41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo
Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 17 ottobre 2014

Sarà Niagara Falls Marathon!

Palermo, ottobre 2014.

Non abbattersi mai vuol dire anche arrivare a questo punto, giocarsi le ultime settimane e sperare che i pochi ed importanti appuntamenti con la strada portino i frutti e le sensazioni sperate.
Il lungo e lento percorso di rigenerazione, costellato da tanta fatica e tanto silenzio è giunto a questo primo e voluto traguardo, ovvero portare a termine una decente preparazione per la Maratona.

Se consideriamo con quale incertezza ho affrontato questo inizio estate e da quanto poco tempo ho di nuovo il pieno controllo delle mie facoltà fisiche, non posso che essere contento di quanto fatto e di quanto ancora ci sarà da fare per tornare ai livelli di prima.
Ma oggi mi accontento di soffrire e sudare tanto e di potermi fare il segno della croce al mattino presto - ore 06:00, quando premo il cronometro sullo start...

La Maratona non si prepara così, con poco tempo a disposizione e con temperature ideali per andarsi a fare un bagno al mare(!)
Ma non sono qui a lamentarmi, piuttosto è stato audace gettare le basi per una fine dell'anno ancora più entusiasmante per potermi mettere alle spalle il ricordo dell'ultima preparazione di quell'Ultra Maratona che a causa di tante vicissitudini era franata sotto i miei piedi.
Presa al volo la decisione e maturata dentro in queste ultime settimane, nonostante i risultati in allenamento a volte poco confortanti, è stato bello veder crescere nuovamente in me lo stimolo nel correre per lungo tempo e vivere le giornate in funzione della fatica e del livello di difficoltà crescente.
Purtroppo, come sempre accade, ogni qualvolta che mi accingo a preparare una Maratona è difficile pensare ad altri svaghi; in più la cura dell'elasticità del corpo e del costante rafforzamento dei punti deboli assorbono ulteriore tempo ed energie e mai più possono essere posti in secondo piano.
Le ultime settimane sono procedute positivamente, con alti e bassi, ma su quelli ci si dovrà lavorare.
Uno su tutti è stato il costante miglioramento nella respirazione che i primi mesi era davvero pesante quanto la fatica che facevo!

Il Coach, conscio delle reali difficoltà, non ha potuto far altro che ascrivere i necessari fondamenti per portare a termine la 42K e così, terminate le gare e le conseguenti distrazioni, mi ha posto subito alla prova con la lunga salita di Monte Pellegrino eseguita nel seguente modo (per chi non è del posto indicherò la difficoltà delle pendenze):

Partenza Villa Igea su strada (pendente) - Attacco alla Scala Vecchia (molto pendente)- Intermedio Mezzarancio - Prosieguo su strada fino al Santuario (pendente) - Attacco allo Strappo Verticale e fino alle Antenne Rai (molto pendente).

Dopo un inizio sollecito ma parecchio sofferto e niente affatto veloce, quasi per magia, superato lo scoglio di metà prova e una volta sciolte le gambe, incremento con molta facilità il ritmo e il parziale fino al Santuario mi sorride.
Acquisita la giusta convinzione, attacco con decisione l'ultimo tratto ed il relativo strappetto ma forse esagero troppo e subisco il rallentamento; una volta giunto in vetta il crono resta positivo e torno giù con una prova in crescendo, 37'02" il totale.
In quei frangenti, torso nudo e occhiali da sole, una volta rilassato è normale che ti fermi a guardare dal punto più alto la tua Città...

Quella settimana sarebbe stata un trionfo semmai avessi terminato il Fartlek previsto, ma la forte umidità non ha mai abbandonato la Città, costretta ad un'extra estate anche ormai con l'autunno alle porte.
Purtroppo 3 x 3.000m in 9'47" - 10'04" - 10'10" + 2 x 2.000m in 7'11" ed a seguire un collassante... lasciamo perdere... chiudono l'allenamento con soli 17 K - recuperi di 1K inclusi.

Ed era sabato 04 ottobre, giorno del "double", svolto tra pomeriggio di quel sabato e la mattina susseguente: 25 x 400m con un cielo chiuso e la canottiera da strizzare più volte... la gioia di concluderlo nuovamente, in pista e solitario, non ai livelli di prima ma con una media di 1'12" - 13" circa.
Poche ore dopo, alle 07:00 di domenica ero già in piedi per un medio previsto da 15K che, causa il caldo e la stanchezza ho terminato a 3'28"/Km e solo 12,3K...
Mondello come scenario era azzeccato, il giro da 4,1K rasserena da ogni sforzo... fin che ce la fai!!!

Il Coach stringe la vite e finalmente viene il momento della verità: ma io ci credo nei miei sforzi e voglio andare avanti con maggiore entusiasmo, con rinnovato vigore: martedì 07 ottobre mi aspettano le 2 ORE E 30 MINUTI: era una vita che non riuscivo a farcela e finalmente i pensieri di una volta si tramutano in eccitante realtà.
Considerando che il percorso da me scelto era molto muscolare, aver mollato soltanto nel quarto d'ora finale mi ha davvero entusiasmato!

Non c'è sosta e la Maratona ormai è sempre più vicina: un allenamento mai svolto così che avrà nel suo epilogo un punto di riflessione: giovedì 09 tocca a: 20' riscaldamento + 10 x 100m salite ripide (R. discesa) + 10' Lungo + 10 x 100m salite ripide (R. discesa) + 10' Lungo + 10 x 100m salite ripide (R. discesa) + 10' Lungo + 10 x 100m salite ripide (R. discesa) + 10' in forte progressione a circa 3'20"/Km.
Un gran mal di piedi la sera mi fa capire che non è stata facile anche se il sudore ha complicato le cose: in realtà fare così tanti sprint in salita ha sforzato parecchio i piedi e sarebbe stata una beffa farsi del male proprio in questo tra gli ultimi grossi allenamenti.

Il Percorso che parte da Piazza Valdesi, procede a fianco del mare e gira
di fronte l'Hotel La Torre - A/R - misura 4,1 Km su Strada
I chilometri si susseguono e così l'entusiasmo crescente ma il super caldo incombe: come si può organizzare un allenamento di oltre 20K con 30°C facilmente raggiungibili già al mattino presto?
E' una domanda che suona beffarda, tant'è che domenica 12 provo a corere il Big Medio di 28K presto concluso a 20,5K nonostante la levataccia ed il rischio disidratazione ormai alle porte nonostante i rifornimenti continui... 3'33"/Km la media pesantemente condizionata nel finale.

Era meglio farsi un bagno al mare...

In quest'ultima settimana ho tirato il freno, il caldo si è fatto secco e ne ho sentito i "benefici", tant'è che mercoledì 15 fare 2 x 2.000m + 2 x 1.000m + 2 x 500m (R.2') è sembrata un'inezia...
6'17" - 6'21" - 3'00" - 3'09" - 1'22".8 - 1'30".0 i parziali (i dispari a
favore di leggera pendenza).

Credere in se stessi è tutto quello che importa, nonostante il poco tempo a disposizione e la preparazione incerta, sono qui, nuovamente al debutto dopo tanto tempo assente, a giocarmi un posto al traguardo e lottare fino alla fine.

NIAGARA FALLS MARATHON so già che mi accoglierà al meglio, partenza ore 10:00 del mattino di giorno 26 ottobre (ore 16:00 italiane): sarà un sogno, una delle Maratone esotiche che avrei voluto correre nella vita e spero davvero di riuscirci.
Ho di nuovo un'occasione, da ora in avanti non vorrò più sprecarne altre e penserò alla salute ed all'integrità fisica, per vivere altre intense emozioni.

mercoledì 1 ottobre 2014

Carloforte Corre - Rush Wars all'Americana!

Grazie per le foto in gara - Bianca F.
Carloforte, Where Is Carloforte?

