41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

giovedì 18 settembre 2014

Investi Su Te Stesso!


110% di Impegno, 5.000 calorie bruciate, 7 litri di sudore :-)
Palermo, settembre 2014

Rientrare alla routine giornaliera di allenamenti durante il periodo estivo non è stata una felice coincidenza...
In realtà mi tengo stretto ogni positiva sensazione ma la lotta contro il caldo giornaliero che (ahimè) a settembre si protrae sempre nella mia terra, mi vede spesso sconfitto.
Ammetto che in tanti mi invidierebbero in questo momento ma la questione sta nel come si compie l'attività sportiva e fare agonismo comporta le sue infauste conseguenze...

Nonostante metta impegno e sacrificio, dicendo anche "no" ad allettanti giornate da passare al mare, provo in tutte le maniere e negli orari più clementi di portare a termine i lunghi allenamenti che mi aspettano perchè ancora oggi adoro mettermi alla prova... non sempre riuscendoci!
Ogni anno agonistico racconta la stessa storia, associando la fine della stagione balneare di Mondello, un rapido sollievo dalle alte temperature e un rapido incremento delle energie fisiche e... spirituali!
Ho lottato tanto nel cercare di tornare ai giusti livelli che mi appartengono ma è una lotta impari e lo sapevo già!

Dopo la prova positiva di Napola, trascinato da molte emozioni, mi sono tuffato nell'unica occasione che la Pista avrebbe potuto propormi: un 1.500m a Palermo tre giorni dopo la 10K.Si trattava del Meeting di Settembre, presso il Campo di Atletica del CUS Palermo.

Trascinato dall'entusiamo e dalla frizzante idea di rimettermi le Rosse Chiodate Adidas Cadence, ho vissuto inspiegabili giorni di avvicinamento alla così breve gara nel pieno di quei chilometri caratterizzati da afa e umidità.
Gli attimi precedenti il Via della Gara mi vedevano tesissimo e quasi spaventato dall'idea di correre una gara così veloce dopo anni di inattività... il solito giudice di gara locale spargeva benzina sul fuoco con iterati "warning" e minacciate squalifiche senza alcun senso...
Al via mi rendo conto che eravamo in tanti, forse troppi ed al 500m capisco il perchè...
Senza avvertire a che ritmo si stesse andando, cado nell'errore di accodarmi al folto gruppo e non ho il coraggio di avanzare da quella posizione, tanto comoda ma sempre più lontana dalla testa.
Appena visto il passaggio al 1.000m in un poco interessante 2'49", capisco che avrei dovuto reagire operando diversi sorpassi ma metto più testa che gambe, quelle erano fin troppo confuse da quanto stesse accadendo e, con infelice regolarità la corsa termina in un 4'15" standard che è da vedersi come un bicchiere mezzo pieno viste le sensazioni volte al poter fare molto di più...

Volevo un turbinìo di emozioni, volevo mettere un punto a quanto fatto fino a quel momento in allenamento e l'ho ottenuto... la costante di quest'anno è stata la discontinuità nel dimostare un potenziale che c'è e che va cercato... ma la bella esperienza in pista si apre e si chiuderà quella giornata stessa.
Avevo deciso che posso correre una Maratona!

In realtà chi ha saputo donarmi gioie ed emozioni è stato Emanuele davanti a tutti in un Test/Gara imbastito qualche giorno dopo per i Runners del gruppo che seguo.
Hanno avuto un'agevolazione: ho dettato loro il ritmo, abbastanza serrato ma Emanuele al suono della campana, cambia passo e stampa un bellissimo 5'01" nel 1.500m corso da chi come lui poco tempo fa non era in grado di tenere quasi un 3'40" nei 1.000m è una grandissima soddisfazione, specie con il cambio di ritmo operato nei 200m finali.
Felipe non ha potuto replicare a tale allungo ma ha chiuso con un ottimo 5'04"; altri miglioramenti visibili da parte di tutti e una caparbietà mentale impeccabile come ho sempre professato.

Allungando con allenamenti e chilometri, non tutto è filato per il verso giusto ma piace sempre raccontare gli allenamenti riguardanti una preparazione in fondo, diversa da molte altre.
Stavolta mi sento più rookie che mai e avverto una minore propensione a correre per lunga lena, almeno finchè non si placherà il caldo.

Sabato 6, il compitino non era affatto facile: scelta la meta più difficile in assoluto per correre le salite, mi attendevano 8 x 200m irti - R.3' e successivamente un 2.000m da correre su percorso adiacente allo Stadio, in Villetta e in saliscendi su leggero sterrato.
Non sentirsi in giornata è una notizia negativa, sentire i piedi assenti nei momenti cruciali ancora di più... un 2.000m anonimo a 3'20" complice una settimana dove ci ho dato dentro.

Domenica 7, l'indomani, mi aspettava un bel lungo da fare, da 1h45' ma il clima non promette affatto bene.
Conscio di ciò, attuo la strategia psicologica di acquistare il "biglietto di sola andata" da casa fino al Faro di Capo Gallo, a Mondello, attraverso i soliti percorsi muscolari fatti di sabbia rossa e sibili canori di volatili che sarebbero culminati in mezzo alla calca di gente e auto rumorose mai sazie di mare e sabbia sui piedi...
Be Unstoppable!
Il giochino mentale ha sicuramente la sua funzione, ma al calar della giornata, sul viale del ritorno, anche per stavolta la natura ha da prevalere sulla mia determinazione e l'allenamento giunge al termine molti minuti prima...

Mai domo ma intimorito da tali KO tecnici, mi accingo a compiere mercoledì 10 (come giustamente ha chiesto il Coach) un percorso molto muscolare di Fartlek dove in un giro si compiono ben Tre Salite di difficile pendenza: nel solito quieto piazzale ribattezzato "Dallas" non si poteva scegliere giornata peggiore, dove l'aria era afosa e dei nuvoloni neri rimbrottavano con forza dall'alto.
Parto con tutta la cautela di questo Mondo, laddove un giro completo si terminava in meno di quattro minuti, temino i primi 2 x 3 Giri senza esagerare.
In realtà l'impegno sembra triplicare con tale afa e poche gocce di pioggia non fanno altro che rendere ancor più disagevole il cammino...
L'allenamento prosegue e termina con altri 2 x 2 Giri senza aver più nulla da dire, mentre gli ultimi 2 x 1 Giro aspettavano ancora di essere chiamati...
Una doccia purificatrice (ma sempre dall'alto di quei nuvoloni) accompagnavano i miei seri pensieri verso lo Stadio e rinfrescavano decisamente le idee...
Da quel giorno, ancora una volta, non avremmo visto più piogge da queste parti.

Non c'è tempo per allarmarsi e spero in un allenamento migliore, stavolta dopo un giorno di ripresa corsa molto lentamente, al venerdì 12 con 3 x 3.260m in Villetta (4 giri da 815m) (R.3').
Riflettendoci non è molta roba, in fondo sono solamente 12 giri e meno di 10K ma come al solito non si abbassa di un sol grado la temperatura rasente i 30°C.
La sequenza è discreta e porto a casa (ripeto) un allenamento ordinario come se fosse un qualcosa di importante svolto: 11'10" - 11'08" - 11'26".
Il giorno susseguente pagherò tale sforzo e ci sarà poco tempo per riprendermi e riflettere se non con una lunga dormita.

Domenica 14 poteva essere un gran giorno: sentire una leggera brezza mattutina mi dona coraggio e concentrazione: volevo aggredire le 2 Ore di Lungo (31K, poco più o poco meno).
La sensazione di freschezza nell'aria, correndo nelle zone riparate del Parco della Favorita, è deliziosa come la leggerezza che per molto tempo avverto nelle gambe.
Corro in ottima compagnia per tutta la prima ora, successivamente le difficoltà sono crescenti ma non impossibili da gestire: la voglia di finire un buon fondo di endurance prevale sulla sete e sulle scarpe bagnate, come se fossi stato a mollo in acqua ma stavolta tutto sembra essere più leggero: è il calar della sera e finalmente si compiono le Due Ore.
Una tappa importante nel mio cammino, un altro segnale di speranza che posso tornare ad essere un bravo atleta.

