41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 6 ottobre 2017

XVIII Memorial Peppe Greco Scicli - Una gioia tornare!

Apriamo il Post con un bel "NO AL RAZZISMO" voluto dal Memorial
Peppe Greco di Scicli
Scicli - 23 settembre.

Il viaggio è stato lungo, ben 330 Km in auto di sola andata, ma dato che per il momento non posso gareggiare troppo lontano dalla famiglia, per mantenere alte le motivazioni devo cercare sempre nuovi stimoli, nel territorio.

Bella la notizia della rinascita del Trofeo Maria SS degli Ammalati a Misterbianco (CT), gara internazione d'elite decaduta diversi anni fa e proposta il giorno prima di Scicli, segnale che il movimento podistico di un certo livello vuol tornare ad essere realtà, almeno in Sicilia.

La trasferta è stata impegnativa, il viaggio in auto si è fatto sentire anche in gara, ma organizzandomi per bene sono riuscito a dormire la notte senza spendere molto, in un contesto barocco di ineguagliabile bellezza.

Vero, la gara svolta in notturna non riesce a regalare molto di una Città che si viene a visitare, o forse no.
Le luci presenti nella piazza principale donavano un'atmosfera magica nel centro cittadino ed il percorso era perfettamente visibile.
Tanti turisti presenti, anche stranieri: rimani subito colpito per come sia tenuta a lucido tutta la Città, senza una cartaccia per terra ed ogni cosa presente è in ordine: una Perla Scicli, per davvero.

Arrivarci, infine, è un'esperienza unica perchè la raggiungi dopo aver percorso per diversi chilometri una strada provinciale molto particolare, con muretti bassi in pietra e casette molto ordinate.
Quando arrivi vedi la Città dall'alto perchè la strada scende vorticosamente fino a raggiungerla.
Ed è uno spettacolo per la vista.

Lo spettacolo podistico, invece, lo regala come al solito la pattuglia africana assoldata per fare un grande risultato.
I sei atleti keniani chiamati sono tutti di alto livello e per me sarà dura riuscire a non farmi doppiare.
Come è avvenuto recentemente a Napola, dopo la gara amatoriale che ha animato il pomeriggio dell'evento, il resto degli atleti invitati alla corsa internazionale erano davvero pochi: oltre me e Bibi (direzione Palermo) e la pattuglia da Catania (Spinali, Pafumi ed altri) solo Gerratana era l'italiano di maggior spicco dell'evento oltre che l'idolo locale del momento.

E' stato un piacere rivedere dopo molti anni anche le ex star Tony Liuzzo e Lorenzo Cannata chiamati a rappresentare il claim "no al razzismo" stampato sulle maglie correndo con la testa della corsa per almeno un giro.
Il Testa a testa con Luigi Spinali dura pochi giri ed avrà la meglio lui ma...
notare quanto sia pulita la strada!
Eppure vedendo il bel giro di gambe di Liuzzo nonostante fosse un ex-atleta, capisci che molto spesso sei un Campione perchè nasci con delle doti che nessuno ti può togliere.

Il numero di partecipanti, una ventina, proponeva infine diversi giovani atleti locali.
Anche se doppiati in poco tempo, è un bene dare delle chance così importanti a chi si avvicina al running da poco tempo.
Per questo Scicli come altre realtà nel panorama atletico locale e nazionale (Altofonte, Mazzarino, Bagheria tanto per citarne alcune) resistono nonostante la crisi vocazionale.

La gara parte molto in ritardo, ma molte premesse erano doverose.
L'organizzazione è stata perfetta, a meno di un difetto della vigilanza nella via del ritorno, in basolato in leggera salita (molto caratteristico di questa gara) dove si concentravano i locali di svago e ristorazione con conseguente aggregamento della gente.
Purtroppo dopo il passaggio dei primissimi atleti, la gente perde interesse ed attenzione e ritiene sia giusto invadere la strada che in teoria dovrebbe essere chiusa al passeggio (proprio così), diventando tu atleta partecipante un elemento estraneo alla loro disinvolta tranquilla passeggiata.

Pazienza, è un problema diffuso in tutta Italia, tutto sommato non ho riscontrato grossi problemi ma ho preso solo qualche rischio.
E' stata dura restare vicino ai migliori sin dai primi giri, Bibi è stato fantastico e si è dimostrato in grande condizione, riprendendosi dalla brutta figura rimediata in gara a Montemaggiore Belsito (PA) pochi giorni prima.

Hamad infatti, terrà testa fino alla fine con Gerratana giungendo distaccato una 30ina di secondi dal portacolori dell'Aeronautica Militare.

Mi trovavo, quindi, nel terzo gruppo, ovvero in lotta con Luigi Spinali con il quale quest'anno ho rimediato solo sconfitte.
La foto può ben rappresentare quanto sia suggestivo correre la sera in contesti
storicamente così importanti
Purtroppo anche stavolta devo arrendermi, al termine del 4° dei 10 giri previsti (per un totale al mio GPS di 10,3 Km) e stringo davvero tanto i denti per non farmi staccare troppo dal bravo atleta allenato da Enrico Pafumi.

Tutti correranno forte, tant'è che non riuscirò a farmi doppiare da atleti veramente di livello stellare (tutti molto bravi) nonostante avessi dato il massimo dell'impegno sia all'8° che al 9° giro.

Il doppiaggio avverrà infatti nel rettilineo finale (assistendo, ahimè, alla volata finale del vincitore, l'etiope Yasin Haji Hayato) e proseguendo per la mia ultima tornata, infatti, non avrò più energie e chiuderò con il peggiore dei miei giri, in 34'08" per 10,3 K al 10° posto (e terzo italiano al traguardo).

La sequenza dei giri: 3'16" + 3'16" + 3'17" + 3'21" + 3'27" + 3'29" + 3'28" + 3'27" + 3'29" + 3'35"

La media finale, misurata al GPS è molto attendibile, 3'18"/Km e, considerato il pessimo giro finale, poteva anche essere migliore, di un paio di secondi.
Purtroppo ho dovuto gestire molte difficoltà e, sia per il lungo viaggio, che per una stanchezza cronica che mi porto da mesi, più di questo non riesco a fare.

Devo lottare, provo a non staccarmi, vorrei pormi più avanti ma le gambe non girano un gran che.
La serata fresca mi ha aiutato infatti e c'è stato un netto divario rispetto alla gara precedente svolta al mattino a Palermo: se lì non ce la facevo più e mi sarei buttato per terra, qui a Scicli ho combattuto fino alla fine mostrando molta aggressività agonistica.

La voglia c'è, è un messaggio che mando a me stesso, perchè se molti allenamenti vanno male, altri mi dicono che ancora sono un buon atleta per giunta con una buona velocità.
Arrivo sofferto ma meritato!
Tutt'ora riesco a correre le ripetute dei 1.000m intorno i 3'00"/Km e se non fosse che sono costretto ad allenarmi da solo, riuscirei a fare tutto con minor sforzo e maggior profitto.

Scicli è stata bellissimo viverla, respirarla, correrla, peccato che l'indomani gravò dal cielo un nubifragio interminabile che non mi ha consentito di visitare per bene il posto, almeno per un paio d'ore prima di riprendere la via di casa.
Sarà un valido motivo per tornarci...

L'aria di tranquillità della sera post-gara, il percorso velocissimo e quelle strade calcate da Campioni veri come Haile Gebrselassie, Stefano Baldini o Paul Tergat raccontano tanta storia del podismo, in una perla unica della Sicilia che di per se, di storia ne ha da raccontare parecchia.
Ed è visibile tutto intorno ai tuoi occhi.

(Ringrazio Mileto Marathon per il servizio fotografico)

martedì 26 settembre 2017

1° Trofeo Città Metropolitana - E' ora del cambio di stagione

Manifestazione storica dai grandi numeri
Palermo, 17 settembre.

Qui sull'Isola piove poco, il sole scalda come non mai e per vari motivi ammetto di essere davvero stanco...
Questa gara avrei potuto evitare di correrla, d'altronde è un'estate intera che gareggio senza sosta e dalla mattina alla sera siamo (in famiglia) in perenne movimento.
Allenarmi è una lotta continua, da cui accetto di provare quantomeno a mantenere una buona velocità.

Quest'ultima settimana appena passata è stato il tripudio della difficoltà, ho corso con poche forze fisiche, poco riposo e tanto stress accumulato.
Eppure ho ancora voglia, di correre e di farlo bene.
Se solo passasse un pò quel caldo torrido e per giunta umido!

Inutile raccontare di allenamenti in pista lottati e tormentati, sul filo di lana, sempre con l'ultima energia residua.
Arrivi alle gare e le gambe ti tremano, brutto segnale.
Questa settimana, in attesa dell'ultimo appuntamento sulle 10K, la classicissima internazionale a Scicli, il Memorial Peppe Greco, la sto affrontando come scarico, un affronto per la mia indole volta a lavorare, a cercare la qualità per la passione a farlo bene questo sport.

