41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

mercoledì 13 marzo 2013

Roma Ostia - Le Grandi Sfide Aiutano a Ripartire!

Ringrazio Danilo Giovannangeli ed invito a visitare il suo set fotografico
(link a fine racconto del post)
Roma - 03 marzo 2013.

Si riparte da una sana "batosta" alle mie gambe, una corsa lunga 21,097 Km senza sosta e tatticamente spregiudicata, dove non conta solamente correre forte ma sapersi gestire al meglio per tutto il percorso.

Febbraio è stato un mese travagliato... esausto nel dover sopportare quasi tutti i giorni, durante le ore dal tramonto in poi, un carico di umidità e freddo nell'aria eccessiva, anche per le mie doti di sopportazione e pazienza.
Ho accettato mio malgrado una situazione muscolare critica, controllata con molta attenzione e qualche massaggio durante la settimana, ma non risolta: un indurimento al bicipite femorale della gamba destra è stato difficile da "imbrigliare" e ciò ha condizionato negativamente l'ultima settimana di allenamenti, focalizzata in parte sulla Roma Ostia ed in parte sull'evento - maratona ormai da svelare:

Correrò i Campionati Italiani di Maratona, previsti ad Aquileia (UD) alla Unesco Cities Marathon, prima edizione e subito evento molto importante.
Sarà un evento molto interessante, soprattutto dal punto di vista paesaggistico perchè si tratta di posti sottoposti al patrimonio dell'UNESCO (Aquileia, Palmanova, Cividale), ma si tratta per me di uno stimolo in più al rilancio in una stagione difficile da interpretare in quanto tornerò alla lunga distanza dopo un anno di assenza forzata.
Qualunque risultato, sarà da me ben accetto in quanto il mio unico desiderio è quello di dar continuità alla mia crescita durante tutto questo 2013.

L'inverno dalle mie parti di certo non sarà caratterizzato da temperature rigide, ma correre con la costante sensazione di provare freddo ed avere una patina "ghiacciata" addosso non aiuta di certo la resa muscolare, costringendoti a rallentare o a sentirti sempre meno agile, anche a 10° - 13° C.
Formidabili le Adidas Energy Boost - Spingono e ammortizzano come
nessuna altra scarpa!
Così lo è stato, avvertendo un "accorciamento" della muscolatura che nemmeno il buon stretching tirato al massimo tutti i giorni ha saputo limitare.
La sensazione migliore, infatti, l'ho avvertita proprio in gara, alla Roma Ostia: vuol dire che qualcosa nel clima freddo umido proprio NON va!

L'allenamento di scarico non è stato eccessivamente marcato ed ho comunque continuato a lavorare, seppur male e condizionato dall'indurimento muscolare.
Fortunatamente, proprio al mattino della gara, sentivo una migliore efficienza muscolare, che mi ha permesso di correre al meglio delle mie attuali potenzialità.

L'evento di per se, atleticamente di richiamo, competitivo da livelli mondiali (vincerà con 59'15" il keniano Wilson Kiprop), e molto stimolante per via del percorso interamente rettilineo e filante a parte un paio di asperità di cui solo una impegnativa, è stato anche un buon pretesto per indossare le innovative Adidas Energy Boost, lanciate in quel week-end romano all'expo della Roma Ostia.
Insieme a me, anche i vincitori del Contest fotografico, Dario Bruneo e Maurizio Poggi che sono stati ospitati da Adidas Italia ed hanno potuto correre vivere l'evento in mia compagnia.
E' stato facilissimo fare la loro piacevole conoscenza e subito fare amicizia in quanto parlare di running e degli impegni quotidiani è argomento comune per tanti; oltretutto Dario e Maurizio si sono subito ambientati con lo staff Adidas Italia che ringrazio per questa opportunità di crescita e di rilancio.

Madrina della Manifestazione...Franca Fiacconi,
vincitrice della NYC Marathon del 1998
Al via...decisamente troppi "Top Runners" africani di livello mondiale, sia tra gli uomini che tra le donne, tant'è che per le mie attuali condizioni di forma, non avrei potuto competere nemmeno tra le prime donne.
Già sapevo che avrei dovuto provare a difendermi e che gli allenamenti intensi e poco brillanti non mi avrebbero certo fatto presentare nel migliore dei modi.
Ma nel preparare la Maratona spesso non si può scendere a compromessi e l'unico imperativo che campeggiava in me era quello di non mollare fino all'ultimo metro, dando battaglia e riassaporando queste difficoltà che fanno parte dell'atletica.

Tutto organizzato davvero bene, nei minimi dettagli, dalla zona partenza molto ampia, alla completa assistenza durante la corsa, all'arrivo scrupolosamente organizzato in ogni fase quale: estrazione chip-pacco ristoro-medaglia-mantellina antifreddo/pioggia-ritiro bagagli ampiamente individuabili da una sacca personalizzata dello sponsor dei trasporti, senza contare la comodità nel farti la doccia presso un club del Lido ostiense indaffarato per un sol giorno d'inverno a differenza dell'estate carica di bagnanti: tutto da vera Gold Label Race!

Il via, alle spalle dell'EUR, è stato al solito molto concitato: strada larghissima e per lo più in forte discesa.
Anche se non hai gambe correrai fortissimo alla partenza!
I primi 4K servono da "passerella", anche se già si corre veramente al massimo: si girerà attorno al quartiere dell'EUR, ripassando dove si trovavano i pullman di trasporto atleti pochi minuti prima; da lì, direzione Ostia lungo la superstrada completamente chiusa al traffico veicolare.

Il 5K sarà poco più avanti, leggera salita a dirti che non sarà solamente rettilineo, e la pattuglia africana già avanti sparita!
In realtà il mio passaggio, coperto in 15'55" non è esaltante, ma di certo per adesso non posseggo il kick da 31'20" nei 10K di passaggio alla mezza!
Le donne africane, messe una in fila all'altra, mi passeranno con tale leggerezza e agilità da far rabbrividire... sono tra le più forti al Mondo e per quel giorno ci potrà stare!

