41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo
Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 21 giugno 2019

Finalmente Le Brevi Distanze, o Quasi!

Copertina dedicata alla location Capo D'Orlando, tutta da correre!
Palermo, Aprile - Maggio 2019

Terminata la Milano Marathon è finalmente ora di cambiare distanza.
Onestamente avrei puntato tutto sugli eventi in pista, tra i 1.500m ed i 5.000m, ma alcuni impegni su strada mi hanno "costretto" a cambiare la programmazione, allungando ulteriormente fino alla mezza maratona.
Al richiamo di alcuni organizzatori con i quali ho instaurato solide amicizie, non ho potuto dire di no e quindi ho cercato di stringere i denti portando a casa più risultati possibile.

Purtroppo ed a malincuore, in quelle stesse settimane del post Milano Marathon (andata comunque oltre le migliori aspettative) decisi di rinunciare ad un altro evento che mi ha emotivamente rapito lo scorso anno, ovvero la Super Maratona dell'Etna da 0 a 3.000m di 43 Km.
Servivano molti chilometri, tempo e dedizione per arrivarci veramente preparati, ma non ho potuto nemmeno iniziarla tale preparazione e così sono stato costretto a declinare dandomi appuntamento (spero) per il prossimo anno...

Tanto entusiasmo veniva, invero, smorzato da un periodo post-maratona parecchio stressante per vicissitudini legate alla vita privata e lavorativa, lasciando poco spazio al metodo e tanto all'improvvisazione.
Per circa due settimane, quindi, ho corso poco, ma ciò non ha influito negativamente, anzi mi è servito per rigenerarmi.
Il clima, tutto sommato era fresco, infatti mercoledì 17 aprile, svolgo un discreto allenamento sul giro ad anello del Piazzale dei Matrimoni (Palermo) di circa 960m quasi piatto, su terra battuta a tratti sabbiosa (quindi battezzato come un valido sostituto al 1.000m, che comunque non è!) correndo 5 x 1 giro (R.2') in 3'11" - 3'05" - 3'04".7 - 3'05" - 2'53".4.
L'ultimo giro chiuso così bene mi ha fatto sorridere, ero davvero vicino al personale degli anni recenti da papà!

1 - UNO
La poesia delle gare in Pista, le più affascinanti, distruttive e formative

Ormai era momento di tornare in Pista e dovevo rispondere presente dato che toccava al 10.000m in Pista regionale valido come CdS di Corsa previsto a Misterbianco (CT) previsto sabato 20 aprile nel tardo pomeriggio.
Passata la mattina a viaggiare in auto, trovare un attimo di riposo in camera e subito immerso nella prova principale, dei venticinque giri.
Tanti i protagonisti attesi, tra tutti Salvatore Laudicina ed il caro, vecchio Antonino Liuzzo, dall'alto del suo 29'16" (se ricordo bene) di circa dieci anni fa.

Durante le prime battute ero carico, positivo, forte di questi ultimi allenamenti brillanti e di comune accordo lasciamo andare via S. Laudicina, noto per le sue partenze fulminanti.
Con me e Liuzzo anche Alex Vizzini e qualche giovane promessa (a Siracusa lavorano bene ed i frutti si stanno raccogliendo).
Purtroppo il mio sprint (generoso, del resto non so rimanere dietro passivamente sull'anello rosso) dura pochi giri, quando passo dall'1'19" rapidamente ad una crisi di 1'25" che non sembrava avere fine.
Vengo passato da tutto il mio trenino e non mi perdo d'animo: purtroppo non avevo le gambe preparate per le distanze brevi, il recupero post maratona era stato troppo breve e poco rilassante ed il viaggio mattutino in auto non mi aveva aiutato.
Stringendo i denti, provo a rimontare una sola posizione abbassando a fatica i tempi sul giro, cosa che mi riesce nel finale, ma la scarsa sostanza è un 33'54" poco brillante e poco confortante.
Pazienza, resto entusiasta della bella rimonta del mio coetaneo Liuzzo che negli ultimi giri riprenderà al ritmo dei 3'00"/Km il ragazzo della provincia di Trapani che troppo aveva dato nei primi 10 giri.

2 - DUE

Una settimana dopo, tocca al Running Sicily, circuito di gare cui mi sono promesso di portare a compimento (è costituito da poche e belle manifestazioni), con tappa a Cefalù, giorno 28 aprile.
Durante tutto l'anno a Cefalù se vuoi sostare devi pagare il parcheggio a ore o frazioni di giornata, quindi per chi partecipa c'è comunque un obolo in più per poter tenere l'auto in sosta per tutta la mattina della gara.
La premiazione nell'inimitabile contesto in Piazza a Cefalù
In viaggio al mattino con l'amico Bibi, la località era poco distante da Palermo e con clima pacificamente primaverile, così Cefalù l'ho potuta godere nella sua infinita bellezza decisamente migliore che nel periodo estivo quando tracima di turisti ed il caldo ti entra nelle ossa.
La gara, dai numeri modesti (purtroppo dovuto alle troppe manifestazioni in giro per la Sicilia), si è svolta su un circuito da ripetere 6 volte che attraversava parte del centro storico, uscendo per qualche centinaia di metri e rientrando, lungo un impervio strappo in salita.
Tra i vari protagonisti al via, spiccava Vincenzo Agnello ed a seguire Mohamed Idrissi.

Come da pronostico, dovevo soltanto difendere il quarto posto, tant'è che subito dopo il via, avvenuto sotto l'immensità della Cattedrale, Agnello scappa via con estrema facilità.
Non avendo la brillantezza dei tempi migliori e visti i recenti impegni, provo a mantenere il valore espresso in pista al sabato prima, lasciando scappare via anche Bibi e Idrissi.

Chiuderò con una gara dal ritmo costante in 34'44", ma raramente mi sono trovato così bene a correre in un contesto paesaggistico così bello e fuori dal comune.
Rispetto alla gara quasi analoga che si corre in agosto interamente sul circuito medievale e chiuso al traffico veicolare, c'erano pochi turisti (per lo più stranieri) che passeggiavano insieme alla manifestazione podistica che non hanno mai intralciato la corsa o messo in pericolo gli atleti.
In questo caso, lo sport ed il turismo si fondono insieme...

In quei giorni post gara di Cefalù ho fatto fatica ad allenarmi, ricordo alcuni appuntamenti portati a termine con scarso risultato, ma almeno la soddisfazione di aver faticato insieme mitigava l'amarezza della scarsa condizione.

3 - TRE

Quando ricevetti l'invito per la storica Mezza Maratona di Terrasini, sicuramente non inserita tra i miei programmi e visto che l'organizzazione tutta lo meritava, non ho potuto dire di no.
Così il 05 maggio ricalco le antiche strade che riecheggiavano tanti bei ricordi e altrettante cocenti sconfitte e provavo a sfruttare il forfait dell'ultimo minuto di Hamad Bibi.

Terrasini - Vittoria!
E' stata una lunga e calda passeggiata, la prima vera giornata di caldo in gara, gestendo al meglio lo sforzo per non finire a danneggiare il fisico che ancora doveva concludere un'ultima più importante prova la settimana susseguente...

Così cerco di far sfogare gli avversari del giorno, fino a che resto con un ultimo combattente che riceve il mio deciso attacco al secondo giro dei tre previsti lungo la salita del Villaggio dei pescatori: praticamente a metà gara.
Da lì in avanti resterò solo e gestirò nel migliore dei modi un allenamento spinto con l'unico intento di vendicare la sconfitta rimediata da Adil Lyazali patita nell'anno 2010, in volata negli ultimi 200 metri, quando male che vada coprivo il percorso in 1h10'.

Qui il cronometro non conterà affatto, la sequenza dei giri è: 25'36" - 25'41" - 25'48", ma la vittoria sì e con enorme felicità vincerò con un miserevole 1h17'06"!
Non ho mai nascosto la gioia ma forse, stavolta, il karma, l'avere pazienza e non mollare mai gli allenamenti e le gare negli ultimi anni che mi hanno visto cambiare stile di vita, ha pagato.