Per l'ennesima volta, l'atletica mi ha portato a scoprire un posto incantevole, situato in Sardegna, provincia di Carbonia-Iglesias.
In realtà si tratta di una di una cittadina prevalentemente turistica situata sull'isola di San Pietro, vicino all'Isola maggiore e raggiungibile con un traghetto.
Organizzatissima e ben tenuta, offre uno dei passeggi nel Centro Storico dei Caruggi, "uno tra i più belli d'Italia".
Tipica espressione genovese, il Caruggio, denota l'astrazione sia Sarda che Ligure di questa terra che fonda le sue tradizioni marinare e splendidi scenari naturali.

Ed è così, davvero, tant'è che la scoperta dell'Isola è avvenuta gradualmente, passo dopo passo, al mattino del primo allenamento ;-)
Un primo ringraziamento lo devo al mio amico Emilio che mi ha fatto vivere un week-end emozionante che nemmeno la carta moneta può ripagare, restituendo rilassatezza muscolare e mentale e dando linfa ulteriore alle mie rinnovate motivazioni.

Tratto da Google Maps
L'allenamento del mattino prima dell'Americana è stato breve ma sufficiente a percorrere e respirare aria di salubrità, silente e lontana dai rumori cittadini.
Riuscivo persino a sentire l'odore fresco dei pini, gradevole e profumato.
Sotto i miei piedi, un asfalto perfetto e ben segnalato, senza irregolarità, e tantissima campagna.
Avvicinatomi nuovamente al Porto, si poteva scorgere la dismessa salina con un lungo percorso tanto affascinante quanto irrorato dai limpidi raggi di sole dove tante barchette attendevano il suo padrone per farsi un giro...
Una sgambata "intelligente" del pre-gara, a scorgere la caletta migliore per fare un bagno al mare e ingentilire le fibre muscolari sempre più elastiche...

Non posso far altro che consigliare un luogo così, per passarci una settimana, in delle tiepide e chete giornate di settembre...

La gara all'inverso si attendeva infuocata: presenti al via i migliori specialisti del mezzofondo dell'atletica sarda, inclusa la Star Said Boudalia, direttamente dal Veneto, un pò meno mite in questo periodo.

Dieeeeeeetro l'auto!!!
La mia prospettiva - maratona per un sol pomeriggio si distraeva dalle lunghe cavalcate e si metteva in spolvero con tutta la reattività ed energia che i miei piedi prima e le mie Adios Boost poi, potevano dare.
Inutile dire che partivo svantaggiato ma sapevo che dovevo difendermi e vedere quali sarebbero stati i progressi delle ultime settimane, ma ogni gara ed in special modo le Americane, hanno sempre delle insidie speciali da raccontare quali il percorso, il ritmo da tenere nel recupero e le sgomitate per restare avanti quanto possibile.

Il tutto rende ancor di più avvincente, frizzante e frenetica la corsa per il pubblico, tremendamente nervosa e reattiva per gli atleti partecipanti!

La formula proposta dal Direttore Tecnico Francesco F. era la classica: un paio di giri di riscaldamento degli atleti dietro una auto di piccole dimensioni e successivamente un eliminato a giro, ovviamente l'ultimo!

Il Traguardo delle volate era più avanti, l'arco verde era per il fnale!
Il pomeriggio la festa del podismo, "a gambe pai Caruggi" era già iniziata con le tante batterie dei piccoli Campioni del domani e con la gara non competitiva e la competitiva di circa 7K.
Considerato l'interesse paesaggistico e le capacità tecniche dimostrate dall'organizzazione, mi auguro sarà possibile esibirmi un domani per la gara lunga che merita quanto l'americana, con avversari di alto livello!

Ma il clou, come detto, era riservato alla gara ad eliminazione, con un parterre di circa 14 atleti.
Una volta partiti dopo le brevi presentazioni di rito, capii che l'esperienza acquisita in passato mi sarebbe immediatamente servita: un errore di valutazione dell'autista della macchina apri-pista ci stava facendo correre a ritmi frenetici come se fosse una 10K internazionale!!!

Purtroppo nulla era valsa la mia voce che esortava a rallentare drasticamente il ritmo (come si suole fare durante la fase di recupero) ed a quel punto prendo la difficoltà a mio vantaggio e mi avvio di fronte all'auto.
I concorrenti meno abituati allo sforzo prolungato si trovano immediatamente in difficoltà e le prime volate sfilano via senza troppi timori.
Strade incontaminate...dalle auto e dall'uomo!
Ero già comunque al massimo sforzo anche perchè non potevo distrarmi viste le mie scarse attitudini ad incrementare la velocità di base.

Il giro per come era concepito era fin troppo frenetico, ma ha permesso in poco tempo di meccanizzare gli intensi recuperi e sprint che effettivamente davano scampo a poche centinaia di metri, come se ci si trovasse in una pista da 400m.
Nel frattempo, fortunatamente, il recupero si era stabilizzato su ritmi più adatti a permettere il ricompattamento del gruppo e rifiatare...

Passati i giri e le eliminazioni, mi trovavo di fronte i migliori e nessuno sembrava intenzionato a mollare tant'è che la tensione e l'attenzione a stare dietro l'auto apri-pista era ormai alle stelle.
Per restare a galla avrei dovuto sgomitare o tentare qualche furbesca invasione del limite imposto dalla vedetta.
Purtroppo partire svantaggiati anche di 20 metri poteva precludere ogni speranza di restare a galla e purtroppo quando eravamo rimasti in sei, devo abbandonare la corsa dopo un'ultima, disperata volata.

Lo scenario di Gara!
Poco male, contento di aver trovato un feeling sincero con la velocità e conscio che più di così non si potesse fare, assistevo al procedere delle ultime fasi di gara che, al termine di un inseguimento durato un intero giro (circa 400m - così ha voluto l'organizzazione) ha incoronato vincitore l'atleta della Futura Cagliari - Giuseppe Mura - specialista dei 1.500m e dei 5.000m in ottimo spolvero negli ultimi due anni.

Un ragazzo che ha saputo distribuire intelligentemente la corsa risparmiando molte energie e dimostrando di essere molto sicuro di se in ogni frangente, è capace di correre in 3'58" il 1.500m e 14'25" il 5.000m.
Riuscivo a scorgere quel fisico minuto delle capacità tali da considerarlo un atleta dall'avvenire garantito.
Impossibile competere con lui attualmente, ma piacevole è stata la sensazione di aver venduta cara la pelle :-)

Settembre è ormai un periodo di bassa stagione per l'isola tant'è che dopo le premiazioni finali e le celebrazioni del podio, la cittadina di Carloforte si chiudeva nel silenzio della sera e ci si preparava per l'indomani mattino.

L'ultimo ricordo, la Caletta, seppur alle spalle di questa foto
si erga un eco-mostro :-(
Mi sarebbero aspettate 2 Ore di Fondo Lento, eseguite all'alba, alla scoperta di nuovi posti nell'Isola, attraversando impervie salite lungo una lingua di asfalto che non terminava più...
Non è stato possibile girarla per intero, evidentemente dovremo tornarci in futuro... intanto il progetto Maratona inizia a prendere forma...

Un altro tuffo in mare in una splendida "Caletta" dove tutto attorno regnava una natura "quasi" incontaminata, un mare di ricordi, portati con me, dai colori limpidi del cielo e di quell'acqua...
Ed era già tempo di tornare alla caotica Città...

(Ringrazio l'organizzazione ed in particolare Emilio e Francesco per avermi dato in un indimenticabile week-end nuovi stimoli ed entusiasmo)

venerdì 26 settembre 2014

City Trail Milano - Come Non La Conoscevate!

Il Podio, una giornata indimenticabile...
Cara Milano, 20-21-22 settembre

Giungi durante la Settimana della Moda con i soliti nuvoloni grigi e durante il pomeriggio del sabato vedi far posto ad un lucente sole.
Avrei potuto pensare di poter scampare alla pioggia, invece è stata una splendida giornata, sotto ogni aspetto e finalmente ho potuto cogliere un meritevole risultato.
Gli allenamenti bagnati dal caldo onnipresente in Sicilia non potevano essere paragonabili al clima che si è respirato a Milano, una temperatura in crescita ma tante zone d'ombra molto fresche... per me è stato così, un pò meno per i milanesi colti alla sprovvista da tale innalzo di temperature.

