41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo
Un Sogno Ad Occhi Aperti...

martedì 15 luglio 2014

Questione di Centimetri

Ad un metro dal traguardo, la "prima"
facile non poteva essere
(Fonte Sicilia Running)
Palermo, luglio, tanto sudore...

La Pista, il luogo di consacrazione assoluta della fatica, il posto dove i risultati sono insindacabili e dove dimostri il vero e inconfutabile valore, è ancora lontana, posso sognare allenamenti da gestire con impegno e intelligenza.
Il programma di allenamento verte ancora su un piano... inclinato, dove Salite, Circuiti e Fartlek predominano la scena.

Purtroppo non è facile dare una valutazione concreta al mio lavoro, i pochi riferimenti mi fanno comunque capire che il lavoro è proficuo e saggiamente indirizzato verso la direttrice del lento miglioramento.

Domenica 6, finalmente, una prova irrinunciabile, con avversari veri, o meglio compagni di allenamento.
Lorenzo Perrone e Lucio Cimò vogliono correre una lunga salita, non c'è meglio di Monte Pellegrino che, nel carico generale degli allenamenti, mi invitano ad una ulteriore e dura prova.
In genere non mi piace correre prove estenuanti al mattino, ma la compagnia ne vale la pena.
Si parte decisi, tiro avanti e già dopo un chilometro il ritmo è sostenuto tanto da trovarci in due avanti.
Per Lucio salterà il banco, ma una giornata storta può andare a chiunque, specie quando si parla di cronoscalata.
A metà percorso Lorenzo mi sorpassa e prosegue del suo passo, molto corto, molto frequente.
Noto immediatamente che non riesco a tenere lo sforzo e lo lascio andare, resterà lontano 20", il crono parla di 34'45", il PB è lontano ma il caldo-umido e l'aria mattutina lasciano spazio all'ottimismo.
Il gioco di luci del mattino ha svoltato sorprendentemente il panorama rendendolo quasi irriconoscibile a tratti.
Dopo oltre 300 scalate in vetta, quel mattino con quell'avversario regalava emozioni nuove...

Fartlek frenetici e salite che somigliavano a sprint massimali nell'agenda settimanale, il Coach gioca duro e rispondo con altrettanto impegno... un sibilo da 1'24" in pista sul 500m dopo le salite (5 x 100m ripide + 5 x 250m più morbide - R.2') a cui è seguita una cavalcata progressiva verso lo Stadio di 10 minuti fino a 3'20"/Km.
Stavolta ho lottato fino all'ultimo metro...mi sento più vivo...

Non ho quasi fatto annunci particolari, ma sentivo dentro che la prima Vera Gara l'avrei corsa domenica 13 luglio a Monreale (PA)...
Primo giro e solitaria cavalcata di Lorenzo Perrone
(Grottini Team per entrambi)
Nemmeno una distanza a me congeniale tanto che correre una lunga volata di 7K avrebbe potuto mettermi in seria difficoltà visti gli specialisti e la start list contenente molta valida gente peraltro vincitrice di prove in Sicilia durante l'anno.

Essendo un giro corto (meno di 1 Km) e le strade strette, ci si sarebbe aspettato un problema in più, il caos doppiaggi, ma in fondo rientrare con una gara cui mettere alla prova i riflessi e stimolare l'attenzione e la concentrazione era per me un valore aggiunto.

Il Pronti-Via suona subito alla carica un Lorenzo Perrone dominatore assoluto che ha dimostrato di essere in una condizione crescente.
Ho un compagno di squadra (Mezzofondo Recanati - Grottini Team) davvero in ottima forma: riesco con estrema fatica a stare sulla sua scia appena un giro già su ritmi frenetici quando riesce ancora ad incrementare sbarazzandosi della mia presenza.
Riesco a duplicare lo stesso il tempo del primo giro ma già Lorenzo è lontano.
Avverto la botta e vado fuori giri, la gara, seppur corta, è subito terribilmente dura: il percorso è terribilmente insidioso, frenetico e con una leggera salita che fiacca le forze di giro in giro.
La successiva discesa è stretta e a gomito, tant'è che in molte occasioni per superare "muri" di doppiati dovrò inventarmi rischiose gimcane...
Ulteriore serpentina prima della fine del giro e via che l'avversario man mano scompare.

Al termine del terzo giro, appesantito dal tentativo fallito di inseguire Lorenzo, verrò ripreso da Lucio Cimò che con maggiore lucidità mi staccherà pesantemente nella parte in salita del percorso.
I fantasmi della gara del Parco della Favorita corsa appena un mese prima si ripresentavano, altri avversari mi tallonavano da vicino, sentivo lo speaker in zona arrivo incitarli (come tutti noi protagonisti avanti) e Perrone si allontanava.

Con tanto impegno e concentrazione (dato che man mano i doppiati diventavano tanti quanto un giorno di Ferragosto in coda all'autostrada) provo a superare la mini-crisi e non mi stacco dal ritmo di 3'15"/Km notando che nei rettilinei riesco a mantenere un passo (breve) ma frequente e costante.

I giri si susseguono uno dietro l'altro, Cimò pian piano si avvicina alla mia vista, tutto ciò mi fa forza come le tante persone che mi incitano ad ogni giro.
Ospite speciale nel gruppo FLP Running :-)
Non riesco a badare nè a loro, nè al cronometro perchè è da tanto tempo che non provo simili emozioni e non posso distrarmi...
L'ultimo giro, nonostante mi ripetessi che Cimò vale la pena di attaccarlo, cedo psicologicamente al termine del tratto in salita, dando per scontato che la terza posizione sia ormai in tasca.

Questo atteggiamento sarà oggetto di personale riflessione in quanto nel mio DNA è Vietato Mollare!
Senza rendermene conto, tanti ormai erano i podisti sul percorso, mi avvio tranquillamente sul traguardo senza tagliare il centimetro, quando nei 50m finali mi accorgo con la coda dell'occhio dell'arrivo da lontano di un atleta, Giuseppe Laudicina (Universitas Palermo), in una rimonta disperata.
Immediatamente allungo il passo, ormai appaiati e per pochi centimetri riesco a prevalere su un atleta che nel giro di pochi mesi ha convertito tanto allenamento in un ottimo risultato.

Frastornato dalla "sberla" finale, riesco dopo mesi di sofferta assenza dalle gare, a tagliare un traguardo sognato a lungo.

Il MiCoach Smart Run segna al GPS 6,8 Km ma lo fermo molti metri dopo visto il concitato arrivo.
Dopo diversi confronti con altrettanti podisti che lamentavano la perdita del segnale in vari orologi GPS, si giunge alla conclusione che la gara è lunga sui 6,7 Km che, considerati i vari mini-tagli del percorso e le curve strette resta una misura attendibile.
La questione, infatti, verte sulla media finale che per me è sui 3'14"/Km.

La classifica, infine, denota un alto rendimento generale e una discreta competitività all'interno delle gare regionali.
Senza aver corso allenamenti particolari, seppur in maniera sofferta, una media in gara simile è ciò che potevo aspettarmi.
Riparte da qui l'avventura on the road!
Nel giro di un mese ho fatto un buon passo avanti, ho messo in campo la mia consueta aggressività ancora un pò arrugginita ma dalle belle premesse.

I problemi fisici sono alle spalle, manca ancora molta sicurezza in fase di resistenza e velocità che tanto mi mancano oltre che uno stile di corsa ancora lontano dai giorni migliori.
Ma non ho paura di confrontarmi con i migliori, onore agli avversari dai quali sono stato sconfitto, motivo in più per svegliarsi a un nuovo giorno carico di piene motivazioni :-)

(Ringrazio Sicilia Running, Ultramaratone, Maratone e Dintorni su Facebook e una persona che tiene allenato il mio cuore per le foto ;-)

sabato 5 luglio 2014

Running Bad is not to be a Bad Runner

Correre è Vita, Colore, Positività...
...ovvero, se corri male (piano, lento, appesantito) non vuol dire che sei uno scarso Runner...