Eppure questo Trofeo Città Metropolitana di Palermo, nato sul percorso del Memorial D'Acquisto ma che il MDA non è, mi ha visto correre nuovamente e ripetutamente come ormai è accaduto tutto l'anno, in allenamento o in gara, a 3'20"/Km, alle volte qualche secondo in meno.

La mia attuale Società ha voluto una partecipazione di massa all'evento, per me una tale richiesta rappresenta un obbligo morale, che può ben stare insieme alla mole di allenamenti in pista che successivamente chiedono un medio bello svelto.
Era giusto correre, peccato che l'ottimismo innato non ce la fa più.

Così, anche complice una giornata più che calda per il periodo, al via ho dovuto farmi bene i conti.
La manifestazione, sotto l'egidia del CUS Palermo che festeggiava i suoi 70 anni, ha schierato la Super-Star Osama Zoghlami, capace pochi giorni prima di correre i 3.000m Siepi sul campo del CUS Palermo in 8'22"94" scatenando un'entusiasmo incommensurabile.
Coach Polizzi che fa di nuovo centro (il fratello Ala ha appena disputato i Mondiali di Atletica a Londra in estate sempre sui 3.000m Siepi con il PB in 8'26") ed un crono che lo fionderebbe direttamente alle Olimpiadi, se solo ci fossero il prossimo anno!
La sfida è stata con il bravo atleta del CUS Palermo

I gemelli Zoghlami sono ragazzi intelligenti.
Li ho visti crescere, ai tempi della generazione precedente (dove ho dato il meglio di me), correvano ancora piano, ricordo un allenamento di ripetute di 8 x 1.000m sul piede dei 2'54" (l'ultimo lo corsi in 2'46") e loro non c'erano, correvano nel "gruppo B" in 3'08".
Si sono velocizzati, senza mai "ammazzars" nel fondo lento, si sono divertiti, hanno affrontato in silenzio qualche infortunio, sono andati in altura senza postare su Social 10mila foto.
Sono in gamba e parlano con i risultati.

Ad arricchire il cast di partenti, ci hanno pensato il forte Alessio Terrasi, Hamad Bibi (che come me non se ne lascia scappare una di gara) ed infine l'incognita Antonio Giorgianni, uno junior promettente del CUS Palermo che non ho mai visto esibirsi in gara.

Dietro le mie spalle non pensavo potessero impensierirmi altri atleti al via.

La partecipazione è stata elevata, complice l'adesione a gara di Gran Prix regionale e lungo i 4 giri da 2,5 Km su un'unica batteria, ho incontrato parecchi doppiati.
Il tracciato, abbastanza veloce e super-collaudato, con partenza da Piazza Mordini (accanto Piazza Croci) e dislocato su Via Libertà, tra il Giardino Inglese e Piazza Castelnuovo, non ha arrecato alcun disguido ai podisti partecipanti.

Eppure, anche comprendendo l'importanza che queste strade hanno per l'atletica leggera, resta incomprensibile come si possano proporre due gare da 10 Km a distanza di una settimana l'una dall'altra e su un percorso pressochè uguale.
In aprile si commette lo stesso errore con la storica manifestazione del Vivicittà contrastata ad un'altra corsa podistica.

Sarebbe bello proporre qualcosa di alternativo come fanno con successo in America: e se si sfruttasse il lungo rettilineo di Via Libertà per organizzare un 1.500m con partenza suddivise per categorie?
Penso che sarebbe uno spettacolo per la gente che verrebbe ad assistere...

Tornando alla gara, dopo il via era comprensibile che qualcuno prendesse subito il comando delle operazioni e la volontà oltre l'istinto di Alessio Terrasi non ha perso tempo a porlo davanti a tutti.
O. Zoghlami da lontano osservava con grande rilassatezza, mentre il mio GPS dava conferma che si correva sul piede dei 3'10"/Km.

All'arrivo... davvero sfinito!
Solo Bibi riesce a tenere un pò il duo dei giovani siciliani per poi cedere, mentre io devo capire quanto potrò resistere in una domenica "NO" già iniziata al mattino.
Non avevo voglia di soffrire e cercavo di correre il più rilassato possibile, eppure ero già troppo surriscaldato e conseguentemente dopo il secondo giro, a metà gara, sentivo la necessità di rallentare.

Giorgianni non prendeva alcuna iniziativa e sembrava essere in sintonia con le mie sofferenze, tant'è che alle volte mi trovo davanti tirare.
Purtroppo all'ultima tornata, quando davvero non ne avevo più da dare, decido di cedere e di non arrivare troppo tirato, arrendendomi e chiudendo in quinta posizione.
Ero contento, ma volevo buttarmi sull'asfalto, non ne avevo più.

Qualche minuto dopo guarderò il cronometro, con le gambe ancora tremanti e cercando di prendermi un caffè aromatizzato alla mandorla per riprendermi: servirà e nel contempo leggerò i 33'32" che ci ho messo per chiudere i 10K della gara.

La serie dei giri:  7'55".3 + 8'22".7 + 8'31".4 + 8'43".0

La gioia di stare con la mia famiglia ha fatto superare altre difficoltà, l'adrenalina durante la giornata era tanta, così tanta che l'ha rovinata perchè non potevo più dormire.

Non mi restava che chiudere questo capitolo amaro ed anche questo periodo e cercare di andare avanti.

(Ringrazio Sicilia Running per tutte le foto ed il servizio)

martedì 12 settembre 2017

Come allenarsi avendo sessanta minuti a disposizione

Posa rilassata? Non lasciatevi ingannare, questo post nasce per chi
rincorre l'ora di allenamento giornaliero ;-)

Post atipico, non racconto gare o allenamenti personali, ma la raccolta di esperienza dell'ultimo anno che mi ha cambiato.
La situazione personale è decisamente cambiata, gestire un bimbo rende la vita ancor più frenetica e le esigenze familiari hanno stravolto i ritmi abituali.
Attualmente correre resta un'esigenza irrinunciabile per se stessi prima ancora che per i risultati delle gare e mi immedesimo in chi ogni giorno lotta con il tempo per riuscirsi a ritagliare uno spazio per correre, in qualunque condizione ed a qualunque orario.

Parlo per chi come me (e già lo facevo da sempre anche correvo da semi-professionista), si divide da lavoro, famiglia e nessun altro svago, perchè già la corsa riempie e dona serenità fisica e mentale ogni giorno.
Parlo per chi come me non si reca comodamente all'impianto sportivo per scambiare quattro parole con il proprio amico/avversario di corsa, corre con calma, alle volte si gode il sole, l'atmosfera magari facendo stretching e si fa una comoda doccia...
Alle volte, raramente, lo facevo anch'io, ma praticamente sempre non hai tempo per lo "svago", quando soprattutto avevi tutti i giorni da condividere una trentina di chilometri con la strada nera d'asfalto...
Parlo per chi come, quindi, può scendere da casa, andare a correre e tornare a casa, immediatamente a farsi la doccia.

Bello avere una rapida guida per tutti gli allenamenti più produttivi per condensare i favolosi sessanta minuti di corsa che la giornata può concederti :-)

1 - Fondo Lento da 60 minuti: Classico fondo lento per recuperare e per correre chilometri. In circa un'ora a 4'00"/Km si riescono a coprire ben 15 Km, che giornalmente non sono affatto male da una certa età in poi ;-)
Di norma il runner medio quando raggiunge i 10 Km in allenamento è ampiamente soddisfatto e dopo diversi mesi di allenamento è possibile raggiungere questo obiettivo entro 1h di corsa (6'00"/Km).

Di norma l'allenamento del Fondo Lento serve a recuperare da uno sforzo intenso dei giorni precedenti.
Due o tre giorni al massimo di Fondo Lento aiutano a rigenerarsi, di solito si corre piano per tre giorni dopo una gara particolarmente stressante o dove hai dato il massimo.

2 - Lungo Progressivo: 20 minuti di corsa lenta per riscaldare il fisico, altri 20 minuti a ritmo medio ed altri 20 minuti a ritmo/gara o massimale.
Ottimo allenamento per far girare le gambe ed ottimo misuratore della propria condizione fisica.
Ideale prima di affrontare un determinato periodo di allenamenti intensivi.

3 - Fartlek: 20 minuti di riscaldamento (quando ci si appresta a correre un allenamento specifico che introduca un certo sforzo fisico di impegno elevato con cambi di ritmo importanti, è bene riscaldarsi e sconsiglio di scendere al di sotto dei 20 minuti) + Fartlek da 10 volte (2 minuti corsa veloce + 2 minuti di corsa lenta).
Il Fartlek è un allenamento che sveglia le gambe dal torpore (anche quando ci si sente svogliati è bene provare a correre un allenamento a ritmi intervallati da recupero in quanto ci si "sblocca" fisicamente e all'indomani si riparte con maggiore entusiasmo, specialmente sulle gambe).

4 - Fartlek: 20 minuti di riscaldamento (come sopra) + Fartlek da 8 volte (2 minuti corsa veloce + 1 minuto di corsa lenta + 1 minuto di corsa veloce + 1 minuto di corsa lenta).