Meno male... l'Arena Civica Gianni Brera all'interno del Parco Sempione non poteva che offrire il suo meglio in giornate come queste, laddove in altre manifestazioni (vedi una Stramilano dove affrontai il calvario di una caduta qualche giorno prima in allenamento), se piove son dolori e disagi per tutti.

Il Via, per una corsa tutta da scoprire!
Clima disteso, facce più o meno note, un amico/avversario paradossalmente più abbronzato di me (per validi motivi!!!), l'Hero locale Dario Rognoni.
Milano che corre la adoro, provo un feeling particolare sia con i podisti dei vari gruppi sportivi, sia per il clima che si respira, podisti corretti e appassionati, organizzazione molto all'altezza delle ambizioni con le quali presentano una corsa di rilievo.

Sarà per questo che un noto brand specialista del Trail Running ha scelto Milano per promuovere la tappa delle City Trail sparse per varie Città d'Europa.
Un'idea "very smart", che mi ha incuriosito ed entusiasmato sin da subito, spinto dalla location e dai progetti-maratona che attualmente sto perseguendo.
Correre non solo su strada, laddove è risaputo che Milano offre percorsi piatti con dislivello quasi nullo, affrontando tanti cambi di direzione, repentini, e affrontando barriere architettoniche e facendo scoprire pezzi di Città che mai ci era sognato di far attraversare dai podisti.

La voce del Responsabile di Gara (immagino) Silvio, poco prima del Via annunciava che la modifica al percorso dell'ultimo momento sarebbe occorsa al divieto di attraversamento delle tribune dello Stadio di calcio di San Siro... forse per le pericolose vibrazioni che il passare dei podisti avrebbero provocato alla struttura? Chissà...

Poco male, ci attendevano 26 K di puro divertimento e così ben 1.300 potenziali City-Trail Runners sono partiti al termine del Countdown.
Dario Rognoni parte immediatamente con un ritmo sostenuto.
Capisco che non è il caso di insistere e mi defilo, osservando con una certa fatica lo svolgere della corsa.
Dopo i primi 2 K corsi in serpentina all'interno del Parco Sempione, attraversando il Castello Sforzesco con pieno stupore degli Statici Turisti visitatori, cerco di tirare il fiato conscio che un ritmo così sollecito non era opportuno vista la distanza così lunga.
In quel momento dopo un rapido sguardo dietro le spalle, non c'era nessun pericolo, mentre avanti, oltre Dario, inseguiva attaccato al Campione Milanese un runner del Brand organizzatore (e quindi specialista del Trail).
I due non si decidono ad avvicinarsi ed a peggiorare le cose si erano messe le prime anomalie da superare, ovvero delle scalinate in discesa, affrontate con buona prudenza.

Prime fasi di gara, già all'inseguimento!
Dario corre forte, stacca il suo avversario, va via e mai più lo potrò riavvistare se non a grande distanza.
Mi concentro sulla seconda posizione che è sempre a tiro, sempre ad un centinaio di metri o poco più.
Tra salitelle in mezzo ai prati e cambi di direzione a gomito stretto (dove potevi uscir fuori strada per via della forza centrifuga!) non mi do per vinto e cerco di esprimermi sul mio campo, la Strada!

Nonostante ciò, il continuo spezzar del ritmo non mi aiuta nella fase di recupero e paziento, cercando di non forzare troppo il passo.
Eravamo già al 5° chilometro e ironicamente la testa girava per quanto era vario il percorso ma l'ingresso in Fiera risolve l'inseguimento.
Riesco a salire le scale con maggiore impeto del mio diretto avversario, mi avvicino a tal punto che finalmente lo trovo distante circa 20 metri e lì rifiato.
In quel momento tremavano sotto i piedi i lastroni metallici della struttura, a qualche centinaia di metri sopra le nostre teste altri runners che si accingevano ad entrare in Fiera.

L'idea geniale di affrontare anche le scalinate della Fiera Milano
"Gran bel percorso" pensavo, ma il fiato era sempre pesante ed il caldo si faceva sentire.
Il "bello" del percorso non finiva lì; infatti ritornati alle strade principali dopo qualche minuto di corsa ci aspettava il Parco del Portello con l'ottovolante di quella montagnetta a chiocciola che tanto mi incuriosiva nel pre-gara.
Divertentissima, non avevo mai avuto la sensazione di farmi girare la testa e sentirmi "fermo sul posto" pur girando per circa 600m in continua ascesa.
Il mio avversario, alle volte a 20m, alle volte più vicino, approfitta di alcuni tratti con barriere architettoniche per provare a staccarmi e nella successiva discesa pari alla salita, vi riesce.

Ma nuovamente l'amica strada asfaltata mi fa riassorbire il distacco e torniamo alla pari dopo aver affrontato un altro ponte che ci avrebbe indirizzato verso la zona Monte Stella e giardini vari.
In quel momento, ancora molto affaticato, respiro e deglutisco con difficoltà e... rumoreggio.

All'ennesimo cambio di direzione, per giunta in mezzo al verde prato, il mio sconosciuto avversario si presenta al mio cospetto con una colorita dialettica bergasmaca.
Ero tranquillo... perchè farmi nemico?

Proprio in quel momento si presenta alla sommità del tratto semi-Trail un centinaio di metri di discesa pericolosa nel quale l'esperto runner si getta a capofitto pensando di staccarmi definitivamente.
In realtà poche centinaia di metri più avanti lo riassorbirò, ma da quel momento non sarei stato più gentile con lui.
Resto continuamente a 20m, ormai il 10° Km era stato abbondantemente superato e tiro il fiato.
Non sapevo ancora quanto potessi valere ma non ero più tranquillo come pochi chilometri prima dopo i dialoghi accesi tra le due parti.

Entrati all'ippodromo di San Siro, mi rilasso, mi godo un'altra parte di Milano mai visitata prima e osservo lo Smart Run: segnava 3'40"/Km, il ritmo stava subendo una pericolosa flessione.
Ci si perde un attimo di strada, capisco al volo la deviazione ed il Trail Runner no: capisco a quel punto che potevo tentare l'allungo e così sarà.

Osservo il GPS, segna attorno i 3'20"/Km, la gamba è fluida e rilassata, il mio avversario diretto prende un bel buco di strada.
Cerco di infiammare il ritmo, entro allo Stadio di San Siro con tanta grinta in corpo, il sole mi bacia in fronte.
Un ampio giro sul perimetro dello Stadio calcistico e torna indietro, del mio avversario nessuna traccia.

In posa all'arrivo!
In quel momento penso che avrei dovuto correre circa 10K in solitaria e provo ad esaltarmi, pensando che la strada non fosse molta.
In effetti, dall'ingresso di San Siro in avanti, questo City Trail si era convertito a gara su strada per giunta piatta, salvo qualche altra deviazione a tema.

Finalmente trovo delle sensazioni positive, i chilometri scorrono sul velluto ed in poco tempo si fanno i 20K, successivamente la progressione lungo i profondi viali milanesi mi portano a 23K, ma il GPS ne segna quasi 24... c'è qualcosa che non quadra...

Il Corso Sempione è facile da riconoscere e capisco che l'omonimo Parco è sempre più vicino.
La beffa è che il percorso ti porta a sfiorarlo mentre ti allontani... nuovamente!

Entro in leggera difficoltà, il ritmo si appesantisce e correre in marciapiedi affollati di gente che passeggia tranquillamente la domenica non aiuta a tenere alta la concentrazione.

I chilometri scorrono pericolosamente verso l'alto e ricordo solo in quel momento che dovevamo ancora passare da un punto... Piazza Gae Aulenti, la zona moderna della Città, con il Palazzo Unicredit.
I Grafici di MiCoach, con lo Smart Run Watch!
Ero stanco e soprattutto spaesato, ormai non si capiva più quanto mancasse al termine della prova e la salita della scalinata e la successiva discesa in Via Melchiorre Gioia mi spezzano le gambe ed il ritmo.

