41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo
Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 25 gennaio 2013

Corriamo alla Roma Ostia con Adidas Running!














Runners di tutta Italia, è tempo di iniziative legate al Running!

Grazie alla collaborazione con Adidas Running e, primariamente, attraverso il Canale dedicato su Facebook con il quale abbiamo sviluppato a partire dal mese di dicembre scorso un appuntamento settimanale di "Question And Answer" finalizzato nel far scoprire La Corsa come uno sport adatto a tutti e non solo mirato alla preparazione di una gara ma specialmente per il proprio benessere personale, sono lieto di annunciarvi una bellissima iniziativa che mi coinvolgerà direttamente e che lancio attraverso le pagine del mio Blog:

MI ALLENO PER LA ROMA - OSTIA DEL 03 MARZO CON ADIDAS RUNNING

Invia all'indirizzo di posta elettronica aditcasrunningita@gmail.com una tua foto di ispirazione al running che possa rappresentare al meglio i valori sportivi del Marchio a Tre Strisce:

- Originalità
- Passione
- Stile

Il Contest inizierà lunedì 28 gennaio e si concluderà sabato 09 febbraio.

Verranno scelte le Due Foto migliori tra tutte quelle che perverranno all'indirizzo di posta elettronica sopra indicato ed ai vincitori verrà data la possibilità di correre la Mezza Maratona più partecipata d'Italia, la Roma Ostia, senza spese di iscrizione!

Martedì 12 febbraio verranno comunicati i nomi dei vincitori del Contest attraverso le pagine del mio Blog e di Facebook.

In più, sarà possibile attraverso i canali di Facebook, essere seguiti con i miei consigli, suggerimenti ed allenamenti specifici fino al giorno della Gara ;-)

Ovviamente... correrò anche io la Roma Ostia e mi sto preparando per l'evento con il massimo impegno!

AGGIORNAMENTO!

INCLUSO NEL PREMIO, OLTRE AL PETTORALE GRATUITO, CI SARA' ANCHE IL PERNOTTO PRESSO L'HOTEL CHE OSPITERA' TUTTI I TOP RUNNERS!
COSI' AVRETE FINALMENTE L'OPPORTUNITA' DI CORRERE FIANCO A FIANCO CON I VOSTRI CAMPIONI E DI RESTARE FINO AL PRE-GARA INSIEME A ME PER OGNI CONSIGLIO E SUGGERIMENTO UTILE A FARE "ALL THE BEST"!



E ricordate: "All In For Your Perfect Run!"

sabato 19 gennaio 2013

Mai arrendersi alle difficoltà!

Allora... dove eravamo rimasti... ;-)
Palermo, gennaio 2013

Sono stati mesi nei quali, a partire dallo scorso agosto, ho lottato nella convinzione di voler risolvere un'infiammazione perenne al peroneo della gamba destra che non mi aveva ridotto in cattive condizioni di salute ma che evidentemente aveva ridotto le mie capacità in allenamento.

Il problema è in fase di continua evoluzione, anche perchè lo è stato negli ultimi anni sempre sotto il mio controllo, ma che con il passare del tempo e delle diverse intensità degli sforzi, è cambiato e soprattutto, cronicizzato...

Ho avuto tanto da imparare da questa vicenda, ma come sempre, ho preferito ascoltare la voce della mia coscienza, i suggerimenti utili di diverse persone e temporeggiare ha sinceramente avuto i suoi riscontri più che positivi, a fronte di verdetti semi-definitivi spesso emessi con magari troppa leggerezza e forse troppo estremizzati.

Il muscolo peroneo della gamba si trova lateralmente, a sorreggere l'osso del perone che grosso modo ha l'utilità di far cambiare direzione all'arto quando si effettua una curva o un cambio di direzione.
Lo stress al tendine non era mai stato chiaro nemmeno a me dove fosse collocato, visto che lo sentivo intensamente nei pressi del ginocchio (un pò lateralmente), ma che si rifletteva (senza attraversare tutta la gamba) questo disagio dove termina nervosamente, ovvero sotto il malleolo del piede.

Negli ultimi tempi, dopo un periodo di allenamenti in pista intensivi durati circa un mese, la situazione era peggiorata, portandomi alla resa, dato che l'infiammazione era girata anche sul tibiale anteriore.
Peccato, buttar via tanto buon lavoro...

Una prima ecografia, seguita da altri accertamenti, quali Risonanza Magnetica e Tac, evidenziavano come nel perone stesso ci sia un accumulo calcifico a livello osseo, creando un rigonfiamento che in quel periodo di stress a fine allenamento era sempre indolenzito.
Si era già ipotizzato che la calcificazione dovesse essere la causa di tanto disagio e quindi si sarebbe dovuto rimuovere in via chirurgica.

Forse si, forse no, fatto sta che in mezzo a tanti dubbi il medico mi aveva comunque prescritto un periodo di riposo che aveva fatto bene a tutta la gamba, prima di pensare di intervenire su un punto molto delicato ed affollato come quello descritto.
Ad aprire una breccia ad un nuovo ragionamento, fu l'ipotesi che quel "difetto" in me poteva essere congenito e che suo malgrado fosse il primo elemento a lamentare tanto dolore se stimolato da infiammazione.
Ipotesi confermata da un collega corridore di ottimo livello che si ritrovava nelle mie stesse condizioni (ma con altri problemi).
Dettaglio della Tac: si nota l'irregolarità ossea attorno al perone
Ad avvalorare ogni dubbio in merito alla necessità di un intervento fu la conferma dalle analisi sopra citate che non si trattava di una calcificazione "maligna" e che bisognava capire cosa stesse scatenando tutto ciò!

L'analisi degli appoggi...
E' un fattore molto importante, che avevo sottovalutato.
Correre continuamente per anni ovunque (pista inclusa), provoca degli squilibri anche gravi!
La gamba destra è decisamente a livello muscolare più grossa della sinistra, in tutto e per tutto.
Fatto sta che, da un banale esame degli appoggi sulla pedana baropodometrica, è risultato che il peso del mio corpo gravasse per circa 2,5 volte in più sulla gamba destra che sulla sinistra.
Probabilmente ad aggravare questo rilievo sarà stato il mio tipo di appoggio che, scaricando il peso lateralmente (non sono un iper-pronatore, si nota dall'usura delle scarpe che è regolare), avrà creato molteplici stress sul perone e col tempo ha creato un disagio permanente.

La Soluzione.
E' stato semplice pensare al plantare ortopedico personalizzato, e non ho badato a spese, rivolgendomi ad un professionista sempre aggiornato sui materiali, che mi ha consegnato un prodotto innovativo, leggero, stabile e poco deformabile nel tempo e con i chilometri.
Ancora è difficile dare un verdetto definitivo, ma sostengo da sempre che il plantare è uno strumento che dona equilibrio ma che si deve utilizzare con le dovute cautele.
Ho iniziato gradualmente ad abituarmici, il piede è continuamente sfregiato con varie vesciche provocate dallo sfregamento sul plantare che mi "obbliga" ad assumere la giusta postura e rende meno piatto il mio piede.

