41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo
Un Sogno Ad Occhi Aperti...

mercoledì 7 ottobre 2015

Perchè Berlino è la Regina delle Maratone In Europa

Così voglio ricordare questa Berlin Marathon, urlante e festante
(e la gente attorno a me attonita nello sforzo)
Berlin Marathon, da un differente punto di vista... 27 settembre.

Berlino è una Metropoli tra le più importanti d'Europa, sicuramente da visitare perchè offre tanta cultura e vive di molti tristi ricordi del secolo scorso.
Alle volte vorresti scappar via dai luoghi che rievocano pagine di storia che mai avremmo voluto leggere, noi che siamo venuti al mondo molto tempo dopo, ma è corretto venir lì e documentarti dei fatti realmente accaduti.
Ogni giorno vedevo scolaresche intere girare i musei e imparare qualcosa di nuovo, non scritto sui libri di storia.

Le generazioni attuali e future in Germania vivono serene, si sente, mentre le persone più grandi hanno ancora dentro i loro animi un ultimo ventennio passato a conquistare la vetta economica del Vecchio Continente.

Metropolitana spartana ma efficiente, puntualità "tedesca", larghi vialoni e nemmeno troppo alti palazzi che non ti fanno rievocare lo skyline newyorkese, aperti alla multiculturalità ma soprattutto... alla multipla scelta di mezzi di locomozione.
A Berlino in tantissimi si muovono in bicicletta e per me osservare i tanti mezzi a due ruote ecologici (tutti rigorosamente con luci segnaletiche accese avanti e dietro) è da sempre un vezzo: i giovanissimi sfrecciavano lungo la striscia di marciapiede riservata ai ciclisti e dopo un breve periodo di adattamento mi resi conto che il maggiore pericolo veniva più dai ciclisti che dagli automobilisti!
Peccato che le biciclette fossero quasi tutte prevalentemente nere o grige, in tutte le tonalità...

La Berlin Marathon, presentata semplicemente come la Maratona dei Record, qui il tentativo lo provano ogni anno e spesso si sfiora l'impresa portando il vincitore a realizzare sempre qualcosa ai limiti dell'umano.
E per ottenere tutto questo la formula è molto semplice: gara veloce, prevalentemente pianeggiante (ho contato credo due miseri cavalcavia in tutta la 42K), clima gradevolmente fresco avvinghiati dai vialoni alberati e, soprattutto, tanta ed agguerrita competizione.

La vigilia della Maratona sorge su un clima di festa.
Il Muro di Berlino, fa parte della storia,
la triste storia addolcita da mille colori
Già da qualche giorno in Città da turista, il mio compito era di correre come Pacer delle 3 ore di tempo finale, un incarico di tutto relax motivato da ragioni di Sponsor (che mi ha omaggiato soltanto dell'iscrizione) che ho accettato ben volentieri visto che ancora ero molto indietro nella preparazione a causa di molteplici impegni e, principalmente, del clima caldo sempre più difficile da gestire a Palermo.
Una mattina passata a visitare l'Expo Maratona può anche bastare, spazi di alto livello come una Major Marathon deve possedere, con tutte le novità del settore nel campo del Running: si trattava di un'area espositiva nata su un vecchio hangar di aeroporto.
Tanta, tantissima gente già presente sin dall'apertura dell'Expo e moltissimo entusiasmo dipinto sui volti variopinti della gente: come previsto gli economicamente ricchi popoli dell'Oriente avevano preso d'assalto la Città in poche ore.

Al mattino del sabato, come detto, mi trovo inconsapevolmente presente alla Breakfast Run, pre-gara per divertimento gratuitamente offerta dall'Organizzazione per sciogliere la tensione che verrà il giorno dopo.
Una volta scoperto il deliziosissimo Parco dove è situato il Palazzo Reale, avevo deciso di correre il fondo lento lì, partendo ovviamente dall'Hotel.
Senza saper leggere (il tedesco ovviamente), non ero conscio di dove si sarebbe tenuto il raduno e caso volle che incontrassi anche gli amici dell'Alto Adige!

Porta di Brandeburgo, I'll be back!
Una 5K di tutto relax, che alla fine portava all'Olympia Stadion: ha fatto un piacevole effetto calcare quella insolita pista blu, così moderna immersa in un contesto di storicità pazzesca!
Ero entusiasta e senza (ancora una volta) capir qualcosa, mi ero reso conto troppo tardi che l'allegra corsetta terminava lì e grazie ad un passaggio dei miei amici potei tornare in Hotel.

Avrete capito quanto fossi tranquillo e disinteressato, il che ha lati positivi, ma non si può negare quanto fosse grande la curiosità di rivivere momenti di altissima atletica, immerso in un fiume di oltre 40.000 persone, festanti, intente ad inseguire un sogno.

Questa volta il sogno avrei dovuto aiutare io a raggiungerlo e la forte eccitazione che mi aveva portato a questo gesto altruistico, è stata ripagata con un'esperienza a larghi tratti bella, comunque da raccontare.

Posto a circa 50m dalla Start Line, il gruppo di maratoneti attorno a me non spingeva nè si agitava e tantomeno allo sparo ci sono stati strattoni o spintoni per partire: altri 30 secondi di orologio e partiva ufficialmente la mia gara "differente".
Un clima così rilassato è surreale, ma siamo in Nord Europa, la gente lì è civile ed educata...

Posto lì, con tutto attorno centinaia di gente che ti sfrecciavano o ti correvano accanto, è stata euforia: urla, entusiasmo alle stelle, clima di festa.
Ma dopo qualche chilometro, assestati gli animi, nella mia piena tranquillità, inziai a calarmi nel ruolo di metronomo umano e capii che correre "nella pancia del gruppo" è difficile per chi non è abituato come me.
Era un continuo sorpassarsi, gente che ti avanzava e dopo poco arretrava, che trovavi a fine gara sempre accanto a te senza nemmeno rendertene conto, immersi in un contesto dove il tifo era caldo ma non eccitante come ricordavo nelle Major.
Bastava ed avanzava per spingerti oltre... ma questa volta per loro ci stavo io.

Un paio di podisti avevano capito l'importanza del Pacer e si erano incollati a me, erano diventati i miei nuovi amici, non avversari.
Questa in fondo è la differenza sostanziale dal "gareggiare" rispetto ad "offrire un servizio alla corsa".
Se puoi fare qualcosa per loro, se puoi dargli un incitamento, se puoi prendere da bere o fornirgli un gel, lo fai senza pensare al peso del cronometro, per me, quel giorno leggero leggero.

Gruppo normalissimo di Pacers, felici, puntuali ed affidabili!
L'esperienza dell'area rifornimenti è stata un qualcosa di inenarrabile: abituato ad avere sempre pochi atleti attorno a me, educati a mettersi in fila e prendere al volo da bere, qui era un caos di bicchieri per terra e pericolosi zig-zag per afferrare l'ultimo bicchiere di plastica colmo d'acqua disponibile: amici runners, siete stoici a competere in mezzo a tanta folla, quasi dei combattenti per la conquista del metallo pregiato, la medaglia di finisher!

Il ritmo notavo che era rilassato e provavo comunque ad osservare il panorama che viaggiava intorno a me rapidamente, immersi in una giornata splendente ma fresca fino alla fine.

