41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

giovedì 16 aprile 2015

15° Milano Marathon, a Volte le Lacrime Non sono di Gioia

In Copertina, foto Certomà, ancora mi fa emozionare vederla...
Milano, 10-11-12 aprile

La bellissima cavalcata verso l'atto finale della Maratona di Milano, di fatto si è conclusa in questi ultimi giorni che andrò a narrare; dopo aver pensato a tutte le sfumature di questa lunga ed estenuante avventura, finita in tragedia, non trovo i motivi per i quali non avrei dovuto prendere il via.
Forse... nemmeno se avessi saputo il verdetto finale avrei rinunciato a darmi una chance, caparbio e cocciuto quanto sono in questo settore, ciò vuol dire che in fondo quel traguardo me lo sono cercato nonostante ad un certo punto (forse) non lo volessi più...

Mi è costato una montagna di lavoro, sudore e fatica tutto ciò; un tradimento per nulla annunciato della mia Città dal clima tanto stabile quanto caldo, quasi perennemente, tranne che nelle ultime settimane, dove c'è stato un repentino calo delle temperature con brusche gelate, per giunta in pieno allenamento.
Non c'è nulla che frena un runner determinato, figurarsi una pioggia gelida in piena primavera, quando ormai correre negli ultimi giorni ha un significato diverso, laddove la parola "impegno" svanisce fino al sancire dell'Evento.

Quel che potrò raccontare di qui in avanti potrà sembrare antipatico, delirante, forse esagerato, per cui nessuno è obbligato ad andare avanti nella lettura, e non sarà nè autocommiserazione, nè un tentativo di giustificare quel che è il verdetto universale per antonomasia: la Classifica Ufficiale.

Clima anomalo a Palermo, un quasi maggio così freddo a stento posso ricordarlo, eppure ha mietuto parecchie vittime, me compreso, ma subdolamente, senza nemmeno lasciare una traccia evidente.
Era giovedì e mi risvegliavo con un aggressivo mal di gola, inizio a porre rimedio con i semplici medicinali da banco, la preoccupazione saliva alla ribalta, uscivo a correre, cattive sensazioni...
"Eppure c'è ancora tempo" mi ripetevo imperterrito, consapevole di una sicurezza nei miei mezzi, specie dopo la buona prova alla Belluno - Feltre 30K, in costante crescita.
Gli ultimi facili specifici avevano restituito buone sensazioni, quel che era impensabile sarebbe dovuto ancora venire, da lontano...

Già a Milano paradossalmente faceva più caldo di Palermo e la Città regalava un piacevole tepore che lasciava immaginare una domenica - maratona climaticamente perfetta.
Ormai si trattava di scaricare del tutto la gara e correndo (molto piano) non avvertivo grossi cedimenti, tra molti sternuti e continui rimedi per alleviare i fastidi alla gola, forse ormai in via di guarigione.

Erano i primi 10K, Giovanni Certomà regala un gran scatto e provavo
a non darmi per vinto...
Era sabato e si lasciava spazio allo Sponsor, al divertimento, alla presentazione dei Top Atleti, alla prestigiosa presenza di Haile "l'Imperatore" Gebrselassie, all'Inaugurazione del centro benessere per Runners - Il Runbase Adidas di Corso Sempione ed alle chiaccherate con molti amici ed esperti del settore.
Ormai il malessere era placato, mi sentivo "abbastanza bene" per essere uno che ogni tanto sternutiva di qua e di la...
Nel pre-gara, il tempo vola via, e si faceva sera, mi facevo più taciturno del solito, più pensieroso, calato nel clima-gara dell'indomani...

La sentivo importante questa Maratona: occhi addosso ovunque, seppur molto friendly, ma poco mi interessava: la gara quando scatta il via diventa tua e nessuno può interferire sul suo avanzare: errori, malesseri, dolori, espressioni, pensieri, sono tutti interiorizzati e nessun fattore esterno può frapporsi al tuo avanzare!
Così, da molto tempo non mi trovavo dentro un'organizzazione, quella milanese, realizzata così bene, con una logistica snella ed efficiente, anche grazie alla Metropolitana sempre comoda da utilizzare e ben funzionale: apprezzo molto la Metro milanese e fra un po saprete perchè...

Le bottiglie "PIPPO" pre-gara erano state consegnate nel seguente modo: rifornimenti ai 10K - 20K - 30K - 35K perchè più di tanto non avverto il bisogno; nel taschino dello short anche un gel alle maltodestrine in forma gelatinosa della Multipower, gradevole al palato anche sotto sforzo.
Tutto perfetto e l'adrenalina che sale...

Pochi avversari ma validi, il Brand Adidas con i riflettori puntati addosso (me lo sentivo interiormente così, in fondo correre la Maratona di Milano era stata un'idea tutta nostra) e la tensione a poche ore dal via che saliva sempre più alta in un modo così speciale riservato a pochi eventi importanti durante l'anno.
Ormai eravamo schierati, mancava poco e sarebbe partita la gara... Via!!!

Ancora G. Certomà, sicuramente concentrato, non era giornata di saluti
al pubblico, scusate!
Il gruppo degli africani va subito avanti, poche macchie bianche la in mezzo, in un sol chilometro speri tanto che qualcuno si stacchi da quei ritmi proibitivi e tiro, tiro avanti sentendomi non tanto sciolto...
Mi trovo in mezzo, poco dietro il gruppo delle donne, ma con me uno slovacco si pone avanti.
Ovviamente provo a mantenere un ritmo che mi rilassi, cosa che dovrebbe accadere per i primi 15 Km almeno, ma già era circa il 3°K ed il Pacer delle donne era a noi due vicinissimo...

Decido pacatamente di pormi con questo gruppo e proseguire, al momento era impossibile capire che sensazioni avessi...
Una prima grossa difficoltà la avverto incredibilmente al rifornimento dei 5K, dove le sempre imbranate atlete africane rallentano di molto per afferrare la bottiglia d'acqua e provocano l'allungamento della fila...

Provo a reagire ricucendo il buco, ma sento che "fa troppo male" questa azione.
Non capivo bene cosa accadesse, ma era già il momento di entrare in zona Duomo di Milano.
Questo tratto, ricco di curve strette, cambi di direzione, basole e rotaie del Tram, rendevano difficoltosi gli appoggi e quindi correre, ma nel contesto di ciò avvertivo anche uno strano ed eccessivo fastidio nello stare in mezzo al gruppo folto.

Incitamenti, rumori, questo ritmo stranamente "tirato" per il mio malessere mi stavano provocando grosso disagio e prima del Km 10, il mio fisico mi impone di staccarmi.
Sarà un distacco netto, senza poter riuscire a ricucire il gap e dentro di me, avvertito il silenzio, provo pace...
Il tutto è molto strano, anche perchè gli incitamenti ti fanno correre forte, stare in gruppo aumenta la voglia di resistere, ancora mi chiedevo quanto forte stessero andando le donne, così forte da staccarmi.
Non riuscivo a far calcoli in quel momento, mi attaccavo ad una sola speranza: quell'atleta donna del Kenia, con le gambe meno esili del pacchetto di testa, che si era staccata e che, ad una 200ina di metri, era a vista.

Il sorpasso all'atleta donna etiope sancisce la fine delle mie forze, era il
Km 23 circa (foto G. Certomà)
Mi pongo al suo inseguimento, finalmente ho un motivo in più per proseguire con questa corsa, Milano si fa viva con il bel pubblico ad ogni angolo della strada e pian piano ci allontaniamo dal centro Città...

La keniana non demorde, tira forte quanto tiro io, sento di essere al 90% delle mie capacità e inizio ad ammettere che quel che sto facendo è importante lo stesso, che fino a due giorni fa avevo un mal di gola feroce, che quell'atleta la davanti si deve andare a riprendere...

