41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo
Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 16 agosto 2019

Luglio, Agosto un vero running calvario...

Monti Rossi Nicolosi al Completo :-)
Negli  ultimi tempi ripenso a qualche tempo fa, magari lontano dieci anni, a quando il running faceva parte esclusiva del resto delle mie attività di svago: impegno serio ma grande valvola di sfogo, valore importante, spinto da impegni agonistici di un certo livello.

L'estate ha rappresentato una gran bella gatta da pelare per me: abnorme quantità di sudorazione, rischio costante alla disidratazione, necessità di maggiore riposo e integrazione di liquidi oltre che di sali minerali, eppure riuscivo sempre a fare centro negli appuntamenti autunnali.

Oggi mi chiedo come riuscissi a preparare le mie Maratone di Carpi a quelle medie di 3'20" - 3'23" circa al chilometro che puntualmente mi vedevano incrementare il volume di lavoro, abbandonando le ripetute in pista, in pieno agosto...
E successivamente seguiva la "rifinitura" per i fortunati appuntamenti in Nord America... non a caso il gruppo del CUS Palermo con cui sono allenato in quegli anni mi definiva "d'acciaio"...

Oggi potrei riuscire, forse in parte, ma servirebbe a tanta dedizione, tanto tempo e le tempistiche corrette.
Scendevo a correre quando era giusto, normalmente dopo le 19:00 in modo tale da non farmi investire dai violenti raggi solari presenti a Palermo e comunque riuscivo ad avere il ritmo e le forze necessarie ad alzarmi presto al mattino, intorno alle 06:00, correre il primo lunghetto della giornata con l'aria fresca del Parco e dopo una veloce colazione, andare a lavoro per le 08:00.

Avevo sicuramente più energie, fisiche e mentali, per anni l'ho fatto, eppure non mi do pace nonostante la mia vita sia palesemente cambiata.

Niente più orari perfetti, ormai corro quando capita e spesso sotto il sole... solo il Parco può placare l'aria infuocata con l'immancabile bottiglietta d'acqua e sali.
Ancora non mi do mai per vinto: se c'è da fare ripetute, quelle verranno fatte, anche sullo sterrato del boschetto.
In questi mesi l'adorato Stadio di Atletica Vito Schifani è in fase di restyling da parte del Comune di Palermo e resta chiuso alla pubblica utenza.
Si spera possa essere restituito agli atleti bello come non mai, con il fondo rifatto e, con l'emozione nel cuore, vedere tanti nuovi giovani cercare di far crescere i loro sogni e speranze.

Il mese di Luglio rappresentava l'inizio della difficoltà, ma comunque ho ottenuto sempre ottimi rendimenti che man mano si placavano in Agosto.
Nulla mi fermava nonostante avessi le scarpe pesantissime zuppe di sudore, tutti i giorni, senza mai un rallentamento... che ricordi!
Oggi, purtroppo, le cose non vanno più in questa direzione.
Purtroppo, da quando ad inizio Luglio le temperature sono aumentate fin oltre i 30°C - 35°C costanti, le mie seppur discrete medie sono crollate definitivamente.
Le ultime gare lo avevano già testimoniato, Monreale aveva suonato il primo brutto campanello di allarme: sentirmi svuotato senza un perchè non è da me, ma sapevo già la risposta...

Ogni sera mi addormento sfinito e quando esco a correre corro piano sperando che mi serva da riposo per le gambe e l'organismo.
Ma nulla, ormai sono settimane (esattamente da inizio luglio) che quando mi alzo mi sento già stanco, ed è inizio giornata.
Purtroppo devo ammetterlo, sono i primi limiti dell'età che avanza dove, invece di curarmi e dedicarmi alle buone e sane abitudini fisiche, non mi risparmio per le giuste esigenze familiari.

Il mese di luglio era iniziato come si era chiuso giugno, con una sonora sconfitta che fa male al morale.
Prima del via con accanto i due protagonisti, Agnello (284) e Terrasi
Quella che seguirà non è una lamentela ma la giusta cronaca di chi non si da mai per vinto ma in quel caso aveva perso la battaglia con il duro pavimento!

Ci tenevo a correre a Nicolosi, per l'occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono Antonio Abate, ricadenti il 05 luglio e comunque sotto il cielo dell'organizzazione della mia Società sportiva, la Monti Rossi.

Mi accingo a guidare sulle roventi strade siciliane già dalle prime ore del mattino di quella giornata ed affronto una prima parte molto complessa con alcune soste programmate che si protaggono quando il piccolino di casa fa tanti capricci.
Le sue infinite energie mi fanno auspicare che amerà gli sport di fatica, lui adora correre, ma ovviamente tutto questo non è affatto riposante!

Nonostante avessimo trovato un appartamento per la notte proprio sotto il percorso di gara, programmato gli orari di cena/spuntino (la corsa si teneva alle ore 21:30 circa), poco prima di iniziare il riscaldamento, ero sdraiato sul pavimento in cerca di un momento di tregua e riposo...
Era segno che il mio corpo avesse poco interesse a gareggiare e già temevo un'atroce sofferenza...

Così in effetti, quando allo start partono i grandi favoriti, Agnello e Terrasi a sbaragliare la concorrenza, con Liuzzo in grande spolvero a tentare di tenerli per qualche giro dei dieci previsti, non riesco nemmeno a tenere un abbordabile passo tenuto dal 4° e 5° che man mano si allontanavano...
Non avevo mordente, quella forza che fuoriesce da una vita di gare quando indosso un pettorale e fa cambiare le cose, che rendono diverso un banale allenamento da una gara in lotta per una posizione, per la conquista di un qualsivoglia premio.

Adagiato su quella posizione, da lontano mi raggiunge uno junior che, a metà gara, mi passa quasi a doppia velocità, e scendo alla 7° posizione.
Finalmente reagisco con delle forse non mie e provo a non farmi staccare, forse il ragazzo subisce il peso della sua stessa rimonta e così, a due giri dal termine lo raggiungo e, stupidamente, rilancio l'azione con forza.
Poichè si trattava delle ultimissime forze di giornata, considerata la difficoltà del percorso ed i circa 800 metri di quota, al termine della salitella dove ho provato ad infierire sul giovane avversario, peraltro tifatissimo da altri teen-agers, cedo solidamente lasciandolo scappare via per gli ultimi chilometri finali.
Doppiato da Agnello (il vincitore per pochi secondi) e Terrasi, torno in appartamento esaurito, un pò arrabbiato e afflitto da una grande fatica.

Vorrei tornare subito a gareggiare, ma preferisco ricostruire quanto perso negli ultimi tempi.

Lavorare sulla resistenza muscolare, specie in questo periodo delicato, aiuta a prevenire infortuni da stress e riduce fastidiosi problemi tendinei che negli ultimi anni sono sopraggiunti.

Ho ricominciato da questo ciclo costruttivo di lavoro, con la conclusione che la sera ero sempre più stanco, distrutto e soddisfatto di vedere un volto sorridente per aver giocato fino al termine della serata, per ricominciare il giorno successivo e l'altro ancora...

Avrei voluto gareggiare nelle ultime settimane, ma impegni più importanti hanno preso il sopravvento e, ironia della vita, sono passato da estati piene di gare (anche due - tre nelle settimane di agosto) a quasi nulla, probabilmente.
Solo la speranza di risollevarmi, seguendo un programma di allenamenti semplice e mirato alle distanze di 10 Km, ad evitare gli infortuni (cosa che ormai mi riesce agevolmente da oltre quattro anni) ed a ritrovare un pò di velocità perduta da quando è iniziata questa lunghissima estate che temo finirà ad inizio ottobre.

