41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 31 maggio 2013

Giro di Imperia a Tappe - Un secondo posto che da morale!

La premiazione finale, giornata stupenda!
Imperia - 24-25-26 maggio.

Non avevo mai corso un Giro a Tappe in vita mia e questo, seppur di soli tre giorni, è stato veramente faticoso affrontarlo.
Devo dire grazie di cuore ad un caro amico, a me sempre molto vicino, Michele Chiefari, valido atleta imperiese e ottimo maratoneta (qui classificatosi al quarto posto) che mi ha regalato un'esperienza indimenticabile che mi resterà dentro per molto tempo.
Grazie a lui ho potuto avere la fortuna di conoscere dei posti marini bellissimi e vivere da vicino panorami italici di rara bellezza, qui, in Liguria.
Un grazie anche all'organizzatore dell'evento, William Stua che ha impressionato positivamente per le doti organizzative semplici e concrete, garantendo sempre sufficiente chiarezza nella tracciatura dei percorsi senza mai renderli eccessivamente pericolosi per i podisti.

Un mix perfetto di resistenza, velocità e forza.
Dovevi avere tutte queste doti messe assieme per uscire "vincitore" da questo Giro a Tappe, a prescindere dalla posizione in classifica.
Non mi aspettavo di trovare in così pochi chilometri tante difficoltà altimetriche e, giorno dopo giorno, recuperare per intero era sempre più difficile.
Mi presentavo sicuramente in ripresa, ma non adeguatamente preparato, o meglio "in fase di preparazione"!
Le poche settimane di allenamento serio non potevano essere sufficienti per affrontare delle corse di alto livello, ma si sa, il duro impatto con l'agonismo non fa mai male!

Così annunciati al via si presentavano diversi validi atleti, tra i quali i locali Corrado Bado e Andrea Anselmi (oltre che il sopra citato Michele) ed il tunisino Ridha Chihaoui (recente il 30'39" nei 10.000m "allagati di Bovisio Masciago) ed il pluri-Campione del Mondo di Corsa in Montagna Jonathan Wyatt.

Cioè...siamo insieme a Jonathan Wyatt :-D
1° TAPPA - DIANO CASTELLO - 8,5 KM

Clima rilassato, poche facce tese.
Mi sento a mio agio, il viaggio e l'accoglienza sono andati al top e mi sentivo quantomai incoraggiato a "dare di più", solo che era davvero da molto tempo che non gareggiavo da attaccante.
La Terrasini Half, infatti, mi aveva visto correre solamente sulla difensiva, con soli pochi giorni di attività nelle gambe.
Qui le cose erano diverse, ma i lavori si contavano sulle dita di una mano!
La partenza, in una cittadina un pò più in alto sul livello del mare, immediatamente mette tutte incertezze alle spalle e solo dopo un chilometro, le cose si mettono in chiaro: sarà dura fino all'ultimo metro e qui di certo non ero venuto per mollare!

Ridha ha un altro passo, si nota all'occhio la sua corsa facile e potente ed in pochi metri chiarisce che sarà il dominatore della manifestazione.
Non mi do per vinto e resto il solo ad inseguirlo.
Dopo un paio di chilometri il lungo tratto in salita panoramico termina e ci si immette in un continuo quanto duro saliscendi.
Passa ben poco per accorgermi che da dietro il duo Anselmi - Chiefari mi braccava da vicino...
Finchè c'erano tratti in salita riuscivo a tenere a bada il duo, ma la sofferenza era già fin tanta!
Infatti non sapevo gestirla, tantomeno a livello mentale: i pochi lavori corsi in pista i giorni precedenti mi avevano ravvisato tale intolleranza alla resistenza prolungata nei lavori!

Terminato il tratto misto, ne esco sconvolto: Ridha mi dimostra, scomparendo tra i corti tornanti che non c'era possibilità di recupero, mentre Anselmi con un'ottima capacità da discesista, mette la freccia e se ne va!
Ero un poco frastornato: nonostante il massimo impegno stavo perdendo terreno, ma non mi scompongo e aziono tutto il mio carattere gettandomi al suo pari nel ripido inseguimento.
La tappa è breve e la discesa crea in me un certo "frastuono": in pochi attimi reagisco all'impeto dell'avversario dalle lunghe leve e la strada adesso scorre molto velocemente.
Con un'inattesa reazione chiudo sul diretto avversario nel punto in cui terminava la ripida discesa e si proponeva in piano: ero davvero stanco e poco più avanti a noi un muro da affrontare con il (poco) fiato rimasto: sapevo che ormai la tappa era agli sgoccioli.

Era solo la prima tappa, alla sua conclusione, stravolto!
Affianco Anselmi e con la forza della disperazione, lo stacco di pochi secondi allo scollinamento: agognati i metri che mi distanziavano dal cielo limpido e dall'imbocco della strada di ritorno.
Mancava solamente 1 chilometro e mezzo e nel riscaldamento sembrava più corto di quella lunga e affannata rincorsa al traguardo.
Aziono tutta la forza rimasta, ansimo senza soste, provo a rilanciare e mi getto con forza nella ripida discesa finale con tornante stretto: l'arrivo è a pochi metri, 29'55" il mio tempo.

Stremato, come se avessi subito il colpo, trovo ristoro e liberazione in una scalinata e lì vi rimango per minuti: il battesimo della corsa è superato, pochi secondi avanti al terzo posto, troppo duro come inizio!

2° TAPPA - DA PANTASINA A LUCINASCO - 12,5 KM

Le nubi del mattino non promettevano nulla di buono.
La tensione pre-gara era stata sostituita da una consapevole voglia di chiudere la tappa più difficile del Giro per mettersi in pace con se stessi.
Qualunque cosa fosse accaduta, sarei rimasto contento e ad ogni modo ero abbastanza ottimista delle mie doti di scalatore (quando azzecco le giornate!).

Dopo un lungo trasferimento in Pullman, attraversate le stradine strette liguri immerse nel verde degli alberi di ulivo, si raggiunge Pantasina, località a circa 480m s.l.m. e ritrovo di partenza.
Il freddo iniziava a metterci tutti in cauto allarme ma non abbandonavo la divisa estiva in sola canotta per via della lunga crono-scalata da dover affrontare, inserita come "prova speciale" e classificata a parte successivamente.
Lì avrei decisamente preso fuoco, nonostante le nubi minacciose all'orizzonte.

Così, in un clima più che autunnale e con le prime gocce di pioggia a bagnare i nostri capi, partiamo per la prima parte, semplicemente di "trasferimento".

Le gambe erano sicuramente indolenzite come per tutti, ma la "guerra" accesa il giorno prima aveva risvegliato i miei spiriti agonistici.
Mi lascio fin troppo andare e nel 1°K si corre troppo forte, 2'47" in netta discesa.
Calmati tutti, si continua a spingere e la strada corre via veloce per oltre 5K quando sapevo che ci aspettava la terribile ascesa.
Informatomi con gli atleti, avevo capito che più o meno si trattava di un lungo tratto senza soste come la Scala Vecchia di Monte Pellegrino a Palermo: mentalmente ero pronto allo sforzo!

Finale della Seconda durissima tappa dopo la lunga discesa:
pochi secondi dagli inseguitori
All'inizio della "cronoscalata", il tunisino Ridha sale immediatamente con il suo passo potente ed io, per non scoppiare, lo lascio subito andare via.
Le rampe, tutte in asfalto, sono dure, sempre più dure e sempre più lunghe: proprio questo crea nelle mie gambe un sovraccarico di fatica che fiacca la mia forza fisica e circa a metà scalata inizio a soffrire notevolmente.
Corrado Bado corre in maniera egregia e mi passa, ma impressiona la facilità di corsa, vista in diretta del Campionissimo dei muri verticali quale è Jonathan Wyatt che sale con tecnica e facilità, recupera un abisso di distacco e scollina in assoluto per primo!

Io da dietro arranco, ogni attimo che la strada spiana un pò mi permette di dare fiato alle fibre muscolari provate dallo sforzo prolungato, l'altrettanto dura salita di casa mia ammetto che al pari è più leggera...