Strade dritte, rettilinee e qualche cavalcavia bello profondo da superare: siamo ormai in pochi a correre la gara e tutto attorno la lontana periferia di Milano baciata dal sole senza sapere grosso modo dove mi trovassi, ma ormai le atlete erano due a vista e quella keniana correva a prendere la sua acerrima avversaria etiope.
Assistevo alla scena imperterrito e finalmente, avevo un verdetto quando passavo a fianco dell'ippodromo di Milano, un posto che rievocava bei ricordi (nella scorsa City Trail): il passaggio alla Mezza Maratona in 1h14'00".

Beh, non c'è che dire, stavo male e non c'era altra spiegazione per capire tale ritmo che pian piano calava.
La keniana si allontanava, l'etiope si avvicinava, e con slancio la sorpasso; era l'ultimo slancio...

Inizia a quel punto una rincorsa verso l'interiorità, visto che il 30° (il prossimo obiettivo) era molto lontano e provo a correre in modo costante quando invece, provo un primo senso di vuoto...
Perdo il ritmo che stavo imponendo e la mia corsa subisce un brusco rallentamento, dietro di me la concorrente etiope mi insegue alla stessa, lenta, velocità...

Inizio a provare sofferenza, correre non è più un piacere (come poteva sembrare fino a quel momento) e medito il ritiro, ma ricordo la mappa del percorso e mi rendo conto quanto mi trovassi lontano dal centro Città in quel momento.
Sono senza via di scampo!

Podisti.net immortala il giusto attimo sulla
finish line
Devo continuare a correre, ma ormai inizio a sentirmi abbattuto, sconfortato, ma sempre lucido, mai un giramento di testa e mi volto per guardarmi attorno a me e cercare un modo per ritirarmi, una fermata della Metropolitana, per esempio...
Non ne avvisterò mai una purtroppo...

Dal 20K al 25K inizia quindi questa brutta metamorfosi e poco alla volta tanti concorrenti mi sorpassano, alcuni chiedendomi di reagire...
Ho un malanno addosso che mi sta mangiando dentro le forze... sono attonito e mi sto rendendo conto di ciò nel momento peggiore della corsa...

Il 30K arriva, anche presto e siamo lontani, lontanissimi, ormai si va a circa 4'10"/Km e chiedo aiuto, forse a me stesso, di non fermarmi, perchè non saprei come tornare una volta messa l'ancora al suolo...
Proseguo, sempre più lentamente, ben due donne italiane mi sorpassano, la prima di slancio, la seconda anche lei un po spenta come me, ma in un chilometro sparisce anch'ella dalla scena...

Non so come raggiungo il 35K e forse lo devo a due amici che mi hanno fatto prendere la decisione di fermarmi sul più... brutto: Marco ed Andrea, che ringrazio di cuore...
Siete stati come angeli custodi per me!
O forse siete stati la mia salvezza, il mio calvario peggiore, fatto sta che quella bottiglietta, l'ultima della giornata, la afferro con rabbia e la mando giù immediatamente.
Iniziava a far caldo e quello era l'ultimo dei miei pensieri, abituato a ben peggio a Palermo...

Il tempo di agonizzare ancora un'altra volta nella salita sul bel ponte pedonale di Milano, ed ormai si rientra in Corso Sempione, così lungo, così sofferto...
Chiedo aiuto (a me stesso, a chi?), mi ripeto che non ce la faccio più e vado avanti, vuoto come un bicchiere d'acqua nel deserto, il passo non è pesante ma lento ed inizio ad avvertire dei brutti indurimenti muscolari da sovraccarico.
Il passo è ormai lentissimo, vado a 4'30"/Km ed oltre e realizzo già da tempo l'umiliazione dell'arrivo...

Dentro il Parco Sempione il lungagnone slovacco si materializza davanti a me, aveva fatto la mia stessa fine e peggiore della mia, ma lui era detonato con rassegnazione e scavato in viso, assente; io avevo un malanno... ancora oggi mi chiedo chi dei due possa aver sofferto dentro di più...

Mi tocco più volte la canottiera, strano sentire ruvida al tatto la leggerissima casacca Adizero così morbida e liscia... è una sensazione tattile che non dimenticherò più, un marker di questa gara che magari riapparirà quando ripeterò lo stesso gesto nelle altre gare che andrò a fare più avanti: i polpastrelli così sorpresi si interrogavano su tale ruvidità che sembrava sorprendente...

E' la fine, sto per arrivare, la gente è festante, mi incita, mi fa i complimenti anticipati, io vedo una linea nera da oltrepassare, a testa bassa e sguardo spento.
Chiudo per un attimo gli occhi, mi passa davanti la maratona intera e mesi di lavoro, e scoppio in lacrime...

Ho trovato tanto conforto negli amici nel dopo gara...
Milano cara, tornerò presto!
Lo sfogo dura il tempo di trovare l'immediato conforto da parte di alcune persone cui ringrazio apertamente, nel frattempo il fisico trova sollievo da tale martoriata sofferenza cui l'ho sottoposto e trovo finalmente un posto dove potermi sedere...
Nessun dolore muscolare importante, solo un gran senso di vuoto, di spossatezza.
Mi tolgo la canottiera, è ancora ruvida, mi tocco le braccia e le gambe e realizzo che sono pieno di sale come mai non mi era capitato...
Il calore della giornata e l'aver corso così piano avevano fatto evaporare il sudore lasciandomi tanto ma tanto sale addosso, meno male che gli occhiali da sole abbiano nascosto e trattenuto il vero volto della mia sofferenza...

Torno in alloggio, cerco una doccia ed un riposo, sono lento, sono "slowly" e non trovo modo per riprendermi prima dell'indomani...

Mi sveglio alle 08:00, mi sento meglio, riposato, pochi dolori muscolari, il sole splende su Milano...
Mi muovo bene, ho ritrovato le forze, mi riposerò per quel giorno, niente corsa, ma dentro stava nascendo una nuova energia, linfa vitale per un runner che non si arrende mai...

Un ringraziamento speciale, infine agli eroi milanesi:

Felipe, spalla a spalla con Emanuele, un bellissimo 3h09' ed il rischio di aver provato il passaggio dell'1h30', il Muro lo abbatterete presto!

Danilo, ha stupito tutti, pure me, complimenti vivissimi per il suo nuovo PB a Milano: 3h14'31" ed il lavoro paga!

Antonio, il tuo orgoglio ti ha fatto concludere la Maratona, ma sono convinto che farai presto un gran tempo! - 4h20'

Maria, un Forfait annunciato ma correre con un dolore persistente non era la scelta saggia, Milano la conquisterai un'altra volta!

(Infine per Giovanni, Antonio e Roberto, un sincero grazie per i vostri fantastici momenti in foto...)

venerdì 3 aprile 2015

Belluno Feltre - 30 Km da Mozzar il Fiato

Belluno, 29 marzo 2015.

Copertina per l'amicone Fabio, evergreen (in divisa), più "Gevero" che mai!
(foto di un gentilissimo corregionale)
Ed è un tuffo nel passato, laddove il presente si trasforma in un incrocio di momenti vissuti in tempo reale ed altri dell'edizione già corsa che si fondevano e riaffioravano in un modo sorprendente.
Mente, Corpo e Corsa sono gli elementi più espressivi della mia carriera sportiva, riuscire a sorprendermi, esaltarmi ed esultare all'arrivo con cotanto entusiasmo ancora oggi mi fa capire che tanti altri bei momenti avranno a venire...
Sono giornate come queste che ti fanno sentire più vivo e presente che mai!

Ma come tutte le gare dalla lunga distanza, ogni verdetto non è mai scontato e le insidie si trovano sempre dietro l'angolo.

Mi ero presentato a pochi giorni dall'ultimo e più importante Test prima di affrontare la Maratona di Milano, con uno "scampato pericolo", quel malanno soggiunto al momento sbagliato, un virus intestinale che per tutta la settimana precedente alla 30K mi aveva buttato così giù da non poter riuscire a correre per quasi 3 giorni...
La ripresa ovviamente è stata lenta anche perchè lo stomaco, che si rifiutava di assimilare i pasti, non restituiva energia a sufficienza per correre, così per molti allenamenti una volta "sistemate" le cose, correre costava il triplo della normale fatica.
Inutile raccontare gli allenamenti svolti, alcuni di questi molto impegnativi visto il ravvicinarsi della 42K milanese, tutti completati in maniera "drammatica"...