4 - QUATTRO

Pochi giorni dopo la vittoria a Terrasini ero davvero sfinito, ma ho avuto una settimana di tempo per recuperare e dare il massimo per l'evento più importante: la Mezza Maratona di Capo d'Orlando dell'11 maggio, sul lungomare di un altro splendido luogo dove passare le vacanze estive, con le tante e suggestive spiagge.
Il prevedibile vincitore era Antonino Lollo, atleta da circa 1h07' sulla mezza e nel suo periodo migliore agonisticamente parlando.
Il clima, seppur fresco e ventilato, dato l'orario di partenza previsto nel tardo pomeriggio quando il sole non ancora rovente ti bacia la fronte, ha messo in difficoltà gli atleti ma nemmeno troppo visto che ancora non eravamo entrati nella vera estate siciliana.
Percorso velocissimo e completamente piatto sul già citato lungomare per un totale di quattro lunghi giri.

Dopo lo start Lollo era andato via, ad occhio stimavo un suo primo chilometro intorno i tre minuti, quel ragazzo correva a gas spalancato e motivato ad abbattere il suo personal best (non ci riuscirà per una manciata di secondi).
Dovrò vedermela con nuovi e "inediti" avversari, uno tra questi un ragazzo poco più grande di me con il quale (strano a dirsi) non ho mai avuto a che fare in gara: Gianfranco Ucciardo.
Terrasini, premiazione!
Stoico quanto determinato, correva con piglio deciso e senza mai una sosta sul piede dei 3'30"/Km tanto che mi chiedevo quando avrei notato un momento di flessione.
Infatti la flessione dovevo provare a dargliela io, correndo in certi tratti intorno i 3'23"-25"/Km, senza riuscire a metterlo in difficoltà.

Sfruttando i compagni della distanza più breve (la 10 Km), devo attendere molto prima di iniziare a fare i conti solo con lui, il tenace Gianfranco, molto tifato dall'esterno.
I primi due giri vanno via rapidamente, in 18'17" e 18'53", ma della flessione ne benificiano tutti, anche gli inseguitori, un paio, sempre presenti a non troppa distanza.
Il sole inizia a calare e sembra una di quelle giornate calde quando i turisti, stanchi di una estenuante giornata al mare, chiudono gli ombrelloni e decidono di rincasare.
Ero stanco come loro, di un tour de force non voluto ma obbligatorio.
Qui a Capo d'Orlando era in gioco il valore di un'amicizia, non un titolo regionale di Mezza Maratona di cui mi importava quel poco che bastava per donarlo alla Monti Rossi.

Dovevo quindi dare tutto e salvare almeno la seconda posizione, messa a serio rischio da questo, nuovo, vecchio avversario mai incontrato così a stretto contatto.

L'ultimo giro risulterà decisivo e maledetto io che inizio l'allungo poco dopo, quando la strada si impenna di poco prima di tornare piattissima.
Dovrò correre un intero giro lungo più di cinque chilometri in completa apnea, cercando di raggiungere quanto meno l'estremità opposta del lungomare prima di avventarmi sul traguardo.
Mi si raggelava il cuore e mi si ribolliva il sangue, tanto ero impegnato.

Fortunatamente, il kick ce l'ho ancora buono e così il mio attacco fa male ad Ucciardo e riesco a staccarlo definitivamente, ma devo stringere i denti, il tutto per correre il 3° giro in 19'27" (quello dell'attesa) ed in 19'04" la tornata finale (quella dell'attacco conclusivo).
La foto mente: al termine dell'evento di Capo
d'Orlando ero stra-sfinito!
Nel caos dei doppiaggi, quando ormai la luce scarseggiava e Lollo già rilasciava interviste, accenno un allungo senza un perchè e chiudo (fortunatamente) al secondo posto in 1h15'39" piegato in due dalla fatica.
A soli 4 secondi si involava come un falco predatore Francesco De Caro, con chissà quale forte rimonta degli ultimi due chilometri, capace di dare una batosta alla gara coraggiosa e tutta all'attacco di Gianfranco Ucciardo, relegato al quarto posto assoluto.

La serata non si conclude prima della premiazione, svolta in serata che virava a notte.
Iniziata di gran lena la parata sul podio della dieci chilometri, l'amica Cinzia, seppur bravissima a non perdere calma e lucidità, mi premierà ben tre volte (secondo posto assoluto, titolo regionale e primo posto M40) prima di abbandonarci al nostro alloggio, con le forze fisiche e mentali ormai in avaria (tutta la famiglia inclusa).

Dopo un'esperienza così dura, deciderò di prendermi una pausa rigenerante dalle gare e deciderò di scegliere solo pochi eventi estivi: la gestione del caldo lo scorso anno ha provocato molti problemi, costringendomi a rivedere molte scelte...

(Ringrazio Sicilia Running e la gentilezza dei fotografi incontrati lungo questo cammino)

giovedì 6 giugno 2019

Milano Marathon - Una normale, entusiasmante giornata piovosa!

Il giorno prima dell'esame...
Milano, 07 aprile.

Arrivare impreparati ad una gara, che può essere mai?
Non è poi così tanto divertente se quella gara rappresenta la distanza regina in assoluto nell'atletica (...su strada per non offendere nessuno), cioè la Maratona.

Conscio che più di "tanto" non avrei potuto fare e che anzi potevo mettere in preventivo l'eventualità di una cocente crisi, mi sono dedicato dal venerdì al sabato pre-gara alla scoperta degli amici dell'expo ed alla consueta visita della Città ormai mutevole (in meglio) di anno in anno.
Lasciata la famiglia a casa per varie vicissitudini (che ringrazio apertamente) ho potuto rilassarmi in vario modo e divertirmi, seppur per qualche decina di ore.

Il clima era abbastanza caldo-umido per gli standard milanesi ma già a me andava bene così.
Al mattino della gara, invece, il tempo era messo sul bruttino...
Sapevo delle difficoltà ormai vissute lo scorso anno dell'ingresso ai giardini Montanelli, così mi sono recato con ampio anticipo ai cancelli che ho superato in fretta e, come tantissimi comuni mortali, ho aspettato per la mia sosta - lampo ai bagni chimici.

Niente sub. due ore e trenta, quindi ci stava l'ultimo "alleggerimento dello stomaco" che ormai mi capita ogni qualvolta sto per affrontare delle gare importanti.
La colazione era stata fatta abbondantemente ma senza esagerare, dato che nei giorni precedenti ci avevo dato dentro con i carboidrati.

Tutto rientrava nella norma, compreso il riscaldamento, lento, svogliato e breve.
Ma in realtà di correre avevo una gran voglia, anche se non avevo ancora deciso a quanto andare: lo avrebbero deciso le lepri ingaggiate dalla Manifestazione!

Già presenti lo scorso anno, l'accoppiata di Campioni della Nazionale di Atletica Leggera degli anni passati Giovanni Gualdi e Stefano Scaini, si ripropongono come Lepri di lusso ingaggiate per correre entro le 2h40' ed aiutare più persone possibile a raggiungere tale scopo.

Se il ritmo fosse stato di 2h35' mi sarei buttato lo stesso, anche se con qualche dubbio di troppo, ma vedere quella proiezione di 2h40' messa sul piatto d'argento con due atleti così esperti e preparati, mi vedeva ancora più rilassato di quanto non lo fossi già.
In realtà, purtroppo, il nervosismo attaccato allo stomaco non mi aveva aiutato ad evacuare del tutto e ciò, purtroppo, mi porterà problemi seri più avanti...