La prossima gara sarà un Test importante: saranno i 25 Km in gara alla Salomon City Trail di Milano che si annuncia essere molto muscolare e ricca di saliscendi cittadini.
Ritorno presso la capitale lombarda carico e motivato, investendo su me stesso, per tornare a sognare e ravvivare tanti sforzi con nuove emozioni.

L'ultimo allenamento compiuto, il 16 settembre, mi vede spettatore giro dopo giro delle tante azioni sportive di atleti, amici dalle mille discipline, laddove anche se dalle pedane, sembrano fondersi ai tuoi gesti di corsa, o veder sfrecciare uomini veloci o rapidi saltatori ad ostacoli... tutto questo è il Fartlek in Pista, 10 x (500m Forte + 500m Piano)... era un pallido sole, rapidamente passa all'imbrunire, giro dopo giro.
Il Coach sembrava più soddisfatto di me...
Crossing Fingers!

martedì 2 settembre 2014

Napola è sempre il Top!

A Napola per dare il 110%... di me!
Napola (TP), 31 agosto 2014

Sin dagli ultimi chilometri percorsi in autostrada, quando ti avvicini a questo sobborgo vicino Trapani, se non hai mai assistito allo spettacolo che offre l'atletica è difficile credere che si possa inscenare un simile evento; a pochi chilometri vedi soltanto poche case, limitati centri urbanizzati e tanti, tanti campi di colture, tutto caratterizzato dal tipico color Ocra che richiama le terre più lontane e quasi dimenticate.

Non puoi crederci finchè non giungi sul posto ed intravvedi la lunga lingua di asfalto rovente che attende 1.000 podisti siciliani al via, prima della tanto attesa gara internazionale.
"This is Napola", creata da un gruppo di podisti corregionali così affiatato che ha saputo affermare con sudore e spirito di iniziativa una manifestazione nata diciotto anni fa ed ormai da molto tempo sono sempre lì presente in quelle strade dove ti ricordi soprattutto cosa significa soffrire nell'ultimo, estenuante rettilineo in leggera salita che non finisce mai, come fosse una lunga e sofferta Volata, per tutti!

A fine agosto in Sicilia il caldo è davvero insopportabile, la partenza delle prime due batterie amatoriali è costretta da orari difficili da gestire a da un foltissimo numero di atleti al via che non vogliono mancare per nessun motivo.
La Gigantografia, lassù, nel ricordo dell'amico podista di Napola Peppe Oddo
recentemente scomparso
E' una gara che non conosce flessione di pubblico, assiepato in massa in zona arrivo nel lungo stradone di passaggio per Napola, ed un clima torrido caratteristico di ogni edizione, tant'è che il perfezionismo degli organizzatori ha introdotto da qualche anno utilissimi ausilii come le docce nebulizzatrici che possono tanto aiutare i tanti podisti in difficoltà che in un pomeriggio invadono di mille colori quelle strade.

Per la nostra Gara Internazionale, prevista per le ore 19:00 circa, c'è un leggero sollievo da un sole ormai tramontante e forse per questo più affascinante, ma quelle strade roventi non consigliano partenze avventate.
Nelle ultime edizioni tanti protagonisti delle strade Internazionali hanno calcato il palcoscenico offerto dalla Volata Napola - Mokarta, tra cui i grandissimi Stefano Baldini e Daniele Meucci che, con la presenza del Mito Gelindo Bordin come ospite hanno completato il Tris storico di ori Europei nella Maratona senza contare i vari successi Mondiali e Olimpici.

Senza tralasciare i tantissimi africani che hanno arricchito le varie edizioni della manifestazione, mi piace ricordare le grandi glorie siciliane presenti in gara come il mitico Francesco Ingargiola (l'idolo locale, di Mazzara del Vallo) oppure Massimo Vincenzo Modica, oltre che tutti i miei amici/avversari... solo i migliori hanno calpestato queste strade ormai entrate nel Mito.

Alla Partenza, tanti Big italiani e stranieri!
Presenza sempre gradita e di inestimabile valore quest'anno, quella di Totò Antibo che ha regalato un sapore di Antiche e preziose Vittorie in più alla corsa, presente nel parterre degli invitati.

E' per questi motivi che non posso che ritenermi onorato di aver partecipato anche a questa edizione 2014 della celebre Volata conscio che con saggezza avrei potuto correre una gara positiva cercando di far crescere la mia attuale condizione, dopo la difficile prova di Campo Tures nel fresco altoatesino.

La start list era davvero agguerrita e c'è stata anche qualche defezione dell'ultimo minuto ma avrei avuto l'imbarazzo della scelta per cercare un compagno di avventura in gara.

Con la folta pattuglia keniana presente mi sarei aspettato una gara all'attacco sin dal via, se non che poco prima della partenza fosse stato fissato un premio aggiuntivo per il vincitore della gara e per chi avesse ritoccato il record del percorso: quando senti queste notizie è automatico che gli africani partiranno come schegge.

Prime fasi di gara e caratteristico lo sfondo di posti forse troppo abbandonati
Dopo le presentazioni di rito da parte del veterano Michele Marescalchi, siamo tutti pronti sulla linea di partenza... da lontano si intravvede la lunga discesa nei circa 1.800m del percorso ed un sole ancora caldo, calante come una palla infuocata da raggiungere.

Pronti - Via ed il gruppo parte molto sollecito...inutile dire che non mi interessava inserirmi in un'andatura - suicida che avrebbe portato a inutili sofferenze, così resto attaccato alla coda del gruppone che in circa 1 Km va per allontanarsi: è il primo mini-giro e dalla salita capisco che tutti stanno spingendo con veemenza.
Inizia, quindi, il primo dei 5 giri più grandi e cerco di regolarizzare il passo: trovo in Vincenzo Scuro ed Enzo Copia dei validi compagni di via, resto attendista, controllo la mia condizione.
Presto si giunge al termine della strada, in forte discesa e ci si lancia verso il lungo rettilineo in salita che non perdona.
I piedi rispondono bene, le posizioni iniziano a delinearsi, misto nel folto gruppetto di pelle scura, per giunta all'attacco, riesco a notare il chiarore della pelle del naturalizzato belga El Hachimi, atleta molto muscolare e per molti anni residente in Italia, con tanto di prestigiose vittorie al suo attivo nelle varie corse su strada nazionali. Oggi, un pò più longevo d'età, si destreggia con successo in campo internazionale per il suo paese di adozione correndo ad altissimi livelli in nazionale dai 10.000m alla Maratona (reduce dagli europei di Zurigo con gara anche lì da assoluto protagonista).

Con Scuro e Copia e le tipiche pose degli spettatori in Sicilia sullo sfondo!
Gli altri atleti italiani si staccano progressivamente ma non stanno andando piano: sono là davanti che spingono fortissimo!

La prudenza mi invita a non forzare ulteriormente e conservare bene le forze muscolari che attualmente posseggo e resto insieme a Scuro: Copia si staccherà mentre pochi metri più avanti il tunisino Khelifi e successivamente un altro Keniano si avvicineranno ai nostri radar.

Non posso che ringraziare il folto pubblico presente che mi ha accolto a queste strade con enorme affetto ed in particolare una tanto brava "fotografa" ed i runners del Gruppo che seguo negli allenamenti che non hanno risparmiato le ugole per spingermi nella sempre più insidiosa salita.