Manca un'ultima rampa e si vede il santuario conclusivo con tanto di cronometristi: è dura ma è un sollievo...
Una volta scollinato, cerco di sciogliere i muscoli e mi preparo alle ripide discese da affrontare con la massima attenzione dato il fondo scivoloso: freddo e pioggia creavano un clima invernale tutto attorno.

I 2,5K finali scorrono via come il vento, riesco a cavarmela in discesa mentre Bado e Wyatt preferiscono non rischiare e li passo.
Difendo (ancora una volta) la seconda posizione per pochi secondi: è sempre Anselmi che non vuole affatto arrendersi alle sorti del giro: 44'53" di autentica sofferenza e gambe sempre più dolenti!
Michele Chiefari, attaccato ad Anselmi, è esaltante, ha corso la miglior prova tra le tre e ti fa capire che c'è anche lui nella corsa al podio!

Pochi attimi dopo il nostro arrivo, inizia a piovere in modo copioso e non ci permette di godere dell'incantevole sede di arrivo presso Lucinasco con tanto di laghetto immerso nel verde... peccato!

E si parte! Terza e ultima fatica! Giornatona soleggiata!
3° TAPPA - IMPERIA CALATA CUNEO - 10 KM STRADALI

La giornata si apre ad un sole caldo e intenso.
Le nubi della giornata precedente danno spazio ad una splendida gara su strada classica, con a fianco il Porto di Imperia costeggiato di Yacht attraccati di enormi dimensioni.
Percorso tecnicamente filante ricavato sul lungomare della splendida Cittadina marittima, in parte ricavato dall'omonima mezza maratona che si svolge a fine marzo.

Le gambe stavolta erano davvero stremate: poco elastiche, indolenzite... a poco serviva cercare di aiutarle con qualche andatura o allungo: il più era fatto e dovevo cercare di salvare la posizione sempre minacciata con una prova che almeno sulla carta era a me favorevole.

La partenza, in coppia sempre con Ridha, ci vede andar via rispetto agli altri avversari con un vantaggio sempre crescente, solo che... la sofferenza in me cresceva di pari passo!
Il tunisino correva con assoluta facilità, mi stava dando una mano nel mantenere il ritmo ma le gambe erano dure e oltre i 3'15"/Km non sapevo andare...
Al termine del primo giro, dopo circa 5K, nella zona del Porto, in un saliscendi veloce quanto micidiale, Ridha se ne va con agilità e potenza e mi stacca: inizia la VERA gara che sarà sofferta fino all'ultimo metro finale...
Mi pianto immediatamente e capisco che la gara da quel momento in poi sarebbe stata in salita, ma non dal punto di vista altimetrico...
Se il passaggio a metà gara era stato di circa 16'00", correndo da solo ed in piena difficoltà mi concentro sul mio passo e sulla gestione dei chilometri rimanenti cercando di raggiungere dei "traguardi intermedi" mentali.
Il vantaggio sugli immediati inseguitori resta più o meno lo stesso e quando manca 1K alla fine inizio a godermi anche il meraviglioso lungomare che avevo alla mia sinistra.
Stringo i denti, accorcio il passo e cerco di gestire una fatica ormai colma delle sofferenze delle giornate precedenti: sembrava a tutti gli effetti come correre il finale di una maratona molto muscolare, o peggio!
Solo gli ultimi 100m metri, in vista del traguardo sono una liberazione e, tra gli applausi del pubblico presente, chiudo rilassato la mia prova finale in 33'26".

Era il giro di boa, con Ridha, le gambe già facevano male...
Le classifiche finali, parziali e conclusive, mi regalano un secondo posto, mentre l'audio-intervista integrale, realizzata da Giovanni Certomà potrete ascoltarla sia sul sito "imperia corre" che sulla "zattera del pensiero".

Sono contento di un trend generale in costante ascesa e posso finalmente dire che il peggio è ormai alle spalle.
La mia prova in generale mi soddisfa appieno, devo essere contento di un ritorno alle gare con un podio, ma non di tutta la condizione atletica che è ancora parecchio lontana dai miei standard abituali.
Ci ho messo parecchio del mio... agonismo per contenere gli attacchi di validi avversari e della mia resistenza alla fatica prolungata che giorno dopo giorno si è impossessata delle mie gambe!

Ma tutto ciò mi ha di nuovo introdotto alla voglia VERA di sacrificarsi per qualcosa e di mettere il cuore oltre ogni ostacolo.
La mia stagione inizia da qui, adesso mi attende un duro mese di giugno nel quale cercherò di raggiungere un traguardo da me ambito da sempre: la Pistoia - Abetone, la 50K tra le più dure e difficili al Mondo e per questo affascinante!

(Ringrazio Manuela per le foto per il suo insostituibile supporto...)

martedì 21 maggio 2013

Non vale mai la pena gettare la spugna...

Determinato... per ora deve essere così!
...nemmeno quando ogni giorno appare più difficile del primo!
Palermo, maggio 2013.
Puoi dire di rimetterti in moto, in allenamento, anche tutti i giorni, ma non mentire mai a te stesso!
Io l'ho fatto subito e le settimane in cui riuscivo ad alternare corsa in acqua a corsa a piedi non potevano essere paragonabili ad una settimana intensiva e ricca di qualità.
Quando sono stato capace di chiudere una settimana di completa produttività, stando attento a non caricare troppo nè farmi del male nelle zone recentemente sofferte, sono stato felice come da tempo non accadeva ed ogni giorno è apparso un giorno in salita, ma tutto questo mi ha ridato voglia di lavorare e di sacrificarmi.

Me ne sono accorto da certi atteggiamenti che in inverno usavo con sempre maggiore abitudine, tagliando sui recuperi, sui chilometri, sul defaticamento, anche a causa di svariati fastidi muscolari legati al freddo umido.
La vocazione al lavoro, alla quantità unita alla qualità ed all'atteggiamento applicato ad ogni singola ripetuta, seppur rallentata da una condizione tutta da ricostruire fanno ben sperare.
Ciò che ho pensato al termine di un lavoro di potenziamento in palestra andato tutto liscio, è stato: "Ciò che ti fà fare la mente ha dell'eccezionale, non credevo più di riuscirci!".
Erano le Sette di sera, il sole iniziava a calare, la temperatura gradevole di una giornata soleggiata...
E così è stato, un approccio mentale alla fatica che spero mi porterà a compiere a breve l'impresa sulla distanza che ho perso a causa dell'infortunio.

Le molle della motivazione, scattate credo proprio a Terrasini Half, laddove sarà sembrato alla maggior parte della gente una mia "corsa" verso l'anonimato, forse non mi avrà visto giungere al traguardo, provato e privo di forze.
Ce l'avevo messa tutta, un autentico sacrificio ed un pensiero lungo quei 7 K finali dove mancava cattiveria agonistica e mordente, laddove le gambe non fossero pronte a tale sforzo.

Due giorni di recupero fisico e costante fatica a mantenere il ritmo dei 4'00/Km nel lungo...una autentica offesa al mio stile di corsa da molti anni a questa parte...
Ma non mi abbatto così facilmente e per questo periodo sarà solamente lavoro solitario, duro e dovrò lasciar fare i pochi giovani rimasti a correre in una certa maniera.

Mercoledì 08, con una sorta di timore e incertezza, mi affacciavo nuovamente all'atletica seria: sapevo che l'allenamento in palestra mi avrebbe ridotto ai minimi termini ma non importa, dovevo terminarlo!
Come temevo, il problema principale è stato quello di ridare tono a tutta la muscolatura delle gambe, lasciandomi aiutare dall'istruttore e caricando un pò meno nella zona del gluteo (1/2 squat soprattutto) dove ancora rimaneva del dolore latente.
Com'ero ridotto... ma non perdo mai la voglia di dare tutto!
Un indebolimento generale era evidente, da tempo, conscio che non ero più in grado di cambiare ritmo nè di correre forte in salita, patrimoni fondamentali da ricostruire!
Il fartlek susseguente, dopo tanto lavoro di forza mi portò ad uno sforzo soprattutto mentale: terminare il 10 x (2' Forte + 1' Piano) che solo nel finale ha visto in me correre con un minimo di criterio.
Non stavo più in piedi alla fine, ma contento!