In mezzo, a battermi con i boys anglosassoni!
Provo a stare con un gruppetto, e mi imbatto in dei giovani atleti britannici che corrono con molta facilità.
Le mie carenze si fanno sentire proprio nel momento più difficile della corsa, al passaggio dei 10K quando inizia la seconda asperità della gara, dura e impegnativa per almeno 1.000m circa.
Entro facilmente in crisi, se non sei muscolarmente agile ed elastico fai una brutta fine in salita e così sono costretto, subito dopo il passaggio in 32'20", a dovermi staccare dai ragazzi e resistere alla prima vera sofferenza.

Psicologicamente non sono abbattuto e riesco a fissare l'ultimo dei British boys che stenta comunque a staccarmi; la lunga leggera ascesa termina e nella discesa successiva, provo a rientrare concentrandomi sulla frequenza e su un passo più agile.
Da dietro rinvengono altri atleti dal ritmo più elevato del mio e provo con tutte le mie forze a star loro dietro, e ci riesco finchè la strada resta piana.
Ad ogni difficoltà altimetrica trovo poca agilità: sapevo che non sarebbe stata facile e per questo non voglio abbattermi: è il 15°K ed il parziale piange le dure pendenze in 16'57" :-(

E' la fase più sofferta: subisco ulteriori rimonte da dietro e provo a rilassarmi, riuscendoci, concentrandomi sul finale di corsa ormai imminente.
Non sarà la giornata ideale, ma quando mancano 3K al termine, provo a dare fondo alle mie energie.
Con forze più fresche torna alla carica Gianluca Bonanni, forte atleta locale, e provo a stargli attaccato fino alla, invano.
Una volta giunti all'ultimo K, con il Lido di Ostia ormai a vista, non ho alcuno spunto per provare a stargli appresso, e resto staccato decine di metri.
Complimenti a Gianluca Bonanni,
fasi finali di Gara!
Ormai l'arrivo è vicino, stringo i denti e provo una volata, che almeno quella... c'è, chiudendo la corsa in 1h09'31"...

In tanti han corso molto forte, a parte le super stars italiane, i miei complimenti vanno a forti atleti con i quali ho condiviso molte battaglie (ma non certo questa!) come Giorgio Calcaterra (1h06'38") e Antonio Miggiano (1h07'01").
Febbraio è un mese di forte calo fisico e/o di alterne sfortune e purtroppo capita spesso di dover "ricominciare" proprio da qui, con prestazioni in passato peggiori anche di queste :-(
Non a caso marzo è anche il mese dei Societari di Cross, da sempre la gara più catastrofica dell'anno intero...vicina pochi giorni da questo evento appena trascorso.

Il tempo è sempre troppo poco per correre ai ripari e reagisco il giorno successivo alla gara, pensando alla Maratona: in 2h00' poco meno di 32K di Fondo Lento a 3'45"-3'50" un pò sofferti ed in calo nel finale, corsi con le formidabili Energy Boost appena calzate.
Le forze mentali, quelle non mancano... risolti i problemi "stagionali", tornerà anche la forma migliore.
E se non arriverà subito continuerò a lavorare per quella!

Domenica 10 marzo sarà l'ora dei Societari di Cross...i miei incubi sembrerebbe che corrano nei prati!

(Ringrazio come sempre Salvatore Auddino per l'amicizia di tutta la Mileto Marathon, il cuore batte sempre in Calabria...)
(Ringrazio Danilo Giovannangeli che ha postato splendide immagini su Flick)

mercoledì 6 marzo 2013

Adidas Supernova Glide 5 - Il Comfort per tutti i Km che Vuoi

Adidas Running di anno in anno continua a stupirmi.
Laddove un prodotto già ottimo come le scarpe categoria "A3 - Massima Ammortizzazione" Supernova Glide 4 mi avevano soddisfatto per l'eccellente calzata e le falcate leggere ma ben ammortizzate che sapeva donarmi, dall'upgrade della quinta versione non mi aspettavo chissà quali miglioramenti.
La nuova Supernova Glide 5, invece, propone accorgimenti intelligenti e molto funzionali volti ad accentuare comfort, leggerezza e reattività della scarpa, partendo da una base ottima.
Geniale!

Durante le prime uscite mi è sembrato di calzare una scarpa totalmente diversa dalla precedente versione, eppure la struttura dell'intersuola non è affatto cambiata.
Ho avvertito immediatamente una sensazione di libertà totale nella calzata e gli appoggi mi sono sembrati più soffici e facilmente controllati.
Il peso ulteriormente alleggerito della scarpa grazie al poderoso "lifting" che ha subito la tomaia, ha reso questa scarpa un vero capolavoro del Running.

Non a caso, dopo appena un paio di uscite in allenamento l'ho immediatamente messa "alla frusta" nel classico test in pista chiudendo un giro secco di 400m in 64" sentendo notevolmente libero il piede di spingere quanto volesse!
E' sembrato così facile correre così forte con queste Supernova Glide 5 che rispondono prontamente e con altrettanta elasticità alle sollecitazioni al terreno.

TOMAIA

Dettagli della Tomaia: Priva di cuciture in avampiede!
Totalmente rivoluzionata.
E' uno dei punti forti di questa nuova versione della scarpa premium per tutte le distanze di Adidas.
Il rivestimento del piede è ormai curato all'inverosimile rendendo confortevole e tremendamente traspirante la scarpa.
Correre sotto la pioggia incessante non appesantirà più la Supernova Glide 5 in quanto la tomaia è leggera quanto resistente (alla mia prova nelle prime settimane non ha subito nessun tipo di usura rilevante) e idrorepellente.
D'estate questa caratteristica risulterà altrettanto utile!