La palla di sole diventava sempre più arancione dietro i miei occhiali da sole ed i chilometri si susseguivano: 16'18" ai 5K segnati per strada non era affatto male e quegli avversari a vista potevano essere ripresi.
Decisamente il più attivo è stato Vincenzo Scuro al quale ho potuto dare sporadicamente una mano tant'è che al quarto giro, al termine della lunga salita culminata al giro di boa mi stacco.
Never Give Up!

Temo una crisi irreversibile ed invece supero con slancio la difficoltà (ed è questa la buona notizia!) tant'è che gli avversari restano sempre vicini, là a pochi metri; soltanto Khelifi mette il turbo negli ultimi due giri e ci lascia a parecchie decine di secondi dopo che era stato a tiro per davvero tanto tempo.
Corro con regolarità e non arrivo a livelli di sofferenza estremi tanto che mi impegno a raggiungere gli avversari con pazienza e intelligenza ma quei solo tre mesi di lavoro sulle gambe mi limitano nella rimonta.

Giunge sera, i primi sono arrivati e quel rettilineo finale mi aspetta, già da un anno intero: gli avversari sono vicini ma tenaci, il traguardo lo agguanto e lo faccio mio, stavolta la Volata Napola Mokarta la chiudo ed il crono mi rende molto contento: 33'40", con un tempo molto vicino al 2012, periodo in cui iniziarono tanti problemi muscolari; il massimo sarebbe stato un tempo di 20" inferiore ma è motivo in più per allenarmi con entusiasmo!

Sono contento, un anno fa ero presente alla corsa ma come sconsolato spettatore, oggi tutto procede bene: le strade di Napola sono sempre magiche, mi hanno aiutato nei finali di stagione e spero lo sia anche stavolta.
I Tempi ed i grafici nel dettaglio, del MiCoach Smart Run Watch!
Osservando le classifiche del 2013 e di quest'anno 2014 è facile notare come siano andati tutti quanti molto più forte e non posso che fare tra tutti i complimenti ad un Vincenzo Agnello in grande condizione atletica, nella speranza di vedergli agguantare un crono rilevante, prossimamente in una mezza maratona.
Da parte mia sono contento, è la prima gara ben gestita che segue positivamente ad una settimana di adattamento al caldo e caratterizzata da un discreto allenamento in pista svolto al martedì prima di questa Gara di Napola.

Ma non ci si può fermare qui, voglio con tutte le mie forze ritornare ai miei livelli e ci sarà tanto ancora da lavorare, ma quella lunga striscia asfaltata in salita di Napola insegna che il traguardo è lì, basta soltanto raggiungerlo ;-)

(Un bacio alla fotografa, per gli attimi in movimento ;-)

mercoledì 27 agosto 2014

Da Brunico a Campo Tures - Correre dentro una Cartolina dell'Alto Adige

Immagine di Copertina: L'arrivo vero è a destra, avrei voluto fermarmi ma
sono un Runner, non posso! (Foto Organizzatori)
Brunico - Campo Tures, Bolzano - (e tanto) Alto Adige, agosto 2014...
Una voglia di non tornare più, a casa, quella che conosci con tutti i suoi pregi e difetti.
Ma stavolta, la Sicilia e penso il resto dell'Italia, se volesse prendere ad esempio un posto dove prevalgono valori ormai persi per strada come il rispetto, la calma, la gentilezza e la correttezza, beh, deve provare a scoprire come ci si comporta e si vive in queste meravigliose Città.

Stavolta ho voluto passare delle serene vacanze in posti a me sconosciuti dove mai prima d'ora mi ero recato, nemmeno per gareggiare, ma stavolta, grazie anche all'aiuto insostituibile di un amico di tante immemorabili battaglie, Hermann Achmuller, ho vissuto dentro posti da favola dove per la prima volta ho visto che il rispetto della persona vien prima di ogni altra cosa, anche per i piccoli gesti.

Provenendo dal Sud, si vive e si cresce allenati alla cultura della diffidenza e della maldicenza, nel perenne rumore e mancato rispetto del prossimo - beh, si deve essere pronti a tutto lontano da casa!
Facendo saldi parecchi valori morali ed essendo contrario ad ogni forma di comportamento sopra citati, riesci comunque a fatica a sopravvivere a molti esempi di INciviltà presenti nel tuo territorio ed, ahimè, ti adegui di conseguenza cercando di fortificarti da ogni episodio negativo che può capitarti durante il cammino di vita.

Non a caso, viaggiando in vari luoghi, dico spesso: "provengo da Palermo, per cui son pronto a tutto!", laddove possa incontrare situazioni caotiche, rischi di furto, borseggi, rumore o chissà altro.

Bene, tutti questi presupposti, una volta giunto in Stazione a Brixen, prima tappa di un lungo e indimenticabile viaggio, non sarebbero serviti a nulla!
Dopo la prima boccata di aria freschissima, lasciato il caldo torrido della Città, ne seguiranno tanti, tantissimi altri respiri misti ad odori di fiori, alberi, frutteti ed altri mozzati dalla pur lieve ma significativa altitudine dei luoghi visitati.

Con il Campione di tante battaglie sportive
Veder lasciare in giro semi-libere le tante biciclette (con tanto di percorsi ciclabili realizzati a regola d'arte) poggiate magari ad un muretto per poi ritrovarle lì, sane e salve è stato uno choc, positivo(!)
Così come la proverbiale fama di veder fermare le auto a distanza metrica quando ci si accinge ad attraversare o la totale assenza di rumori fastidiosi quali il clacson... entri in una dimensione dalla quale non vorresti tornare più via.
Tanti piccoli gesti e tanta cura delle diverse cittadine visitate, ricche di sobborghi storici e centrali con svariate aziende ed industrie di prodotti agricoli presenti nelle varie aree industriali, tutti posti immersi nel verde e sormontati dalle imponenti Alpi, fiore all'occhiello di questi meravigliosi posti.

Correre è stata un'emozione indescrivibile: sono stati giorni in cui l'allenamento è scivolato via semplice come una passeggiata immerso tra i meleti, i campi di fragole e tanta insormontabile natura.
Bastava allontanarsi un pò e già ci si ricavava un giro da 15 Km mosso e variato oppure notare dopo la prima uscita che poco più lontano dal Centro Storico della Città (il quartiere Alstadt) era ben presente una Pista nuova di Zecca dal color Verde Tartan: non poteva essere che l'impianto di Atletica di Bressanone, zona ricca di atleti e di valori dal gran talento!

Hermann è stato per giorni la mia guida, facendomi conoscere ogni mattino posti nuovi ed al pomeriggio a volte lunghe camminate in posti incantevoli quali le Tre Cime di Odle, (simili a quelle di Lavaredo, dove si potrebbe correre una Ultra Trail... ho detto Trail?!? - da fare almeno una volta nella vita, avendo sempre le forze per farla!)...
Abbiamo potuto anche correre un allenamento specifico insieme in settimana (senza svelare tanto i suoi obiettivi) e fare 4 x 2.000m (R.2') in 6'30" circa.
Panorami mozzafiato e... non fa niente se c'era foschia, è stato uno spettacolo!
Dei due quello che soffriva maggiormente ero io; sarà che sono ancora in fase di riadattamento allo sforzo, ma quella mattina lui era particolarmente in forma, ragion per cui avevo pensato che al sabato avrebbe corso una bella gara - e non mi sarei sbagliato!

La corsa delle Patate (anch'essa specialità agricola della zona), ribattezzata a Brunico, vedeva la partenza Point-to-Point, dislocandosi per 3/4 di mezza maratona, ovvero l'insolita distanza di 17,6 Km circa, disseminati nel verde e nella pace dei luoghi attraversati, fino ad arrivare alla località montana di Campo Tures.