Altri due giorni per recuperare, dolori sparsi, che ti farebbero gettare la spugna, ma non per me, che finalmente vedevo un inizio da qualche parte.
Ancora al venerdì non sapevo correre bene, mi aspettava un duro lavoro di salite al sabato, giorno 11...
Adoro le sfide, mi sentivo come uno scolaretto al primo esame, dopo tanto tempo.
Guardavo in modo differente la rampa di Monte Pellegrino Scala Vecchia, da aggredire e con un minimo di preparazione.
E finalmente mi impegno, do tutto e cerco anche di trovare un margine alla fatica, come è giusto fare in allenamento, senza sacrificare troppo i tempi, otto dure lunghe rampe...
Non pretendevo subito grandi tempi, ma alla fine è andata oltre le più rosee previsioni: 2'10" - 2'15" - 2'11" - 2'12" - 2'13" - 2'11" - 2'15" - 2'10".
Il 3K finale in altri tempi l'avrei saltato o peggio iniziato nel punto più comodo per poi fermarmi a metà strada e invece, diligentemente recatomi al punto di partenza poco lontano, mi sono lanciato alla lotta contro il cronometro.
Non giravano, non giravano!
Le gambe erano stremate, assenti in ritmo e forza.
Il 1°K totalmente in discesa diceva male: 3'08", ed il secondo tutto in piano meno che positivo: me ne accorgevo ma non disperavo.
Credo che all'ultimo K abbia gettato la spugna indurito com'ero e chiuderò in 10'09", terribilmente lontano dai tempi migliori.
Ma non importava, avevo concluso la settimana ed un lavoro laborioso, ero tremendamente contento.

Intanto allo Stadio sparava lo start dei 3.000m Siepi ai CdS Societari con i gemelli Zoghlami del Cus Palermo ottimi interpreti della disciplina ed uno di loro finalmente sotto i 9'00", un "muretto" poco distante l'eccellenza!
Un pò, ma solo un pò desideravo essere presente ad una gara in Pista, ma gli obiettivi in testa sono altri... l'anello rosso mancherà quest'anno...

La settimana corrente riparte sulla falsa riga, ma con più chilometri e meno indolenzimenti nelle gambe.
Lunedì 13 il Coach mi rimanda in palestra: lavoro tanto sul tibiale, sui bicipiti femorali, sui quadricipiti e noto che la destra in questi punti è più carente... serve tanto lavoro costante e tonificante, ma riprendo forza, lo sento.
Foto S. Arculeo - Per davvero correvamo in acqua a Mondello!
Il lavoro dura tanto, non manca nulla stavolta ed il temibile 1/2 Squat lo eseguo gradualmente con coppie ripetute di 12Kg - 32 Kg - 42 Kg e non mi prende alla sprovvista.
Dopo tanto lavoro riparto e mi dirigo allo Stadio.
I 30 x 100m voglio correrli allo Stadio, tutti, e decido di recuperare in corsa, 100m in circa 30".
Quanta grinta ci metto, trovo belli e facili i rettilinei, i piedi spingono, il recupero dura poco e non mi abbatto, lascio contare il cronometro al posto mio...
Le Energy Boost sono ai miei piedi, in palestra sono ottime, morbide e non si comprimono, in Pista sono felpate come un guanto.
Manca ancora tanto, soprattutto l'agilità, ma non esiste un cento che non corro con impegno, i tempi tra 17" e 18", ma va bene così!

Ambassador... e ti vengono i brividi!
Il coach decide che è ora di fare salite nella collinetta su strada asfaltata più dura che c'è in Città e di correrli con gran margine di recupero: 10 x 200m (di cui il secondo 100m verticale!) con R. 2'30".
Le gambe sono pesanti, ma la mente non si arrende: prova dopo prova mi avvicino ai miei migliori tempi e sono soddisfatto: tra 40" e 44" la serie.
Non importa se il lavoro finale, ricavato fuori dalla Pista perchè c'erano gare, di 1070m e 535m in "turf" vengono così così: 3'24" e 1'32" ma sento che il motore sta tornando a ruggire... nonostante la fatica!

Un ultimo lavoro di quantità ma meno di qualità lo svolgerò al sabato 18: impossibilitato a causa di una manifestazione promozionale di correrlo allo Stadio, dovrò ripiegare su una Villetta calda e soleggiata che non gioverà al mio stato di stanchezza generalizzato: i chilometri iniziano a sentirsi sulle gambe!
5 x (circa 550m Forti - R.415m - 415m Forti - R.415m - circa 300m Forti - R. circa 300m) di un complicato Fartlek elaborato in cinque minuti viste le geometrie del mini-parco.
Sarà dura concluderlo e senza buoni riscontri, ma il lavoro paga, paga sempre.
Una domenica di doppio lungo a chiudere un primo step di lavoro.

La mia prossima gara si chiama "Imperia a Tappe", Miki un mio caro amico che crede tanto in me, ha fatto in modo di avermi al via: sarà un impegno importante nel quale finalmente potrò provare ad esprimermi al meglio e aprire un nuovo capitolo...su strada, giugno prossimo!
24-25-26 maggio, tappe da circa 10K l'una di cui una a Crono - Scalata!
Sono motivazioni importanti, responsabilità nei riguardi di chi ha fiducia in te e che mi aiuteranno ad allenarmi tutti i giorni in modo positivo.
E' tempo di lasciarsi il peggio alle spalle, ho scelto di farlo correndo tanti chilometri, contro il caldo, contro i guai che già di questi tempi mi mettevano in seria difficoltà...

giovedì 9 maggio 2013

Terrasini Half e si rivede la luce, anche troppa!

Partenza, un successo per l'organizzazione!
Terrasini (PA), 05 maggio

Calda e soleggiata, come ogni anno, è un calvario questa corsa se non ci arrivi preparato o senza tanta voglia di correre.

Quest'anno in particolare, l'effetto-abbronzante è stato quantomai abbondante e si è trattata di una autentica botta di caldo a cui nessun podista era effettivamente preparato.
Fortunatamente solo un caso di lieve malore dovuto al caldo nella parte finale della corsa.
Sarebbe utile anticipare di mezz'ora la partenza il prossimo anno, al fine di scongiurare eventi spiacevoli in una giornata sportiva degna di un autentico successo, con oltre 1.000 partenti da tutta la Sicilia.

L'ultima settimana è stata in costante crescendo tanto da notare che finalmente non troppi erano i fastidi che avvertivo nel correre i chilometri.
Il clima caldo e un'adeguata alimentazione ricca di proteine e fibre ha portato in remissione i dolori e gli acciacchi dovuti all'inverno freddo/umido.

Finalmente potevo tornare a mettermi le scarpe da gara ed un pettorale :-)
Un allenamento propedeutico al prossimo periodo di potenziamento l'ho svolto appena giovedì 02 maggio correndo per intero la Salita pendente della Scala Vecchia di Monte Pellegrino fino alle antenne Rai.
Prime fasi di gara, sul lungomare e gruppo compatto
Non stavo molto bene ed avevo paura di farmi male... di nuovo!
Nonostante ciò correre in salita mi ha permesso di non avvertire problemi e potenziarmi... un modesto 25'30" in vetta, tanta fatica e via di ritorno a casa, ma dal giorno susseguente le cose andavano migliorando!

Senza nessuna velleità o pretesa nei miei riguardi, ho cercato la domenica di Terrasini di onorare la mia presenza con una corsa il più in difesa possibile.
Campo di partenti davvero di prim'ordine, con Vincenzo Agnello (RCF Futura Roma) capofila fresco di un under 31'00" nei 10.000m sotto un autentico diluvio corso in Lombardia e un notevole 8'34" nei 3.000m.
Sul fronte amatoriale, diversi protagonisti, tra cui gli ex professionisti Francesco Ingargiola e Francesco Bennici.
Lo start, come sempre suggestivo e seguitissimo dalla stampa locale specializzata, ha visto finalmente il via da Piazza Duomo, dopo due anni di chiusura per ristrutturazione.
Ripristinati i classici 3 giri del percorso che, anche garantiti dal mio Timex GPS Run Trainer, risultavano con precisione misurati nei classici 21,097 Km.