Avanti a me un serpentone di gente lunghissimo, dietro chissà cos'altro, tantissima gente fino alla fine... ed ero appena il riferimento delle Tre Ore, impensabile alla vigilia.
A fine corsa, stimavo di trovarmi in una posizione attorno alla 700ma posizione, mentre invece sarà quasi il doppio la conta finale, con oltre 50 atleti attorno le 2h20' di tempo finale!

Incredibile, questa è Berlino, una certezza per i tanti che si cimentano ed è la migliore posizione in cui ti possa trovare per migliorare il tuo Personale, perchè se non lo vuoi fare tu ci pensano tutti i tuoi avversari che ti trascinano fin oltre il traguardo, oltre il pubblico sempre e comunque festante.

Era la Mezza Maratona ed urlavo l'avvenuto passaggio con enorme entusiasmo, alzando le braccia al cielo, festante, come un bimbo; era il 30°K e rammentavo agli eroi del giorno che la vera gara iniziava lì e li spronavo, era il 35°K e promettevo loro che non li avrei mai mollato, fino alla fine.

Fantastico, in tanti mi hanno ringraziato, con quello sguardo che solo chi ha terminato la Maratona sa regalarti!

L'arrivo tanto atteso è da emozionarsi, il pubblico a 500m dalla fine è in continua festa e viaggi sulle ali dell'emozione, quando oltrepassi la Porta di Brandeburgo tra te e l'arrivo ci sono ormai poche centinaia di metri: dovrò tornare a Berlino soltanto per vivere l'emozione di spingere con tutte le energie rimanenti fin sull'arrivo e dire: ce l'ho fatta!

La differenza tra una maratona "normale" ed una Major:
tantissima gente che ti coinvolge!
Questo arrivo è stato divertente, un concentrato di felicità, ma non ti realizza e non ti lascia tutta una serie di ricordi intensi che solo spingendoti al limite, solo rischiando di non farcela puoi portare con te.
La Maratona infatti è questo, la felicità nel tuo cuore è pari alla fatica nelle gambe ed alla sofferenza nella tua mente, ma solo una volta ottenuta la medaglia al collo, ad ogni occasione!

Torno quindi a casa sicuramente con una medaglia fantastica, con un'esperienza nuovamente entusiasmante e con la speranza che da questo momento in avanti le cose vadano sempre meglio e senza intoppi: ormai ho capito che insistere a questa età e in questo sport non fa bene e da troppi anni le caldissime estati mi hanno sempre regalato infiammazioni tendinee più o meno serie: dal prossimo anno farò di tutto per essere al via della Maratona di Berlino ma per riuscire nell'impresa dovrò lasciare Palermo per qualche settimana...

Sarà dura, ogni qualvolta che visito un posto nuovo rifletto a quanto sia triste aver lasciato ai barbàri miei concittadini le chiavi della mia Città, splendida perla del Mediterraneo con un potenziale infinito ma ormai allo sbando...

giovedì 17 settembre 2015

Acchianata a Santa Rosalia - L'essenza mistificante della Corsa.

Il Tris è Servito, l'Acchianata è Mia!
Palermo, 13 settembre.

Correre è fatica, sofferenza, impegno e dedizione.
Accadono situazioni speciali nelle quali quando corri su percorsi "benedetti" dove tanti fedeli nemmeno tanto abituati ad usare i loro principali mezzi di locomozione, le gambe, almeno una volta l'anno fanno l'enorme sforzo di lasciare il loro mezzo di trasporto preferito, l'automobile, in un clima misto fra mistificazione e speranza.
La nostra "Santuzza", Santa Rosalia protettrice della Città di Palermo, è lì, ad ogni curva, ad ogni angolo, la sento e la penso mentre salgo in allenamento, da almeno quasi un ventennio ormai, e non c'è un giorno che non apprezzi la poesia di quei luoghi che rifarei senza mai stancarmi.
Nel periodo di settembre in tanti salgono (acchiànano in dialetto) anche a piedi scalzi, in pochi addirittura in ginocchio implorando un miracolo, un aiuto divino ed in tempi di così scarsa devozione, vedere un segno così importante ancora oggi fa molto piacere.

Noi podisti, invece, troviamo il pretesto per correre sfiorando le vette più alte dei cieli che solcano la Città per giungere in uno dei panorami più belli d'Italia conosciuti da pochi e raggiungibili da qualsivoglia turista in giro per la Città semplicemente con l'autobus di linea "812".

Scorgere dall'alto uno dei panorami più belli mai visti e che posso
godere sempre...
E così qualche anno fa nacque la gara ufficiale dell'Acchianata ed oggi, dopo un anno di assenza è riproposta in memoria del nostro amico scomparso prematuramente, Mario Ferrara.

La mia assenza da questa gara risale dal 2012 e volevo a tutti i costi essere presente, conscio che da quella data il percorso venne cambiato aumentando la difficoltà con il passaggio ad una vetta più elevata ed una discesa su un tratto di circa 800m di Trail molto tortuoso e pericoloso in caso di pioggia.
Conscio di questa difficoltà aggiunta, mi apprestai lunedì 7 scorso a fare un sopralluogo sulle vette più alte che conosco curva dopo curva, pendenza dopo pendenza, fino ad arrivare al luogo denominato "delle antenne".
Da lì, dopo aver affrontato tutta quella salita a fartlek, provai per ben due volte il tratto Trail imparando bene il percorso e cercando di memorizzare ogni difficoltà e insidia.
Tale tratto è parte dell'Ecotrail di Monte Pellegrino, che si disputa ogni anno abitualmente nel mese di marzo.

Speravo solamente che non piovesse troppo in Città e non sono stato smentito: in quest'ultima settimana troveremo un caldo da clima ferragostano!!!

Particolare dei fedeli che scalavano insieme alla
nostra gara la Montagna Sacra
Messo a posto questo tassello, ho potuto continuare ad allenarmi in proiezione di un aumento dei chilometri, anche se ancora il fastidio che mi porto da un mese circa non accenna molto a diminuire nonostante le dovute cure.
Mercoledì 9, corso un farlek in Villetta, da 10 x 815m (il giro intero) con recupero 415m a ritmo più blando, corsi in maniera non proprio esaltante, mi sono dedicato a correre due giorni dopo un lungo con annessa salita di 1h 45' e chiedere a me stesso "come sto".

Non starei male se magari si corresse ampiamente sotto i 30°C ma ancora così non è, c'è ancora troppa afa e devo impegnarmi molto per raggiungere (prossimamente) il target delle Due Ore - 32 Km.

Una puntatina al Parkrun al sabato 12 mattino - unica tappa italiana il Parco Uditore di Palermo - con nuovo record del percorso, poco sforzo - massimo risultato, e via verso la gara più importante dell'indomani :-)

Ma intanto domenica 13 si avvicina ed arriva, con un sole splendente e molto forte.
Partenza ore 09:30 dopo la commemorazione di Mario Ferrara e di un nostro compagno podista del Marathon Monreale deceduto poche settimane or sono per un malore improvviso...