Proprio domenica 04 agosto volevo correre, avevo l'imbarazzo della scelta: tra Cefalù al mattino o Partinico al pomeriggio, entrambe le gare mosse da sentimenti di amicizia e quindi senza ambire ad alcun premio, ma non è stato possibile parteciparvi.
Nel tardo pomeriggio ho corso la mia gara personale: ho scelto la cronoscalata di Monte Pellegrino da Villa Igea al Santuario su strada: ho un 32'50" circa di personale (in condizioni ottimali ricordo), ormai svilluppato quel decennio addietro.
Fasi finali, un tentativo stoico di rimonta

Ebbene, nonostante avessi tentato il tutto e per tutto e sentissi le gambe quantomeno girare senza mai imballarsi, ho accusato costante distacco in ogni intermedio (l'inizio salita è stata alquanto lenta e prima di ingranare ho perso molta strada) fino ad arrivare in cima in 37'00", stanco, sudatissimo e soddisfatto: che mi importa, avevo dato tutto e per me arrivare lassù in cima, dove ritrovi gare, allenamenti ed una vita di ricordi...
Adoro quella salita, la rifarei migliaia di volte ancora, tutto l'anno e confesso di averla affrontata nei momenti più importanti della mia vita personale.

Oggi mi mancano gli allenamenti in compagnia e lo stimolo che ne deriva, in tanti oggi per questo motivo non trovando nuovi stimoli ad allenarsi da soli avrebbero già mollato da tempo.
Ho iniziato a correre e soffrire duri allenamenti da solo, quindi non è essenziale la compagnia, ma negli anni ho capito che si progredisce rapidamente con il lavoro di gruppo, esaltando insieme le singole doti di ogni runner.

Oggi cercherei la maggiore inesperienza e la gioventù come stimolo per cercare di migliorare, offrendo tanta saggezza tattica e tanta aggressività agonistica che, nonostante tutto ancora provo dentro.

Mi piacerebbe continuare a correre ancora per altro tempo, eppure il destino appare incerto...

martedì 2 luglio 2019

A Monreale vince lo Sport ed il Caldo

Game Over...
Monreale (PA) - 23 giugno

Quest'anno ho potuto recarmi in sede di gara con discreto anticipo e maggiore tranquillità, la famiglia l'avevo lasciata al mare.
Ho potuto godermi gli scorci, le stradine ricche di curiosità e colori, ammirare i cambiamenti di uno dei luoghi più suggestivi e visitati dai turisti stranieri nei dintorni di Palermo: una via tutta "infiorata" artisticamente, alcune rappresentazioni artistiche in piazza che secondo me "cozzavano" con la vera arte delle splendide fontane e non poteva mancare la visita al belvedere.

Nota negativa, putroppo, il primo vero caldo di stagione: insopportabile per consentire ai podisti di partire alle 09:30 del mattino, implacabile per come è arrivato dopo essere stato da tutti ricercato, ma solo perchè la gente desiderava le giornate al mare.
Presto arriverà anche il caldo - umido (il peggiore per allenarsi) e con esso le fastidiose zanzare.
Il caldo, il sudore, da sempre mio nemico e oggi con l'età che avanza un handicap serio...

L'organizzazione, affidata al Presidente del Marathon Monreale, è perfetta sotto ogni punto di vista: per trattarsi di una gara amatoriale, è assolutamente imperdibile perchè offre storia, contenuti, ospitalità (parliamo dei ristori, con i prodotti tipici del posto!) ed un percorso tecnicamente impegnativo.
Non metto a paragone alcune "classiche" con maggiore blasone, ma questa non ha nulla da invidiare con esse, anche perchè di gare valide ne sono rimaste ormai poche in Sicilia, quindi preserviamoci queste perle.
Nutrita la partecipazione dei runners
Oltretutto è la prima volta che corro l'intero circuito (siciliano) del Running Sicily, esclusa la tappa di Malta ovviamente, ed ho portato con me gran bei ricordi.

La gara ha visto al via una bella partecipazione di podisti, quasi tutti della provincia di Palermo.
Notavo soltanto alcune assenze del periodo e c'erano quasi tutti i migliori podisti, Fidal e Runcard inclusi.

Non avrei messo nella rosa dei favoriti alla vittoria Giovanni Soffietto, ormai un over-45 dal passato glorioso ma sempre tiratissimo, ma ammetto che ultimamente alcuni suoi risultati mi avevo sorpreso, dopo parecchi anni passati collezionando piazzamenti mediocri.
Da poco più di un mese sembra rinato e qui a Monreale farà la gara.

Primo Giro, Soffietto tira il gruppo
Probabilmente sarebbe stato cavallo vincente un altro runner dai netti progressi, ovvero Salvatore Casarubbea, lì presente soltanto in veste da spettatore, ma lo vedevo sereno in viso quindi sarà stata la sua una scelta tecnica.

Chi si è invece tuffato nel "mare" di gare competitive è Lorenzo Abbate, reduce dalla vittoria alla corsa di Castelbuono dedicata agli amatori "Aspettando il Giro" e autore di ottime prove dopo un inverno di rodaggio.
Gareggiare tanto mi ha sempre insegnato che fa bene, aiuta a tenere alti i "giri del motore" perchè  qualunque medio puoi fare in allenamento non troverai gli stessi stimoli che incontri in gara.

La corsa ha subìto alcune modifiche al percorso perchè non si poteva passare nel tratto interessato all'infiorata sopra raccontata, rendendo il tracciato meno duro ma forse anche meno scorrevole perchè si passava su alcune stradine strette e ricche di curve.

Sentivo che durante gli allenamenti delle ultime settimane, con l'arrivo del caldo, avevo risentito moltissimo, portando a casa scarsi risultati con tanto, tantissimo sforzo.
Ultimamente nulla mi risulta più così tanto facile e sono costretto a recuperare con maggiore fatica.

La prendo con filosofia.

All'uscita del tratto ricavato dal cambio
del percorso
Quando avevo 25-30 anni sudavo alla stessa maniera ma ho dei bellissimi ricordi di quanto fossi un Carro Armato: sudavo senza fine, quelle scarpe pesavano moltissimo ma NULLA, ripeto, nulla mi fermava.
Oggi non è più così e comunque quel "nulla" di cui vado tanto fiero mi ha portato al logorio dei vari infortuni che hanno a volte bloccato delle stagioni nelle quali correvo davvero bene e davvero forte...

Tornando al presente, la Gara parte forte e siamo subito in 4, con Abbate e Soffietto, oltre Geraci che presto si staccherà.

Quei due correvano forte ed ero già su di giri al termine del primo giro, o meglio era Soffietto che sprizzava energie da tutti i pori.
Ho tenuto il duo per due giri, quasi per metà gara, prima di staccarmi definitivamente, ed in quella prima fase avevo perso il conto di quanti allunghi avesse potuto perpretare il runner partinicense nei confronti del più giovane rivale.

Soffietto è stato sempre un atleta "nervoso", desideroso di risolvere la gara a suo favore nel minor tempo possibile, ma era evidente che quella domenica il suo avversario fosse comunque competitivo e posso fare soltanto i complimenti a Lorenzo che è stato capace di tenere a bada le sue energie psicofisiche, imbrigliando il suo diretto avversario fino alla volata finale che ha risolto a suo favore.

Negli ultimi due giri, dei cinque previsti per un totale di circa 9,3 Km, ho corso piano, ma ho risentito del caldo e delle gambe pesanti che mai hanno girato per tutta quella settimana...

Onestamente, giungere al terzo posto quella domenica era il meglio che potessi fare, ma la parte più dura da digerire sono i 50 secondi di differenza con Abbate che mi lasciano riflettere e tanto.
Nonostante il mio risultato sia di pochi secondi più lento di quello dello scorso anno, sono stati i miei due avversari a correre davvero bene e questo, almeno, mi è di parziale conforto.