Alla partenza, quindi, mi assesto sulla sintonia trasmessa dai due pacers di colore giallo fluo e alle volte accenno ad un dialogo, per smorzare i toni.
Il cielo era molto più che grigio ed accennava a piovere, proprio pochi attimi dopo l'inizio della corsa.
Mi guardavo intorno ed il gruppo presente era molto folto, consistente di una decina di unità, più la forte croata Nikolina Sustic che corre con gran facilità una maratona a settimana.
Questa volta, con grande determinazione, tentava di correre sotto il minimo richiesto per i Mondiali di Maratona, 2h38'.
Guardavo più avanti e la gente scappata via era davvero tanta, al che pensavo a voce alta: "Stiamo andando piano noi o sono loro ad essere così veloci? Saremo almeno al centesimo posto..."

Ma con l'esperienza maturata negli anni non me ne curavo affatto e lasciavo correre.
Quasi quasi mi ero pentito di aver lasciato in borsa gli occhiali da sole, ma in quelle prime battute di sole ce ne stava davvero poco...
Passaggio al Duomo, sotto una pioggia fresca e intensa
Al passaggio accanto il Duomo di Milano stavamo ballando sotto la pioggia, ma la mia psiche non ne risentiva perchè più fresco era il clima e più sarei andato forte.
Lo sapevo e tanta fresca pioggia mi gasava.

I primi chilometri della Milano Marathon corrono via facilmente in mezzo al pubblico, tra l'altro sono riusciti ad allungare la fase proiettata sul Centro Città di qualche chilometro, diminuendo quindi la parte destinata all'abbandono in periferia.
Da un lato è una scelta dalle mille ovvietà per dare motivazioni ed ascoltare il maggiore calore del pubblico, ma dall'altro si corre maggiormente su attraversamenti stradali ricchi di pavè, basolato e tracce delle linee del tram, parecchio fastidiose per la meccanica di corsa.
In più credo di aver notato qualche curva di troppo, ma è inevitabile se vuoi correre in Centro.

Tutto questo dura circa 12-13 chilometri, poi è il momento di andare in periferia e passare per alcuni punti come il Mi.Co o l'ippodromo milanese e San Siro, situato ben oltre la mezza maratona.
Tutto questo ti rincuora perchè sai che stai tornando indietro, verso l'arrivo, che il più è stato fatto, ma le cose sarebbero più dure se non ci fosse l'animo smosso dal duo Gualdi - Scaini, sempre e solo positivi con noi del gruppone.

Ogni tanto provo a dar man forte al loro lavoro e mi propongo di dare una mano alla Sustic, ma lei ha uno stile di corsa aggressivo che prende spesso posizione in gruppo con una certa autorità, quasi scalciando.
Devo stare attento per non scatenare una carambola o una perdita di equilibrio...
Quindi dentro di me cerco di mantenere la calma e distrarmi in qualunque modo, anche quando un gruppo di automobilisti inferociti (ma perchè non fanno così quando chiudono un quartiere intero per il gioco del pallone?) strombazzava per qualche minuto in più di coda...
Il nostro gruppo, allegramente rideva e ringraziava di "cotanto incitamento" :-)

Il passaggio alla mezza ci vede ancora in tanti ancora vivi, ma non sapevo quanta autonomia mi sarebbe rimasta a quel ritmo (1h18' di passaggio alla mezza maratona) prima di capitolare...
E invece no, il problema più grosso in quel momento era dovuto dai crampi allo stomaco, prima lievi, poi sempre più pressanti.
Primi metri di gara con a fianco Padre Puccio, Athletica Vaticana

Ormai contavo i chilometri e dopo il 25° K iniziavo a cercare bagni da tutte le parti.
Cercavo di tenere il più possibile e di combinare la crisi di mancati allenamenti con quella dovuta alla sosta forzata in bagno che avrei dovuto fare, ma non me la sentivo di perdere il trenino così ben collaudato.
Eppure non davo segnali di cedimento, anzi i pacers iniziavano a dare delle "deadline", in special modo Giovanni Gualdi che annunciava che si sarebbe fermato prima del 35° Km...
"Ma come?!?" pensavo tra me e me...
Sarebbe stata una dura mazzata.

Il tempo di notare alcuni cambi di percorso, passando su alcuni tornantini della montagnetta milanese e già era tempo di tornare verso il centro cittadino, eravamo quasi lì e mancavano meno di 10K.

I dolori addominali iniziavano a limitare la libertà di movimento del mio corpo e stringo i denti, almeno fino al chilometro 35.
Gualdi saluta tutti e accende il fuoco della competizione interna al gruppetto: ognuno si scatena a modo suo ed io faccio la mia parte con un discreto allungo!
"Accidenti, sto attaccando! Ma allora posso farcela a fare un discreto tempo" sussurro a me stesso.

Un lungagnone straniero (forse belga) corre a leve spiegate e non ce la faccio, almeno in quelle condizioni, a tenergli testa.
In realtà stava correndo molto forte (si vedrà dalla classifica finale) ed io sono il secondo a seguirlo.
Il gruppo ormai è sfilacciato e parto all'inseguimento di chiunque veda anche come un piccolo puntino: di sicuro sarà scoppiato.

Ma ad un certo punto non ce la faccio più e con una mossa da vero "veterano" della corsa, mi nascondo dietro una siepe a bordo strada, allargo sulla destra la mutanda interna del pantaloncino e, senza sfilarlo via, sono costretto a mandar via i problemi dallo stomaco nel giro di una ventina di secondi.

Frame by frame della volata finale
Pensavo di ripartire senza energie e invece finalmente mi sento sbloccato, quasi rinato e riparto all'inseguimento di chi aveva approfittato della mia breve sosta.
Erano in due, che già erano parecchio lontani, quasi 200 metri.
Ma man mano che la strada si rifà avanti,acquisisco maggiore convinzione dei miei mezzi: la mossa di fermarmi si rivela azzeccatissima e ritrovo maggiore rilassatezza specie nella zona addominale.

Corro con entusiasmo e mi assesto sui 3'25"-30"/Km, obiettivamente di più non riesco a fare viste le mie reali condizioni di forma ma questa andatura mi permette di riassorbire i due che mi avevano passato in fretta.
Poco più avanti uno straniero con la canotta nera degli AR Runners viene palesemente incitato "sul campo" da un suo supporter che gli si mette davanti a tirarlo.
Sembrava scoppiato ma vedere questo comportamento poco sportivo mi da maggiore carica e lo passo con rabbia.
Potevo dirgliene quattro, ma preferisco risparmiare energie che tanto le sue erano ormai finite!

Ormai mancano meno di due chilometri e ne vedo altri due avanti.
E' impossibile andare a prenderli, forse dovrei aumentare il ritmo già per me sostenuto, già per me superiore alle aspettative per come si sta profilando il finale di gara, cioè in positivo.
Eppure vedo un "varco" raggiungibile e continuo a spingere forte.
E' l'ultima curva prima del rettilineo finale che porta sul traguardo, attraverso una nuova via e relativa modifica del percorso, spariscono per pochi attimi e li rivedo ormai molto vicini a me ma forse troppo lontani per raggiungerli sul traguardo.

Eppure innesto la volata consolatoria e cerco di raggiungerli.
Risulta tutto facile, perchè oltre ad essere "piantati" i due runners si erano rilassati alla vista del traguardo e li passo a pochi metri dalla linea del finish incitato dal pubblico festante e urlante.

Crono finale: 2h36'52" e 30° posto assoluto.
Not bad.

Cosa devo cercare da una gara così riuscita?
Non c'è niente di emozionante che chiudere (forte)
una Maratona ;-)
Solo le emozioni, purtroppo i miei tempi migliori sono lontani e ci vorrebbe ben altro per avvicinarmi, ma resto conscio che quello che ho ottenuto non è poi così facile da raggiungere e non sono tempi da fare tutti i giorni.
Oggi corro per divertimi e soprattutto per fare divertire chi si allena con me che trova grande stimolo in quello che fa.
Oltretutto con una famiglia che cresce è meglio dare ispirazione a chi raccoglierà la più bella eredità di tutto ciò che ho seminato: ovvero la giusta cultura sportiva che ambisce al risultato e che sogna di correre fianco a fianco con i migliori runners del mondo nelle più importanti manifestazioni, con sacrificio e dedizione.