Grazie Sicilia Running per le Foto!
I primi 500m di lungo rettilineo già ti chiariscono come stanno le cose, ma il massimo impegno è dovuto per capire come stanno gli avversari.
Un folto gruppo di fedeli che scalano lentamente queste antiche strade di pietra liscia, provano a darti strada all'ultimo per non impattarti, tra il sorpreso e lo sgomento... immaginavo pochi attimi dopo il nugolo di podisti affannati che avrebbero trovato!
Uno in particolare, Filippo Porto dell'Universitas Palermo non sta poi così male e mi segue a poche decine di metri che presto diventano un centinaio.
Sono i primi tornanti affrontati, i più difficili dell'intero percorso; mi volto con molta fatica e dopo la serie molto ripida che porta alla prima piazzetta sul Monte, Mezzarancio, non mi volto più a controllare perchè soffro maledettamente.
Il crono non è scoraggiante, 6'48", e mi incita a proseguire.

I piedi iniziano a scarseggiare e provo ad accorciare il passo e motivo me stesso puntando obiettivi più lenti di me.
Molta gente sul percorso ma tutto sommato innocua, tra persone più o meno giovani, capivo al volo da che parte deviare per non intralciare il loro incedere, ma non doveva essere al contrario? :-O

In fondo conosco così bene la strada che diventa prassi scalarla per la mente, meno per il fisico che è sempre provato, specie al mattino che non si è molto pronti a sforzi così intensi.
Avrei sperato di chiudere l'agonia all'ultimo lungo rettilineo che porta alla fine della Scala Vecchia (e che conduce al Santuario), ma il tratto aggiuntivo lo conosco bene e porta ulteriormente alle Antenne, un tratto di altri 6 minuti (circa) in asfalto a tratti molto duri da gestire.

Grazie Adriana - Foto a Metà Salita!
Ma ormai il più era fatto e avrei potuto "riposarmi" nel tratto Trail in discesa da guidare con molta intelligenza.
Giunto alla sommità in 25'34", inizio il difficile tratto con molta concentrazione, annebbiato dalla temporanea fatica e per qualche centinaio di metri mi lascio trascinare dalle gambe poco elastiche e molto stremate.
Smaltita rapidamente cotanta difficoltà, trovo il ritmo e ricordo bene ogni insidia meglio di prima e, con tutta l'accortezza del caso senza prendere rischi, copro il tratto in discesa in 5'28" circa, migliorando di un minuto rispetto al lunedì del Briefing.
I Briefing sono da sempre l'arma segreta degli agonisti del Trail Running!

Ormai l'arrivo è vicino, è così ampio, arieggiato, spazioso, non c'è un'automobile, la triste civiltà e relegata sul livello del mare ed il respiro adesso è più rilassato.
C'è ancora un'altra breve pendenza da superare, l'arrivo alla piazzetta del Belvedere lassù, mi riempie sempre il cuore, sia che si tratti di un allenamento in un anonimo pomeriggio o che si tratti di un arrivo con una tempesta impetuosa o addirittura sotto la neve (come nel dicembre scorso).

L'arrivo in Vetta è una liberazione!
L'elettricità in corpo scorre viva, la gara avrà una valenza tutta sua, ma il Titolo Regionale di Corsa in Montagna per il Good Race Team è conquistato!
2011 - 2012 - 2015 vinco la gara, seppur in condizioni climatiche e distanze differenti ed è sempre una bella emozione!

Il crono non è affatto male, considerato il forte caldo e l'aver corso al mattino, posso ritenermi soddisfatto, almeno sulla distanza dei 10K sono in buona condizione di forma.

E' il momento di cambiare marcia e provare ad incrementare chilometri e impegno, per riuscire a correre una buona 21K e più avanti chissà.
Sono indeciso, lo ammetto, ma giornate come queste ti mettono di buonumore... uscire ad allenarti sapendo che hai donato il tuo impegno in quelle rampe ardue ma benedette da oggi sarà ancora più bello!

(Ringrazio Sicilia Running per le foto ed il servizio e la sempre brava Adriana P.)

venerdì 4 settembre 2015

19° Volata Napola Mokarta - Numeri Uno in Sicilia

Per una volta i protagonisti nella foto sono gli uomini in bianco...
Gli Eroi della Volata Napola Mokarta
Napola (TP) - 30 agosto.

Credetemi se dico che è un privilegio essere schierato al Via della più importante manifestazione podistica della Sicilia, titolo e onore (che resta pur sempre un mio parere) suffragato dai fatti: classifica in mano ed emozioni vissute non ho potuto far altro che respirare un grande evento, cosa che manca ormai da troppo tempo.
Inevitabile fare il paragone con altre Grandi Classiche 10K regionali, molto più antiche e blasonate ma c'è ben poco da fare, Napola con il grande lavoro di un gruppo di persone umili ed infaticabili, ha saputo meritarsi questo titolo, quello di Regina d'Estate.

La mia gara è stata nelle retrovie, questo è vero, ma ho lottato con validi avversari ed ho provato a restare attaccato alle più giovani promesse con almeno 10 anni in meno di me.
Ma non guardo i pochi capelli grigi allo specchio in questo momento, ho un desiderio di continuità che, rotto il duro incantesimo del caldo - umido insostenibile di questa estate, mi regali nuove soddisfazioni.

Mito Vivente, non ha bisogno di
Presentazioni...
Nell'ultimo mese di agosto, infatti, ho lavorato bene e, conscio di aver effettuato gli esami del sangue senza nessun problema di sorta (ed alle volte un atleta può crearsi nella propria mente convinzioni che in realtà non esistono), ho pian piano messo a terra delle buone basi per un autunno in crescendo.
Un lieve problema spesso può bloccarti ed in questo momento un pensiero c'è: nelle ultime due settimane ho dovuto rallentare l'intensità degli allenamenti e non ho potuto più doppiare ma sto cercando di risolvere questo inconveniente ed in fretta.
Non mi voglio esprimere su quale sia questo problema ma la sua scarsa rilevanza non deve portare a tralasciarlo: da questo genere di mentalità possono nascere i guai fisici irrisolvibili...

Napola, quindi, a risultato ottenuto, mi restituisce la consapevolezza che ci sono delle salde basi e per uno come me, è molto facile trovare esaltazione.

Se mi venisse chiesto: "cosa ti ricordi di questa edizione della Volata maggiormente?" potrei rispondere tutti gli anni la stessa cosa e cioè, quella tremenda lingua di asfalto bagnata dagli ultimi raggi solari ed in particolare, l'inseguimento al compagno di via, il marocchino Idrissi avanti a me di una ventina di secondi.

Lo spettacolo è assicurato, il format della gara non ha pari, una manifestazione che resiste alla crisi e che presenta prima della 10K internazionale le batterie brevi per i più piccoli e successivamente le due serie amatori/master, maschili e femminili.

Anche in queste gare il livello è molto elevato ed almeno nelle prime posizioni molti di questi runners saprebbero dare filo da torcere anche al sottoscritto, almeno in queste condizioni.
Non li invidio invece per il sacrificio che devono accollarsi, cioè di correre con il caldo delle ore pomeridiane, davvero estremo.

Ori e allori Siciliani
Ogni anno gli sponsor principali restano confermati, segno di entusiasmo guadagnato tutto attorno alla corsa che riscuote successo ed anche per chi si trova alla prima esperienza, vorrà decisamente correrla il prossimo anno!
Ospite d'onore quest'anno è stato il Campione del recente passato nei 3.000m siepi Alessandro Lambruschini ma vorrei citare la sempre importante presenza di Totò Antibo, il Campione della nostra gioventù.
Totò mi diceva ieri, dopo esserci fatto una foto insieme, che aveva perso un pò la voglia di correre e che presto avrebbe ripreso, magari nei mesi successivi quando finirà il caldo.
Non poteva che darmi una risposta del genere un uomo che, alla sua età, ha dato la sua vita intera allo Sport Italiano ed ha fatto correre davvero tanta gente!