Palermo, fine giugno/inizi luglio 2014

Sapevo benissimo che non sarebbe stata facile e che non mi potevo aspettare immediati risultati e per ora il cronometro conta poco o nulla, se non essere un banale contatore di chilometri che iniziano ad avere la loro importanza di base.
Anche di più forse, tanta è stata la contentezza quando ho finalmente superato il muro dei 100 Km settimanali dopo tanti mesi "corsi" nell'incertezza.
In mezzo un duro lavoro da smaltire, difficilmente, con il caldo preso in piena estate, sempre presente, sempre umido qui in Sicilia.

Allenarsi a queste condizioni non è stato mai facile, ma in fin dei conti... mi mancava.
Era dal 2011 che non vivevo queste naturali difficoltà (poi mitigate di colpo nell'esperienza - altura del Sestriere), laddove non esisteva un giorno in cui terminavi l'allenamento più fresco e privo di forze tanto che è dura alzarti l'indomani mattino.
Già nel 2012 d'estate erano apparse le prime difficoltà tendinee che portarono ad un primo lungo stop e successivamente lo scorso anno... beh, sappiamo come è finita.

Leggendo dall'agenda degli allenamenti mi accorgo che in questo periodo già deviavo l'allenamento costantemente in acqua mentre, oggi, è una questione di scelta più che di obbligo.
Andare a mare non solo rilassa i muscoli, attenua il caldo, ma è anche occasione per fare diversi esercizi tonificanti e rafforzanti per tutto il corpo.

Il Coach mi sta mettendo in difficoltà ed a volte vacillo, anche perchè non è facile terminare certi allenamenti quando l'aria è tutta attorno umida.
Posso raccontare di fartlek quali il (3' - 2' - 1' Forte con Recupero 2' in corsa) ripetuti e corsi per lungo e largo nel Parco della Favorita, ben gestiti e con sensazioni alterne.
Senza poter correre in un anello ben delineato non è la stessa cosa, i ritmi non si riescono a sentire.

L'allenamento più difficile è decisamente il lavoro di Circuit Training comprendente balzi, skip, corsa e ancora balzi e persino Gradoni delle tribune dello Stadio, laddove i muscoli non ne possono più di tanta fatica, calore e... delle decine e decine di ripartenze.
In certi momenti... non riuscivo nemmeno a capire cosa stessi facendo tanta la fatica muscolare era spinta...
E' un allenamento prettamente invernale; si tratta della prima dura esperienza estiva e molto spesso non sono riuscito a terminarlo nel migliore dei modi.

Si intravvede un chilometro sotto i 3'00"...:-)
E' dura nei giorni successivi correre persino il Lungo lento che non supera mai i 20 K, ovvero 1h15' e presto il tentativo per l'1h30' ci sarà magari con un briciolo di fresco in più (mi auguro!).

Il Lungo è una banalità se ci si pensa... in queste condizioni diventa una bella impresa!
Dopo i 40 minuti che grondi di sudore non pensi "chi te lo fa fare" ma pensi "non può essere così tutti i giorni, rilassati e chiudi l'allenamento!" perchè correre i chilometri fa parte di me ed è inconcepibile che siano soltanto le scarpe da lento inzuppate e pesanti il doppio del loro peso abituale a renderti la vita difficile!
Il Running è una scuola di vita, una scuola di pensiero ed ognuno di noi la interpreta molto personalmente.
Ogni stagione riserva vantaggi e insidie alterne e ad esempio l'estate in Sicilia prepara ad un banco di prova molto duro e tale da restituire una forte armatura per le prove autunnali di lunga durata.

Di tutto questo sono consapevole e, nei limiti del ragionevole, vai avanti.
Come nelle migliori avventure Trail o nel deserto, ti ritrovi molto facilmente a correre con la bottiglietta d'acqua, riempirla in fontanella e nasconderla per i sentieri del parco fiducioso, al tuo ritorno, di trovarla sempre lì, ad aspettarti :-)
Una volta piazzati questi punti ristoro personalizzati s
i può riuscire a correre oltre i canoni di sopportazione o programmare tutto l'allenamento in funzione di quante fontanelle possono essere incontrate nel tuo cammino.

Stessa storia per gli allenamenti articolati in più prove.
Pochi giorni fa mi sono trovato a correre tutta la lunga salita della "Scala Vecchia" di Monte Pellegrino, tanto pendente a cui sono affezionato fino al suo termine verso il Santuario.
Da più di un anno non mi cimentavo a tale sforzo, è stato durissimo gestirla per intero, tant'è che la prima parte è stata corsa molto piano con mia amara sorpresa.
Nel finale non ce la facevo più a soffrire, ma le gambe sono in una fase di rafforzamento e adattamento a simili sforzi per cui non potevo pretendere di più.
Nel complesso, seppur sotto tono, chiudo in un poco sufficiente 18'45" e mi devo accontentare: pochi chilometri (meno di 4K) e circa 600m di ascesa.

Tornato nuovamente sul livello del mare, mi attendeva un 3.000m stradale da affrontare come al solito a massimo.
Terminata la salita non ne volevo sentir parlare, ero troppo provato, ma dopo circa 5', nel ridiscendere, ho cancellato ogni brutto pensiero e, senza infamia e senza lode, sono riuscito a chiudere tutti e 3K con un passo costante nella media del 3'16"/Km che in un percorso nemmeno tanto facile è stata la nota positiva di tutta la giornata.

Grazie anche a quella bottiglietta d'acqua e sali pronta ad aspettarmi :-)

Molte volte non riesci nemmeno a tenere i 4'00"/Km, altre volte e specialmente dopo le salite mi sento molto più sciolto.
I piedi li sento usare meglio, saranno i giornalieri esercizi di propriocettività fatti a casa e alternati all'elastico che aiutano e tanto, sarà la voglia crescente di tornare a soffrire e sarà l'incognita di tornare a mettere il piede in Pista che mi intriga, ma tutto ciò è tremendamente bello.

Non riesco a quantificare quanto possa rendere in un 10K allo stato attuale e non sarò nemmeno tanto bello a vedersi durante la corsa, ma questo è il momento giusto per correre male per correre imballato e affaticato.
Ciò non vuol dire che oggi sono un pessimo Runner...
Vedremo ad agosto, la prossima gara, chissà, potrà presentarsi molto presto!

venerdì 20 giugno 2014

La Dura Risalita

La riscoperta dei sacri valori dello sport, sacrificio,
impegno, passione, in cima alla vetta...
Palermo, giugno 2014.

Mesi ad affrontare diverse difficoltà senza mai abbattersi, settimane trascorse ad accumulare un piccolo bagaglio di chilometri per iniziare un nuovo percorso di vita sportiva, entusiasta più che mai di ricontattare il Coach e dirgli che il peggio è passato, quando ancora un altro intoppo si acclude tra la mia determinazione ed il mio cammino verso la ripresa.

Non è facile, anche quando sai bene che la strada in salita è la migliore che stai per affrontare, ricca di dolori, patimenti e sofferenze fisiche che sai bene di conoscere ma che il riposo ha frettolosamente rimosso dalla memoria storica delle tue gambe.

Ma con il carattere che mi ritrovo non mi abbatto e lo ammetto, ho bene a mente i doveri e le promesse fatte a chi continua a starmi vicino nonostante in quasi un anno di inattività non mi ha visto più concludere una gara.