Le mie motivazioni sono queste, trovare il tempo per correre, farlo tutti i giorni e dare la giusta carica al gruppetto che mi segue.

E Milano Marathon 2019 si chiude molto bene, ringraziando tutti coloro i quali hanno permesso di sorridere alla medaglia conquistata!

(Grazie a tutti coloro che hanno pubblicato le foto online o trovate sui Social Network)

lunedì 29 aprile 2019

Vivicittà 2019 - La classica primaverile eterna

La Gara Storica - Su tutte!
Palermo, 31 marzo 2019

Iniziavo a correre con il Vivicittà, non posso che continuare a farlo, per forza.
La manifestazione evoca tanti, troppi ricordi, di una Palermo che è cambiata, negli avversari, nei colori delle scarpe, nella fatica e nell'importanza della classifica.
Prima con tempi come il mio di quest'anno finivi buttato fuori dalla Top Ten, tanto era elevato il tasso tecnico, ma negli anni 2000 le manifestazioni di una certa importanza erano poche e di certo non erano inflazionate come lo sono oggi con una gara ogni settimana.
Resto fedele al Vivicittà, un tempo gara Top da 12 Km con i migliori specialisti italiani e stranieri a contendersi il titolo di migliore classifica compensata per Città italiane (ed anche estere), oggi resta una 10 Km pur sempre targata UISP ricca di significati legati al sociale e coniugati dallo sport che resta sempre e solo la Corsa.

Oggi il percorso è cambiato rispetto ai ricordi vintage di un tempo, un pò del tutto sbiaditi, ma oggi guardi le foto di quest'ultima edizione, bella, fresca, ventilata e soleggiata e credo che chiunque abbia corso (dalla competitiva di 10 K alla non competitiva di 3 Km per le famiglie) sia tornato con il sorriso stampato in volto.

Personalmente esco (nuovamente) dall'ennesimo malanno stagionale, causa un altro brutto contagio in famiglia che non mi ha permesso di portare a termine una già claudicante bozza di preparazione alla Maratona di Milano ormai alle porte.
Ultimamente Agnello ha fatto grossi miglioramenti
soprattutto sul piano del costante alto rendimento
Volevo correre la Mezza Maratona di Pergusa e non fu possibile, inoltre ho passato diverse giornate di fiacchezza e gambe pesanti prima di "ingranare" nuovamente con ritmi accettabili.

Sfortuna volle che proprio la domenica di Pergusa, il 24 marzo, durante l'uscita per il lunghissimo delle 2h30', mi sono dovuto fermare per soccorrere un podista della domenica svenuto davanti ai miei occhi.
Sono rimasto lì per tutta la durata dei soccorsi, così come tanta altra gente che stava correndo nei pressi di Mondello e purtroppo questa persona sconosciuta al mondo della corsa probabilmente non ce l'ha fatta...
Inutile aggiungere altri commenti, purtroppo anche per improvvisare un allenamento è utile sapere come sta il tuo cuore con un buon check up medico...

Durante la settimana del pre-gara del Vivicittà, solo un'uscita positiva consistente in 4 x 18 minuti forti + 4' corsa attiva (per simulare il classico 4 x 5.000m + Recupero 1.000m attivo) lungo il percorso del giro dell'Addaura con l'aggiunta del giro di 4 Km di Mondello Valdesi durante una pomeriggio funestato da vento e freddo.
Contento di averlo portato a termine, più di così non ho potuto fare, ma sono cosciente che a Milano potrò correre forte solo se il clima di gara si manterrà molto fresco.
Allora in quel caso potrò rischiare nuovamente il 2h35', altrimenti cercherò di limitare i danni.

Con questo discreto carico sulle gambe, quindi, non c'è stata occasione migliore che correre il "medio da 10 Km" come ultimo test prima della Milano Marathon.

Ultimamente sono rimasti pochi gli assi nella manica in Sicilia: da un lato Coach Polizzi fedelissimo alla Pista (per lui le gare su strada non hanno mai rappresentato "l'atletica") con il duo Ala - Ussem Zoghlami, dall'altro il Coach Ticali con il fondisti e maratoneti Vincenzo Agnello e Alessio Terrasi (senza contare altri nomi infortunati, il fortissimo prete Don Puccio, e la Campionessa Anna Incerti).
Dopo di loro, il nulla assoluto in termini di atletica giovanile...
Contento, più che mai!

Con la partecipazione di Vincenzo Agnello, ovviamente il nostro Vivicittà inizia con un piede diverso, quello dell'acceleratore schiacciato a tavoletta.
E se consideriamo che i primi due chilometri del percorso sono tutti i leggera e costante salita, un simile atteggiamento tattico potrebbe uccidere...

Bibi prova a stare insieme ad Agnello dopo il via, ma il bravissimo ragazzo marocchino trapiantato da tanti anni a Palermo, cede in fretta ed io provo con determinazione a tenere il margine su di lui il più ridotto possibile.
Già il podio è delineato e non c'è nessuno presente che possa insidiarlo.
Ciononostante non mi do per vinto e dopo un primo giro stancante affondo il piede per affrontare l'altro giro da 5 Km circa.

Insisto molto ma i postumi influenzali si fanno ancora sentire, così riesco a godermi Via della Libertà chiusa al traffico delle auto e mi godo il tifo degli appassionati presenti.
Con la compagnia dell'amico Hamad Bibi
insieme sul podio
Accuso un ritardo sul secondo giro di circa 40 secondi e chiudo al terzo posto in 34'37" che per me sta più che bene!

Subito dopo la gara accorro ad assistere mia moglie ed ormai è consuetudine: inizia la secondo competizione, stando appresso alle volate del mio piccolino :-)
E quando la gara competitiva è terminata, inizia la camminata per le famiglie che ha avuto comunque un bel numero di partecipanti.
Ed anche se, non essendoci nulla di competitivo, non ne vedo il motivo di una passeggiata stile "flash mob" (dato che è bello tenersi in allenamento, tutti i giorni), sorrido nel vedere tanta gente vestita con tante magliette bianche di cotone anni ottanta :-)

La premiazione fa sempre passare ogni fatica, oltretutto il giardino inglese mi ha visto crescere lì anche se non potevo recarmi tante volte quante ne avessi voluto, ma un'altra domenica speciale è riuscita bene, tutti insieme.

Adesso servirà il miracolo della Madunina :-)

(Ringrazio per le foto Sicilia Running e Fotomatti Palermo)

domenica 3 marzo 2019

CdS Cross a Vittoria (RG) - 2° Fase - E i Giovani dove Sono?

Buon secondo posto di Squadra e... peccato per non aver tesserato
Hamad Bibi con noi!
Vittoria (RG) - 25 febbraio.

Il titolo regionale assoluto lo vince Tony Liuzzo, uno che di professionismo ne ha fatto tanto per l'atletica, uno che ha gareggiato ad alti livello anche quando professionista non lo era più, per lungo tempo quando abitava a New York City e con il quale abbiamo fatto quelle due Maratone insieme.
Uno che ha smesso di correre diversi anni fa, salvo riprendere da pochi mesi tesserandosi per l'atletica Augusta e, comunque, già riesce a fare buona figura.
Ma vincere il titolo regionale assoluto, all'età di 40 anni (o quasi) fa molto riflettere sul movimento dell'Atletica in Sicilia.

Figuriamoci se l'avessi vinto io questo titolo, reduce da due settimane di allenamenti intensi ma rabberciati, praticamente ripartendo da Zero a causa di una doppia influenza nel giro di poco tempo (W la famiglia!) e con cattive sensazioni nelle ultime uscite.

