41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

giovedì 1 agosto 2013

Palermo Per Correre: Capo Gallo ed il suo Faro

Copertina dedicata al punto di arrivo, tanto agognato e sofferto...
Palermo, tempo di estate, tempo per poter vivere giornate indimenticabili praticando il nostro sport preferito: il Running, la Corsa, come meglio si preferisce!

Il capoluogo dell'Isola, come spesso narrato in questo blog, porta spesso alla scoperta, durante il nostro avanzare chilometrico ed incessante, di patrimoni naturali ed ambientalistici di rara bellezza.
Uno tra questi, è la Riserva Naturale di Capo Gallo, poco distante dalla spiaggia di Mondello.

Poichè riserva naturale, risulta chiusa al traffico veicolare, a meno che non siate residenti in una delle poche ville realizzate nell'habitat o paghiate la tassa di ingresso.
Le tariffe variano a seconda del veicolo che viene introdotto, ma di norma l'accesso per i Runner è gratuito!
O meglio, chi corre si reca in questo splendido scenario per allenarsi e passare piacevolmente del tempo, ma chi si reca a piedi nella riserva per farsi il bagno nella lunga scogliera di acqua fresca e blu, paga una tassa di 50 cent.
Monito e avvertimento per chi si dovesse recarsi in veste da runner e da turista, nell'incentivarlo a NON pagare alcuna tassa di ingresso alla gente posta lì davanti per fruire (ovviamente senza sporcarlo o contaminarlo in alcun genere) un territorio disponibile a tutti per la sola corsa!
Striscia che regala ai Runners con completezza l'intero panorama del Faro di Capo Gallo
Inspiegabili le emozioni che suscitano questi luoghi d'inverno, freddi, solitari e congiunti tra la salsedine del mare ed il freddo vento che spira in un ambiente aperto, remoto alla civiltà!

Un mare limpido e cristallino tutto l'anno, dove l'acqua è più fredda e pulita e gli scogli ti lasciano nelle mani il profumo del mare...

Correre nella mezz'ora scarsa in questo posto lontano dalla metropoli (ventina di minuti per i più lesti) è un ricordo che dura in eterno...

Ricordi che si intersecano, decisamente un percorso adatto a runners collaudati, ricco di saliscendi in una lunga lingua d'asfalto stretta che porta ad una salita continua circondata da lunghe spighe color oro e che culminano al simbolo del luogo: il Faro abbandonato.
Di norma il corridore diligente tocca il cancello e riparte, verso il ritorno, verso la lunga discesa che può in questi giorni di caldo estivo, placare le sofferenze.
Dispiace, quasi, quasi sapere che tra pochi chilometri ci si imbatterà nuovamente su strade trafficate e ricche di automobili, rumore e passanti.

Percorsi sterrati, tra terra, aria, acqua e fuoco (del sole)
Le migliori preparazioni alla Maratona passano da lì.
Quando è il momento di allungare la distanza e di correre oltre 30 K, la toccata e fuga al faro è d'obbligo.
Al tardo pomeriggio d'estate, quando inizia a calar il sole cocente, quel ritaglio di natura è risparmiato dall'estrema calura ma l'eccessiva umidità portata dal mare non aiuta di certo l'allenamento.
E' un punto di svolta, in genere si fa in modo di essere a metà allenamento; al successivo ritorno in Piazza Valdesi (Focal Point della spiaggia di Mondello), si prende la decisione se proseguire nel tortuoso percorso del Giro dell'Addaura o risalire per i sentieri del Parco della Favorita.

La qualità chilometrica stile "Rift Valley" in un percorso cittadino è assicurata!

Spesso può capitare di interpretare l'allungo al faro come allenamento di qualità, inserito nel contesto dei fartlek - maratona.
Un percorso che unisce doti di resistenza e forza nei saliscendi brevi che si incontrano, l'ideale, secondo me, da inserire almeno una volta nel percorso che avvicina il podista all'attacco al proprio PB nella 42K.

Non solo percorsi rettilinei dove mettere alla frusta la propria media al decimo di secondo, ma anche tracciati nervosi, in pieno stile "Central Park" che possano esaltare le proprie doti di fondista specie nel finale della corsa.
A quel punto, perchè non sfruttare al meglio uno scenario naturale che invogli lo sforzo prolungato?

La visuale al ritorno dal Faro...
Questo, insieme ai tanti motivi per i quali vale la pena di provare a correre, trovando nella sincronia dei propri passi un gesto armonioso come il panorama che ti avvolge.

Mondello dista una decina di chilometri dal Centro Città, raggiungibile molto facilmente con la linea di un Autobus urbano.
A quel punto è d'obbligo per il turista - runner correre verso la parte abitata di Mondello, sulla propria sinistra guardando il mare, passare per lo stabilimento balnerare più noto, il Charleston, e godere successivamente dopo circa un altro chilometro di questo silenzioso paradiso naturale.
Accanto alla tua piccola figura, un costone di roccia così alto che il sole tramonta presto da quelle parti così da obbligarti a togliere gli occhiali da sole, momentaneamente.

Un panorama mutevole, di stagione in stagione, affrontato con il sole cocente, con le piogge torrenziali ma mai inflazionato ed utilizzato solo nei momenti più importanti che possano riguardare una lunga distanza.

Gli anni passano ma il Faro resta sempre lo stesso, raggiungibile e sempre presente, come la nostra sana e comune passione...

(Le foto pubblicate non sono di repertorio ma fatte personalmente pochi giorni fa...penso che rendino l'idea :-)

giovedì 4 luglio 2013

Pistoia Abetone - Quella Medaglia Irraggiungibile

Partenza! Molto suggestiva dalla Piazza in Pistoia!
Pistoia - a pochi passi dall'Abetone  - 30 giugno.

Voglia di Ultramaratone che si apre e si chiude qui; una dura, durissima lezione che almeno mi ha chiarito che per le distanze oltre la Maratona non sono portato.
Capita di mollare in allenamento, anche ai più forti di testa: torni a casa, ti fai la doccia e si riparte con serenità e coscienza.
Ma in gara non puoi mollare, è un sacrilegio non poter tagliare il traguardo e rendere vano ogni sforzo.

La corsa di domenica scorsa ha rappresentato per me il volto umano dell'atletica che quando ci si arrende non si deve essere per forza giù di morale, o peggio.

Un anno (solare) difficile, diciamo la verità, è stato raggiunto.
Lo scorso anno di questi tempi, correndo alla Tre Campanili di Vestone (alla quale rinuncio con grande rammarico e la rimando volentieri al prossimo, facendo i miei in bocca al lupo alla riuscita della manifestazione, tra le più belle in Italia), mi rendevo conto che avrei dovuto mettere un freno alla stagione, cercando di risolvere infiammazioni tendinee che solo nell'ultimo mese corrente si sono del tutto placate.
Correre ti insegna che devi essere pronto anche a questo tipo di decisioni: sapevo che il 2013 sarebbe stato difficile e non tutto il recupero è andato per il verso giusto.

L'anno in corso, per me, si sta mutando in una sorta di "Laboratorio", imparando nuove tecniche quali gli esercizi di isometria, la giusta dose di potenziamento in palestra e la voglia di sondare altri terreni.
Che sia giusto o "non" giusto quel che tento di fare, è pur sempre un'esperienza e non lascio decidere gli altri se abbia fatto bene o meno.