Già all'appoggio statico si nota l'irregolarità.
Le Rx al bacino invece confermano una rotazione di
4mm rispetto all'asse verso destra...
Normalmente quando va via la pelle dal piede e si forma la ferita, la curo con una crema disinfettante tutti i giorni e per correre "senza piangere", basta munirsi di una benda in tessuto molto appiccicosa che faccia da "seconda pelle", da applicare direttamente sulla ferita e sulla quale andrà sempre cosparsa di una crema emolliente.
Funziona!

L'infiammazione va passando lentamente, ma con l'ausilio di continui massaggi e stretching (che mai deve mancare) e quando corro sicuramente non sento più di tanto il disagio che avevo a "piede libero".
Sostengo, comunque, che non ci si deve buttare a capofitto sull'ortesi in quanto si rischia di dare troppo squilibrio tutto in una volta: sto cercando di rieducare la gamba a non atterrare con troppa forza e penso che il peso verrà scaricato in modo più omogeneo ma di tanto in tanto si deve cercare di lasciare libero il proprio corpo di esprimersi.
Penso che più avanti andrò, una volta abituatomi al nuovo assetto, sarà sufficiente avere supporto nei chilometri e nei lavori "pericolosi" (quelli ad alta intensità), mentre per altro tipo di impegno sarà giusto lasciarlo a casa il plantare.

Questo sarà un anno di transizione, per cercare di vedere di ridurre al minimo il problema una volta e per tutte.
Attualmente il dolore critico che avevo sulla calcificazione ossea non lo risento più e questa già è una grande vittoria.
Temo che per quest'anno dovrò ridurre di tanto l'attività in pista e lasciare alla strada o al leggero sterrato maggior libertà di azione!

Notevole la sproporzione tra piede dx e sx
Ed è per questo che il mese di gennaio, nel quale sto finalmente ritrovando il vecchio feeling con la lunga distanza, sarà decisivo per emettere i primi verdetti degli obiettivi del 2013, peraltro ambiziosi poichè devo rimettermi in carreggiata.
La scelta ricadrà sulle "Long Distance", anche d'accordo con l'Atletica Recanati con la quale curerò gli eventi stradali (oltre che i classici 10.000m in pista), ma che avrà nel mio ritorno alle Maratone, il target da centrare.
Correre per un anno distanze più lunghe spero gioverà nel complesso alla mia gamba, favorendone la definitiva riabilitazione.
Spero sarà la scelta più azzeccata...

Intanto, dopo questi ultimi duri mesi di allenamento incentrati sul potenziamento a carico naturale e su svariati esercizi di mantenimento ideati da Giuseppe D'Ambra, dopo un paio di settimane di adattamento, tornare a correre il Fondo lento a 3'50"-45"/Km con la sensazione di sentirsi alti e stabili, ha ripagato tanto sacrificio.
In settimana, constatato che il tibiale (forse) sta lentamente sfiammandosi, tornerò timidamente ai primi lavori di forza in salita e qualche accelerazione durante il Fondo Lento.
Sono le giuste premesse... oltretutto la serenità mentale è ai massimi storici, grazie ad una persona in particolare...
Dettaglio dei Nuovi Plantari...E' tempo di adattarcisi!

Cosa può insegnare tutto questo racconto: mai sottovalutare i segnali negativi che emette il proprio corpo e mai massimizzare gli impegni giornalieri.
I muscoli, i tendini, le ossa, hanno bisogno di rallentare di tanto in tanto, per rigenerarsi al fine di partire con maggiore slancio.

In più, mai giungere a decisioni affrettate e invece dare ascolto ai segnali che il proprio corpo ti invia: se c'è bisogno di prendersi anche un lungo periodo di riposo per vedere l'effetto che fa, ne vale la pena, anche perchè come nel mio caso, solo in questi ultimi giorni, sono riuscito a rendermi conto dove effettivamente fosse localizzata l'infiammazione che mi dava tormento in molti altri punti.
Come non dare ragione ad un altro grande atleta che mi ha suggerito tutto ciò...

(Ringrazio Sicilia Running per la foto)

lunedì 31 dicembre 2012

Un Anno non è mai abbastanza...

Mi auguro di vivere nuove esperienze con nuovi avversari...
31 dicembre 2012.

Si è chiuso un anno che segna un solco importante nella mia vita, atleticamente parlando e non solo.
Negli ultimi mesi sono accaduti diversi eventi che inevitabilmente porteranno già da gennaio 2013 grosse ed importanti novità che non mi sarei aspettato dodici mesi or sono...

Alla Ricerca di un equilibrio.
La salute, innanzitutto.
Il mio stop tutto sommato è stata una forzatura dettata da esigenze ben chiare: guarire del tutto (o almeno provarci) per tornare più forte che mai.
Non sopporto più da tempo l'idea di correre con un dolore costante che, anche se sopportabile, limita decisamente la massimizzazione delle mie reali capacità.
Le ultime settimane si sono incentrate su un costante lavoro di forza generale che migliorasse la struttura nei punti più deboli e l'aiuto di Giuseppe D'Ambra è stato sicuramente una gran fortuna con la sua competenza e serietà.
Ho avuto tanto da imparare da lui ed il futuro da corridore avrà precise regole da rispettare d'ora in avanti.

Nuove Regole.
Non posso più pretendere di poter competere tutto l'anno senza escludere i rischi di una attività continua e logorante quanto la corsa.
I più forti mezzofondisti e fondisti mondiali programmano durante l'anno uno-due mesi di riposo forzato dalla corsa in modo tale da rigenerare le fibre...prima che sia troppo tardi.
Ci sto mettendo tempo e rinunce per far passare la periostite al peroneo destro e non vorrei più che si ripeta in futuro, sperando che l'ausilio del plantare ortopedico per la corsa mi doni maggiore equilibrio.
Continuare con appuntamenti settimanali di potenziamento leggero e/o di tecnica di corsa possono aiutare ad alleggerire il carico di chilometri.
Il periodo migliore sarà fine maratona di autunno, quando i giochi sarebbero fatti: da sempre rendo male nei Cross e quindi se devo rinunciare a qualcosa... beh che siano le gare sui prati!
Sarà semplice riprogrammare la stagione una volta guariti, ormai il Coach Siragusa mi conosce da ben DIECI Anni (2003-2012)!

