimento (la prima area, piazzata nei primi 5K, non l'avevo fruita perchè c'erano i "felici" camminatori fermi sul tavolo a banchettare, rendendo impossibile prendere "al volo" la bottiglietta d'acqua) tentando di bere un sorso d'acqua, giustamente gelida... meno male che il rischio disidratazione per questa volta non c'era!
Tra un attraversamento stradale e l'altro, il rettilineo sterrato perdurava ed in uno di questi, nel terrore di sbagliare strada, non vado dove dovrei andare (fosse tutto così facile alla velocità di 3'00"-3'20" nessuno avrebbe bisogno degli addetti al percorso, no?) e finisco per perdere altri preziosi secondi.
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| Il Traguardo, sempre bello tagliarlo! |
Mancano 2K al termine e penso negativo: nonostante ciò incremento il ritmo e stavolta lo faccio sul serio.
Ottenendo dal mio fisico una tiepida risposta, temo che nel giro di qualche centinaio di metri di essere riassorbito e sorpassato, magari a velocità doppia ma noto che non accade.
E' l'ultimo chilometro ed ormai siamo in Centro, riesco ad intuire la strada e attacco il più possibile.
Il mio avversario mi insegue con grinta, lo sento da dietro ma non mollo, provo a dare animo ad una fredda mattinata e finalmente, grazie alla spinta finale di Luca, agguanto a piene mani lo strappo finale di una cinquantina di metri.
Ormai il rettilineo è vicino e c'è tempo di farsi il Segno della Croce, per dare grazie ad una splendida giornata.
E' fine gara, Alex mi urla a mille corde vocali e chiudo al 6° posto e 1° italiano (di pelle pallida) in 1h11'56"!
Nel dopo gara temo il peggiorarsi delle condizioni delle vie respiratorie perchè non smetto mai di tossire ma un buon The Caldo ed il calore degli amici mi fa recuperare nel giro di un pomeriggio :-)
Nel complesso una prova più che positiva che (ahimè) somiglia tanto ad un allenamento corso da solo a Palermo negli stradoni di Via dell'Olimpo senza infamia e senza lode.
La grinta non è mancata ma la condizione fisica è venuta a crescere dopo una settimana lottata tra qualche antibiotico ed allenamenti portati a casa senza tanta volontà.
Quando è gara generalmente cerco di dare tutto me stesso, indipendentemente dal periodo di carico più o meno intenso, cosa che non potuto avvertire in questa domenica.
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| Premiazione Time... con tanti amici in Pizza! |
Probabilmente, per scelta tecnica è stato privilegiato un percorso molto tecnico e scorrevole ma monotono e dispersivo in molti tratti, il che non è una critica ma una constatazione obiettiva.
Tanta gente volontaria dislocata sul percorso, tra tanti attivi e altri meno, tant'è che durante la corsa ho saputo intuire anche con un solo cenno del capo l'indicazione per la giusta via :-)
Quel che è certo è l'essere riuscito a contenere le esuberanze dell'inverno e l'aver raddrizzato un malanno che avrebbe potuto lasciare peggiori strascichi.
Ma come sempre mi ripeto, non possiamo mai lasciare che i fattori esterni condizionino le tue motivazioni, ormai è il momento di tornare a cambiar marcia!
(Ringrazio per le foto Luca e l'organizzazione della 21 del Cima)




