Sarebbe stato un peccato fallire un evento così tanto cercato dopo anni sfortunati, ma la fortuna volle che negli ultimi giorni prima della corsa in linea veneta, iniziassi a sentirmi nuovamente bene, in special modo nell'ultimo specifico prima della gara: insolitamente a Palermo pioveva, leggermente, sotto i riflettori dello Stadio che ormai stava per chiudere...
Non ho fatto in tempo a completare l'allenamento, un altro lungo allenamento di ripetute che ho dovuto lasciare la pista: di nuovo tradito dal tempo sfuggente, di nuovo i riflettori spenti, stavolta, però, avevo quasi terminato...
Completerò su strada l'allenamento, ma poco importava, finalmente le gambe giravano!
Start dalla Piazza di Belluno

Accolto dagli amici con grande ospitalità, sia io che Luca e Fabio, avevamo obiettivi comuni più o meno a vista: la Maratona!
Due settimane prima dell'evento possono sembrare troppo poche per recuperare una 30K, ma questo test l'avevo corso con le stesse tempistiche gli anni passati con discreti risultati e poi era un'occasione imperdibile!

Quest'anno la Belluno Feltre presenta un cast atleti al maschile ed al femminile di tutto rispetto ed appare "normale" che abbiano polverizzato il record del percorso i due atleti keniani presenti quest'anno.
Appare ancor più sorprendente vedere Said Boudalia in così grande forma (ha nel mirino la Boston Marathon) da giungere al terzo posto con quello che sarebbe stato fino all'anno scorso il record della corsa...
A completare il ricco cast di Atleti, l'aeronautico Pellecchia, il Campione Danilo Goffi, un paio di forti atleti del Marocco e l'uomo che da solo "ci ha mandati tutti a casa" per la tanta ovazione raccolta sul podio, il RE della Cento Chilometri, Giorgio Calcaterra.

La prudenza non è mai troppa e già al mattino inizio a tornare introspettivo e poco aperto con gli amici: la gara è importante e la sento!
Belluno ci regala una giornata fantastica: cielo leggermente velato da poche nubi, un sole chiaro e tiepido fino a tutto il resto della mattinata ed un'aria fresca e pura come i venti delle montagne tutte attorno.
Sarà una grande festa e sento che grosso modo tutto va per il meglio in fase di riscaldamento!

Per le mie Adizero Takumi Ren Boost (le japponesine) si tratta del Test decisivo, ma dopo molti allenamenti ero riuscito ad "ammorbidirle" ai miei piedi: restano comunque delle scarpe sorprendentemente reattive e molto leggere, adoro la costruzione della tomaia tradizionale e solida contrapposta a tutta la modernità della suola dal super grip e dall'avampiede in Boost.

Tutti schierati alla Pre-Partenza, iniziamo a correre lentamente in discesa per circa un chilometro prima di posizionarci lungo la linea di partenza reale.
Dopo pochi preamboli, parte la gara, decisa e senza attese, come speravo!

Era facile prevedere che i pochi favoriti della vigilia iniziassero a timbrare un ritmo molto sollecito ed in tanti provano a far gruppetto.
Prime Fasi di Gara, poco dopo il Via!
Io, carico di chilometri e con la voglia di finirla bene questa gara, mi metto all'inseguimento ma presto mi stacco: leggendo al 3°K un tempo poco più alto di 10'00" capisco che non avrei dovuto che restare lì a correre come già stavo iniziando a fare, bene.

In quel momento un apparente Fabio Bernardi in "giornata NO" resta con me e corre con calma.
Poco più avanti resta cristallizzato ad una ventina di secondi il marocchino Oualid che a quanto sembra non ha la forza di reggere il forcing del gruppetto avanti.
A quel punto, sciolte le riserve, Fabio in realtà capisce che non sta poi così tanto male ma che è l'effetto dei primi lunghi allenamenti che sta sostenendo a renderlo meno grintoso del solito e si pone avanti all'inseguimento.

E' appena il 5° chilometro e inizio a provare tanta fatica, non era da copione questo attimo di gara!
Con grande calma provo a gestire la difficoltà, Fabio sapevo bene che oggi ne ha più di me e lo lascio scivolare via, chilometro dopo chilometro, secondo dopo secondo e si allontana.

Tutto attorno a me è la pace, uno stradone lungo e irrorato dal sole ed un panorama mozzafiato che alle volte mi soffermo ad osservare dietro i miei occhiali da sole che racchiudono la concentrazione.
Giornata splendida, nessun problema di calore, mi godo la fatica che ora inizia ad essere ben gestita.

Il duo italo - marocchino si continua a vedere, ma di speranza di riaggancio non ne ve ne sarà: Fabio è un grande discesista ed il percorso offre continui saliscendi, a volte impercettibili, altre più marcati: proprio in questi ultimi lo vedrò fuggire via e riassorbire la lepre improvvisata: come Fabio, anche meglio, conosco Francesco Duca abile discesista a sfruttare questo tipo di percorsi!

Anche io li gradisco abbastanza, ma non quanto certi lunghi rettilinei che incontro, anche di due chilometri: la strada scorre facile facile ed è un piacere scorgere i cartelli chilometrici ben piazzati e di tanto in tanto prendere qualche sorso d'acqua lungo i diversi rifornimenti puntualmente piazzati.
Tanta organizzazione e le strade così ampie ti invitano a correre e lasciano in disparte le difficoltà di gara, mi sento bene e procedo avanti.

A fine racconto i ringraziamenti, miniatura solitaria
L'obiettivo è correre la 42K quel giorno, quindi so che interromperò il mio cammino a 3/4 e devo pazientare attraversando vari borghi più o meno gremiti di persone, prima di giungere alla mezza maratona, in 1h10'53", discreto come crono, ma confesso che il Top sarebbe stato almeno un minuto meglio.

Ogni tanto entro in leggera crisi e subisco i saliscendi ma il ritmo resta costante, la fatica invece cresce ed il fiato si appesantisce, brutta costante da qualche mese a questa parte.
Sta andando bene, tanto bene e non è il momento di mollare, anzi la gara entra nel vivo, tant'è che aspetto con veemenza il punto più critico della gara: la lunga e discostante salita di circa tre chilometri, dal Km 23 al Km 26 circa, la Salita di Busche...

Ormai del duo Bernardi - Oualid non rivengo più traccia alcuna e da molti chilometri i minuti hanno fatto posto ai secondi e la gara diviene per me una lunga introspezione...
Riaffiorano nella mente le battaglie di quell'anno magico, il 2010, che vorrei ripetere dopo lo stop ingiusto e forzato, quando il cielo era più cupo, il periodo era febbraio e gli avversari erano Duca, Bernardi e soprattutto, Simion...

Maglia manica lunga ed una voglia di correre tutto da solo come un assuefatto dai chilometri di una Maratona, ma le strade erano sempre le stesse, la corsa stavolta meno voluta solitaria...
Entro nella stradina stretta come ricordavo e la aspettavo al varco, quella prima pendenza che ti dava un timore della lunga agonia.

E' l'arrivo ed è OK!
Quando stai al top soffri meno e corri più forte, stavolta era tutta per me questa strada finalmente senza più segreti!
Preso un gel energetico poco dopo la mezza, ho iniziato ad avvertire qualche crampo di troppo dovuto all'eccessiva fatica ed un disagio allo stomaco che rendeva difficile la respirazione, e non voleva andar via...
Peccato, perchè questo fastidio so che mi ha limitato, ma in quel momento mi preoccupava la lunga ascesa.
Tratti più duri, altri più percorribili, ma sono stati i dieci minuti più lunghi di tutta la corsa, presto finiti.
Era il chilometro 27,5 circa e già la gente mi urlava: "è finita"!