Resta sempre viva in me la voglia di far bene e MAI, dico mai arrendersi o non tentare di esprimere il meglio di me stesso, così come recentemente fatto con successo ad Imperia.

Purtroppo il Giro a Tappe di Imperia, che doveva essere un ottimo punto di partenza in vista di questa corsa pesantissima, si è rivelato indigesto per la mia gamba destra che ha subito un'escalation negativa fino al ritiro (amarissimo) alla Corrinsieme.
Di lì è stata una corsa contro il tempo nel cercare di ridurre l'indurimento muscolare e ottimizzare i carichi e per questo motivo non ho potuto più dedicarmi nell'affrontare carichi esagerati e concentrandomi in special modo su dure pendenze.
Ho imparato, grazie ad un caro amico che mi segue con la sua professionalità, a perfezionare lo stretching e ad insistere sul movimento di stretching isometrico a squadra (rende bene l'idea questo link) che in poco tempo ha prodotto risultati impensabili.
Posso garantire che non avrei recuperato così velocemente ed essere in grado di gareggiare senza l'apporto di questi fondamentali esercizi.
Gara quasi tutta svolta in solitaria... con le Energy Boost!

Ma tutto questo non è bastato e credo che ci sarei arrivato lo stesso impreparato se non avessi affrontato carichi allenanti paragonabili a Lunghi oltre le Tre Ore (!) con salite annesse o chissà cos'altro.
Era normale che i Centisti spiccassero maggiormente alla distanza.

La corsa partiva alle 07:30, quindi sveglia presto, altrettanto rapida colazione (dopo aver mangiato tanto il giorno prima e praticamente riposato non c'era tanta voglia di mangiare altro); un paio di gel pinzati ai lati degli short e finalmente indirizzati nella dimensione - maratona che tanto mi mancava!
Onestamente ero tranquillo e sicuro di me stesso, parlando con atleti molto esperti come la Monica Carlin, mi si raccontava che era importante non affrontare in modo esagerato la prima lunga salita (indicata come la più dura) e di preservare le forze per l'ultima, di 17 Km, lunga ma non troppo difficile.
Quest'ultima affermazione mi aveva tratto in inganno, purtroppo!

La temperatura fresca ha aiutato decisamente tutti gli atleti e mai si è sentito un caldo atroce.
Al via, dalla Piazza principale di Pistoia, ci si trasferisce con molta calma verso la prima vera salita, prevista circa al Km 5.
Si correva sui .3'40"/Km, in leggera salita e non c'era molto da soffrire, in pratica un "riscaldamento" in gara.

Iniziata la prima serie di tornanti provo ad attaccarmi al trio che correrà tutta la corsa a ritmi da record: Buccilli - Hajji - Biwott N. ma presto dovrò arrendermi e salire del mio passo, per prudenza.
La serie di tornanti si alternano a tratti difficili ed a tratti più scorrevoli ma resto al 4° posto ed in tranquilla solitudine.
Vien voglia di correre, le strade alberate, il fresco a tratti ed un panorama immerso nel verde rilassano e fanno sentir meno la fatica.
I chilometri scorrono con difficoltà crescente ma tutto è contenuto nel "possibile" finchè non scollino ai 13,5 delle "Piastre" con relativa facilità.

Inizia il primo vero test.
Al rifornimento mi passano una bottiglia d'acqua che cerco di gestire per lungo tempo ma mi accorgo che è frizzante.
Non è il massimo della vita mandarla giù quando i muscoli dello stomaco sono gonfi e contratti e ciò sarà una consuetudine di tutto il resto della corsa... se in bottiglia solamente di acqua frizzante!
Una gara di endurance ti obbliga a bere e nella salita finale non potevi presentarti in carenza di liquidi: ogni rifornimento dei tantissimi e abbondanti trovati lungo il percorso era occasione di ristoro.

Le gambe superano prontamente la fatica accumulata in tanti chilometri e la strada invita a spingere: sono sereno, corro in solitudine come spesso mi è capitato nelle migliori giornate.
I chilometri scorrono con estrema facilità grazie anche ai lunghi rettilinei in costante, leggera discesa.
In questo frangente le Energy Boost ai piedi lavorano alla grande, trasformandosi in delle scarpe ultra reattive ed aiutandomi a tenere un buon passo facendo rilassare i piedi.

Voltandomi indietro, riuscivo a notare un gruppetto ridotto di avversari e mi immaginavo chi fossero; preferivo concentrarmi sulla gestione degli sforzi.
La parentesi in discesa dura poco.
Attraversato un centro abitato ci immettiamo in un suggestivo percorso sterrato, per un paio di chilometri.
Le gambe non erano più "frizzanti" come prima e lo notavo con degli insoliti (fin'ora) rallentamenti.
Una successiva pendenza durata poco più di un chilometro, affrontata con più calma, e degli inseguitori nemmeno la traccia.
Iniziavo ad essere meno euforico di prima, in fondo avevo già percorso 25 duri Km e ne mancavano altrettanti!
Da lì iniziava un giro di tornanti a volte molto ripidi... in quel momento qualche crampo allo stomaco iniziava a farsi sentire.
Il vantaggio accumulato svanisce del tutto e preferisco continuare a correre in compagnia.
Come previsto, eccoli piombare Di Cecco (reduce dal giro di cinque tappe della Val di Fassa con pendenze altrettanto proibitive corso poche ore prima, ovvero dal 23 al 28 giugno u.s.(!), D'Innocenti ed un giovane silente ma saggio distributore dello sforzo quale Milella che non conoscevo di persona, se non per gli ultimi risultati conseguiti nelle 100 K.

Lamentavo sempre più fastidi ed un mal di gambe che era accentuato dall'incedere in discesa che, a forza di sbuffi mal digerivo ormai.
I chilometri nelle gambe erano tanti, il ritmo non era affatto forsennato e ci si permetteva un rapido scambio di battute.
D'Innocenti capiva subito il mio disagio mentre un gel alle maltodestrine mandavo giù.

Pochi attimi prima dell'attacco all'Abetone.
Le gambe già erano dolenti...
Era il trentatreesimo chilometro, ci troviamo in località San Marcello, con forza e coraggio mentale mi approcciavo all'ultima temibile salita.
Si sfioravano le 3 Ore di corsa (mai fatte in vita mia), gli altri tre avanti, chissà dove si trovavano...

Ci si da un "in bocca al lupo" reciproco, come se le nostre strade si dividessero e si parte verso la temibile salita.
Le cose vanno subito per il verso "storto".
La fatica nelle gambe accumulata mi porta ad un brusco rallentamento.
Si forma una coda nell'ordine Di Cecco - D'Innocenti - Milella ed io già lontanamente staccato.

Non mi scompongo e non mi perdo d'animo ma c'è qualcosa che non mi suona giusto: quelle pendenze iniziano a fare davvero male!
Ero ancora lucido per valutarne la difficoltà, non erano affatto le rampe "morbide" cui mi avevano rassicurato.
Salivano costantemente con discreta durezza e con poche soste tanto da annullarne l'effetto - relax tanto erano ormai affaticate le mie leve!

Da lontano i miei diretti avversari erano sfuggiti sui lunghi tornanti, la difesa del settimo posto era il motivo del mio avanzare.