Serve una rivoluzione nelle metodiche di allenamento.
Vittoria di Lorenzo Abbate (al centro)
Oltre a curare l'alimentazione integrando maggiormente i liquidi, senza trascurare gli integratori salini e assumendo frutta di stagione, è necessario il riposo che è proprio la parte che spesso scarseggia.

Per il resto posso dire "arrivederci" alla Pista e allenarmi sui percorsi misurati in Pineta o al boschetto, molto muscolari e tecnici, con buona pace dei ritmi in Pista, belli, severi e precisi, dato che non esiste più la bella vita di quando correvo alle 19:00 il secondo allenamento del pomeriggio.

Ma questa vita che ho me la tengo stretta e continuando a scrivere e raccontare posso solo evolvere come uomo e come runner :-)

(Grazie SiciliaRunning per le foto e Martina e Nino per l'ospitalità)

venerdì 21 giugno 2019

Finalmente Le Brevi Distanze, o Quasi!

Copertina dedicata alla location Capo D'Orlando, tutta da correre!
Palermo, Aprile - Maggio 2019

Terminata la Milano Marathon è finalmente ora di cambiare distanza.
Onestamente avrei puntato tutto sugli eventi in pista, tra i 1.500m ed i 5.000m, ma alcuni impegni su strada mi hanno "costretto" a cambiare la programmazione, allungando ulteriormente fino alla mezza maratona.
Al richiamo di alcuni organizzatori con i quali ho instaurato solide amicizie, non ho potuto dire di no e quindi ho cercato di stringere i denti portando a casa più risultati possibile.

Purtroppo ed a malincuore, in quelle stesse settimane del post Milano Marathon (andata comunque oltre le migliori aspettative) decisi di rinunciare ad un altro evento che mi ha emotivamente rapito lo scorso anno, ovvero la Super Maratona dell'Etna da 0 a 3.000m di 43 Km.
Servivano molti chilometri, tempo e dedizione per arrivarci veramente preparati, ma non ho potuto nemmeno iniziarla tale preparazione e così sono stato costretto a declinare dandomi appuntamento (spero) per il prossimo anno...

Tanto entusiasmo veniva, invero, smorzato da un periodo post-maratona parecchio stressante per vicissitudini legate alla vita privata e lavorativa, lasciando poco spazio al metodo e tanto all'improvvisazione.
Per circa due settimane, quindi, ho corso poco, ma ciò non ha influito negativamente, anzi mi è servito per rigenerarmi.
Il clima, tutto sommato era fresco, infatti mercoledì 17 aprile, svolgo un discreto allenamento sul giro ad anello del Piazzale dei Matrimoni (Palermo) di circa 960m quasi piatto, su terra battuta a tratti sabbiosa (quindi battezzato come un valido sostituto al 1.000m, che comunque non è!) correndo 5 x 1 giro (R.2') in 3'11" - 3'05" - 3'04".7 - 3'05" - 2'53".4.
L'ultimo giro chiuso così bene mi ha fatto sorridere, ero davvero vicino al personale degli anni recenti da papà!

1 - UNO
La poesia delle gare in Pista, le più affascinanti, distruttive e formative

Ormai era momento di tornare in Pista e dovevo rispondere presente dato che toccava al 10.000m in Pista regionale valido come CdS di Corsa previsto a Misterbianco (CT) previsto sabato 20 aprile nel tardo pomeriggio.
Passata la mattina a viaggiare in auto, trovare un attimo di riposo in camera e subito immerso nella prova principale, dei venticinque giri.
Tanti i protagonisti attesi, tra tutti Salvatore Laudicina ed il caro, vecchio Antonino Liuzzo, dall'alto del suo 29'16" (se ricordo bene) di circa dieci anni fa.

Durante le prime battute ero carico, positivo, forte di questi ultimi allenamenti brillanti e di comune accordo lasciamo andare via S. Laudicina, noto per le sue partenze fulminanti.
Con me e Liuzzo anche Alex Vizzini e qualche giovane promessa (a Siracusa lavorano bene ed i frutti si stanno raccogliendo).
Purtroppo il mio sprint (generoso, del resto non so rimanere dietro passivamente sull'anello rosso) dura pochi giri, quando passo dall'1'19" rapidamente ad una crisi di 1'25" che non sembrava avere fine.
Vengo passato da tutto il mio trenino e non mi perdo d'animo: purtroppo non avevo le gambe preparate per le distanze brevi, il recupero post maratona era stato troppo breve e poco rilassante ed il viaggio mattutino in auto non mi aveva aiutato.
Stringendo i denti, provo a rimontare una sola posizione abbassando a fatica i tempi sul giro, cosa che mi riesce nel finale, ma la scarsa sostanza è un 33'54" poco brillante e poco confortante.
Pazienza, resto entusiasta della bella rimonta del mio coetaneo Liuzzo che negli ultimi giri riprenderà al ritmo dei 3'00"/Km il ragazzo della provincia di Trapani che troppo aveva dato nei primi 10 giri.

2 - DUE

Una settimana dopo, tocca al Running Sicily, circuito di gare cui mi sono promesso di portare a compimento (è costituito da poche e belle manifestazioni), con tappa a Cefalù, giorno 28 aprile.
Durante tutto l'anno a Cefalù se vuoi sostare devi pagare il parcheggio a ore o frazioni di giornata, quindi per chi partecipa c'è comunque un obolo in più per poter tenere l'auto in sosta per tutta la mattina della gara.
La premiazione nell'inimitabile contesto in Piazza a Cefalù
In viaggio al mattino con l'amico Bibi, la località era poco distante da Palermo e con clima pacificamente primaverile, così Cefalù l'ho potuta godere nella sua infinita bellezza decisamente migliore che nel periodo estivo quando tracima di turisti ed il caldo ti entra nelle ossa.
La gara, dai numeri modesti (purtroppo dovuto alle troppe manifestazioni in giro per la Sicilia), si è svolta su un circuito da ripetere 6 volte che attraversava parte del centro storico, uscendo per qualche centinaia di metri e rientrando, lungo un impervio strappo in salita.
Tra i vari protagonisti al via, spiccava Vincenzo Agnello ed a seguire Mohamed Idrissi.

Come da pronostico, dovevo soltanto difendere il quarto posto, tant'è che subito dopo il via, avvenuto sotto l'immensità della Cattedrale, Agnello scappa via con estrema facilità.
Non avendo la brillantezza dei tempi migliori e visti i recenti impegni, provo a mantenere il valore espresso in pista al sabato prima, lasciando scappare via anche Bibi e Idrissi.

Chiuderò con una gara dal ritmo costante in 34'44", ma raramente mi sono trovato così bene a correre in un contesto paesaggistico così bello e fuori dal comune.
Rispetto alla gara quasi analoga che si corre in agosto interamente sul circuito medievale e chiuso al traffico veicolare, c'erano pochi turisti (per lo più stranieri) che passeggiavano insieme alla manifestazione podistica che non hanno mai intralciato la corsa o messo in pericolo gli atleti.
In questo caso, lo sport ed il turismo si fondono insieme...

In quei giorni post gara di Cefalù ho fatto fatica ad allenarmi, ricordo alcuni appuntamenti portati a termine con scarso risultato, ma almeno la soddisfazione di aver faticato insieme mitigava l'amarezza della scarsa condizione.

3 - TRE

Quando ricevetti l'invito per la storica Mezza Maratona di Terrasini, sicuramente non inserita tra i miei programmi e visto che l'organizzazione tutta lo meritava, non ho potuto dire di no.
Così il 05 maggio ricalco le antiche strade che riecheggiavano tanti bei ricordi e altrettante cocenti sconfitte e provavo a sfruttare il forfait dell'ultimo minuto di Hamad Bibi.