Momento dell'attacco, al 2° giro
Primo chilometro, in leggera ma costante salita, ed è Giovanni Soffietto (Universitas Palermo) a condurre la testa della corsa costituita da tutti i principali protagonisti, inclusi altri forti runners come V.M. Catania e S. Geraci, con un forcing costante: il cronometro segna 3'11".
Il forte atleta partinicese non si arrende e costantemente tiene la testa di tutto il primo giro che nella fase di passaggio nel lungomare, seppur controvento, presentava un momento di gradevole ventilazione e protezione dal caldo che iniziava a crescere man mano che passavano i chilometri.

Non ho potuto far altro che bere ad ogni occasione e stare nella difensiva.
Il secondo giro, infatti, vede subito una violenta iniziativa di Geraci che sfrutta tutto il lavoro di Soffietto e striglia il gruppo costringendolo ad una lunga fila indiana.
Da dietro, Ingargiola e Agnello non mettono il piede avanti e stanno a guardare...
L'iniziativa presa dal corridore dell'atl. Bellia mette a dura prova la mia resistenza e provo ad usare il più possibile i piedi e la frequenza...la forza è tutta da ricostruire purtroppo!

Così, nell'esatto momento in cui inizio a sentire forte fastidio dovuto all'eccessivo surriscaldamento del corpo, inizio a cedere il passo proprio al termine del giro di boa posto all'inizio del tratto sul lungomare.
Si fraziona il gruppo ed il terzetto Agnello - Ingargiola - Bennici se ne va di ritmo.

Con il Vincitore, Vincenzo Agnello
Resto a guardare, reagisco e provo a stare con Geraci ed un Catania che gestisce bene il passo e preferisce non attaccare ma punta sul forcing e sul ritmo.
Avrà ragione di noi due, andando via poco più avanti, al termine del secondo giro nel rettilineo di ritorno, ormai sempre più caldo e rovente.
In pratica, pochi chilometri prima, provo inutilmente ad attaccare, ma nella fase intermedia di passaggio nel Villaggio dei pescatori (un rapido sali-scendi), sia io che Geraci veniamo infatti recuperati da Vito Massimo Catania e poi staccati dal suo incedere deciso.

L'ultimo giro è ormai imminente, resto solitario e non ci sono più forze nelle gambe.
Il crono parziale di questa ultima tornata sarà uno strazio e per molti tratti, tra le difficoltà del caldo e la stanchezza muscolare toccherò punte di 3'35"/Km.
Ma non mi vergogno, la vita di un atleta è fatta di alti e di bassi e con due settimane corse partendo da zero, con prudenza, a volte sconforto e lunghi di appena 1h, non c'è miglior esordio che un deciso rientro alla realtà!

Stringo i denti, gli avversari sono ormai lontani e cerco solamente di difendere la 5° posizione giacchè Francesco Bennici lo vedrò ritirarsi all'inizio del terzo e ultimo giro quando Vincenzo Agnello, là avanti, segnerà le sorti della sfida con una progressione che piegherà anche la resistenza del Campione Francesco Ingargiola.
La classifica parla chiaro, bella affermazione della giovane promessa di Misilmeri ed 1h14'07" per me che non dice molto ma che ha scatenato una scintilla importante.
Splendido dettaglio della Cala Rossa a Terrasini :-)
Temevo tanto per ulteriori ripercussioni fisiche e tagliare il traguardo solo con "l'attenuante" di essere esausto in fondo è stata una bella notizia.
I brutti problemi sono ormai alle spalle e posso tornare a correre tutti i giorni costruendo qualcosa dopo questo importante test.

Ci sono rimasto molto male nell'aver perso l'occasione di correre la lunga distanza, l'estate da ora in avanti servirà a creare le basi solide per un appuntamento imminente con una 42K, o forse lunga... qualche chilometro in più ;-)

(Ringrazio l'organizzazione della Terrasini Half, gli amici vicini e lontani, Sicilia Running e Trinacria Palermo per le Foto)

mercoledì 1 maggio 2013

Chiudi gli occhi e... riparti!

Tratto da www.passionandpower.it
Palermo, aprile 2013.

Un mese, o poco più.
Tanto è durata l'attesa per poter riuscire a riprendere gli allenamenti e senza poter ovviamente imprimere un piglio agonistico all'attività.

C'è di stare attenti per evitare nuovi problemi o ricadute e tutto a causa di una stupida caduta!
E' stata una dura, durissima lezione e nulla di quanto possa sembrare spavaldo l'averla descritta: un ostacolo alto una decina di centimetri non lo si può paragonare ad una "bravata", ma così è andata e tutta la fatica occorsa a riprendere (oltre gli strascichi di indolenzimento generalizzato) l'hanno resa una dura tassa da pagare a questo anno così negativamente iniziato.

L'aver dovuto fare i conti con i vari problemi fisici del post caduta mi hanno portato a tenermi in allenamento con la corsa in acqua che tuttavia è stata possibile solo da metà aprile in poi visto il clima ancora freddo che imperversava.
Oltretutto l'indolenzimento tendineo persistente nell'area della caduta è passato molto lentamente di settimana in settimana notando un deciso miglioramento quando sono stato in grado di correre solamente in salita.
Di lì qualche duro ma spensierato allenamento è iniziato con la ovvia conseguenza di trovarmi "devastato" da indolenzimenti sparsi in tutte le gambe!

Tutt'ora devo stare attento a non esagerare con gli allenamenti e l'intensità.
Non è affatto facile visto che la voglia di riscatto è applicata ogni qualvolta che ricalco la pista ma qualche nota positiva c'è.

I noti problemi al peroneo, grazie all'ausilio del plantare sono sotto controllo e sono riuscito a correre in pista senza grossi problemi.
Confido, una volta assorbiti i postumi della caduta, di ritrovare completa efficienza meccanica.

La lunga distanza sarà l'occasione per ritrovare continuità e temo che la pista sarà messa di lato per quest'anno.
Tra l'altro l'occasione di correre il C.d.S. di 10.000m in pista è andato perso causa questo infortunio e sono molto rammaricato per questo mese buttato via insieme ai Campionati Italiani di Maratona...

La prima settimana di allenamenti è stata dura, durissima.
Ma non è la prima volta che riparto da situazioni analoghe a queste e bisogna tenere in conto che i primi riscontri saranno sconfortanti.

Così come sarà la Terrasini Half, prevista per questo prossimo 05 maggio.
Sarà un test, un ritorno alle gare dove dovrò chiudere gli occhi e semplicemente... dare tutto me stesso, magari senza esagerare!

(Cambio di registro, nuove iniziative, promuovo il blog sportivo "Passion And Power" che mi vede protagonista insieme ad altri sportivi illustri!)

martedì 16 aprile 2013

Il Mio Gruppo è Differente... ;-)


La Copertina va tutta per Rob - Trinacria Palermo
capace in questi tre mesi di fare il PB in Mezza ed in Maratona!

Un gruppo di podisti è un racconto di storie, fortune e sfortune, discussioni e dilemmi, litigate e dettami...
Non potrebbe esistere come precedentemente raccontato se non fosse l'amico Mariano, anch'egli da me seguito negli allenamenti, a gestire "sul campo" gli allenamenti settimanali dei ragazzi (nel podismo siamo degli "eterni" ragazzi!)

Purtroppo la sfortuna si è accanita sullo sfortunato Mariano, costretto più volte a letto per influenza ed anch'egli uscito maluccio da questo freddo inverno con qualche guaio muscolare...

Sono due inverni di fila che le cose per lui non son girate bene, ma se va male a me ed a tanti bravi atleti assoluti, figuriamoci per i tanti podisti appassionati con serietà giornaliera a questo sport!