Ad otto giorni dalla gara, in compagnia di uno dei pochi amici che capisce ormai le mie abitudini poco ordinarie e le esigenze dettate dalla famiglia (sarò ripetitivo ma ormai è una ovvia costante trovare spazio e tempo per allenarmi molto relativi) scuotevo la testa quando mi cimentavo con lui nei 15 x 500m (circa) (R.50") svolti al boschetto della Favorita, perchè non erano le stesse buone sensazioni di fine gennaio e perchè faticavo più del dovuto...
Eppure restavo in piedi pur macinando giri, ma il cronometro più di 1'33" - 1'30" forzoso non restituivano...

Freddissimo...
Ho provato un pò di tutto per ridare forza alle gambe, persino un allenamento forse troppo duro svolto giovedì 14 consistente nell'intera Scala Vecchia di Monte Pellegrino corsa troppo lentamente, troppo troppo e, successivamente alla discesa, con dei cambi di ritmo da 3 minuti e recupero attivo di 1 minuto, fino a casa.
Perchè avessi corso così piano era ovvio: con quei 3 giorni di stop forzato mi ero sentito così giù che ripartire non è stato facile, ma il periodo delle malattie è pur sempre un qualcosa che non puoi prevedere e, pazienza per tutto.

Arrivare a Vittoria non è una passeggiata per chi parte da Palermo.
Fortunatamente avevo con me la compagnia di Hamad Bibi, da quest'anno tesserato per la Mega Hobby di Caltanissetta, che aveva deciso di esordire proprio in questa gara.
Si sentiva in buona condizione, da tempo in ripresa, ma negli ultimi giorni si era fatto male a lavoro: una brutta botta al tibiale che lo faceva zoppicare un pò, e via con tre giorni di stop.
Ma lui è Bibi, quindi correrà forte ovunque e comunque.

Il viaggio come detto è stato difficile, il maltempo con forte vento perversava nell'Isola ed una gara come la Malta Marathon è stata annullata proprio quella domenica a causa del forte vento e maltempo.
Per fortuna, con tutta la dovuta cautela, non incontriamo particolari pericoli per strada, ma arrivare ci è costato oltre 3 ore di macchina, abbastanza stancante.
Ritmo sollecito sin dalle prime battute
Il cross, situato all'interno dell'ippodromo locale, si presentava su di un terreno esattamente uguale a quello che calchiamo durante gli allenamenti, quindi ero molto convinto di fare una prova onesta visto che i terreni scivolosi o molto pesanti non fanno per me.

Purtroppo il fortissimo vento ha rovinato la giornata, freddina ma molto nuvolosa, tanto che era difficile star fuori a guardare le altre gare dei ragazzini fino agli Juniores.
Pochi, come detto nel titolo i veri partecipanti con qualche ambizione di classifica...

C'era una autentica bufera, ma durante il riscaldamento con i ragazzi della squadra, ci abituiamo all'ambiente e proviamo il percorso che fondamentalmente non era altro che un larghissimo anello di un chilometro con poche curve molto ampie e filanti.
Leggero falsopiano all'inzio del giro, leggera discesa molto scorrevole e sul finale una altrettanto leggera salitina, tutto da ripetere dieci volte.

Alla partenza, qualcuno vuol fare il protagonista e parte molto avanti ed uno di questi è Casarrubea, un runner del Club Atletica Partinico che negli ultimi mesi si è messo in grande evidenza soprattutto nei Cross.
Era arrivato dietro di me nella tappa svolta in gennaio, a Palermo, anche con discreto distacco e quindi penso che stia sparando le cartucce troppo in fretta, anche perchè tutti i maggiori favoriti restano dietro.
Campo di gara con fango assente
Provo a stare attaccato a Tony Liuzzo fino a che la situazione resta in stallo, per pochi giri.
Il primo a prendere le redini dell'andatura è proprio Bibi che tira con se l'altro marocchino favorito, Mohamed Idrissi, suo compagno di squadra.
In realtà il gruppo ancora non si sfoltisce e con loro due restano avanti anche S. Laudicina (autore di un primo giro fortissimo), N. Mazzara, Liuzzo, Casarrubea e l'altro atleta giovane del CUS Palermo, Pizzitola.

Mi stacco troppo in fretta ed è già il quinto giro, metà gara passa velocemente in circa 17'04" al mio cronometro.
Provo a non mollare come è nelle mie abitudini ma non riesco più ad avvicinarmi a Liuzzo, mentre il giovane Pizzitola probabilmente finisce le energie e riesco a passarlo senza alcuna sua resistenza.

Di Casarrubea invece mi sorprende la sua tenuta dato che Liuzzo riuscirà a staccarlo proprio negli ultimi due giri, mentre io, causa anche un dolore al fianco, non riesco più ad incrementare e la mia 7° posizione resta quella...

Il ventaccio è sempre più forte, taglio con fatica il traguardo, giusto per provare un allungo e termino in 34'41" a soli 24 secondi da Liuzzo, il vincitore del titolo assoluti come detto.
Bibi si rammaricherà con me perchè, forse troppo assente dalle gare, commetterà l'errore di lasciare andare via Idrissi perdendo la corsa e dicendomi: "Io giocavo con lui, mi ha fatto l'allungo all'ottavo giro ma poi ho recuperato nel finale"... Bravi ad entrambi!

Tolti Laudicina e Mazzara (cat. Promesse maschili) che comunque si allenano tanto nel trapanese, chi è rimasto a correre a livello assoluto?
Campo di allenamento del Ragusano, tanti professionisti
si sono allenati qui
Davvero pochi e davvero male, dato che altri bravi atleti erano ad Acireale a correre su strada e nel mio cammino in gara ho visto forse troppi amatori, alcuni di loro con molte primavere alle loro spalle con più voglia di scherzare che veramente mettersi alla prova.

E tutto questo fa riflettere anche perchè se, stando davvero in una condizione atletica poco convincente finisco 7° (ed a podio regionale assoluto), cosa c'è nel prossimo futuro?
Poco, davvero ben poco.

E intanto la Monti Rossi Nicolosi con il suo secondo posto ai Campionati Regionali di Società vola a Torino a portare un pò di Sicilia ai Campionati Italiani di Cross del prossimo 10 marzo dove spero tanto di trovare più terra battuta possibile, l'unico scenario di cross più compatibile alla strada, almeno per riuscire a tirare fuori il mio solito carattere combattivo.

E... non dimentichiamo che la Milano Marathon è sempre più vicina!

(Ringrazio A. Monaco e M. Statello per le foto)

venerdì 8 febbraio 2019

Torna l'inverno e tornano i Cross

Bravo e ormai specialista delle 5K il nostro Lucio Cimò
Palermo, gennaio 2019.

Ricomincia una nuova stagione, con la Monti Rossi Nicolosi (riconfermata) e supportato dagli stessi sponsor e amici.
Ammetto che potrebbe essere la mia ultima stagione agonistica, la famiglia ha preso tanto tempo e tante energie, tali da rendere molte volte l'allenamento fisicamente e mentalmente difficile da correre come sono stato sempre abituato a fare.
Quando ti rendi conto che non riesci più a fare le cose per bene, è meglio inziare a pensare di concludere la tua attività e proseguire con nuovi progetti, come può essere il Coaching, con la giusta formazione.

Ma sto bene, non ci sono alcuni impedimenti fisici e sarebbe un peccato sprecare un altro anno che potrebbe regalare continue emozioni.
Certo, il titolo del post di per se è sbagliato: la stagione dei Cross ufficialmente apre intorno a ottobre/novembre per lo più nei paesi nordici (inclusa l'Italia, che annovera a se le sue note selezioni per le manifestazioni federali), ma qui in Sicilia prima che arrivi il primo vero freddo dobbiamo aspettare i mesi di gennaio e febbraio.