Terrasini - Vittoria!
E' stata una lunga e calda passeggiata, la prima vera giornata di caldo in gara, gestendo al meglio lo sforzo per non finire a danneggiare il fisico che ancora doveva concludere un'ultima più importante prova la settimana susseguente...

Così cerco di far sfogare gli avversari del giorno, fino a che resto con un ultimo combattente che riceve il mio deciso attacco al secondo giro dei tre previsti lungo la salita del Villaggio dei pescatori: praticamente a metà gara.
Da lì in avanti resterò solo e gestirò nel migliore dei modi un allenamento spinto con l'unico intento di vendicare la sconfitta rimediata da Adil Lyazali patita nell'anno 2010, in volata negli ultimi 200 metri, quando male che vada coprivo il percorso in 1h10'.

Qui il cronometro non conterà affatto, la sequenza dei giri è: 25'36" - 25'41" - 25'48", ma la vittoria sì e con enorme felicità vincerò con un miserevole 1h17'06"!
Non ho mai nascosto la gioia ma forse, stavolta, il karma, l'avere pazienza e non mollare mai gli allenamenti e le gare negli ultimi anni che mi hanno visto cambiare stile di vita, ha pagato.

4 - QUATTRO

Pochi giorni dopo la vittoria a Terrasini ero davvero sfinito, ma ho avuto una settimana di tempo per recuperare e dare il massimo per l'evento più importante: la Mezza Maratona di Capo d'Orlando dell'11 maggio, sul lungomare di un altro splendido luogo dove passare le vacanze estive, con le tante e suggestive spiagge.
Il prevedibile vincitore era Antonino Lollo, atleta da circa 1h07' sulla mezza e nel suo periodo migliore agonisticamente parlando.
Il clima, seppur fresco e ventilato, dato l'orario di partenza previsto nel tardo pomeriggio quando il sole non ancora rovente ti bacia la fronte, ha messo in difficoltà gli atleti ma nemmeno troppo visto che ancora non eravamo entrati nella vera estate siciliana.
Percorso velocissimo e completamente piatto sul già citato lungomare per un totale di quattro lunghi giri.

Dopo lo start Lollo era andato via, ad occhio stimavo un suo primo chilometro intorno i tre minuti, quel ragazzo correva a gas spalancato e motivato ad abbattere il suo personal best (non ci riuscirà per una manciata di secondi).
Dovrò vedermela con nuovi e "inediti" avversari, uno tra questi un ragazzo poco più grande di me con il quale (strano a dirsi) non ho mai avuto a che fare in gara: Gianfranco Ucciardo.
Terrasini, premiazione!
Stoico quanto determinato, correva con piglio deciso e senza mai una sosta sul piede dei 3'30"/Km tanto che mi chiedevo quando avrei notato un momento di flessione.
Infatti la flessione dovevo provare a dargliela io, correndo in certi tratti intorno i 3'23"-25"/Km, senza riuscire a metterlo in difficoltà.

Sfruttando i compagni della distanza più breve (la 10 Km), devo attendere molto prima di iniziare a fare i conti solo con lui, il tenace Gianfranco, molto tifato dall'esterno.
I primi due giri vanno via rapidamente, in 18'17" e 18'53", ma della flessione ne benificiano tutti, anche gli inseguitori, un paio, sempre presenti a non troppa distanza.
Il sole inizia a calare e sembra una di quelle giornate calde quando i turisti, stanchi di una estenuante giornata al mare, chiudono gli ombrelloni e decidono di rincasare.
Ero stanco come loro, di un tour de force non voluto ma obbligatorio.
Qui a Capo d'Orlando era in gioco il valore di un'amicizia, non un titolo regionale di Mezza Maratona di cui mi importava quel poco che bastava per donarlo alla Monti Rossi.

Dovevo quindi dare tutto e salvare almeno la seconda posizione, messa a serio rischio da questo, nuovo, vecchio avversario mai incontrato così a stretto contatto.

L'ultimo giro risulterà decisivo e maledetto io che inizio l'allungo poco dopo, quando la strada si impenna di poco prima di tornare piattissima.
Dovrò correre un intero giro lungo più di cinque chilometri in completa apnea, cercando di raggiungere quanto meno l'estremità opposta del lungomare prima di avventarmi sul traguardo.
Mi si raggelava il cuore e mi si ribolliva il sangue, tanto ero impegnato.

Fortunatamente, il kick ce l'ho ancora buono e così il mio attacco fa male ad Ucciardo e riesco a staccarlo definitivamente, ma devo stringere i denti, il tutto per correre il 3° giro in 19'27" (quello dell'attesa) ed in 19'04" la tornata finale (quella dell'attacco conclusivo).
La foto mente: al termine dell'evento di Capo
d'Orlando ero stra-sfinito!
Nel caos dei doppiaggi, quando ormai la luce scarseggiava e Lollo già rilasciava interviste, accenno un allungo senza un perchè e chiudo (fortunatamente) al secondo posto in 1h15'39" piegato in due dalla fatica.
A soli 4 secondi si involava come un falco predatore Francesco De Caro, con chissà quale forte rimonta degli ultimi due chilometri, capace di dare una batosta alla gara coraggiosa e tutta all'attacco di Gianfranco Ucciardo, relegato al quarto posto assoluto.

La serata non si conclude prima della premiazione, svolta in serata che virava a notte.
Iniziata di gran lena la parata sul podio della dieci chilometri, l'amica Cinzia, seppur bravissima a non perdere calma e lucidità, mi premierà ben tre volte (secondo posto assoluto, titolo regionale e primo posto M40) prima di abbandonarci al nostro alloggio, con le forze fisiche e mentali ormai in avaria (tutta la famiglia inclusa).

Dopo un'esperienza così dura, deciderò di prendermi una pausa rigenerante dalle gare e deciderò di scegliere solo pochi eventi estivi: la gestione del caldo lo scorso anno ha provocato molti problemi, costringendomi a rivedere molte scelte...

(Ringrazio Sicilia Running e la gentilezza dei fotografi incontrati lungo questo cammino)

giovedì 6 giugno 2019

Milano Marathon - Una normale, entusiasmante giornata piovosa!

Il giorno prima dell'esame...
Milano, 07 aprile.

Arrivare impreparati ad una gara, che può essere mai?
Non è poi così tanto divertente se quella gara rappresenta la distanza regina in assoluto nell'atletica (...su strada per non offendere nessuno), cioè la Maratona.

Conscio che più di "tanto" non avrei potuto fare e che anzi potevo mettere in preventivo l'eventualità di una cocente crisi, mi sono dedicato dal venerdì al sabato pre-gara alla scoperta degli amici dell'expo ed alla consueta visita della Città ormai mutevole (in meglio) di anno in anno.
Lasciata la famiglia a casa per varie vicissitudini (che ringrazio apertamente) ho potuto rilassarmi in vario modo e divertirmi, seppur per qualche decina di ore.

Il clima era abbastanza caldo-umido per gli standard milanesi ma già a me andava bene così.
Al mattino della gara, invece, il tempo era messo sul bruttino...
Sapevo delle difficoltà ormai vissute lo scorso anno dell'ingresso ai giardini Montanelli, così mi sono recato con ampio anticipo ai cancelli che ho superato in fretta e, come tantissimi comuni mortali, ho aspettato per la mia sosta - lampo ai bagni chimici.

Niente sub. due ore e trenta, quindi ci stava l'ultimo "alleggerimento dello stomaco" che ormai mi capita ogni qualvolta sto per affrontare delle gare importanti.
La colazione era stata fatta abbondantemente ma senza esagerare, dato che nei giorni precedenti ci avevo dato dentro con i carboidrati.