Il 2012 ha regalato colori spiccati grazie ad
Adidas Running
Il Coach che "non" sono.
Sono ancora un atleta motivato ed in cerca di riscatto, ho tante belle idee in cantiere spero attuabili per il 2013, ma non mi voglio sbilanciare; resta il fatto che in tanti corridori, grazie all'equilibrio che il mio amico Mariano ha creato all'interno del suo gruppo, si divertono e stanno migliorando i loro personali.
Io mi limito ad infondere motivazioni, mentalità ed un pizzico di coraggio, loro a seguire il programma che gli somministro ogni settimana, sapendo che i loro obiettivi ormai mi appartengono.
Bastano poche parole e pochi sguardi quando terminano un lavoro per capire come stanno, come è andata: è un forte segnale di intesa e li ringrazio tutti uno ad uno, a questo punto, per avermi dato tanta fiducia.
Ed è passato solo un anno, questo, il 2012 :-)

Viola... come l'invidia...
Non è corretto su questo "salotto" raccontare le motivazioni che hanno portato a questa tristissima decisione, ma, almeno per il 2013, il Violettaclub abbandona il progetto della Squadra Assoluti.
Sono stati gli ultimi due mesi dell'anno parecchio travagliati e lo sconforto in me e nei miei compagni di squadra è palese.
Si spegne un sogno, quello di diventare Campioni d'Italia su Strada già sfiorato quest'anno con il Secondo Posto finale, il risultato più importante ottenuto dalla piccola Società di Lamezia Terme.
D'accordo con il D.S. questo splendido gruppo d'amici dovrà cambiare casacca e temo che per i primi tempi sarà dura accettare le cause che hanno portato a questo drammatico smembramento.
Nonostante la nostra ferma unione (che continuerà oltre), non siamo riusciti a far transitare tutto il gruppo altrove e con me mi seguiranno solamente Salvatore Arena e Danilo Ruggiero.
Per tutti gli altri miei amici e fieri avversari la porta resta sempre aperta!
Francesco Duca e Fabio Bernardi seguiranno la strada Veneta...
Si va avanti, ma con le ferite nel cuore...

Inizia la nuova avventura con la maglia dell'Atletica Recanati!
Grazie per questi splendidi OTTO ANNI di atletica al Violettaclub!

Adizero-Supernova-Adistar-Response...
Adidas Running ed Adidas Eyewear resteranno con enorme fierezza miei sponsor tecnici per il 2013.
In questi ultimi Cinque splendidi anni ho cercato di far conoscere un marchio Leader nel Mondo dello Sport e soprattutto Running Specialist.
Chi ha seguito i miei consigli si è trovato benissimo; l'obiettivo delle mie recensioni è stato sempre quello di renderle aperte ai miei lettori e confrontarci con le diverse esperienze ai fini dello sviluppo del prodotto.
La mia attività di Testimonial parte da molto lontano nel Web, oggi dominato dai Social Network.
Con un poco di sana ironia e di tanta saggezza si può anche parlare di argomenti seri pure lì.
Correre forte e divertirsi è possibile, ancor di più da quando il running è diventato sempre più attento ai dettagli, tecnologico e colorato.
Adidas è "all running", c'è un entusiasmante 2013 che ci aspetta!

Anno Olimpico, vissuto con un Vero Amico...
Calamitatore di masse... ma quando mai!
Molti anni fa quando ero più "ragazzino" mi chiedevo perchè non riuscissi ad essere più "popolare" di chi, seppur in modo mirato e con strategie quasi da "marketing", ci riusciva con enorme facilità ad essere affabile.
Sapeva "vendere" se stesso, il suo prodotto... magari non risultava poi essere tutta questa meraviglia o l'esatto contrario, ma il successo con la gente era garantito...
Che posso farci... ho avuto sempre profilo basso, sono stato molto schivo, indipendente, ben organizzato al punto da non "perdere" troppo tempo in chiacchere allo Stadio: c'era sempre un duro lavoro che mi aspettava!
Ed ancora oggi sono così, quando mi reco nella deserta spiaggia di Mondello ai primi di dicembre a correre un pò in acqua ed ascoltare i segnali del mio corpo... solo soletto...

Oggi, con il passare del tempo e della gente, non saprei perchè ma le cose sono cambiate, tante persone, tanti runners si sono avvicinati a me ed io a loro... senza volerlo... senza andarli a cercare... senza alcuna operazione di "marketing"...
Queste sono le relazioni più durature, che mai partono per artefatte e che hanno solide radici, stabili.
L'esperienza, quella triste, mi ha insegnato che andare a cercare forzature nei rapporti umani in genere portano al loro inevitabile collasso.
Qualcosa, in meglio, cambiata in questi ultimi mesi dell'anno e le radici si sono rese senz'altro più solide che mai...

Cosa posso fare ancora per il Running?
Tanto... credo...
Sono partito senza talento tranne che per la mia testa, mai arrendevole, che negli anni mi ha fatto pian piano avanzare ai risultati raggiunti.
Peccato per gli ultimi stop ma la mia progressione negli anni è stata evidente, soprattutto nelle disinvoltura nelle prove veloci che da giovane erano la mia croce.
I miei primi anni, da poco meno che ventenne, erano silenti, ligi al dovere, da appassionato anche fin troppo della corsa e nel tempo ho saputo cambiare la mentalità al divertimento ed alla cura dei rapporti sociali.
In background c'è sempre il mio lato agonistico e se c'è da dare il massimo resto sempre pronto.

E' una mentalità che mi appartiene e credo mai mi mollerà, grazie allo sport modulata nel modo migliore anche nei rapporti umani.
Vorrei poter continuare ad infonderla nei pochi giovani che corrono tanto forte allo Stadio e che vorrebbero affacciarsi alla Maratona, magari prepararne una insieme.
Mi sono divertito in quest'anno come non mai ad essere un buon "Personal Trainer", ma ancor più "Mental Trainer": se sai correre con motivazioni e sei spronato nella maniera giusta sai sorprenderti e fare risultati inaspettati.

Basta poco per essere apprezzati da chi crede in Te, basta dargli importanza e renderli partecipi dei tuoi progetti... basta soprattutto un buon Computer.
Oggi tutto gira in Digitale e purtroppo in tanti giovani promettenti non sanno costruirsi la loro immagine perchè non sanno comunicare o peggio non sanno usare il Computer.
Il che è grave perchè tutto ciò è enormemente gratificante e posso testimoniare apertamente che grazie alla mia immagine sportiva costruita negli anni sono riuscito a farmi conoscere... così come sono adesso, me stesso.
Purtroppo, ad oggi, Informatica e Running non vanno di pari passo e chi possiede entrambe le doti ha decisamente una marcia in più...

Monte Pellegrino saprà rilanciarmi per il 2013?
I veri valori, quelli che non ti abbandonano mai.I rapporti saldi di Amicizia e la Famiglia non hanno mai eguali e non esisterei se non ci fosse un tale sereno equilibrio.
Come spesso affermato, i miei rapporti in genere restano saldi e duraturi e se c'è intesa non è nemmeno troppo difficile gestirli.
Il Coach Aldo è un esempio insieme al Vice Giuseppe, due uomini appassionati all'atletica ed al mondo delle corse.
Felicissimo di proseguire un rapporto di collaborazione stretto e stabile, nonostante le difficoltà che negli anni si sono potute susseguire.
Grazie al running ho trovato persone amiche, che ti sono state vicine nei momenti di maggiore sconforto e per le quali sono grato per sempre.

Peccato non aver visto l'America quest'anno, ma caro Manager, sarà la mia volontà ferma per il 2013 tornare e provare a conquistarla, magari con il nostro amico Francesco tornato alle corse negli ultimi mesi dell'anno :-)

Il gruppo di Mariano, è stata un'autentica scoperta, nata quasi dal nulla e culminata nella bella serata passata insieme in questi giorni di fine anno.
Il gruppo è giunto a circa una decina di unità, per accedervi servono motivazioni ed una dote fondamentale: il rispetto del prossimo ;-)

Nonostante tutto... è stato uno splendido 2012 pieno di vita e piacevoli novità, ne vale la pena proseguire oltre :-)
Ed un ricordo... a Rosario Daidone che resterà nei cuori di chi l'ha conosciuto, vissuto e apprezzato come atleta e come uomo, indelebile e sempre presente...