In questo esempio abbiamo un Fartlek più strutturato perchè il recupero è davvero breve (un minuto passa via velocemente ma una volta iniziato l'allenamento il fisico si abitua al ritmo incessante) e si devono affrontare due ritmi diversi: l'obiettivo prefissato sarà di correre ben più forte nel periodo da un minuto e gestire lo sforzo più a lungo nel periodo da due minuti).
Chi riesce a correre a 4'00"/Km di sforzo quasi massimale (o anche di poco superiore al ritmo gara è già un ottimo obiettivo in questo allenamento), sarà conscio che dovrà correre circa 500m durante i due minuti di corsa veloce e dare tutto nel minuto secco.

Il vantaggio dei Fartlek nasce dalla necessità di adattarsi ad ogni terreno, percorso e circuito.
Si può correre liberamente al parco o su strada e non necessita di rigidi parametri.
Si possono incontrare tratti in salita o in discesa quando si affronta il ritmo prefissato, non importa, è libertà di  muoversi.

5 - Salita Lunga: 20 minuti di riscaldamento + 20 minuti di salita lunga continua con pendenza più dura possibile (e ritorno al via scendendo piano piano).
Se vi trovate una salita lunga nei pressi di casa approfittatene, è un ottimo richiamo di forza generale per riuscire a correre più forte.
Gli allenamenti in salita oltretutto stimolano l'uso di parte di quella muscolatura che normalmente non si usa negli allenamenti pianeggianti.
Gli atleti che corrono le impervie corse in alta montagna ci dimostrano da molti anni che possono andare molto forte anche su strada, dalle 10 K alle mezze maratone.
Oltretutto, vedi per l'amore per la natura o per l'attrazione nel raggiungere posti lontani dalle auto e immersi nel verde, mi piace affrontare una lunga salita nei momenti di maggiore sconforto psicologico, quando è la mente che non ha voglia di fare fatica: in questo modo si riesce a far pace con se stessi.

6 - Salita Lunga - Ripetute: 20 minuti di riscaldamento + X volte (3 minuti di corsa in salita forte + 1 minuto di recupero in discesa)
Per chi non possiede ampie ascese, un modo per affrontare al meglio le piccole collinette non troppo lunghe (meno di 10 Km di solito), è di affrontare ed ottimizzare la ridotta distanza recuperando attivamente in discesa e tornando indietro nel percorso: così si potrà arrivare in vetta faticando di più!

7 - Ripetute in Salita classiche: 20 minuti di riscaldamento + 10 volte 200m in salita (R. Discesa attivo per tornare alla partenza).
Spingere, al massimo e soprattutto non abbandonarsi all'inedia della
corsa lenta tutti i giorni rende viva questa passione
Classico allenamento di sprint o ripetute in salita.
Alternativamente si possono correre dai 100m fino ai 300m.

Se si ha tempo a disposizione (ed energie utili), dopo aver effettuato le ripetute e recuperato circa dai  6 minuti ai 10 minuti, si può correre un 1.000m a ritmo massimale.
Se tutto va bene le ripetute in salita fanno "volare" nel 1.000m massimale.

8 - Potenziamento a carico naturale con esercizi a circuito (Circuit Training): 20 minuti di riscaldamento + 10 giri di campo intervallati nel modo seguente.
200m corsa a ritmo sostenuto + 40 saltelli di Skip + 200m di corsa a ritmo sostenuto + 20 Corsa Calciata.
Ripetere il giro più volte fino a completare  30 minuti :-)
Infine, si possono correre 10 minuti defaticanti atti a sciogliere le gambe, magari correndo sempre più veloce.
Alternativamente, o a metà allenamento, si può modificare con 20 Affondi Jump e 10 Mezzo Squat Jump (questi ultimi renderanno più difficile la ripartenza dei 200m!).

Gli allenamenti a Circuito possono essere vari e molto stimolanti, si possono anche sfruttare i Gradoni dell'impianto di atletica o se si hanno a disposizione scalinate immerse nel verde, meglio ancora, sarà facile ricavarne un circuito molto allenante.
Di norma allenamenti di potenziamento mettono le basi per affrontare preparazioni ai grandi eventi (come una Maratona, una mezza maratona di punta o pochi altri eventi più importanti durante l'anno, o semplicemente per rendere vario il proprio allenamento).
Vi troverete delle gambe ben "pompate" a fine allenamento se avrete eseguito gli esercizi continuativamente alla corsa e senza troppe pause.

9 - Ripetute su Pista - l'elenco di questa categoria di ripetizioni può essere lunga ed oggi i modelli di orologi GPS più avanzati permettono di svolgere liberamente su strada questi allenamenti con pochi semplici passaggi di programmazione.
Qui di seguito spiego molto semplicemente quali sono gli allenamenti veloci che di norma noi atleti di buon livello eseguiamo durante l'anno per tenere alta la velocità di base.

Correre le ripetute in pista molto spesso è sottovalutato dalla maggior parte dei podisti, ma i benefici che correre a ritmi massimali o quasi donano al fisico sono notevoli.
Si aumenta la capacità di sopportazione della fatica e, soprattutto si allenano i piedi a correre con maggiore efficienza e quindi più rapidamente.

Detto ciò:
10 x 400m (R.1' e fino a 2')
8 x 500m (R.2' e fino a 3')
dai 6 a 8 x 1.000m (R.3')
3 serie da (600m + 500m + 400m) (R.2') e R.4' tra una serie e l'altra.

10 - Fondo Medio o Corto Veloce: personalmente è l'allenamento che  mi piace meno di tutti gli altri, ma va fatto con costanza per mantenere le gambe pronte e reattive.
Di solito preferisco inserire un allenamento del genere in occasione di gare di minore importanza per evitare di correre da solo.
Il "Medio" in genere oscilla tra gli 8 Km ed i 12 Km (dipende anche da quale distanza si voglia preparare), ma per restare entro 1 ora non si può correre più di così.
Il "Corto Veloce", adatto per chi è "nato lento", condensa tutto lo sforzo tra i 4 Km e gli 8 Km.
Distanza breve non vuol dire allenamento facile, se metti tutto l'impegno dall'inizio, a metà distanza sarà molto dura mantenere quel ritmo!

Si potrebbe entrare nel dettaglio con tanti altri allenamenti molto più fantasiosi ma è anche compito del runner stesso aggiungere un tocco di personalità a questi allenamenti per renderli più stimolanti introducendo nuovi percorsi o adattandosi alle proprie esigenze.

L'importante è averla quell'ora di tempo, salutare e benefica per la nostra mente, oltre che per il nostro fisico ;-)

venerdì 8 settembre 2017

21° Volata Napola Mokarta - Cuore, Determinazione e Coraggio

Grazie Amici :-)
Napola (TP) - 27 agosto.

Il tempo passa, così come le edizioni, ormai sono 21...
Non avrei potuto correrle tutte, ero troppo giovane ed inesperto per presentarmi da semi-adolescente al via alla prima di una lunga, lunghissima storia di questa corsa nata quasi da zero.

Le edizioni corse ormai son tante ed il numero del pettorale più o meno resta sempre quello, a doppia cifra, ma la Volata Napola Mokarta è una Gara Internazionale come poche, paragonabile in prestigio della lotta alla vittoria alla classicissima di Castelbuono che tutti vorrebbero correre nella propria carriera.

Eppure tanti anni fa non potevi immaginare che sarebbe diventata così grande, importante, questa corsa su strada, con quel lungo, lunghissimo rettilineo in leggera salita che ti fa mancare il fiato e ti leva le forze, proprio sul traguardo.
Eppure gli organizzatori sono sempre gli stessi, una famiglia in tutti i sensi in fondo quella della ASD "La Volata", con i figli che sono cresciuti nel tempo ed hanno dato forza al padre padrone della Volata, che ti accoglie come un padre.
La gentilezza, viene prima di tutto ed in fondo il running è sport da gentiluomini.

Non potrei mancare alla Volata e spero negli anni a venire di poter onorare la corsa anche quando non sarò più in grado di correre tra i Pro, per avere il piacere di essere con loro.

La Volata Napola Mokarta è anche il caldo afoso, quello di fine agosto, che ti stronca, stavolta un pò ventilato.
Purtroppo tutto intorno il trapanese, divampavano gli incendi e la mia auto sfrecciava sull'autostrada in mezzo a poco rassicuranti nubi di fumo....
La Sicilia è anche questo, tanta terra arida ed incolta, peggiorata da simil situazioni.
Aria gialla e nuvoloni neri, meno male che Napola era lontana da tutto questo...

Parterre ristretto, ma solo Grandi Atleti!
La gara quest'anno, proponeva il giusto mix di atleti italiani, siciliani e stranieri, con un cast non esagerato e le stelle dell'Africa ovvie favorite.
Ma come si poteva immaginare, la lotta per le posizioni di rincalzo avrebbero avuto parecchi atti.