La sfortuna non gira sempre dalla stessa parte e penso che questa estate il lavoro comunque fatto da Mariano darà dei risultati e dimostrerà il suo potenziale che ad oggi rappresenta l'abbattimento del muro delle 3h10' in maratona.
Ma per confermare certi progressi, purtroppo alle volte, bisogna passare anche per delle inspiegabili controprestazioni o infortuni o affaticamenti muscolari.
Deve correggere ancora tanto il suo stile di corsa, le sue pecche escono fuori quando abbiamo fatto qualche banale esercizio di andature ed il tempo che perde nel correre in maniera poco bilanciata è normale trasferirlo anche nella corsa quotidiana.
C'è ancora molto da lavorare, nel contempo ci stiamo conoscendo molto bene entrambi, con pregi e difetti!
Mariano ha una volontà di ferro, è molto preciso nel curarsi atleticamente, nell'alimentarsi ed il Gruppo gli sta anche insegnando a divertirsi; le sue "pecche caratteriali" sono da stimolo e motivazione per gli altri runners :-)

La pace interiore di Vito :-D
Un altro protagonista "mancato" è Felipe: runner dallo stile di corsa migliore del gruppo, ha avuto molti dei suoi impegni personali che lo hanno tirato fuori dalle gare di inizio stagione; tra l'altro è consigliere della Fidal Palermo (scelta più che mai azzeccata per il fronte amatori - e -non - solo dell'area palermitana) e uomo dalla spiccata personalità e spirito sportivo notevole!
Non mancano mai i suoi giusti suggerimenti ed è stato un ottimo traghettatore degli allenamenti di parte del nostro gruppo, sacrificando il suo potenziale per dare una mano a chi la maratona poi l'ha corsa!
In ogni terreno mette sempre la zampata: questa settimana sono partiti gli EcoTrail e penso che lo vedremo sempre tra le prime posizioni!

L'uomo - copertina è Rob, ma non vorrei che gli altri ragazzi se la prendessero, ma con il suo lavoro silenzioso ha saputo fare cose incredibili :-)
Ricevere le sue telefonate (l'ultima da Parigi, dopo il PB ottenuto, di 3h16'35") mi hanno fatto davvero entusiasmare!
Se penso da quanto lontano siamo partiti... con del duro e sano potenziamento fatto per tutto dicembre (quattro settimane molto costruttive con le quali i ragazzi hanno lavorato nel potenziare insieme la struttura muscolare con alcuni esercizi di potenziamento a carico naturale) e seguito poi da vari allenamenti specifici in salita e di circuit training senza forzare troppo la mano... fino a metà gennaio.
Ancora le cose non andavano bene a Rob che lamentava qualche problema inguinale, ma che con il giusto potenziamento pian piano è andato sparendo.
La sua capacità di macinare strada è unica, è un Runner dal solido avanzare ed ora che non "striscia" più i piedi ha trovato la marcia in più!
Ho anche notato in lui la saggezza di rallentare gli allenamenti in caso di piccoli indolenzimenti o ridurre il carico se qualcosa non andava: i risultati lo hanno premiato!
La Mezza di Riposto del 17 marzo scorso, poi, è stata un'autentica sorpresa: pur carico di lavoro per l'obiettivo - Parigi, Rob ha ottenuto lo stesso il PB con 1h28'08" e se saprà dare continuità in Estate, farà suo il Personale anche nei 10K su strada!
Complimentissimi!!!

Giuseppe al Vivicittà di Palermo
Giuseppe in questi primi tre mesi è radicalmente cambiato.
Deve continuare a volare basso ma diamo merito alla sua capacità di aver portato a casa notevolissimi risultati!
Qualcosa nella bufera della Venice Marathon dello scorso anno chiusa con un sorprendente (precedente) PB era scattata in lui e non è stato il clima avverso di inizio anno a fermarlo.
Ormai sa che deve correre per se stesso perchè, anche se avesse voluto farlo, ormai NON HA più niente da dimostrare a nessuno!

Ha perso peso, ha saputo allenarsi bene ed alimentarsi nel modo giusto, in pochi lo riconoscerebbero da due anni a questa parte per come in meglio è cambiato!
Trovare il giusto ritmo in allenamento ed impegnarsi per correggere difetti in corsa come l'andatura fin troppo "ciondolante", ha permesso di compiere un altro gran balzo in Maratona, a Treviso, dove ha firmato il PB in 3h31'15"... ora il muro delle 3h30' non aspetta che un suo altro miglioramento per essere abbattuto :-)
Successivamente l' 1h33'40" ottenuto a Riposto - altro PB - ha confermato il suo ottimo momento di forma.
Può ancora sorprendermi, è un atleta diligente che ha imparato a soffrire.
Ho scommesso sulle sue doti e l'inverno passato a potenziarsi ed a soffrire qualche ritmo veloce in Pista (e ringrazio sempre Felipe nel suo coordinamento in mia assenza :-) è stata la mossa azzeccata!
Avanti così Giuseppe!

Il carattere di Michele, la sua forza di volontà,
il muro abbattuto
3h59'57"... Ottenere un PB così deve essere stata un'autentica emozione!
Così descrivo i sacrifici di Michele, uomo dedito al silente sacrificio e dalla volontà di ferro!
Il gruppo lo ha aiutato ed incitato ed ha compiuto la sua impresa personale!
Avrà ora tutto il tempo di smaltire il carico della maratona che per lui rappresenta ovviamente uno sforzo superiore e protratto in più tempo degli altri ragazzi ma penso che prima dell'estate potrà iniziare da una base migliore.
Sono sempre orgoglioso di chi lotta e si sacrifica in silenzio, senza farsi troppa pubblicità, qui parla un gran bel risultato!

Vito l'ho conosciuto solo in questi anni e... mi piace!
Interpreta la corsa nel modo più gioioso del termine ed esclama ogni singola emozione che prova gareggiando ovunque egli vada.
Ha un grande potenziale e lo ha dimostrato correndo per ben due maratone quest'anno, prima a Malta, in 3h13'13", e successivamente a Parigi cogliendo il PB con uno strepitoso 3h08'21"!
Anche l'1h29'20" ottenuto a Riposto non è niente male, ma è un runner da 1h23' circa, decisamente!
La corsa lo rende contento, è il suo carattere ed è il suo punto di forza, vivere questo sport con spensieratezza ma nello stesso tempo, grazie a questa prerogativa, non si tira mai indietro ed il Felipe, sempre lui, a saper tenere bene le sue redini e con a fianco Mariano che, fino ai suoi malanni ha corso sempre a suo fianco e da questo si capisce qual'è il suo potenziale.
Corre senza cronometro al polso... pazzia? No, bilanciamento interiore e fiducia nei propri mezzi!
Ah...dimenticavo... Vito fa un lavoro pesante, eppure non si direbbe!
Antonio è un giovane ancora tutto da scoprire.
Durante il periodo del potenziamento ed in qualche esercizio di tecnica di corsa, ha mostrato doti di agilità sorprendenti ed una coordinazione motoria superiore alla media dei suoi compagni.
Di contro, una volta entrato in pista, a soffrire, tutto il dinamismo inspiegabilmente spariva.

Antonio al Vivicittà di Palermo

Negli ultimi tempi, sempre e grazie al coordinamento del Felipe, ha mostrato una maturazione mentale anche nei riguardi dell'approccio mentale agli alti ritmi che soffre ancora e tanto, ma gli allenamenti un pò più duri aiutano a migliorarsi ed il PB ottenuto a Malta di 3h35'27" lo dice tutto sul suo salto di qualità!
Ha maledetto certi allenamenti sulla distanza corsi in gennaio/febbraio nei quali si mostrava assente nelle fasi finali dei lunghi chilometri corsi, ma capita a tutti, capita anche a me di trovarmi in difficoltà quando si superano i 30K!
Perdendo peso, ne siamo convinti tutti, la sua agilità risalterà anche nello stile di corsa che è comunque sufficiente da far pensare che scendere sotto le 3h30' già da subito si può!

Antonino è il "nuovo" del gruppo.
Ed è stata una new entry di questo inizio anno entusiasmante.
Atleta tra i più forti nel panorama amatoriale nella sua categoria d'età e uomo che mai disdegna la pista e con ottime doti di velocità nel mezzofondo breve e prolungato, ha trovato nel Felipe (sempre lui!) un compagno ideale per livello e stile di corsa, tra i migliori.
Lo stile di corsa ti accompagna per tutta la vita e quando hai la dote di una corsa meccanicamente pulita ed elegante sei davvero fortunato, come Antonino!
Le distanze lunghe non sono il suo campo preferito, secondo me ci vuole ancora del tempo per far si che lo diventino, ma ad Antonino l'esperienza non manca e con le sue capacità potrebbe cogliere un risultato in Mezza da urlo!
Già alla Mezza di Riposto ha ottenuto un buon 1h24'34" ma son convinto che può fare di più!