Già dai precedenti chilometri, avevo notato che la maggior parte delle strade era parzialmente chiusa al traffico, per cui se non si era attenti, si rischiava di essere investiti dall'auto che viaggiava in senso opposto al tuo.
Essendo strade montane le auto incontrate erano poche e, capito l'andazzo, avevo preso accortezza di non invadere la corsia opposta.
Sulla strada dell'Abetone, purtroppo, tale era la foga delle auto-staffetta al seguito dei podisti, che il traffico stava diventando imbarazzante anche per me che mi trovavo fino a quel momento nelle prime posizioni.

Oltre alla gara assoluti di 50 K, infatti, si svolgeva in contemporanea la "Fitwalking", la classica camminata non competitiva che portava al traguardo montano tanto ambito.
Tra marciatori, podisti e ciclisti al seguito, le auto in effetti erano un ingombro notevole, tant'è che dal nulla sbuca fuori il folle della situazione che si fionda con la sua utilitaria a tutta velocità sfiorandomi la mano sinistra con lo specchietto retrovisore.
Nulla di grave, per qualche centimetro non ci ho rimesso una probabile frattura o distorsione.
La conseguenza dell'apertura al traffico veicolare durante la parte finale della corsa...

L'avanzare è sempre più sofferto, le gambe sempre più dolenti, la mia testa ancora dura, non deve flettersi!
I chilometri iniziano a sentirsi impossibili nelle gambe, la strada incessantemente in salita mi trova palesemente impreparato a questo abnorme sforzo, nonostante mi fossi dedicato tantissimo a questa parte in particolare, i piedi non rispondono più e non esiste calzatura che possa sostituirli quando vengono meno...

Arriva il momento in cui la mia convinzione, come una "balata" di marmo, si spezza...
Inizio a camminare e nell'immediato stop alla corsa sento un trambusto interno alla mia "macchina" umana, come quando si spegne improvvisamente il motore di un'automobile.
Le gambe sembrano scoppiare ma non mi dò per vinto.
Mangio qualcosa, bevo, mi reidrato camminando, ma ormai anche i camminatori vanno più forte di me.
Riparto a correre, non mi voglio dare per vinto ma non trovo più forze per spingere...

E' il quarantaduesimo chilometro e la luce si spegne...
...
...

I walkers che avevo passato minuti prima mi incitano, da dietro avanzano in costante ascesa concorrenti distaccati di sparuti minuti tra loro.
E' una ascesa che non lascia scampo, il ritiro è obbligato.

Saranno ore difficili vissute con gambe molto dolenti ad osservare il podio dei vincitori, autori di una prova straordinaria, tutti gli arrivati, dal primo all'ultimo.

La mia preparazione è stata zoppicante: sapevo che anche qualche giorno di stop avrebbe ridimensionato la mia prestazione e non si può dire a tutti gli effetti che una preparazione completa delle mie mi avrebbe portato fin lassù al traguardo e sicuramente mai in spinta e mai sufficientemente preparato per un qualcosa inimmaginabile per la mia concezione degli allenamenti per come mi ha insegnato il Coach.

Fermarmi è stato un obbligo morale verso il mio intendimento dell'atletica ed un obbligo verso il mio fisico che si era spento, poco oltre il 42° Km...
E' un segno del destino, quest'anno non ho potuto centrare nessun importante obiettivo prefissato ma da quest'ultima esperienza di vita ne ho tratto grande insegnamento.

I limiti umani e mentali corrono lungo un filo sottilissimo per il quale spezzarlo non ha proprio senso.
Evidentemente la chiamata al ritorno in gare più brevi dal mezzofondo (accantonato per prudenza spero solo quest'anno) alla maratona suona in anticipo rispetto a presunte imprese per le quali non trovo un'identità nel mio modo di interpretare questo splendido sport.

Agognavo da anni questa imprendibile ascesa, volevo dar via ad un percorso di vita atletica leggermente differente dal solito cercando magari di trovarne un significato epico, quantomai spirituale, ma ciò non si è completato.
E' stato un bagaglio di conoscenza che ritengo prezioso ed indispensabile per un conoscitore delle corse su strada come me.

Oltre tutto, finalmente riesco a compiere la distanza di gara della Maratona (ma vale molto di più!) che mi darà grossi vantaggi quando riprenderò la preparazione verso la meta autunnale.

Gli attimi dopo il ritiro sono stati sofferti, mi sentivo infreddolito e svuotato.
Anche questa è l'atletica che mi mancava e per la quale mantengo ricordi incredibilmente vivi, attraverso queste sofferenze ed emozioni intense....

Chiarisco, infine, che per chiunque voglia fraintendere la mia riflessione che non ho nulla di contro nei riguardi degli Ultra Maratoneti, che nella splendida cornice della Pistoia Abetone, al contrario di me, hanno saputo godersi uno spettacolo immerso nella natura, organizzato alla perfezione e con un traguardo tra i più emozionanti visti in carriera.
Per chi adora le fatiche estreme, almeno una volta nella vita... da correre!

La mia esperienza con le Ultra si chiude quindi in quegli ultimi otto durissimi chilometri (eh si, mi attendevano, visti dall'auto!) mai percorsi.
Se ne vanno via altre "imprese" che da tempo avevo in mente e che mai più mi riproporrò di correre; di questi tempi, piuttosto, si corre la Tromso Marathon, altro sogno nel cassetto da inseguire...

(Pubblico la foto di Massimo Carradori che ho conosciuto personalmente al sabato presso l'expo, che ringrazio ed al quale segnalo la sua bravura e chiedo l'autorizzazione.
Segnalo, altresì, il sito di Piero Giacomelli attraverso il quale si potrebbe accedere ad un vastissimo servizio fotografico previa registrazione e versamento di un contributo in denaro)
(Ringrazio gli autori delle foto trovate su Facebook)

mercoledì 19 giugno 2013

Corrinsieme - Stesso Spettacolo da 18 anni!

Partenza! Foto S. Auddino
S. Caterina dello Ionio (CZ) - 9 giugno.

Una corsa cui non vi rinuncio ormai da svariati anni ed il livello, alto, resta sempre lo stesso.
Ed il tempo passa, gli atleti, le storie raccontate, ma è sempre bello essere lì a provare di correre a buoni livelli.

Negli ultimi tempi la bella notizia è che il dolore causato dalla caduta in inverno, grazie anche alle regolari uscite allenanti a mare, è ormai una storia da dimenticare ed ho ripreso totalmente forza e funzionalità.
Ovviamente non c'è voluto nè un giorno nè un mese, ma alla fine anche il peggio passa.

L'altra bella notizia è che quest'estate sarà dedicata molto intensamente agli esercizi di propriocettività, sia in tavoletta che sulla sabbia, a mare.
Il mio motto è da sempre "mai arrendersi", ma ora si aggiunge "rendi il tuo piede più forte di tutto il resto del corpo che deve sorreggere!"
Voglio trovare una soluzione ai problemi tendinei che sia definitiva: ciò che sorregge da solo tutto il mio peso ed oltre è il piede che ad ogni passo durante la corsa scarica anche il triplo del mio peso corporeo a terra.
La nota dismetria tra destro e sinistro si potrà attenuare nel tempo con costanti esercizi isometrici: è la mia scommessa personale, grazie anche ai consigli di fisioterapisti con molta esperienza.