La nota sorprendente, per il risultato conseguito, è stato il giovane poliziotto Pietro Riva che ha saputo frapporsi in mezzo alla pattuglia keniana conquistando un ottimo secondo posto assoluto.
Non da meno sarebbero stati i giovani siciliani Agnello, Terrasi e Scialabba, in grande condizione al momento, che hanno lottato poche posizioni più indietro.

Il via è stato al piccolo trotto.
Si correva davvero piano ed il gruppo era compatto, riuscivo a restarci dentro.

Sapendo che in questo particolare, delicato momento personale, riesco a correre le ripetute dei 1.000m sul piede dei 3'05", sfiorare questo ritmo mi porta ad avere breve vita, purtroppo.
Così, al termine del giro più corto collocato per ottenere 10 Km certificati, ho mollato il grosso del gruppo ed ho ragionato sugli avversari attualmente alla mia portata.

Vedere andar via atleti come Bibi, della mia età, con un passo così agile e spedito mi lascia amarezza, ma non posso pensarci in quel momento.
I miei avversari sono il giovane Mazzara che già mi aveva battuto a Sant'Ambrogio e Luigi Spinali.

La mia gara, per molto tempo ho provato a fare il ritmo...
I giri scorrono regolari, ma è una gran fatica reggere il peso di un ritmo assestato sui 3'15/Km.
Il passo si appesantisce appena si affronta la lunga e tremenda ascesa che porta alla fine del giro, interminabile.
Eppure lì appaio aggressivo e sembra che riesco a mettere in difficoltà i miei due avversari.

Gli altri atleti, purtroppo, sfilano via.
Come detto, provo ad incrementare il passo e lotto con tutte le forze per riuscire magari a distanziare uno di loro, ma non è facile, così all'inizio della penultima tornata mi stacco dai miei diretti avversari e devo stringere i denti.
Purtroppo dopo la gara noterò che non era stato Mazzara ad incrementare il ritmo, ma era il mio decisamente calato, cosa che è avvenuta spesso in allenamento per cause da additare a molti fattori, in primis l'eccessivo caldo e le grandi estenuanti sudate.
Quei 10 secondi al giro sono troppi, impietosi e non riesco più a ricucire nulla.
Spinali vola via, prova a duettare con l'avversario e sono costretto ad assistere alla scena inerme...

Non c'è arrivo più bello se non lottando
Ma l'ultimo giro è speciale, come la presentazione degli atleti a cura dello Speaker Giuseppe Marcellino, con la gente che ti spinge e fa il tifo per te, dal primo fino all'ultimo.
Ne vale la pena faticare, per quell'ultima lunga volata che ti porta fin sul traguardo, con l'affetto della gente che corre e che fa sacrificio tutti i giorni per vedere i più bravi correre.

Così la serie dei miei passaggi: 3'31" + 5'48" + 6'00" + 6'03" + 6'14" + 6'18" --- Tot. 33'54"

Il più bravo sarà l'ugandese Oscar Chelimo, ma sono stati bravi tutti, dal ragazzo del posto, mondiale a Londra questa estate Ala Zoghlami, fino all'ultimo sul traguardo, Calogero di Gioia che ha corso eroicamente da solo per tutti e 10 i chilometri della gara.

A fine gara sei sempre soddisfatto della tua impresa, sei felice per te stesso e non lo devi essere per nessun altro, la Volata è per Veri Atleti!

Ovviamente, come detto la mia posizione in classifica non è bella da vedersi ma so di avercela messa tutta.
Settembre ormai è nel vivo e la voglia di allenarmi c'è, mancheranno il tempo e le condizioni non più ideali ma è bello essere per strada, in pista, a lottare.

Mi piacerebbe correre una mezza maratona a breve, provare a riaprire un nuovo capitolo sulla più lunga distanza e raccontare nuove emozioni.
Ma tutto questo potrà avvenire più avanti, anche nel 2018 dove sogno le più alte vette...

Ringrazio per le foto e la cordiale presenta Sicilia Running :-)

venerdì 25 agosto 2017

Gareggiando per Cefalù e dintorni...

E' stato un mese difficile, qualunque gara ti
rende "Happy"

Agosto è tempo di vacanze e contestualmente si cerca di far conciliare allenamenti, gare e famiglia.

Cefalù, storica meta di vacanze per migliaia di turisti provenienti da tutto il Mondo, caratteristica per le sue splendide spiagge e diverse possibilità di soggiorno, oltre che per il Centro Storico molto caratteristico, dista poche decine di chilometri da Palermo.

Ovviamente è anche piacevole meta per i palermitani che non hanno possibilità di spostarsi facilmente, che possono fruire di un mare decisamente migliore di quello locale e di una atmosfera estiva ricca di attrattive.
Chi non conosce il Duomo di Cefalù che si erge maestosamente e domina dall'alto l'intera Città, si perde qualcosa di veramente speciale.

E sullo sfondo del Duomo, sulle vie centralissime stracolme di turisti intenti a farsi foto di gruppo sulle "finestre" che danno sul mare e sul porticciolo, o passeggiando per gli innumerevoli negozi di souvenir, si è svolta la corsa podistica del S.S. Salvatore, durante la Tre giorni (dal 04 al 06 agosto) dedicata alla proclamazione del Santo.

Cefalù è bella anche in autunno ed in inverno, ma ovviamente in questo periodo si affolla all'inverosimile.

L'organizzazione, molto gentile nell'invitarmi, ha chiamato i podisti più forti provenienti dalla Sicilia, rendendo di fatto uno spettacolo tutto "made in Sicily", senza dover ricorrere forzatamente alle gazelle africane.
La gara, prevista per il 04 agosto in notturna, alle ore 21:00, si presentava ai nostri occhi (di chi stava per partecipare) ed ai turisti che passeggiavano tranquillamente per le strette e caratteristiche strade del centro storico, con un circuito da 1,1 Km da ripetere otto volte, totalmente in sampietrini e basolato, con un tratto di ascesa molto impegnativo per poter ritornare in Piazza Duomo.

Il Duomo di Cefalù, sorveglia la Città
Quando vent'anni di gare non bastano ad accumulare esperienza e racconti di vita in corsa, stavolta non volevo credere ai miei occhi come si potesse organizzare una corsa podistica quando durante il riscaldamento, non potevamo nemmeno camminare tanta era la folla delle persone presenti sul percorso ufficiale di gara!

Con i migliori protagonisti al via, quali Vincenzo Agnello, Alessio Terrasi, Hamad Bibi e Mohamed Idrissi, ci siamo defilati sul lungomare molto più fresco e ventilato, luogo di piacevoli allenamenti in quei giorni di vacanza per me.

A pochi minuti dalla partenza, c'era una tale fluenza di gente sulle strade che iniziavo a nutrire dubbi seri sullo svolgimento della gara, conscio del fatto che al più potevo usufrire della moto apri-pista e delle transenne posizionate ai lati delle già strette viuzze del Centro.

Quando si da lo Start ufficiale, infatti, mi trovo in testa alla prima curva (grazie ai "lavori veloci" svolti in pista, sempre con la costante sofferenza di quest'anno, di per se molto particolare) e sciolgo la tensione.
Non vi era traccia di persone sul percorso e quasi tutti i turisti erano diligentemente incanalati ai lati delle transenne... si capiva da questo che fossero la maggioranza di essi stranieri?

Panoramica di Cefalùsport dei protagonisti sullo sfondo dei festoni del
S.S. Salvatore
In poche battute, il duo irresistibile del 2017, Terrasi e Agnello si pongono in testa a battere forte il ritmo ed entro il primo giro mettono le gambe avanti ed allungare le fila.
Non riesco a tenerli e devo iniziare la mia gara vera, quando Bibi stringendo i denti tenta di restare attaccato al duo allenato dal Prof. Ticali ed Idrissi cerca di non scollarsi dal piccolo grande Hamad.
Successivamente dimostra molta caparbia Nicola Mazzara, giovane junior del CUS Palermo.

Tra le luci dei lampioni e le ombre della notte, in mezzo ai primi lenti doppiaggi (il giro da un chilometro provocherà molto caos "ordinato" per la presenza delle categorie amatoriali e la gara femminile, tutto in un'unica batteria) cerco di mantenere un ritmo costante senza mai abbattermi.
Purtroppo mi ritrovo da solo molto presto e non scorgo più validi punti di riferimento.
Terrasi - Agnello voleranno verso la vittoria, in un giro podistico non propriamente facile: ad ogni tornata, tra l'afa e l'umidità, trovavo sempre più impervia la lunga salita che dovevo affrontare a fine tornata.

La mia caparbia, nell'ultimo giro, è stata premiata.
Non essendomi arreso alla mia stazionaria posizione, nel finale scorgo Mazzara in difficoltà e lo sorpasso all'inizio dell'ultima lunga salita.
Era necessario un impegno massimale per staccare con decisione il ragazzo che avrebbe potuto reagire e stringo i denti nel rettilineo finale, dove giungo sul traguardo con una posizione in meno!

Alla fine, 5° posto ed una media modesta che mi lascia contento, essendo un periodo di allenamenti irregolari, tra ombrelloni, sole, tanto caldo umido e qualche lunga nuotata al mattino.