In realtà la gara finisce al traguardo ma presto mi rimetto a correre composto ed a buon ritmo.
Non si trattava più del 3'20" ma ci andavo vicino ed aspettavo quel cartello, il chilometro 29.

Ce l'ho impresso nella mente: lo vedi da lontano, ti immetti in una strettoia e forse superi un campanile prima o dopo, non ricordavo...
Il campanile lo raggiungo subito, già ero dentro la Città di Feltre, ma la gente dormiva, il centro storico era cheto cheto, i miei passi tuonavano nel silenzio e si contrapponevano a qualche incitamento dei volontari...

Il ventinove arriva, ricordo che attaccai a fin di fiato quel 2010 e volli ripetere il gesto, per dirmi "che sto bene", posso farlo, e attacco l'ultimo chilometro.
Stavolta non lo dimenticherò più.
La prossima volta che correrò la Belluno Feltre, rivivrò il finale del film, curva dopo curva, comprese le insidie dell'ultimo strappetto prima del discesone finale.

Non ho la forza per spingere fino in fondo, purtroppo i crampi allo stomaco mi fanno sentire i polmoni piccoli piccoli e aspetto, aspetto di scivolare all'arrivo, metto in folle, l'adrenalina mi fa esultare e taglio il traguardo annunciato dal bravo Alex Geronazzo:

9° posto assoluto, 1h43'00" ed una prova solare, come la bella giornata vissuta!

I parziali, con split di 5K, come mio solito:

16'38" + 16'44" + 16'51" + 17'01" + 17'56" + 17'48" = 1h 43' 00"

La Premiazione dei primi 15
Fabio realizza una grande prestazione a prescindere, Luca sa come nascondersi in mezzo al gruppone, vive la maratona come gli ho detto e stacca tutti in salita: prova maiuscola ma non vale nulla, la sua maratona sarà la vera gara, fra poche settimane!

Siamo contenti, euforici, la corsa ha regalato mille emozioni e sento che il percorso di crescita lento e sofferto pian piano darà i risultati sperati, intanto il recupero in settimana servirà per riprendere energie fisiche e mentali ma adesso posso pensare: Milano, sei vicina!

(Grazie agli autori delle Foto ed atletipercaso.net)

venerdì 20 marzo 2015

Aspra - Trofeo Città del Mare - Il Podio non è tutto!

Attimi dopo la partenza!
Palermo, marzo 2015


In questo mese la corsa verso la Maratona di Milano si fa sempre più serrata.I chilometri sono incrementati settimana su settimana ed alcune volte confesso si essere davvero soddisfatto per alcuni allenamenti portati a termine come da tempo non accadeva.
Solo che... ancora non posso essere pienamente soddisfatto perchè vorrei essere più veloce, più reattivo e rilassato e di queste carenze me ne accorgo e devo gestire gli allenamenti di durata nel modo migliore.

Nei lunghissimi che si sono disseminati, ho concluso più volte le 2h15' (circa 35K) con progressioni sempre più convincenti ed anche lo svolgimento dello stesso nella prima ora mi ha lasciato sempre più soddisfatto, e son segnali positivi, indubbiamente!

Tanti allenamenti in salita e le prime prove di Fartlek lungo hanno coinciso dei segnali di positivo risveglio, come quando corsi per 20K sul difficile anello di 815m della Villetta accanto allo Stadio di Atletica per una prova dura mentalmente ma anche convincente dal punto di vista cronometrico:
era sabato 7 marzo e chiusi tutto il fartlek 3K - 3K - 2K - 2K - 2K - 1K - 1K (R.1K) poco sotto i 3'30"/Km.

In poco tempo le posizioni andavano delineandosi...
Metti poi che alla domenica del 15 marzo, era in programma una gara importante per la Società, una 10K su strada, ad Aspra, frazione di Bagheria (PA), nota per aver lanciato Campioni come la Incerti e Massimo Vincenzo Modica.
Proprio, lì, su quel rettilineo con vista sul mare dove di lì a poco in oltre 600 partenti si sarebbero dati battaglia.

Poteva essere una giornata primaverile, ma il tempo ha fatto le bizze ed è uscita fuori una giornata atipica con discreto caldo, parecchi nuvoloni e tanto vento fastidioso perturbante.

La giornata era tra le più intense di tutto il programma... avrei preferito evitare la lunga attesa prima del via dopo il riscaldamento, ma alcune "esibizioni collaterali" all'evento podistico a quanto pare non si potevano evitare!!!
Una volta partiti, finalmente, potevamo dare il via alla competizione.
Dopo pochi metri, tutti i migliori podisti correvano "a ventaglio" sui lunghi viali completamente rettilinei di Aspra, e tra questi l'ovvio favorito Vincenzo Agnello, Vito Massimo Catania, Giovanni Soffietto, Lucio Cimò e la novità... don Vincenzo Puccio, prete runner dalle parti di Messina noto per aver corso alla recente Maratona di Treviso con un ottimo tempo.

Finalmente non avevo nè terra nè fango sotto i piedi ma filante asfalto e tutto ciò giovava alla mia meccanica su tanti altri avversari.
La lotta a tre finale
Il più rilassato di tutti, Agnello, si vedeva controllasse la situazione ed al 1° giro dei tre giri previsti, aveva scelto lui di imprimere quel ritmo alla corsa, staccandosi al giro di boa del percorso.
Non è bastato molto per restare in tre, ed oltre me continuava a svettare don Puccio con delle gambe belle alte e reattive.
Mi aveva dato un'ottima impressione, quasi intimidito, di fronte al mio passo breve e radente, ormai da maratoneta schiacciato dai tanti chilometri di queste settimane, capace di mettersi davanti al battistrada con cognizione di causa.

Io sempre dietro, a studiare l'avversario ed a temere il prossimo cambio di ritmo.
Ovviamente mancava soltanto ad Agnello decidere il destino della corsa e facilmente se ne approfitterà del nuovo giro di boa alla seconda tornata.
Non riesco stavolta a cambiar passo, tant'è che resto ancorato a quel ritmo e più di così non riuscirò a fare, rammaricato del fatto di non trovare alcuna capacità di cambiare violentemente il passo e provare (almeno per un po) a resistere al più forte avversario.

La lunga rincorsa a Vincenzo Puccio durerà tra i tanti, tantissimi doppiaggi che giungeranno nel finale della corsa, quando il mio diretto avversario, ormai anch'egli staccato irrimediabilmente da Agnello, resterà sempre a vista ad una decina di secondi.
Provo ad insistere ma sento troppo dura la 10K per me anche se le sensazioni sono migliorate dall'ultima uscita in gara ufficiale e mi acconento del 3° posto assoluto.

Bella prova in generale e prima uscita podistica regionale su strada con il Good Race Team di Palermo firmata con un podio!
E' quasi la fine!
Nota a margine, sembra che gli organizzatori stiano facendo le cose sul serio in quanto da quest'anno sono ammessi in prima fila soltanto i pettorali dal numero basso: sono stato perdonato, io e la mia Società, in quanto tanto basso il mio non lo era! :-P

Dopo un'infinita attesa, balli di gruppo che sono durati più della corsa stessa, è arrivato il momento delle premiazioni, e la fuga a casa verso un lauto pasto ed il riposo tanto sperato.

Nel tardo pomeriggio di quella domenica, seppur con qualche difficoltà logistica, ho chiuso la giornata con 8 x 1.000m (R.1'30") su strada: partito con un paio di stanchi 3'30", sono riuscito a scendere fino a 3'15", correndo in buon stile ma con una stanchezza in corpo evidente.

Ed è proprio quest'ultimo allenamento ciò che riassume l'andazzo generale che di per se è buono, ma che lascia sempre un filo di perplessità di troppo...
Vorrei e forse potrei correre anche più forte ma sento che manca qualcosa, che mi lascia incompleto e che pian piano si deve ricostruire.
Una bottiglia di vino, le arance e... Vito Massimo Catania,
Cosa vuoi di più? ;-)
Già il primo duro lavoro di palestra (regolarmente una volta a settimana) e chilometri pian piano hanno dato il loro positivo riscontro, adesso devo stare attento a non "inciampare" in qualche inconveniente.