Il lavoro migliore è stato svolto all'avampiede dove la trama in mesh leggera e rinforzata dagli inserti argento romboidali, si è fusa a formare un pezzo unico ed in totale assenza di cuciture con la punta semirigida e preformata.
Le dita del piede alloggiano in un comfort unico e sembra di non avvertire l'avvolgimento del piede alla scarpa sentendo una fantastica sensazione di libertà.
E' un grosso vantaggio in quanto si evitano inutili e dannosi sfregamenti delle dita e la tomaia non si usura per continuo piegamento con parti in rilevo e/o cucite.

L'alloggio di un plantare personalizzato risulta notevolmente avvantaggiato da tale comodità e da una struttura a pianta larga.

La linguetta è molto confortevole, ancor più soffice di prima, il collo piede assolutamente a suo agio grazie alla struttura leggermente conformata secondo la struttura tendinea/malleolare del piede (Geofit).

Le Tre Strisce brilleranno alla luce riflessa delle auto e nel buio più profondo perchè totalmente rifrangenti: un tocco di classe in una scarpa dove domina l'eleganza dei colori Nero e Vivid Yellow.

L'allacciatura, infine, completamente rivista con dei nuovi lacci, leggeri, piatti e molto avvolgenti che rendono ancor più filante e veloce la scarpa, anche nello slacciarla.

Tutti questi accorgimenti hanno ridotto ulteriormente il peso generale della scarpa facendolo ridurre di un paio di decine di grammi.
Stessa protezione durante la corsa e maggiore traspirazione e resistenza agli sfregamenti ad ogni passo, con un peso inferiore!

Ampio Formotion al Tallone, Adiprene dentro l'intersuola
INTERSUOLA

La Supernova Glide 5 ricalca le stesse caratteristiche costruttive della precedente versione del 2012 che ho tanto apprezzato per reattività, versatilità e calzata.
Il differenziale tra tallone e avampiede non è eccessivamente marcato e ciò permette una rullata a terra immediata: il motivo per cui questa scarpa reagisce con tanta facilità ai cambi di ritmo.

L'appoggio del tallone al terreno viene ammortizzato contemporaneamente dalla parte semovibile e che si adatta al terreno "Formotion" durante il primo impatto e dal polimero plastico integrato nell'intersuola "Adiprene" che serve a disperdere ed assorbire l'impatto verticale del tallone al terreno.
Una volta iniziata la rullata al terreno il passaggio tra tallone e avampiede viene stabilizzato nella parte mediale del piede dal Torsion System che viene confermato in una versione leggera tale da non irrigidire troppo la scarpa e permettere la fluidità dell'azione di corsa: questo Torsion System è infatti grosso modo lo stesso presente nelle Adizero Boston 3.
Adiprene + a tutta lunghezza sulla pianta
La spinta finale che esegue l'area metatarsale avviene come sempre accade nelle Adidas della gamma Running nella piena reattività garantita dall'inserto plastico in tutta lunghezza presente internamente all'intersuola denominato "Adiprene +".

I canoni di scarpa reattiva e ben ammortizzata al tallone restano ineguagliati, questa scarpa è il punto di riferimento nel panorama Running per l'equilibrio nella gestione della velocità di esecuzione del gesto della corsa senza sacrificare la protezione degli impatti al terreno.

SUOLA
Grande novità di questo 2013 per la Supernova Glide 5 è l'introduzione della Gomma Continental ad alta resistenza all'usura e dall'eccellente grip.
Posizionata nei punti di maggiore impatto al terreno quali tallone ed avampiede nella zona della spinta laterale fino alla punta dello stesso, garantisce sicuramente maggiore resa chilometrica senza dover sostituire le scarpe perchè si è consumata troppo presto la suola.

Sin dallo scorso anno ho potuto constatare che l'usura di questa gomma è differente rispetto alla gomma "Adiwear" ad alta resistenza all'abrasione utilizzata tradizionalmente da Adidas.
La Gomma Continental si consuma e si degrada più lentamente lasciando degli strati più uniformi "a pellicola" man mano che si usura macinando chilometri.
Torsion System e Gomma Continental, grande novità!
Trovarla applicata sulle Supernova Glide 5 è un gran passo avanti!

Il disegno della suola rimane invariato rispetto alla precedente versione facendo fede alle caratteristiche fondamentali di flessibilità in avampiede con tre principali intagli laterali e due macro aree separate dalla linea che segue il Torsion System.
Nel punto di forte impatto situato nella zona centrale dell'avampiede resta confermata la gomma "Blown Rubber" più soffice, morbida e indeformabile allo schiacciamento.

MICOACH
Non poteva ovviamente mancare il supporto per il MiCoach mediale con incavo universale utilizzabile per qualunque altro tipo di Foot Pod (detto banalmente contapassi) si possegga.
Ormai correre con il MiCoach Speed Cell è facile quanto utile poichè ti registra tutte le informazioni utili in allenamento e/o in gara senza bisogno di altro!

Tocco di classe in più la linguetta fissata ad una estremità dell'incavo nell'intersuola per una rapida estrazione dello stesso Foot Pod dalla scarpa, ottima idea!

CONCLUSIONI

Non ci si poteva che aspettare un miglioramento nei dettagli dalla casa tedesca e così è stato.
Come da tradizione l'intersuola è stata riportata con successo in questa quinta versione che durerà un biennio: sono contento di ciò in quanto la Supernova Glide lo scorso anno mi aveva dato davvero grandi soddisfazioni e così continuerà ad essere.
Con la linguetta il Foot Pod lo tiri velocemente!
Regge con tranquillità il peso di qualsiasi allenamento vogliate fare, che sia un medio dal ritmo intenso o un lunghissimo di oltre 30 K.
Inoltre è un'ottima scarpa da Maratona per la sua leggerezza e comodità.
Riesce ad esprimere il meglio di se su strada o su sterrato leggero grazie al disegno della suola soft e dal buon grip.
Non essendo molto artigliata sarebbe invece un peccato utilizzarla per un Trail dove è meglio utilizzare una scarpa specialistica come la Supernova Riot per esempio.