Buon 2013 a tutti e per chi non ci ha ancora provato... iniziate a correre almeno una volta e poi mi saprete raccontare!
(Come da tradizione, piccoli artwork di fine anno, ringraziando tutti i fotografi, in particolare - Salvo Torregrossa - Catania, Maurizio Crispi e Toti Clemente - Palermo, Salvatore Auddino - Calabria che mi hanno concesso di illustrare anche quest'anno le mie gare)

domenica 2 dicembre 2012

Adidas Adizero Feather 2 - Il Massimo della Performance

Adidas ha scelto di unire l'eleganza e l'immancabile tecnicità
Adidas mi ha messo a disposizione all'utilizzo ed alla prova in gare ed allenamenti questo straordinario modello ricco di spunti tecnici ed innovazione: le nuove Adizero Feather 2, scarpa utilizzata dallo straordinario Geoffrey Mutai, vincitore delle maggiori maratone internazionali (Boston, New York, Berlino) a suon di Record.

Abituato ormai alle "convezionali" Racing Shoes - Categoria A1 - Superleggere, le Adizero Adios 2, decisamente più morbide, calzanti e protettive (quindi meno "estreme") rispetto alla precedente versione, potevo essere restio a calzare un nuovo modello, dato che ormai da cinque anni le Adios mi fanno compagnia fissa in gara (di importante competizione).

Ma come accadde lo scorso anno, con le fantastiche Adizero F50.1 Runner (le nero-verdi), per me, Best Debut del 2011, ecco l'enorme sorpresa positiva che le Feather 2 mi han dato, soprattutto, dopo gli allenamenti e le gare svolte, in pista ed in salita estrema.

CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE.

La Adizero Feather 2 è una scarpa estrema, ma affascinante.
Il design dell'intersuola è eccellente e, come ormai è diventata abitudine, una volta calzata la scarpa, il piede si trova immediatamente a suo agio, senza bisogno di tenerla calzata fin troppo tempo per adattarcisi.

Parte mediale - La cavità non compromette la stabilità
La struttura è minimale, ma siamo lontanissimi a quegli ormai esempi diffusi dai vari brand di scarpe Minimal - Categoria A0 - che riproducono artificiosamente la moda diffusa negli USA di correre a piedi nudi.
C'è una struttura di intersuola - suola integrate ed un elemento di reattività costituito da un piatto plastico a tutta lunghezza stabile e reattivo.
E funziona bene.
A mio parere, comunque, la parte determinante di tale comfort deriva dalla conformazione dell'intersuola nella parte mediale, che alloggia con delicatezza il piede e ne coadiuva la spinta, senza costringere troppo lo stesso (cosa che accade invece nelle scarpe fin troppo strette di pianta).

Adidas per filosofia non potrebbe mai immettere sul mercato scarpe da Running che a tutti gli effetti non lo sono e, siccome la filosofia AdiZero è "massimo impegno, massima resa con minor peso", l'aver presentato questo ulteriore modello come scelta per un corridore di scarpa da gara è un altro piccolo grande miracolo di Ingegneria Biomeccanica.

Tomaia minimale, colori brillanti
TOMAIA.

Adidas stupisce sempre di più con il suo modello di punta, esteticamente parlando.
La tomaia, realizzata con un Blue Mesh dominante e acceso, ultra leggera, rende la calzata estremamente "soft" e denominato "Sprint Web".
Materiali sempre più innovativi e resistenti che rendono elegante la calzatura.
Il Design delle Tre Strisce poste in orizzontale pone la scarpa da gara verso il lato "Fashion" e modaiolo della corsa, ma come detto racchiude anch'essa tanti anni di studi sugli appoggi.

INTERSUOLA/SUOLA.

La scarpa nasce decisamente per correre su asfalto o su terreni lisci.
Correre nello sterrato o su terreni sconnessi e irregolari comprometterebbe la sua stabilità.
La soluzione proposta è la suola - intersuola con alcuni inserti di gomma "Adiwear" resistentissima nei punti di maggiore usura.
Il punto di maggiore rischio quando acquisti scarpe di questo tipo te lo dà il fattore Grip: testata su lastroni di pietra liscia, la scarpa mi sorpreso in stabilità senza mai scivolare dai miei appoggi.
Particolare della Suola: al centro l'alloggio per il MiCoach
La gomma dell'intersuola è, evidentemente, dotata di buona resistenza all'attrito.

Protezione minima: non esistono gli elementi ammortizzanti Tipici di Adidas e la conferma c'è leggendo la scheda tecnica.
Quindi niente Adiprene nè Formotion al tallone; in avampiede presente l'Adiprene + per uno stacco reattivo e rapido.
La scarpa deve poter correre forte su strada quindi è altamente indicata per tempi d'appoggio ridotti e medie di corsa molto alte.
Per questo motivo Adidas ha scelto di inserire in mezzo all'intersuola, a tutta lunghezza, un nuovo elemento denominato "Sprint Frame" (dalla foto si individua nel color Infrared) capace di donare:
1 - Rigidità torsionale e strutturale
2 - Reattività nella spinta (più si spinge forte, più l'elastomero semi-rigido Sprint Frame restituisce la forza a terra acquisita)
3 - Supporto a livello tendineo in quanto lo stesso piatto elastico avvolge l'area del tallone/tendine d'achille e fa da supporto alla parte posteriore della Tomaia (la Conchiglia di colore Infrared).

SUPPORTO AL MICOACH

Come detto i dettagli sono piazzati con grande scelta tecnica e l'alloggio per il tuo allenatore virtuale - MiCoach Pacer - è integrabile attraverso la concavità ricavata dallo Sprintframe che alloggia il sensore che registra i passi e la distanza percorsa sulle scarpe.

Lo SprintFrame lungo tutta la pianta sale fino alla conchiglia
Ovviamente una scarpa progettata così bene che sembra essere uscita dalla galleria del vento non è adatta a tutti e soprattutto va utilizzata con parsimonia e solo da Runners esperti che magari puntano ad una corsa in particolare durante l'anno, quando si sentono il PB in tasca.

L'ho usata con enorme entusiasmo nei lavori di salite (ti aiutano tanto ad usare i piedi ed a rendere efficace la spinta) ed in alcune apparizioni in pista (dove correre a 3'25"/km risultava facilissimo e più agevole che mai).
Ma, se spremute come si deve restituiscono altrettanto coinvolgimento e per me correre un 1.000m a ridosso dei 2'40" diviene molto più semplice.

La consiglio per gare non più lunghe di 10K ed eventualmente nella 21K che "conta" veramente.
Come alternativa alla scarpa chiodata in pista è davvero interessante dato che, pur non avendo una suola particolarmente artigliata, dona ottimo grip ed immediatezza di spinta.

Adidas veste con stile! (Photo Maurizio Crispi)
In fondo, come è facile notarlo, la rigidità dello Sprint Frame a livello mediale la avvicina tanto ad una scarpa chiodata che normalmente all'avampiede presenta la rigidità del piatto chiodi ad aumentare spinta e reattività.