Fortunatamente all'orario della nostra gara il caldo è placato ma sempre presente e lo scenario resta perennemente dipinto dietro i miei occhiali da sole: quest'anno gli spettatori hanno animato letteralmente un paese con il loro entusiasmo ed hanno fatto un tifo sfrenato ed entusiastico in modo ordinato persino nella sede stradale!

Tanti, tantissimi uomini africani, alcuni italiani naturalizzati di origine maghrebina e noi, i "poveri" atleti siciliani a caccia di un ottimo risultato e di gloria, anche in vista degli imminenti Campionati Italiani assoluti di 10K a Trecastagni (CT) (che per esigenze familiari non potrò correre).

In tanti scesi da vari raduni in altura, chi sull'Etna, chi al Sestriere, chi recentemente sotto i riflettori dei Mondiali di Atletica o di competizioni europee di categoria giovanile, con allori e medaglie, tutto questo è la Volata Napola Mokarta.

Il Via come sempre è stato sollecito...
Il via, dopo le presentazioni adrenaliniche di rito, consuete come ogni anno, è avvenuto circa alle 19:00 quando il sole iniziava a nascondersi dietro le collinette.
Paese rovente, vicino vicino alla Città delle saline, Trapani.

Come previsto i Big partono subito incalzando, ma a sorpresa chi tira molto forte il gruppo è italiano di passaporto e non ha la pelle nera d'ebano ma leggermente più chiara.
Vincerà la gara con un crono importante vista la durezza e tecnicità del percorso e non ci sarà scampo per il secondo degli italiani, un valoroso Vincenzo Agnello, che giungerà al 10° posto.

Inizialmente mi batto e provo a non mostrare il fianco a tutti i miei onorevoli avversari.
Poco più avanti resta visibile Alessio Terrasi, una giovane promessa ancora non del tutto maturata, che corre con l'elasticità e la naturalezza di un buon maratoneta.
Il mio passo, invece, ancora troppo radente e poco fluido, deve riflettere sul da farsi e decido di seguire il ritmo di Mohamed Idrissi abbastanza rilassato ma difficilmente perscrutabile.

Figuriamoci io... dietro gli occhiali da sole posso soltanto fingere delle smorfie che, visto l'incedere non ci sono, infatti resto passivo dopo aver corso il primo giro piuttosto sollecito, attendendo la rimonta di Luigi Spinali che quest'anno mi ha sempre battuto.

Mi aspettavo molto da lui ed ero preparato a seguirlo, solo che scendere immediatamente dall'altura può provocare disagi e probabilmente per il giovane atleta della sponda catanese, la Volata Napola Mokarta è stata una semplice giornata "no".

Con un po più di coraggio si poteva stare con il cavallino di Altofonte...
I miei due avversari infatti non li capivo ancora bene: Idrissi alle volte si staccava, Spinali abbreviava qualche allungo da 30 metri e desisteva, io sempre avanti sperando nell'ultimo giro.
Questo tira e molla porta al definitivo allontanamento su Terrasi e su uno Scialabba poco visibile ma avanti non tantissimo, ormai irraggiungibili.

La via del termine di gara si stava avvicinando, un'emozione fortissima passare continuamente negli ultimi 500m del rettilineo in salita attraversando un fiume di gente a bordo strada (senza transenne) così come avviene nel ciclismo moderno, e provare a riconoscere qualche volto o qualche voce nota.
I bambini del Good Race Team sapevano ben distinguersi dalla folla e li ringrazio :-)

Idrissi, a metà della salita del penultimo giro, parte fortissimo e con apparente facilità stacca me e Spinali.
Il suo incedere non conosce cedimento e vola via infliggendomi un pesante distacco in poco tempo.
Capisco subito l'attacco e cerco di dare il massimo, riuscendoci, per quel che posso fare.
Fasi finali di una lunga e interminabile Volata
in salita...

Il mio ultimo giro al cronometro è infatti di 6'08" che rappresenta, taccuino alla mano, un buon tempo che mi porta a chiudere in 33'50" al 19° posto.

Peggioro di 10" il tempo dello scorso anno e non posso esserne molto contento.
Il caldo assurdo dell'ultimo mese ed una noia fisica apparsa il mese scorso mi hanno forzato a ridurre i chilometri e la lunghezza degli allenamenti, a scapito della qualità generale degli stessi.

Il risultato, quindi è veritiero ma non mi getta nello sconforto, ormai nella mia mente c'è tanta serenità a livello personale (in fondo per chi mi conosce bene questo è stato un anno con un evento importante che mi ha portato ad una fase di transizione) e le incertezze fisiche in alcuni punti critici al più hanno mostrato noie e sono riuscito a gestirle per il meglio senza preoccuparmi troppo.

C'è quindi molto da lavorare.
Il mio personale nella gara di Napola è lontano più di un minuto ma tutto ciò è traducibile in continuità di allenamenti e lavori specifici che sono certo presto arriveranno.

Una maratona è l'ideale conclusione dell'anno, distanza regina e fonte di motivazione assoluta per me.
Don't worry, Milano è soltanto un brutto e lontano ricordo :-)

(Ringrazio per le foto i vari spettatori accorsi che hanno condiviso le proprie immagini su Social)

martedì 11 agosto 2015

A Tutta Strong!

Partenza con le ali ai piedi... il caldo ormai è un nemico...
Palermo, luglio e agosto 2015,

Anno particolare questo, ricco di nuove emozioni, differenti dalle corse podistiche e tanta instabilità, in primo luogo mentale, che ha un pò destabilizzato gli allenamenti, smorzando nel più profondo alcune forti motivazioni che mi portavano ad andare "oltre".

Aiuta sempre farsi una corretta disamina del proprio comportamento e chiedersi se qualcosa sta cambiando in te: tutto questo lo avvertivo, ma nel contempo l'ho percepita come una sensazione temporanea.
Fin quando ho potuto correre in maniche corte, non v'è stato alcun dubbio sulla voglia di far chilometri e di impegnarmi (nonostante il sentore di cedimento mentale sopra descritto), ma quando è stato caldo serio qui, in Città, non c'è stato alcun scampo: un (serio) rallentamento dovuto al peso della disidratazione giornaliera c'è stato.

Il sentore di cedimento... una volta che cambi vita, desideri che tutto finalmente trovi una linearità, e così da poco tempo a questa parte è accaduto.
Naturalmente e, consapevole che al mattino presto correre è decisamente più gradevole (e aggiungo che trovare stimoli nuovi dal percorso studiato per attraversare la Città che ancora sonnecchia è stato più bello del previsto) e gratificante per l'intera giornata, ha riportato in me quella solidità mentale che da qualche mese era perduta per vati motivi esterni.

Fasi alterne della vita di una persona che vuole fare bene anche il Runner e, nonostante le tante amarezze, adora ancora questo Sport.

Uno dei tanti ostacoli "speciali" lungo il percorso
Un mese difficile quindi, come se avessi smesso per molto tempo ed invece di pause me ne sono concesse davvero poche.
Sentirsi inermi, incapaci di esprimere il proprio potenziale sotto i piedi improvvisamente spenti, costretti a trascinare tutti i giorni un peso più che raddoppiato e sopportare vesti costantemente bagnate, oltre l'immaginario.
Alle volte mi fa rabbia avere questo palese svantaggio e invidio chi, al contrario, non riesce a far uscire una sola "lacrima" dalla propria pelle.
In effetti molti campioni quando terminano le loro corse vincenti allo spasimo, sembra non abbiano fatto fatica e non siano affatto sudati!