E quando fa freddo, magari con pioggi frequenti, ci si può allenare al parco su terreni appesantiti dal fango, alberi che inebriano l'aria di odori invernali ed erba umida: allora capisci che correre in campestre, magari con la maglia pesante a manica lunga respirando aria gelida ha un suo reale significato!
Nel finire dell'anno e per tutto il mese di gennaio, mi sono prodigato in vari allenamenti di Campestre con qualche "puntatina" nella gelida pista cercando qualche richiamo veloce.
Penso di aver svolto un buon lavoro, conscio del fatto che gli allenamenti sui percorsi da 500m e 1.000m metri circa nella pineta denominata "Boschetto" sita dentro il Parco della Favorita, sono andati bene.
Alle volte ho corso in compagnia ed è bastato questo a rendere più impegnativo e fruttuoso l'allenamento, e spesso abbiamo trovato delle belle giornate fredde ma soleggiate.
Altre volte, per mancanza di tempo, ho optato su un percorso privo di saliscendi ma a tratti sabbioso di circa 950m al Piazzale dei Matrimoni.
Partenza da un'angolazione inconsueta

Per me correre d'inverno ha questo sapore: immerso nella natura e lontano il più possibile dallo Stadio.
In fondo tutto questo è propedeutico alla prossima preparazione alla Maratona di Milano prevista in aprile, quindi tutto procede per il verso giusto.

Purtroppo non ho potuto prendere parte alla prima prova dei CdS di Cross previsti a Nicolosi lo scorso 20 gennaio a causa di impegni familiari legati a vari malanni che mi negavano l'assenza per più di un giorno e così a malincuore ho dovuto rinunciare ad una gara molto esaltante e, soprattutto, organizzata dalla mia Società Sportiva.

In realtà il battesimo della prima gara dell'anno l'avevo già fatto, ovverosia un Cross di soli 6 Km circa svolti all'interno del Parco della Favorita dentro l'area già denominata "Boschetto" domenica 13 gennaio.

Conoscendo bene il percorso e le insidie, mi sono invogliato a partecipare, pur storcendo il naso nel partecipare ad una distanza "atipica", troppo corta per me di 6 Km.

Il percorso ricavato all'interno di questa area ben sviluppata per la corsa, povera di erbacce e arbusti alti, si presta ottimamente per mettere a dura prova le gambe con continui cambi di direzione, saliscendi spezzagambe e spezzafiato, alcuni tratti che si riducono a fanghiglia scivolosa quando piove ed un terreno prevalentemente duro.

Grazie Fotomatti! (Trinacria)
Se correre l'anello corto di meno di 500m può essere in effetti noioso ma comunque più stimolante di freddi giri in pista, il percorso ultimamente ricavato di circa 1.000m ti garantisce un bel mal di gambe quando torni a casa, in special modo dopo aver coperto distanze intorno ai 10 Km o superiori.

Negli anni quest'area è stata oggetto di cross ed interpretata in vario modo, da altri allenatori che hanno sviluppato percorsi da 1 Km diversi tra loro ma tutti molto complessi.
Decisamente il più duro è stato negli anni passati quello del Coach Siragusa, ma nel tempo i riferimenti si sono persi e quindi si è optato per seguire il tracciato del Prof. Liga più facile da memorizzare e meno muscolare nel complesso in quanto minore in dislivello.
Se considerate il giro da 1 Km da ripetere molte volte, anche un minor dislivello fa molta differenza nei cross.

Purtroppo non stiamo parlando di ampie aree erbose e vallonate come quelle trovate negli anni passati nei parchi di Monza, in Emilia Romagna o nel Lazio, davvero superbe.
Quando si parla di Cross al Sud ho sempre trovato "meraviglie" nelle Pinete sabbiose di Catanzaro Lido (paesaggio tipico su molte altre coste calabresi), nella Pineta lavica di Nicolosi ed, ovviamente nella Pineta del Parco della Favorita.
La Pineta domina al Sud :-D

Così, una volta atteso il proprio turno, è stata la volta della mia gara, insieme agli assoluti.
Come era ovvio il favorito era proprio Lucio Cimò, da quest'anno in RunCard.
Mi aspettavo di tenere la testa con lui per metà gara prima di cedere, ma non ha atteso nessuno dopo il via, correndo un primo giro davvero forte, intorno i 3'10".
Io, con il mio 3'16" ero già secondo e staccato di molto e per giunta affaticato.

La partenza è stata fin troppo spinta per entrambi, tant'è che Lucio non riuscirà a staccarmi con assoluto dominio ma manterrà un vantaggio di poco superiore ai 30 secondi, pur sufficienti per vincere in scioltezza.

Io come al solito ho dato tutto e l'impossibile, tentando di accorciare le distanze o contando su un suo cedimento, ma una volta trovatomi completamente solo all'inseguimento, anche io stesso ho accusato il colpo ed i tempi sul giro si sono appesantiti.
Stringi i denti e corri! Foto A. Ponari
Confesso che nell'ultimo giro ero davvero "al gancio" ed ho rallentato volutamente per manifesta difficoltà fisica...
Male, considerato che le gare andrebbero corse in progressione positiva.

Anche stavolta ho provato a buttarmi senza risultato, ma i cross non riescono mai ad esaltarmi.
Con una gara di così scarsa importanza vale la pena tentare; se fossero stati i Cross a Nicolosi avrei optato per una gara più regolare e ragionata, va bene così.

Foto sul podio e premiazioni fuliminee da parte dell'Organizzazione che ha recuperato sui tempi morti e prima gara da M40: l'anno non poteva inizare meglio (considerate le ormai quotidiane difficoltà!)

Ringrazio per le foto gli amici del Good Race Team Palermo oltre che A. Ponari e Fotomatti Palermo)

P.S.: In queste ultime due settimane sono stato vittima di continui quanto pesanti malanni che mi hanno costretto a stare fermo per qualche giorno.
Ammetto di essermi demoralizzato un pò visto che stavo trovando una buona continuità anche in vista di impegni sportivi sempre più difficili in avvicinamento alla Maratona di Milano.
Troverò le forze per riuscire a risollevare sia il fisico che il morale... ancora una volta!

venerdì 23 novembre 2018

24° Maratona di Palermo - Ti ferisce, ma come puoi non amarla?

Mi sono subito affezionato a questa foto e continuo
a farlo nei riguardi del mondo del Running...
Palermo, 18 novembre.

Dopo quest'ultima, drammatica esperienza, arricchisco il mio bagaglio di gare di un'emozione nuova, mai vissuta in tanti anni di Maratone corse un pò ovunque: passare dal "Paradiso all'Inferno" in poco più di un'ora di gara.
A Palermo è possibile, ma nonostante tutto anche questa dura sconfitta mi ha fatto apprezzare il volto sportivo della mia Città.

Le ultime settimane erano filate via abbastanza liscie ed avevo badato maggiormente a non cogliere malanni di stagione curando ogni aspetto utile a prevenire.
Gli allenamenti erano stati tirati e mirati soprattutto ad affrontare le lunghe uscite su percorsi molto difficili, vallonati e con i consueti lunghi cambi di ritmo in modo da simulare le difficoltà altimetriche che avrei incontrato in gara.
Ho fatto tutto il possibile per arrivare preparato alla Maratona, senza tralasciare gli impegni familiari.

Ed è per questo motivo che sono arrivato alla vigilia della Maratona senza particolare tensione, se non quella consapevole di voler arrivare a podio.
Il "compitino" era semplice: concludere la Maratona di Palermo sotto le 2h40' non è una sfida facile, ma con sufficiente allenamento ed un'attenta strategia di corsa è fattibile.
Avevo le idee chiare in mente e, a parte la tensione nervosa fisiologica avvertita al mattino, trovare un clima mite addirittura correndo il breve riscaldamento con una lieve pioggerella, mi dava tanta tranquillità.

La partenza è avvenuta in leggero ritardo, per un'edizione tra le più bene organizzate in termini di chiusura al traffico delle auto.
Peccato per l'assenza del nostro Sindaco al via.

Alla partenza, visti passare i più forti atleti della Maratona (i due keniani chiamati a lottare per la vittoria) ed i migliori specialisti sulla Mezza (Idrissi il vincitore, Bibi, S. Laudicina e Mazzara), mi sono adagiato sul ritmo a me più congeniale, chiamando a me un folto gruppo a seguirmi.
In una gara di endurance la compagnia ricopre un ruolo fondamentale per far passare facilmente i chilometri.