Parlandone con mio collega, diverse volte Campione Italiano e titolato a livello Europeo, siamo convenuti che la Adizero Feather 2 è entusiasmante per reattività e comfort inalterato nelle competizioni dal chilometraggio prolungato, e che come una Formula Uno restituisce alte prestazioni nelle Tre - Cinque Gare Importanti durante l'anno quando devi uscir fuori tutto te stesso.

Per ultimo, in un confronto virtuale tra le Adizero Adios 2 e le Adizero Feather posso dire che non vince nessuna delle due in quanto sono delle scarpe da gara completamente differenti e dal peso simile (260 gr delle Adios 2 contro 240 gr delle Feather 2 per la misura 12 USA) e che entrambe regalano alte prestazioni al corridore leggero (non più pesante di 70 Kg) e che si aggira sulle medie da 3'35"/Km in giù (come è giusto che sia usata una Superleggera).
Valida alternativa anche per i marciatori che nella reattività ed elasticità del piede al terreno costruiscono i loro successi.

Adidas Adizero Feather 2 - Usatele con cautela e vi regaleranno i vostri PB più importanti!

venerdì 16 novembre 2012

Orgoglioso dei miei Ragazzi!

Da sx: Felipe, Rob, Michele, "Io", Mariano, Giuseppe :-)
Palermo, novembre 2011 - novembre 2012.

E' tempo di fare un bilancio di questo primo anno passato insieme, un legame che è diventato amicizia, stima e fiducia reciproca.
Forse è questo il segreto del loro successo, dei loro miglioramenti.
Tutto quel che ho chiesto è che si impegnassero a seguire uno schema di allenamenti fatto apposta per loro, cercando di personalizzarlo secondo le loro caratteristiche e lavorando sulle carenze individuali.

Molto spesso mi sono imbattuto in personalità che nella costante applicazione non riescono proprio ad andar d'accordo e mai puoi aspettarti che seguano il tuo programma alla lettera.
Per quel che mi riguarda, essendo una persona molto precisa e scrupolosa, questo atteggiamento mi risulta fuorviante e di conseguenza, non mi posso applicare come desidero e preferisco non seguirli.

Al contrario, il gruppo di uomini (prima ancora che runners) che si è creato, grazie alle scelte oculate di Mariano, ha plasmato un team vincente che ha portato al miglioramento delle qualità atletiche prima ancora che dei primati personali di ciascuno di essi.

Non mi sono limitato a proporre semplici tabelle.
Essendo alle prime armi come Coach, e con la ferma volontà di approfondire tale pratica più avanti nel tempo quando la mia attività di Atleta sarà ridotta dall'inesorabile avanzare dell'età ;-), ho cercato di infondere a loro la mentalità giusta nell'affrontare la distanza di Maratona, travasando il più possibile esperienza e mirando gli allenamenti giusti in funzione delle singole capacità.
A partire da questa estate, complici vicissitudini e scelte di maratone diverse, ho dovuto sdoppiare i programmi e riadattarli ad alcuni di loro per metterli completamente a loro agio nel raggiungimento del risultato.

Ho messo del tempo per assimilare pregi e difetti di questi ragazzi (nell'atletica l'età non conta, quando tiri fuori cuore e animo son molti di meno gli anni che dimostri), ma loro stessi hanno saputo interpretare nel miglior modo possibile quanto più gli ho insegnato.

Felipe, per esempio, ha lo stile di corsa più rilassato, corre sempre facile con l'elasticità di un giovincello.
Non lo fermerebbero nemmeno le cannonate, tant'è che sa affermarsi con elegante disinvoltura anche nei Trail.
Alla Venezia Marathon solo il vento freddo e la giornata impossibile l'hanno rallentato, ma sopra i diciotto ponti volava, presto scenderà sotto le 3h00' nuovamente.

Mariano ha voglia da vendere.
In vetta a Monte Pellegrino... con Felipe e Mariano!
Reduce da deludenti esperienze in termini tecnici, ha rivolto in me fin troppe speranze nel cercare di migliorare se stesso.
Il suo carisma rende questo gruppo molto unito e coscenzioso che sta lavorando bene e con criterio.
Chi entra nel gruppo deve chiedere a lui e sarà sicuramente un'altro innesto prezioso.
Ha dato fiducia in me cieca ed assoluta fin dal primo giorno, cosa che mi ha leggermente spiazzato; ma anche per lui i fatti gli hanno dato ragione: meno 6 minuti al PB - 3h22' - nella Berlin Marathon e probabilmente qualcosa meno alla NYC Marathon se si fosse corsa.
Possiede un'arma letale che è la velocità, ma ancora deve imparare ad esprimerla anche in gara, con maggiore disinvoltura.
Ora lo attende la Palermo Half del prossimo 18 novembre, e ne vedremo delle belle.
Negli ultimi mesi ha fatto lavori di durata molto interessanti e sta crescendo parecchio; mi piace quando parte molto deciso nelle gare o negli allenamenti ma dosando le forze e riuscendo a risolvere quei piccoli passaggi a vuoto "mentali" farà grandi cose nel 2013.
**UPDATE** Nuovo PB per Mariano nella Mezza alla Maratona di Palermo - Leggere Sotto!!!

Rob è un portento sul fondo, non lo ferma nessuno quando si mette in marcia.
Il suo 3h17' (e meno sette minuti dal precedente PB) a Milano di questa primavera mi ha esaltato perchè non mi aspettavo così tanto da lui.
Aveva lavorato bene e rispettato tutti i carichi allenanti, lui che i Giri dell'Addaura li usa come lungo :-)
La sua meccanica di corsa è da correggere tanto, si salva grazie al baricentro basso ed essendo un forte pronatore tende a strisciare i piedi; ma è un corridore che avanza, sempre.
Purtroppo un problema agli adduttori ha frenato la sua avanzata, ma confido in lui un altro piccolo miglioramento a breve.
Soffre la velocità e tutto quel che si svolge in pista, ma i lavori veloci servono a migliorare anche sulla lunga distanza e sto cercando di fargli capire come saperli interpretare bene, ovvero con la massima serenità possibile.
Quando imparerà che correre veloce è un "gioco" avrà fatto un altro bel passo in avanti!

Giuseppe, uno degli ultimi inseriti nel gruppo di Mariano, ha avuto la pazienza di ascoltarmi e procedere fino alla fine del percorso che, per lui è rappresentato tagliare il traguardo di Venezia, ma che nella sua mente e nel suo corpo rappresentava un importante punto di svolta e di ri-partenza.
Meno tredici minuti mi ha strabiliato e 3h44' nella bufera di Venezia la dice lunga sulle sue reali possibilità.
Ha sofferto tanto ad adattarsi alle metodologie di lavoro; d'estate non mandava giù il fatto che ancora dovesse lavorare più corto e veloce degli altri che stavano iniziando a pensare alla Maratona.
Ma per lui era troppo presto e ho visto giusto; altri avevano abbandonato il progetto (e non torneranno più indietro perchè la poca costanza mi spiazza ulteriormente) mentre lui ha eseguito semplicemente gli "ordini" :-)
Con Felipe, un felice crossing tra bloggers!
Persi molti chili e trovata una forma da vero atleta, ha combattuto da eroe a Venezia aprendosi la strada in mezzo alla folla di runners in crisi (così mi ha raccontato!) sopra i ponti dimostrando freschezza e doti muscolari importanti nel finale di gara.
La sua soddisfazione in viso mi ripaga di tutto ed ora che ha apprezzato l'importanza dei lavori più veloci sta iniziando a capire quanto un minimo di tecnica può farlo andare avanti.