Eh si, perchè stavolta sono il primo a dirlo chiaramente che le mie speranze di risolvere velocemente ormai antichi problemi fisici si erano infrante sulle spiagge di Santa Caterina dello Jonio quando, lo scorso anno, una ennesima contrattura pose parzialmente fine alla mia routine di risultati.
Mi spiace constatare che questo sarà l'ultimo dei ricordi alla Corrinsieme, ufficialmente annullata nell'anno 2014 e che mi ha donato sempre soddisfazioni e inizi di stagione estiva culminati in ottime maratone autunnali, una tradizione ormai per me anche se quest'anno non avrei potuto prenderne comunque parte.
Un altro pezzo di atletica in una parte di terra che in fondo mi appartiene, che ho girato in lungo e in largo, la Calabria e gli amici che lì ho lasciato.

In questi momenti ti volti indietro, trovi anche il tempo per leggere, letterature interessanti, continuare ad arricchirti per farti una cultura personale dello sport che in fondo mi ha fatto crescere pian piano con tanti significativi episodi.

Ti volti indietro nel passato leggendo "Lo Sport del Doping - Chi lo subisce, chi lo combatte" del Prof. Sandro Donati che oggi, a 34 anni non mi scandalizza più di tanto perchè grazie a Dio ho potuto correre con i migliori specialisti al Mondo e tutti gli specialisti italiani contemporanei e del recente glorioso passato alle varie corse su strada, salvo poi leggere per pochi di loro di squalifiche per doping.
Da lì in avanti non mi sarei più sorpreso, al più indignato e consapevole che la strada pulita e fatta di fatica, sempre in salita come vuole il Coach è solo motivo di orgoglio.
Raffrontandomi alle tante trasferte vissute alle gare e parlando con centinaia di persone e podisti di ogni livello, mi farò un'opinione completa e personale su cosa pensa la gente in generale nei riguardi del doping e che ricordi lasciano nelle menti di tali persone i suddetti sportivi finiti nella rete della vergogna.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro, specialmente ai giovani ambiziosi di vittorie e li invito, altresì di prendere spunto da veri eroi dello sport, votati al duro lavoro e sacrificio (oltre che ad un immenso talento) come l'immortale Pietro Mennea.

Ti volti indietro e pensi alla decisione presa di passare, poco più che diciottenne, alla SBM Palermo, la gloriosa società di corse su strada palermitana, staccandomi definitivamente dall'area CUS e lanciando il via alla mia indipendenza che a breve mi avrebbe portato a sbarcare presto in Maratona, scelta più che appropriata per uno come me.

A quel punto pensi alla bella esperienza al gruppo sportivo Militare della Marina cui ho conservato nello spirito fantastici ricordi e ti rendi conto che a La Spezia allenava sul Campo il Prof. Leporati che non conoscevo per nulla se non per la fama di essere l'allenatore del Grande Campione Stefano Mei.
Leggendo il libro scoprirò che il Prof. Leporati è più che un allenatore, un animo nobile dello sport e che sarebbe stato motivo di orgoglio se mai avesse allenato anche me, un ragazzino ancora acerbo capace di correre tanti chilometri senza timore.
La questione viene comunque chiusa lì perchè in realtà lo sbarco in Maratona, l'esordio a Venezia e l'innamoramento alla distanza saranno frutto della volontà Coach Lamberti che spero quanto prima di abbracciare, una fusione tra animi del Sud che amano la corsa, e mai tornerei indietro a tale decisione.

Tutto il resto sarà merito del mio Coach attuale che da anni si scervella proponendomi allenamenti sempre nuovi e stimolanti, da lui ho imparato molto, quasi tutto.

Il passato recente, infine è il Violettaclub ed i suoi 8 anni irripetibili, dal 2005 al 2012, mi rendono parte di una famiglia che sento costantemente dedita unicamente e nobimente, ai veri valori sportivi.

Ma la voglia di andare avanti è insita in me, devo molto ad Adidas Running così devo un anno di gare alla mia nuova Società cui non ho assunto ancora alcuna identità di atleta...
Ci sarà tempo e modo per raccontare nuove avventure in Grottini Team, ma non devo avere fretta, nonostante abbia bramosia di un ritorno imminente alle gare...
Tale bramosia e la necessità di pazientare non è facile da contenere, figuriamoci per chi mi sta molto vicino ;-)

Il tentativo di rientrare alle gare è stato fin troppo affrettato ma in fondo esaltante e mi ha fatto scoccare nuove scintille in me.
Risolti dopo svariati mesi tutti i maledetti dolori persistenti con buona pace di chi mi invitava frettolosamente a riprendere gli allenamenti, non ho trovato affatto un vasto campo aperto dove sarei tornato magicamente ai miei livelli.

Il lavoro sulla postura si è fatto vedere e sentire...
Era la fine del primo giro, calo vistoso, la vittoria andrà al bravo
Lucio Cimò (Universitas Palermo)
Solo dopo essere riuscito a far passare ogni tensione dolorosa sulla gamba destra, ho potuto notare un discreto alleggerimento negli appoggi che in parte hanno trasferito il peso sulla gamba sinistra.
C'è voluto dell'altro tempo affinchè assorbissi anche i postumi di una infiammazione al piriforme a sinistra e finalmente tornare nuovamente ad allacciare le scarpe da corsa.
Le indicazioni ottenute da poche valide persone, riadattate e scrupolosamente analizzate sulla mia persona, hanno dunque portato qualche risultato significativo.
Il Vice Coach Peppe, ormai un caro amico, mi indirizza sui percorsi di rafforzamento di lombari, dorsali e addominali per non incappare più in problemi legati alla catena muscolo scheletrica.

Erano i primi di giugno quando indossavo per la prima e decisiva volta le Adios Boost ai piedi in una gara ufficiale.
Palermo, le strade del "giardino di casa mia", il Parco della Favorita a me note ma assolutamente non la mia condizione, un banco di prova... per incoscienti come me!
Al via mi porto avanti, partenza dalla Pista di Atletica, percorro come un baldanzoso di belle speranze tutto l'anello in testa per immettermi nel percorso stradale del Parco chiuso alle auto (nonostante le giuste proteste dei cittadini, sportivi e non... meglio non essere di Palermo per capire a cosa mi riferisco).
Ritmi fin troppo frenetici mi portano alle veloci riflessioni ma ero la, in testa a tirare.
Il passo era fin troppo corto e le gambe non si alzavano da terra come negli antichi ricordi.
Qualcosa non andava... fino a che la media non è collassata rapidamente in un bagno di acido (lattico).

Poco oltre metà gara il ritiro per manifesta "esplosione", leggera rabbia quanto ragionata interiormente e mille sacre emozioni dentro, fatica, sconforto, calore eccessivo, alta velocità nonostante non mi sentissi ancora a posto con i residui di dolore.

Altro tempo per riflettere, per assorbire i postumi di una fatica immane e via nel tentativo di tornare a calcare con orgoglio la pista.
Diversi giorni dopo, mi rimetto in gioco nella striscia d'asfalto sicuramente da me più battuta della mia vita da Runner, la tanto temuta salita ripida di 100m a "Dallas".
Affronto con mille timori (si tratta di un esercizio di forza, mica di un gioco!) 15 allunghi di tale salita e rimango stupito per la rapidità e completezza d'azione che, insieme ad un'altra giornata di lungo corsa a 3'40"/km, andava lasciando sprazzi della mia vera identità.
Nel mezzo di tali sprazzi di vitalità, tante giornate difficilmente gestite nel cercare di capire quando sarebbe stato il momento di agire...

Ma la speranza era solo effimera in quanto, pur convinto di chissà quale condizione (ma in realtà è insito nel mio carattere "provare" anche le imprese più disperate), torno correndo verso la Pista di Atletica convinto di fare un 1.000m il più vicino ai 2'50" possibile.