La mia filosofia resta sempre la stessa, nonostante la mia voglia di correre ed allenarmi sempre entusiastica vada alle volte sopita, preferisco i rimedi naturali anche se richiedono maggior tempo nel recupero.
Ammetto, invece, che un regolare apporto in termini di cure e massaggi debbano essere messi in conto per il futuro.

La notizia negativa è che il Post Giro a Tappe di Imperia non è stato assorbito positivamente dai miei arti inferiori.
O meglio, le mie motivazioni dopo questa bella e intensa trasferta si sono decuplicate quanto l'entusiasmo e la voglia di correre forte, ma come al solito era meglio prendersi qualche giorno di ripresa in più...
La prima settimana infatti è passata a recuperare un fastidioso indurimento al polpaccio ed alla zona della caviglia: ripenso alle ripide discese che ho dovuto affrontare al massimo della mia elasticità e forza.
Sono situazioni estreme dalle quali delle gambe "sotto osservazione" come le mie possono reagire male dopo qualche giorno.

Fase di gara - una delle edizioni più "fresche" di questa dura corsa

Nella seconda settimana, dopo un mini ciclo potenziante, in vista della preparazione alla lunghissima distanza mi ha visto un irrigidimento al bicipite femorale destro che non mi destava preoccupazione.

Infatti la settimana dal 03 al 09 giugno mi aveva visto lavorare bene, in particolare in palestra ad inizio settimana ed in salita al giovedì 06 con un lavoro di forza che mi aveva dato alcune positive conferme.
La continuità nell'intero rendimento in questo allenamento non c'era.
Era chiaro come in alcuni tratti del lungo percorso in salita che il Coach aveva scelto per me, durato 38' circa per circa 8,5 Km li subissi in modo particolare con un bisogno di recupero tradotto in rallentamento dell'andatura.
Il finale, con mia sorpresa, era stato entusiasmante, corso di agilità e con le uniche forze rimaste a disposizione, ovvero quelle mentali.
Soddisfatto di tale lavoro, mi dirigevo verso S.Caterina dello Ionio con maggiori certezze.

Purtroppo la gara di domenica 09 è stata penalizzata evidentemente dalle pesanti ore di viaggio in auto alla guida spese per raggiungere dalla Sicilia l'appuntamento tanto atteso e, complice una gamba fin troppo ipertrofica, ho dovuto arrendermi all'inizio del 3° giro (dei 5) del percorso di 2Km quando mi trovavo con i migliori italiani.

La corsa è stata caratterizzata da un poderoso stuolo di atleti keniani provenienti da ogni parte d'Italia (intesa come Società Civile) e come inseguitori i validi giovani locali calabresi Costantino e Casuscelli piegati nel finale di gara dal più fresco e forte (decisamente) ex Campione Italiano dei 1.500m Gilio Iannone (ex Esercito, ora CUS Camerino) ormai proiettato sulle distanze dei 5K e 10K.
Oggi Gilio vale 30'00" nei 10.000m ed il suo progresso sulla distanza rispetto all'anno passato c'è stato, è facile intuire che darà sempre filo da torcere ai migliori italiani in ogni corsa su strada.

Il sempre agile ma un pò opaco Hamad Bibi del CUS Palermo subirà la rimonta del trio italiano giungendo all'11° posto.

Tra le donne, sottolineo con fierezza la sempre più forte e rinvigorita dalla cure Totò Liga - Silvia La Barbera (Forestale) capace di un ottimo 2° posto in un percorso tra i più difficili del circuito estivo: per la prima volta in assoluto nella storia della Corrinsieme si correva la distanza dei 10K anche per le donne.


La Forte Silvia La Barbera, punto fisso della Nazionale Italiana!

Prendere le Energy Boost e scaraventarle a terra per la rabbia per poi riprenderle lontano tanto sono elastiche... la nota amara di un atleta tanto penalizzato quest'anno contro delle scarpe tanto belle, rivoluzionarie e reattive...
Non mi sento affatto sbiadito nè rassegnato, ogni qualvolta che mi reco in pista mi brillano gli occhi ma sapevo già che per quest'anno devo lasciar stare.
Non mi era mai capitato in gara di dovermi fermare a causa delle avvisaglie del mio fisico, è stata questa la causa che ha scatenato la mia brevissima rabbia... alla Corrinsieme ci tenevo e tra l'altro non stavo andando affatto male...

Pochi giorni di corsa in acqua alternata a nuoto ed esercizi di elasticità ed ho ripreso gli allenamenti.

Non mi do mai per vinto, anche per questo motivo iniziano a fioccare velate polemiche da parte dei miei amici, ma forse potrò raccontare di un'altra (bella) storia di atletica quando troverò la continuità.
E' facile dire "avresti dovuto fermarti prima", ma credo che con fermezza senza questo carattere non avrei mai sfiorato da lontano neppure uno dei PB che ho realizzato.

(Ringrazio l'organizzatore della Corrinsieme per l'invito e Miletomarathon per le Foto).

venerdì 31 maggio 2013

Giro di Imperia a Tappe - Un secondo posto che da morale!

La premiazione finale, giornata stupenda!
Imperia - 24-25-26 maggio.

Non avevo mai corso un Giro a Tappe in vita mia e questo, seppur di soli tre giorni, è stato veramente faticoso affrontarlo.
Devo dire grazie di cuore ad un caro amico, a me sempre molto vicino, Michele Chiefari, valido atleta imperiese e ottimo maratoneta (qui classificatosi al quarto posto) che mi ha regalato un'esperienza indimenticabile che mi resterà dentro per molto tempo.
Grazie a lui ho potuto avere la fortuna di conoscere dei posti marini bellissimi e vivere da vicino panorami italici di rara bellezza, qui, in Liguria.
Un grazie anche all'organizzatore dell'evento, William Stua che ha impressionato positivamente per le doti organizzative semplici e concrete, garantendo sempre sufficiente chiarezza nella tracciatura dei percorsi senza mai renderli eccessivamente pericolosi per i podisti.

Un mix perfetto di resistenza, velocità e forza.
Dovevi avere tutte queste doti messe assieme per uscire "vincitore" da questo Giro a Tappe, a prescindere dalla posizione in classifica.
Non mi aspettavo di trovare in così pochi chilometri tante difficoltà altimetriche e, giorno dopo giorno, recuperare per intero era sempre più difficile.
Mi presentavo sicuramente in ripresa, ma non adeguatamente preparato, o meglio "in fase di preparazione"!
Le poche settimane di allenamento serio non potevano essere sufficienti per affrontare delle corse di alto livello, ma si sa, il duro impatto con l'agonismo non fa mai male!

Così annunciati al via si presentavano diversi validi atleti, tra i quali i locali Corrado Bado e Andrea Anselmi (oltre che il sopra citato Michele) ed il tunisino Ridha Chihaoui (recente il 30'39" nei 10.000m "allagati di Bovisio Masciago) ed il pluri-Campione del Mondo di Corsa in Montagna Jonathan Wyatt.