La prendo con filosofia: NON è il momento di mollare, tutto solo alla ricerca di un buon risultato, insisto e prego che manchino solo 2 Km all'arrivo, già fin troppi per le indicazioni della vigilia.

Manca poco e finalmente respiro nuovamente aria di Parco: visualizzo da lontano il Parco Sempione e provo a cambiar passo ma è inutile: sono stanco ed ho rallentato l'andatura ma il pubblico tiepidamente assiepato nelle strade mi incita.

Pochi attimi di panico, giunti a destinazione, nemmeno l'apripista in bicicletta conosceva l'area di ingresso all'Arena Civica e vado nel pallone.
Mi fermo, inveisco, vedo di fronte a me dei partecipanti in contro-senso e temo di aver sbagliato strada.
Sono nero di rabbia ma è tutto regolare... anche se mancava proprio lì uno steward ad indicare il percorso!

Sono attimi ma grazie al mio apripista individuiamo la strada corretta e l'ingresso in Arena mi apre il cuore: Secondo Posto, sofferto e penso meritato, in 1h 42' 45".

Sono un'esplosione di energia, il tifo milanese mi accoglie con generosità, faccio altrettanto, mi complimento subito con Dario vincitore con una prova straordinaria e celebriamo il podio.

Grazie Milano!
Alla fine, lo Smart Run Watch misurerà 29,7 K a 3'27"/Km appesantito dai rallentamenti nel chilometro finale ma sentivo parlare di altre misure, attorno i 28,5 K presi con altri orologi GPS: la prossima volta fate in modo che sia 26 K, così eviteremo confusioni, please?
Lo so... ci avete voluto allungare il divertimento a nostra insaputa ;-)

Tanto sudore per qualcosa... non quello del giorno della gara ma quello faticosamente intascato giorno dopo giorno...
Le immagini del podio mi liberano, adesso ho maggiori motivazioni, manca circa un mese alla Maratona ma adesso ho tanta voglia di allenarmi, provare ancora a dare il meglio di me.

Ancora un giorno a Milano, per goderla, per darle un "arrivederci presto" ;-)

(Ringrazio in par condicio Podisti.net e Andòcorri per il servizio che offrono al mondo podistico ;-)
(Un ringraziamento particolare ad atleticaweek :-)

giovedì 18 settembre 2014

Investi Su Te Stesso!


110% di Impegno, 5.000 calorie bruciate, 7 litri di sudore :-)
Palermo, settembre 2014

Rientrare alla routine giornaliera di allenamenti durante il periodo estivo non è stata una felice coincidenza...
In realtà mi tengo stretto ogni positiva sensazione ma la lotta contro il caldo giornaliero che (ahimè) a settembre si protrae sempre nella mia terra, mi vede spesso sconfitto.
Ammetto che in tanti mi invidierebbero in questo momento ma la questione sta nel come si compie l'attività sportiva e fare agonismo comporta le sue infauste conseguenze...

Nonostante metta impegno e sacrificio, dicendo anche "no" ad allettanti giornate da passare al mare, provo in tutte le maniere e negli orari più clementi di portare a termine i lunghi allenamenti che mi aspettano perchè ancora oggi adoro mettermi alla prova... non sempre riuscendoci!
Ogni anno agonistico racconta la stessa storia, associando la fine della stagione balneare di Mondello, un rapido sollievo dalle alte temperature e un rapido incremento delle energie fisiche e... spirituali!
Ho lottato tanto nel cercare di tornare ai giusti livelli che mi appartengono ma è una lotta impari e lo sapevo già!

Dopo la prova positiva di Napola, trascinato da molte emozioni, mi sono tuffato nell'unica occasione che la Pista avrebbe potuto propormi: un 1.500m a Palermo tre giorni dopo la 10K.Si trattava del Meeting di Settembre, presso il Campo di Atletica del CUS Palermo.

Trascinato dall'entusiamo e dalla frizzante idea di rimettermi le Rosse Chiodate Adidas Cadence, ho vissuto inspiegabili giorni di avvicinamento alla così breve gara nel pieno di quei chilometri caratterizzati da afa e umidità.
Gli attimi precedenti il Via della Gara mi vedevano tesissimo e quasi spaventato dall'idea di correre una gara così veloce dopo anni di inattività... il solito giudice di gara locale spargeva benzina sul fuoco con iterati "warning" e minacciate squalifiche senza alcun senso...
Al via mi rendo conto che eravamo in tanti, forse troppi ed al 500m capisco il perchè...
Senza avvertire a che ritmo si stesse andando, cado nell'errore di accodarmi al folto gruppo e non ho il coraggio di avanzare da quella posizione, tanto comoda ma sempre più lontana dalla testa.
Appena visto il passaggio al 1.000m in un poco interessante 2'49", capisco che avrei dovuto reagire operando diversi sorpassi ma metto più testa che gambe, quelle erano fin troppo confuse da quanto stesse accadendo e, con infelice regolarità la corsa termina in un 4'15" standard che è da vedersi come un bicchiere mezzo pieno viste le sensazioni volte al poter fare molto di più...

Volevo un turbinìo di emozioni, volevo mettere un punto a quanto fatto fino a quel momento in allenamento e l'ho ottenuto... la costante di quest'anno è stata la discontinuità nel dimostare un potenziale che c'è e che va cercato... ma la bella esperienza in pista si apre e si chiuderà quella giornata stessa.
Avevo deciso che posso correre una Maratona!

In realtà chi ha saputo donarmi gioie ed emozioni è stato Emanuele davanti a tutti in un Test/Gara imbastito qualche giorno dopo per i Runners del gruppo che seguo.
Hanno avuto un'agevolazione: ho dettato loro il ritmo, abbastanza serrato ma Emanuele al suono della campana, cambia passo e stampa un bellissimo 5'01" nel 1.500m corso da chi come lui poco tempo fa non era in grado di tenere quasi un 3'40" nei 1.000m è una grandissima soddisfazione, specie con il cambio di ritmo operato nei 200m finali.
Felipe non ha potuto replicare a tale allungo ma ha chiuso con un ottimo 5'04"; altri miglioramenti visibili da parte di tutti e una caparbietà mentale impeccabile come ho sempre professato.

Allungando con allenamenti e chilometri, non tutto è filato per il verso giusto ma piace sempre raccontare gli allenamenti riguardanti una preparazione in fondo, diversa da molte altre.
Stavolta mi sento più rookie che mai e avverto una minore propensione a correre per lunga lena, almeno finchè non si placherà il caldo.

Sabato 6, il compitino non era affatto facile: scelta la meta più difficile in assoluto per correre le salite, mi attendevano 8 x 200m irti - R.3' e successivamente un 2.000m da correre su percorso adiacente allo Stadio, in Villetta e in saliscendi su leggero sterrato.
Non sentirsi in giornata è una notizia negativa, sentire i piedi assenti nei momenti cruciali ancora di più... un 2.000m anonimo a 3'20" complice una settimana dove ci ho dato dentro.

Domenica 7, l'indomani, mi aspettava un bel lungo da fare, da 1h45' ma il clima non promette affatto bene.
Conscio di ciò, attuo la strategia psicologica di acquistare il "biglietto di sola andata" da casa fino al Faro di Capo Gallo, a Mondello, attraverso i soliti percorsi muscolari fatti di sabbia rossa e sibili canori di volatili che sarebbero culminati in mezzo alla calca di gente e auto rumorose mai sazie di mare e sabbia sui piedi...
Be Unstoppable!
Il giochino mentale ha sicuramente la sua funzione, ma al calar della giornata, sul viale del ritorno, anche per stavolta la natura ha da prevalere sulla mia determinazione e l'allenamento giunge al termine molti minuti prima...