Tutto rientrava nella norma, compreso il riscaldamento, lento, svogliato e breve.
Ma in realtà di correre avevo una gran voglia, anche se non avevo ancora deciso a quanto andare: lo avrebbero deciso le lepri ingaggiate dalla Manifestazione!

Già presenti lo scorso anno, l'accoppiata di Campioni della Nazionale di Atletica Leggera degli anni passati Giovanni Gualdi e Stefano Scaini, si ripropongono come Lepri di lusso ingaggiate per correre entro le 2h40' ed aiutare più persone possibile a raggiungere tale scopo.

Se il ritmo fosse stato di 2h35' mi sarei buttato lo stesso, anche se con qualche dubbio di troppo, ma vedere quella proiezione di 2h40' messa sul piatto d'argento con due atleti così esperti e preparati, mi vedeva ancora più rilassato di quanto non lo fossi già.
In realtà, purtroppo, il nervosismo attaccato allo stomaco non mi aveva aiutato ad evacuare del tutto e ciò, purtroppo, mi porterà problemi seri più avanti...

Alla partenza, quindi, mi assesto sulla sintonia trasmessa dai due pacers di colore giallo fluo e alle volte accenno ad un dialogo, per smorzare i toni.
Il cielo era molto più che grigio ed accennava a piovere, proprio pochi attimi dopo l'inizio della corsa.
Mi guardavo intorno ed il gruppo presente era molto folto, consistente di una decina di unità, più la forte croata Nikolina Sustic che corre con gran facilità una maratona a settimana.
Questa volta, con grande determinazione, tentava di correre sotto il minimo richiesto per i Mondiali di Maratona, 2h38'.
Guardavo più avanti e la gente scappata via era davvero tanta, al che pensavo a voce alta: "Stiamo andando piano noi o sono loro ad essere così veloci? Saremo almeno al centesimo posto..."

Ma con l'esperienza maturata negli anni non me ne curavo affatto e lasciavo correre.
Quasi quasi mi ero pentito di aver lasciato in borsa gli occhiali da sole, ma in quelle prime battute di sole ce ne stava davvero poco...
Passaggio al Duomo, sotto una pioggia fresca e intensa
Al passaggio accanto il Duomo di Milano stavamo ballando sotto la pioggia, ma la mia psiche non ne risentiva perchè più fresco era il clima e più sarei andato forte.
Lo sapevo e tanta fresca pioggia mi gasava.

I primi chilometri della Milano Marathon corrono via facilmente in mezzo al pubblico, tra l'altro sono riusciti ad allungare la fase proiettata sul Centro Città di qualche chilometro, diminuendo quindi la parte destinata all'abbandono in periferia.
Da un lato è una scelta dalle mille ovvietà per dare motivazioni ed ascoltare il maggiore calore del pubblico, ma dall'altro si corre maggiormente su attraversamenti stradali ricchi di pavè, basolato e tracce delle linee del tram, parecchio fastidiose per la meccanica di corsa.
In più credo di aver notato qualche curva di troppo, ma è inevitabile se vuoi correre in Centro.

Tutto questo dura circa 12-13 chilometri, poi è il momento di andare in periferia e passare per alcuni punti come il Mi.Co o l'ippodromo milanese e San Siro, situato ben oltre la mezza maratona.
Tutto questo ti rincuora perchè sai che stai tornando indietro, verso l'arrivo, che il più è stato fatto, ma le cose sarebbero più dure se non ci fosse l'animo smosso dal duo Gualdi - Scaini, sempre e solo positivi con noi del gruppone.

Ogni tanto provo a dar man forte al loro lavoro e mi propongo di dare una mano alla Sustic, ma lei ha uno stile di corsa aggressivo che prende spesso posizione in gruppo con una certa autorità, quasi scalciando.
Devo stare attento per non scatenare una carambola o una perdita di equilibrio...
Quindi dentro di me cerco di mantenere la calma e distrarmi in qualunque modo, anche quando un gruppo di automobilisti inferociti (ma perchè non fanno così quando chiudono un quartiere intero per il gioco del pallone?) strombazzava per qualche minuto in più di coda...
Il nostro gruppo, allegramente rideva e ringraziava di "cotanto incitamento" :-)

Il passaggio alla mezza ci vede ancora in tanti ancora vivi, ma non sapevo quanta autonomia mi sarebbe rimasta a quel ritmo (1h18' di passaggio alla mezza maratona) prima di capitolare...
E invece no, il problema più grosso in quel momento era dovuto dai crampi allo stomaco, prima lievi, poi sempre più pressanti.
Primi metri di gara con a fianco Padre Puccio, Athletica Vaticana

Ormai contavo i chilometri e dopo il 25° K iniziavo a cercare bagni da tutte le parti.
Cercavo di tenere il più possibile e di combinare la crisi di mancati allenamenti con quella dovuta alla sosta forzata in bagno che avrei dovuto fare, ma non me la sentivo di perdere il trenino così ben collaudato.
Eppure non davo segnali di cedimento, anzi i pacers iniziavano a dare delle "deadline", in special modo Giovanni Gualdi che annunciava che si sarebbe fermato prima del 35° Km...
"Ma come?!?" pensavo tra me e me...
Sarebbe stata una dura mazzata.

Il tempo di notare alcuni cambi di percorso, passando su alcuni tornantini della montagnetta milanese e già era tempo di tornare verso il centro cittadino, eravamo quasi lì e mancavano meno di 10K.

I dolori addominali iniziavano a limitare la libertà di movimento del mio corpo e stringo i denti, almeno fino al chilometro 35.
Gualdi saluta tutti e accende il fuoco della competizione interna al gruppetto: ognuno si scatena a modo suo ed io faccio la mia parte con un discreto allungo!
"Accidenti, sto attaccando! Ma allora posso farcela a fare un discreto tempo" sussurro a me stesso.

Un lungagnone straniero (forse belga) corre a leve spiegate e non ce la faccio, almeno in quelle condizioni, a tenergli testa.
In realtà stava correndo molto forte (si vedrà dalla classifica finale) ed io sono il secondo a seguirlo.
Il gruppo ormai è sfilacciato e parto all'inseguimento di chiunque veda anche come un piccolo puntino: di sicuro sarà scoppiato.

Ma ad un certo punto non ce la faccio più e con una mossa da vero "veterano" della corsa, mi nascondo dietro una siepe a bordo strada, allargo sulla destra la mutanda interna del pantaloncino e, senza sfilarlo via, sono costretto a mandar via i problemi dallo stomaco nel giro di una ventina di secondi.

Frame by frame della volata finale
Pensavo di ripartire senza energie e invece finalmente mi sento sbloccato, quasi rinato e riparto all'inseguimento di chi aveva approfittato della mia breve sosta.
Erano in due, che già erano parecchio lontani, quasi 200 metri.
Ma man mano che la strada si rifà avanti,acquisisco maggiore convinzione dei miei mezzi: la mossa di fermarmi si rivela azzeccatissima e ritrovo maggiore rilassatezza specie nella zona addominale.

Corro con entusiasmo e mi assesto sui 3'25"-30"/Km, obiettivamente di più non riesco a fare viste le mie reali condizioni di forma ma questa andatura mi permette di riassorbire i due che mi avevano passato in fretta.
Poco più avanti uno straniero con la canotta nera degli AR Runners viene palesemente incitato "sul campo" da un suo supporter che gli si mette davanti a tirarlo.
Sembrava scoppiato ma vedere questo comportamento poco sportivo mi da maggiore carica e lo passo con rabbia.
Potevo dirgliene quattro, ma preferisco risparmiare energie che tanto le sue erano ormai finite!