Il senso di stanchezza in queste prime uscite nelle due settimane che l'ho testata è diminuito grazie alla leggera quanto robusta tomaia: ancor più adatta per piedi sensibili e per chi ha bisogno di indossare plantari più ammortizzati di quelli forniti in serie.

Resta quindi consigliabile per un range di ritmi da 3'40"/Km in su e per corridori pesanti non oltre i 90Kg.
Superato questo limite di peso è sempre consigliabile correre con una scarpa pur sempre flessibile e maggiormente protetta nell'area mediale dove l'arco plantare rischia maggiore compressione come le Supernova Sequence 5.

E' una tuttofare, ancora di più, l'ideale per il neofita che si appassiona alla corsa con un approccio sicuro a questo splendido sport, così come il runner esperto che preferisce affidarsi ad un solo ed unico modello per correre qualunque evento o allenamento voglia affrontare.

Adidas Supernova Glide 5, la scarpa al Top amica di tutti i Runners :-)

venerdì 1 marzo 2013

Ritrovare le Belle Sensazioni...

Il Vice Coach Peppe che in questi mesi mi ha tanto aiutato...
(Photo M. Crispi)
Palermo - metà febbraio 2013.

C'è maggiore maturità, c'è una diversa consapevolezza dei propri mezzi, c'è maggiore saggezza, ma ancora mancano i risultati che ti fanno sentire bene e che ti donano sicurezza, ma non importa.
Importa che finalmente quando corri un lavoro lungo non termini indolenzito, importa che la sommatoria degli allenamenti porterà volume e che tutto quel lavoro di potenziamento in più svolto finalmente può iniziare a restituire i suoi frutti sin da subito.

Quante volte ho profetizzato ai miei ragazzi (a proposito! A fine mese ci saranno i primi responsi alle Maratone di Malta e di Treviso cui alcuni di loro partecipano) di provare a correre da stanchi, magari con un lunghissimo piazzato il giorno dopo un allenamento di un certo peso...
Ora è toccato a me, a fare i conti con lavori difficili e allenamenti di lunga lena dei tempi andati, ma non troppo...
L'anno in corso è tutto da scoprire e forse se gara in pista sarà, avverrà senza preparare minimamente nulla perchè la cosa più importante è non avere fastidi alla gamba destra.
E, che bello dichiararlo, così sta tornando ad essere :-)

Il Coach è tornato bello carico, ed è fondamentale crederci quanto il proprio atleta, così il duo Lo Piccolo - Siragusa che propone le sfide più ardue man mano che si avanza nella preparazione può mettersi di impegno per questo progetto di inizio primavera.

Purtroppo l'ostacolo che ancora sto trovando è il freddo - umido dall'immediato tramonto all'alba che mette in difficoltà l'organismo bloccandolo o che porta ad irrigidimento muscolare o peggio ancora distrazioni e contratture.
Un buon massaggio è sempre importante a mantenere elastica (per quel che si può) la muscolatura specie dei bicipiti femorali soggetti a maggiore sforzo.

Così mercoledì 13, finalmente l'ultima puntata del potenziamento (aiutato dall'insostituibile Vice Coach D'Ambra) ha portato con se le ultime cattive sensazioni trasformate in 10 x 500m (R.1') tutte attorno dei tremendi 1'34"... non ero capace nè di spingere nè di accelerare un minimo nel finale...

Poco male, i lunghi susseguenti non hanno prodotto grandi performance ma non facevo altro che badare dopo ogni allenamento ad un giusto allungamento muscolare e notare che girare in pista non provocava più tanto disturbo come negli ultimi due mesi.

Sabato 16 sulla Sicilia, come da giorni, perversava un brutto tempo e l'aria fredda/gelida già nel pomeriggio, ha rovinato nell'insieme il lavoro di salite: 12 x 200m (R.2'30") corsi bene e 3x1.000m tragicamente imbucati per via del freddo eccessivo.
Non pubblico i tempi perchè è stato già tanto terminare il lavoro sotto cotanto maltempo... solo io e la pista a quel triste orario!

Media appesantita dalle soste alle fontanelle :-)
Bastavano poche ore, all'indomani mattina, domenica 17, a sbarcare in un universo conosciuto ma da tempo ormai inesplorato: le 2h00' di Lungo.
Iniziavo a chiedere di più al mio fisico, indosso plantare (giustissimo in questi casi) e le Adidas Supernova Glide 4 e parto per l'avventura.
Non mi pongo alcun problema, grazie anche la giornata un pò più clemente della precedente, e supero la prima ora con il Giro dell'Addaura in un impegnativo saliscendi.
La gamba del maratoneta, leggera e fluente a 3'45"/Km NON C'E' e devo accontentarmi di poco sotto i 3'50"/Km di media con un discreto strato di sofferenza che andrò a pagare nella seconda ora.
Negli ultimi 20', quando c'è di provare a chiudere un pò più forte, avviene un calo che era prevedibile e corro attorno i 4'00" spingendo.
Ma non importa, la sensazione di vuoto nelle gambe e nella testa, oltre che la dimensione di quasi 32K di corsa è ritrovata e con essa una inconsueta serenità!

Un giorno solo per riprendermi ampiamente dalla lunga galoppata e riparto con un allenamento tra i più Monumentali di sempre: 20 x 500m - R.1'30" fatti interamente in Pista corso martedì 19.
Ancora oggi mi chiedo se sia più pesante questo lavoro o i 25 x 400m - R.1' svolti svariate volte in carriera.