Hermann continuava con molto entusiasmo ad anticiparmi quanto sarebbe stata bella la gara e quanto mi sarebbe piaciuta; aveva ragione, ma lui non era lì durante la fase di riscaldamento, sarebbe "arrivato" poco prima del via ;-)
Nella fase di attesa, una pioggia fitta e costante iniziata sin dal mattino di quel 23 agosto, presagiva cupi scenari ed un cielo pieno di nuvole pesanti... impossibile pensare che di lì a poco i raggi del sole avrebbero bucato tutto quel grigiume...peccato aver lasciato in borsa i miei fedeli occhiali da sole.
La pioggia non mi scoraggiava, ero insolitamente nervoso già da molte ore, evidentemente inizio a sentire nuovamente forte la voglia di lottare, faceva ancora caldo per me, nonostante l'aere che profumava di fresco.

Poco prima del via un Runner dai lineamenti "tirati" (noto complimento da runner) mi fa i complimenti in merito al blog... lusinghe a parte, i complimenti li devo fare a te caro Alexander!

Fasi preparatorie completate, mi inserisco tra la nutrita schiera di corridori, attendendo le presentazioni di rito dell'ottima speaker bi-lingue e nell'attesa che si materializzi Hermann, non posso che complimentarmi con il podismo Altoatesino per quanta correttezza e rilassatezza vi era alla partenza dove tutti rigorosamente stavano lontani un metro dal tappeto dei chip, cose da paese civile, lontane dalla Terra (che conosco) alla Luna...

Partenza! (Foto Organizzatori)
Pronti-Via e subito si crea un terzetto molto forte composto dai favoriti: il vincitore dello scorso anno, Georg Brunner, il sempre sorridente Hannes Rungger ed il favorito della vigilia Peter Lanziner.
Stupido da parte mia inseguire questo gruppetto, ma al primo chilometro ero lì, attaccato alla corda...
Errore commesso, già iniziavo a sentire una insolita e prematura fatica ma cerco di gestire il tutto per i primi 5K mentre il sole bucava il cielo con i suoi raggi di sole ed il verde attorno a me si esaltava in brillantezza.

Dopo aver superato grazie ad una pendenza favorevole la prima mini - crisi, penso che sia logico seguire il gruppetto che a pochi metri mi tallonava, composto da un quartetto, tra cui un giovane atleta del Marocco che per tutta la gara ha corso con inspiegabile discontinuità e continui strappi.
La gara per me è lunga, quasi il doppio rispetto alle mie prime uscite dell'anno ma cerco di affrontare uno step alla volta e mi prefiggo di raggiungere i 10K con serenità.
A lungo mi rilasso dietro i due atleti che tirano la corsa con cambi regolari ma per me inizia ad essere impossibile dare loro una mano.

Resto attaccato al gancio, ancora altri 2 chilometri, in aperta campagna e con i pochi spettatori presenti ad incitarci, quando, al nuovo leggero rilancio di ritmo subisco il colpo e mi stacco, già stanco.
L'atleta del Marocco mi scavalca da dietro e "scatta" verso la coppia inseguitrice Burger - Strobl e poco più avanti il bravo Alex Stuffer inizia a scomparire in lontananza, nascosto dalle coltivazioni poste in perfetto ordine.
Resto solo ed inizia una lotta interna ma non mollo, non voglio mollare, non si può e non è giusto...mancano appena 5K, i più duri di questi ultimi due anni travagliati.

Fasi iniziali di gara, Km1 (Foto running.bz.it)
E' il 15° chilometro, percepisco un calore ed un panorama fantastico ma le ombre prevalgono sui miei pensieri, il clima rilassante mi aiuta a non cedere, quando da dietro rinviene Hermann, nel suo inconfondibile stile ed in perfetto controllo.
Mi incita, mi invita ad attaccarmi a lui ma la crisi era appena iniziata.

Riesce la sua lontananza a circa 100m ad obbligarmi a lottare ancor di più e trovo gli ultimi appoggi per non cedere ma ormai si entra nel centro abitato di Campo Tures, la gente mi aspetta e mi applaude, i miei piedi invece non rispondono a cotanto fragore.
Perdo ancora una posizione, le curve iniziano ad essere sempre più lunghe quando finalmente insorge da lontano l'Arco della Pace, della Liberazione...
Pochi attimi dopo, un saluto ad occhi sgranati al pubblico festante ed il capo rivolto verso il cielo ormai sgombro di nubi... l'arrivo, il 10° e sudato posto, in 1h 01' 51"...

Privo di forze, mi aggrappo al fortissimo Ultra-Hermann che compie un grande allenamento di giornata e sono davvero contento per lui.
Devo tanto ringraziare i miei amici che mi hanno fatto scoprire posti così fantastici e indimenticabili.

Avevo una voglia matta di chiamare il Coach in quel frangente, ma in Sicilia, a distanza di tantissimi chilometri e Gradi Celsius, si correva a Borgetto (vittoria del Duca) e, nel caso del Coach, l'Ecotrail della Luna a Caltavuturo...

Voglia di far festa, nel dopo-gara tutti insieme!
Il tempo volgeva al termine, un freddo così avvolgente si aggirava sugli 800m tra Brunico e Campo Tures, forse capaci di mettermi in grosse difficoltà in gara, era momento di riflessione ma la festa popolare, i canti, la gente vicina ed iper-eccitata dalla corsa appena svolta e le bellissime premiazioni mi hanno ridato serenità.

Amo correre, amo soffrire per questo Sport.
E' bastata una settimana per ridare fuoco vivo e nuove speranze, è bastato un sorriso degli amici che mi hanno accolto.
Grazie tutti Voi!

martedì 12 agosto 2014

Deep, Wild, Calabria

Prime fasi di gara, gruppo compatto!
Oltre lo Stretto, 09 e 10 agosto.

Si torna in Calabria, finalmente, l'occasione è interessante e si presenta a Cittanova (RC) per la Stranotturna Cittanovese, giunta alla sua quarta edizione.
Vista l'ora tarda di partenza della manifestazione (22.30 circa), dopo aver corso la prima edizione, non sono riuscito a parteciparvi più per motivi logistici legati allo stress della trasferta molto alto.

Stavolta non volevo mancare e vedevo in questa corsa un'opportunità in più di riassaporare la competizione con avversari veri e con la compagnia di amici del recente passato che stanno sempre vicino.
In realtà la manifestazione podistica Cittanovese esiste da molto più tempo ma dal 2011 ha cambiato formula proponendo questa attuale notturna con percorso a circuito di 1.500m da ripetere per 6 volte per un totale di 9 K.
Un percorso così suggestivo e impegnativo nel suo completo svolgimento che non te lo dimentichi facilmente, tecnicamente ben disegnato e dalle strade molto larghe e ben presidiate dalle forze dell'ordine e volontari locali.
Si deve essere molto allenati per poter chiudere con eccellenza la corsa e con qualunque avversario le motivazioni non potevano mancare.
Attualmente è importante cercare stimoli ad andare avanti, motivazioni che vanno ben oltre gli ordinari e tanto sudati allenamenti.

E' stata un'avventura questa trasferta calabrese, non ce la dimenticheremo facilmente ma alle volte il bello di queste esperienze sta nell'affrontare con il coraggio e l'intraprendenza di una volta un viaggio molto difficile e complesso da portare a termine.
Partenza in treno e via, borsa in spalla...
Alla presentazione, il Duca dell'Atletica!
Se solo i giovani di oggi ci provassero a mettere da parte una giornata di "svago ordinario" al mare e puntare su una gara su strada fuori dal fortino - Sicilia, ci sarebbero più atleti in attività, ne sono certo.

