41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

mercoledì 7 dicembre 2016

Perchè l'infortunio arriva sempre sul più bello?

Saper arrivare al traguardo in allegria è frutto di sagge scelte ;-)
Disclaimer: NON mi sono infortunato ;-)

Questa volta mi va di interrompere la solita routine dei racconti e degli allenamenti che da qualche settimana/mese stanno andando sempre meglio.
Sento maggiore confidenza con la fatica, spesso gli sforzi vengono premiati, il lavoro in gruppo porta i suoi frutti e vorrei allenarmi anche di più inserendo qualche seduta mattutina che per adesso è difficile da svolgere.
Tutto sembra filare liscio ed è in questo momento che molto spesso nella vita di un runner, arriva la mano pesante dell'infortunio a far crollare tutto il castello di sabbia che hai faticosamente costruito.

Già, perchè scorrendo indietro negli anni, sarà un caso, eppure ho sempre dovuto interrompere le corse e gli allenamenti sempre sul più bello, e spesso è stato un duro colpo dovermi fermare perchè le occasioni perse non erano di poco conto (come la wild card persa per la Maratona di Chicago del 2012...).

In fondo è semplice capirne il motivo, un runner non vuole fermarsi mai e per nessuna ragione.
Tant'è che esistono quelle persone che se vengono stregate dagli effetti benefico/agonistici del podismo, non arrestano il loro avanzare nemmeno quando il proprio fisico inizia da giorni o da settimane a lanciare chiari segnali di tregua o di stop.
Capita, molto spesso ed è capitato anche a me quando ero poco più che ventenne, che continui ad allenarti ed a correre per testardaggine finchè il dolore diventa insopportabile ed a quel punto non c'è più nulla da fare: il pallottoliere delle settimane e dei mesi calcolerà l'indefinito periodo di stop...

Arrivare a dover ricorrere ad una operazione chirurgica è sempre più frequente nel mondo podistico e capita molto spesso a chi, ormai non più tanto giovane, si fa prendere la mano facilmente nei primi anni di attività una volta scoperta la magia di questo sport.

Oggi mi ritengo fortunato, dopo una incalcolabile mole di chilometri devoti alla distanza regina della Maratona, a non aver ricorso ad alcun intervento chirurgico, anche se qualche volta l'opzione venne sfiorata, preso dallo sconforto di un problema fisico che non passava davvero MAI...

Ed invece la parola MAI (il mai irrisolvibile nell'apparenza) non esiste se sai resistere tanto tempo senza correre, ma questo aspetto fra poco lo chiarirò.

Penso che in fondo il nostro destino sia scritto e che non tutti siano portati fisicamente per la corsa, perchè è uno degli sport non di contatto in assoluto più deleteri e degenerativi che possano esistere.
Sono convinto, infatti, di aver ricevuto un fisico davvero resistente perchè per quanti sforzi e sacrifici sia riuscito a superare, non ho mai avvicinato il "punto di rottura", pur avendolo sfidato molto spesso in giovane età con irrisoria quanto incosciente arroganza.
Quando non ti risparmi mai in allenamento o in gara, è facile accumulare stress su stress ed il ripetuto impatto sul terreno, indipendentemente dalla qualità delle proprie scarpe da corsa, a lungo termine presenta il conto...

Il nostro corpo, purtroppo, a causa di atteggiamenti posturali sbagliati che si sviluppano nel corso degli anni, seppur si possa cercare di correggerli con esercizi adatti (molto spesso pochi, sacrificanti ed efficaci), non sarà mai simmetrico e quindi caricheremo maggiormente su un arto anzichè sull'altro, provocando enormi squilibri.
Basti pensare che quando corriamo, scarichiamo a terra ben tre volte il nostro peso corporeo in energia di spinta...

Molto spesso capita che pensiamo di risolvere un problema fisico agendo sul dolore diretto quando invece la natura di quel dolore è posturale e viene da lontano.
In quei casi la lista di accertamenti diagnostici non finisce più e la confusione sale in cattedra, scoraggiando i nostri intenti...
Per esperienza non è semplice capirne qualcosa, ma non si deve perdere mai la visione positiva ed ottimistica di un quadro generale che è la sommatoria di tanti disequilibri generatisi in silenzio nel corso della nostra vita.
E non è detto che non possano convivere serenamente tutti insieme aiutandoci a convivere con il nostro sano sport ancora per molto tempo.

Per esempio, quando insieme al dolore fisso sul bicipite femorale destro scoprii di avere un eccessivo squilibrio del bacino, il mio mondo crollò...
Eppure ancora oggi, nonostante gli esercizi posturali, sicuramente quel bacino non si è allineato, resta sempre squilibrato e corro comunque come sempre ho fatto, senza patire grossi problemi meccanici.