Questa Maratona di Milano è una tappa molto importante per tutto l'anno ed il suo seguito, ma già tutto il percorso fatto si rivelerà fondamentale per il prosieguo dell'estate che sento già sarà improntata alla caccia della velocità in parte persa.

I prossimi lunghi allenamenti saranno importanti quanto decisivi: in questa fase fallire è vietato...

(Ringrazio per le foto La Fotografa, Sicilia Running ed Adriana P.)

sabato 28 febbraio 2015

10 Anni dopo un CdS di Cross in Sicilia :-)

Il Bello dei Cross è che al Via... parte una mandria inferocita!
Catania, 22 febbraio.

10 anni e oltre di attesa, per lo più piacevole e non potrei mai dimenticare i ben otto in Calabria, ma il meccanismo Good Race Team Palermo è da tempo avviato e, di intesa con il Presidente, mi son tuffato nell'esordio di Gara Federale ritrovando tanti amici della zona orientale della mia terra.

Siamo in pochi ma ci diamo tanto da fare, abbiamo persino un componente dei Cityrunners di Milano targato Good Race ;-)

Conscio che non sarebbe stata facile, con il Coach è stato inteso subito che la settimana di allenamenti previsti per la Milano Marathon non avrebbe subito alcuna variazione di sorta e, sapendo che al via dei Campionati di Società di Cross, validi anche per il Titolo regionale Individuale assoluti, si sarebbe presentato tutto il CUS Palermo al gran completo, mi ero messo il cuore in pace accettando qualunque risultato.

Chi mi conosce bene sa che la corsa nei prati è per me la più alta fonte di frustrazione atletica, ma non ricordavo si soffrisse così tanto...

Il dopo Ventuno del Cima è stato un crescendo di allenamenti e di condizione di salute.
Le ultime settimane hanno coinciso con allenamenti sempre più impegnativi nelle difficoltà che nei chilometri percorsi e tutto ciò ha inciso su caratteristiche quali l'agilità e la velocità ed a volte la forza di spinta specialmente in salita.
Quando inizi a sfiorare i 25 Km al giorno serve del tempo per abituarti a questi nuovi ritmi.

Tutti Pronti e Schierati! (Foto A.Monaco)
Avverto di non essere ancora il Filippo dei tempi migliori e sto lavorando tutti i giorni per tornarvi, spinto dall'entusiasmo di una condizione fisica ottimale.
Con la giusta integrazione (Vitamina C, sali minerali, proteine e gli aminoacidi ramificati dopo giornate particolarmente stressanti) ed una corretta alimentazione, unita alla saggia scelta dell'abbigliamento nelle giornate fredde e piovose, ci si può allenare tutti i giorni senza incappare in ulteriori malanni.

In questo periodo correre sotto una leggera pioggerella può anche essere piacevole, magari trovi anche la giusta compagnia per 1 ora circa, ma il resto dell'allenamento è una questione tra te e la strada che ti trovi avanti.
Niente sconti di cinque minuti sul cronometro, nessun rallentamento, niente di niente, solo tanto impegno.

E' una fase dall'intensità crescente, tant'è che alcuni allenamenti non sono usciti come avrei sperato, altri sono stati un mezzo disastro.

A fine post potrete visionare gli allenamenti che mi hanno portato ai Cross Regionali.

BIBI IS BACK BABY!!!
Così quel tardo mattino del 22 febbraio, giunse l'ora dei Cross a Catania.
Tornare con il sorriso di sempre in mezzo a tanti volti noti, giovani promesse, stelline affermate ed avversari di 10 anni fa sempre presenti faceva un pò effetto, così come non essere più un "Senior Maschile".

Poco prima del via la mia mente ed il mio fisico erano troppo rilassati, niente adrenalina, nessun picco di emozione, come se il fisico non volesse esser pronto a partire...
Una volta scattati, in mezzo ai prati della Playa di Catania caratterizzati da un mix di terra, sabbia e sassolini su un percorso praticamente piatto e senza alcun dosso da superare, capisco dal respiro che la gara sarà davvero difficile.

A complicarla ci metto dell'impegno, ponendomi avanti tra il terzetto del CUS Palermo (i gemelli Zoghlami e Terrasi) che presto prenderà il largo.
Sapevo bene quali allenamenti avevo fatto in settimana e quanto potessero essere stanche le gambe, non avrei dovuto partire con quella foga!!!

Dopo tre tornate il tempo sul giro (da 1 Km) si alza vertiginosamente prima di essere assorbito facilmente da Bibi (Mar - CUS Palermo) e da Coppola, che completeranno una cinquina CUS Palermo inarrestabile.

In nemmeno metà gara il mio viso si trasforma in una smorfia di sofferenza ed il respiro appare stanco ed affannato.
In quei frangenti è facile la rimonta di un bravo Spinali (a difendere gli onori di Casa) ed un sempre a suo agio Vito Massimo Catania all around :-)

Un Bravo al ritrovato Luigi Spinali :-)
In quel momento, giro dopo giro, avrei voluto solamente fermarmi per porre una fine rilassata ad una settimana pienissima di fatica e chilometri ma non avrei potuto "infangare" così l'esordio in maglia Good Race.
E comunque... è nei momenti difficili che non si molla mai!

Il tempo di essere superato da un altro bravo atleta e mi ritrovo a lottare per molti giri con Lucio Cimò che per tanto tempo si pone avanti di qualche metro.
Negli ultimi due giri trovo un barlume di lucidità ed inizio una progressione che mi fa guadagnare metro su metro sul mio diretto avversario fino a chiudere il gap.
Avverto la fatica di Lucio e ne approfitto per allungare all'ultimo giro fino alla fine, stravolto.

9° posto finale ed un distacco enorme dal trio di testa; gara da archiviare così com'è.
Come sempre accade, arriva l'ora dei Cross e mai riesco ad esprimermi nella stessa maniera di come riesco su strada, un pò ne sono rassegnato, e se posso scegliere una gara da "toppare" nel corso dell'anno, a me sta bene questa... non si può essere sempre al Top per tutta la stagione!


Sofferenza, tanta, this is Running
Il Coach mi aveva raccomandato di correre dei chilometri al termine della gara, così rimesse le Supernova Glide Boost ai piedi, ho corso con enorme fatica nello stradone dei Lidi della Playa arrivando fino ai 40' di lungo, davvero sfinito.
Per aver corso solamente 10 K di gara, non c'è che dire, questa specialità è la mia croce!

Ma il tempo di allenarsi e gareggiare era terminato così come la settimana, tornando in auto dei nuvoloni neri imperversavano sul cielo, sarà un'altra settimana di chilometri e passione...

Gli allenamenti che sono succeduti alla 21 del Cima sono stati caratterizzati da tanta, tanta strada e dalle immancabili giornate in palestra, come mercoledì 11 dove al termine, 10 x 500m (R.1') si sono susseguiti freneticamente ed al ritmo di 1'30" circa...
Allenarsi da stanco, poco tempo per recuperare e via verso nuovi orizzonti.

Stavolta il Coach venerdì 13 mi lancia su un percorso duro, il giro dell'Addaura (il litorale palermitano noto per essere leggermente vallonato lungo i sui 18 K nella sua interezza), al termine del quale mi aspettava la Salita di Montepellegrino.
Tutto filava liscio, o meglio, a 3'42"/Km, ma al sopraggiungere della salita, complice una giornata fortemente umida e fredda, mi sono arenato su un pessimo crono in salita.
Contento a metà ed oltre 25K portati a casa...

Domenica 15 è stata la volta delle 2h00' di Lunghissimo (il primo, sempre su percorso molto tecnico), nei quali sono andati via poco più di 33 Km mentre martedì 17 compiere 25 x 400m (R.1') è stato difficile come sempre ma molto esaltante: era da tempo che per vari motivi non riuscivo a farlo e, come sempre in questo periodo, non esco particolarmente contento.