Mai domo ma intimorito da tali KO tecnici, mi accingo a compiere mercoledì 10 (come giustamente ha chiesto il Coach) un percorso molto muscolare di Fartlek dove in un giro si compiono ben Tre Salite di difficile pendenza: nel solito quieto piazzale ribattezzato "Dallas" non si poteva scegliere giornata peggiore, dove l'aria era afosa e dei nuvoloni neri rimbrottavano con forza dall'alto.
Parto con tutta la cautela di questo Mondo, laddove un giro completo si terminava in meno di quattro minuti, temino i primi 2 x 3 Giri senza esagerare.
In realtà l'impegno sembra triplicare con tale afa e poche gocce di pioggia non fanno altro che rendere ancor più disagevole il cammino...
L'allenamento prosegue e termina con altri 2 x 2 Giri senza aver più nulla da dire, mentre gli ultimi 2 x 1 Giro aspettavano ancora di essere chiamati...
Una doccia purificatrice (ma sempre dall'alto di quei nuvoloni) accompagnavano i miei seri pensieri verso lo Stadio e rinfrescavano decisamente le idee...
Da quel giorno, ancora una volta, non avremmo visto più piogge da queste parti.

Non c'è tempo per allarmarsi e spero in un allenamento migliore, stavolta dopo un giorno di ripresa corsa molto lentamente, al venerdì 12 con 3 x 3.260m in Villetta (4 giri da 815m) (R.3').
Riflettendoci non è molta roba, in fondo sono solamente 12 giri e meno di 10K ma come al solito non si abbassa di un sol grado la temperatura rasente i 30°C.
La sequenza è discreta e porto a casa (ripeto) un allenamento ordinario come se fosse un qualcosa di importante svolto: 11'10" - 11'08" - 11'26".
Il giorno susseguente pagherò tale sforzo e ci sarà poco tempo per riprendermi e riflettere se non con una lunga dormita.

Domenica 14 poteva essere un gran giorno: sentire una leggera brezza mattutina mi dona coraggio e concentrazione: volevo aggredire le 2 Ore di Lungo (31K, poco più o poco meno).
La sensazione di freschezza nell'aria, correndo nelle zone riparate del Parco della Favorita, è deliziosa come la leggerezza che per molto tempo avverto nelle gambe.
Corro in ottima compagnia per tutta la prima ora, successivamente le difficoltà sono crescenti ma non impossibili da gestire: la voglia di finire un buon fondo di endurance prevale sulla sete e sulle scarpe bagnate, come se fossi stato a mollo in acqua ma stavolta tutto sembra essere più leggero: è il calar della sera e finalmente si compiono le Due Ore.
Una tappa importante nel mio cammino, un altro segnale di speranza che posso tornare ad essere un bravo atleta.

La prossima gara sarà un Test importante: saranno i 25 Km in gara alla Salomon City Trail di Milano che si annuncia essere molto muscolare e ricca di saliscendi cittadini.
Ritorno presso la capitale lombarda carico e motivato, investendo su me stesso, per tornare a sognare e ravvivare tanti sforzi con nuove emozioni.

L'ultimo allenamento compiuto, il 16 settembre, mi vede spettatore giro dopo giro delle tante azioni sportive di atleti, amici dalle mille discipline, laddove anche se dalle pedane, sembrano fondersi ai tuoi gesti di corsa, o veder sfrecciare uomini veloci o rapidi saltatori ad ostacoli... tutto questo è il Fartlek in Pista, 10 x (500m Forte + 500m Piano)... era un pallido sole, rapidamente passa all'imbrunire, giro dopo giro.
Il Coach sembrava più soddisfatto di me...
Crossing Fingers!

martedì 2 settembre 2014

Napola è sempre il Top!

A Napola per dare il 110%... di me!
Napola (TP), 31 agosto 2014

Sin dagli ultimi chilometri percorsi in autostrada, quando ti avvicini a questo sobborgo vicino Trapani, se non hai mai assistito allo spettacolo che offre l'atletica è difficile credere che si possa inscenare un simile evento; a pochi chilometri vedi soltanto poche case, limitati centri urbanizzati e tanti, tanti campi di colture, tutto caratterizzato dal tipico color Ocra che richiama le terre più lontane e quasi dimenticate.

Non puoi crederci finchè non giungi sul posto ed intravvedi la lunga lingua di asfalto rovente che attende 1.000 podisti siciliani al via, prima della tanto attesa gara internazionale.
"This is Napola", creata da un gruppo di podisti corregionali così affiatato che ha saputo affermare con sudore e spirito di iniziativa una manifestazione nata diciotto anni fa ed ormai da molto tempo sono sempre lì presente in quelle strade dove ti ricordi soprattutto cosa significa soffrire nell'ultimo, estenuante rettilineo in leggera salita che non finisce mai, come fosse una lunga e sofferta Volata, per tutti!

A fine agosto in Sicilia il caldo è davvero insopportabile, la partenza delle prime due batterie amatoriali è costretta da orari difficili da gestire a da un foltissimo numero di atleti al via che non vogliono mancare per nessun motivo.
La Gigantografia, lassù, nel ricordo dell'amico podista di Napola Peppe Oddo
recentemente scomparso
E' una gara che non conosce flessione di pubblico, assiepato in massa in zona arrivo nel lungo stradone di passaggio per Napola, ed un clima torrido caratteristico di ogni edizione, tant'è che il perfezionismo degli organizzatori ha introdotto da qualche anno utilissimi ausilii come le docce nebulizzatrici che possono tanto aiutare i tanti podisti in difficoltà che in un pomeriggio invadono di mille colori quelle strade.

Per la nostra Gara Internazionale, prevista per le ore 19:00 circa, c'è un leggero sollievo da un sole ormai tramontante e forse per questo più affascinante, ma quelle strade roventi non consigliano partenze avventate.
Nelle ultime edizioni tanti protagonisti delle strade Internazionali hanno calcato il palcoscenico offerto dalla Volata Napola - Mokarta, tra cui i grandissimi Stefano Baldini e Daniele Meucci che, con la presenza del Mito Gelindo Bordin come ospite hanno completato il Tris storico di ori Europei nella Maratona senza contare i vari successi Mondiali e Olimpici.

Senza tralasciare i tantissimi africani che hanno arricchito le varie edizioni della manifestazione, mi piace ricordare le grandi glorie siciliane presenti in gara come il mitico Francesco Ingargiola (l'idolo locale, di Mazzara del Vallo) oppure Massimo Vincenzo Modica, oltre che tutti i miei amici/avversari... solo i migliori hanno calpestato queste strade ormai entrate nel Mito.

Alla Partenza, tanti Big italiani e stranieri!
Presenza sempre gradita e di inestimabile valore quest'anno, quella di Totò Antibo che ha regalato un sapore di Antiche e preziose Vittorie in più alla corsa, presente nel parterre degli invitati.

E' per questi motivi che non posso che ritenermi onorato di aver partecipato anche a questa edizione 2014 della celebre Volata conscio che con saggezza avrei potuto correre una gara positiva cercando di far crescere la mia attuale condizione, dopo la difficile prova di Campo Tures nel fresco altoatesino.

La start list era davvero agguerrita e c'è stata anche qualche defezione dell'ultimo minuto ma avrei avuto l'imbarazzo della scelta per cercare un compagno di avventura in gara.

Con la folta pattuglia keniana presente mi sarei aspettato una gara all'attacco sin dal via, se non che poco prima della partenza fosse stato fissato un premio aggiuntivo per il vincitore della gara e per chi avesse ritoccato il record del percorso: quando senti queste notizie è automatico che gli africani partiranno come schegge.

Prime fasi di gara e caratteristico lo sfondo di posti forse troppo abbandonati
Dopo le presentazioni di rito da parte del veterano Michele Marescalchi, siamo tutti pronti sulla linea di partenza... da lontano si intravvede la lunga discesa nei circa 1.800m del percorso ed un sole ancora caldo, calante come una palla infuocata da raggiungere.