Non saprei se rivolgersi ad un bravo chiropratico o ad un bravo osteopata risolva tutti i problemi della propria esistenza, perchè alla lunga non ho mai trovato tangenti testimonianze di chiaro ed effettivo benessere, oltre ad un incremento prestazionale...
Il vero osteopata, infatti, è il Tempo e la dedizione rivolta alla cura del proprio corpo con semplici e funzionali esercizi di allungamento posturale (si lo so, sono ripetitivo ma l'efficacia si nasconde in pochi e concreti gesti quotidiani).
Si deduce che (causa anche mio scetticismo perchè gli osteopati bravi si conteranno sulle punta delle dita in tutto il Mondo) non mi sia rivolto mai a simili pratiche, oltretutto molto rischiose se viene sbagliata la manovra.

Chi mi segue da tempo, inoltre, sa bene che ormai il mio parere rivolto all'utilizzo di plantari personalizzati è nel non andare ad acquistarli perchè a conti fatti un reale beneficio tale tipo di plantari non lo ha mai dato a nessuno (forse, a meno che non si abbiano seri ed evidenti problemi posturali)...
Infatti non mi è stato mai chiaro perchè il calcolo dell'appoggio non viene eseguito con l'azione di corsa oltre che stando fermi sul posto...
E' evidente che l'azione di corsa è tutta un'altra cosa rispetto a quando si resta statici su una pedana e se il plantare viene disegnato in base al solo parametro statico qualche dubbio ulteriore me lo da sull'effettiva utilità sportiva.
Piuttosto, fare attenzione alle pratiche quotidiane come la postura sul divano, stare dritti sulla sedia in ufficio, non tenere il portafogli sulla tasca posteriore dei propri jeans o altro, è il modo migliore per dare longevità al nostro sport.

A tal proposito, sempre con la dovuta gradualità, risultano più utili i cari e vecchi esercizi di andature che rafforzano i piedi in maniera straordinaria: data la loro varietà possono essere inseriti al posto di un allenamento specifico e donano un sano divertimento oltre che sono di grande efficacia per migliorare la forza e la resistenza agli infortuni.
Un piede debole comporta una corsa debole che scarica tutti i problemi da qualche altra parte nel proprio corpo, ed è un peccato che vengano sistematicamente abbandonati dalla più giovane età adolescenziale in poi, a meno che non ci sia l'occhio attento del proprio allenatore nel sollecitarli.

A proposito di allenatore: di veri atleti che nella propria carriera siano riusciti ad allenare se stessi ne ho visto per davvero pochi, e si è sempre trattato di gente molto in gamba e con un carattere ben stabile ed equilibrato, ovvero gente di successo nello sport.
L'allenamento "fai da te" ha in tarda età indubbi vantaggi, in primis la gestione del poco tempo a disposizione che si ha per andare a correre, senza stare appresso a tabelle, appuntamenti ed obblighi morali con chi ti segue, ma molto spesso non si trova la giusta soluzione allenante.

Facendo il mio esempio, riconosco il fatto che non saprei allenarmi da solo in quanto, pur essendo un tipo solitario, non riesco a saper equilibrare gli allenamenti fatti su me stesso e tendo ad esagerare, pretendendo troppo.
Di conseguenza potrebbe capitare che molto spesso terminerei l'allenamento prima del previsto con evidente scoraggiamento e confusione.
Mi chiederei se avrei preteso troppo dalla giornata o se ero troppo esigente, generando confusione.
Essere giuria e giudice non aiuta, ecco perchè serve la voce imperante dall'esterno di un Coach, competente, che almeno ti sappia instradare sulla via più equilibrata.
Oltretutto, almeno dentro di me, sapere che devi portare a compimento un obiettivo, diciamo "imposto" da un allenatore, è fonte di enorme stimolo ed è stato così sempre, sin da quando ho iniziato prendere sul serio questo sport, sarebbe difficile oggi cambiare questo tipo di mentalità.
Infine, è innegabile, è un grosso vantaggio allenarsi in gruppo, ne beneficiano tutti e ti diverti di più, alla lunga correre da solo aliena te stesso ed appanna i tuoi obiettivi agonistici.

Per ultimo, dedicato a chi si scoraggia facilmente o abbandona ogni speranza, posso raccontare brevemente le mie esperienze con infortuni più o meno cronici che mai e poi passavano, e parlo di problemi che durano oltre un anno...
Credo di poter affermare che solo in questi casi estremi il massaggio sportivo sia stato efficace, ma devi anche saper trovare la persona brava e dedita che si sa applicare.
Troppo spesso ho sentito parlare di pratiche terapeutiche applicate laddove non ve n'era bisogno (leggi l'abuso della Tecar Terapia), e mi dispiace perchè quando l'infortunio ti scoraggia e ti butta giù è facile accettare la possibilità di poter sprecare denaro per tentativi che si rivelano inutili.