Sarebbe stato fantastico ma non dimentichiamoci della salita, quella vera e quella di chi come me vuole pian piano tornare ad affermarsi!
La stanchezza già accumulata non prevale alla voglia di aggredire la Pista così parto a spron battuto senza pensarci, ma le mie convinzioni cozzano su un muro di acidosi che pervade le mie gambe ai 400m... di lì in poi la voglia di fermarmi salta fuori ma riesco a gestire al meglio tutte le cattive sensazioni tutto a un tratto affiorate.
Sarà solo un misero 3'01" ma subito dopo capisco da cosa era stato causato, ragiono su quanto avessi corso sgraziato e seduto e che non avrei potuto pretendere altro.
In parole povere: ero tornato alle vive allucinazioni della corsa che ricercavo ormai da tempo in tutta semplicità!

Il Coach vuole da me un percorso in queste settimane il più costruttivo possibile, in mezzo anche i Circuiti con esercizi di forza e propriocettività ogni 200m e in altri giorni il potenziamento che per un pò vedrà lontani gli attrezzi e che si affiderà alle moltitudini di esercizi che può svolgere la macchina umana sotto il suo peso.

Il prossimo imminente obiettivo è chiaramente quello di completare una gara nel più equilibrato dei modi (la "bravata" è ormai stata fatta ed ha avuto un suo perchè nella mia testa!), ma per fare ciò serviranno alcuni allenamenti che stimolino uno sforzo intenso e duraturo.

Resta comunque la maggiore maturità sviluppata da un lungo stop e le parole del Coach a entusiasmarmi ancor di più: "A quale obiettivo importante possiamo puntare?"
E' prematuro pensarlo, ma è ora di tornare a sognare e sperare!

(Ringrazio Sicilia Running per la foto e Adidas Running per il costante sostengo)

domenica 1 giugno 2014

Adidas Supernova Glide 6 Boost - Trasforma la tua Corsa in Rapide Emozioni

Dettagli Importanti, frutto di un anno di sviluppo dal lancio di Boost!
Adidas Running 2014.

All'esterno dello storico modello compare "Glide Boost" che, se non fosse per l'iconografica scritta "Supernova" all'interno della linguetta, rappresenta un punto di svolta in una scarpa che in tema di continuità e iconoclasticità, è il modello di riferimento per Adidas nel Running.
Da quando rappresento il Brand come Runner, ho seguito lo sviluppo della scarpa molto da vicino, accorgendomi negli ultimi anni che la tendenza ad avere la leggerezza a tutti i costi aveva portato le più recenti versioni ad essere non troppo adatte a macinare lunghissime distanze, preferendo altresì un modello più adatto allo scopo quale la Adistar, ora dotata anch'essa di Boost.

Nel 2013 Adidas introduce la mescola innovativa ed esclusiva "Boost" e da quest'anno anche sul modello di punta della casa tedesca, Supernova Glide, segnando un punto di svolta per questo storico modello.

Il punto di partenza per Boost, è stato, come ben noto, rappresentato dal lancio del modello "Energy" che ha in fondo aperto il nuovo corso, all'insegna di una maggiore ammortizzazione laddove i modelli Adidas sono stati da sempre molto reattivi in spinta, perfettamente calzanti e ben stabili.
Il modello Energy Boost ha comportato ampie discussioni, essendo una scarpa molto polivalente e collocabile a metà strada tra la categoria "A3 - Massimo Ammortizzamento" ed "A2 - Intermedie".
Contestualmente la mescola Boost ha fratturato l'utenza con discordanti opinioni sintetizzabili dal mio personale utilizzo per oltre il migliaio di chilometri, affermando che decisamente l'intersuola non può fare miracoli ma agevolare il rendimento della propria corsa... si.

Correre, per chilometri e chilometri... grazie alle Supernova Glide Boost
Teniamo conto che i modelli vanno seguiti tutti e che, grazie ad Adidas Italy, ho potuto testarne altri, tra cui Sonic Boost (A2 - Intermedia) ed Adios Boost (A1 - Ultraleggera), concludendo che Boost reagisce diversamente a seconda dello spessore e dell'ampiezza dell'intersuola utilizzata.

Per chi non è molto vicino al mondo del Running e delle calzature sportive e vuole iniziare a correre, chiarisco che l'intersuola rappresenta il "cuore pulsante" della scarpa da Running, ovvero è lo strato di mescole plastiche (volgarmente dette) utilizzate dalle varie aziende applicate tra la tomaia e la suola, generalmente in vari strati o con vari accorgimenti ammortizzanti, al solo fine di rendere protettiva, reattiva e duratura nel tempo e con l'avanzare dei chilometri la scarpa da Running.

Adidas è stata la prima sul mercato, grazie a Boost, a rendere uniformità di ammortizzazione, reattività e durata su tutta la lunghezza della scarpa sportiva, con maggiore durata allo schiacciamento, (decisamente) maggiore reazione alla spinta a terra ad ogni passo ed una indeformabilità agli agenti atmosferici più minacciosi della scarpa quali il freddo ed il caldo estremo (da -20°C a +40°C) rispetto alle mescole tradizionali.

Il tutto, grazie alla costante ricerca ed a Boost, senza bisogno di applicare nessun'altro elemento ammortizzante.

Questa lunga premessa è d'obbligo e serve a presentare nel migliore dei modi la novità - Supernova Glide Boost, una A3 - Massimo Ammortizzamento pura!

Dettaglio di Boost al tallone e la  Tomaia più morbida, comoda e
priva di cuciture più che mai!
INTERSUOLA

Entra in scena Boost con la sua caratteristica conformazione a sfere di energia aggregate e pronte a reagire con altrettanta energia ad ogni passo!
La Glide, quindi, effettua il salto di qualità ed evolvendosi rispetto ad Energy in un modello tutto nuovo e disegnato per avere il massimo del Comfort.

Aprendo una parentesi, il paragone della Glide con Energy Boost calza appieno in quanto è stato l'argomento di maggiore discussione del 2013: "Energy è una A3 o una A2?", lasciando alquanto numerosi dubbi.
Nella riproposizione della Energy Boost 2 (vedi il wall accanto sul blog), sono d'accordo nel lavoro che i tecnici di Adidas hanno dato nel lasciare pressochè inalterata la struttura della Energy - Icona Boost - con il quale è stata lanciata la materia prima delle Intersuole Adidas di punta nei prossimi anni a venire.
L'unica e impercettibile quanto interessante modifica alla suddetta scarpa, è stato l'allargamento della tomaia sulla punta, rendendo più comoda la calzata e adattabile alla propria misura di riferimento.
Resterà comunque una calzata molto stretta e avvolgente, in pieno stile "Maglia a compressione" Techfit.
Si avrà a disposizione quindi una scarpa molto agile e tanto reattiva, capace di rendere più soffice l'appoggio al terreno rendendo la corsa molto più rilassata che con le solite scarpe in EVA.
Energy rappresenta quindi una scarpa tuttofare che consiglio ad atleti di peso leggero-medio che vogliono utilizzarla anche in gare di lunga distanza o per allenamenti molto dinamici quali interval training, ripetute lunghe o fartlek. (parentesi Energy chiusa)

Elementi e caratteristiche che hanno portato inevitabilmente ad una proposizione di una scarpa, la Supernova Glide Boost, soltanto lievemente similare nell'Intersuola alla Energy e realizzata unicamente per soddisfare le esigenze degli aspiranti maratoneti desiderosi di macinare chilometri su chilometri ;-)

Una volta calzata la Glide Boost, si nota immediatamente quanto sia morbida e accomodante, tant'è che nell'immediato ho notato una tipologia di calzata un po più abbondante del solito, specie in zona tallone e tendine d'achille, senza mai avvertire la sensazione di distacco dal piede.