Il progetto - Maratona per l'autunno è, quindi, rinviato ai mesi di ottobre/novembre.
Avevo una bella idea in testa ma dopo poche settimane di allenamenti in Città, demoralizzato com'ero, ho deciso di archiviarla al prossimo anno.
La programmazione delle gare su strada, quindi, subisce una variazione e proverò a correre al Top nella bellissima 10K Internazionale Napola - Mokarta del prossimo 30 agosto, alla quale mai vorrei rinunciare.

Già è stata una difficile rinuncia dare l'arrivederci al Giro Podistico Internazionale di Castelbuono dello scorso 26 luglio, ma altri impegni non mi avevano permesso di potermi presentare al meglio, questo agosto sarà decisivo per un deciso rilancio, visto che la mia mente ha ritrovato stabilità.

Bello correre a 1.700m di altezza!
Intanto, un esperimento poco lontano da Palermo ha avuto un discreto successo: sulla scia prodotta dalle ormai molteplici varianti delle corse podistiche, una tra queste di maggior successo - la Strong Man Run - è stata ideata una prima edizione sulla falsa riga dell'originale e ben più nota corsa nel fango, nelle piscine gelate, scalando muri altissimi e via dicendo.
Location molto azzeccata per il periodo, Piano Battaglia (PA), a 1.700m di freschissima altura.

Nei giorni precedenti vivevo un momento davvero basso: correvo in modo inconcludente e spesso finivo le risorse, pur integrando con molta attenzione.
Con discreta sorpresa ero riuscito a tirare con la consueta facilità a due Runners del Gruppo che seguo e che mi regala grandi soddisfazioni, un test di 1.500m in 4'55" con finale in 1'33" l'ultimo 500m che solo questo mi era sembrato una resurrezione personale.
Avevo capito che correre al mattino era l'unica speranza per non soccombere.

Quel mattino dello scorso 02 agosto, giungere nella tenuta invernale dei Palermitani era un sollievo e, nonostante l'aria dovutamente rarefatta, correre era tornato un piacere.
Non era la prima volta che accadeva (dopo un mese passato al Sestriere, ricordo che il ritorno alla calura della Città non era stato così entusiastico - cronometro alla mano) e avrò dimostrato con i fatti che è più facile correre a 1.700m con 24°C che sul livello del mare con 36°C stagnanti di umidità.

Il Presidente immortala la vittoria!
La gara prevedeva un percorso di 3 giri inferiori ai 3 Km con 10 ostacoli da superare.
L'organizzazione, impeccabile e supportata da gente esperta di Trail e corse su Strada, ha ideato una Gara divertente, muscolarmente difficile e ricca di insidie, senza il rischio di farsi male o prendersi delle brutte storte, mio timore alla vigilia.

Dopo un approfondito Briefing, la Gara prende il Via e parto a spron battuto.
Una bella salita immersa nel verde costante della Piana sgrana immediatamente il discreto gruppetto accorso a questa avventura e inizialmente provo delle sensazioni positive.
Lo scollinamento è stato breve ma avvincente e nella successiva lunga discesa trovo dopo qualche passo smalto e brillantezza.
Dopo un passaggio ad una strettoia, il primo ostacolo fatto di una barriera di elastici da superare mi getta in difficoltà e perdo molto tempo.
La successiva ripartenza mi vede accelerare bruscamente e dopo poco si superava una scala antincendio attraverso pedane in legno.
Toccava al rettilineo fatto di gommapiuma, al superamento di muretti fatti di pedane in legno, superati questi incrementava la salita e con essa la fatica.
Non poteva mancare l'ostacolo con i copertoni che si poteva saltare con un balzo (riuscendoci) e poche altre diavolerie soft, tutto condito in salsa Trail con percorso tecnico e saliscendi.

Riesco a tenere la testa al primo giro e riesco a mantenerla per tutta la gara non nascondendo una certa fatica, specie in salita, ma mai come nei giorni calienti passati.
Lassù era tutta un'altra musica, addolcita da una frescura che ti invitava a spingere.
I Primi Tre! 
Non godevo infatti di cotanta gestione della fatica da così tanto tempo che non lo ricordavo più.

Il prossimo anno gli organizzatori hanno promesso di aggiungere ostacoli più sporchi e sostanziosi... vedremo ;-)

Una vittoria fa sempre morale e ti apre le porte ad una settimana per forza positiva!
Ringrazio il Good Race Team oltre che i miei Sponsors per il supporto nonostante un anno leggermente in calo.

Cercherò come sempre di tirare fuori ed al più presto un evento importante ma fattibile, adoro le sfide e ci proverò, già dal prossimo evento!

sabato 27 giugno 2015

Il Solitario

Il Solitario di solito non frequenta l'ambiente dello Stadio, semmai lo sfiora correndo il più leggero possibile attorno all'anello e presto va, il saluto è per tutti ma la chiacchera non fa per lui.

Negli ultimi tempi il Solitario ha dovuto lottare con avverse vicissitudini, spesso fermo per infortuni, ha faticato per riprendersi ma i troppi impegni lo hanno privato di appuntamenti ad orari che ormai sono ricordi di ventenne quando di lavoro non ce n'era, ancora...

Il Solitario adora correre da solo il lungo lento, imposta il ritmo sin da subito, preferisce correre in progressione o prendersi una pausa se stanco dall'allenamento estenuante del giorno precedente, spesso contornato da ripetute a doppia cifra o doppio chilometraggio.
Il lungo molto spesso è il suo cavallo di battaglia, il termometro del suo stato di forma e capita spesso di correrlo più forte che in compagnia, appunto, in solitario, a briglie sciolte.

Il Solitario va dove gli pare, passa da casa a Mondello e da Mondello a casa con una tale facilità che i posti che conosce più assiduamente sono i percorsi del Parco della Favorita che, insieme allo Stadio, rappresentano il suo rifugio dallo stress.
Non è facile respirare aria pura, lo è di più al mattino, ma ad ogni ora poter correre è un regalo destinato dall'alto dei cieli.

Il Solitario non capisce il significato della mondanità e dello svago giovanile inteso come relax, che per il 99,9999% delle persone rappresenta il radunarsi per i viottoli del Centro storico della Città e parlottare tutti appiccicati unitamente ad un rumore assordante di musica, magari all'impiedi e sorseggiando un cocktail.
La restante parte di quella percentuale ed unico nel suo genere, appartiene a chi, come il Solitario, se ne scapperebbe e di corsa da questi posti, tanto per cambiare, ed ovviamente non capisce il senso di tutto ciò.
Relax per lui è ben altro, ma stranamente collegato alla fatica.
Ma solo un Runner può ben capire...

Il Solitario può essere critico con se stesso, può lamentarsi con se stesso ed essere sempre insoddisfatto.
E' nella sua indole pretendere di più, qualcosa, ma in fondo sa bene quanto vale e quanti ricordi gli hanno donato quelle scarpe multicolori che indossa, rigorosamente a Tre Strisce, fedeli compagne d'avventure in ogni dove.