Pronti - Via ed il gruppo parte molto sollecito...inutile dire che non mi interessava inserirmi in un'andatura - suicida che avrebbe portato a inutili sofferenze, così resto attaccato alla coda del gruppone che in circa 1 Km va per allontanarsi: è il primo mini-giro e dalla salita capisco che tutti stanno spingendo con veemenza.
Inizia, quindi, il primo dei 5 giri più grandi e cerco di regolarizzare il passo: trovo in Vincenzo Scuro ed Enzo Copia dei validi compagni di via, resto attendista, controllo la mia condizione.
Presto si giunge al termine della strada, in forte discesa e ci si lancia verso il lungo rettilineo in salita che non perdona.
I piedi rispondono bene, le posizioni iniziano a delinearsi, misto nel folto gruppetto di pelle scura, per giunta all'attacco, riesco a notare il chiarore della pelle del naturalizzato belga El Hachimi, atleta molto muscolare e per molti anni residente in Italia, con tanto di prestigiose vittorie al suo attivo nelle varie corse su strada nazionali. Oggi, un pò più longevo d'età, si destreggia con successo in campo internazionale per il suo paese di adozione correndo ad altissimi livelli in nazionale dai 10.000m alla Maratona (reduce dagli europei di Zurigo con gara anche lì da assoluto protagonista).

Con Scuro e Copia e le tipiche pose degli spettatori in Sicilia sullo sfondo!
Gli altri atleti italiani si staccano progressivamente ma non stanno andando piano: sono là davanti che spingono fortissimo!

La prudenza mi invita a non forzare ulteriormente e conservare bene le forze muscolari che attualmente posseggo e resto insieme a Scuro: Copia si staccherà mentre pochi metri più avanti il tunisino Khelifi e successivamente un altro Keniano si avvicineranno ai nostri radar.

Non posso che ringraziare il folto pubblico presente che mi ha accolto a queste strade con enorme affetto ed in particolare una tanto brava "fotografa" ed i runners del Gruppo che seguo negli allenamenti che non hanno risparmiato le ugole per spingermi nella sempre più insidiosa salita.

La palla di sole diventava sempre più arancione dietro i miei occhiali da sole ed i chilometri si susseguivano: 16'18" ai 5K segnati per strada non era affatto male e quegli avversari a vista potevano essere ripresi.
Decisamente il più attivo è stato Vincenzo Scuro al quale ho potuto dare sporadicamente una mano tant'è che al quarto giro, al termine della lunga salita culminata al giro di boa mi stacco.
Never Give Up!

Temo una crisi irreversibile ed invece supero con slancio la difficoltà (ed è questa la buona notizia!) tant'è che gli avversari restano sempre vicini, là a pochi metri; soltanto Khelifi mette il turbo negli ultimi due giri e ci lascia a parecchie decine di secondi dopo che era stato a tiro per davvero tanto tempo.
Corro con regolarità e non arrivo a livelli di sofferenza estremi tanto che mi impegno a raggiungere gli avversari con pazienza e intelligenza ma quei solo tre mesi di lavoro sulle gambe mi limitano nella rimonta.

Giunge sera, i primi sono arrivati e quel rettilineo finale mi aspetta, già da un anno intero: gli avversari sono vicini ma tenaci, il traguardo lo agguanto e lo faccio mio, stavolta la Volata Napola Mokarta la chiudo ed il crono mi rende molto contento: 33'40", con un tempo molto vicino al 2012, periodo in cui iniziarono tanti problemi muscolari; il massimo sarebbe stato un tempo di 20" inferiore ma è motivo in più per allenarmi con entusiasmo!

Sono contento, un anno fa ero presente alla corsa ma come sconsolato spettatore, oggi tutto procede bene: le strade di Napola sono sempre magiche, mi hanno aiutato nei finali di stagione e spero lo sia anche stavolta.
I Tempi ed i grafici nel dettaglio, del MiCoach Smart Run Watch!
Osservando le classifiche del 2013 e di quest'anno 2014 è facile notare come siano andati tutti quanti molto più forte e non posso che fare tra tutti i complimenti ad un Vincenzo Agnello in grande condizione atletica, nella speranza di vedergli agguantare un crono rilevante, prossimamente in una mezza maratona.
Da parte mia sono contento, è la prima gara ben gestita che segue positivamente ad una settimana di adattamento al caldo e caratterizzata da un discreto allenamento in pista svolto al martedì prima di questa Gara di Napola.

Ma non ci si può fermare qui, voglio con tutte le mie forze ritornare ai miei livelli e ci sarà tanto ancora da lavorare, ma quella lunga striscia asfaltata in salita di Napola insegna che il traguardo è lì, basta soltanto raggiungerlo ;-)

(Un bacio alla fotografa, per gli attimi in movimento ;-)

mercoledì 27 agosto 2014

Da Brunico a Campo Tures - Correre dentro una Cartolina dell'Alto Adige

Immagine di Copertina: L'arrivo vero è a destra, avrei voluto fermarmi ma
sono un Runner, non posso! (Foto Organizzatori)
Brunico - Campo Tures, Bolzano - (e tanto) Alto Adige, agosto 2014...
Una voglia di non tornare più, a casa, quella che conosci con tutti i suoi pregi e difetti.
Ma stavolta, la Sicilia e penso il resto dell'Italia, se volesse prendere ad esempio un posto dove prevalgono valori ormai persi per strada come il rispetto, la calma, la gentilezza e la correttezza, beh, deve provare a scoprire come ci si comporta e si vive in queste meravigliose Città.

Stavolta ho voluto passare delle serene vacanze in posti a me sconosciuti dove mai prima d'ora mi ero recato, nemmeno per gareggiare, ma stavolta, grazie anche all'aiuto insostituibile di un amico di tante immemorabili battaglie, Hermann Achmuller, ho vissuto dentro posti da favola dove per la prima volta ho visto che il rispetto della persona vien prima di ogni altra cosa, anche per i piccoli gesti.

Provenendo dal Sud, si vive e si cresce allenati alla cultura della diffidenza e della maldicenza, nel perenne rumore e mancato rispetto del prossimo - beh, si deve essere pronti a tutto lontano da casa!
Facendo saldi parecchi valori morali ed essendo contrario ad ogni forma di comportamento sopra citati, riesci comunque a fatica a sopravvivere a molti esempi di INciviltà presenti nel tuo territorio ed, ahimè, ti adegui di conseguenza cercando di fortificarti da ogni episodio negativo che può capitarti durante il cammino di vita.

Non a caso, viaggiando in vari luoghi, dico spesso: "provengo da Palermo, per cui son pronto a tutto!", laddove possa incontrare situazioni caotiche, rischi di furto, borseggi, rumore o chissà altro.

Bene, tutti questi presupposti, una volta giunto in Stazione a Brixen, prima tappa di un lungo e indimenticabile viaggio, non sarebbero serviti a nulla!
Dopo la prima boccata di aria freschissima, lasciato il caldo torrido della Città, ne seguiranno tanti, tantissimi altri respiri misti ad odori di fiori, alberi, frutteti ed altri mozzati dalla pur lieve ma significativa altitudine dei luoghi visitati.

Con il Campione di tante battaglie sportive
Veder lasciare in giro semi-libere le tante biciclette (con tanto di percorsi ciclabili realizzati a regola d'arte) poggiate magari ad un muretto per poi ritrovarle lì, sane e salve è stato uno choc, positivo(!)
Così come la proverbiale fama di veder fermare le auto a distanza metrica quando ci si accinge ad attraversare o la totale assenza di rumori fastidiosi quali il clacson... entri in una dimensione dalla quale non vorresti tornare più via.
Tanti piccoli gesti e tanta cura delle diverse cittadine visitate, ricche di sobborghi storici e centrali con svariate aziende ed industrie di prodotti agricoli presenti nelle varie aree industriali, tutti posti immersi nel verde e sormontati dalle imponenti Alpi, fiore all'occhiello di questi meravigliosi posti.

Correre è stata un'emozione indescrivibile: sono stati giorni in cui l'allenamento è scivolato via semplice come una passeggiata immerso tra i meleti, i campi di fragole e tanta insormontabile natura.
Bastava allontanarsi un pò e già ci si ricavava un giro da 15 Km mosso e variato oppure notare dopo la prima uscita che poco più lontano dal Centro Storico della Città (il quartiere Alstadt) era ben presente una Pista nuova di Zecca dal color Verde Tartan: non poteva essere che l'impianto di Atletica di Bressanone, zona ricca di atleti e di valori dal gran talento!