L'arrivo che non arrivava più!!!
1'15"4 - 13"7 -13"0 - 12"3 - 11"6 - 12"1 - 12"5 - 12"6 - 11"2 - 11"9 - 11"0 - 11"9 - 11"6 - 11"4 - 12"4 -12"4 - 12"4 - 13"2 - 12"2 - 12"2 - 13"9 - 12"9 -12"7 - 11"6 - 08"1
Per farla breve... siamo molto indietro!

Tenevo bene quando avevo davanti i ragazzini che giravano in Pista come me ma facevo molta fatica a scendere sotto 1'11"... il ruggito finale mi consola poco.

La ciliegina sulla torta è stata, infine, il Lungo corso venerdì 20 con dentro 8 x (500m Forte + 500m Recupero), ragione di cotanta debacle in gara.

Ma preparare la Maratona comporta alle volte alcune scelte.
In Milano ci credo ed altri allenamenti daranno il loro verdetto.

(Ringrazio Per le Foto La Fotografa ed A.Monaco)

giovedì 12 febbraio 2015

La 21 del Cima - Un 6° posto in difesa

Concentrazione, in ogni momento e bella la lotta finale!
Conegliano Veneto (TV) - 08 febbraio.

Il maltempo impazza ovunque e per chi corre tutto l'anno all'aria aperta deve gestire gli effetti negativi di un inverno ricco di insidie.
Palermo non offre un clima rigido ma ormai l'inverno si presenta da "Paese tropicale" ricco di cambi di temperatura, temporali quasi devastanti e di scarsa durata e notevole umidità.
Tornato dall'euforica trasferta di Monteforte, mi ero messo al lavoro seriamente per incrementare i carichi chilometrici in vista della Maratona ma, un'uscita dopo l'altra, ha presentato il suo conto, amaro.
Un lieve malanno ha condizionato le ultime due settimane; diciamo che non fa "benissimo" correre al Parco della Favorita quando il suolo argilloso si trasforma in un continuo acquitrino dove ad ogni passo si sguazza e poco si avanza, ma chi ama la corsa sa bene di cosa stia parlando.

Quando provi la sensazione di non voler scendere ad allenarti... allora suona il "campanello d'allarme" che temi, magari volendo raggirare quel bruciore alla gola che riecheggia da giorni.
Era il momento di darci un taglio ed ho assecondato i miei istinti correndo poco e piano.

L'ottimo "fotografo" immortala gli attimi prima
del via!
Superato il peggio, i primi allenamenti più seri post malanno ovviamente non sono venuti un gran che, fino agli ultimi due, tra cui un 10x815m (R.415m) nello sterrato della Villetta eseguito al mercoledì 04 tramutatosi in un più che sofferto 8x815m con pessime sensazioni.
Non c'era molto altro da fare, solo di non deludere l'organizzazione Veneta che lì mi aveva gentilmente offerto di gareggiare al meglio delle mie possibilità.

Così l'asse Siculo-Veneto (più Siculo, posso garantirlo, grazie all'amico Luca :-) si è rafforzato ancor di più constatando che i malanni non vengono da soli ma che ero in "competitiva" compagnia: come me molti altri amici-atleti ai Box, persino un "Gevero" ben conosciuto nelle Montagne di Vittorio :-D

Tutta questa era una magra consolazione, ma con la stessa testa dei tempi migliori, al sabato prima della Gara andavamo a ritirare il pettorale senza curarmi di chi fosse presente ad insidiarmi: conoscevo bene il mio valore attuale e avrei corso una gara prima di tutto intelligente e ben gestita nella sua interezza, lasciando del margine per un finale magari concitato.

Al mattino della Gara un freddo così tagliente non lo provavo da molto tempo!
Le belle giornate di questo week-end avevano reso Conegliano Veneto un freezer naturale e durante il riscaldamento l'aria gelida che entrava nei polmoni non poteva di certo far bene al mio mal di gola, ma la concentrazione supera di gran lunga queste inezie!
Vedere il sole presente era molto più di un conforto, vedere molti amici podisti entusiasti di correre da tuoi avversari in fin dei conti ti restituiva un piacevole calore...

Il frizzante Speaker Alexander Geronazzo ha animato la Piazza del Cima con notevole entusiasmo e le iniziative collaterali hanno reso il pre-gara accogliente anche per gli accompagnatori.
Il mio amico Luca, che ringrazio per le Foto, reporter per un giorno, vibrava dalla voglia di correre e credo anche dal freddo...

Come ormai sempre più spesso accade, l'invasione dei Droni - Telecamera portavano un maggiore interesse e curiosità tra i partecipanti che vedranno a questo link il filmato su YouTube :-)

Good Race Team ed un pezzo dell'Atletica
Edilmarket Sandrin di Brugnera ;-)
Visti solo per un chilometro dopo il Via, i tre atleti keniani ed uno dei due atleti del Marocco, correvano in tenuta completamente estiva e temerari del freddo, e come quel vento gelido, andavano via svanendo su di un ritmo inizialmente vicino ai 3'00"/Km.
Il duo del Marocco inseguiva da vicino attorno i 3'05"/Km ed io non potevo far altro che seguire con un parziale di 3'11" al primo Mille.

La mia gara di fatto inizia così, animata soltanto da un iniziale 500m folle della keniana Eunice Chebet che a stento ero riuscito a sorpassare ma che a quanto pare avrà pagato più che caro terminando al secondo posto in 1h18'30".
Da sempre gli allenatori preparano i loro atleti a saper gestire con intelligenza il 1° Km dopo lo sparo, nonostante l'euforia dello Start: come l'istinto supera la ragione, a tutto vantaggio della vincitrice Laura Giordano!

Con delle sensazioni incerte ed uno stato da runner solitario già da subito, non penso nemmeno mezza di volta di aspettare qualcuno da dietro per correre in compagnia: la Maratona è una compagna solitaria che mai ti aiuta e gare come questa possono rappresentare un valido Test per aprire la mente alla distanza doppia.
Così, conscio delle "dritte" sul percorso ricevute la sera prima, corro sul velluto per i primi 5K, con passaggio in 16'30", in un percorso prevalentemente pianeggiante con tratti anche molto scorrevoli.
Una volta abbandonato l'elegante Centro Città di Conegliano, ci aspettavano stradoni aperti e tanti, tanti vicoli da interpretare, alle volte, con l'addetto alla corsa un po troppo distratto.

Infatti era già da qualche chilometro che degli stranieri avanti non scorgevo più la traccia e così dovevo rimediare la strada per conto mio.
Una volta passati nuovamente dalla zona Partenza/Arrivo a Piazza del Cima, ci si allontanava decisamente dal Centro abitato per girare attorno alla cittadina.
Persa la bussola (non per colpa mia) almeno una volta e ritrovata la strada, resto concentrato sul passo che si aggira attorno i 3'25"/Km.
Milano Marathon Ambassador Everywear!!!
Superati i 10K la fase più difficile infatti sarà proprio quest'ultima: per ben 3 Km di lungo e costante rettilineo non si poteva far altro che osservare lo stesso paesaggio quando almeno un tiepido sole rendeva meno rigida l'atmosfera e, ben concentrato, procedevo avanti sognando il 15°.

Il sogno si materializza ben presto, quando le belle e pulite strade di Conegliano ti fanno intuire che è ora di tornare indietro e noto nei passi una frequenza maggiore ed una corsa più rilassata.
Riuscissi ad intuire per tempo da che parte andare probabilmente sarei ancor più sciolto, ma ben presto penso solamente ad entrare nel mini-parco con un bel rettilineo di strada sterrata che non pregiudica di molto l'avanzare.

In realtà una fase critica l'avrò al momento di bere a quest'ultima area di rifornimento (la prima area, piazzata nei primi 5K, non l'avevo fruita perchè c'erano i "felici" camminatori fermi sul tavolo a banchettare, rendendo impossibile prendere "al volo" la bottiglietta d'acqua) tentando di bere un sorso d'acqua, giustamente gelida... meno male che il rischio disidratazione per questa volta non c'era!