Michele è stato il più sfortunato perchè a causa di problemi personali non ha potuto coronare il sogno del Maratoneta lì a Venezia, ma la sua costanza e determinazione lo farà ben presto progredire.
I lavori alle volte possono essere molto pesanti per lui, ma sa dosare bene gli sforzi in funzione delle sue capacità che si devono ancora tutte scoprire.
**UPDATE** - Michele ce l'ha fatta a correre la Maratona, ci ha riprovato a Palermo domenica 18 novembre, sul noto e difficile percorso e si è migliorato: Meno quarantatre (43!) minuti!

Antonio non l'ho potuto seguire spesso perchè lavora ad orari che non coincidono con i miei ma anche lui soffre tanto la velocità ed il suo potenziale deve essere ancora espresso.
Servirebbe qualche chiletto in meno e volerebbe ; intanto il suo 3h42' e nuovo PB - meno cinque minuti mi hanno riferito - a Venezia lo rende un valoroso combattente e ripaga degli allenamenti alle volte mal sostenuti (spesso si sentiva stanco per giorni dopo un lavoro di qualità e chilometri).
Penso che servirà più tempo per adattarsi ma Maratona e Mezza Maratona sono le distanze che più gli si addicono.

Quando giungi al traguardo con tanta grinta in corpo, vuol dire che hai svolto un ottimo lavoro e che esso ti ha ripagato con un altrettanto ottimo risultato.
Spesso è stata data voce che gli allenamenti che svolgono gli assoluti o i professionisti mal si possono adattare ad un runner - amatore, ma per tutta risposta mi chiedo se queste persone che emettono una simile sentenza si rendono conto di quanto possa essere sgradevole e poco gratificante giungere alla partenza di una corsa massacrante a livello muscolare e mentale se non si giunge con una adeguata preparazione.

E la stessa cosa la si può affermare per tutti i podisti occasionali che partecipano alle gare con scarsa o inadeguata preparazione sulle gambe: tra le peggiori e sofferte corse (anche da 10K) che non rifarei mai, sono state quelle improvvisate e reduce da periodi più o meno lunghi di stop forzato.
Con metodo e costante applicazione vien da se trovare il giusto equilibrio e correre sempre elegantemente.

Mariano e tutti i ragazzi lo hanno capito: quest'anno è stato facile (ma in realtà mi aspettavo un insuccesso totale dai miei metodi), vedremo se nel 2013 i miei corridori sapranno ulteriormente sorprendersi; intanto sono fierissimo di tutti voi!
A Palermo, domenica prossima, andranno in scena le loro scarpette!

(Ringrazio per le foto Franco)

      ******************UPDATE*******************


Il Duo Felipe-Mariano, Gara Costante e Grande Risultato!

Palermo, 18 novembre, Mezza Maratona e Maratona


Grande risultato ancora una volta per Mariano, aiutato nell'impresa da Felipe, ha abbassato ad 1h30'06" il PB nella mezza, migliorandosi di Tre Minuti!
Aveva nelle gambe la preparazione di Maratona ma è stato premiato dalla qualità dei lavori svolti su un percorso davvero insidioso seppur ricco di spunti paeseggistici e  monumentali.

Nella stessa gara, come era logico prospettarlo, Michele ha tentato il doppio giro (molto insidioso e duro mentalmente) previsto per i Maratoneti a Palermo.
Come raccontato da lui stesso nell'area commenti, non correva una Maratona dal lontano 2010 e cogliere la sfida di Palermo è stata senz'altro una dimostrazione di carattere e forte autostima dopo l'intoppo di Venezia.
Se corri Quarantatre Minuti Meno sei un'altra persona, cambiato radicalmente, per lui ieri 4h 07'15".
GRANDIOSO!
Ma Michele ancora può lavorare tanto sulla sua forma fisica e quel muro delle Quattro Ore nella Maratona è ormai fragile fragile; al prossimo "colpetto" sarà abbattuto!

Giornata triste per lo sport perchè è accaduto qualcosa che non dovrebbe mai succedere, la morte di un podista quarantaseienne in piena metà gara.
A nulla è servito l'intervento tempestivo dell'ambulanza (vista con i miei occhi) che si dirigeva nella zona dove è accaduto il fatto, a circa 300m dall'arrivo.
Preso dall'enfasi della festa sportiva, non avrei mai pensato che sarebbe accaduto un simile episodio...
Tristezza oggi a Palermo.

Mai come ora è importante sottolineare l'importanza delle visite mediche prima di approcciarsi seriamente a sport così stressanti come la corsa.
E soprattutto, mai improvvisare una gara senza l'adeguata preparazione...

venerdì 9 novembre 2012

L'arrivo al Belvedere Rende Unica la III° Acchianata

L'arrivo vittorioso, nella mia Città - Photo Trinacria Palermo
Palermo, 04 novembre.

"Aria" di cambiamenti, di rapidi sbalzi d'umore, quelli meteorologici.
Laddove la domenica precedente, giorno 28 ottobre, durante la divertente e appassionante gara di "Sprint Trail" denominata "Up and Down" (che attraversa in pieno i sentieri naturali e argillosi della Montagna) organizzata dal Coach, aveva trovato una infelice giornata autunnale da paese tropicale con forti acquazzoni e rapide schiarite, nell'arco di soli sette giorni ci si è ritrovati a vivere un'altra giornata di sport in maniera più serena e piacevole, baciati in Vetta alla montagna della nostra Santa Protettrice da un caldo sole, anche troppo afoso per questo periodo.

E sempre Monte Pellegrino punto focale dell'organizzazione di corse, tutte davvero ben realizzate, di alto livello e dallo scenario naturale e paesaggistico unico.
Scenari così belli e immersi nella natura ne ho visti pochi in carriera, ma uno in particolare, tratto dalla 30K Belluno - Feltre, è rimasto nel mio cuore, sperando di tornarvi quanto prima.
Resta solamente il versante - Lato Addaura - Villa Igiea disponibile per organizzare un'altra corsa e non resterebbe più nessun centimetro quadrato di strada che non sia stato calpestato dalle mille e colorate scarpe da running :-)

Paolo Carollo, piazzato nel punto più impervio,
prima di mezzarancio, great!
Monte Pellegrino è da sempre la mia "palestra naturale", luogo di tanti allenamenti, prima risorsa nel recuperare piccoli infortuni o potenziare in fase di preparazione per un grande evento.
Ne conosco altimetria, pendenze e non c'è curva che non ricordi così bene come casa mia; quella piccola Montagna non ha segreti, mi appartiene ed il Santuario è meta di Pellegrinaggio sportivo almeno nella media di 20 apparizioni l'anno.
Ecco perchè, come nella recente P2P e come lo scorso anno, grazie anche all'invito della Società Sportiva Trinacria Palermo, non ho voluto rinunciare all'ennesima sfida.