Ormai mancano meno di due chilometri e ne vedo altri due avanti.
E' impossibile andare a prenderli, forse dovrei aumentare il ritmo già per me sostenuto, già per me superiore alle aspettative per come si sta profilando il finale di gara, cioè in positivo.
Eppure vedo un "varco" raggiungibile e continuo a spingere forte.
E' l'ultima curva prima del rettilineo finale che porta sul traguardo, attraverso una nuova via e relativa modifica del percorso, spariscono per pochi attimi e li rivedo ormai molto vicini a me ma forse troppo lontani per raggiungerli sul traguardo.

Eppure innesto la volata consolatoria e cerco di raggiungerli.
Risulta tutto facile, perchè oltre ad essere "piantati" i due runners si erano rilassati alla vista del traguardo e li passo a pochi metri dalla linea del finish incitato dal pubblico festante e urlante.

Crono finale: 2h36'52" e 30° posto assoluto.
Not bad.

Cosa devo cercare da una gara così riuscita?
Non c'è niente di emozionante che chiudere (forte)
una Maratona ;-)
Solo le emozioni, purtroppo i miei tempi migliori sono lontani e ci vorrebbe ben altro per avvicinarmi, ma resto conscio che quello che ho ottenuto non è poi così facile da raggiungere e non sono tempi da fare tutti i giorni.
Oggi corro per divertimi e soprattutto per fare divertire chi si allena con me che trova grande stimolo in quello che fa.
Oltretutto con una famiglia che cresce è meglio dare ispirazione a chi raccoglierà la più bella eredità di tutto ciò che ho seminato: ovvero la giusta cultura sportiva che ambisce al risultato e che sogna di correre fianco a fianco con i migliori runners del mondo nelle più importanti manifestazioni, con sacrificio e dedizione.

Le mie motivazioni sono queste, trovare il tempo per correre, farlo tutti i giorni e dare la giusta carica al gruppetto che mi segue.

E Milano Marathon 2019 si chiude molto bene, ringraziando tutti coloro i quali hanno permesso di sorridere alla medaglia conquistata!

(Grazie a tutti coloro che hanno pubblicato le foto online o trovate sui Social Network)

lunedì 29 aprile 2019

Vivicittà 2019 - La classica primaverile eterna

La Gara Storica - Su tutte!
Palermo, 31 marzo 2019

Iniziavo a correre con il Vivicittà, non posso che continuare a farlo, per forza.
La manifestazione evoca tanti, troppi ricordi, di una Palermo che è cambiata, negli avversari, nei colori delle scarpe, nella fatica e nell'importanza della classifica.
Prima con tempi come il mio di quest'anno finivi buttato fuori dalla Top Ten, tanto era elevato il tasso tecnico, ma negli anni 2000 le manifestazioni di una certa importanza erano poche e di certo non erano inflazionate come lo sono oggi con una gara ogni settimana.
Resto fedele al Vivicittà, un tempo gara Top da 12 Km con i migliori specialisti italiani e stranieri a contendersi il titolo di migliore classifica compensata per Città italiane (ed anche estere), oggi resta una 10 Km pur sempre targata UISP ricca di significati legati al sociale e coniugati dallo sport che resta sempre e solo la Corsa.

Oggi il percorso è cambiato rispetto ai ricordi vintage di un tempo, un pò del tutto sbiaditi, ma oggi guardi le foto di quest'ultima edizione, bella, fresca, ventilata e soleggiata e credo che chiunque abbia corso (dalla competitiva di 10 K alla non competitiva di 3 Km per le famiglie) sia tornato con il sorriso stampato in volto.

Personalmente esco (nuovamente) dall'ennesimo malanno stagionale, causa un altro brutto contagio in famiglia che non mi ha permesso di portare a termine una già claudicante bozza di preparazione alla Maratona di Milano ormai alle porte.
Ultimamente Agnello ha fatto grossi miglioramenti
soprattutto sul piano del costante alto rendimento
Volevo correre la Mezza Maratona di Pergusa e non fu possibile, inoltre ho passato diverse giornate di fiacchezza e gambe pesanti prima di "ingranare" nuovamente con ritmi accettabili.

Sfortuna volle che proprio la domenica di Pergusa, il 24 marzo, durante l'uscita per il lunghissimo delle 2h30', mi sono dovuto fermare per soccorrere un podista della domenica svenuto davanti ai miei occhi.
Sono rimasto lì per tutta la durata dei soccorsi, così come tanta altra gente che stava correndo nei pressi di Mondello e purtroppo questa persona sconosciuta al mondo della corsa probabilmente non ce l'ha fatta...
Inutile aggiungere altri commenti, purtroppo anche per improvvisare un allenamento è utile sapere come sta il tuo cuore con un buon check up medico...

Durante la settimana del pre-gara del Vivicittà, solo un'uscita positiva consistente in 4 x 18 minuti forti + 4' corsa attiva (per simulare il classico 4 x 5.000m + Recupero 1.000m attivo) lungo il percorso del giro dell'Addaura con l'aggiunta del giro di 4 Km di Mondello Valdesi durante una pomeriggio funestato da vento e freddo.
Contento di averlo portato a termine, più di così non ho potuto fare, ma sono cosciente che a Milano potrò correre forte solo se il clima di gara si manterrà molto fresco.
Allora in quel caso potrò rischiare nuovamente il 2h35', altrimenti cercherò di limitare i danni.

Con questo discreto carico sulle gambe, quindi, non c'è stata occasione migliore che correre il "medio da 10 Km" come ultimo test prima della Milano Marathon.

Ultimamente sono rimasti pochi gli assi nella manica in Sicilia: da un lato Coach Polizzi fedelissimo alla Pista (per lui le gare su strada non hanno mai rappresentato "l'atletica") con il duo Ala - Ussem Zoghlami, dall'altro il Coach Ticali con il fondisti e maratoneti Vincenzo Agnello e Alessio Terrasi (senza contare altri nomi infortunati, il fortissimo prete Don Puccio, e la Campionessa Anna Incerti).
Dopo di loro, il nulla assoluto in termini di atletica giovanile...
Contento, più che mai!

Con la partecipazione di Vincenzo Agnello, ovviamente il nostro Vivicittà inizia con un piede diverso, quello dell'acceleratore schiacciato a tavoletta.
E se consideriamo che i primi due chilometri del percorso sono tutti i leggera e costante salita, un simile atteggiamento tattico potrebbe uccidere...

Bibi prova a stare insieme ad Agnello dopo il via, ma il bravissimo ragazzo marocchino trapiantato da tanti anni a Palermo, cede in fretta ed io provo con determinazione a tenere il margine su di lui il più ridotto possibile.
Già il podio è delineato e non c'è nessuno presente che possa insidiarlo.
Ciononostante non mi do per vinto e dopo un primo giro stancante affondo il piede per affrontare l'altro giro da 5 Km circa.

Insisto molto ma i postumi influenzali si fanno ancora sentire, così riesco a godermi Via della Libertà chiusa al traffico delle auto e mi godo il tifo degli appassionati presenti.
Con la compagnia dell'amico Hamad Bibi
insieme sul podio
Accuso un ritardo sul secondo giro di circa 40 secondi e chiudo al terzo posto in 34'37" che per me sta più che bene!

Subito dopo la gara accorro ad assistere mia moglie ed ormai è consuetudine: inizia la secondo competizione, stando appresso alle volate del mio piccolino :-)
E quando la gara competitiva è terminata, inizia la camminata per le famiglie che ha avuto comunque un bel numero di partecipanti.
Ed anche se, non essendoci nulla di competitivo, non ne vedo il motivo di una passeggiata stile "flash mob" (dato che è bello tenersi in allenamento, tutti i giorni), sorrido nel vedere tanta gente vestita con tante magliette bianche di cotone anni ottanta :-)

La premiazione fa sempre passare ogni fatica, oltretutto il giardino inglese mi ha visto crescere lì anche se non potevo recarmi tante volte quante ne avessi voluto, ma un'altra domenica speciale è riuscita bene, tutti insieme.