Come non essere intimoriti di fronte a tanta qualità?
E' una soddisfazione veder 20 picchi lassù in alto!
E' una piccola montagna da scalare, passo dopo passo, ma con tanta calma in corpo e, aggiungerei nel mio caso, anche con una voglia di scherzare con gli amici in campo per spezzare il visus della progressione numerica delle ripetute.
Così è stato, quasi 1h in pista a macinare giri su giri e la gamba senza gridar lamenti.
Inizio con la luce del sole e termino con il tramonto e l'arrivo della tramontana gelida dalle parti di Viale del Fante...
Ogni "risalita" alla partenza diventava sempre più pesante, ogni incitamento sempre più prezioso, ma laddove non avrei detto di farcela, così è stato!
Inizialmente non immaginavo (visto i recenti precedenti) di poter correre con tempi decenti e sono partito con molta calma e incertezza, ma a prima ripetuta il cronometro segna 1'28", e questa grosso modo sarà la media tenuta per tutto l'allenamento.

Ringraziando quel poco che è rimasto dell'Atletica Assoluta a Palermo, trovo un buon traino nei ragazzi del CUS Palermo che correvano dei 2.000m e mi accodo a loro o rilancio la loro azione... per poche delle mie ripetute!
Correndo in compagnia ho ritrovato fiammata, passo agile, uso dei piedi e voglia di mangiare la pista... tutto in pochi passi, in poche ripetute in mezzo ad altre gambe "trottanti"... che splendide sensazioni!
Il resto del lavoro ho dovuto gestirlo con estrema difficoltà nel finale, ma dopo tutto... ci sta!

Giorno dopo giorno mi sento un atleta ritrovato, l'immagine di me che per forza di cose stava dormendo, inizia ad uscir fuori.

Mai vista tanta neve... sull'Etna... No! decisamente non è il mio habitat!!!
Ma è facile pensare che qualche intoppo possa accadere durante questo arduo percorso, così nel week-end tra il 22 ed il 24 correre non è stato facile: un indurimento al bicipite della gamba destra, più l'ennesimo mal di gola provocato da un clima ormai costantemente bagnato ed umido, mi hanno messo k.o.
In particolare, domenica 24, è stato tremendo dal punto di vista organico affrontare un duro fartlek in salita (3' forte + 2' piano) x 8 volte fino al raggiungimento delle Antenne RAI sul Monte panormita.
Il freddo che ho sentito
Il giorno susseguente era previsto il secondo lunghissimo di 2h purtroppo andato male per colpa del leggero malessere e conclusosi mezz'ora prima...

Mercoledì 27, infine, un piccolo lavoro per non vanificare tutto quello di buono svolto fin'ora costituito da 6 x 1.000m (R.500m) per un totale di 8,5K che rappresenta il classico giro di Via dell'Olimpo che ricalco spesso in ottica maratona.
Per ora la pista può anche attendermi, facendo sempre bella mostra di se... il lavoro di per se male non è andato, considerato che mi aggiravo sui 3'00" - 3'10" nei 1.000m forti.
Ho preferito un approccio più pacato pensando al completo recupero del bicipite femorale.
L'ennesima conseguenza infausta dell'inverno siciliano laddove 10°C così umidi fanno più male di cifre sotto lo zero ma secche.

Domenica esordirò alla Roma Ostia e sarò presente all'expo a raccontarci di corsa e di belle esperienze e magari scoprire insieme le rivoluzionarie Energy Boost di Adidas :-)

sabato 16 febbraio 2013

Non sei mai sceso a Mondello per Correre?

Finalmente... Si torna a sentir stanchezza...
Palermo, febbraio 2013.

Incontro al parco Hamad Bibi una decina di minuti dopo aver iniziato il mio Lungo lento di lunedì 11.
Bibi, l'atleta marocchino più ligio al dovere ed alla religione che abbia mai conosciuto, estremista del culto casa-lavoro-corsa e preghiera nel "justo" come dice lui...
Era da tempo che non ci incontravamo, lui una volta tanto aveva terminato di lavorare ad orari "normali", reduce anche lui da un inverno abbastanza rallentato dalle scorie di problemi muscolari vari.
Classe '79 come me, si vede che correre 30 gare l'anno in media inizia a pesare qualcosa con l'età, eppure siamo nuovamente in buona ripresa e come se niente fosse Hamad ha accettato di buon grado la mia compagnia verso un allenamento lungo e stimolante come 1h45' sotto i 3'50"/Km come poi testimoniato dal MiCoach in modalità "free".
Attraversato agevolmente il parco della Favorita, raccontandoci le ultime novità, lo invito a scendere a Mondello, attraverso i tortuosi sentieri della Collinetta che sovrasta la discesa che porta a Piazza Valdesi, a due (proprio 2!) passi dal mare.

Il solito Bibi che non ama di certo farsi il bagno a mare mi risponde: "sono 5 anni che non scendo laggiù e mai (dico mai!) stato al Faro"...
Ero senza parole, mi stavano per cadere le braccia a terra...

Cogliamo l'occasione e per la prima volta nella sua vita, in un Golfo di Mondello più freddo e ventoso che mai, ci dirigiamo verso Capo Gallo con conseguente arrivo al Faro... spledidi paesaggi naturali...
Come non puoi correre in un posto così incantevole di tanto in tanto se ce l'hai a disposizione?
Oltretutto il tracciato è molto tecnico, ricco di collinette e spunti per rendere il fondo lento più muscolare che mai!

Il MiCoach è sempre utile, comodo e
restituisce tanti parametri

Hamad Bibi, che lento non va mai, alla fine resterà entusiasta di un percorso magari ideale d'estate per placare il caldo afoso e che fino alla fine mi tiene a tiro per oltre 1h30'.
Ci salutiamo, sono stanco, chiudo nei 15' finali in leggera flessione e avverto la stanchezza di un allenamento muscolare, già abbastanza provato da incessanti allenamenti potenzianti che rallentano le gambe.
Ci vuole ancora tempo e umiltà per tornare ad essere forte come prima nelle lunghe distanze!