Non ho viaggiato da solo, finalmente ho potuto rivivere molti momenti con un amico di tantissime battaglie, sempre al Top in ogni parte dell'Italia.
Arrivare oltre lo stretto è stato abbastanza facile, raggiungere Gioia Tauro non è stato complicato, ma arrivare fino a Cittanova sarebbe stato impossibile se non avessimo dovuto chiedere aiuto ad un nostro amico.
Il Violettaclub avrà pure chiuso i battenti ma l'essenza della squadra che fu rimane ancora unita.
Ancor più difficile sarà il viaggio di ritorno, alla domenica trovare un mezzo pubblico viaggiante è un'autentica impresa, mai nella mia vita ho fatto autostop: c'è sempre una prima volta!

Ma questa è la Calabria e questa è la vita di un atleta che per scelta o per spirito di iniziativa, pur se ad altissimi livelli si accolla anche alla speranza di un passaggio fugace, su un'utilitaria guidata da un giovane dall'animo gentile.
In verità noi ci volevano tornare a gareggiare in Calabria, ci mancava tantissimo questo spirito di avventura e ritrovare tanta gente che ha contribuito ad accrescere i nostri successi, più umani che sportivi...

Dunque, a Cittanova ci arriviamo e perfettamente in tempo per rilassarci da un lungo viaggio ma non è facile dare il massimo in queste condizioni.
Il GPS dello Smart Run dice 9,3K a 3'17"/Km di media,
in tanti abbiamo sofferto, gara ottimamente organizzata!
Faceva molto fresco e ciò mi ha permesso di correre molto più rilassato muscolarmente che mai nelle ultime sofferte settimane.
I protagonisti attesi, il keniano dato per vincente e Said Boudalia direttamente dal Veneto si sarebbero giocati la vittoria, mentre per il podio la lotta si sarebbe incentrata sul duo Duca - Brancato.
Per le posizioni successive il pronostico era incerto, per me molto di più.

Sentivo discreta confidenza nel riscaldamento ma il livello attuale e la settimana che era appena trascorsa non denotavano nulla di nuovo (ma ci arriveremo alla fine).

La partenza, dopo le presentazioni di rito, avviene poco sollecita e c'era da aspettarselo dato che il keniano in corsa era soltanto uno.
In pratica il primo giro era stato di "riscaldamento" ma passa poco del secondo giro che esplode la gara.
Avanti tirano proprio il duo Boudalia - Kosgei seguiti a pochi metri da Brancato e Francesco Duca.
Successivamente da dietro rientrerà un ottimo Salvatore Arena che si accoderà fino al giro n°3 proprio all'amico Francesco.
Successivamente, con classifiche e tempi alla mano, mi rivelerà che si è sentito spento già dal via e che in effetti non ha potuto che portare a casa un discreto risultato.

Tutto questo avveniva, ahimè, davanti ai miei occhi.
Lotto con tutte le forze e l'elasticità che possiedo per superare le insidie del percorso ma il lungo rettilineo in costante ascesa mi costringe ad un progressivo rallentamento, così vedo sfilare via anche il giovane Santo Giannitto che si accoda a Salvatore Arena che pian piano li vedrò sparire nel buio della notte.
L'accelerata del 2°-3° giro fa male alle gambe e nei successivi, 4° e 5° rallento il ritmo nettamente, girando sui 5'10" al giro.
Ciò mi permette di prendere fiato ma quello fondamentalmente manca.
Respiro con molta veemenza, nemmeno stessi correndo delle ripetute veloci, è una costante negativa da qualche settimana a questa parte, sintomo di stanchezza più muscolare che organica.
Finalmente il fresco mi fa correre agevolmente, almeno godo dei piaceri del podismo, ma il cronometro segna in alto...

Durante l'ultimo giro provo inutilmente a rilanciare la mia azione solitaria ma proprio nell'ultima parte vengo inesorabilmente sorpassato a forte (per me) velocità dal "figlio d'arte" ;-) Stefano Sestito al quale do la mano "al volo" in segno di grande rispetto: in pochi anni è cresciuto con spontaneità e costanza, la stoffa di famiglia l'aveva già ma qualche anno fa quando lo conobbi, parecchie decine di chili in più!
Premiazione, di categoria, ma ciò che importa è continuare ad andare oltre
questo ottavo posto
Si è innamorato della corsa fino ad arrivare tanti bei risultati (Campione Italiano Promesse alla Maratona di Milano) e quella sera ha colto l'occasione sorpassandomi in una gara gestita da entrambi attorno ai ritmi dei 3'20"/Km, quanto posso fare adesso su un percorso così.
Proverò a reagire nel finire di gara ma allo scollinamento non avrò più forze per gettarmi in discesa: avevo dato tutto il possibile e per me la posizione meritata l'8va.

Il risultato finale è di 30'32" che, sullo stesso percorso, mi vede peggiorato di circa 1'30".
Questo divario cronometrico diventa una costante, ripetuto anche in allenamento sulla lunga salita e si associa alla discontinuità mostrata nelle ultime quotidiane uscite.

Gli inizi di agosto, infatti, non hanno portato buoni risultati, anzi illusorio era stato un buon ritorno in Pista con 15x400m (R.1') corsi in scioltezza (era l'esordio sull'anello dopo tanto tempo) attorno all'1'12" e l'ultimo in 1'09"

Questo allenamento fece affiorare molte carenze che, associate agli esercizi di reattività per i piedi svolti in settimana, mi portarono ad un irrigidimento generale di polpacci, bicipite femorale e caviglie, preoccupanti.
Adattarsi è dura ma non volli mollare.
Un secondo e duro allenamento, un Lungo alternato a delle ripetute in salita brevi, 10x100m separati da altri 10' di Lento ed altrettanti 10x100m in salita (riuscito male perchè concluso in netta difficoltà), mi costrinsero a rallentare gli allenamenti per evitare il peggio.
In realtà il peggio è il clima assurdamente caldo e umido che non agevola questo tipo di attività di lunga durata, visto che con una temperatura più fresca non avvertii più nessun altro problema in gara...

L'ultimo specifico prima affrontare la gara, infatti, lo corsi al mercoledì 06 e voleva essere un esercizio da svolgere in estrema scioltezza (doveva essere 2x2000m e 2x1000m) degenerato in un veloce conto alla rovescia verso un'amara crisi di disidratazione nella quale usare i piedi non esisteva più...

Tornare in Calabria è stato un positivo tuffo nel passato, la prova in Pista parzialmente fallita (a distanza di giorni così è stato) mi fa capire che siamo appena all'inizio del percorso che spero mi farà tornare atleta a tutti gli effetti.
Man mano che si prova a salire di livello sopraggiungono nuove e impreviste difficoltà.
Fa tutto parte del gioco, l'atletica è uno sport dalla difficile comprensione, a volte se ti alleni troppo non rendi nemmeno tanto ma sono certo che sarà importante insistere sull'elasticità di piedi, caviglie e schiena per tornare ad avere quella striscia di continuità che è appena iniziata.

Dopo la premiazione che non finiva più ed il meritato riposo, domenica 10, molto lentamente ritorniamo nella vicina Sicilia e pensiamo a quale sarà la nostra prossima avventura :-)

(Ringrazio tanti amici per le foto, il tifo ed il sostegno e Miletomarathon per le foto)

venerdì 1 agosto 2014

Volate da Veri Fighters!

Scampare all'ultima posizione che ti insegue senza mai voltarsi...
Vergato (BO), 2° Americana sotto le stelle, 25 luglio 2014.

Lo scorso anno ero presente, rappresentò l'epilogo della stagione 2013; oggi svolto e riparto proprio da dove avevo messo fine al capitolo corse in una di quelle gare che più di tutte mi vedono fortemente svantaggiato anche quando preparato al massimo, vista la caratteristica fisica da fondista.