Il Solitario odia pregare il prossimo, alle volte è schivo, forse troppo ed è per questo che non ha ottenuto di più.
Avrebbe potuto essere coinvolgente, creare una fila di pretendenti in bicicletta che seguissero i suoi allenamenti, sarebbe stato essenziale, ma a dir la verità al Solitario non piace chiedere favori.
Poche biciclette al suo fianco ed un unico, inimitabile motorino ronzante, quello del Coach.

Il Solitario se lo vedi in compagnia è perchè ama condividere la propria passione con gli altri e, perchè no, dare al prossimo una possibilità di ritoccare un suo Personale.
Il Solitario ha aiutato molte persone negli ultimi anni a migliorare tanti Primati Personali e lui invece non è riuscito per svariati motivi, ma non per questo è meno felice, anzi lo è di più.

Il Solitario ha fatto la sua gavetta, ha incontrato mille mila persone grazie al Running, sport molto Social, ha cambiato il suo carattere che resta sempre schivo ma più aperto di un tempo.
Eppure la gente importante davvero continua a contarla sulla punta delle dita di una mano... facciamo due!

Il Solitario deve tanto al suo sport, parabola di vita, di lotta continua, di apprezzamento di ogni singolo secondo che passa, che aiuta a tenere alto il morale e lotta contro le iniquità che la Società impone.
Non è uno stile di vita, è un modo sano di interpretarla la vita.
Il tasto di "Reset" lo preme correndo e lo preme tutti i giorni.

Il Solitario un bel giorno ha incontrato una persona importante.
Da oggi Filippo tanto Solitario non lo sarà più...

venerdì 26 giugno 2015

Trofeo Kalat 10K - Amato dai Veri Runners!

Podio M35, l'eroe al centro è Vito Massimo Catania!
Caltanissetta, 14 giugno.

Ormai il panorama delle gare Ultra ha mietuto così tante vittime che ormai le "garette" da 10K vengono snobbate da questi super-atleti che non le reputano interessanti...
Ahi ahi, cosa vi perdete!
Sarà il fascino della Strada, lo sarà ancor di più quello della Pista, ma l'intensità con la quale si corre questo tipo di corse mi affascina e non poco e non smette mai di farmi sognare.

Risolvo qui e subito il " Caso Cortina - Dobbiaco": purtroppo le procedure per ottenere il Certificato medico di idoneità all'agonismo aumentano e sono più restrittive.
Ho la fortuna di appoggiarmi tutti gli anni ad un centro medico fatto di gente seria e scrupolosa, medici che ci tengono alla salute degli atleti che visitano.
Così, convinto che il mio certificato medico non fosse ancora scaduto, nonostante avessi già sostenuto 3 esami clinici nell'arco di tre settimane per rinnovarlo, al ritiro del pettorale ho trovato (giustamente) il Bollino Rosso dalla Fidal.
Tanta rabbia e tanta frustrazione, per una pecca banale, ma ci sta: le dure lezioni servono sempre e si impara anche da una banale svista.
Con la salute non si scherza, per cui ben vengano le visite scrupolose: dal prossimo anno saprò bene che anche il Certificato medico dovrò letteralmente sudarmelo ed anche con largo anticipo!

Gli allenamenti, purtroppo, non hanno restituito segnali confortanti e non riesco a trovare un sol giorno di gloria in allenamento, sento di sfiorare continuamente il limite della riserva.
Pochi, quindi, gli allenamenti di rilievo e posti alla ricerca della velocità con un primo vero e proprio esordio in pista, calzando le scarpe chiodate come da molte stagioni ormai non accadeva più.

Ci provo a realizzare un bell'allenamento, come capitava un paio d'anni fa, ma come detto, continuo a tentennare, come per un 20 x 200m (R.2') di qualche giorno fa: per quindici ripetute tutto filava liscio, tenere i 30".7 - 31".0 per me era più che sufficiente.
Giunto in Pista un Grande Campione per il suo allenamento, sfrutto la scia durante un suo allungo e chiudo in 29".7.
Non riesco a recuperare più e le successive prove saranno dure salite da scalare.
Poco elegante, forzato, niente affatto fluido, quando si suol dire: "fa quella determinata cosa con i piedi"...
Ebbene, nell'atletica tutto ruota intorno all'uso dei piedi che nei momenti di fatica dimostravo di non avere.
Piedi non allenati, sovraccarico di tutto il resto della struttura, infortunio alle porte, questa è la verità.
Face to Face con il Favorito, Davide Ragusa, in grande condizione

Così, allarmato ma cosciente del periodo poco felice per l'atletica, sto correndo ai ripari con un approfondito esame del sangue, ma poichè non mento mai a me stesso, al di la dei risultati che rivelerò, dietro tanta e anomala fatica c'è l'assenza del giusto riposo e di tanto, tanto stress accumulato.
Problema che a suo tempo, risolverò.

Oltretutto, l'ultimo allenamento prima della gara che verrò a raccontare, si è incentrato sulla palese difficoltà nel riuscire a gestire la fatica, che sopraggiunge dopo pochi giri ad alta intensità ad inizio prova.
Per farla breve, riesco a mantenere una buona velocità segno che il tono muscolare e la regolarità degli allenamenti hanno conservato la loro pur ottima integrità, mentre le prove superiori ai 1.000m le sento soffrire in maniera spropositata.
E non è per via del caldo...

La cura dell'alimentazione e l'integrazione costante dei giusti prodotti del pre ed after workout non garantiscono la massima resa se il fisico non è abbastanza riposato.
E' la giusta legge della natura.

Il Trofeo Kalat, la nota 10K nel panorama siculo, è andato quindi secondo queste doverose premesse.
Voglia di provarci e rompere questo periodo con le motivazioni regalate dal sano agonismo, ma in realtà ero cosciente che non potevo forzare troppo l'andatura per evitare di "bollire" su per una delle tre lunghe salite previste dal programma.

Le gare mosse, movimentate e soprattutto corte mi mancavano e ne esco un po rigenerato mentalmente da questa gara dove riesco a mantenermi a galla.
Annunciati tra i protagonisti attesi alla vigilia, Davide Ragusa e Luigi Spinali che hanno dimostrato di andare tanto forte sulle distanze brevi dei 5 e 10K, altro non avrei potuto fare che provare a seguirli il più possibile ed arrendermi alla distanza.
D'altro canto il pronostico mi vedeva avversi altri ottimi avversari come Idrissi, Cimò e Vito Massimo Catania semmai quest'ultimo non avesse corso il giorno prima anche la 43K della 0-3.000m su per l'Etna!

Come preannunciato, giro difficile da gestire e tanto caldo ma ventilato.
Al via, parte avanti Ragusa e non si potrà più fermare, tanto che polverizzerà il precedente Record del percorso con un'efficiente corsa in solitaria.
Nonostante fossi passato in 2'58" al primo mille in discesa, era già avanti e dopo poca strada sarà Spinali a saltarmi sul tratto ondulato verso la piazza in Centro e staccarmi definitivamente lungo la prima salita della giornata che avrebbe chiuso il giro.

Gli inseguitori erano già parecchio staccati ma gestire altri due giri da 3,3K ciascuno non era cosa facile, così ho mantenuto la calma ed ho riservato le forze per il tratto finale.
Al termine del secondo giro ascoltavo la voce tuonante dello Speaker Marcellino che, entusiasta, vedeva rimontare Idrissi e, con tutta l'esperienza accumulata, spingo forte in discesa e do tutto pochi minuti dopo nel tratto del ritorno che mi vede in completa apnea negli ultimi, ardui, 300m finali.