In poco tempo usciamo dal Parco della Favorita e, come da tradizione, ci immettiamo direttamente su Via Libertà, verso il Centro storico con le sue ricchezze artistiche tutte da vedere.
"Stranamente" iniziavo ad avvertire caldo (il cielo era nuvoloso ma il sole si faceva sentire) e l'aria fresca e umida mi portava ad una facile sudorazione.
I rifornimenti erano fondamentali, da prendere tutti perchè era più prudente bere tanto da non avvertire il senso di sete, che il contrario.

Palermo, semplicemente unica
Inizio a strabuzzare gli occhi (coperti dagli immancabili occhiali da sole, scelti gli Zonyk Aero Pro) quando l'incrocio da sempre critico coincidente con il Giardino Inglese era stato isolato dalla circolazione delle auto: finalmente mi sentivo al sicuro!

Pochi chilometri più avanti, superata la magnificenza della Cattedrale ed entrati dentro Palazzo delle Aquile, il gruppo da me trainato con molto entusiasmo (e comunque sul filo moderato dei 3'35"-45"/Km) faceva il suo ingresso su Via Roma.
Normalmente questa via principale della Città, parallela a Via Maqueda e Via Libertà, restava parzialmente chiusa lasciando ai podisti una striscia asfaltata in modo tale da non creare più di tanto "offesa" agli automobilisti.
Quest'anno, con sommo stupore, mi renderò conto dopo poche centinaia di metri che la strada era stata completamente CHIUSA alle auto, consentendoci di correre esattamente a centro strada su una sede praticamente ampia, larghissima.
Che dire, il più bel ricordo della corsa, in quel momento attraversando i vari blocchi stradali, mi sentivo come se mi trovassi a New York City affrontando la 1st Avenue!

Rientrando su Via Libertà affiancando il Teatro Massimo e successivamente il Teatro Politeama, particolarmente colorata era la partecipazione di un tifo preparato per l'occasione ma comunque d'effetto.

Una volta lasciate alle spalle le bellezze artistiche, si rientrava verso il Parco ed iniziava la lunga ed inesorabile salita.
Io, sempre euforico, seguivo il migliore di un gruppo che man mano si andava sgretolando, ivi compreso un altro contendente per la Maratona, un runner lombardo.
Preso dall'entusiasmo di trovare maggiore frescura sotto gli alberi, spingevo il ritmo di circa 3'40"/Km ritrovandomi ormai a tre chilometri dal traguardo della mezza maratona, con un solo compagno di via, un atleta della Podistica Messina.

Prime battute di gara con un gruppo ricco di contendenti
Il passaggio della metà gara non era dei migliori, ma lo accettavo di buon grado visto che da quel momento in avanti mi sarei trovato da solo a correre contro le avversità altimetriche: 1h18' circa e via verso Mondello!

Bevo da una bottiglia preparata ad hoc la mattina, con tanto miele e sali minerali con magnesio e potassio su acqua leggermente frizzante, ciò che solitamente bevo in allenamento.
Stranamente quell'acqua, rimasta all'aria circa due ore, era divenuta tiepida...
Strano, eppure c'era tanto fresco nell'aria, eppure il mio completo era totalmente sudato ed avevo bevuto ad ogni rifornimento con reale necessità... non riusco ben a capire quanto fosse calda l'atmosfera per via dell'aria fresca che tirava!

L'entusiasmo c'era ancora, da vendere, ma non riesco a ripartire alla stessa maniera al secondo giro nel tratto di discesa che durava meno di tre chilometri...
Il percorso faceva si che si rientrasse sul tracciato affrontato dai podisti in mezza, quindi avevo comunque tanta e colorata compagnia per strada per gran parte del tratto da affrontare nuovamente che attraversava per intero il Parco della Favorita...

La differenza stavolta si sentiva, non riuscivo a tenere i 4'00"/Km e continuavo a sudare, sentendo il vento sempre più freddo addentrarsi nella mia pelle man mano che gli alberi si infittivano.
In quel momento di reale difficoltà, ho avvertito un primo "movimento allo stomaco" che rendeva reale il disagio sul cronometro.
Non mi volevo abbattere, sapevo che poco più avanti iniziava la lunga discesa che portava a Mondello e che avrei avuto tempo e modo di recuperare.
Il freddo, invece, iniziava a picchiare sullo stomaco...
Giunti alle porte della spiaggia ormai il terzo posto era comunque andato, sorpassato con facilità dal bravo podista lombardo che normalmente veleggia su questi tempi.

Il rettilineo del Lido di Mondello non finiva più.
Mi passavo il tempo a vedere quanto si divertissero le persone a passeggiare sulla spiaggia, giocando con i cani, oppure passeggiando sulla strada deserta alle auto.
Volevo essere con loro, fermarmi e ammirare tanta pace, beatitudine e silenzio dalle assordanti auto...

Alcuni passanti, ahimè, erano totalmente noncuranti del passaggio degli atleti in gara (me compreso) con scarso spirito sportivo, di partecipazione o semplice rispetto per chi prendeva parte alla manifestazione.

Pasquale Ponente è un Marchio in Città!
Ero ormai cotto, le gambe non reggevano più lo sforzo della corsa e mancavano 10 durissimi ed estenuanti chilometri.
Dove avrei trovato le altre forze?
Da nessuna parte, eppure nella mente c'era un solido "meccanismo di protezione" che mi impediva di fermarmi perchè sapevo con certezza che lì sarebbe stata la fine, la più ingloriosa.
In quei momenti avevo solo voglia di scappare in bagno ed invece mi aspettava una impegnativa ed infinita salita...

Continuavo ad idratarmi, cosa assurda, ma di certo avevo preso una crisi intestinale di notevole potenza.
La gente continuava comunque ad incitarmi (loro sono stati determinanti con il loro affetto), a darmi aiuto e la salita di Mondello stavolta si faceva pesante.
Pian piano scollino, pian piano raggiungo la Palazzina Cinese, Villa Niscemi e, raggiunto ormai il quarantesimo, mi accosto fugacemente al bagno, con discrezione e celerità da record (quella sicuramente).

Al giro di boa conclusivo emetto il seguente verbo, mestamente: "adesso andiamocene a casa" e continuo sul piede dei 4'40"/Km verso il traguardo.

Perdo qualche secondo per il pubblico, che mi applaude, mi sostiene, ha capito che qualcosa non è andata per il verso giusto e mi inchino per loro, mi sembrava giusto: l'edizione migliore in assoluto organizzativamente parlando meritava tanto calore anche da parte mia.
Se non fosse chiaro ancora, il crono è di 2h49'07" e quarto posto assoluto finale.

Anche il secondo keniano giunto al traguardo non se l'è passata bene con un modesto 2h26' e man mano arrivano tutti gli eroici finisher mi rendo conto delle dimensioni delle imprese e delle vicissitudini personali di ognuno di loro.

Le premiazioni di categoria si fanno aspettare anche troppo, ma passo il tempo a far passare i crampi ed a idratarmi, bevendo tanto e nel contempo tremando per il freddo.

Il contrasto tra la staticità ed il movimento... Volevo invertire le parti
Una Maratona vissuta così male prima d'ora non mi era mai capitata e come al solito il clima caldo umido mi ha dato un pugno diretto allo stomaco.

Ma quanto di buono realizzato dall'organizzazione va evidenziato, con il tracciato di mezza maratona veramente leggero e filante senza inutili giri di boa e, come non ribadirlo, completamente chiuso alle auto.
Per la prima volta in vita mia mi sentivo nella mia Città dentro a una manifestazione internazionale dove il running per una domenica è padrone su tutti gli altri sport...