Cioè...siamo insieme a Jonathan Wyatt :-D
1° TAPPA - DIANO CASTELLO - 8,5 KM

Clima rilassato, poche facce tese.
Mi sento a mio agio, il viaggio e l'accoglienza sono andati al top e mi sentivo quantomai incoraggiato a "dare di più", solo che era davvero da molto tempo che non gareggiavo da attaccante.
La Terrasini Half, infatti, mi aveva visto correre solamente sulla difensiva, con soli pochi giorni di attività nelle gambe.
Qui le cose erano diverse, ma i lavori si contavano sulle dita di una mano!
La partenza, in una cittadina un pò più in alto sul livello del mare, immediatamente mette tutte incertezze alle spalle e solo dopo un chilometro, le cose si mettono in chiaro: sarà dura fino all'ultimo metro e qui di certo non ero venuto per mollare!

Ridha ha un altro passo, si nota all'occhio la sua corsa facile e potente ed in pochi metri chiarisce che sarà il dominatore della manifestazione.
Non mi do per vinto e resto il solo ad inseguirlo.
Dopo un paio di chilometri il lungo tratto in salita panoramico termina e ci si immette in un continuo quanto duro saliscendi.
Passa ben poco per accorgermi che da dietro il duo Anselmi - Chiefari mi braccava da vicino...
Finchè c'erano tratti in salita riuscivo a tenere a bada il duo, ma la sofferenza era già fin tanta!
Infatti non sapevo gestirla, tantomeno a livello mentale: i pochi lavori corsi in pista i giorni precedenti mi avevano ravvisato tale intolleranza alla resistenza prolungata nei lavori!

Terminato il tratto misto, ne esco sconvolto: Ridha mi dimostra, scomparendo tra i corti tornanti che non c'era possibilità di recupero, mentre Anselmi con un'ottima capacità da discesista, mette la freccia e se ne va!
Ero un poco frastornato: nonostante il massimo impegno stavo perdendo terreno, ma non mi scompongo e aziono tutto il mio carattere gettandomi al suo pari nel ripido inseguimento.
La tappa è breve e la discesa crea in me un certo "frastuono": in pochi attimi reagisco all'impeto dell'avversario dalle lunghe leve e la strada adesso scorre molto velocemente.
Con un'inattesa reazione chiudo sul diretto avversario nel punto in cui terminava la ripida discesa e si proponeva in piano: ero davvero stanco e poco più avanti a noi un muro da affrontare con il (poco) fiato rimasto: sapevo che ormai la tappa era agli sgoccioli.

Era solo la prima tappa, alla sua conclusione, stravolto!
Affianco Anselmi e con la forza della disperazione, lo stacco di pochi secondi allo scollinamento: agognati i metri che mi distanziavano dal cielo limpido e dall'imbocco della strada di ritorno.
Mancava solamente 1 chilometro e mezzo e nel riscaldamento sembrava più corto di quella lunga e affannata rincorsa al traguardo.
Aziono tutta la forza rimasta, ansimo senza soste, provo a rilanciare e mi getto con forza nella ripida discesa finale con tornante stretto: l'arrivo è a pochi metri, 29'55" il mio tempo.

Stremato, come se avessi subito il colpo, trovo ristoro e liberazione in una scalinata e lì vi rimango per minuti: il battesimo della corsa è superato, pochi secondi avanti al terzo posto, troppo duro come inizio!

2° TAPPA - DA PANTASINA A LUCINASCO - 12,5 KM

Le nubi del mattino non promettevano nulla di buono.
La tensione pre-gara era stata sostituita da una consapevole voglia di chiudere la tappa più difficile del Giro per mettersi in pace con se stessi.
Qualunque cosa fosse accaduta, sarei rimasto contento e ad ogni modo ero abbastanza ottimista delle mie doti di scalatore (quando azzecco le giornate!).

Dopo un lungo trasferimento in Pullman, attraversate le stradine strette liguri immerse nel verde degli alberi di ulivo, si raggiunge Pantasina, località a circa 480m s.l.m. e ritrovo di partenza.
Il freddo iniziava a metterci tutti in cauto allarme ma non abbandonavo la divisa estiva in sola canotta per via della lunga crono-scalata da dover affrontare, inserita come "prova speciale" e classificata a parte successivamente.
Lì avrei decisamente preso fuoco, nonostante le nubi minacciose all'orizzonte.

Così, in un clima più che autunnale e con le prime gocce di pioggia a bagnare i nostri capi, partiamo per la prima parte, semplicemente di "trasferimento".

Le gambe erano sicuramente indolenzite come per tutti, ma la "guerra" accesa il giorno prima aveva risvegliato i miei spiriti agonistici.
Mi lascio fin troppo andare e nel 1°K si corre troppo forte, 2'47" in netta discesa.
Calmati tutti, si continua a spingere e la strada corre via veloce per oltre 5K quando sapevo che ci aspettava la terribile ascesa.
Informatomi con gli atleti, avevo capito che più o meno si trattava di un lungo tratto senza soste come la Scala Vecchia di Monte Pellegrino a Palermo: mentalmente ero pronto allo sforzo!

Finale della Seconda durissima tappa dopo la lunga discesa:
pochi secondi dagli inseguitori
All'inizio della "cronoscalata", il tunisino Ridha sale immediatamente con il suo passo potente ed io, per non scoppiare, lo lascio subito andare via.
Le rampe, tutte in asfalto, sono dure, sempre più dure e sempre più lunghe: proprio questo crea nelle mie gambe un sovraccarico di fatica che fiacca la mia forza fisica e circa a metà scalata inizio a soffrire notevolmente.
Corrado Bado corre in maniera egregia e mi passa, ma impressiona la facilità di corsa, vista in diretta del Campionissimo dei muri verticali quale è Jonathan Wyatt che sale con tecnica e facilità, recupera un abisso di distacco e scollina in assoluto per primo!

Io da dietro arranco, ogni attimo che la strada spiana un pò mi permette di dare fiato alle fibre muscolari provate dallo sforzo prolungato, l'altrettanto dura salita di casa mia ammetto che al pari è più leggera...

Manca un'ultima rampa e si vede il santuario conclusivo con tanto di cronometristi: è dura ma è un sollievo...
Una volta scollinato, cerco di sciogliere i muscoli e mi preparo alle ripide discese da affrontare con la massima attenzione dato il fondo scivoloso: freddo e pioggia creavano un clima invernale tutto attorno.

I 2,5K finali scorrono via come il vento, riesco a cavarmela in discesa mentre Bado e Wyatt preferiscono non rischiare e li passo.
Difendo (ancora una volta) la seconda posizione per pochi secondi: è sempre Anselmi che non vuole affatto arrendersi alle sorti del giro: 44'53" di autentica sofferenza e gambe sempre più dolenti!
Michele Chiefari, attaccato ad Anselmi, è esaltante, ha corso la miglior prova tra le tre e ti fa capire che c'è anche lui nella corsa al podio!

Pochi attimi dopo il nostro arrivo, inizia a piovere in modo copioso e non ci permette di godere dell'incantevole sede di arrivo presso Lucinasco con tanto di laghetto immerso nel verde... peccato!