Grosse differenze rispetto al 2011, dove il meteo borbottava pioggia e la preparazione era mirata ad una Maratona.
Quest'anno la situazione è stata ben diversa e correre in canottiera era obbligatorio visto il clima lievemente afoso ed atipico per questo periodo.
In più, complice i pochi chilometri corsi negli ultimi tempi ed una preparazione tecnica e muscolare ancora in fase di sviluppo, mi sentivo ottimista del risultato che avrei potuto cogliere lassù, all'arrivo.
La bella giornata, infine, ha consentito di spostare l'arrivo nella piazzetta panoramica di Monte Pellegrino, laddove svetta la statua di Santa Rosalia.
Quindi, nuovo arrivo e nuovo Record del Percorso da siglare per il vincitore!

Complice un calendario intasato di gare in questo periodo e la preparazione della Maratona di Palermo per alcuni i quali si sono sentiti scoraggiati nell'affrontare questo duro evento, sicuramente questi 150 partenti possono stare stretti per gli organizzatori.
Ma la qualità di una manifestazione si vede dai servizi offerti.
"Palermitan style is not good" si potrebbe dire per la nostra "malfamata" capacità di rovinare tutto...
La Natura è splendida da correre... lo dice
Nicola Gullifa
Ma non è affatto così e posso affermare che anche stavolta tutto è filato liscio ed i servizi abbondavano in qualità e quantità!

Non finirò mai di elogiare la capacità organizzativa dei vari Rob, Ferruccio, Damiano, Massimo, Franco, Enrico Maria, tutti runners anch'essi ma quella domenica fermi per offrire il meglio della loro esperienza ai partecipanti, me compreso.
Andare a correre all'estero ed in giro per l'Italia ti fa rendere conto di quali siano i segreti per rendere una manifestazione di successo, e loro l'hanno capito appieno!

Piacevolmente sorprendente è stata la copertura fotografica dell'evento dove un gruppo di entusiasti fotografi semi-professionisti si sono divertiti ad immortalare fatica e natura sotto mille angolazioni.
Salvatore Clemente, a capeggiare tutto il suo staff, è stato un piacere tornare a salutarlo dopo molto tempo (Palermo Maratona 2011).
Una delle rampe iniziali, Salvatore Clemente ha colto il segno!
Encomiabile, infine, per passione e applicazione, l'occhio preciso di Maurizio Crispi che ha regalato altre bellissime cartoline a tutti i runners (me compreso).
Infine un Grazie lungo quanto l'acchianata a Michele Amato che con il suo sito Sicilia Running sta rendendo protagonista assoluto il nostro amato quanto ricco di valori (e povero economicamente) sport.

Gara dura, adatta ad ogni tipo di podista; forse gli specialisti del Trail sono maggiormente avvantaggiati in quanto conoscono questo tipo di fatiche ai limiti della sopportazione.
Ma fortunatamente, oltre a non aver segreti per me quel percorso, in mia memoria mi sono imbattuto in gare dalle pendenze verticali ancor peggiori e disagevoli di questa.
Infatti basta correre a passo radente e si potrà sempre avanzare, agevolati dai lunghi lastroni di pietra liscia.
Il percorso dell'acchianata è duro sin dal primo passo e ti toglie il fiato per meno di venti minuti, il tempo di raggiungere il termine della vetta e fiondarsi in discesa verso il Santuario.
Percorso alternativo, a quello che si percorre normalmente in auto e meta di pellegrinaggio quando si vuol chiedere un "miracolo" alla nostra Santa.
Un altro chilometro o poco più di una lunga striscia di asfalto dalla leggera pendenza e si può dominare Palermo e godere di uno spettacolare panorama.

Al Pronti - Via mi sono lanciato all'attacco, solitario.
Già alla fine della prima rampa gli avversari erano distaccati di tanto da non poter pensare ad una loro collaborazione e così ho iniziato un forcing contro il tempo, nel tentativo di capire quale fossero i frutti di un lavoro incentrato sul potenziamento e innalzamento dell'assetto di corsa, punto critico in gare come queste.
Superata la prima parte, la più difficile (nota come "mezzarancio"), ho trovato buona facilità di corsa anche in punti nei quali normalmente inizio a cedere.
Partenza - Sotto l'occhio attento di Michele Amato (Sicilia Running)
Le nuove e leggerissime Adizero Feather 2 hanno un grip eccellente sui lastroni lisci e posso pennellare le traiettorie in modo ottimale.
E' un punto a loro favore, in quanto non vedevo l'ora di testarle su superfici scivolose: l'intersuola che fa da suola è stata progettata in maniera intelligente; la reattività della scarpa ha reso tutto più agevole del previsto.
L'impegno massimale è dedito al raggiungimento degli obelischi e l'ultima lunghissima rampa spezza i ritmi e le gambe.
Quel momento è stato il più difficile ed ho avvertito un appesantimento del passo; a quel punto ho pensato che la mia sarebbe stata una prova mediocre (come tante altre) quando invece, con mia sorpresa, al passaggio agli obelischi il cronometro segna 17'04".
Il mio Personal Best è 17'01" e poche altre volte l'ho avvicinato, ma sul momento non ci pensavo, visto ancora l'impegno ancora da affrontare e la fatica in corpo.

La rapida discesa in tutta spinta mi portava all'arrivo dello scorso anno (gara accorciata per maltempo) ed il passaggio in 18'15" (contro i 18'52" del 2011) è un segnale altrettanto positivo della bontà del lavoro svolto fin'ora.

Il resto è una lunga cavalcata fino al traguardo, a braccia aperte... una grandissima soddisfazione...

In zona arrivo, un servizio impeccabile con tanto di ristoro "sponsorizzato" e apprezzato da tutti i partecipanti, accompagnatori e curiosi, una premiazione più ricca di gadgets che delle solite coppe e l'azzeccata procedura di consegna del pacco gara, ma solamente all'arrivo di ogni partecipante.

Stanco come non mai, ci ho messo un pò prima di riprendermi ma sono fatiche a cui tutt'ora sono ancora abituato.
La Vittoria di questa domenica è tutta per la dedizione di Giuseppe D'Ambra
Photo S. Clemente
Il merito di questa condizione così ottimale va tutto al Vice Coach Giuseppe D'Ambra che con il suo appassionato lavoro di potenziamento generale mi sta dotando di capacità maggiori che, una volta guarito, spero che saranno essenziali per fare ancora molto bene, specie in Maratona.

Il Plantare arriverà a giorni e nel riadattamento giornaliero spero tanto che quel poco di infiammazione residua all'arto possa passare per ridarmi nuova fiducia in me stesso.

Giornate come queste danno morale e tanta ma tanta voglia di esserci, nuovamente.
Resto alla finesta, ma una 10K stradale a questo punto, si potrebbe tentar di fare per mantenere alto questo stato.
Resta il dubbio (o la certezza) su quale parte dell'Italia sceglierò per trovare un'altra prova che metta a nudo la mia reale competitività ;-)

(Parlano più le immagini che il racconto, merito del gruppo di fotografi citati: per ogni dettaglio e partecipanti alla gara, ecco la Fotostoria, il ringraziamento pubblico è d'obbligo!)

venerdì 26 ottobre 2012

La Vita è Fatta di Continue Salite e Pesi da Sollevare...