Così sono ripartito, daccapo, senza ancora aver esordito ad una gara nell'anno in corso e sicuramente con la ruggine agonistica in corpo...
In Atletica Recanati questo lo sanno... intanto fa molto effetto vedersi apparire in "Bianco-Verde" sulla scheda atleti del loro nuovo sito... ci conosceremo e racconteremo storie di Atletica al più presto...

Lavoro ancora duramente per fare sempre del mio meglio e, a scanso di equivoci, ai miei lettori comunico tranquillamente che non mi sono "commercializzato" e li ringrazio ancora di più per tutto il supporto avuto in questi anni di racconti di gare in giro per l'Italia: il blog sopravvive ed in questi mesi è stato un punto d'appoggio per il mio Sponsor Adidas Running, al quale volentieri mi sono giustamente prestato.
Non posso essere un professionista completo della corsa, lavoro come tanti (o come pochi, vista la crisi che sta investendo la nostra Nazione?) e correre rappresenta per me un'attività seria ma molto liberatoria.
Quando gareggio tiro fuori lati del mio carattere molto belli e che trasmettono passione per questo sport, ecco perchè proprio alla Roma Ostia, chi vorrà potrà parlare con me dell'Energia che trasmette lo sport più naturale di questo Mondo proprio allo Stand Adidas dell'Expo :-)

In queste settimane del mese di febbraio il lavoro è stato modulare: potenziamento - salite - fartlek, niente di più!
Il Coach si è opposto ad un rapido incremento chilometrico e piano piano sto riprendendo a fare i miei consueti doppi allenamenti anche al mattino.
Tutto nella maniera più graduale possibile, ma senza perdere di vista il Calendario: la Roma Ostia del 03 marzo è ormai ufficialmente il mio obiettivo di rientro alle gare, ma vorrei che fosse anche il modo per rilanciarmi al ritorno in Maratona che mi manca da un anno ormai.

La lunga distanza non crea problemi alla gamba destra e, tra l'uso del plantare (specie nel Lungo Lento), ed il pensiero a non appoggiare con troppa forza la medesima gamba al terreno (sfruttandone maggiormente l'agilità che gli allenamenti di tecnica di corsa mi hanno insegnato), le cose migliorano.
Oltretutto, stretching e massaggi ormai sono obbligatori ogni giorno: è una bella sensazione sentire il problema pian piano regredire.

In Gennaio io e Silvia La Barbera ci siamo dati una mano...
Ora Silvia grazie a Totò Liga è Leader in Italia,
Io... ho ritrovato la mia strada
Per cui, i giorni di Potenziamento mi hanno visto incrementare man mano la difficoltà, recandomi in palestra e chiudendo con ripetute (nelle sequenze a cadenza settimanale di 30x100 (R.30") - 20x200m (R.30") - 50x100m (R.30") - 12x500m (R.1').

Nei giorni di Salite abbiamo preferito scegliere la collinetta più dura di Palermo l'Ambassador, dopo un primo approccio nelle ormai arcinote salite di Pallavicino (noto come "Dallas") e chiusura in pista con 1.000m o 2.000m

I Fartlek, infine, li ha scelti con la formula del 3' Forte + 2' Recupero: siamo giunti a 10 ripetizioni (il che significa 48' di lavoro).
Non è un lavoro stupido, si è rivelato un buon modo per riadattare le gambe a rapidi cambi di ritmo ed a smaltire l'acido lattico in poco tempo.
Le prime volte, a gennaio, era innegabile non sentirsi impacciati...

Finalmente sto entrando nel vivo di un programma di allenamenti sempre più coinvolgente... qualunque esso sarà l'esordio alle gare di quest'anno, sarò comunque contento di aver ritrovato il pieno piacere di allacciare la mie colorate scarpe da running :-)

(Ringrazio per le Foto Maurizio Anselmo e Alessandro C.)

martedì 12 febbraio 2013

Roma Ostia 2013 - I vincitori del Contest promosso da Adidas Running!






La settimana scorsa si è chiusa la simpatica quanto "competitiva" iniziativa promossa da Adidas Running con la collaborazione della Roma Ostia e la mia partecipazione.

Dario con le Adidas Adizero Boston 3
Abbiamo ricevuto diverse e-mail e non è stato facile scegliere le foto più coinvolgenti in quanto i runners hanno dimostrato vera passione e impegno per la Corsa con i loro scatti.
Dispiace doverne scegliere solamente due vincitori ma il Premio è comunque molto allettante: Correre la Roma Ostia e vivere l'evento, dalla consegna del Pettorale alla Partenza della Gara, fianco a fianco con i più forti atleti specialisti della distanza!

Penso proprio che partire in prima linea con i più forti sarà un'emozione indimenticabile nella Mezza Maratona più partecipata d'Italia, oltre che ricevere in consigli Running in chiave Adidas :-)

Con enorme entusiasmo, quindi, dichiaro vincitori del Contest:

"MI ALLENO PER LA ROMA OSTIA DEL 03 MARZO CON ADIDAS RUNNING"...

MAURIZIO POGGI
 
DARIO BRUNEO

Maurizio con le Adidas Adizero Boston 3

I vincitori si presenteranno sabato 02 marzo presso l'Expo Sport - Casa Roma Ostia dalle ore 10:00 alle ore 20:00 e ritireranno presso l'area Adidas Running il proprio pettorale personalizzato!
Sarò io lì presente a consegnarvelo e potremo fare la nostra conoscenza ben volentieri :-)

Dal momento della consegna del pettorale saremo tutti "all in per la Roma Ostia" e fino alla linea dello start si vivrà insieme l'evento della Città Eterna, ospitati nell'albergo dei Top Runners!