L'esempio di vitalità che
dona l'atletica
Antonino!


Per ultimo, menzione particolare per un caro amico, Dario, (che non fa parte del gruppo di Mariano) così appassionato della corsa in pochi anni che ci conosciamo che la sua immagine goffa con tuta pesante e T-Shirt di cotone vista alla Palermo Half del 2011 è uno sbiadito ricordo.
Oggi è un "white guy" da ampiamente sotto i 4'00"/Km sui 5K e 3'23" nel 1.000m e... uno strepitoso 1'35" sui 500m, risultati che davvero pochi ragazzini sarebbero in grado di fare oggi in questa società della sedentarietà :-(
Eppure Dario lavora su turni anche serali, gestisce i mille impegni familiari e sa anche trovare il tempo di divertirsi con gli amici.
Migliorerà ancora perchè ha qualcosa in più che in pochi hanno: saper fare uscir fuori nei momenti giusti tutto se stesso!

Ringrazio tutti voi ragazzi che siete stati bravi nel saper creare un gruppo unito e compatto che sanno impegnarsi e divertirsi allo stesso tempo.
Vorrei potervi dedicare maggior tempo ma molto spesso quello stesso tempo manca anche a me... almeno prometto di vederci qualche week-end in più per correre e lavorare insieme!
Ammetto che gli incontri servono tanto perchè la mia dote principale, l'approccio mentale alla fatica e la motivazione, vanno curate anche dentro e fuori il campo (o le strade) di allenamento ed è fondamentale che sappiate essere disposti al sacrificio se volete superare i vostri limiti!
Mi state dando delle soddisfazioni che non avrei immaginato prima e... ora l'asticella sale sempre più in alto miei cari, continuando con impegno e tranquillità saprete nuovamente superare voi stessi!
Un altro capitolo è messo in archivio, adesso affrontiamo l'estate con serenità e cerchiamo le nostre glorie nelle più brevi distanze, maratoneti si diventa anche passando dalle 10K!

Ringrazio per le foto recenti la Trinacria Palermo, che segue con molta dedizione i suoi runners.

martedì 9 aprile 2013

Adidas Energy Boost - L'intersuola più Ammortizzata e Reattiva di Sempre

Scatola "In Tema" - Design Futuristico - Tomaia in Punta avvolgente
Questa recensione tratta una scarpa davvero rivoluzionaria in casa Adidas e da quando corro per questo storico Brand non mi sono entusiasmato così tanto come adesso.

Questa sarà la mia prima recensione che andrò di volta in volta aggiornando raccogliendo le impressioni durante tutte le prove che andrò a svolgere, a tutti i ritmi e condizioni climatiche.

Mettendo da parte solo per un attimo il modello che Adidas presenta al lancio e che adesso tratterò, la Energy Boost, sarà l'intersuola Boost il punto focale dello sviluppo delle calzature Adidas nei prossimi anni, che coinvolgerà le Training Shoes (come Supernova e Adistar) e le Racing Shoes (come Adizero).
Quindi è molto importante verificarne pregi ed eventuali difetti in ogni campo di utilizzo.

La prima impressione è stata entusiasmante: consegnatami in occasione della Roma Ostia, immediatamente calzata, l'ho provata per far qualche allungo attorno all'expo con l'impressione di poter saltare molto più facilmente i gradini o spingere con maggiore energia a fronte di minor sforzo.
La prima impressione, si sa, è molto importante ed è stato subito feeling con la calzatura :-)
Ciò che quindi consiglio prima dell'acquisto della Energy Boost è di provarla in qualche modo correndoci per rendervi conto dell'effettiva funzione dell'intersuola.
A fine gara, indossata come scarpa "da riposo" (calzavo le Adizero Feather in gara) ho potuto apprezzare la morbidezza in fase di staticità tipica di questa nuova intersuola Boost: molto comoda e molto accomodante per i tendini e muscoli stanchi!

Ma come al solito, vediamo come è strutturata questa Energy Boost:

Il TechFit per la prima volta nelle Adidas Shoes!
TOMAIA

Per rendere dinamica ed elegante la scarpa di lancio con intersuola Boost, i designer Adidas hanno introdotto la trama elasticizzata priva di cuciture in Techfit, tipica dell'Underwear Adidas.

Accorgimento importante: per chi desidera avere la calzata tipica di Adidas, precisa e confortevole, è consigliabile 1/2 taglia in più rispetto al vostro numero Adidas consueto poichè la tomaia tende ad avvolgere il piede con decisione senza costringerlo.
Tutt'ora sto provando la scarpa con il numero a me consueto: è comunque calzabile e ci si può allenare tranquillamente poichè l'intersuola ha la stessa lunghezza di sempre, altresì consiglio comunque di prendere la 1/2 taglia in più perchè la tomaia dà un senso di "restrizione" quando il piede è al massimo dello sforzo e si gonfia quel tanto che basta per provocare del leggero fastidio cosa che ho potuto appurare solamente in fase di sforzo massimale ed a ritmi gara/maratona.

La presa è davvero fasciante ed indossata con un calzino leggero e sottile è il massimo!
Nessun sfregamento interno ed una fresca sensazione di ventilazione.
Oltretutto il piede appare protetto in modo uniforme e gli inserti elastici gommati garantiscono massima durabilità della tomaia.
Al fine del test e dopo tanti chilometri vedremo come sarà ridotta!

Le tre strisce avvolgenti e l'allacciatura rapida garantita da lacci piatti di ottima finitura fanno il resto rendendo la calzata di questa scarpa un motivo valido per renderla la propria scarpa da corsa e da gara.

Durante la corsa l'impressione, osservandole alla velocità dei tuoi passi, è di avere una scarpa "futuribile" e molto esclusiva, diversa dalle altre :-)
I dettagli gialli sono molto "fashion" ed energetici, gli inserti rifrangenti al buio sulla linguetta e laterali la rendono sicura anche al buio.


Conchiglia avvolgente e semirigida, Tendine d'achille ben preservato!
INTESUOLA BOOST.

E' l'assoluta novità, frutto di anni di lavoro in collaborazione con la multinazionale del settore chimico industriale tedesca BASF.
Poteva sembrare una trovata pubblicitaria e NON lo è, decisamente, è una intersuola con un potere ammortizzante ed una reattività disarmante.
Spero di poterlo affermare fino alla fine dell'uso della scarpa quando sarà arrivata al suo termine di vita.

L'intersuola Boost ha un design particolare, sembra a molti accostabile al Polistirolo ed appare simpatica per questo; invece è molto elastica e durevole, sagomata per raggruppare e racchiudere dinamicamente con il proprio gesto della corsa tante capsule di energia :-)

Utilizzata ripetutamente negli allenamenti in Palestra, con pesi e macchine, ho notato con un certo stupore (iniziale, ora non più!) che l'intesuola Boost NON si comprime sotto la pressione di peso aggiuntivo che può essere un bilanciere di oltre 40 Kg.
Lintersuola in EVA tradizionale evidenziava un maggiore schiacciamento!

Volendo preparare una maratona, il giorno dopo la Roma Ostia, ho voluto subito testarla con 2h00' di fondo lento pari a circa 32 Km di corsa.
Avendo piedi e muscoli stanchi, non avevo molta voglia di spingere.
Calzando le Energy Boost ho potuto correre a ottimi ritmi (circa 3'40"/50" al Km) per tutto l'allenamento con la sensazione di ottenere tanto dalla spinta di un piede sicuramente poco reattivo.
Difficilmente avrei corso così bene con una scarpa dall'intersuola convenzionale come la Supernova Glide 5.

Da quel momento in poi è diventata la mia scarpa da Lunghissimo e prossima candidata a correre una Maratona durante l'anno.