In Sicilia tutto il mese di agosto è stato caratterizzato da un caldo molto intenso e spesso mi sono trovato giù di corda semplicemente correndo il lungo lento.
Non si tratta solo di semplice spossatezza, il fisico resiste di meno e rende di meno con cotanta calura estiva costante.
Si finisce sempre col dire di correre al mattino molto presto ma non riesco a chiudere il cerchio dell'allenamento comunque sofferto corso nel tardo pomeriggio del giorno precedente...

Alla Corsa Internazionale di Sant'Ambrogio del 17 agosto non potevo certo mancare e non sono stati molti gli allenamenti che ho potuto mettere insieme per finalizzare quest'altro evento.

Invero, pochi giorni prima della gara, un colpo di calore mi aveva buttato giù senza troppe conseguenze, ma sentirsi privo di forze non era un buon viatico per una gara che come ogni anno presenta il conto per la sua durezza.

Cefalù e Sant'Ambrogio distano pochissimi chilometri l'uno dall'altra.
Quest'ultimo è un piccolo borgo molto attivo che si affaccia sul mare, con uno splendido scenario ideale per sedersi ai tavolini del bar messo lì apposta... un tramonto da favola poterlo vedere...

Presentazione dei protagonisti della Gara di S.Ambrogio
Di tempo per osservare quel tramonto ce n'è stato dato che la corsa internazionale maschile sarebbe iniziata alle ore 22:30, quando a tutti gli effetti è iniziata alle 23:15 per un imprevisto non dipendente dall'organizzazione.

Assistita la gara femminile, durante il nostro riscaldamento, i pochi presenti alla manifestazione, hanno potuto prendere il via con una gradevole frescura per il periodo, fornita dal mare.

La mini-pattuglia africana, come ogni anno proveniva da diverse gare podistiche svolte nei giorni precedenti, così i due atleti africani ovvi favoriti alla vigilia che avevano corso 24 ore prima a Ravanusa, si accontentano di non "ammazzare" la gara e lasciar fare inizialmente al gruppo dei pretendenti al piazzamento.

Molti di loro avevano corso proprio a Ravanusa, così i vari Bibi, Idrissi ed altri cercano di tenere la corsa ancorata sul piccolo trotto.
In poco tempo non accetto questo andamento di gara e preferisco che non si scatenino violentemente gli animi negli ultimi 5 giri finali, dei 10 previsti, così mi tuffo in testa ogni qualvolta si impenna la strada, mantenendo un ritmo non troppo basso e restringendo il gruppo ad una decina di avversari.

Per i primi cinque giri mi trovo in testa, volutamente, recupero in discesa e riparto.
Ma come previsto, al 6° giro, Hamad Bibi irrompe la quiete e lancia un secco attacco, al quale devono replicare seriamente i due africani e Yuri Floriani (FF.GG.).

Si passa dal modesto 3'24" al giro, ad un 3'13" che è troppo forte per me, tant'è che mi stacco immediatamente sia da Bibi che da Idrissi, come accade di consueto ultimamente.
Anche Mazzara riesce a prendere 50 metri su di me e li tiene tutti, incrementandoli in discesa ad ogni giro.

In testa a tirare, non era insensato visto l'andamento della
corsa, per come sono andate le cose è andata bene
Stringo i denti e dietro di me c'è il vuoto, quindi potrei allentare il ritmo, tornato sui 3'23" al giro, ma non mi do mai per vinto e provo a ricucire il distacco sul giovane ragazzo del trapanese in salita.
Purtroppo non completo la rimonta e devo accontentarmi del 7° posto finale, con una tempo finale tra i più alti degli ultimi anni, a 3'30"/Km.

Purtroppo la gara "addormentata" nella fase iniziale ha contribuito a rendere pesanti le medie generali.

Era mezzanotte e tra il tempo di ritirare i premi e mangiare una pizza al volo si erano fatte le due e mezza.
Si rientrava a casa e via all'indomani a lavoro, quello vero.

Cefalù si porta via anche le vacanze... un pò anche correndo!

(Ringrazio Sicilia Running Onnipresente con il dono dell'ubiquità in agosto e Cefalùsport per reportage e foto)

mercoledì 16 agosto 2017

Adidas Supernova 2017 - Nuovo Modello Migliorato Più Che Mai!

E' una recensione che (spero) in tanti aspettavano e mi scuso con chi ho fatto aspettare così tanto.
In questo lungo periodo ho potuto testare continuamente il nuovissimo modello che Adidas ha presentato per sostituire la Supernova Glide ormai a fine carriera dopo tanti anni di continue riproposizioni.

Pensavo che una scarpa con così pochi difetti (le mancava un pizzico di ammortizzazione in più al modello uscente) non fosse poi così migliorabile ed ho pregato che non venisse stravolta.
I biomeccanici di Adidas lo hanno capito ed hanno lavorato sodo sulla sostanza del nuovo modello.

Durante il test ho alternato uscite con le Supernova 2017 che con le Supernova Glide 8 (del 2016) trovando un paragone ideale per rendere l'idea e consigliarne o meno il nuovo acquisto.

Sottolineo sempre che è conveniente rivolgersi al negozio fisico presente nella propria Città con personale competente che sappia consigliare il modello giusto e la misura corretta per poter correre con la dovuta sicurezza (perchè se il piede soffre, ne soffrirà tutta la tua corsa ed il tuo fisico).
Chi è ormai esperto e conosce la misura del piede che veste con Adidas (sempre molto precisa) non troverà problemi nell'ordinarle online.

Chiaramente correre con una scarpa già rodata come il modello dello scorso anno mi ha dato certezze che sul nuovo modello ho dovuto sperimentare, in salita, in discesa, sul piano.
Adidas mi ha fornito un modello di Supernova 2017 con Mezza Misura in meno, con la sicurezza che mi sarebbe calzata a pennello anche in corsa.
Inizialmente ho avuto i miei dubbi ed incertezze, ma oggi a test finito, posso ricredermi del contrario.

TOMAIA:

Questa Tomaia è più bella dal vivo e non la troverete in altri modelli!
Adidas è sempre al passo con i tempi e quest'anno, con il suo modello - faro nel Running, Supernova, ha proposto una tomaia tutta nuova ed inedita.

Saturi ormai di vedere le tomaie "Knitted" che hanno il pregio di avvolgere il piede con un unico pezzo praticamente "fatto a maglia" da un plotter digitale (prerogativa dei modelli Ultra Boost e della frangia di Sneakers semi-tecniche sempre più dilagante), Supernova si è presentata ad inizio anno con questa bella tomaia (sempre a pezzo unico) priva di cuciture e di altri elementi cuciti su di essa, resistentissima e ricavata su più strati.
Il risultato è eccellente in quanto non ha ceduto agli strappi accidentali offroad o ai continui sfregamenti dell'azione di corsa e si è rivelata poco cedevole e ben traspirante.
Anche quando ho sudato completamente l'intera calzatura, non ho avvertito particolare fastidio.
Collo piede particolarmente alto e lacci ben avvolgenti.

Ricordo a lettore che ho utilizzato Mezza Misura in meno (lo ripeterò più volte nel corso della recensione) e per questo motivo ho sentito la scarpa più fasciante, ma è facilmente modificabile la calzata allentando la forte presa dei lacci che ben avvolgono il piede.

Interno della calzatura più liscio che mai, il che ha agevolato parecchio il comfort.
Oltretutto, rispetto alle precedenti versioni, è stata sagomata con cura maggiore, avvolgendo il malleolo e tutta la zona retro-tallonare al fine di tenere stabile ed attutire ogni urto durante l'attività.
Cuscinetti interni :-)
Durante i climi estivi è meglio indossare un buon calzino tecnico tra i più sottili in circolazione per evitare il ristagno del sudore internamente: unito alla scarpa ben fasciante da una sensazione di stabilità e benessere in corsa non da poco!

La protezione dell'area tallonare è stata rivista inserendo, esternamente, un pannello in TPU (trasparente) denominato "Fitcounter" che contiene i movimenti naturali del tallone e tendine d'Achille interni ed esterni, mentre lascia completamente libera l'area centrale di solito più sollecitata e che si può infiammare più facilmente.
E' la scelta giusta ed ha migliorato ulteriormente questo modello!

Le classiche Tre Strisce in questa Supernova sono protagoniste più delle precedente, tenendo ben avvolta l'arcata plantare, comunque non troppo larga ma sempre ben comoda.
La costruzione della scarpa non è "a calzino", ovvero non è stata prevista adozione della linguetta cucita insieme al resto della tomaia, lasciando maggiore libertà di posizionamento della linguetta stessa, nella maniera tradizionale.

Infine, molta comodità in avampiede e non solo per la già citata tomaia dal mesh tutto nuovo :-)

INTERSUOLA:

Notevole differenza tra il vecchio ed il nuovo modello, in comparazione!
Le differenze con la S.Glide 8 sono notevoli, ma nei dettagli più approfonditi.
Ad occhio si nota subito la differenza nella scelta del design rinnovato, ma è correndo che capisci attivamente come si comporta.