E si parte! Terza e ultima fatica! Giornatona soleggiata!
3° TAPPA - IMPERIA CALATA CUNEO - 10 KM STRADALI

La giornata si apre ad un sole caldo e intenso.
Le nubi della giornata precedente danno spazio ad una splendida gara su strada classica, con a fianco il Porto di Imperia costeggiato di Yacht attraccati di enormi dimensioni.
Percorso tecnicamente filante ricavato sul lungomare della splendida Cittadina marittima, in parte ricavato dall'omonima mezza maratona che si svolge a fine marzo.

Le gambe stavolta erano davvero stremate: poco elastiche, indolenzite... a poco serviva cercare di aiutarle con qualche andatura o allungo: il più era fatto e dovevo cercare di salvare la posizione sempre minacciata con una prova che almeno sulla carta era a me favorevole.

La partenza, in coppia sempre con Ridha, ci vede andar via rispetto agli altri avversari con un vantaggio sempre crescente, solo che... la sofferenza in me cresceva di pari passo!
Il tunisino correva con assoluta facilità, mi stava dando una mano nel mantenere il ritmo ma le gambe erano dure e oltre i 3'15"/Km non sapevo andare...
Al termine del primo giro, dopo circa 5K, nella zona del Porto, in un saliscendi veloce quanto micidiale, Ridha se ne va con agilità e potenza e mi stacca: inizia la VERA gara che sarà sofferta fino all'ultimo metro finale...
Mi pianto immediatamente e capisco che la gara da quel momento in poi sarebbe stata in salita, ma non dal punto di vista altimetrico...
Se il passaggio a metà gara era stato di circa 16'00", correndo da solo ed in piena difficoltà mi concentro sul mio passo e sulla gestione dei chilometri rimanenti cercando di raggiungere dei "traguardi intermedi" mentali.
Il vantaggio sugli immediati inseguitori resta più o meno lo stesso e quando manca 1K alla fine inizio a godermi anche il meraviglioso lungomare che avevo alla mia sinistra.
Stringo i denti, accorcio il passo e cerco di gestire una fatica ormai colma delle sofferenze delle giornate precedenti: sembrava a tutti gli effetti come correre il finale di una maratona molto muscolare, o peggio!
Solo gli ultimi 100m metri, in vista del traguardo sono una liberazione e, tra gli applausi del pubblico presente, chiudo rilassato la mia prova finale in 33'26".

Era il giro di boa, con Ridha, le gambe già facevano male...
Le classifiche finali, parziali e conclusive, mi regalano un secondo posto, mentre l'audio-intervista integrale, realizzata da Giovanni Certomà potrete ascoltarla sia sul sito "imperia corre" che sulla "zattera del pensiero".

Sono contento di un trend generale in costante ascesa e posso finalmente dire che il peggio è ormai alle spalle.
La mia prova in generale mi soddisfa appieno, devo essere contento di un ritorno alle gare con un podio, ma non di tutta la condizione atletica che è ancora parecchio lontana dai miei standard abituali.
Ci ho messo parecchio del mio... agonismo per contenere gli attacchi di validi avversari e della mia resistenza alla fatica prolungata che giorno dopo giorno si è impossessata delle mie gambe!

Ma tutto ciò mi ha di nuovo introdotto alla voglia VERA di sacrificarsi per qualcosa e di mettere il cuore oltre ogni ostacolo.
La mia stagione inizia da qui, adesso mi attende un duro mese di giugno nel quale cercherò di raggiungere un traguardo da me ambito da sempre: la Pistoia - Abetone, la 50K tra le più dure e difficili al Mondo e per questo affascinante!

(Ringrazio Manuela per le foto per il suo insostituibile supporto...)

martedì 21 maggio 2013

Non vale mai la pena gettare la spugna...

Determinato... per ora deve essere così!
...nemmeno quando ogni giorno appare più difficile del primo!
Palermo, maggio 2013.
Puoi dire di rimetterti in moto, in allenamento, anche tutti i giorni, ma non mentire mai a te stesso!
Io l'ho fatto subito e le settimane in cui riuscivo ad alternare corsa in acqua a corsa a piedi non potevano essere paragonabili ad una settimana intensiva e ricca di qualità.
Quando sono stato capace di chiudere una settimana di completa produttività, stando attento a non caricare troppo nè farmi del male nelle zone recentemente sofferte, sono stato felice come da tempo non accadeva ed ogni giorno è apparso un giorno in salita, ma tutto questo mi ha ridato voglia di lavorare e di sacrificarmi.

Me ne sono accorto da certi atteggiamenti che in inverno usavo con sempre maggiore abitudine, tagliando sui recuperi, sui chilometri, sul defaticamento, anche a causa di svariati fastidi muscolari legati al freddo umido.
La vocazione al lavoro, alla quantità unita alla qualità ed all'atteggiamento applicato ad ogni singola ripetuta, seppur rallentata da una condizione tutta da ricostruire fanno ben sperare.
Ciò che ho pensato al termine di un lavoro di potenziamento in palestra andato tutto liscio, è stato: "Ciò che ti fà fare la mente ha dell'eccezionale, non credevo più di riuscirci!".
Erano le Sette di sera, il sole iniziava a calare, la temperatura gradevole di una giornata soleggiata...
E così è stato, un approccio mentale alla fatica che spero mi porterà a compiere a breve l'impresa sulla distanza che ho perso a causa dell'infortunio.

Le molle della motivazione, scattate credo proprio a Terrasini Half, laddove sarà sembrato alla maggior parte della gente una mia "corsa" verso l'anonimato, forse non mi avrà visto giungere al traguardo, provato e privo di forze.
Ce l'avevo messa tutta, un autentico sacrificio ed un pensiero lungo quei 7 K finali dove mancava cattiveria agonistica e mordente, laddove le gambe non fossero pronte a tale sforzo.

Due giorni di recupero fisico e costante fatica a mantenere il ritmo dei 4'00/Km nel lungo...una autentica offesa al mio stile di corsa da molti anni a questa parte...
Ma non mi abbatto così facilmente e per questo periodo sarà solamente lavoro solitario, duro e dovrò lasciar fare i pochi giovani rimasti a correre in una certa maniera.

Mercoledì 08, con una sorta di timore e incertezza, mi affacciavo nuovamente all'atletica seria: sapevo che l'allenamento in palestra mi avrebbe ridotto ai minimi termini ma non importa, dovevo terminarlo!
Come temevo, il problema principale è stato quello di ridare tono a tutta la muscolatura delle gambe, lasciandomi aiutare dall'istruttore e caricando un pò meno nella zona del gluteo (1/2 squat soprattutto) dove ancora rimaneva del dolore latente.
Com'ero ridotto... ma non perdo mai la voglia di dare tutto!
Un indebolimento generale era evidente, da tempo, conscio che non ero più in grado di cambiare ritmo nè di correre forte in salita, patrimoni fondamentali da ricostruire!
Il fartlek susseguente, dopo tanto lavoro di forza mi portò ad uno sforzo soprattutto mentale: terminare il 10 x (2' Forte + 1' Piano) che solo nel finale ha visto in me correre con un minimo di criterio.
Non stavo più in piedi alla fine, ma contento!