Hermann è stato per giorni la mia guida, facendomi conoscere ogni mattino posti nuovi ed al pomeriggio a volte lunghe camminate in posti incantevoli quali le Tre Cime di Odle, (simili a quelle di Lavaredo, dove si potrebbe correre una Ultra Trail... ho detto Trail?!? - da fare almeno una volta nella vita, avendo sempre le forze per farla!)...
Abbiamo potuto anche correre un allenamento specifico insieme in settimana (senza svelare tanto i suoi obiettivi) e fare 4 x 2.000m (R.2') in 6'30" circa.
Panorami mozzafiato e... non fa niente se c'era foschia, è stato uno spettacolo!
Dei due quello che soffriva maggiormente ero io; sarà che sono ancora in fase di riadattamento allo sforzo, ma quella mattina lui era particolarmente in forma, ragion per cui avevo pensato che al sabato avrebbe corso una bella gara - e non mi sarei sbagliato!

La corsa delle Patate (anch'essa specialità agricola della zona), ribattezzata a Brunico, vedeva la partenza Point-to-Point, dislocandosi per 3/4 di mezza maratona, ovvero l'insolita distanza di 17,6 Km circa, disseminati nel verde e nella pace dei luoghi attraversati, fino ad arrivare alla località montana di Campo Tures.

Hermann continuava con molto entusiasmo ad anticiparmi quanto sarebbe stata bella la gara e quanto mi sarebbe piaciuta; aveva ragione, ma lui non era lì durante la fase di riscaldamento, sarebbe "arrivato" poco prima del via ;-)
Nella fase di attesa, una pioggia fitta e costante iniziata sin dal mattino di quel 23 agosto, presagiva cupi scenari ed un cielo pieno di nuvole pesanti... impossibile pensare che di lì a poco i raggi del sole avrebbero bucato tutto quel grigiume...peccato aver lasciato in borsa i miei fedeli occhiali da sole.
La pioggia non mi scoraggiava, ero insolitamente nervoso già da molte ore, evidentemente inizio a sentire nuovamente forte la voglia di lottare, faceva ancora caldo per me, nonostante l'aere che profumava di fresco.

Poco prima del via un Runner dai lineamenti "tirati" (noto complimento da runner) mi fa i complimenti in merito al blog... lusinghe a parte, i complimenti li devo fare a te caro Alexander!

Fasi preparatorie completate, mi inserisco tra la nutrita schiera di corridori, attendendo le presentazioni di rito dell'ottima speaker bi-lingue e nell'attesa che si materializzi Hermann, non posso che complimentarmi con il podismo Altoatesino per quanta correttezza e rilassatezza vi era alla partenza dove tutti rigorosamente stavano lontani un metro dal tappeto dei chip, cose da paese civile, lontane dalla Terra (che conosco) alla Luna...

Partenza! (Foto Organizzatori)
Pronti-Via e subito si crea un terzetto molto forte composto dai favoriti: il vincitore dello scorso anno, Georg Brunner, il sempre sorridente Hannes Rungger ed il favorito della vigilia Peter Lanziner.
Stupido da parte mia inseguire questo gruppetto, ma al primo chilometro ero lì, attaccato alla corda...
Errore commesso, già iniziavo a sentire una insolita e prematura fatica ma cerco di gestire il tutto per i primi 5K mentre il sole bucava il cielo con i suoi raggi di sole ed il verde attorno a me si esaltava in brillantezza.

Dopo aver superato grazie ad una pendenza favorevole la prima mini - crisi, penso che sia logico seguire il gruppetto che a pochi metri mi tallonava, composto da un quartetto, tra cui un giovane atleta del Marocco che per tutta la gara ha corso con inspiegabile discontinuità e continui strappi.
La gara per me è lunga, quasi il doppio rispetto alle mie prime uscite dell'anno ma cerco di affrontare uno step alla volta e mi prefiggo di raggiungere i 10K con serenità.
A lungo mi rilasso dietro i due atleti che tirano la corsa con cambi regolari ma per me inizia ad essere impossibile dare loro una mano.

Resto attaccato al gancio, ancora altri 2 chilometri, in aperta campagna e con i pochi spettatori presenti ad incitarci, quando, al nuovo leggero rilancio di ritmo subisco il colpo e mi stacco, già stanco.
L'atleta del Marocco mi scavalca da dietro e "scatta" verso la coppia inseguitrice Burger - Strobl e poco più avanti il bravo Alex Stuffer inizia a scomparire in lontananza, nascosto dalle coltivazioni poste in perfetto ordine.
Resto solo ed inizia una lotta interna ma non mollo, non voglio mollare, non si può e non è giusto...mancano appena 5K, i più duri di questi ultimi due anni travagliati.

Fasi iniziali di gara, Km1 (Foto running.bz.it)
E' il 15° chilometro, percepisco un calore ed un panorama fantastico ma le ombre prevalgono sui miei pensieri, il clima rilassante mi aiuta a non cedere, quando da dietro rinviene Hermann, nel suo inconfondibile stile ed in perfetto controllo.
Mi incita, mi invita ad attaccarmi a lui ma la crisi era appena iniziata.

Riesce la sua lontananza a circa 100m ad obbligarmi a lottare ancor di più e trovo gli ultimi appoggi per non cedere ma ormai si entra nel centro abitato di Campo Tures, la gente mi aspetta e mi applaude, i miei piedi invece non rispondono a cotanto fragore.
Perdo ancora una posizione, le curve iniziano ad essere sempre più lunghe quando finalmente insorge da lontano l'Arco della Pace, della Liberazione...
Pochi attimi dopo, un saluto ad occhi sgranati al pubblico festante ed il capo rivolto verso il cielo ormai sgombro di nubi... l'arrivo, il 10° e sudato posto, in 1h 01' 51"...

Privo di forze, mi aggrappo al fortissimo Ultra-Hermann che compie un grande allenamento di giornata e sono davvero contento per lui.
Devo tanto ringraziare i miei amici che mi hanno fatto scoprire posti così fantastici e indimenticabili.

Avevo una voglia matta di chiamare il Coach in quel frangente, ma in Sicilia, a distanza di tantissimi chilometri e Gradi Celsius, si correva a Borgetto (vittoria del Duca) e, nel caso del Coach, l'Ecotrail della Luna a Caltavuturo...

Voglia di far festa, nel dopo-gara tutti insieme!
Il tempo volgeva al termine, un freddo così avvolgente si aggirava sugli 800m tra Brunico e Campo Tures, forse capaci di mettermi in grosse difficoltà in gara, era momento di riflessione ma la festa popolare, i canti, la gente vicina ed iper-eccitata dalla corsa appena svolta e le bellissime premiazioni mi hanno ridato serenità.

Amo correre, amo soffrire per questo Sport.
E' bastata una settimana per ridare fuoco vivo e nuove speranze, è bastato un sorriso degli amici che mi hanno accolto.
Grazie tutti Voi!

martedì 12 agosto 2014

Deep, Wild, Calabria

Prime fasi di gara, gruppo compatto!
Oltre lo Stretto, 09 e 10 agosto.

Si torna in Calabria, finalmente, l'occasione è interessante e si presenta a Cittanova (RC) per la Stranotturna Cittanovese, giunta alla sua quarta edizione.
Vista l'ora tarda di partenza della manifestazione (22.30 circa), dopo aver corso la prima edizione, non sono riuscito a parteciparvi più per motivi logistici legati allo stress della trasferta molto alto.

Stavolta non volevo mancare e vedevo in questa corsa un'opportunità in più di riassaporare la competizione con avversari veri e con la compagnia di amici del recente passato che stanno sempre vicino.
In realtà la manifestazione podistica Cittanovese esiste da molto più tempo ma dal 2011 ha cambiato formula proponendo questa attuale notturna con percorso a circuito di 1.500m da ripetere per 6 volte per un totale di 9 K.
Un percorso così suggestivo e impegnativo nel suo completo svolgimento che non te lo dimentichi facilmente, tecnicamente ben disegnato e dalle strade molto larghe e ben presidiate dalle forze dell'ordine e volontari locali.
Si deve essere molto allenati per poter chiudere con eccellenza la corsa e con qualunque avversario le motivazioni non potevano mancare.
Attualmente è importante cercare stimoli ad andare avanti, motivazioni che vanno ben oltre gli ordinari e tanto sudati allenamenti.