Inversamente ai ritmi blandi, è stata anche testata in allenamento a ritmo - maratona con risultati sorprendenti.
Riuscivo a correre con molta disinvoltura a ritmi di 3'10" - 3'20"/Km e la sensazione era quella di avere una Intermedia A2 molto più reattiva.
In effetti la Energy Boost pesa poco più di una Adizero Boston 3 ed è più leggera di una Supernova Glide 5 ma come reattività ed ammortizzamento le surclassa.
Non siamo ai livelli di una Adizero Adios ma è un piacere correre forte con queste scarpe.

Correre su sanpietrini o su percorsi sterrati con asperità al terreno e non sentire alcun fastidio sotto la pianta del piede è una sensazione indescrivibile: l'intersuola Boost assorbe con morbidezza qualunque impatto al terreno!


Dettagli del TechFit in punta e del Torsion System lungo tutta la Scarpa!
Ciò che ho potuto notare è che una volta che il piede o la muscolatura è stanca e si entra nella consueta difficoltà meccanica della corsa di chi è in "crisi", la Energy Boost comunque reagisce sempre alla tua (scarsa) spinta ed alle volte se non si sa reagire bene correndo correttamente si ha la sensazione di "sobbalzare" un pò troppo.
Ma consideriamo che è una intersuola completamente rivoluzionaria e non ci si può dis-abituare facilmente al mix di reattività e stabilità che Adidas ha sempre dato alle proprie calzature!
In termini semplicistici, è una intersuola che ti esalta se sai usare bene i tuoi piedi.

Il Test in Pista è ancora da eseguire!

A differenza di quanto si possa pensare, nonostante la tomaia molto avvolgente, l'abbinamento Energy Boost e Plantare da Corsa personalizzato è FAVOLOSA!
La scarpa resta perfettamente attaccata al piede e, guidata nei movimenti dal proprio plantare rende la correzione dello stesso più efficace!

Tanta Energia è stata saggiamente imbrigliata e distribuita nelle fasi di appoggio, transizione e rilancio dal tallone al mesopiede con uno speciale Torsion System dinamico (giallo) a tutta lunghezza dell'intersuola di modo da regalare un minimo di stabilità in fase di pronazione, un ampio supporto mediale ed una naturale continuazione fino ai metatarsi al fine di slanciarne lo stacco da terra.
Soluzione già intrapresa ancor più in evidenza nelle Adizero Feather da Gara (Piatto semirigido per aumentare la resistenza alla torsione e la reattività) e pienamente appoggiata in queste Energy Boost per equilibrare la spinta dell'intersuola Boost con la naturale torsione del piede.

Ormai presente su ogni modello Adidas Running, il comodo alloggio ricavato nell'intersuola per inserire il MiCoach Speed Cell o il MiCoach Pacer (il suo sensore) e registrare ogni allenamento tramite PC o direttamente dal tuo smartphone con l'app dedicata :-)

SUOLA

Alloggio per il MiCoach e linguetta estraibile :-)
Soluzione adottata molto semplice ed efficace: unicamente gomma adiwear ad alta resistenza all'abrasione applicata con impostazione assolutamente "stradale" con intagli stretti a garantire aderenza e flessibilità in avampiede.
La stabilità è garantita dalla pianta larga della scarpa che non appare così ampia una volta calzata.
La leggerezza generale della calzatura (nella misura di riferimento standard 9 USA è 270 gr.) e la reattività dell'intersuola Boost la rendono davvero ideale per chi è costretto a correre sempre su asfalto non potendo usufruire di parchi o percorsi sterrati nelle sue vicinanze dei luoghi di allenamento.
La sconsiglio per l'utilizzo in gare Trail o su terreni estremamente scivolosi in quanto non è fatta per correre su tali superfici.

CONCLUSIONI.

Provare per credere!
L'ultima parola spetta sempre all'utente finale e sono convinto che questa sarà la sorpresa dell'anno che aiuterà tantissima gente ad apprezzare la corsa.
Correre diventa, grazie alle Energy Boost, un'esperienza divertente ed entusiasmante.
La protezione in fase statica aiuta il recupero e lo stress di legamenti e tendini.

Morbida Intersuola, Grande Calzata!
Adidas finalmente si approccia nel segmento delle Super-Ammortizzate senza dover rinunciare alla reattività, marchio di fabbrica della casa tedesca, oltre alla stabilità garantita da un nuovo Torsion System a tutta lunghezza.
Per gli atleti in sovrappeso o per chi ha patologie alla schiena o ginocchia è una garanzia perchè permette di correre con maggiore sicurezza rispetto alle altre scarpe da running in commercio e senza dover essere costretti ad acquistare un "mattone" di scarpa in quanto la Energy Boost (molto interessante questa intervista) è paragonabile ad una A3 molto leggera.

In termini prestazionali, invece, si accosta ad una intermedia A2 simil Adizero Boston 3: analoga reattività ma maggiore morbidezza in fase di primo impatto al terreno.
E allora perchè continuare a scegliere le Adizero Boston 3 in gara o allenamento veloce?
Perchè una scarpa tanto reattiva con maggiore rigidità si traduce in una transizione dell'energia più rapida e la velocità degli appoggi in fase di atterraggio/spinta è più veloce (cosa che avviene a ritmi massimali e nelle brevi distanze).

In funzione maratona (42K) o mezza maratona, invece, avere piedi e tendini più freschi nel finale di gara è indubbiamente un vantaggio: ecco perchè consiglio vivamente la Energy Boost nelle lunghissime distanze e lo comproverò nei prossmi mesi.

Decisamente, la scarpa da corsa Adidas più polivalente di sempre :-)

Adidas Energy Boost, Tutta la Tua Energia espressa nei tuoi passi!

giovedì 4 aprile 2013

Si impara sempre qualcosa da una caduta...

La Copertina è dedicata alle migliaia di podisti che si sacrificano tutti i
giorni per portare a casa un risultato...Alla Stramilano ho capito cosa
significano le rinunce ed i momenti difficili, stando in mezzo al gruppo...
Palermo - metà marzo - 01 aprile...

Sono state le ultime settimane più difficili degli ultimi anni ed a sensazioni vissute mi è persino sembrato di tornare indietro a quando ero ventenne, ai primissimi anni di atletica quotidiana quando non esistevano maglie tecniche o le calzamaglie erano sostituite dai pantaloni della tuta, larghi e zuppi d'acqua e freddo.
Ma a vent'anni il freddo, quello pungente, non ti fermava...
Dieci anni dopo inizia ad entrare dentro le ossa ed i muscoli senza nemmeno bussare purtroppo :-(

Un clima così brutto non si vedeva in Sicilia da molto tempo e mi sa che questo inverno sia il più freddo degli ultimi cinque anni.
Non ci voleva, dato che ho passato settimane a mettere toppe continuamente...

Dopo gli Italiani Societari di Cross, data la tensione emotiva e la confusione di una condizione non proprio esaltante, mi sono nuovamente appigliato ad un lunghissimo duro: una sfida che non avrei dovuto cogliere:
Per Due Ore e Venti minuti sono riuscito a correre, circa 35 lunghi chilometri; dopo non riuscivo più a muovere le gambe tanti erano gli indolenzimenti.
E qui si spiega cosa mi arreca correre una gara di cross di appena 10K...
Se non fosse stato per il mio compagno d'avventura Bibi in quell'allenamento sarei naufragato anche prima, brutti segni che sapevo comunque cogliere.

Il lunghissimo è il mio campo di battaglia, adoro correre tanti chilometri e cogliere queste sfide.
Si, l'ho persa quel lunedì ma la soddisfazione di avere ancora forza mentale, fisica e coraggio per tentarci mi tiene sempre più alto di ogni ostacolo (forse... e più avanti capirete perchè...).