Tra un attraversamento stradale e l'altro, il rettilineo sterrato perdurava ed in uno di questi, nel terrore di sbagliare strada, non vado dove dovrei andare (fosse tutto così facile alla velocità di 3'00"-3'20" nessuno avrebbe bisogno degli addetti al percorso, no?) e finisco per perdere altri preziosi secondi.

Il Traguardo, sempre bello tagliarlo!
Ammetto che in queste ultime fasi ero mentalmente rilassato come alla partenza ma attento ai segnali che provenivano da dietro, quando mi accorgo che uno spettatore dopo pochi secondi l'avermi incitato, applaude un altro concorrente: mi giro e trovo una sagoma ben poco definita che visualizzo nella mente come la minaccia - Iommi tenuta in debita considerazione!

Mancano 2K al termine e penso negativo: nonostante ciò incremento il ritmo e stavolta lo faccio sul serio.
Ottenendo dal mio fisico una tiepida risposta, temo che nel giro di qualche centinaio di metri di essere riassorbito e sorpassato, magari a velocità doppia ma noto che non accade.
E' l'ultimo chilometro ed ormai siamo in Centro, riesco ad intuire la strada e attacco il più possibile.
Il mio avversario mi insegue con grinta, lo sento da dietro ma non mollo, provo a dare animo ad una fredda mattinata e finalmente, grazie alla spinta finale di Luca, agguanto a piene mani lo strappo finale di una cinquantina di metri.

Ormai il rettilineo è vicino e c'è tempo di farsi il Segno della Croce, per dare grazie ad una splendida giornata.
E' fine gara, Alex mi urla a mille corde vocali e chiudo al 6° posto e 1° italiano (di pelle pallida) in 1h11'56"!
Nel dopo gara temo il peggiorarsi delle condizioni delle vie respiratorie perchè non smetto mai di tossire ma un buon The Caldo ed il calore degli amici mi fa recuperare nel giro di un pomeriggio :-)

Nel complesso una prova più che positiva che (ahimè) somiglia tanto ad un allenamento corso da solo a Palermo negli stradoni di Via dell'Olimpo senza infamia e senza lode.
La grinta non è mancata ma la condizione fisica è venuta a crescere dopo una settimana lottata tra qualche antibiotico ed allenamenti portati a casa senza tanta volontà.
Quando è gara generalmente cerco di dare tutto me stesso, indipendentemente dal periodo di carico più o meno intenso, cosa che non potuto avvertire in questa domenica.

Premiazione Time... con tanti amici in Pizza!
L'organizzazione nel complesso ha realizzato una corsa su strada ben riuscita creando tanta animazione in Piazza, offrendo delle belle premiazioni e tanto sano spirito sportivo.
Probabilmente, per scelta tecnica è stato privilegiato un percorso molto tecnico e scorrevole ma monotono e dispersivo in molti tratti, il che non è una critica ma una constatazione obiettiva.
Tanta gente volontaria dislocata sul percorso, tra tanti attivi e altri meno, tant'è che durante la corsa ho saputo intuire anche con un solo cenno del capo l'indicazione per la giusta via :-)

Quel che è certo è l'essere riuscito a contenere le esuberanze dell'inverno e l'aver raddrizzato un malanno che avrebbe potuto lasciare peggiori strascichi.
Ma come sempre mi ripeto, non possiamo mai lasciare che i fattori esterni condizionino le tue motivazioni, ormai è il momento di tornare a cambiar marcia!

(Ringrazio per le foto Luca e l'organizzazione della 21 del Cima)

venerdì 30 gennaio 2015

Parte la Corsa verso la Milano Marathon del 12 aprile 2015!

I'm A Milano Marathon Ambassador!!!
Continua la collaborazione con Adidas Running e quest'anno ho accettato la sfida per correre alla prossima Milano Marathon del 12 aprile 2015!

Darò il massimo e cercherò di arrivare preparato per conquistare una posizione di merito in gara, ci sarà molto da lavorare, allenamenti lunghi e spero che in tanti possiate venire a correre una maratona veloce, entusiasmante e con un percorso tutto nuovo con partenza e arrivo situati nello stesso posto!

I primi 15 Km sono molto suggestivi ed abbracciano i punti più belli di Milano, passando per il Parco Sempione ed il Duomo, mentre il momento di massima concentrazione sarà dal 30°K al 35°K quando si dovrà resistere alla possibile crisi e prepararsi nuovamente all'ingresso nelle vie centrali della Città che scommetto saranno entusiaste di vedermi passare.
E' un'occasione importante di rilancio in un percoso velocissimo tramite il quale punto a realizzare uno tra i miei migliori crono di sempre!

L'idea mi fa tornare ragazzino, quando molti ma molti anni fa, alla mia terza maratona, corsi a Milano in 2h20'36" quando quasi nessuno avrebbe puntato ad un mio simile risultato, meno che me, il mio allentore e ben pochi amici :-)
Lo spirito sarà in fondo sempre quello di un tempo, mi innamorai di Milano quella volta, nel 2003, e mai più smisi di visitarla per quanto fosse bella e tremendamente "avanti" ;-)

Aggiungo che sarà bello applaudire sportivamente dal primo all'ultimo concorrente che per una domenica animeranno la Città simbolo dell'EXPO 2015!

A tal fine sono stato coinvolto nel progetto di promozione sportiva all'interno dell'evento sia per le Società Sportive che vogliano partecipare in massa alla Maratona o chi voglia singolarmente iscriversi, con uno sconto di 5 euro tramite un Codice Promozionale nell'area iscrizioni online che vi fornirò su richiesta.

Per ogni ulteriore informazione sono disponibile a rispondervi nell'area commenti oppure, in privato, (Facebook) e (Google Plus)
Il Nuovo Percorso, veloce a adatto per correre il tuo Personal Best!!!
inviandomi un messaggio tramite Social Network!

Chi mi conosce bene sa quanto mi metta d'impegno nel promuovere il movimento podistico e, una volta guarito da un brutto infortunio sono più che mai entusiasta di farne parte di questo progetto.

E' in studio una seduta di allenamento collettiva a Palermo con gli uomini dell'FLP Team e del Good Race Team ma l'iniziativa è aperta a tutti: correre tanti chilometri insieme aiuta a raggiungere più facilmente il risultato che desideri!

A presto, buona Maratona di Milano a tutti e... Boost Your Run!

sabato 24 gennaio 2015

Montefortiana - Mezza Maratona Falconeri - Bella da Soffrire

Il primo traguardo dell'anno, contento di aver dato tutto...
Monteforte d'Alpone (VR) e Vittorio Veneto (TV)

Tanti anni passati in una sola sera, trovare amici che non vedi da molto tempo e stupirsi che quel tempo è passato solo nel calendario e forse per qualche capello bianco in più, gli sportivi, i runners sono i più longevi, sembra che le foto non abbiano età...
Domenica scorsa non avevo voglia di accendere il telefono invece, non volevo che arrivasse il tempo delle brutte notizie, quello scorre inesorabilmente e, nuovamente, colpisce uno dei nostri, dei nostri più cari...
La notizia era nell'aria ed il Good Race Team Palermo si unisce nella perdita di un nostro caro amico ancora una volta per un male incurabile che ti stronca, all'improvviso...
Nessuno in Società ha voluto correre le Campestri di Ravanusa, io che mi trovavo già in Veneto, ho preferito buttare via tanta amarezza nella sommità di quelle strade.

Una corsa che non sarà facile da dimenticare, per il suo livello tecnico e per la difficoltà altimetrica del percorso che mi incuriosiva e mi invitava alla sfida.
Lo scorso anno vinse il mio caro amico Francesco, molto forte sia in salita ed ancor più in discesa.
Insidie che mi ero studiato con disarmante tranquillità, ottimista che in fondo 300m circa di altitudine massima non fossero poi così tanti.
Ed invece le gare, le corse, le giornate, fanno storia a se e certi equilibri saltano magari se non sei troppo in giornata.