Ma le Americane (gare dove alla fine di ogni giro di un circuito cittadino l'ultimo concorrente viene eliminato) rappresentano in me la voglia di osare fino alla fine, di reagire con rabbia e lucidità agli attacchi degli avversari fino all'ultimo centimetro, gambe contro gambe, magari sbracciandosi nervosamente a colpi di "sportellate" per conquistare la posizione di salvezza, il tutto nel rispetto dell'avversario.
Questo aspetto fa parte di me, nel più profondo, ragion per cui adoro tanto le gare corte estive, la Pista e le sfide fino all'ultima millimole di acido lattico sopportabile...

Una gara così si prepara o comunque ci si presenta sull'onda lunga di allenamenti in pista molto frenetici ed estenuanti, fatti di continui allunghi o all'inverso, di brevi scatti e di recuperi molto ampi.
Roba da mezzofondisti veloci, cosa che non mi appartiene, un mondo diametralmente opposto, in special modo durante quest'estate dove sto cercando di costruire con paziente ascesa (sono più gli allenamenti in salita che sul piano!!!) un fondamento di forza per correre a lungo.

Ma per un amico, una persona che merita, è giusto e non vedevo l'ora di combattere in mezzo a 800isti e 1500isti.

La settimana di per se non mi ha aiutato, abbiamo proseguito con un'altra sfida interessante e stimolante per vedere se c'erano stati dei miglioramenti da me sperati.
Tutta la dura salita di Monte Pellegrino - Scala Vecchia - fino alle antenne RAI al punto più alto del Monte la prova che mi attende al mercoledì 23.

Nonostante l'inizio della settimana fosse stato appesantito da una ulteriore seduta di forza con pesi ancora leggeri, il giorno prima della crono-scalata correvo con piedi brillanti, ritrovati.
E' ancora una volta l'effetto a corrente alternata di una condizione che sboccia pian piano e che alle volte sfugge via.
Come da manuale del Perfetto Runner, il giorno della prova più importante, mi sentivo poco reattivo, la respirazione corta dal riscaldamento, il caldo che ci si mette, ecc, ecc.
Eppure non mi davo pace del perchè andassi così fluido il giorno prima...

Sarà una metafora della vita e accetto di faticare dal primo all'ultimo metro della crono-scalata senza mai arrendermi.
Superata discretamente la prima parte, molto ripida e ricca di continue curve a gomito sui tornantini disegnati per l'uomo (ed oggi... anche per le mountain bike e per il downhill dei neofiti...) provo a spingere nel tratto più percorribile ma stento ed il fiato resta sempre spezzato.
Affrontando l'ultimo settore che porta alle antenne, con parziale di 18'30", mi accorgo che nei due punti più difficili mi inchiodo senza ragion d'essere e accetto la parziale insufficienza di una prova che si dimostra dura quanto lo è questa nuova avventura podistica...
Il tempo finale, stremato e senza fiato per diversi minuti è di 24'44" ad 1'30" dal PB e con poco tempo per recuperare... la prova non era finita lì!

Riflettendo nel recupero e nella ridiscesa, in mezzo alla natura priva di inquinamento e con il panorama unico della Città visibile solo da lì, trovo serenità e rilassatezza; tutto ciò mi ridà la carica che cercavo...
Tornato nei pressi del Santuario, affronto il poco più che un chilometro di strada con le energie rimanenti e baciato da quei raggi di sole ormai bassi che costeggiano il monte e cerco di toccare con mano lo sfondo blù mare che si avvista in vetta: il Belvedere ed il suo panorama con vista lato Mondello mi attende e raggiungo la Statua della Santuzza che accoglie me ed i pochi turisti che la visitano.
Si inizia a ragionare: allenamento concluso con grande impegno e di una certa durata, da qui si può svoltare ad ogni altro pensiero...

In quei frangenti le gambe bruciavano :-)
Ma in realtà il pensiero presto va alla gara ad eliminazione, consapevole che una svegliata ai riflessi ed alle gambe per quanto riguarda la velocità avrei dovuto darla!
Più di qualche allungo il giorno prima non posso dare, tutto procede per il meglio, ma appare chiaro che ciò che mi attenderà sarà una dura battaglia in un campo che non è assolutamente il mio!

Nella via di mezzeria, l'annunciata rinuncia ai Campionati Italiani di 10K su Strada previsti per il giorno 02 agosto da parte del mio Team, il Mezzofondo Recanati Grottini Team mi lascia perplesso e accetto il verdetto in quanto la squadra è parecchio staccata in classifica e non ha interesse a partecipare all'ultima prova che poco restituirebbe in termini di posizione finale.
Oltretutto per me si tratta di un anno che è iniziato da poco e per molti altri compagni di squadra dal grosso potenziale gli infortuni non sono mancati...

Così, con molta serenità e tanta voglia di seguire un percorso nuovo, cerco di dare il meglio possibile all'appuntamento con le Stelle del 25 luglio.
La manifestazione che incastrava molteplici eventi podistici dedicati dai più giovani ai Master, culminava in quel di Vergato (BO) nella prova dell'Americana.
Il percorso, simile a quello dell'anno scorso ma accorciato a circa 600m complessivi, prevedeva un ritmo blando dietro una coppia di bikers che scandivano l'andatura per il recupero delle forze e, ad ogni tornata, una volata di circa 200m in leggera salita e in leggera curva, su tracciato cittadino.

Con l'esperienza di passate Americane, conosco a memoria le sensazioni ma viverle in prima persona è tutta un'altra cosa.
E' chiaro che alla prima volata, dopo un primo giro di "riscaldamento", nessuno vuole essere eliminato e pertanto ella risulta essere la più difficile tra le volate.
Accade, inoltre, che alcuni concorrenti meno abituati ai recuperi brevi al termine di una volata mollino nettamente senza poter stare a seguito del gruppo nella fase di recupero, consentendo una "volatina" senza alcuno sforzo massimale.

Accadranno entrambe le cose anche in questa edizione ma dovrò dare tutto me stesso per restare aggrappato alla corsa.

La prima volata mi vede molto attento e reattivo nel partire il più in testa possibile.
Putroppo la sede stradale diventa un tuo avversario ed ogni curva, pendenza o marciapiede possono rovinare l'intera volata se non sei un tipo molto agile nelle distanze brevi.
In tanti mi passano ma riesco lo stesso a mantenermi avanti a qualcuno e l'istinto me lo dice.

In quei frangenti non si riesce a ragionare, l'avversario tenta in tutti i modi di sorpassarti le sgomitate non mancano e rischi di perdere il  passo...
Riesco a tenere forza in 4 volate, che è un buon successo per le mie caratteristiche e scopro di essere sufficientemente veloce da poter andare avanti con il lavoro fin'ora impostato con il Coach.
Il recupero dietro le biciclette non era affatto facile per me e nei primissimi metri arrancavo fin troppo... la velocità non è mia amica ma tornavo a corteggiarla proprio in quel giorno...

La Premiazione Finale, tutti presenti!
Chiudo al 12° posto ma esaltano le prestazioni di Marcianò (5°), del giovane Di Gaetano (2°) e della cristallina vittoria del forte mezzofondista del CS Esercito, Marco N. Salami che ho il grande piacere di conoscere e dialogare con lui in quei giorni.

Parlando di allenamenti, tecnica e di tanto altro con Marco capisco che gli esercizi per i piedi e le caviglie (e tutto il resto delle mie carenze) non si devono mai più mollare e la prova di ciò arriva immediatamente: il giorno susseguente corro male con scarsa spinta di piedi e caviglie: le volate cui non ero più abituato da tempo avevano stressato oltremodo gli apparati locomotori terminali!

La settimana si chiude comunque con una uscita lunga, sempre sotto il sole che cala nelle ultime ore delle lunghe giornate estive e stavolta sono 1h 45': ancora una volta la gestione è altalenante e siamo lontani da ciò che desidero dai miei allenamenti ma almeno per 1h 20' ho corso molto bene.