I Pochi Partenti al via dei 10.000m, 2 di essi erano "Lepri", 3 ritirati :-(
Palermo, mese di ottobre.

Il problema alla gamba di certo non è risolto ma a tanti interrogativi ed ipotesi più o meno drastiche si stanno affiancando sempre più probabili certezze.
Spero il prima possibile di poter raccontare tutto il resoconto completo della mia non proprio semplice vicissitudine, ma ad Oggi, posso affermare con certezza che un'operazione chirurgica non la vorrò pensare di fare.

Poche settimane prima la campana suonava diversamente, ma una telefonata con un noto atleta di vertice italiano mi ha aperto la mente ad un'ipotesi, poi suffragata dai fatti inconfutabili.
E' bastato che mi dicesse: "Io ho una gamba esattamente come la tua, con un rigonfiamento osseo dietro il polpaccio che mi ha provocato in passato altri problemi, e che me lo porto congenito dalla nascita" a farmi pensare che non per forza questo "difetto di fabbricazione" fosse derivato dalla feroce usura pistaiola.

Un successivo esame baropodometrico ha chiarito ed aperto una breccia: solamente camminando gravo 3 volte tanto il peso sulla gamba sinistra nella destra, evidenziando un notevole squilibrio cosa che mai ho avvertito in corsa e nella vita in generale.
Per forza di cose la gamba può infiammarsi facilmente ed il primo punto che va in crisi è quel "difetto strutturale" che mi contraddistingue.
Figuriamoci tale squilibrio in termini di forza impressa sul terreno quanto si moltiplichi: notoriamente è il triplo del proprio peso correndo (in questo caso della spinta a terra statica) e credo proprio almeno il quadruplo quando ci si allena in Pista a ritmi più vertiginosi.

La situazione è in continuo evolversi ma almeno riflettendoci insieme con molta calma e saggezza, arriveremo all'esatta risposta al problema.

Rifornimenti volanti ed il "Fido Destriero" Giovanni a lato!
Intanto, dopo la vittoria alla P2P, le cose non sono affatto cambiate in quanto a filosofia allenante.
Il chilometraggio è sempre ridotto, cerco di non sforzare gli arti in percorsi circolari e per due volte a settimana si effettua un carico di pesi/potenziamento progressivamente impegnativo.
I lavori sono molto limitati e non voglio svolgerne più di uno a settimana che sia altrettanto potenziante: la scelta sta ricadendo sui lavori in Salita e sul Circuit - Training, dove si alterna corsa ad esercizi ginnici di coordinamento motorio potenzianti (vedi Skip, Corsa Calciata, Balzi, Mezzo Squat Jump, ecc).
Da molto tempo non correvo il circuito con annessi i Gradoni dello Stadio: due volte il sali-scendi per 15 giri dell'anello esterno hanno messo a dura prova i quadricipiti delle gambe.
Ed infine una puntatina al mare... correndo correndo in acqua, ancora è possibile farla viste le alte temperature!

Tutto questo andrà avanti per tutto il mese e con un simile allenamento penso che una 10K possa correrla senza fare cattiva figura; mancando i lavori lattacidi e di ritmo, non potrei mai pretendere una resa massimale o delle medie da PB.
Ultimi metri di gara... infiniti per chi cerca di migliorare!
Questa è una via che sta portando i suoi buoni frutti e, seppur lentamente, l'infiammazione tendinea rientra ai ranghi, ascoltando un fisico che grazie agli aiuti del Vice - Coach Peppe si sta irrobustendo e coordinando.

Ipotizzando nel 2013 un pronti - via per una Maratona importante (Ottimismo and Positività ci vogliono!) mantenendo queste premesse tutta la voglia di esplodere potrà portare subito a buoni risultati.

Intanto, mai stare con le mani in mano e se c'è stata la possibilità di aiutare qualcuno ad conquistare un risultato molto importante, ho saputo dare il mio modesto contributo alla causa, aiutando l'atleta della Forestale Silvia La Barbera sabato 20 al raggiungimento di un crono eccellente nei 10.000m: 34'20" (17'10" + 17'10") che allo stato attuale rappresenta il 10° tempo in Italia.

Una Silvia rinvigorita in soli due mesi dalle cure di Totò Liga ha corso una gara costante dal primo all'ultimo metro tornando ad antichi splendori.
Ritmi costanti dettati da giri inanellati a suon di 1'21" - 1'23" senza mai fare una piega: sono molto contento di aver portato a termine il mio modesto compito.

Con la maturità acquisita e l'entusiasmo ritrovato, ha davanti a se un futuro radioso visto che ha ritrovato gioia di correre e stimoli che per molto tempo e cause diverse erano andati persi.
Un gesto semplice da parte mia e del mio collega del CUS Giovanni Di Fiore darle una mano attiva in gara, una grande mano da parte del pubblico sparso sugli spalti che giro dopo giro hanno incitato la giovane atleta di Altofonte.

Ottima prima impressione avuta con le Adizero Feather 2: a fianco un particolare della suola con lo Sprint Frame a tutta lunghezza nell'intersuola e iper-reattivo.
Una scarpa da ritmi vertiginosi che mi ha entusiasmato pur correndo non proprio forte.
La Adizero Feather 2 può alloggiare il MiCoach - Molto Reattiva!
A breve seguirà la recensione :-)

Un lavoro fruttuoso è stato svolto lunedì 22 nel quale, di corsa fino all'imbocco della salita di Monte Pellegrino lato Mondello, ho svolto il lavoro di salite così costituito: 40m Forte + 40m Piano + 80m Forte + 80m Piano + 120m Forte, il tutto ripetuto 8 volte.
E' un lavoraccio, ci sono dentro 3 scatti sempre più difficili ed il recupero, da buon corridore di fondo, cerco di correrlo il più rapidamente possibile.
Al termine delle prove, tutta la salita di Mondello, con punti A e B i due semafori presenti, chiusa in un modesto 5'24" mi ha reso felice per la buona qualità del lavoro svolto, ma conscio che per ora picchi di velocità non ne posso pretendere.
Con molta coscienza, tali lavori li svolgo con le Adizero Boston 3, che come intermedia è molto protettiva a livello ammortizzante.

Intanto, dalla Maratona di Berlino, la soddisfazione di vedere frantumare il precedente PB di ben 6 minuti da parte del mio ormai amico Mariano che in primavera aveva fallito ogni obiettivo per sfortune personali, mi ha regalato una grande gioia perchè ho saputo infondere in lui il vero spirito che un maratoneta deve avere, in gara ed al di fuori di essa.
E, convinto che potrà scendere ancora tanto, sono pronto a godermi gli altri positivi risultati dei miei "ragazzi" alla prossima Venice Marathon del 28 ottobre :-)

(Lo Stadio delle Palme è sempre una splendida location... Ringrazio Silvia La Barbera per le Foto :-)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...