I vincitori, a loro scelta, possono scegliere di essere seguiti proprio dal sottoscritto con degli allenamenti personalizzati comunicando, stesso mezzo e-mail (aditcasrunningita@gmail.com): sarà un mio grande piacere provare a farvi realizzare il Personal Best su uno dei percorsi più veloci al Mondo!

E ricordate... giorno 27 febbraio avverrà il lancio della nuova Adidas "Energy Boost", la rivoluzione della Corsa :-)

venerdì 25 gennaio 2013

Corriamo alla Roma Ostia con Adidas Running!














Runners di tutta Italia, è tempo di iniziative legate al Running!

Grazie alla collaborazione con Adidas Running e, primariamente, attraverso il Canale dedicato su Facebook con il quale abbiamo sviluppato a partire dal mese di dicembre scorso un appuntamento settimanale di "Question And Answer" finalizzato nel far scoprire La Corsa come uno sport adatto a tutti e non solo mirato alla preparazione di una gara ma specialmente per il proprio benessere personale, sono lieto di annunciarvi una bellissima iniziativa che mi coinvolgerà direttamente e che lancio attraverso le pagine del mio Blog:

MI ALLENO PER LA ROMA - OSTIA DEL 03 MARZO CON ADIDAS RUNNING

Invia all'indirizzo di posta elettronica aditcasrunningita@gmail.com una tua foto di ispirazione al running che possa rappresentare al meglio i valori sportivi del Marchio a Tre Strisce:

- Originalità
- Passione
- Stile

Il Contest inizierà lunedì 28 gennaio e si concluderà sabato 09 febbraio.

Verranno scelte le Due Foto migliori tra tutte quelle che perverranno all'indirizzo di posta elettronica sopra indicato ed ai vincitori verrà data la possibilità di correre la Mezza Maratona più partecipata d'Italia, la Roma Ostia, senza spese di iscrizione!

Martedì 12 febbraio verranno comunicati i nomi dei vincitori del Contest attraverso le pagine del mio Blog e di Facebook.

In più, sarà possibile attraverso i canali di Facebook, essere seguiti con i miei consigli, suggerimenti ed allenamenti specifici fino al giorno della Gara ;-)

Ovviamente... correrò anche io la Roma Ostia e mi sto preparando per l'evento con il massimo impegno!

AGGIORNAMENTO!

INCLUSO NEL PREMIO, OLTRE AL PETTORALE GRATUITO, CI SARA' ANCHE IL PERNOTTO PRESSO L'HOTEL CHE OSPITERA' TUTTI I TOP RUNNERS!
COSI' AVRETE FINALMENTE L'OPPORTUNITA' DI CORRERE FIANCO A FIANCO CON I VOSTRI CAMPIONI E DI RESTARE FINO AL PRE-GARA INSIEME A ME PER OGNI CONSIGLIO E SUGGERIMENTO UTILE A FARE "ALL THE BEST"!



E ricordate: "All In For Your Perfect Run!"

sabato 19 gennaio 2013

Mai arrendersi alle difficoltà!

Allora... dove eravamo rimasti... ;-)
Palermo, gennaio 2013

Sono stati mesi nei quali, a partire dallo scorso agosto, ho lottato nella convinzione di voler risolvere un'infiammazione perenne al peroneo della gamba destra che non mi aveva ridotto in cattive condizioni di salute ma che evidentemente aveva ridotto le mie capacità in allenamento.

Il problema è in fase di continua evoluzione, anche perchè lo è stato negli ultimi anni sempre sotto il mio controllo, ma che con il passare del tempo e delle diverse intensità degli sforzi, è cambiato e soprattutto, cronicizzato...

Ho avuto tanto da imparare da questa vicenda, ma come sempre, ho preferito ascoltare la voce della mia coscienza, i suggerimenti utili di diverse persone e temporeggiare ha sinceramente avuto i suoi riscontri più che positivi, a fronte di verdetti semi-definitivi spesso emessi con magari troppa leggerezza e forse troppo estremizzati.

Il muscolo peroneo della gamba si trova lateralmente, a sorreggere l'osso del perone che grosso modo ha l'utilità di far cambiare direzione all'arto quando si effettua una curva o un cambio di direzione.
Lo stress al tendine non era mai stato chiaro nemmeno a me dove fosse collocato, visto che lo sentivo intensamente nei pressi del ginocchio (un pò lateralmente), ma che si rifletteva (senza attraversare tutta la gamba) questo disagio dove termina nervosamente, ovvero sotto il malleolo del piede.

Negli ultimi tempi, dopo un periodo di allenamenti in pista intensivi durati circa un mese, la situazione era peggiorata, portandomi alla resa, dato che l'infiammazione era girata anche sul tibiale anteriore.
Peccato, buttar via tanto buon lavoro...

Una prima ecografia, seguita da altri accertamenti, quali Risonanza Magnetica e Tac, evidenziavano come nel perone stesso ci sia un accumulo calcifico a livello osseo, creando un rigonfiamento che in quel periodo di stress a fine allenamento era sempre indolenzito.
Si era già ipotizzato che la calcificazione dovesse essere la causa di tanto disagio e quindi si sarebbe dovuto rimuovere in via chirurgica.

Forse si, forse no, fatto sta che in mezzo a tanti dubbi il medico mi aveva comunque prescritto un periodo di riposo che aveva fatto bene a tutta la gamba, prima di pensare di intervenire su un punto molto delicato ed affollato come quello descritto.
Ad aprire una breccia ad un nuovo ragionamento, fu l'ipotesi che quel "difetto" in me poteva essere congenito e che suo malgrado fosse il primo elemento a lamentare tanto dolore se stimolato da infiammazione.
Ipotesi confermata da un collega corridore di ottimo livello che si ritrovava nelle mie stesse condizioni (ma con altri problemi).
Dettaglio della Tac: si nota l'irregolarità ossea attorno al perone
Ad avvalorare ogni dubbio in merito alla necessità di un intervento fu la conferma dalle analisi sopra citate che non si trattava di una calcificazione "maligna" e che bisognava capire cosa stesse scatenando tutto ciò!