Adesso servirà il miracolo della Madunina :-)

(Ringrazio per le foto Sicilia Running e Fotomatti Palermo)

domenica 3 marzo 2019

CdS Cross a Vittoria (RG) - 2° Fase - E i Giovani dove Sono?

Buon secondo posto di Squadra e... peccato per non aver tesserato
Hamad Bibi con noi!
Vittoria (RG) - 25 febbraio.

Il titolo regionale assoluto lo vince Tony Liuzzo, uno che di professionismo ne ha fatto tanto per l'atletica, uno che ha gareggiato ad alti livello anche quando professionista non lo era più, per lungo tempo quando abitava a New York City e con il quale abbiamo fatto quelle due Maratone insieme.
Uno che ha smesso di correre diversi anni fa, salvo riprendere da pochi mesi tesserandosi per l'atletica Augusta e, comunque, già riesce a fare buona figura.
Ma vincere il titolo regionale assoluto, all'età di 40 anni (o quasi) fa molto riflettere sul movimento dell'Atletica in Sicilia.

Figuriamoci se l'avessi vinto io questo titolo, reduce da due settimane di allenamenti intensi ma rabberciati, praticamente ripartendo da Zero a causa di una doppia influenza nel giro di poco tempo (W la famiglia!) e con cattive sensazioni nelle ultime uscite.

Ad otto giorni dalla gara, in compagnia di uno dei pochi amici che capisce ormai le mie abitudini poco ordinarie e le esigenze dettate dalla famiglia (sarò ripetitivo ma ormai è una ovvia costante trovare spazio e tempo per allenarmi molto relativi) scuotevo la testa quando mi cimentavo con lui nei 15 x 500m (circa) (R.50") svolti al boschetto della Favorita, perchè non erano le stesse buone sensazioni di fine gennaio e perchè faticavo più del dovuto...
Eppure restavo in piedi pur macinando giri, ma il cronometro più di 1'33" - 1'30" forzoso non restituivano...

Freddissimo...
Ho provato un pò di tutto per ridare forza alle gambe, persino un allenamento forse troppo duro svolto giovedì 14 consistente nell'intera Scala Vecchia di Monte Pellegrino corsa troppo lentamente, troppo troppo e, successivamente alla discesa, con dei cambi di ritmo da 3 minuti e recupero attivo di 1 minuto, fino a casa.
Perchè avessi corso così piano era ovvio: con quei 3 giorni di stop forzato mi ero sentito così giù che ripartire non è stato facile, ma il periodo delle malattie è pur sempre un qualcosa che non puoi prevedere e, pazienza per tutto.

Arrivare a Vittoria non è una passeggiata per chi parte da Palermo.
Fortunatamente avevo con me la compagnia di Hamad Bibi, da quest'anno tesserato per la Mega Hobby di Caltanissetta, che aveva deciso di esordire proprio in questa gara.
Si sentiva in buona condizione, da tempo in ripresa, ma negli ultimi giorni si era fatto male a lavoro: una brutta botta al tibiale che lo faceva zoppicare un pò, e via con tre giorni di stop.
Ma lui è Bibi, quindi correrà forte ovunque e comunque.

Il viaggio come detto è stato difficile, il maltempo con forte vento perversava nell'Isola ed una gara come la Malta Marathon è stata annullata proprio quella domenica a causa del forte vento e maltempo.
Per fortuna, con tutta la dovuta cautela, non incontriamo particolari pericoli per strada, ma arrivare ci è costato oltre 3 ore di macchina, abbastanza stancante.
Ritmo sollecito sin dalle prime battute
Il cross, situato all'interno dell'ippodromo locale, si presentava su di un terreno esattamente uguale a quello che calchiamo durante gli allenamenti, quindi ero molto convinto di fare una prova onesta visto che i terreni scivolosi o molto pesanti non fanno per me.

Purtroppo il fortissimo vento ha rovinato la giornata, freddina ma molto nuvolosa, tanto che era difficile star fuori a guardare le altre gare dei ragazzini fino agli Juniores.
Pochi, come detto nel titolo i veri partecipanti con qualche ambizione di classifica...

C'era una autentica bufera, ma durante il riscaldamento con i ragazzi della squadra, ci abituiamo all'ambiente e proviamo il percorso che fondamentalmente non era altro che un larghissimo anello di un chilometro con poche curve molto ampie e filanti.
Leggero falsopiano all'inzio del giro, leggera discesa molto scorrevole e sul finale una altrettanto leggera salitina, tutto da ripetere dieci volte.

Alla partenza, qualcuno vuol fare il protagonista e parte molto avanti ed uno di questi è Casarrubea, un runner del Club Atletica Partinico che negli ultimi mesi si è messo in grande evidenza soprattutto nei Cross.
Era arrivato dietro di me nella tappa svolta in gennaio, a Palermo, anche con discreto distacco e quindi penso che stia sparando le cartucce troppo in fretta, anche perchè tutti i maggiori favoriti restano dietro.
Campo di gara con fango assente
Provo a stare attaccato a Tony Liuzzo fino a che la situazione resta in stallo, per pochi giri.
Il primo a prendere le redini dell'andatura è proprio Bibi che tira con se l'altro marocchino favorito, Mohamed Idrissi, suo compagno di squadra.
In realtà il gruppo ancora non si sfoltisce e con loro due restano avanti anche S. Laudicina (autore di un primo giro fortissimo), N. Mazzara, Liuzzo, Casarrubea e l'altro atleta giovane del CUS Palermo, Pizzitola.

Mi stacco troppo in fretta ed è già il quinto giro, metà gara passa velocemente in circa 17'04" al mio cronometro.
Provo a non mollare come è nelle mie abitudini ma non riesco più ad avvicinarmi a Liuzzo, mentre il giovane Pizzitola probabilmente finisce le energie e riesco a passarlo senza alcuna sua resistenza.

Di Casarrubea invece mi sorprende la sua tenuta dato che Liuzzo riuscirà a staccarlo proprio negli ultimi due giri, mentre io, causa anche un dolore al fianco, non riesco più ad incrementare e la mia 7° posizione resta quella...

Il ventaccio è sempre più forte, taglio con fatica il traguardo, giusto per provare un allungo e termino in 34'41" a soli 24 secondi da Liuzzo, il vincitore del titolo assoluti come detto.
Bibi si rammaricherà con me perchè, forse troppo assente dalle gare, commetterà l'errore di lasciare andare via Idrissi perdendo la corsa e dicendomi: "Io giocavo con lui, mi ha fatto l'allungo all'ottavo giro ma poi ho recuperato nel finale"... Bravi ad entrambi!

Tolti Laudicina e Mazzara (cat. Promesse maschili) che comunque si allenano tanto nel trapanese, chi è rimasto a correre a livello assoluto?
Campo di allenamento del Ragusano, tanti professionisti
si sono allenati qui
Davvero pochi e davvero male, dato che altri bravi atleti erano ad Acireale a correre su strada e nel mio cammino in gara ho visto forse troppi amatori, alcuni di loro con molte primavere alle loro spalle con più voglia di scherzare che veramente mettersi alla prova.

E tutto questo fa riflettere anche perchè se, stando davvero in una condizione atletica poco convincente finisco 7° (ed a podio regionale assoluto), cosa c'è nel prossimo futuro?
Poco, davvero ben poco.

E intanto la Monti Rossi Nicolosi con il suo secondo posto ai Campionati Regionali di Società vola a Torino a portare un pò di Sicilia ai Campionati Italiani di Cross del prossimo 10 marzo dove spero tanto di trovare più terra battuta possibile, l'unico scenario di cross più compatibile alla strada, almeno per riuscire a tirare fuori il mio solito carattere combattivo.