Terzo posto conservato e pronostico mantenuto, ma con enorme fatica.

Nel complesso, bella gara, soprattutto grazie ad un percorso arduo e mai monotono che crea selezione e mette a dura prova le reali capacità atletiche.
Gara dura e calda, portata a termine!
Quando ogni cosa è al suo posto: pochi doppiaggi, un discreto numero di partecipanti così come l'accoglienza all'arrivo e persino l'intervento benefattore dell'autopompa dei Vigili del Fuoco a spruzzare acqua fresca sui partecipanti al culmine del giro sempre più maledetto.
Quest'ultima trovata, una novità assoluta da raccontare :-)

L'entusiasmo che ti regala la gara non te la da nessun altro stimolo; la voglia di non mollare mai è stata sempre la mia arma vincente e, seppur questi siano tutt'ora dei risultati mediocri, resto nell'attesa che la mia vita torni alla normalità.

Il giorno arriverà presto ed intanto ringrazio le Costanti della mia Vita da atleta, persone che mi supportano e mi conoscono da molti anni e chi mi apprezzano così come sono: risultato bello o meno bello che sia penso che siano in pochi a vedermi sempre con lo stesso occhio, l'occhio di chi ce la mette tutta per arrivare al traguardo, come ho sempre fatto.

Per tutti quelli che salgono soltanto sul carro del vincitore... beh, cosa c'è di meglio che continuare a correre in silenzio?

giovedì 11 giugno 2015

Adidas Ultra Boost - 100% Inarrestabile!

Adidas continua il suo percorso verso l'innovazione ed anche per quest'anno, grazie alla continua collaborazione, mi dedico alla recensione del frutto dell'esperienza accumulata in due anni dal lancio dell'innovativa mescola per intersuola, Boost.
In realtà Adidas, dal lancio della sempre versatile Energy Boost ha presentato una invidiabile gamma di scarpe con un mix di Boost e di Eva modellati nella maniera adatta ad offrire scarpe più o meno stabili, più o meno reattive.
Persino nelle ultime scarpe da gara, le rinomate ultraleggere che mietono vittorie e Record del Mondo (o personali) in ogni angolo del Mondo, presentano Boost in differenti misure e collocazioni: si va dalla Adizero Adios Boost con intersuola interamente in Boost (per tutta la sua lunghezza) alle Adizero Takumi Ren che inserisce Boost come elemento propulsivo dell'avampiede, rendendo di fatto adiprene ed adiprene plus storia passata (come evoluzione pretende).

Mai fin'ora avevamo visto l'utilizzo integrale di Boost al 100% per tutta l'intersuola e non avevamo potuto immaginare come avrebbe potuto presentarsi una scarpa che dal primo contatto del piede sulla scarpa fino all'ultima frazione di secondo dallo stacco da terra, offrisse integralmente l'esperienza Boost.

Così, dopo due anni di attesa dal lancio di Energy, Adidas inserisce un nuovo importante tassello al suo già importante parco - scarpe da Running, con la più prestigiosa e ambiziosa scarpa, la Ultra Boost, un concentrato di tutte le più innovative tecnologie a servizio dello Sport.

C'è molto da vedere in questa scarpa ma è bene chiarire che la Ultra Boost a mio avviso possiamo collocarla come una sorta di evoluzione della Energy Boost, della quale grosso modo prende la forma, ma che una volta calzata offre al piede tutta un'altra impostazione e modo di correre.
Con Adidas Ultra Boost si vola ;-)
In fin dei conti tra le due calzature ci sono soltanto 10 grammi di differenza (per la taglia media di riferimento, la 9 USA) ma a mio avviso a guadagnarci è solo il runner con un'esperienza di corsa davvero fantastica, che si vogliano correre lunghissime distanze o divertirsi con il proprio avversario ad una lotta serrata di sprint!

Come detto, il design resta grosso modo uguale ma aumenta leggermente l'ampiezza dell'intersuola ed il suo spessore, lasciando inalterata la rullata e l'impostazione tallone - avampiede, protesa in avanti.
Tradizionalista e semplice costruttivamente parlando, come le calzature Adidas di successo dei primi anni '80.

TOMAIA

Basta solamente calzare la Ultra Boost e capire che l'esperienza di calzata resterà impressa a lungo, magari con un sonoro "WOW"!

Il piede viene dolcemente afferrato e avvolto con ferma delicatezza nel collo piede, tallone e tendine d'achille tanto da dimenticarti che stai calzando una scarpa.
Non sarebbe nemmeno necessario allacciare la scarpa (ma lo è, perchè i lacci di fatto integrano le tre strisce in materiale plastico a supporto dell'arco plantare e danno stabilità della scarpa) perchè questa tomaia diventerà automaticamente un calzino per il tuo piede e mai potrà essere tolto dalla scarpa, se non volontariamente e con discreta forza.

Da quel momento, basta allacciare anche delicatamente i lacci e si potrà iniziare a correre quanto si vorrà!

Se non si fosse capito, invito i Triathleti ambiziosi a provare la Ultra Boost e afferrarne i benefici di una calzata ferma, morbida e rapida, correrci in negozio e capirete che arma potreste avere in zona cambio!

Porgo infine l'attenzione al solito discorso inerente a quale misura a questo punto si dovrà scegliere per avere la migliore esperienza di calzata con la Ultra Boost e rispondo che senza ombra di dubbio dovrete scegliere la taglia Adidas abituale con la quale avete corso in precedenza, sembrerà (ripeto: sembrerà) calzare stretta ma è il corretto concetto di calzata applicata a questa scarpa.
Resta assodato che la Energy Boost calzi ancora più stretta (perchè è nata così), quindi ribadisco che risulta comodo per la Energy acquistarla con mezza taglia in più!

Primeknit e Tre strisce integrate in una allacciatura che è una favola!
La risposta la fornisce semplicemente la tomaia tra le più discusse degli ultimi anni: il Primeknit!
Finalmente ho avuto il privilegio di testare questa nota tomaia, peraltro rivoluzionaria e ne sono rimasto a dir poco entusiasta!
La semplicità del concetto Primeknit applicato ad una tomaia in effetti ha richiami antichi e tradizionalisti: da anni si tenta di creare una tomaia che presenti zero cuciture e zero sfregamenti al piede di modo che si possa idealmente correre anche senza un calzino... perchè allora non vestire il piede con un pezzo unico come se fatto (anticamente) a maglia?
La tecnologia aiuta le Aziende di scarpe sportive e Adidas da leader nel settore applica l'idea con i più innovativi macchinari.

Ringrazio, quindi, Hypebeast che in questo Video postato su Youtube mostri i processi di assemblaggio della Adidas Ultra Boost e come venga a tutti gli effetti realizzata la tomaia "ricamata" in Primeknit, ovvero grazie all'aiuto di un plotter "speciale" ;-)

Primeknit all'opera mi stupisce anche per la semplice idea: non solo avvolge morbidamente il piede senza dare quella sensazione di oppressione fastidiosa tipica di una tomaia elastica (per intenderci, il Techfit piace a tanti ma l'effetto di compressione al piede può provocare eccessivo surriscaldamento specie d'estate e maggior rischio a sfregamento), ma fa di più: dalle prime uscite avevo intuito che la scarpa tendesse ad allargarsi ed adattarsi insieme al piede.
Il piede quando si fa attività fisica, tende ad ingrandire e gonfiarsi perchè richiama molti vasi linfatici e venosi a svolgere del lavoro extra, Primeknit essendo "fatto a maglia" si espande con esso rendendo la scarpa ancora più elastica, così aprendo la propria trama favorisce ulteriormente la traspirazione del piede.
Fantastico!