Una volta allacciata, ci sente avvolti con estrema sicurezza e si avverte tutta la comodità della tomaia.
Tolti i vecchi presidi ammortizzanti ed utilizzando Boost a tutta lunghezza, si è semplificato il lavoro di realizzazione della scarpa mantenendo contenuto il peso che è di 295 grammi (per la versione "media"), qualche grammo in più rispetto ad Energy Boost ma significativo.
Boost misto ad EVA nell'intersuola donano stabilità e reattività
Il differenziale tra tallone e avampiede si sente più alto rispetto alla Supernova Glide 5 e tutto ciò ne va a vantaggio della meccanica di corsa adatta anche a chi corre con passo breve e radente.

In zona mediale, invece, è stato fatto il lavoro migliore, ricavando ampiezza e rigidità superiore che, grazie al Torsion System esteso in larghezza, rende la scarpa correttamente rigida e reattiva nella fase di pronazione del piede (ovvero la rotazione dello stesso nel momento della fase di appoggio al terreno e di transizione tra tallone e avampiede) rendendo la corsa più morbida.

Boost è presente e si sente sin dai primi passi, che quando sono lenti esprime maggiore ammortizzazione, ma quando ci si riscalda e si inizia a correre davvero la musica cambia, in meglio!
L'effetto ammortizzante si avverte nell'immediato, uniformemente dal tallone fino al mesopiede, con una sensazione di comodità in zona mediale, ma una volta raggiunto il proprio ritmo sembra che la scarpa non voglia poggiare per terra aiutando il piede a compiere un minor sforzo per reagire all'appoggio.
E' difficile spiegarlo a parole ma si ottiene maggiore reattività quando ci si impegna, è la sensazione che avverto.

In conclusione, si può quindi affermare che la scarpa rientra pienamente nella categoria delle A3 - Massimo Ammortizzamento e che definirei con esattezza una Reattivammortizzante.
La Supernova Glide Boost ti porta lontano per tutti i chilometri che vuoi, e mai cede ad un passo pesante.

TOMAIA
Correre è la migliore espressione che può esercitare la macchina umana

Sembra proprio che il concetto "zero cuciture" si sia ormai impadronito di ogni modello Adidas Running.
La Tomaia è in Mesh soffice, morbido e leggero, a trama larga nei punti di maggiore traspirazione richiesta e ben protetti da un corpo unico facente parte di tutto l'avvolgimento dell'avampiede, per una sensazione di protezione e leggerezza impareggiabili.
Le alte temperature estive, ricche di umidità, della Sicilia mi hanno trovato spesso in forte disagio se una tomaia non traspira bene e la Supernova Glide Boost ha risposto alla grande, con ottime capacità di asciugatura.

La cura e la scelta dei materiali è stata sempre di primaria importanza ed ora più che mai, specie per un modello così importante, faro della categoria Massimo Ammortizzamento.
La particolare allacciatura piatta, permette una presa più ferma mentre la linguetta particolarmente imbottita protegge al meglio tutta la parte del collo piede.

Grazie alla pianta un po più allargata del solito, le dita dei piedi restano in pieno comfort, anche quando saranno stanche di spingere al terreno dopo molti chilometri.
E' un concetto molto importante e deve essere in possesso in piena regola di una scarpa della categoria A3 in quanto è facile che si possano generare le classiche vesciche ai piedi (o blisters) causate dal continuo sfregamento con la tomaia.

Come detto, l'imbottitura continua anche nel tallone e caviglia ben protetti, molto semplicemente.
Il segreto di una allacciatura tanto contenitiva lo danno come sempre le Tre Strisce che donano inoltre supporto all'arco plantare, proteggendolo.
E l'aver allargato leggermente l'intersuola in Boost proprio in zona mediale è stato, ripeto, un'ottima idea.

Pur essendo presente il loghetto "Mi" del Micoach, non esistono più le fessure interne all'intersuola per poter riporre il sensore del MiCoach Pacer che potrà essere agganciato comunque ai lacci tramite un supporto in plastica già fornito in confezione.

Suola in Gomma Continental
Torsion System Esteso e
Boost a tutta lunghezza!
SUOLA
Gomma Continental su tutta la scarpa ed il problema è risolto!

Il grip come sempre è ottimo, la mescola dura nel tempo, si consuma uniformemente ed il design ormai ricalca tutti i modelli Boost, adatti ad un uso prevalentemente su strade asfaltate o su leggero sterrato.
Rispetto alla Energy Boost la suola in gomma Continental da maggiore sicurezza quando si corre su superfici bagnate o scivolose come sull'erba e sui sanpietrini o lastroni lisci delle strade di paese.

Su Pista il divertimento è assicurato, grazie alla ottima allacciatura ed alla presa sul Tartan impeccabile, una scarpa nata per andare dritta alla meta!

Non mi sento di consigliarla per una corsa di Trail totalmente off-road in quanto sono presenti elementi semi-rigidi come il Torsion System (quindi scivolosi sulle pietraie) ed è assente la caratteristica principale di una scarpa da Trail quale la suola artigliata e totalmente gommata.

CONCLUSIONI
Prezzo aggressivo per una A3 ammortizzante leggera, resistente e che va anche bene al maratoneta medio dalle 3h30' in su, ottima durata di tutti i materiali scelti, di prim'ordine, un modello che ad oggi ha raggiunto il Top grazie all'impareggiabile tecnologia Boost che funziona sempre meglio quando fate funzionare le vostre gambe!
Come?
Con le motivazioni, con la voglia di fuggire, con il desiderio di rilassarsi, tutti i giorni, nella più sana e motivante passione che possiate scegliere, la CORSA!

mercoledì 16 aprile 2014

Un Siì Nuddu! (Non Sei Nessuno)

Correre a Sferracavallo, anche se solo per un'ora è semplice poesia...
Palermo,
da sempre luogo di fatica, sudore e allenamenti intensi, torna ad essere il banco di prova primordiale delle mie capacità, tutte da ricostruire.

Sono passati molti mesi da quando ho iniziato a combattere strenuamente contro la mia difficoltà fisica, peraltro molto comune agli sportivi, e stavolta, anzichè argomentare di allenamenti, distanze e ritmi, rifletterò sulla forza interiore di un vero sportivo che non si piega alle prime difficoltà ma che vuole con tutte le sue forze uscire da uno stato che, nolente, non si è cercato se non con gli allenamenti ed i tanti ma tanti chilometri quotidiani.

Oggi, ritorno a correre e tutto attorno a me resistono gli elementi di acqua, aria, sole e terra e gli splendidi scenari della Sicilia, di Palermo, a darmi conforto che, si, sta andando tutto per il meglio.

La lotta dura ormai da molto tempo, continue tensioni muscolari che a stento sono state placate da innumerevoli esercizi quotidiani alla ricerca dell'equilibrio perso, tra posture difficili da mantenere ed anche lo Yoga, che il più dei banali esercizi risulta per un Runner dai muscoli forti e poco elastici sofferenza e sollievo allo stesso tempo.

Poche le risposte positive e tanto confuse, mille pareri, visite e accertamenti "quasi obbligati" per sentirsi dire sempre: "ma tu non hai niente, il muscolo è di per se sano"... ma allora perchè ancora del dolore latente, cosa andava fatto e cosa era andato storto tuttavia?