Altri due giorni per recuperare, dolori sparsi, che ti farebbero gettare la spugna, ma non per me, che finalmente vedevo un inizio da qualche parte.
Ancora al venerdì non sapevo correre bene, mi aspettava un duro lavoro di salite al sabato, giorno 11...
Adoro le sfide, mi sentivo come uno scolaretto al primo esame, dopo tanto tempo.
Guardavo in modo differente la rampa di Monte Pellegrino Scala Vecchia, da aggredire e con un minimo di preparazione.
E finalmente mi impegno, do tutto e cerco anche di trovare un margine alla fatica, come è giusto fare in allenamento, senza sacrificare troppo i tempi, otto dure lunghe rampe...
Non pretendevo subito grandi tempi, ma alla fine è andata oltre le più rosee previsioni: 2'10" - 2'15" - 2'11" - 2'12" - 2'13" - 2'11" - 2'15" - 2'10".
Il 3K finale in altri tempi l'avrei saltato o peggio iniziato nel punto più comodo per poi fermarmi a metà strada e invece, diligentemente recatomi al punto di partenza poco lontano, mi sono lanciato alla lotta contro il cronometro.
Non giravano, non giravano!
Le gambe erano stremate, assenti in ritmo e forza.
Il 1°K totalmente in discesa diceva male: 3'08", ed il secondo tutto in piano meno che positivo: me ne accorgevo ma non disperavo.
Credo che all'ultimo K abbia gettato la spugna indurito com'ero e chiuderò in 10'09", terribilmente lontano dai tempi migliori.
Ma non importava, avevo concluso la settimana ed un lavoro laborioso, ero tremendamente contento.

Intanto allo Stadio sparava lo start dei 3.000m Siepi ai CdS Societari con i gemelli Zoghlami del Cus Palermo ottimi interpreti della disciplina ed uno di loro finalmente sotto i 9'00", un "muretto" poco distante l'eccellenza!
Un pò, ma solo un pò desideravo essere presente ad una gara in Pista, ma gli obiettivi in testa sono altri... l'anello rosso mancherà quest'anno...

La settimana corrente riparte sulla falsa riga, ma con più chilometri e meno indolenzimenti nelle gambe.
Lunedì 13 il Coach mi rimanda in palestra: lavoro tanto sul tibiale, sui bicipiti femorali, sui quadricipiti e noto che la destra in questi punti è più carente... serve tanto lavoro costante e tonificante, ma riprendo forza, lo sento.
Foto S. Arculeo - Per davvero correvamo in acqua a Mondello!
Il lavoro dura tanto, non manca nulla stavolta ed il temibile 1/2 Squat lo eseguo gradualmente con coppie ripetute di 12Kg - 32 Kg - 42 Kg e non mi prende alla sprovvista.
Dopo tanto lavoro riparto e mi dirigo allo Stadio.
I 30 x 100m voglio correrli allo Stadio, tutti, e decido di recuperare in corsa, 100m in circa 30".
Quanta grinta ci metto, trovo belli e facili i rettilinei, i piedi spingono, il recupero dura poco e non mi abbatto, lascio contare il cronometro al posto mio...
Le Energy Boost sono ai miei piedi, in palestra sono ottime, morbide e non si comprimono, in Pista sono felpate come un guanto.
Manca ancora tanto, soprattutto l'agilità, ma non esiste un cento che non corro con impegno, i tempi tra 17" e 18", ma va bene così!

Ambassador... e ti vengono i brividi!
Il coach decide che è ora di fare salite nella collinetta su strada asfaltata più dura che c'è in Città e di correrli con gran margine di recupero: 10 x 200m (di cui il secondo 100m verticale!) con R. 2'30".
Le gambe sono pesanti, ma la mente non si arrende: prova dopo prova mi avvicino ai miei migliori tempi e sono soddisfatto: tra 40" e 44" la serie.
Non importa se il lavoro finale, ricavato fuori dalla Pista perchè c'erano gare, di 1070m e 535m in "turf" vengono così così: 3'24" e 1'32" ma sento che il motore sta tornando a ruggire... nonostante la fatica!

Un ultimo lavoro di quantità ma meno di qualità lo svolgerò al sabato 18: impossibilitato a causa di una manifestazione promozionale di correrlo allo Stadio, dovrò ripiegare su una Villetta calda e soleggiata che non gioverà al mio stato di stanchezza generalizzato: i chilometri iniziano a sentirsi sulle gambe!
5 x (circa 550m Forti - R.415m - 415m Forti - R.415m - circa 300m Forti - R. circa 300m) di un complicato Fartlek elaborato in cinque minuti viste le geometrie del mini-parco.
Sarà dura concluderlo e senza buoni riscontri, ma il lavoro paga, paga sempre.
Una domenica di doppio lungo a chiudere un primo step di lavoro.

La mia prossima gara si chiama "Imperia a Tappe", Miki un mio caro amico che crede tanto in me, ha fatto in modo di avermi al via: sarà un impegno importante nel quale finalmente potrò provare ad esprimermi al meglio e aprire un nuovo capitolo...su strada, giugno prossimo!
24-25-26 maggio, tappe da circa 10K l'una di cui una a Crono - Scalata!
Sono motivazioni importanti, responsabilità nei riguardi di chi ha fiducia in te e che mi aiuteranno ad allenarmi tutti i giorni in modo positivo.
E' tempo di lasciarsi il peggio alle spalle, ho scelto di farlo correndo tanti chilometri, contro il caldo, contro i guai che già di questi tempi mi mettevano in seria difficoltà...

giovedì 9 maggio 2013

Terrasini Half e si rivede la luce, anche troppa!

Partenza, un successo per l'organizzazione!
Terrasini (PA), 05 maggio

Calda e soleggiata, come ogni anno, è un calvario questa corsa se non ci arrivi preparato o senza tanta voglia di correre.

Quest'anno in particolare, l'effetto-abbronzante è stato quantomai abbondante e si è trattata di una autentica botta di caldo a cui nessun podista era effettivamente preparato.
Fortunatamente solo un caso di lieve malore dovuto al caldo nella parte finale della corsa.
Sarebbe utile anticipare di mezz'ora la partenza il prossimo anno, al fine di scongiurare eventi spiacevoli in una giornata sportiva degna di un autentico successo, con oltre 1.000 partenti da tutta la Sicilia.

L'ultima settimana è stata in costante crescendo tanto da notare che finalmente non troppi erano i fastidi che avvertivo nel correre i chilometri.
Il clima caldo e un'adeguata alimentazione ricca di proteine e fibre ha portato in remissione i dolori e gli acciacchi dovuti all'inverno freddo/umido.

Finalmente potevo tornare a mettermi le scarpe da gara ed un pettorale :-)
Un allenamento propedeutico al prossimo periodo di potenziamento l'ho svolto appena giovedì 02 maggio correndo per intero la Salita pendente della Scala Vecchia di Monte Pellegrino fino alle antenne Rai.
Prime fasi di gara, sul lungomare e gruppo compatto
Non stavo molto bene ed avevo paura di farmi male... di nuovo!
Nonostante ciò correre in salita mi ha permesso di non avvertire problemi e potenziarmi... un modesto 25'30" in vetta, tanta fatica e via di ritorno a casa, ma dal giorno susseguente le cose andavano migliorando!