Il tallone è reso stabile dalla speciale conchiglia protettiva, morbida e contenitiva progettata per il nuovo modello, adatta a rendere molto libero il tendine d'achille, a favorire il naturale movimento del piede ed a tenere stabile lo stesso durante le continue falcate a terra nelle quali interviene costantemente la ormai esuberanza reattiva di Boost.

INTERSUOLA

Cento Per Cento Boost!
La novità niente affatto scontata regala piacevoli sorprese.
L'intersuola appare di per se più larga che negli altri modelli, come Supernova Glide Boost o Energy Boost e tolta la soletta si nota immediatamente che il piede è interamente a contatto con Boost, mai accaduto prima d'ora.

Sin dalle prime uscite, non mi sono lasciato prendere nè da facili entusiasmi nè da verdetti troppo scontati, aspettando che la scarpa stessa si adattasse alla mia meccanica di corsa e viceversa.
Inizialmente, infatti, prevale quel senso di comfort e ammortizzazione che, unito alla reattività di Boost ti confonde le idee.
Durante il fondo lento, invece sembrerà tutto rientrato nella normalità, quando la ferma comodità della tomaia unita all'impostazione ben improntata in avanti del piede ti faranno correre con assoluta semplicità.
Se non ti impegni molto, il piede sembra lavorare meno per spingere e c'è la netta sensazione che Boost ti aiuti, più di ogni altra scarpa che abbia mai provato.

I chilometri scorrono via facilmente, è presto detto, ma ciò che aiuta molto è l'intersuola più comoda che sulla Energy e la calzata dove il piede è davvero tanto a suo agio.
Quando verrà il momento di spingere, e mi è capitato in alcuni fartlek o in tratti di salita ripida, Boost cambia pelle e ti aiuta a correre con più efficienza grazie alla sua proverbiale reattività.

A mio parere, alle volte il Boost è troppo brusco rispetto ad un'intersuola con vecchio EVA, e trovo una maggiore sollecitazione tendinea ed attorno la caviglia, ma è poca cosa considerato che dopo una decina di uscite (il tempo di permettere alla scarpa di assestarsi al piede) non lo si avverte più.
Ci si deve abituare al modo di correre con Boost, è stato sempre un punto focale di argomentazione, e queste Ultra Boost compensano la loro reattività con un peso non troppo leggero ed una maggiore morbidezza.

A conti fatti, avere il 100% di Boost nell'intersuola si ha soltanto un guadagno: in termini di ammortizzazione ed in termini di spinta, relativamente al peso della scarpa.
Il fattore della tomaia in Primeknit, infine, lavora in maniera eccellente con questa intersuola pure-Boost, in quanto senti espandere tutta la scarpa che lavora con il tuo piede ben ancorato alla stessa.
E' un passo avanti che nelle precedenti scarpe in Boost non avevo avvertito, almeno non in questa maniera così evidente: più spingi e più la scarpa si adatta al tuo modo di aggredire il terreno.

Si tratta di una prerogativa di una scarpa di ultima tecnologia perchè sia le tomaie che le intersuole di scarpe nate fino a pochi anni prima dell'avvento di Boost non avrebbero permesso una simile sensazione durante la tua corsa...

SUOLA

Dettagli di Suola (arrotondata agli angoli), Torsion e Primeknit
La suola, come mostrato qui in foto, è stata realizzata nella forma reticolare e da un'ampio incavo centrale viene ricavato lo spazio per accogliere il sistema Torsion (che limita e controlla il movimento della scarpa in funzione della naturale pronazione del piede), come per il modello Energy Boost, integrato con quasi tutta la lunghezza dell'intersuola.

Si può notare, infatti, come dal centro si espanda con il supporto plastico sia verso l'avampiede che verso la parte interna del piede, anche posteriormente, come se volesse seguire integralmente l'azione stessa del runner durante la sua corsa, rendendo ancor più reattivo e stabile il passo.

La suola è di ottimo grip, con una forma puntellata che all'inizio regala un'ottima aderenza al terreno.
Lo spesso strato di Boost attutisce ogni shock al terreno e questa Ultra Boost l'ho portata anche in leggero Off-Road con ottimi risultati, almeno per quanto riguarda il superamento di ostacoli ostili come possono essere dei tratti pieni di sassi ed avvallamenti rocciosi.
Insomma, si può andare benissimo a correre al parco cittadino e fare anche qualche escursione di leggero Trail senza che il piede nè le articolazioni ne risentano!

Non mi sento, invece di consigliare questa scarpa comunque nata per correre sull'asfalto per tratti di Trail fangoso, bagnato e scivoloso in quanto il Primeknit è comunque una tomaia fatta apposta per espellere l'umidità ed il sudore estivo e quindi maggiormente permeabile all'acqua ed allo sporco (sopra ho spiegato quanto sia elastica e come si allarghi la trama).

CONCLUSIONI

Ultra Boost è una novità assoluta nel panorama running, il completamento di questo percorso rivoluzionario nato nel 2013 e che ha visto alla luce parecchi nuovi modelli, alcuni dall'indubbio successo come Supernova Glide Boost ed Energy Boost.

Questa Ultra Boost la collocherei infatti come una sorta di evoluzione della Energy perchè di fatto segue la linea progettuale della prima nata della rivoluzione Boost e si comporta in modo similare: tanto reattiva e sempre pronta a seguire i tuoi istinti di corsa.
Rispetto ad Energy, cambia di molto la calzata, più ferma, decisa, ma meno stretta (ed è qui la lieta contraddizione!) che grazie al Primeknit svelta completamente tutte le doti di elasticità che possiede questa eccellente scarpa, tutta da scoprire in allenamento e gara e capace di cambiare la sua anima in base allo stile di corsa che si vorrà impostare.

Leggere, agili, scattanti, eppure sono delle A3 - Massimo Ammortizzamento!
Come dicevo, si colloca in mezzo, anche alla Supernova Glide Boost che, per quanto è equilibrata, resta la scelta più ponderata per correre i lunghissimi in tutta tranquillità in quanto ho notato un'impostazione di Boost nell'intersuola votato alla stabilità ed all'equilibrio generale della scarpa.
Infatti, a differenza della Glide, avremo con la Ultra Boost maggiore reattività e più ammortizzazione insieme; quindi mancherà quel senso di "equilibrio" (che si traduce anche in minore esuberanza) che apprezzo tanto nella SGlide Boost, tutta concretezza.

La Ultra Boost prende il voto massimo per me, Adidas ci regala una scarpa meravigliosa, duratura e ricca di ogni tecnologia attuale disponibile e di prim'ordine della casa tedesca.

Il massimo per chi cerca una scarpa "all in one", perfetta ad ogni scopo dell'allenamento, leggera, traspirante, rapida e morbida, può anche essere indossata dagli "oversize" purchè non abbiano eccessivi problemi di iperpronazione.

Che ben venga il 100% di Boost, grazie Adidas, attendiamo nuovi modelli!

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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