Una visita da un medico specialista a Milano ha aperto finalmente una breccia dando il via alla lenta e faticosa risalita.
Laddove mi si fosse consigliato un massaggio leggero e non stressante per i muscoli, la risposta è stata: "trova un massaggiatore che lavori con molta energia e vigore, al fine d sciogliere gli indurimenti muscolari".
Dubbi atroci, chiariti in pochi attimi come mollare i plantari correttivi personalizzati, laddove non avessi trovato un efficace riscontro (o scarsa utilità) e concentrarsi, ancora e sempre sugli esercizi per la postura e sulle tecniche note utilizzate per rompere gli indurimenti muscolari causati dai lunghi esercizi quotidiani degli ultimi anni.
Riflettevo sui tanti microtraumi, sugli ultimi anni di costante crescita muscolare, sulle diverse contratture avvertite, tutti segnali di irrigidimento ora da sciogliere, con il tempo, la disciplina, la costanza.

... and the other side!
Tornavo a casa con delle idee chiare, una direzione da percorrere, niente più facce rassegnate all'idea di vedermi per l'ennesima volta di fronte ad un problema irrisolto, perchè ben poco è irrisolvibile se credi sempre in te stesso e nelle tue capacità.
I problemi vanno affrontati e risolti, molto spesso serve la guida giusta e credere in essa.

A volte la rassegnazione degli altri fa più male del tuo "accettare la realtà", che devi stare fermo per un pò e trovare soluzioni alternative.
Il Runner ha sempre fretta di rientrare, ogni settimana, ogni mese c'è sempre una gara importante e, a seconda di come viene inteso questo amatissimo sport, la rinuncia fa sempre male e dipende dall'entità di essa.

Nelle mie pur discrete qualità, durante un anno agonistico, ho sempre tirato fuori delle gare ben corse, interpretate oltre i miei limiti grazie a delle doti che mi fanno andare oltre la soglia di fatica che fai in allenamento.
Allora accade che ti immedesimi nell'evento e che rinunciarvi porta allo sconforto, e ti butti giù.
E' capitato nella settimana dei Campionati Italiani di Mezza Maratona corsi a Verona, è capitato la domenica della Maratona di Milano (mio target di rientro per il 2014) e vedere le classifiche di certo bene non mi ha fatto.
Ma lo sconforto mi ha fatto reagire e finalmente ho trovato un nuovo percorso, imparato nuovi aspetti legati alla corsa che non sono tanto disconnessi dalla stessa disciplina, tanto dinamica come lo è.

Oggi mi alzo al mattino, trovo vicino al letto le scarpe da gara, da Maratona, le ho messe apposta lì.
Le guardo e voglio ripartire, verso le lunghe corse che tanto adoro e che tanto mi stanno facendo penare in questo primo mese.

Aria, terra, acqua, sole...
Ed è per questo che mi ripeto tutti i giorni un qualcosa che, molto simpaticamente mi disse un mio amico Runner quando lo incontrai qualche mese fa, nel più bel dialetto che esiste: "Un siì nuddo", ripetendolo.
Eh, si, se vuoi risalire le difficoltà devi capire che "non sei nessuno" e devi rimboccarti le maniche, devi nuovamente portare rispetto alla fatica ed al sudore che scorre nuovamente grondante sull'abbigliamento tecnico.
E' stata una battuta molto simpatica, che ho apprezzato tanto, che da lì in avanti è diventata il mio "motto" di tutti i giorni di allenamento.

I ritmi inizialmente sono stati ridicoli ma li lascio dettare dal mio fisico, senza andare oltre senza strafare.
Sono stato fiducioso ed è accaduto che, giorno dopo giorno, finalmente tornare a correre il fondo lento sotto i 4'00"/Km è diventata realtà.
Percorro i sentieri del Parco più difficili ed i nuovi percorsi che occasionalmente trovo quando non sono a Palermo di certo non sono delle lingue asfaltate.
Per adesso bisogna ricostruire un minimo di forza muscolare e trovare propiocettività, correre nei saliscendi del Parco è cosa importante.
La Pista, tanto adorata, può ancora attendere, ancora serve mettere qualche tassello importante prima di meritarmi un tanto agognato Allenamento, uno di quelli Veri.

Il debutto, oserei dire, il nuovo me stesso, sempre combattente ma con un pizzico in più di saggezza, è quasi vicino al ritorno alle gare, per cercare di trovare da ora in avanti un equilibrio, ciò che serve a separare il limite della fatica a quello dello stress muscolare.
So bene di essere sempre esigente con me stesso, ho voglia di correre, ho voglia di sognare un'altra volta di correre una Maratona e, stavolta, di riuscirci.

giovedì 3 aprile 2014

Adidas Eyewear Invoke - Gli Occhiali da Vista Progettati per lo Sport!

Adidas Invoke, semplicemente bellissimi e sportivissimi!
Il 2014 per il mio collaboratissimo sponsor Adidas Eyewear inizia con una inaspettata quanto piacevole sorpresa: l'ormai noto marchio leader nel settore degli occhiali da sole per ogni sport conosciuto per l'alta tecnicità dei propri occhiali da sole, si presenta con un nuovissimo modello che mutua l'esperienza acquisita sul campo con un paio di occhiali semplicemente fantastici adatti per chi, come me, ha problemi di vista e necessita l'uso delle lenti correttive ad ogni occasione.

Adidas Invoke.

Quanti di Voi Runners miopi vi siete trovati dopo una stancante giornata di lavoro a non poter indossare le lenti a contatto perchè vi danno fastidio o a non averle al seguito in borsa o non avere la possibilità materiale di indossarle, prediligendo un paio di occhiali certamente rigidi, fastidiosi per il nostro amato quanto movimentato, faticato, sudato, Sport?

Uno sport dinamico come il Running esige da un paio di occhiali poche ma fondamentali caratteristiche che sono:

- Flessibilità
- Comodità e Grip Perfetto
- Leggerezza

e, nel caso in cui si montano delle lenti da vista che hanno un costo rilevante (per via delle soluzioni tecniche di ultima generazione come la riduzione dello spessore, i vetri antiriflesso, lo schermo dai raggi solari, ecc), è fondamentale che posseggano una discreta dote di assorbimento degli urti improvvisi che possono avvenire in qualunque momento della nostra attività sportiva.

Gli Adidas Invoke, in soli 23 gr di peso sono un concentrato di tecnologia e soluzioni pratiche per lo sportivo esigente.
Esistono quattro versioni, visionabili in questa scheda tecnica o sul sito adidas eyewear.com, io ho puntato i fari sul modello af20 con tonalità black/solar blue.

DESIGN E MATERIALI

Invoke e Adizero Tempo a Confronto - Elastici e Leggeri!
Pensati per un pubblico giovane e con carattere, adatti anche per chi non fa necessariamente attività sportiva e vuole un paio di occhiali semplici ma decisi, esclusivi, la nuova rivoluzione degli occhiali da vista sportivi Adidas segue di pari passo tutte le ultime innovazioni applicate gli occhiali da sole.

Il design, moderno e deciso, è segue intelligentemente con successo la linea degli Adidas Adizero Tempo, i più leggeri e flessibili occhiali da sole, lanciati per le scorse Olimpiadi di Londra 2012, ed ancora oggi un must have it.

Questi Invoke, sono incredibilmente di più: più leggeri, più flessibili, più versatili.
Non li senti nemmeno una volta indossati e puoi tenerli per le tue 3 ore di lunghissimo o per i tuoi 100m sul filo del rasoio.

Non si muovono di un millimetro dal tuo viso: i soffici nose pad posseggono il grip delicato ed il perfetto antiscivolamento degli occhiali da sole Adidas e... non pensate che si rovinino nel peggiore dei modi possibili!
Stile Ripreso dagli Adizero Tempo, chi dei due è più bello?
Posso tranquillamente affermare che i materiali utilizzati nelle parti più delicate di questi occhiali non si rovinano nè si degradano.
Oltretutto il brevetto "ergo grip nose" permette di scegliere su due livelli di adattabilità dei "poggia - naso" permettendo agli Invoke una perfetta adattabilità al tuo viso.