Io Credo in quei due ragazzi nella foto:
grandi amici e grandi atleti!!!
Il tempo di recuperare, appena due giorni dopo due allenamenti molto blandi, io ed il Coach abbiamo provato la carta del doppio lavoro.
Giovedì 14 al mattino sono riuscito a correre 8 x 500m in salita (R. discesa) in circa 2'22" e 10 x 500m stradali corsi con il GPS attorno 1'35" - 1'40" (R.500m correndo).
Soddisfatto, abbastanza, della qualità dell'allenamento ma non delle modalità di esecuzione perchè su strada mi perdevo un pò tra il Crono GPS che scattava 10-20m dopo in automatico (sto usando un Timex Run Trainer GPS e lo sto provando in ogni condizione) e le salite al mattino non vengono massimali.
E della pioggia caduta, ne vogliamo parlare?
Difficile tirare forte in mezzo alle fredde pozzanghere o strade scivolose, ma in tutto questo sentivo grande l'ardore di spingere.
Al pomeriggio mi spettava un fartlek da circa 15 K ma il diluvio che è venuto giù mi ha fatto ridimensionare in un lavoro di ripetute di circa 8K sotto un acquazzone incessante.
N-O-N   N-E   P-O-T-E-V-O   P-I-U'!

Il giorno susseguente non è stato da meno... impossibile correre nel Parco della Favorita o allo Stadio: si guadava acqua stagnante ovunque e fare 1h15' è stato paragonabile quanto correre per quasi 2h in lento e sofferto avanzamento...
Che dura allenarsi così :-(

Ma la voglia di sperare che cose migliorino c'è sempre e finalmente, dopo un sabato in ripresa, alla domenica potei correre l'ultimo Fartlek prima dell'evento principale, che è la Maratona ormai imminente.
Domenica 17, ho rinunciato agli affetti ed allo svago e mi sono lanciato su un Viale dell'Olimpo tiepido e baciato dal Sole: 23K così distribuiti: 4K - 3K - 3K - 2K - 2K - 2K - 1K (R.1K).

Sorrido sempre...in quel momento l'anca faceva tanto male!
Messe ai piedi le nuove Adidas Energy Boost, ho iniziato di buona lena, constatando che la scarpa reagisce meravigliosamente ai ritmi-gara attorno i 3'10" - 3'20"/Km.

Così i tempi delle ripetute: 13'14" - 10'20" - 10'20" - 6'50" - 6'50" - 3'33" (Recuperi attorno i 3'45" - 3'50").
Con tutta onestà termino in modo sofferto e mai riesco a tenere a bada le difficoltà tecniche e muscolari nelle quali verso e per le quali ho perso parecchia velocità.
Nonostante ciò, non rimango insoddisfatto di quel pomeriggio che finalmente mi regala un raggio di sole ed un allenamento quantomeno indirizzato verso la 42K.

Ormai i giochi erano fatti e così mercoledì 20, con un'altra giornata tiepida, inizio a ritrovare dei ritmi persi nel freddo inverno e per questo soffro anche un  pò più del normale dato che non ero più abituato: 4 x 2000m - 6'11" - 6'25" - 6'14" - 6'32" dove le ripetute di numero pari erano corse in leggera salita.Stanco ma contento... ormai l'evento maratona si avvicinava!


Non vedevo l'ora di mettermi alle spalle un periodo un pò sfortunato, alla ricerca di un riscatto personale e motivato da un evento importante quanto il mio rientro alle Maratone finchè, al venerdì 22, in un tiepido mattino di una quieta Palermo, correndo un fartlek libero senza percorsi, al valicamento di una catena bassa inciampando, cado rovinosamente a terra battendo l'anca destra.
Quella catena l'avrò superata in vita mia migliaia di volte e quel mattino... NO!
Non dimenticherò facilmente questo brutto episodio anche perchè, una volta rialzato dalla caduta sentivo forte la botta ma non perdevo la speranza...
A pochi giorni dalla Maratona, tutto era diventato una rincorsa alla guarigione, tra ghiaccio e creme per le contusioni...

Dovevo essere presente sabato 23 e domenica 24 all'evento organizzato da Adidas Running della Scalata a Pirellone da parte del Campione Thomas Dold in occasione della presentazione delle Adidas Energy Boost e successivamente alla Stramilano nella quale comunque non avrei corso affatto forte dato che in programma c'era l'evento di Aquileia alle porte.
Correre per alcuni chilometri non era impossibile tant'è che ho provato comunque a fare un allenamento per non perdere giorni importanti.
Il ritmo era comunque molto basso visto che mi sono trovato per gran parte della gara a contatto con centinaia di podisti che pian piano sfilavano al mio fianco.
Una sensazione provata poche volte che, in una piovosa e fredda Milano di inizio primavera, mi ha fatto riflettere su quanto sia difficile correre per tutti, con decine di avversari pronti a sorpassarti in ogni momento...
Runners... vi stimo tutti perchè fate di questo sport una sana e motivata passione!
I giorni susseguenti sono stati un lento ma inesorabile conto alla rovescia nella speranza che l'ematoma si assorbisse e che il dolore si placasse quanto bastava per poter prendere parte alla Maratona, seppur con gli ultimi giorni passati senza provare nemmeno un passo di corsa.
Ed in verità, qualche tentativo lo facevo sempre, ma il dolore è restato tale e dava fastidio persino camminando per cui...

...il giorno di Pasqua, il 31 marzo, comunico il mio definitivo forfait alla Unesco Cities Marathon...
In quel momento mi trovavo a Trieste dove avevo programmato una vacanza a scopo sportivo/culturale e di conseguenza non ho rinunciato nell'assistere alla corsa cui avrei dovuto prendere parte.
Una Maratona organizzata molto bene, come prima edizione, completamente chiusa al traffico e con un tracciato lineare come meglio non si poteva fare: partenza da Aquileia, passaggio per Palmanova ed arrivo a Cividale del Friuli toccando tre luoghi di interesse storico rilevante tanto da far parte dei patrimoni dell'UNESCO.

Il Podio Maschile, al momento della consegna della Maglia Tricolore...
La lotta al via vedrà subito un duello tra i più forti keniani (ed alla fine resisterà solo uno di loro), Ruggero Pertile (Campione Italiano con 2h16'20") e Denis Curzi.
Giornata climaticamente ideale, cielo coperto mutuato a soleggiato nel finale di corsa, e leggermente in salita con vento contrario.
Chi partiva forte si sarebbe trovato di fronte ad un autentico suicidio...
Così è stato per Curzi, costretto al ritiro una volta staccatosi dal gruppo di testa ed in crescente difficoltà, mentre per la lotta per il secondo posto degli italiani è stato un discorso a tre, con Massimo Leonardi (2h27'38") a prevalere su Massimo Mei (2h27'48") e Dario Rognoni (2h28'44") (il quale ha corso la seconda metà di gara con problemi di crampi allo stomaco).
Assistere alla corsa dal mezzo dell'organizzazione mi lasciava tanto amaro nelle gambe...

Temo di aver perso un'occasione importante, avrei potuto lottare certamente per il titolo di Vice Campione Italiano con questi ragazzi e sono contento per tutti loro.
Complimentatomi personalmente con gli amici Leonardi e Rognoni, loro rappresentano come me una parte importante dell'atletica italiana agonistica che lotta ogni giorno per domeniche (in questo caso lunedì) come questi che capitano occasionalmente nella vita.

Oggi mi lecco le ferite, cado e mi rialzo, come sempre ho fatto (e ringrazio un amico che mi ha scritto questo SMS)... resta la delusione di un periodo decisamente negativo (ma solamente dal punto di vista sportivo) nel quale dovrò tirare fuori il carattere per uscirne.
Tutt'ora non ho potuto riprendere a correre perchè l'ematoma ancora provoca infiammazione nel tentare di far forza e ovviamente riesco ad alzare la gamba con difficoltà.

La programmazione di gare è rinviata di qualche giorno, ho individuato un nuovo obiettivo stimolante che spero di raggiungere, insieme alle altre corse istituzionali e di passaggio.
Non appena mi rimetterò, potrò nuovamente sognare un giorno come quell'01 aprile...

(Ringrazio Podisti.net e Antonio Capasso per il servizio fotografico della Stramilano.
Ringrazio l'organizzazione della Unesco Cities Marathon per l'ospitalità nonostante il Forfait annunciato ed il mio sponsor Adidas Italy insieme all'Atletica Recanati per il supporto morale nonostante questo importante obiettivo mancato.
Ringrazio tutta la rabbia al telefono del Coach che ha dimostrato in poche parole che crede ancora nelle mie capacità.
Ringrazio gli affetti delle persone a me più care...)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...