Così ci siamo ritrovati a commentare io ed il mio amico Luca, che ringrazio tantissimo, gare ed emozioni differenti.
Questa è la Corsa, ma l'importante è tirar fuori sempre la propria personalità e le proprie emozioni, magari condizionate da ravvicinati eventi.

La Partenza e tanti avversari in bella mostra!
La mattina ci sorride, vedere il sole sorgere su un cielo limpido mi allieta e non poco.
E' bastato alzarsi di primissima mattina, fare una buona colazione con l'Addis The e dirigersi verso il luogo di ritrovo ormai stracolmo di partecipanti, segno di una manifestazione molto ricercata.
I 4°C sono troppo pochi per un meridionale annesso all'Africa come me ed il riscaldamento non aiuta molto, ci vorrà del tempo prima di abituarmi a tanta aria fredda.

Lo start avviene alle 09:30 e tra di noi ci sono tanti volti conosciuti ed alcuni rappresentanti dell'estremo oriente invitati apposta dall'organizzazione; più tardi sarà l'ora della gara di 10K Internazionale, ma già oltre alla nostra gara erano in corso sia la camminata non agonistica che l'EcoTrail.

Come spesso accade dopo un paio di chilometri ci si osserva da vicino ed il gruppetto si sfoltisce in una decina di esemplari; fase di studio, dove non è sufficiente uno strappetto di poche centinaia di metri per impensierire nessuno, forse per mischiare un pò le carte.

In quella fase l'atleta orientale dalle tanto strane scarpe iper colorate che sembravano da calcio, dopo aver tirato tanta strada resta più defilato e mi trovo avanti, per poco tempo.
Il ritmo non è elevato ed il 4° chilometro si avvicina rapidamente così come la tanto temuta lunga salita.
In quel momento il duo del marocco scappa avanti ed il solo ad inseguirli è Denis Curzi (C.S. Carabinieri), formando un terzetto che deciderà le sorti della corsa.

Le prime pendenze creano selezione e si rimane all'inseguimento in quattro, oltre me, Wang, Zanotti e Avon.
I quadricipiti già bruciavano e tanto, i pensieri per la testa erano tanti ma ancora era fase di studio: non riuscivo ancora a comprendere quale fosse la reale avversità di questa salita.

Abbandonato il Centro abitato sarà subito selezione...
Le gambe bruciavano perchè ogni pendenza era seria ed a volte molto severa; le gambe bruciavano perchè ci tenevo a non staccarmi dagli avversari ed ho stretto i denti almeno un paio di chilometri prima di arrendermi all'ennesimo nervoso cambio di pendenza.
Una discesa od un breve rettilineo (magari in un tratto fangoso) prima della nuova lunga salita che spesso si delineava da lontano e si poteva stimare quanto fosse lunga ed ancora, maledetta.

La fatica saliva, i gemiti di stanchezza erano ormai frequenza vocale del respiro ed il solo quieto e campestre panorama ricco di distese viticole poteva placare la disperazione di veder ancora tanto asfalto verticale.
Era un problema al Bosco della Ficuzza, era un problema in vetta alle colline Montefortine (si dirà così?)... era dura da accettare tale realtà quanto vedere i diretti avversari sfuggir via dai tornanti.

Contare i chilometri con un lento ed inesorabile count-down era un patimento, soltanto spezzare certe irte salite con morbidi falsopiani aiutava a sopravvivere, ma raggiungere quota 10K bruciava più dell'aria frizzante: 38'27" la dice lunga su quanto fosse stremante il percorso, ma un uomo lassù in vetta già mi annunciava la fine delle sofferenze.


Nel frattempo, una volta scollinato e mai rilassato a sufficienza, mi si presentano 100m di pericolosisissima discesa verticale: faceva paura il liscio asfalto reso viscido dalla pioggia, i piedi stanchi e dalla nulla reattività e le gambe che bruciavano come il fuoco.
Luca poco più indietro se la sarebbe cavata, mentre un pensiero a chi soffriva per davvero contro la corsa più importante della propria vita c'era ed iniziavo a scendere...

Per ben cinque chilometri non si smetteva di correre fortissimo, letteralmente a perdifiato e senza mai trovare una rilassatezza tanto sperata.
Si saliva a tutta e si scendeva a tutta con piedi stanchi e respiro affannato, tornante dopo tornante ed un continuo rilancio dell'azione che puoi fare soltanto in gara quando non importa delle conseguenze sul tuo fisico, importa che che non perdi un solo secondo dal tuo diretto avversario.

Post Gara - Good Race Team!
Impossibile voltarsi indietro a controllare ma con la coda dell'occhio riuscivo ogni tanto a cercare un mio ipotetico diretto concorrente spuntare dietro un tornante della lunga discesa di 5K chiusa al mio cronometro in circa 15'40" (ben lenta vista la stanchezza generale).
Si pensava a guardare avanti col sole che ti batteva calmo in viso e gli occhiali da sole che ti tenevano concentrato sulla strada davanti che ormai spianava in un lungo rettilineo di terra che produce del buon vino.

I camminatori sin dall'irta discesa rappresentavano un lunghissimo serpentone umano: cercavo di motivarmi raggiungendoli uno dopo l'altro e con la loro carica e simpatia si andava avanti: tu correvi, loro alle volte sembravano "fermi sul posto", alcuni di loro provavano a starmi dietro, forse per sfida con l'amico, ma non avevo tempo e modo di scherzar con loro, la gara non lo permetteva!

E' tempo di stringere i denti e 5K al traguardo era una bella distanza da gestire con tanta stanchezza ormai sedimentata in corpo.
Il percorso in quel momento subisce una variazione passando all'esterno delle mura del Castello di Soave nella "Strada del Vino" ed il passaggio è talmente suggestivo da far scivolare via almeno un paio di chilometri.
Da dietro nessuna traccia di avversari ma non pensavo che qualcuno avrebbe potuto avvicinarsi così tanto...

In quei chilometri finali sentivo di avere un passo stanco ed un pò spento ma cercavo di puntare il mio avversario a vista più avanti a 250m circa che mai riuscirò ad avvicinare.
Mancavano ormai 3K e l'ingresso a Monteforte era ormai vicino...

Stringo i denti, si abbandonano le colture delle Viti una volta entrati nell'ultimo chilometro, provo ad incrementare quando inizio a scorgere la gente festante che ti incita.
Il sole è tiepido, il fuoco dentro lascia a pochi metri di rilasattezza ed al traguardo riesco a tener difeso il 7° posto in 1h15'55".

Il momento della premiazione... e sei dentro il blog!
Un pizzico di amarezza vine placato dall'arrivo di Luca che ottiene da questa corsa un esaltante risultato che narrerà un'ottima gestione della salita ed una progressione dei chilometri finali da vero maratoneta.
Un altro spaccato di una corsa che invece per me ha "spaccato" le gambe in due!

Il ristoro finale e la festa della premiazione hanno fatto spazio a lunghe chiaccherate con amici e conoscenti trovati in mezzo ad una folla di podisti che riempivano le strade di borgata di questa calma cittadina che per una domenica era diventata centro podistico del Nord Italia dalle diverse distanze e specialità.
Un'ora più avanta sarebbe andata in scena la gara Internazionale di 10K con tanti altri protagonisti attesi!

Avrei sperato di combattere maggiormente su quelle iniziali salite, sento di aver trovato ritmi nelle gambe più veloci negli allenamenti in piano ma nonostante ciò ancora balbetto (e non poco) nelle prove in salita che contano maggiormente.

In questo mese si entra nella prima fase di carico in vista della prossima Maratona e non ci sarà momento migliore adesso per provare a rafforzare la muscolatura che ha mostrato di non essere preparata per percorsi così duri.

In tanti sanno già quale sarà, intanto, lasciamo ancora il dubbio alla fine di questo Post con un indizio: se hai già visto da qualche parte la maglia "rossoarancio" sotto la canottiera di gara da qualche altra parte, forse hai capito dove sarà la prossima 42K!

(ringrazio per le foto Podisti.net e modenacorre)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...