Dalla foto comparativa si nota subito la differenza al tallone: pur adottando la stessa tipologia costruttiva (strato di Boost unito ad un più leggero strato di classica EVA, ideale per non avere "picchi" di reattività o ammortizzazione tipici di Boost), lo strato di Boost è stato aumentato nel tallone e lo strato in EVA parte subito dopo l'area tallonare fino ad arrivare in avampiede.

Drop 10 mm (differenza tra tallone - 32 mm ed avampiede - 22 mm), come era facile da intuire, per via del tallone ulteriormente rialzato dallo strato "extra" di Boost.

Allo stato attuale, l'EVA risulta visibilmente compressa e piena di venature, il Boost sembra quasi uscito dalla fabbrica senza fare alcuna piega!

Il risultato durante la corsa è interessante: quel "pizzico" di ammortizzazione in più che desideravo, finalmente è realtà: durante le mie uscite di fondo lento (sui 3'50" - 4'15"/Km) trovo maggiore rilassatezza nella corsa, senza avere quella sensazione di eccessiva morbidezza tipica di Ultra Boost.

Calzata Perfetta!
Inoltre in avampiede la senti ben morbida ma altrettanto decisa a spingere ancora di più, con l'intensità che preferisci.
In salita l'ho trovata migliore del modello precedente, in discesa comunque ottima per via della calzata ben ferma ed aderente e per il disegno dell'intersuola ampio.

Le lunghe strade asfaltate ed i tanti chilometri restano ad ogni modo il campo di utilizzo preferito da questa Adidas della categoria A3 - Massima Ammortizzazione.

La concretezza di questa Supernova continua ad essere il suo marchio di fabbrica!

Il tallone è inoltre più arrotondato, così come l'avampiede, altrettanto rivisto con molta arguzia.

Il motivo per cui sono riuscito a correre con un modello di scarpa con mezza misura in meno sta tutto qui: nella comodità assicurata in avampiede.
Probabilmente quando indosserete il nuovo modello con la vostra usuale misurazione, la troverete troppo grande in pianta di piede, ecco perchè consiglio di provarla con mezza misura in meno (come mi è capitato).
Troverete poco o nullo impedimento alle dita dei piedi che resteranno comunque liberi di agire, ed al tallone avrete una fermezza coadiuvata dall'ottima tomaia e dall'avvolgimento garantito dalle Tre Strisce.

Chi ha un piede magro sicuramente non avrà problemi a cogliere questo consiglio (che se non lo avessi testato, avrebbe sorpreso anche me), ma chi ha il piede più grosso o soffre di piedi gonfi, è bene che provi la misura propria di riferimento (e non la mezza misura in meno).

Il Torsion System è stato collocato in modo incavato e centrale, con l'estensione che termina sulla parte esterna del tallone (per completare il controllo di pronazione, senza stravolgere la natura neutra) come accade nei modelli Ultra Boost ed anche Energy Boost.
L'aspetto interessante è che questo accorgimento rende ovviamente più aderente la presa al terreno della scarpa, lasciando unicamente al contatto al terreno la suola in gomma Continental (e nulla più).
Casomai doveste superare calpestandolo un tronco d'albero scivoloso, non avrete più grossi problemi...

Stretchweb in gomma Continental
SUOLA:

La suola dallo scorso anno è stata ridisegnata in un pezzo unico così come si vede in foto, ed è stata applicata su quasi tutti i nuovi modelli di Adidas.
Si chiama "Stretchweb", e somiglia ad una tela tutta bucherellata con diversi "dots" (pallini) a rilievo.
L'aderenza su strada è eccellente, il controllo e l'elasticità anche su strade scivolose è ottimale grazie alla gomma Continental, ma è meglio non andare offroad perchè non è abbastanza artigliata per offrire la migliore esperienza di corsa su terreni franosi o scivolosi del Trail Running, che necessitano di suole con più elevato grip.

CONCLUSIONI:

La Supernova 2017 è stata difficile da recensire: tante le novità, ma da discernere nei dettagli per una scarpa che non poteva altrimenti: migliorare l'esperienza di corsa già ottima intervenendo con piccole modifiche e correzioni sparse su più punti.

Torsion System
Resta quindi la scarpa di riferimento nel panorama Running di tutti i giorni, per i podisti che cercano una compagna da spremere in ogni occasione, con le migliori tecnologie attuali proposte da Adidas ad un ottimo prezzo in relazione alla tanta durata che offre.

La scarpa infatti è nata per durare molto e chi ha indossato Supernova Glide sa di cosa sto parlando, probabilmente la sentirete scarica quando ancora sarà bella ai vostri occhi (dopo un'attenta e ordinaria pulizia!).

Per chi è un Runner esperto sa già la risposta: in Gara con Adizero o Energy ed in allenamento, nei Lunghi o nei Lunghissimi Maratona con la Supernova 2017.
Le Ultra Boost (per completare il discorso) le colloco come una scarpa da utilizzare come Lungo rigenerante o più lento e per cercare rilassatezza per i propri tendini, ma se volete una scarpa performante anche per correre chilometri, decisamente meglio la concretezza di Supernova.

Adidas Supernova, il ritorno in grande Stile della Stella più Brillante nel Mondo del Running!

lunedì 31 luglio 2017

Giro Podistico Internazionale di Castelbuono - Semplicemente da 92 edizioni "A cursa i Sant'Anna"

La copertina dedicata allo Scatto di P. Ponente, eccezionale!
(io mi trovo, pacatamente sull'estrema destra)
Castelbuono, 26 luglio, again!

L'atmosfera stavolta è stata da grande parterre, dove la gente ferma gli atleti per farsi le foto e non riesce a camminare per le vie del Paese o della Piazza principale tanta è la calca di persone accorse all'evento.
Devi sgomitare, devi chiedere "permesso" per avanzare o entrare in "pista", laddove la pista è rappresentata dalle strade storiche del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono.

Tradizione riproposta, quindi, per la 92° edizione con la stessa formula da quando ho iniziato a correre da giovane guardando in TV prima le imprese di questi eroi: 10 giri del percorso e se ti doppiano devi fermarti al termine del giro compiuto!
Un'occhiata rapida ai partecipanti chiamati dall'organizzazione è stata subito data.
Sui Social Network già conoscevo nomi degli atleti italiani di spicco ed anche qualche rinuncia importante, ma il nome altisonante ovviamente tanto atteso, era quello di Yeman Crippa (FF.OO. Padova).

In realtà non poteva essere lui il favorito ma un sicuro piazzato in quanto tra i pettorali bassi quel pomeriggio madonita vi trovavo degli atleti keniani (ben due) dalla canottiera bianca e spalle arancioni, proprio quella che indossa Kenenisa Bekele e gli atleti del suo Manager di fama internazionale!
Squadro dalla testa ai piedi entrambi gli atleti, leggeri, muscolati, fortissimi, uno di loro avrebbe vinto di sicuro (e così alla fine è stato, con la vittoria di Kwemoi, giovanissimo keniano).

La pattuglia di Siciliani era altrettanto di prim'ordine, con Scialabba idolo di casa, seguito da O. Zoghlami, Agnello, Gerratana, Brancato, Terrasi, Spinali e senza nulla togliere al sempre fortissimo Hamad Bibi.
Presentazione, primi attimi di gara, passaggio attorno la fontana...
Mancava soltanto Yuri Floriani assente per i postumi della caduta rimediata ai Campionati Italiani sui 3.000m siepi mentre stava lottando per la vittoria.

Sapevo già che mi avrebbero doppiato e pensavo di cucirmi la mia gara su altri avversari, partendo con calma e senza strafare.

Al via la partenza è spedita tant'è che subito devo inseguire tutti i miei diretti avversari che forse si fanno prendere troppo la mano.
Noto con dispiacere che non riesco a correre molto forte in discesa e faccio fatica a tenere il loro ritmo.
Intanto tutti i migliori italiani si allontanano dopo i primi due giri mi accorgo purtroppo quanto corrano forte e quanto avrei dovuto impegnarmi, di più di quanto già facessi, per non perdere troppo terreno.

Avevo in mente di chiudere la gara, di completare i 10 giri, avessi anche dovuto sgomitare con la folla festante che all'arrivo del primo assoluto, lascia le transenne ed invade le strade e quindi il percorso di gara.

La mia scelta in gara è rivolta alle Adidas Adizero Boston (5° o 6° versione non cambia molto se non nella tomaia) che in occasioni come questa utilizzo con maggiore conforto rispetto alle Adizero Adios Boost.
Quando sai che dovrai affrontare tanti chilometri di ripida discesa ad alto ritmo, meglio optare per qualche grammo in più di protezione, tant'è che comunque la Boston resta sempre una gran scarpa performante e la mia struttura fisica ne uscirà senza alcun danno da una corsa così massacrante.
Ancora a 37 anni, poter correre senza alcun problema fisico ed optare su delle scelte più o meno ragionate è un vanto.