I cali e le flessioni possono starci, mentalmente mi sto riabituando alle lunghe cavalcate, poco tempo fa era pura utopia concludere con successo tutto ciò...
E' un nuovo stimolo riscoprire quegli allenamenti che tanto mi hanno restituito negli anni e pian piano mi riapproprio di una dimensione, quella della lunga e stradale distanza, passando anche per gli antichi amori impossibili della velocità e presto (spero) anche del Trail...

(Ringrazio e saluto Toti Clemente ed il gruppo di fotoamatori per i link riguardanti i duri tornanti lungo Monte Pellegrino - Ringrazio tutto il gruppo della Lumega di Vergato per l'ospitalità)

martedì 29 luglio 2014

A Casa del Coach

Sorry... nessuna foto di Caltavuturo...ma eccomi qua!
Caltavuturo, uscita Scillato per chi proviene da Palermo e, successivamente, 10 Km di fuori strada su impervie curve di asfalto tanto è dissestato il manto stradale, capace di tenere lontano o di incuriosire maggiormente chi vuol far visita a questa cittadina alta circa 500m slm.

Lasciato alle spalle il (comunque) felice come-back alle gare di Monreale, la musica estiva non cambiava più di tanto con tanto allenamento impostato sulla ricerca della forza ed un graduale aumento dei chilometri percorsi.

Da menzionare nuovamente l'allenamento di Circuit Training che nell'esecuzione degli esercizi di forza alternati agli allunghi da 200m ha il suo punto focale.
4 x (giro esterno pista con 40 Skip - 200m allungo - 15 x 1/2 Squat Jump - 200m allungo)
6 x (giro esterno pista con 40 Skip - 200m allungo - 40 x Affondi Jump - 200m allungo)
6 x (giro esterno Stadio 535m con 2 Volte Gradoni Tribune)
1.000m finale in Pista.

Con il sole che picchiava sempre meno, nelle zone d'ombra, eseguire skip in maggiore scioltezza ed il 1/2 Squat Jump nella migliore delle elevazioni, posso garantire che... ti inchioda al terreno e gli allunghi risultano sempre più una prova di sopravvivenza.
Il tutto susseguito da altri 15 minuti corsa affrontando ad ogni giro i gradoni delle tribune dello Stadio, nuovamente, mi stavano obbligando a resa anticipata.
Ma si sa, l'obiettivo è compiere l'allenamento, nel migliore dei modi, in quei casi la fatica è un ottimo termometro per misurare l'impegno ed il 1.000m finale se veniva vergognosamente lento è un optional: l'importante è averlo concluso!

L'indomani, sabato 19 luglio, era prevista una gara locale, a Caltavuturo - Trofeo Maria SS del Carmelo - e finalmente ho potuto conoscere le origini natìe del Coach!

Dopo aver visto e gareggiato nelle più disparate cittadine sparse in Sicilia, Caltavuturo si aggiunge alla lunga lista di luoghi vissuti... tornano in mente antichi ricordi quando si andava a caccia di gare limitrofe, anche due in una sola giornata... vicine una trentina di chilometri l'una dall'altra, senza sapere se saremmo riusciti a correrle e con indumenti di fortuna :-)

Così, in un clima molto calmo e rilassato e senza avversari di grido, ma con un pur bravo podista amatoriale idolo locale presente - Rosario Cirrito, inizia lo spettacolo organizzato da Sicilia Ecotrail.
Il percorso, a dir poco complesso e ricco di curve nei stretti vicoli delle strade adiacenti al centro del Paese, alla fine mi è comunque piaciuto perchè tecnicamente difficile da affrontare, ricco di pendenze e cambi di direzione che rendono meno monotono il suo svolgimento.

A dire il vero, la manifestazione si è arricchita di una batteria giovanile a dir poco entusiasmante, dove i mini-atleti si sono dati battaglia in un chilometro lanciato da una partenza (come capita ai piccoli e inesperti runners) a folli velocità stoppata immediatamente dai probabili rantoli di fatica saliti dalle gambe fin sugli occhi dei bimbi che alla curva successiva trovavano pane duro (dicasi - lunga salita) per le loro esili gambette che prontamente barcollavano.
A trionfare, infatti, è uno dei ragazzini che era partito con maggiore calma e astuzia tattica e che ha chiuso in un allungo fiammante.
Cirrito il suo cognome, evidentemente il figlio che segue le orme del padre... ma tanti altri ragazzini non sono stati da meno dell'avversario che per un sabato hanno corso da protagonisti per le strade del loro paese.
La promozione sportiva è uno dei pochi mezzi che possa garantire tra i più giovani il ricambio e la ricerca di campioni in ogni parte della nostra terra ed uno strumento potentissimo di integrazione sociale ed educazione alle regole di vita secondo i più corretti ideali sportivi.

Pochi attimi dopo lo show dei ragazzini, inizia la gara podistica assoluti - amatori.
Al via, nonostante le gambe appesantite dal lavoro di Circuito del giorno precedente, provo a correre con scioltezza e mi tengo avanti con i principali avversari distanti poche manciate di metri.
Il distacco non viene ricucito e mi diverto, vista la possibilità, di attaccare con maggiore slancio possibile le lunghe salite presenti sul giro ed inevitabilmente il distacco aumenta.
A quel punto, i cinque giri da 1.600m previsti passano in fretta e proprio nell'ultimo cerco di cambiare passo passando dai circa 3'30"/Km ai 3'15"/Km con discreto sforzo.

Il tempo finale, 29'46" mi premia al primo posto, ma la cosa che più importa è aver visto sul percorso tanta gente e aver valorizzato l'atletica ed il running anche a Caltavuturo, con una manifestazione che può solamente incrementare il suo successo.

Stanco come non mai, ma soddisfatto altrettanto, un piccolo tassello alla crescita generale viene aggiunto ed il giorno dopo, un lungo di 1h30' completa una settimana dai grandi volumi.
Le sensazioni portate da quest'ultimo allenamento sono interessanti e mi accorgo che per la prima volta riesco a gestire nell'interezza tutti e 90 i minuti senza grossi tentennamenti e con la zavorra costante dell'umidità ed il rischio disidratazione che rendono ogni allenamento particolarmente pesante da gestire.
Trovo fondamentale infatti, al termine di questi lunghi e pressanti allenamenti, re-integrare immediatamente mangiando frutta di stagione di svariato tipo ricca di sali minerali e vitamine, senza mai far mancare la banana, e bevendo costantemente durante il resto della serata.
L'integratore salino con magnesio e potassio risulta essenziale anche per evitare ove possibile l'irrigidimento della muscolatura.

Il poker si chiude al lunedì con i primi pesi in palestra dopo tanto tempo, forse meglio dire "pesetti" e tanta voglia di riprendermi i livelli abituali.
Energie ridotte al minimo dopo oltre 1h di allenamento e un 2.000m in pista secco per chiudere la giornata.
In realtà non era rimasto molto dopo tanto impegno ed il 2K termina con un 6'25" che per me dice molto.

La condizione fisica è in costante monitoraggio, ci sono giornate nelle quali non riesco ad alzare le gambe e devo mettere di lato ritmi e far scorrere il cronometro, altre nelle quali noto immediati picchi di brillantezza e riesco a sfiorare le belle sensazioni di agilità che ancora ricordo.

Prossimamente vorrò introdurre nelle giornate "più leggere" allenamenti di tecnica di corsa, curando maggiormente i fondamenti delle andature e stimolando ulteriormente piedi e caviglie (cui avverto ancora carenze) con costanti esercizi di rafforzamento, stavolta dinamici.
Quel dolore che lamentavo costante alla caviglia riesco a tenerlo lontano anche così, rendendo tutto il distretto più forte e reattivo (ove possibile).