E... non dimentichiamo che la Milano Marathon è sempre più vicina!

(Ringrazio A. Monaco e M. Statello per le foto)

venerdì 8 febbraio 2019

Torna l'inverno e tornano i Cross

Bravo e ormai specialista delle 5K il nostro Lucio Cimò
Palermo, gennaio 2019.

Ricomincia una nuova stagione, con la Monti Rossi Nicolosi (riconfermata) e supportato dagli stessi sponsor e amici.
Ammetto che potrebbe essere la mia ultima stagione agonistica, la famiglia ha preso tanto tempo e tante energie, tali da rendere molte volte l'allenamento fisicamente e mentalmente difficile da correre come sono stato sempre abituato a fare.
Quando ti rendi conto che non riesci più a fare le cose per bene, è meglio inziare a pensare di concludere la tua attività e proseguire con nuovi progetti, come può essere il Coaching, con la giusta formazione.

Ma sto bene, non ci sono alcuni impedimenti fisici e sarebbe un peccato sprecare un altro anno che potrebbe regalare continue emozioni.
Certo, il titolo del post di per se è sbagliato: la stagione dei Cross ufficialmente apre intorno a ottobre/novembre per lo più nei paesi nordici (inclusa l'Italia, che annovera a se le sue note selezioni per le manifestazioni federali), ma qui in Sicilia prima che arrivi il primo vero freddo dobbiamo aspettare i mesi di gennaio e febbraio.

E quando fa freddo, magari con pioggi frequenti, ci si può allenare al parco su terreni appesantiti dal fango, alberi che inebriano l'aria di odori invernali ed erba umida: allora capisci che correre in campestre, magari con la maglia pesante a manica lunga respirando aria gelida ha un suo reale significato!
Nel finire dell'anno e per tutto il mese di gennaio, mi sono prodigato in vari allenamenti di Campestre con qualche "puntatina" nella gelida pista cercando qualche richiamo veloce.
Penso di aver svolto un buon lavoro, conscio del fatto che gli allenamenti sui percorsi da 500m e 1.000m metri circa nella pineta denominata "Boschetto" sita dentro il Parco della Favorita, sono andati bene.
Alle volte ho corso in compagnia ed è bastato questo a rendere più impegnativo e fruttuoso l'allenamento, e spesso abbiamo trovato delle belle giornate fredde ma soleggiate.
Altre volte, per mancanza di tempo, ho optato su un percorso privo di saliscendi ma a tratti sabbioso di circa 950m al Piazzale dei Matrimoni.
Partenza da un'angolazione inconsueta

Per me correre d'inverno ha questo sapore: immerso nella natura e lontano il più possibile dallo Stadio.
In fondo tutto questo è propedeutico alla prossima preparazione alla Maratona di Milano prevista in aprile, quindi tutto procede per il verso giusto.

Purtroppo non ho potuto prendere parte alla prima prova dei CdS di Cross previsti a Nicolosi lo scorso 20 gennaio a causa di impegni familiari legati a vari malanni che mi negavano l'assenza per più di un giorno e così a malincuore ho dovuto rinunciare ad una gara molto esaltante e, soprattutto, organizzata dalla mia Società Sportiva.

In realtà il battesimo della prima gara dell'anno l'avevo già fatto, ovverosia un Cross di soli 6 Km circa svolti all'interno del Parco della Favorita dentro l'area già denominata "Boschetto" domenica 13 gennaio.

Conoscendo bene il percorso e le insidie, mi sono invogliato a partecipare, pur storcendo il naso nel partecipare ad una distanza "atipica", troppo corta per me di 6 Km.

Il percorso ricavato all'interno di questa area ben sviluppata per la corsa, povera di erbacce e arbusti alti, si presta ottimamente per mettere a dura prova le gambe con continui cambi di direzione, saliscendi spezzagambe e spezzafiato, alcuni tratti che si riducono a fanghiglia scivolosa quando piove ed un terreno prevalentemente duro.

Grazie Fotomatti! (Trinacria)
Se correre l'anello corto di meno di 500m può essere in effetti noioso ma comunque più stimolante di freddi giri in pista, il percorso ultimamente ricavato di circa 1.000m ti garantisce un bel mal di gambe quando torni a casa, in special modo dopo aver coperto distanze intorno ai 10 Km o superiori.

Negli anni quest'area è stata oggetto di cross ed interpretata in vario modo, da altri allenatori che hanno sviluppato percorsi da 1 Km diversi tra loro ma tutti molto complessi.
Decisamente il più duro è stato negli anni passati quello del Coach Siragusa, ma nel tempo i riferimenti si sono persi e quindi si è optato per seguire il tracciato del Prof. Liga più facile da memorizzare e meno muscolare nel complesso in quanto minore in dislivello.
Se considerate il giro da 1 Km da ripetere molte volte, anche un minor dislivello fa molta differenza nei cross.

Purtroppo non stiamo parlando di ampie aree erbose e vallonate come quelle trovate negli anni passati nei parchi di Monza, in Emilia Romagna o nel Lazio, davvero superbe.
Quando si parla di Cross al Sud ho sempre trovato "meraviglie" nelle Pinete sabbiose di Catanzaro Lido (paesaggio tipico su molte altre coste calabresi), nella Pineta lavica di Nicolosi ed, ovviamente nella Pineta del Parco della Favorita.
La Pineta domina al Sud :-D

Così, una volta atteso il proprio turno, è stata la volta della mia gara, insieme agli assoluti.
Come era ovvio il favorito era proprio Lucio Cimò, da quest'anno in RunCard.
Mi aspettavo di tenere la testa con lui per metà gara prima di cedere, ma non ha atteso nessuno dopo il via, correndo un primo giro davvero forte, intorno i 3'10".
Io, con il mio 3'16" ero già secondo e staccato di molto e per giunta affaticato.

La partenza è stata fin troppo spinta per entrambi, tant'è che Lucio non riuscirà a staccarmi con assoluto dominio ma manterrà un vantaggio di poco superiore ai 30 secondi, pur sufficienti per vincere in scioltezza.

Io come al solito ho dato tutto e l'impossibile, tentando di accorciare le distanze o contando su un suo cedimento, ma una volta trovatomi completamente solo all'inseguimento, anche io stesso ho accusato il colpo ed i tempi sul giro si sono appesantiti.
Stringi i denti e corri! Foto A. Ponari
Confesso che nell'ultimo giro ero davvero "al gancio" ed ho rallentato volutamente per manifesta difficoltà fisica...
Male, considerato che le gare andrebbero corse in progressione positiva.

Anche stavolta ho provato a buttarmi senza risultato, ma i cross non riescono mai ad esaltarmi.
Con una gara di così scarsa importanza vale la pena tentare; se fossero stati i Cross a Nicolosi avrei optato per una gara più regolare e ragionata, va bene così.

Foto sul podio e premiazioni fuliminee da parte dell'Organizzazione che ha recuperato sui tempi morti e prima gara da M40: l'anno non poteva inizare meglio (considerate le ormai quotidiane difficoltà!)

Ringrazio per le foto gli amici del Good Race Team Palermo oltre che A. Ponari e Fotomatti Palermo)

P.S.: In queste ultime due settimane sono stato vittima di continui quanto pesanti malanni che mi hanno costretto a stare fermo per qualche giorno.
Ammetto di essermi demoralizzato un pò visto che stavo trovando una buona continuità anche in vista di impegni sportivi sempre più difficili in avvicinamento alla Maratona di Milano.
Troverò le forze per riuscire a risollevare sia il fisico che il morale... ancora una volta!

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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