Mondello è la croce e delizia di una Maratona veramente tanto, troppo dura, che mi immaginerei correre magari a dicembre, anche con il rischio pioggia, perchè no!
E' la ragione insita di chi l'ha corsa, magari con successo e soddisfazione personale e poi non la corre più: molti di loro sono podisti che provengono dall'estero o da altre Città d'Italia.
Di certo torneranno a casa sognanti e soddisfatti di aver chiuso con una medaglia una simile impresa, ma sapranno che la Maratona di Palermo è bella "ma non per fare il tempo".

Io chiudo la mia terza esperienza in modo drammatico e posso dire: cara mia Città, il prossimo anno mi vedrai nuovamente al via, per vendicarmi di te ;-)

(Grazie di cuore all'organizzazione, a Sicilia Running, a Pasquale Ponente ed al Gruppo di fotografi capitanati da Toti Clemente)

domenica 4 novembre 2018

Acchianata di Santa Rosalia - E sono Quattro Vittorie!

Sarà poco indicativa la foto, ma posso assicurare che il panorama da
lassù è spettacolare e vincere ancor di più!
Palermo, 28 ottobre.

Vincere sulle strade di casa da sempre grandi soddisfazioni, specialmente se quelle strade distano pochi chilometri dal tuo quartiere di nascita, come altre volte raccontato.
Il tempo passa in fretta e, nonostante nella mia vita molte cose siano cambiate, correre resta sempre qualcosa di irrinunciabile, così come gli allenamenti fatti su Monte Pellegrino, per via del panorama, del silenzio e del significato religioso che significa giungere in vetta.

Sono tanti, troppi anni che mi alleno su quelle pendenze ed ancora non mi sono stancato, così come di mettermi alla prova sul tratto vertical più duro della Città.

A dire il vero, durante la settimana mi ero imposto di trovare la convinzione e la concentrazione necessaria a dare il meglio di me quella domenica.
Ultimamente, per via dei molteplici impegni quotidiani, alle volte non riesco a dare tutto me stesso in allenamento, anche perchè esaurendo tutte le mie forze quotidiane, mentali e fisiche, rischierei di non arrivare in condizioni "decenti" a fine giornata.
Tutto questo loop mentale, purtroppo non mi consente di eccedere con le tempistiche ed i chilometri in allenamento, pur facendo sempre il mio consueto e applicato "duro lavoro".
Tra l'altro la Maratona di Palermo si avvicina ed ho dovuto incrementare i chilometri facendo spesso alcuni Fartlek dove capita, coadiuvato dal GPS da polso, sicuramente meno preciso dei miei antichi percorsi misurati...
Devo scegliere, se tagliare nei tempi di raggiungimento del luogo di allenamento o nella qualità generale dell'allenamento stesso, ed ovviamente mi accontento del compromesso che la comodità del GPS oggigiorno regala.

Come sopra detto, non era più consuetudine focalizzare molto bene l'evento giorni prima, ma all'Acchianata ci tenevo, soprattutto per battere me stesso e dimostrare che ancora ci so fare, con o senza avversari di rilievo.
Quella domenica, il clima era poco rilassato, al solito scaricavo sullo stomaco la tensione ma anche questo fattore ormai lo so ben gestire, anzi ti fa capire che sei davvero pronto a correre.
I partecipanti non sono mai tantissimi, circa 150 al via, ma credo culturalmente parlando meriti molto di più questa manifestazione, unica nel suo genere.
La giornata era nuvolosa ma calda e minacciava velatamente di piovere, l'ultimo dei miei pensieri.

Alla partenza non scruto avversari che potessero impensierirmi, ma ormai ero sintonizzato sul miglior modo di affrontare le prime rampe, più dure e complesse, in modo tale da potermi avvicinare alla vetta senza grossi cali.
L'Acchianata non è altro che una gara su fondo regolare e poco sconnesso, correndo su ampie basole su di un percorso nato per attraversare Monte Pellegrino più velocemente ed arrivare al Santuario di Santa Rosalia.
In tanti durante l'annuale processione camminano a piedi nudi su questo percorso, provando a meritarsi un miracolo dalla nostra Santa, rituale sacro che attrae migliaia di turisti ogni anno.

Io, praticamente, percorro quelle strade con regolarità in allenamento ed alle volte mi piace correre un lungo più impegnativo sul versante della strada percorribile alle auto per avere maggiore effetto allenante.

Percorsi unici, come precedentemente raccontati,
ricchi di storia e misticismo
Quindi non si può parlare di un Vertical così come è inteso a livello assoluto, dove davvero fai fatica anche solo a camminare.
Qui è possibile correre e pure forte per tutto il tratto, ma è comunque una pendenza che sale costantemente per meno di quattro chilometri, che spezza il fiato, le gambe con le sue ardue rampe.

Devi fare attenzione ad affrontare con troppo entusiasmo il primo tratto, se no difficilmente arrivi in cima sorridendo.

Potevo aspettarmi un crono intorno i 18 minuti e sarei stato soddisfatto e così mi sono messo d'impegno sin dal via.

Dopo il primo lungo tratto di 500 metri non ho avversari vicino a me e mi concentro sulla strada che conosco come le mie tasche.
Ogni tornante è tortuoso, alle volte si tratta di curve a gomito e la prima parte, che transita a "mezzarancio" su di un piazzale panoramico dove ammiri un grande scorcio cittadino, si conclude con la rampa in assoluto più dura di tutta la scalata.

Corro contro me stesso ed il passaggio a metà strada mi sembra ottimo, così provo a mantenere quel passo spedito.
Avendo maggiore allenamento avrei retto più facilmente, ma dopo un pò inizio a soffrire ed accuso nel passo tanta fatica.
Ormai mi trovo nell'ultimo lungo rettilineo e so bene che mancano circa cinque minuti alla vetta, provo a stringere i denti ed accorcio il passo.
Finalmente, agli obelischi, il tratto più duro è alle spalle, con un buon 18'20" di crono totale.

Non è finita qui, il percorso di gara prosegue, e scendo rapidamente in piazza attraversando una breve ma ripida discesa e da lì si affronta una lunga scalinata che comunque di corsa è brevilinea.
Il peggio ormai è alle spalle, e giunto di fronte al Santuario, con un rapido segno della croce, seguo il percorso e mi avvio verso l'ultimo tratto, veloce e percorribile tutto stradale, il chilometro secco che porta al belvedere.

La strada in quel momento è chiusa alle auto, grazie alla collaborazione della Polizia Municipale.
il silenzio imperversa quei luoghi, corro all'incirca sui 3'30"-40"/Km in leggera e costante pendenza e inizio a gustare la vittoria, sempre bella che non stanca mai.

Foto che rappresenta gli sforzi organizzativi con tanto
di catering portato fin su in vetta!
Giungo da solo al traguardo, in 25'34," felice come se fosse la prima volta!

Lassù faceva freddo e così corro a cambiarmi, ma già il ristoro era pronto e le borse di tutti i partecipanti erano state portate su celermente.
Il secondo giunto al traguardo, un grimpeur di razza, dedito da una vita al Trail, Giuseppe Cuttaia, categoria M50 di ferro!

Questa gara, organizzata con pochi fondi a livello economico e l'aiuto di qualche sponsor senza troppe pretese, è l'esempio di come si possa offrire un bel ricordo su di un percorso atipico, anzi unico nel suo genere, senza lasciare deluso nessuno dei partecipanti.
Sguardi entusiasti, grandi sorrisi e soddisfazioni dal primo all'ultimo arrivato.

Non abbiamo dovuto attendere un'eternità per le premiazioni che sono state apprezzate da tutti per la loro semplicità.
Un bravo a Ferruccio per la dedizione a questo evento negli ultimi anni, nel ricordo del compianto Mario Ferrara, ideatore della gara e scomparso troppo giovane poco più che cinquantenne.

A lui dedichiamo tutti gli anni il ricordo con il premio al miglior M50 in gara.

Scendendo a piedi sulle stesse rampe che mi hanno portato in vetta, è venuto il momento di pensare alla prossima gara, la Maratona di Palermo!

(Ringrazio l'organizzazione per gli ottimi servizi e le foto spettacolari di Massimo Parisi)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...