E' stata un'avventura questa trasferta calabrese, non ce la dimenticheremo facilmente ma alle volte il bello di queste esperienze sta nell'affrontare con il coraggio e l'intraprendenza di una volta un viaggio molto difficile e complesso da portare a termine.
Partenza in treno e via, borsa in spalla...
Alla presentazione, il Duca dell'Atletica!
Se solo i giovani di oggi ci provassero a mettere da parte una giornata di "svago ordinario" al mare e puntare su una gara su strada fuori dal fortino - Sicilia, ci sarebbero più atleti in attività, ne sono certo.

Non ho viaggiato da solo, finalmente ho potuto rivivere molti momenti con un amico di tantissime battaglie, sempre al Top in ogni parte dell'Italia.
Arrivare oltre lo stretto è stato abbastanza facile, raggiungere Gioia Tauro non è stato complicato, ma arrivare fino a Cittanova sarebbe stato impossibile se non avessimo dovuto chiedere aiuto ad un nostro amico.
Il Violettaclub avrà pure chiuso i battenti ma l'essenza della squadra che fu rimane ancora unita.
Ancor più difficile sarà il viaggio di ritorno, alla domenica trovare un mezzo pubblico viaggiante è un'autentica impresa, mai nella mia vita ho fatto autostop: c'è sempre una prima volta!

Ma questa è la Calabria e questa è la vita di un atleta che per scelta o per spirito di iniziativa, pur se ad altissimi livelli si accolla anche alla speranza di un passaggio fugace, su un'utilitaria guidata da un giovane dall'animo gentile.
In verità noi ci volevano tornare a gareggiare in Calabria, ci mancava tantissimo questo spirito di avventura e ritrovare tanta gente che ha contribuito ad accrescere i nostri successi, più umani che sportivi...

Dunque, a Cittanova ci arriviamo e perfettamente in tempo per rilassarci da un lungo viaggio ma non è facile dare il massimo in queste condizioni.
Il GPS dello Smart Run dice 9,3K a 3'17"/Km di media,
in tanti abbiamo sofferto, gara ottimamente organizzata!
Faceva molto fresco e ciò mi ha permesso di correre molto più rilassato muscolarmente che mai nelle ultime sofferte settimane.
I protagonisti attesi, il keniano dato per vincente e Said Boudalia direttamente dal Veneto si sarebbero giocati la vittoria, mentre per il podio la lotta si sarebbe incentrata sul duo Duca - Brancato.
Per le posizioni successive il pronostico era incerto, per me molto di più.

Sentivo discreta confidenza nel riscaldamento ma il livello attuale e la settimana che era appena trascorsa non denotavano nulla di nuovo (ma ci arriveremo alla fine).

La partenza, dopo le presentazioni di rito, avviene poco sollecita e c'era da aspettarselo dato che il keniano in corsa era soltanto uno.
In pratica il primo giro era stato di "riscaldamento" ma passa poco del secondo giro che esplode la gara.
Avanti tirano proprio il duo Boudalia - Kosgei seguiti a pochi metri da Brancato e Francesco Duca.
Successivamente da dietro rientrerà un ottimo Salvatore Arena che si accoderà fino al giro n°3 proprio all'amico Francesco.
Successivamente, con classifiche e tempi alla mano, mi rivelerà che si è sentito spento già dal via e che in effetti non ha potuto che portare a casa un discreto risultato.

Tutto questo avveniva, ahimè, davanti ai miei occhi.
Lotto con tutte le forze e l'elasticità che possiedo per superare le insidie del percorso ma il lungo rettilineo in costante ascesa mi costringe ad un progressivo rallentamento, così vedo sfilare via anche il giovane Santo Giannitto che si accoda a Salvatore Arena che pian piano li vedrò sparire nel buio della notte.
L'accelerata del 2°-3° giro fa male alle gambe e nei successivi, 4° e 5° rallento il ritmo nettamente, girando sui 5'10" al giro.
Ciò mi permette di prendere fiato ma quello fondamentalmente manca.
Respiro con molta veemenza, nemmeno stessi correndo delle ripetute veloci, è una costante negativa da qualche settimana a questa parte, sintomo di stanchezza più muscolare che organica.
Finalmente il fresco mi fa correre agevolmente, almeno godo dei piaceri del podismo, ma il cronometro segna in alto...

Durante l'ultimo giro provo inutilmente a rilanciare la mia azione solitaria ma proprio nell'ultima parte vengo inesorabilmente sorpassato a forte (per me) velocità dal "figlio d'arte" ;-) Stefano Sestito al quale do la mano "al volo" in segno di grande rispetto: in pochi anni è cresciuto con spontaneità e costanza, la stoffa di famiglia l'aveva già ma qualche anno fa quando lo conobbi, parecchie decine di chili in più!
Premiazione, di categoria, ma ciò che importa è continuare ad andare oltre
questo ottavo posto
Si è innamorato della corsa fino ad arrivare tanti bei risultati (Campione Italiano Promesse alla Maratona di Milano) e quella sera ha colto l'occasione sorpassandomi in una gara gestita da entrambi attorno ai ritmi dei 3'20"/Km, quanto posso fare adesso su un percorso così.
Proverò a reagire nel finire di gara ma allo scollinamento non avrò più forze per gettarmi in discesa: avevo dato tutto il possibile e per me la posizione meritata l'8va.

Il risultato finale è di 30'32" che, sullo stesso percorso, mi vede peggiorato di circa 1'30".
Questo divario cronometrico diventa una costante, ripetuto anche in allenamento sulla lunga salita e si associa alla discontinuità mostrata nelle ultime quotidiane uscite.

Gli inizi di agosto, infatti, non hanno portato buoni risultati, anzi illusorio era stato un buon ritorno in Pista con 15x400m (R.1') corsi in scioltezza (era l'esordio sull'anello dopo tanto tempo) attorno all'1'12" e l'ultimo in 1'09"

Questo allenamento fece affiorare molte carenze che, associate agli esercizi di reattività per i piedi svolti in settimana, mi portarono ad un irrigidimento generale di polpacci, bicipite femorale e caviglie, preoccupanti.
Adattarsi è dura ma non volli mollare.
Un secondo e duro allenamento, un Lungo alternato a delle ripetute in salita brevi, 10x100m separati da altri 10' di Lento ed altrettanti 10x100m in salita (riuscito male perchè concluso in netta difficoltà), mi costrinsero a rallentare gli allenamenti per evitare il peggio.
In realtà il peggio è il clima assurdamente caldo e umido che non agevola questo tipo di attività di lunga durata, visto che con una temperatura più fresca non avvertii più nessun altro problema in gara...

L'ultimo specifico prima affrontare la gara, infatti, lo corsi al mercoledì 06 e voleva essere un esercizio da svolgere in estrema scioltezza (doveva essere 2x2000m e 2x1000m) degenerato in un veloce conto alla rovescia verso un'amara crisi di disidratazione nella quale usare i piedi non esisteva più...

Tornare in Calabria è stato un positivo tuffo nel passato, la prova in Pista parzialmente fallita (a distanza di giorni così è stato) mi fa capire che siamo appena all'inizio del percorso che spero mi farà tornare atleta a tutti gli effetti.
Man mano che si prova a salire di livello sopraggiungono nuove e impreviste difficoltà.
Fa tutto parte del gioco, l'atletica è uno sport dalla difficile comprensione, a volte se ti alleni troppo non rendi nemmeno tanto ma sono certo che sarà importante insistere sull'elasticità di piedi, caviglie e schiena per tornare ad avere quella striscia di continuità che è appena iniziata.

Dopo la premiazione che non finiva più ed il meritato riposo, domenica 10, molto lentamente ritorniamo nella vicina Sicilia e pensiamo a quale sarà la nostra prossima avventura :-)

(Ringrazio tanti amici per le foto, il tifo ed il sostegno e Miletomarathon per le foto)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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