Le aste sono realizzate con gli stessi materiali e la stessa cura che viene applicata negli occhiali da sole, con il grip necessario per tenerle ferme in testa e sentirne tutto il comfort.

Ogni modello di occhiali Adidas, oltretutto, è disponibile su due diverse misure, Small e Large.

IL CORPO E L'ANIMA

Il motivo di tanta leggerezza è semplice quanto efficace: esternamente il corpo degli occhiali è in policarbonato leggerissimo e molto resistente (nelle versioni af22 e af23 la parte frontale è in lega metallica leggerissima) mentre le parti decisamente più soggette a stress e torsioni come le aste nascondono una soluzione geniale.

Lo sviluppo di Silhouette in queste aste si sente tutto: tirando la parte centrale del corpo delle aste ci si accorge che si può sfilare (con un pò di forza), scoprendo un animo in acciaio sottilissimo, il Performance Steel, flessibile e resistente!
Dettagli Importanti, il sottilissimo corpo in Acciaio, le Aste
modulabili in lunghezza per adattarsi al viso ed il corpo color
nero matte con i nose pad regolabili in due posizioni
Lo scopo è semplicemente geniale: permettere il perfetto adattamento al proprio viso delle aste che potrebbero essere troppo lunghe, accorciandole, seguendo pochi semplici passi:

1 - Una volta individuata la misura ottimale delle aste, dopo averle sfilate dal corpo in acciaio, si possono facilmente tagliare seguendo le diverse tacche internamente ad esse.
2 - Se necessario, con una tronchessa, si può tagliare la parte in eccesso del corpo metallico per accorciarlo.
3 - Re-inserire le astine in policarbonato fino a che non si incontrano nuovamente con il punto di congiunzione dove è innestato il movimento di chiusura.

Il movimento di chiusura delle astine (indicato dal color blue) è qualcosa di fantastico e mai visto prima: realizzato con la tecnologia brevettata Elast-X, è ultra flessibile in qualunque direzione venga sollecitato con un incredibile potere di ritorno elastico alla posizione iniziale.

Easy to use, anche nelle volate più concitate!
In questo modo, spostare gli occhiali, metterli in testa, ri-spostarli o aggiustarli in una fase concitata di gara non comporterà più traumi o rovinerà definitivamente gli occhiali!

Quante volte ti sarai gettato in testa della fresca acqua presa da un bicchiere o da una bottiglietta durante una gara: finalmente i tuoi occhiali da vista potranno essere sistemati senza rischio di danneggiarli in modo molto versatile!
Si pensi anche a tutte le volte che si vogliano aggiustare in viso gli occhiali durante la corsa, da oggi potrà accadere con molta più facilità!

Le viti, infine, sono state progettate per bloccare le aste al corpo centrale senza che possano sporgere, di modo da non arrecare nessun danno all'atleta ed essere poco visibili.

Flessibili al viso e leggeri come nessun altro!
IN PROVA

Dovevo aggredire l'asfalto e la pista prima di darne un giudizio sulla loro efficacia e versatilità!

Quando li sfili via dal viso, dopo una intensa sudata e non trovi parti della pelle arrossate, capisci quanto è essenziale la progettazione di una montatura che per uno sportivo attivo MAI deve essere rigida.

La flessibilità, inoltre, non si traduce in vibrazioni durante la corsa, causata dagli impatti a terra.
Ciò accade per merito della perfetta aderenza al viso e per l'estrema leggerezza del corpo e delle aste.
Nel caso di distrazioni o correzioni improvvise o una mano che passa inavvertitamente sul viso, accade invece che gli Invoke si muovano sul viso, salvo poi correggerli in pochi attimi.

Ma non è tutto, nel mio caso, (ahime!) sappiate che sono fortemente miope per via dei miei intensi trascorsi scolastici e che la gradazione delle lenti è di... elevate diottrie con lenti ultra-sottili da 1,67 ad alto indice e anti-riflesso.
Il risultato sulla montatura è abbastanza pulito ed il design molto deciso e moderno ha suscitato soltanto complimenti ;-)
Tra l'altro il peso della lente in se non condiziona affatto l'ergonomia degli occhiali che mantengono il loro naturale equilibrio e continuano a non sentirsi in viso!

Il risultato di una "grande" correzione
L'effetto visivo è comunque fortemente condizionato dalla leggera curvatura che ha la montatura sul
viso e che segue la normale anatomia del cranio.
Accade quindi, a differenza degli occhiali convenzionali (retti), che l'angolo di visuale risulta più accentuato e si riesce a vedere con la correzione delle lenti anche con la "coda dell'occhio".

Pongo l'attenzione, infine, sull'aspetto della curvatura di questa montatura, una novità assoluta nel settore dell'oculistica.
Per bassi livelli di correzione si hanno soltanto i vantaggi sopra descritti mentre per alti livelli di correzione (simili ai miei) passerà del tempo prima che l'occhio si abitui alla novità, specie per chi è abituato ad utilizzare le lenti a contatto, ma se dovevo scegliere una montatura per correre e per il tempo libero, non c'è dubbio, questa è la Invoke di Adidas!

CONCLUSIONI

La tecnologia degli occhiali da sole e della leggerezza e flessibilità di un corpo in sottilissimo acciaio rendono questi Invoke una graditissima novità!
Disponibili negli store adidas su richiesta e nei negozi di ottica ricercabili sullo store finder di adidas.com.

Adidas Invoke, gli occhiali da vista per lo sportivo di carattere!

Foto e scenari tratti presso: Porto di Palermo - Cala - Foro Italico :-)
Foto in Pista grazie al forte lanciatore del Disco  Francesco La Versa - Fidal Sicilia :-)

mercoledì 1 gennaio 2014

My 2014 Goal is...

La Cartolina dedicata al viaggio più poetico corso quest'anno...
Palermo, Dicembre 2013.

L'anno ormai volge al termine, non mi posso nascondere dietro una stringa delle mie scarpe: è andata male, il continuare a correre e provare ad allenarmi non ha fatto altro che accentuare un problema muscolare che non è stato più facile risolvere in poco tempo.
La gamba destra ha mostrato continuamente segni di sofferenza ed è venuto da se decidere di rallentare definitivamente ogni intenzione di correre in modo agonistico.

La vita, per un runner, di certo non finisce qui, e non ci si deve soffermare su un periodo che può sembrare completamente negativo, ma che in fin dei conti non lo è.

Da quando ho deciso di stoppare allenamenti specifici, la corsa al cronometro ed alle gare, ho potuto vivere più serenamente e con maggiore rilassatezza la corsa, vivendo eventi altrettanto entusiasmanti legati al vivere la corsa che altre volte non avrei potuto prendere parte perchè c'era sempre un allenamento più importanti da coprire.

Così ho potuto scoprire che si può viaggiare serenamente fuori dall'Italia, senza bisogno di dover correre tutti giorni e che un periodo di riposo, specie dopo un evento stressante come una gara di lunga distanza, è necessario ed irrinunciabile.
Non è impensabile, anche dopo un successo, staccare la spina e ripartire, anche magari con un pò di fiatone, senza che sia necessario soffrire per una infiammazione muscolare!

L'importante è tenere sempre vivo un obiettivo diverso da raggiungere, trovare nuove alternative e nuovi stimoli e, se sei un amante del Running, facilmente li trovi, facilmente ti entusiasmi e ti alleni per raggiungerlo, quel nuovo traguardo da tagliare!

Già... strano, ma vero, qualsiasi controllo abbia fatto, non ha notato alcuna anomalia così grave da preoccuparsi, sia a livello muscolare che nervoso.
Ho dovuto spendere qualche denaro in più e parlare con più medici, ma è stata la scelta giusta, quella di avere pazienza ed aspettare che l'infiammazione, a quanto pare molto profonda, ed ogni tensione muscolare, passino del tutto.