Stavo gestendo la corsa nel migliore dei modi, ma la salita di Via Mario Levante dopo i primi 4 giri corsi più o meno costantemente, iniziava a sentirsi sempre più pesante nelle gambe, ma non nella testa.
La folla incitante è sempre generosa, capisce quanto tu stia soffrendo, in special modo mentre affronti gli ultimi metri prima dell'agognato ristoro in discesa.
Cerco alle volte in quelle tornate, inutilmente, di scorgere chi sta facendo il tifo per me, ma è tanta la sofferenza che non riesco ad accorgermene se non con la coda dell'occhio chi fosse il tifoso che scandisce il mio nome.
Avevo qualche giovane a tiro ed ho fatto il possibile per avvicinarmi a loro, mentre Luigi Spinali, dopo avermi sorpassato, fuggiva via proprio in discesa lasciandomi alla fine della corsa un intero minuto... tanta era la sua agilità rispetto alla mia...

A Castelbuono non puoi mollare, se nò ti ritiri, come ha fatto Crippa, in evidente difficoltà e magari con la testa ad imminenti impegni agonistici ben più importanti.
Tanto era l'abbraccio della gente sulla sommità, testa china e avanzare!
Devi spingere a tutta in salita, recuperare qualche centinaio di metri in discesa a ritmi alti e ripartire ancora più forte, prima di re-immetterti in piazza dove la folla ti spinge e ti fa affrontare nuovamente la lunga salita.

Quando corri attorno la fontana, con tutto quel pubblico sembri essere in passerella, ed è un'emozione indescrivibile!

La corsa ormai era entrata nel vivo ed al 7° giro giunge il primo assoluto, Kwemoi, come un falco danzante in salita, lui e la sua corsa potente ed elastica.
Impressionante.

Successivamente sarò doppiato da altri atleti, stranieri ed italiani ma la mia condizione in gara rispecchia esattamente quella in allenamento e penso solo a concluderla questa corsa...

In discesa non c'è storia, ma dall'8° giro inizio a sentirmi meglio e provo a ricucire il distacco sul Giovane Filippo Russo (Monti Rossi Nicolosi).
Noto che corro con maggiore facilità e passo il bravo atleta allenato dal coach Pafumi all'inizio del 9° giro, staccandolo definitivamente.

Mi concentro per l'ultima tornata, per entrare in classifica, mi sentivo sempre meglio ed immagino di abbassare il tempo sul giro conclusivo, quando, attorniato in Piazza dai giornalisti e curiosi accorsi per festeggiare il primo arrivato, provo ad affrontare l'ultima tornata, trovando dinanzi a me un muro umano che definitivamente mi ferma...

Periodo non dei migliori ma queste gare aiutano a non arrendersi mai!
Comprendo che non potrei proseguire oltremodo e sconto la grave onta di non spuntare in classifica generale proprio quando all'ultimo giro ero al 20° posto...

Mi dispiace molto ma penso che avrei dovuto impegnarmi di più per riuscire a passare senza alcun impedimento, come era già capitato in altre edizioni...
Resto elettrizzato ed in parte amareggiato; discuto degli antefatti di corsa per tutto il viale del ritorno con l'amico Hamad Bibi, anche lui non proprio soddisfatto del suo Giro, ma ormai ci godiamo la festa di S. Anna ringraziando gli organizzatori che ci rimandano al loro prossimo evento, un Cross a Novembre.

Tornando a Palermo scorgiamo delle nubi cariche di pioggia e lampi che appena ci sfiorano, quelle nubi che hanno reso l'atmosfera del Giro più fresca e godibile.

Un'altro anno, se Dio vorrà, saremo nuovamente al via, un'altra volta a soffrire e desiderare di chiudere 'a cursa per la gloria!

(Ringrazio per le splendide foto P. Ponente, Giovanni Certomà e per il servizio oltre che la vicinanza agli atleti, come di consueto, Sicilia Running)

lunedì 24 luglio 2017

Aspettando il Giro di Castelbuono In Una Irripetibile Atmosfera

Il podio, in un Campionato Provinciale sempre
ben organizzato
Castelbuono, 16 luglio.

...la pioggia a Luglio, in Sicilia, qualcosa di estremamente raro...

Si parte la mattina presto, il cielo è come di consueto azzurro e sereno, ma spirava un forte vento.
La frescura portava soltanto positività, visto che comunque mi aspettava una gara quasi stronca - gambe.
Si tratta della riproposizione "open" del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono, la corsa podistica su strada più antica d'Europa.

Laddove giorno 26 luglio affronterò con i migliori tra i mezzofondisti internazionali e nazionali ben 10 giri del durissimo percorso ormai conosciuto e temuto da tutti, questa domenica appena trascorsa abbiamo corso su un tracciato allungato all'occasione che ha previsto 5 giri per un totale di 7,3 Km.
Poca roba rispetto alle 10 "coltellate" alle gambe che dovrò affrontare tra pochi giorni.

Ma per adesso la vita procede tra mille impegni ed il tempo per allenarmi in compagnia è sempre più raro, quindi correre in gara è importante quanto un buon allenamento, come quello appena svolto domenica scorsa.

Il Prof Liga ha provato in ogni modo a dare una "svegliata" alle mie gambe ed alle volte rispondo anche bene ma capita che, anche a causa del poco riposo, quando tiro fuori il massimo da un allenamento svolto in pista, passano giorni prima di tornare a correre decentemente.
Non potrò certo più recuperare come quando ero più giovane, ma non si possono accampare scuse quando la giornata procede freneticamente senza mai concederti riposo...
Non è una bella realtà, ma è il prodotto del mio attuale stile di vita.

Partenza!

Confesso che erano giorni che mi sentivo giù ed in special modo negli ultimi tre prima della gara di Castelbuono sentivo le gambe legnose, senza euforia... brutto segnale...

Non avendo scaricato, mi presentavo alla corsa "open" carico di lavoro, ma ero entusiasta di mettermi alla prova con qualunque avversario si fosse presentato.
Uno tra tutti, Mohamed Idrissi, tra l'altro reduce da buoni risultati anche in Pista (superficie che mi manca quest'anno a causa dei malanni stagionali).

Castelbuono è circondata dalle Madonìe e quando sopra le nostre teste iniziamo a vedere minacciose nuvole nere, qualcosa ci porta a preoccuparci seriamente.
Tutto ciò avviene durante il riscaldamento, a pochi minuti dal via previsto dall'organizzazione.

Poichè chi corre da anni conosce bene il comportamento del meteo, intuisco che la pioggia che sarebbe caduta poteva essere molto violenta e così è stato: un acquazzone durato mezz'ora si è abbattuto in paese travolgendo tutti i podisti di Piazza S.Anna.
Trovato un riparo "alla buona" iniziamo a raffreddarci e temo che la corsa potrebbe essere annullata tant'è l'incedere della pioggia.
Fortunatamente tutto questo dura mezz'ora finchè le nubi iniziano ad aprirsi e far spazio ad un pallido sole.
Il via sarà dato 5 minuti dopo la quiete tempestosa, tra la concitazione dei partecipanti che scalpitavano da tempo.

Salita di Via Mario Levante, miete come di consueto le sue vittime
Come nella Corsa Internazionale, si parte direttamente nella temibile salita di Via Mario Levante che provo a "ripassare" dopo anni di assenza per svariati motivi.
Subito dopo il via si crea un quartetto al comando e comunque mi metto di impengo a tenere alto il ritmo e provare le mie doti di resistenza.
La salita di Castelbuono la ricordavo più lunga, ma tant'è... quando arrivi alle ultime tornate e sei molto stanco quella salita sembrerà molto ma molto più lunga e difficile.

Superata la prima rampa ed affrontato il primo giro, mi porgo nuovamente davanti e resto a fianco di Idrissi: chi non ce la fa inizia a staccarsi proprio su quelle pendenze e cerco di recuperare nella successiva discesa ovviamente resa scivolosa dalla pioggia.
Affrontiamo con cautela ogni curva e le tipiche "S" del percorso molto dinamiche che portano fin sul traguardo.
Noto che Idrissi è comunque pimpante e si mette spesso avanti con discreta agilità, ma resto concentrato.

In quei momenti il sole inizia a farsi di nuovo prepotente, ma la frescura della pioggia mattutina, in quelle strade, rende l'atmosfera davvero magica.
Il terzo giro prosegue all'unisono e Mohamed resta avanti pochi metri cercando di tenere alto un ritmo comunque sostenuto sin dall'inizio.

Passaggio suggestivo che NON si avrà nella corsa Internazionale
Purtroppo, al termine del suddetto terzo giro, nel tratto aggiunto del percorso, ricavato su di una strada stretta per accogliere due corsie di podisti, la moto apri pista con molta leggerezza si trova di fronte alcuni doppiati che rallentano il nostro incedere e mi trovo di colpo impossibilitato ad inseguire Idrissi che nel frattempo con maggiore agilità supera moto e doppiati e va avanti liberamente.
Perdo quei 15 metri che irrimediabilmente mi frenano e, nonostante avessi provato a recuperare immediatamente sulla già lunga salita del quarto giro, cedo mentalmente e lascio spazio al mio diretto avversario che si invola verso la vittoria.