Senza nessuna velleità o pretesa nei miei riguardi, ho cercato la domenica di Terrasini di onorare la mia presenza con una corsa il più in difesa possibile.
Campo di partenti davvero di prim'ordine, con Vincenzo Agnello (RCF Futura Roma) capofila fresco di un under 31'00" nei 10.000m sotto un autentico diluvio corso in Lombardia e un notevole 8'34" nei 3.000m.
Sul fronte amatoriale, diversi protagonisti, tra cui gli ex professionisti Francesco Ingargiola e Francesco Bennici.
Lo start, come sempre suggestivo e seguitissimo dalla stampa locale specializzata, ha visto finalmente il via da Piazza Duomo, dopo due anni di chiusura per ristrutturazione.
Ripristinati i classici 3 giri del percorso che, anche garantiti dal mio Timex GPS Run Trainer, risultavano con precisione misurati nei classici 21,097 Km.

Momento dell'attacco, al 2° giro
Primo chilometro, in leggera ma costante salita, ed è Giovanni Soffietto (Universitas Palermo) a condurre la testa della corsa costituita da tutti i principali protagonisti, inclusi altri forti runners come V.M. Catania e S. Geraci, con un forcing costante: il cronometro segna 3'11".
Il forte atleta partinicese non si arrende e costantemente tiene la testa di tutto il primo giro che nella fase di passaggio nel lungomare, seppur controvento, presentava un momento di gradevole ventilazione e protezione dal caldo che iniziava a crescere man mano che passavano i chilometri.

Non ho potuto far altro che bere ad ogni occasione e stare nella difensiva.
Il secondo giro, infatti, vede subito una violenta iniziativa di Geraci che sfrutta tutto il lavoro di Soffietto e striglia il gruppo costringendolo ad una lunga fila indiana.
Da dietro, Ingargiola e Agnello non mettono il piede avanti e stanno a guardare...
L'iniziativa presa dal corridore dell'atl. Bellia mette a dura prova la mia resistenza e provo ad usare il più possibile i piedi e la frequenza...la forza è tutta da ricostruire purtroppo!

Così, nell'esatto momento in cui inizio a sentire forte fastidio dovuto all'eccessivo surriscaldamento del corpo, inizio a cedere il passo proprio al termine del giro di boa posto all'inizio del tratto sul lungomare.
Si fraziona il gruppo ed il terzetto Agnello - Ingargiola - Bennici se ne va di ritmo.

Con il Vincitore, Vincenzo Agnello
Resto a guardare, reagisco e provo a stare con Geraci ed un Catania che gestisce bene il passo e preferisce non attaccare ma punta sul forcing e sul ritmo.
Avrà ragione di noi due, andando via poco più avanti, al termine del secondo giro nel rettilineo di ritorno, ormai sempre più caldo e rovente.
In pratica, pochi chilometri prima, provo inutilmente ad attaccare, ma nella fase intermedia di passaggio nel Villaggio dei pescatori (un rapido sali-scendi), sia io che Geraci veniamo infatti recuperati da Vito Massimo Catania e poi staccati dal suo incedere deciso.

L'ultimo giro è ormai imminente, resto solitario e non ci sono più forze nelle gambe.
Il crono parziale di questa ultima tornata sarà uno strazio e per molti tratti, tra le difficoltà del caldo e la stanchezza muscolare toccherò punte di 3'35"/Km.
Ma non mi vergogno, la vita di un atleta è fatta di alti e di bassi e con due settimane corse partendo da zero, con prudenza, a volte sconforto e lunghi di appena 1h, non c'è miglior esordio che un deciso rientro alla realtà!

Stringo i denti, gli avversari sono ormai lontani e cerco solamente di difendere la 5° posizione giacchè Francesco Bennici lo vedrò ritirarsi all'inizio del terzo e ultimo giro quando Vincenzo Agnello, là avanti, segnerà le sorti della sfida con una progressione che piegherà anche la resistenza del Campione Francesco Ingargiola.
La classifica parla chiaro, bella affermazione della giovane promessa di Misilmeri ed 1h14'07" per me che non dice molto ma che ha scatenato una scintilla importante.
Splendido dettaglio della Cala Rossa a Terrasini :-)
Temevo tanto per ulteriori ripercussioni fisiche e tagliare il traguardo solo con "l'attenuante" di essere esausto in fondo è stata una bella notizia.
I brutti problemi sono ormai alle spalle e posso tornare a correre tutti i giorni costruendo qualcosa dopo questo importante test.

Ci sono rimasto molto male nell'aver perso l'occasione di correre la lunga distanza, l'estate da ora in avanti servirà a creare le basi solide per un appuntamento imminente con una 42K, o forse lunga... qualche chilometro in più ;-)

(Ringrazio l'organizzazione della Terrasini Half, gli amici vicini e lontani, Sicilia Running e Trinacria Palermo per le Foto)

mercoledì 1 maggio 2013

Chiudi gli occhi e... riparti!

Tratto da www.passionandpower.it
Palermo, aprile 2013.

Un mese, o poco più.
Tanto è durata l'attesa per poter riuscire a riprendere gli allenamenti e senza poter ovviamente imprimere un piglio agonistico all'attività.

C'è di stare attenti per evitare nuovi problemi o ricadute e tutto a causa di una stupida caduta!
E' stata una dura, durissima lezione e nulla di quanto possa sembrare spavaldo l'averla descritta: un ostacolo alto una decina di centimetri non lo si può paragonare ad una "bravata", ma così è andata e tutta la fatica occorsa a riprendere (oltre gli strascichi di indolenzimento generalizzato) l'hanno resa una dura tassa da pagare a questo anno così negativamente iniziato.

L'aver dovuto fare i conti con i vari problemi fisici del post caduta mi hanno portato a tenermi in allenamento con la corsa in acqua che tuttavia è stata possibile solo da metà aprile in poi visto il clima ancora freddo che imperversava.
Oltretutto l'indolenzimento tendineo persistente nell'area della caduta è passato molto lentamente di settimana in settimana notando un deciso miglioramento quando sono stato in grado di correre solamente in salita.
Di lì qualche duro ma spensierato allenamento è iniziato con la ovvia conseguenza di trovarmi "devastato" da indolenzimenti sparsi in tutte le gambe!

Tutt'ora devo stare attento a non esagerare con gli allenamenti e l'intensità.
Non è affatto facile visto che la voglia di riscatto è applicata ogni qualvolta che ricalco la pista ma qualche nota positiva c'è.

I noti problemi al peroneo, grazie all'ausilio del plantare sono sotto controllo e sono riuscito a correre in pista senza grossi problemi.
Confido, una volta assorbiti i postumi della caduta, di ritrovare completa efficienza meccanica.

La lunga distanza sarà l'occasione per ritrovare continuità e temo che la pista sarà messa di lato per quest'anno.
Tra l'altro l'occasione di correre il C.d.S. di 10.000m in pista è andato perso causa questo infortunio e sono molto rammaricato per questo mese buttato via insieme ai Campionati Italiani di Maratona...

La prima settimana di allenamenti è stata dura, durissima.
Ma non è la prima volta che riparto da situazioni analoghe a queste e bisogna tenere in conto che i primi riscontri saranno sconfortanti.

Così come sarà la Terrasini Half, prevista per questo prossimo 05 maggio.
Sarà un test, un ritorno alle gare dove dovrò chiudere gli occhi e semplicemente... dare tutto me stesso, magari senza esagerare!

(Cambio di registro, nuove iniziative, promuovo il blog sportivo "Passion And Power" che mi vede protagonista insieme ad altri sportivi illustri!)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...