L'analisi degli appoggi...
E' un fattore molto importante, che avevo sottovalutato.
Correre continuamente per anni ovunque (pista inclusa), provoca degli squilibri anche gravi!
La gamba destra è decisamente a livello muscolare più grossa della sinistra, in tutto e per tutto.
Fatto sta che, da un banale esame degli appoggi sulla pedana baropodometrica, è risultato che il peso del mio corpo gravasse per circa 2,5 volte in più sulla gamba destra che sulla sinistra.
Probabilmente ad aggravare questo rilievo sarà stato il mio tipo di appoggio che, scaricando il peso lateralmente (non sono un iper-pronatore, si nota dall'usura delle scarpe che è regolare), avrà creato molteplici stress sul perone e col tempo ha creato un disagio permanente.

La Soluzione.
E' stato semplice pensare al plantare ortopedico personalizzato, e non ho badato a spese, rivolgendomi ad un professionista sempre aggiornato sui materiali, che mi ha consegnato un prodotto innovativo, leggero, stabile e poco deformabile nel tempo e con i chilometri.
Ancora è difficile dare un verdetto definitivo, ma sostengo da sempre che il plantare è uno strumento che dona equilibrio ma che si deve utilizzare con le dovute cautele.
Ho iniziato gradualmente ad abituarmici, il piede è continuamente sfregiato con varie vesciche provocate dallo sfregamento sul plantare che mi "obbliga" ad assumere la giusta postura e rende meno piatto il mio piede.

Già all'appoggio statico si nota l'irregolarità.
Le Rx al bacino invece confermano una rotazione di
4mm rispetto all'asse verso destra...
Normalmente quando va via la pelle dal piede e si forma la ferita, la curo con una crema disinfettante tutti i giorni e per correre "senza piangere", basta munirsi di una benda in tessuto molto appiccicosa che faccia da "seconda pelle", da applicare direttamente sulla ferita e sulla quale andrà sempre cosparsa di una crema emolliente.
Funziona!

L'infiammazione va passando lentamente, ma con l'ausilio di continui massaggi e stretching (che mai deve mancare) e quando corro sicuramente non sento più di tanto il disagio che avevo a "piede libero".
Sostengo, comunque, che non ci si deve buttare a capofitto sull'ortesi in quanto si rischia di dare troppo squilibrio tutto in una volta: sto cercando di rieducare la gamba a non atterrare con troppa forza e penso che il peso verrà scaricato in modo più omogeneo ma di tanto in tanto si deve cercare di lasciare libero il proprio corpo di esprimersi.
Penso che più avanti andrò, una volta abituatomi al nuovo assetto, sarà sufficiente avere supporto nei chilometri e nei lavori "pericolosi" (quelli ad alta intensità), mentre per altro tipo di impegno sarà giusto lasciarlo a casa il plantare.

Questo sarà un anno di transizione, per cercare di vedere di ridurre al minimo il problema una volta e per tutte.
Attualmente il dolore critico che avevo sulla calcificazione ossea non lo risento più e questa già è una grande vittoria.
Temo che per quest'anno dovrò ridurre di tanto l'attività in pista e lasciare alla strada o al leggero sterrato maggior libertà di azione!

Notevole la sproporzione tra piede dx e sx
Ed è per questo che il mese di gennaio, nel quale sto finalmente ritrovando il vecchio feeling con la lunga distanza, sarà decisivo per emettere i primi verdetti degli obiettivi del 2013, peraltro ambiziosi poichè devo rimettermi in carreggiata.
La scelta ricadrà sulle "Long Distance", anche d'accordo con l'Atletica Recanati con la quale curerò gli eventi stradali (oltre che i classici 10.000m in pista), ma che avrà nel mio ritorno alle Maratone, il target da centrare.
Correre per un anno distanze più lunghe spero gioverà nel complesso alla mia gamba, favorendone la definitiva riabilitazione.
Spero sarà la scelta più azzeccata...

Intanto, dopo questi ultimi duri mesi di allenamento incentrati sul potenziamento a carico naturale e su svariati esercizi di mantenimento ideati da Giuseppe D'Ambra, dopo un paio di settimane di adattamento, tornare a correre il Fondo lento a 3'50"-45"/Km con la sensazione di sentirsi alti e stabili, ha ripagato tanto sacrificio.
In settimana, constatato che il tibiale (forse) sta lentamente sfiammandosi, tornerò timidamente ai primi lavori di forza in salita e qualche accelerazione durante il Fondo Lento.
Sono le giuste premesse... oltretutto la serenità mentale è ai massimi storici, grazie ad una persona in particolare...
Dettaglio dei Nuovi Plantari...E' tempo di adattarcisi!

Cosa può insegnare tutto questo racconto: mai sottovalutare i segnali negativi che emette il proprio corpo e mai massimizzare gli impegni giornalieri.
I muscoli, i tendini, le ossa, hanno bisogno di rallentare di tanto in tanto, per rigenerarsi al fine di partire con maggiore slancio.

In più, mai giungere a decisioni affrettate e invece dare ascolto ai segnali che il proprio corpo ti invia: se c'è bisogno di prendersi anche un lungo periodo di riposo per vedere l'effetto che fa, ne vale la pena, anche perchè come nel mio caso, solo in questi ultimi giorni, sono riuscito a rendermi conto dove effettivamente fosse localizzata l'infiammazione che mi dava tormento in molti altri punti.
Come non dare ragione ad un altro grande atleta che mi ha suggerito tutto ciò...

(Ringrazio Sicilia Running per la foto)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...