Provo a spingere nel quinto ed ultimo giro trovando ancora buone forze, ma i secondi di distacco diventano addirittura 27 decretando la giusta vittoria al portacolori della ASD Mega Hobby, dell'omonimo negozio di calzature sportive del nisseno.

I miei racconti, come di consueto sinceri, consegnano la giusta vittoria e la evidente superiorità quella domenica di Idrissi, ma onestamente avrei preferito che fossi stato io stesso a cedere durante la gara e non "leggermente" danneggiato dalla moto che ha peccato di un pizzico di inesperienza.

La classifica, si può trovare a questo indirizzo.

Questa volta è andata così, un buon secondo posto e tanti sorrisi, con il cielo ormai sgombro da quasi tutte le nubi :-)

L'arrivo, sotto i riflettori... solari!
Non ero molto stanco al termine della corsa, ma nemmeno tanto fresco: ho dovuto stringere i denti per affrontare il giro n°4 ed il giro n°5.
Ovviamente sono preoccupato per come andrà il 26 quando ce ne saranno 10 salite in un frenetico sali-scendi, ma potrò essere più scarico e spero (sempre) meglio allenato.

La trasferta è stata elettrizzante, in ottima compagnia e respirare tanta aria buona è stata un toccasana.
Ancora una volta il motivo che mi porta ancora a correre, soffrire ed impegnarmi per un buon risultato :-)

(Ringrazio come di consueto Sicilia Running per il servizio fotografico e le foto oltre che la rubrica 4 chiacchiere di corsa presente su Facebook con foto della sempre gentile e disponibile A. Ponari)

lunedì 3 luglio 2017

Monreale - Vittoria sullo sfondo del Duomo

Monreale - 18 giugno.

Premiazioni, con la vincitrice!
Muoversi fuori Città in questo periodo non è semplice, le esigenze familiari aumentano e sono sempre presenti e posso "sfogarmi" per il tempo necessario durante la settimana, inventandomi alcune volte i luoghi di svolgimento degli allenamenti.
Tutto questo mi allontana dall'insieme del gruppo di allenamento, mi esilia e mi vede lontano dall'occhio vigile del Prof. Liga che accetta questa mia fase transitoria, un pò amaramente ma conosce le ragioni.

Il (vero) caldo arriverà ben presto, quello che ti sfianca anche solo nel lungo lento e che quest'anno sicuramente mi vedrà correre meno chilometri per provare a puntare sulla qualità degli stessi.
Nel frattempo, oltre i canonici 15 - 20 Km giornalieri di fondo non si va ed abbiamo preferito comunque recuperare alcune doti di velocità, privilegiando gli esercizi di tecnica di corsa (ed è l'impegno giornaliero nel trovare il tempo di svolgerli).

Sono tante, troppe le prove in pista nelle quali mostro evidente sofferenza, ma la mia attenuante è non avere degli orari prestabiliti (alle volte vado incontro al caldo opprimente) e non potermi quindi allenare in compagnia.

Chi si allena in gruppo sa bene di cosa parlo: un atleta come me tira fuori il 110% del potenziale giornaliero se riesce a confrontarsi con qualcuno nello stesso allenamento e conseguentemente i risultati si abbassano.
Per fare un esempio, un giorno mi è capitato di dovermi allenare (come spesso capita) di tutta fretta al boschetto e non poter aspettare il gruppo che eseguiva lo stesso mio allenamento.
10 volte i 500m (R.2') su di un circuito in campestre di terra battuta riparato dagli alberi che da un minimo di ristoro dal sole.
I primi 5 corsi da solo veleggiavano sul tempo di 1'33" sotto gli occhi dei ragazzi che si riscaldavano.
Appena il gruppo ha iniziato l'allenamento, mi sono congiunto a loro ed i tempi si sono abbassati su 1'27" - 1'26" con notevole impegno da parte mia, fino alla fine, tanto che il 1.000m previsto in pista non sono stato capace di correrlo.

Partenza, buona la partecipazione di runners e pubblico!
Da ciò si evincono questi aspetti: non ho sufficiente allenamento e chilometri (di qualità intendo, perchè correre al mattino è anche qualità, si attivano processi metabolici che inevitabilmente migliorano la tua forma fisica), non riposo mai abbastanza e quindi arrivo quasi sempre stanco agli allenamenti, ed infine... da solo i tempi realizzati in compagnia non sarei mai stato capace di realizzarli!

E la vita va avanti così, senza mollare, con il massimo dell'impegno che al momento posso esprimere e con il pensiero rivolto verso alcuni eventi che nell'anno in corso non ho potuto prendere parte.
Non li voglio elencare ma vorrei correrli nel prossimo 2018...

Per il momento posso restare confinato nella mia bella Sicilia per gareggiare e provare a divertirmi e tenermi in allenamento in quelle gare su strada che mostrano le bellezze culturali e paesaggistiche della mia terra.

Così, a pochi chilometri da Palermo, si erge la Città di Monreale, meta di visita da parte di migliaia turisti che, oltre a vedere dall'alto il capoluogo Siciliano, vengono a vedere il meraviglioso Duomo.

La gara, infatti, si snoda lungo le vie centrali della cittadina, percorso modificato rispetto alla mia ultima apparizione di qualche anno fa, che mi vide presente sul podio assoluti.
Percorso sempre nervoso, saliscendi continui e, dato che è stato allungato saggiamente al fine di evitare file e file di doppiaggi confusionari, reso ancora più duro da altri vallonamenti spaccagambe.

Testa a testa (Foto Sicilia Running)
La prendo come allenamento quando non ci sono avversari di un certo peso che sicuramente mi batterebbero (come Hamad Bibi ad esempio) e provo un approccio passivo senza mettere troppo impegno e puntando sulla regolarità.

Così facendo ho ottenuto buoni risultati in altre gare di paese.

La cittadina mi accoglie con i favori del pronostico ma dei tuoi avversari non puoi mai fidarti, quindi cautamente parto dietro il gruppo che inaspettatamente dopo alcune centinaia di metri, si trova in fila allungata fino a che al termine del primo giro, mi trovo in solitaria compagnia del solido atleta Universitas Palermo, Filippo Porto.

Quella domenica sembrava davvero deciso a mettermi in seria difficoltà, con continui rilanci sul ritmo e la sua azione è così incisiva da staccare altri bravi atleti come Cimò e Buccafusca.

I cinque giri del percorso, per un totale di 9,3 Km, si susseguono con una lotta testa a testa continua; dal mio canto provo a stuzzicare la bravura del mio avversario gettandomi a forte velocità in discesa costringendolo ad una mini-rimonta che poteva spezzare il fiato e la continuità del ritmo.

Il Duomo, sullo sfondo (Foto F. Bono)
Quando si supera metà gara la situazione restava invariata e, con il mio passo regolare ma deciso, sempre sul piede dei 3'25"/Km, provo un'accelerata nel tratto misto in salita discesa della parte finale del 3° giro, mettendo in definitiva crisi F. Porto.

Produco un forcing deciso senza troppo impegno e cerco di scavare tra me e l'avversario un centinaio di metri "di sicurezza".
Suona' l'ultimo giro, mi metto alle spalle per l'ultima volta l'antico Duomo e provo a sparire per le vie tortuose di Monreale, sorpassando la marea umana dei doppiati, stavolta ben distribuita sul lungo percorso.
Incremento di qualcosa il ritmo e provo un pò di fatica... le gare con i Big internazionali ed italiani sono ben altre, sempre ad inseguire fino all'ultima energia.

Qui, come mi ha sempre insegnato saggiamente il mio amico Francesco Duca, si deve saper gestire perchè ha importanza soltanto la vittoria (se hai la possibilità di coglierla), e così, superata l'ultima curva finale, felicemente, vinco nuovamente un'altra bella manifestazione su strada!

Tempo finale, 31'44" (media 3'24"/Km) e tanta contentezza per la premiazione :-)
Sono vittorie che ti danno morale, ti fanno andare avanti nonostante tutto.
La media generale, un pò fotocopia delle ultime apparizioni fa capire quale sia la mia reale condizione: non riesco a correre sui 3'20"/Km da solo ed in scioltezza come sapevo fare pochi anni fa, ma è questione di "miglior allenamento".
Arrivo!
Oggi sono un pò ridimensionato ma spero sia temporaneo in quanto ho voglia di correre una bella impresa, magari anche sul suolo siciliano, che sia davvero unica...

Per farcela serve tanto allenamento e buona qualità.
In questo momento posso provare a far bene su Pista, migliorare la mia tecnica di corsa e puntare agli appuntamenti di rilievo quali il Giro Podistico Internazionale di Castelbuono del prossimo 26 luglio.

Un grazie ai miei sostenitori ed a chi mi supporta in questo felice, intenso e delicato momento della mia vita :-)

(Ringrazio Sicilia Running per le foto ed il Servizio oltre che Adriana di 4 Chiacchere di Corsa su FB.)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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