Putroppo il giro perverso dei dottori molto spesso porta a conclusioni alle volte sgraditi come la "non" necessità di operarsi.
Se avessi deciso di fermarmi l'anno scorso già sarei bello che guarito e con meno problemi da assorbire.
Oggi, capìta la lezione, sono molto sereno e quantomai motivato nel continuare a inseguire i sogni nel cassetto una volta rimessomi a posto che sono tanti traguardi ancora da tagliare.

Ho avuto modo di impare nuove tecniche per gestire elasticità ed equilibrio personale; la parola propriocettività è diventata vocabolo fondamentale per mantenere forte ed elastico un piede che mi ha dato qualche problema di troppo.
Lo stretching ormai è diventata pratica importante ed irrinunciabile, particolarmente dopo ogni allenamento.
Resto comunque del parere che quando il muscolo è sofferente non si deve agire di stretching ma solamente lasciarlo a riposo... tirare la corda elastica dei muscoli va fatto solo quando accettano un tale stress e nel momento sbagliato può essere dannoso procedere a tale pratica!

La Corsa è una Cosa Seria! ;-) (Photo Triathlet Palermo)
Ho imparato ad affrontare con serenità le stagioni, riflettere sul presente e prendere decisioni importanti.

Ho trovato, paradossalmente, un maggiore sorriso alle giornate che apparentemente potevano sembrare buie e tristi...

Come alla recente corsa di Natale in Città: vestito rigorosamente di rosso, mi sono aggregato alla folla di oltre 150 runners riuniti al mattino del Natale ed ho corso fieramente per le strade di Palermo, vestito a festa, come tutti.
Una simpatia e positività che ha contagiato chiunque per le strade, nel giorno più significativo a livello religioso dell'anno!

Correre sulla sabbia, piano piano, provare a mantenere l'equilibrio e utilizzare i piedi, fare forza senza bisogno di andare in palestra, vedere il cielo limpido del pomeriggio all'imbrunire e godere della brezza marina della spiaggia di Mondello: emozioni che valgono quanto un allenamento intenso, solo che si resta rilassati e soddisfatti.
Non è la stessa cosa, gli allenamenti tirati fino all'ultimo metro regalano altre emozioni, fanno produrre eccessi di adrenalina, acido lattico, stress positivo, sono altri argomenti, ma ognuno complementare dell'altro.

I cambiamenti per il 2014 sono importanti: il Mezzofondo Recanati Grottini Team di Recanati sarà il mio nuovo Team e con esso parte un nuovo progetto che, seppur con risorse economiche limitate (ma di questi tempi, si sa... ci si deve accontentare) mi vede fiducioso perchè finalmente ho potuto condividere le stesse emozioni e ambizioni vissute in Violettaclub con persone entusiaste e rispettose del lavoro degli atleti seri.
Ci vedremo nel 2014, io e le Adidas Boost!
Ho imparato da un Grande Direttore Sportivo che se ci sai fare nel tuo ruolo non sbagli un colpo e la squadra ne beneficia tutta.

Il Mezzofondo Recanati sarà la mia nuova grande scommessa e stavolta, partendo da Zero come valore economico, ma Cento come intesa tra le persone che ne fanno parte, il che è molto più importante.
Non voglio togliere nulla alla recente esperienza colta durante questo 2013 con l'Atletica Recanati, tra l'altro non ho potuto dare il mio miglior contributo ed esprimere pienamente il mio potenziale per le cause sopra esposte ma non mi sono mai sentito parte integrante di un progetto, da cui la necessità di cambiare.
Sono tra l'altro contento che due miei amici siano rimasti con i colori bianco-verdi e che siano rimasti soddisfatti della stagione appena conclusa.
Solamente il tempo e le gare potranno dire se avrò fatto la scelta giusta!

La collaborazione con Adidas Running resta confermata anche per il 2014: segno di riconoscenza di una Azienda Internazionale che non mi ha abbandonato nel momento di difficoltà sportiva.
E' un annuncio elettrizzante per me, poter continuare questa ormai lunga collaborazione iniziata nel lontano 2008, sarò sempre disponibile per pareri sulle scarpe da corsa e sui nuovi accessori quali lo Smart Run Watch sia sul blog che su social!
Ulteriori novità verranno rilasciate durante l'anno, sarà un onore provare ad illustrarle, raccontarle, correrle!

La collaborazione con Adidas Eyewear resta anch'essa immutata per tutto il 2014: la divisione sportiva di Silhouette del Brand delle Tre Strisce continuerà a supportarmi con il meglio della tecnologia visiva: mi basta dire che posseggo occhiali da sole con tanto di lenti LST performanti da oltre sei anni e sono perfette, pochi graffi e materiali intatti nonostante il giornaliero utilizzo: la qualità si paga un pò di più (per chi non è sponsorizzato come me) ma di sicuro la soddisfazione di averli non ha pari.

Nuovi orizzoni e nuovi obiettivi, più maturità!
Le novità si noteranno nei primi mesi dell'anno, sopratutto quando inizierò ad allenarmi per tornare a migliorare i miei Personal Best!

Ad aiutarli a migliorare i loro Personali, sarà il mio gruppo di Runners (il Filippo Running Team, credo in onore di questo Blog :-) che sta crescendo oltremodo: siamo un gruppo di amici ed è una cosa molto importante ed è ulteriormente importante per me capire quanto cresce l'entusiasmo di corridori che non vedono l'ora di affrontare uno specifico diverso, mai noioso, sempre divertente.
Mi danno tanti stimoli, motivazioni, mi fanno alzare presto la mattina, anche nei fine settimana, per assistere ad un loro specifico o (così sarà a breve) correre insieme a loro e dare una mano significativa.
So che per loro è importante, Run For Life, così ho voluto scrivere sulla mia canottiera da gara!

Ho impostato per anni la mia vita sportiva fatta di allenamenti, sudore e quotidianità e mai mi sono tirato indietro quando era il momento di impegnarmi: così è la vita, così sono gli allenamenti, le gare: la corsa è una prova più mentale che fisica ed è un continuo mettere in gioco il proprio potenziale, senza assilli, senza mete impossibili da raggiungere, con nuove sfide, magari ogni giorno, con se stessi e con gli altri, purchè con eleganza e lealtà, il sunto di questo sport bellissimo che è la Corsa.
Il 2014 farò il corso per Allenatore di Primo Livello, sarà il mio ingresso verso nuovi ulteriori traguardi!

Io tra due Grandi Coach Siciliani: Aldo e il Paf!
Per ultimo, come non ringraziare il mio Coach, Aldo Siragusa che mi ha insegnato tanto, mi ha insegnato ad osare ed a costruirmi giorno dopo giorno.
Gli intoppi in un periodo come questo, sono superati così, anche in una giornata in compagna all'Ecotrail di Ficuzza, da lui organizzata in modo egregio come tutto il Circuito Ecotrail Sicilia.
Penso che il più bel regalo che potrò dargli sarà un nuovo grande risultato da raccogliere chissà dove; per me motivo di impegno giornaliero, un impegno che dura ormai da ben 10 ANNI.
Grazie Coach!

Grazie a tutti coloro che mi hanno supportato, alla mia famiglia, ai miei amici più cari, storici e meno storici, vicini e lontani (ma sempre vicini nonostante le distanze) ed alla mia Ragazza... ci vediamo il prossimo anno :-)
...on the road!

Non ho messo link pubblicitari dei miei sponsor volutamente, la mia è una cartolina spero augurale per un 2014 ricco di successi, salute e traguardi, per tutti coloro che mi leggeranno!

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...