Tutto procede per il meglio, la settimana prossima racconterò di quegli sprint che vogliono essere da sempre la mia croce e la mia passione nascosta...

martedì 15 luglio 2014

Questione di Centimetri

Ad un metro dal traguardo, la "prima"
facile non poteva essere
(Fonte Sicilia Running)
Palermo, luglio, tanto sudore...

La Pista, il luogo di consacrazione assoluta della fatica, il posto dove i risultati sono insindacabili e dove dimostri il vero e inconfutabile valore, è ancora lontana, posso sognare allenamenti da gestire con impegno e intelligenza.
Il programma di allenamento verte ancora su un piano... inclinato, dove Salite, Circuiti e Fartlek predominano la scena.

Purtroppo non è facile dare una valutazione concreta al mio lavoro, i pochi riferimenti mi fanno comunque capire che il lavoro è proficuo e saggiamente indirizzato verso la direttrice del lento miglioramento.

Domenica 6, finalmente, una prova irrinunciabile, con avversari veri, o meglio compagni di allenamento.
Lorenzo Perrone e Lucio Cimò vogliono correre una lunga salita, non c'è meglio di Monte Pellegrino che, nel carico generale degli allenamenti, mi invitano ad una ulteriore e dura prova.
In genere non mi piace correre prove estenuanti al mattino, ma la compagnia ne vale la pena.
Si parte decisi, tiro avanti e già dopo un chilometro il ritmo è sostenuto tanto da trovarci in due avanti.
Per Lucio salterà il banco, ma una giornata storta può andare a chiunque, specie quando si parla di cronoscalata.
A metà percorso Lorenzo mi sorpassa e prosegue del suo passo, molto corto, molto frequente.
Noto immediatamente che non riesco a tenere lo sforzo e lo lascio andare, resterà lontano 20", il crono parla di 34'45", il PB è lontano ma il caldo-umido e l'aria mattutina lasciano spazio all'ottimismo.
Il gioco di luci del mattino ha svoltato sorprendentemente il panorama rendendolo quasi irriconoscibile a tratti.
Dopo oltre 300 scalate in vetta, quel mattino con quell'avversario regalava emozioni nuove...

Fartlek frenetici e salite che somigliavano a sprint massimali nell'agenda settimanale, il Coach gioca duro e rispondo con altrettanto impegno... un sibilo da 1'24" in pista sul 500m dopo le salite (5 x 100m ripide + 5 x 250m più morbide - R.2') a cui è seguita una cavalcata progressiva verso lo Stadio di 10 minuti fino a 3'20"/Km.
Stavolta ho lottato fino all'ultimo metro...mi sento più vivo...

Non ho quasi fatto annunci particolari, ma sentivo dentro che la prima Vera Gara l'avrei corsa domenica 13 luglio a Monreale (PA)...
Primo giro e solitaria cavalcata di Lorenzo Perrone
(Grottini Team per entrambi)
Nemmeno una distanza a me congeniale tanto che correre una lunga volata di 7K avrebbe potuto mettermi in seria difficoltà visti gli specialisti e la start list contenente molta valida gente peraltro vincitrice di prove in Sicilia durante l'anno.

Essendo un giro corto (meno di 1 Km) e le strade strette, ci si sarebbe aspettato un problema in più, il caos doppiaggi, ma in fondo rientrare con una gara cui mettere alla prova i riflessi e stimolare l'attenzione e la concentrazione era per me un valore aggiunto.

Il Pronti-Via suona subito alla carica un Lorenzo Perrone dominatore assoluto che ha dimostrato di essere in una condizione crescente.
Ho un compagno di squadra (Mezzofondo Recanati - Grottini Team) davvero in ottima forma: riesco con estrema fatica a stare sulla sua scia appena un giro già su ritmi frenetici quando riesce ancora ad incrementare sbarazzandosi della mia presenza.
Riesco a duplicare lo stesso il tempo del primo giro ma già Lorenzo è lontano.
Avverto la botta e vado fuori giri, la gara, seppur corta, è subito terribilmente dura: il percorso è terribilmente insidioso, frenetico e con una leggera salita che fiacca le forze di giro in giro.
La successiva discesa è stretta e a gomito, tant'è che in molte occasioni per superare "muri" di doppiati dovrò inventarmi rischiose gimcane...
Ulteriore serpentina prima della fine del giro e via che l'avversario man mano scompare.

Al termine del terzo giro, appesantito dal tentativo fallito di inseguire Lorenzo, verrò ripreso da Lucio Cimò che con maggiore lucidità mi staccherà pesantemente nella parte in salita del percorso.
I fantasmi della gara del Parco della Favorita corsa appena un mese prima si ripresentavano, altri avversari mi tallonavano da vicino, sentivo lo speaker in zona arrivo incitarli (come tutti noi protagonisti avanti) e Perrone si allontanava.

Con tanto impegno e concentrazione (dato che man mano i doppiati diventavano tanti quanto un giorno di Ferragosto in coda all'autostrada) provo a superare la mini-crisi e non mi stacco dal ritmo di 3'15"/Km notando che nei rettilinei riesco a mantenere un passo (breve) ma frequente e costante.

I giri si susseguono uno dietro l'altro, Cimò pian piano si avvicina alla mia vista, tutto ciò mi fa forza come le tante persone che mi incitano ad ogni giro.
Ospite speciale nel gruppo FLP Running :-)
Non riesco a badare nè a loro, nè al cronometro perchè è da tanto tempo che non provo simili emozioni e non posso distrarmi...
L'ultimo giro, nonostante mi ripetessi che Cimò vale la pena di attaccarlo, cedo psicologicamente al termine del tratto in salita, dando per scontato che la terza posizione sia ormai in tasca.

Questo atteggiamento sarà oggetto di personale riflessione in quanto nel mio DNA è Vietato Mollare!
Senza rendermene conto, tanti ormai erano i podisti sul percorso, mi avvio tranquillamente sul traguardo senza tagliare il centimetro, quando nei 50m finali mi accorgo con la coda dell'occhio dell'arrivo da lontano di un atleta, Giuseppe Laudicina (Universitas Palermo), in una rimonta disperata.
Immediatamente allungo il passo, ormai appaiati e per pochi centimetri riesco a prevalere su un atleta che nel giro di pochi mesi ha convertito tanto allenamento in un ottimo risultato.

Frastornato dalla "sberla" finale, riesco dopo mesi di sofferta assenza dalle gare, a tagliare un traguardo sognato a lungo.

Il MiCoach Smart Run segna al GPS 6,8 Km ma lo fermo molti metri dopo visto il concitato arrivo.
Dopo diversi confronti con altrettanti podisti che lamentavano la perdita del segnale in vari orologi GPS, si giunge alla conclusione che la gara è lunga sui 6,7 Km che, considerati i vari mini-tagli del percorso e le curve strette resta una misura attendibile.
La questione, infatti, verte sulla media finale che per me è sui 3'14"/Km.

La classifica, infine, denota un alto rendimento generale e una discreta competitività all'interno delle gare regionali.
Senza aver corso allenamenti particolari, seppur in maniera sofferta, una media in gara simile è ciò che potevo aspettarmi.
Riparte da qui l'avventura on the road!
Nel giro di un mese ho fatto un buon passo avanti, ho messo in campo la mia consueta aggressività ancora un pò arrugginita ma dalle belle premesse.

I problemi fisici sono alle spalle, manca ancora molta sicurezza in fase di resistenza e velocità che tanto mi mancano oltre che uno stile di corsa ancora lontano dai giorni migliori.
Ma non ho paura di confrontarmi con i migliori, onore agli avversari dai quali sono stato sconfitto, motivo in più per svegliarsi a un nuovo giorno carico di piene motivazioni :-)

(Ringrazio Sicilia Running, Ultramaratone, Maratone e Dintorni su Facebook e una persona che tiene allenato il mio cuore per le foto ;-)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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