Purtroppo, a conti fatti, quando il dolore persiste nella sua fase acuta o il danno è recente ed appare di difficile risoluzione, nulla e ripeto nulla ti aiuterà a risolverlo nel breve periodo.
Il tempo in questi casi è l'unica soluzione, che aiuta a riparare il disastro fatto poco alla volta e si deve avere così tanta pazienza che è difficile immaginarla.
In un paio di infortuni per me è andata così, sembrava non si risolvessero mai, eppure il peggio è passato, avendo pazienza, quando ormai avevo perso le speranze.
Non è stato facile sopportare il fatto di stare tanti mesi fermo senza la parvenza di un miglioramento, ma se oggi non avverto più alcun fastidio è perchè non ho caricato sulla struttura quando il segnale infiammatorio era più che evidente.

Ovviamente quando si è recidivi e quando un'ecografia unita alla corretta interpretazione di un bravo medico evidenziano che sulla muscolatura o sul tendine sono presenti lesioni ripetute e cicatrici figlie di ripetuti traumi (come nel caso di continue contratture che provocano infiammazioni ed allungamenti dolorosi, o peggio uno strappo muscolare), è chiaro che una volta guariti, si dovrà fare molta attenzione e cambiare la preparazione atletica finalizzata al rafforzamento generale della struttura attorno alla zona indebolita.
Solo così, nel tempo si potrà tornare a correre con la massima serenità.

Ecco qual'è il motivo che ti porta al facile infortunio: esagerare e pretendere troppo da se stessi, quando si sta bene e quando si è lanciati verso risultati entusiasmanti.
La soluzione è semplice: gestire con la massima serenità il periodo positivo e non lasciarsi prendere troppo dall'entusiasmo: se solo sapessimo moderare l'intensità degli allenamenti e correre con una marcia in meno, riservando solo il meglio in gara, saremmo tutti dei runners provetti che sanno tirare fuori il meglio di noi stessi.
In questa sede parla un atleta che non si è mai risparmiato e che quando sta bene prova ad applicare queste teorie ma invece di scalare una marcia preferisce scalarne mezza...

Che sia Maratona o 1.500m su pista non esiste disciplina podistica di minore stress o rischio infortunio, l'unica differenza è la rapidità del logorìo fisico che ne determina tale disciplina, ma quando dai tutto te stesso per un periodo prolungato è facile cadere in un periodo infelice.

D'altronde chi corre a lungo deve essere una persona paziente per avere successo :-)

(N.B. il presente post è frutto di tanta esperienza accumulata negli anni e della mia personale interpretazione che penso possa essere d'aiuto ed ispirazione a chi si approcci alla corsa e niente altro)

giovedì 17 novembre 2016

Palermo Marathon 2016 - Un Quarto Posto che vale tutta una Stagione

Quarto posto all'arrivo and the winner is...
Giovanni Cuscinà (miglior foto)
Palermo, 14 novembre.

Il giorno dopo aver corso la Maratona di Palermo sono con il sorriso stampato in volto: cammino benissimo, ho i muscoli leggermente indolenziti, un pochino i piedi sofferenti e nulla più.
Ricordo ancora oggi con grande emozione i giorni susseguenti alla Maratona di New York 2010 (anch'essa dal percorso molto muscolare, seppur minore di quello di Casa mia) quando non riuscivo a scendere le scale dal dolore ai quadricipiti!
Ma quel giorno... beh, avevo dato davvero il massimo :-)

La gara di ieri, partita come un allenamento che doveva fermarsi poco dopo la mezza maratona, è diventata una sfida che ho raccolto fino alla fine quando ho trovato in me chiari segnali di buona condizione.
E' stato un lungo viaggio nelle strade della mia Città, un divertimento, un continuo incitare la cittadinanza accorsa all'evento con discreti numeri ed entusiasmo e trovo ulteriori migliorie ad un servizio offerto dal comitato organizzatore che ha regalato tanti sorrisi all'arrivo, i più preziosi dei turisti/podisti accorsi da ogni parte dell'Italia ed Europa.

Per pochi metri ho corso nell'incertezza che si è cancellata immediatamente lungo i viali del Parco della Favorita diretto nel Centro Storico; la Partenza dallo Stadio delle Palme, in una giornata soleggiata  ma sempre fresca, mi ha graziato ed ha contenuto l'eccessivo surriscaldamento del mio corpo donandomi rilassatezza e gioia di correre.

Quella che mi ha portato a concludere la corsa, con ottime sensazioni ed un futuro sportivo che nuovamente mi sorride.
Start! E dopo poche centinaia di metri i tre keniani
con Bibi ci fanno "ciao" (Hamad vincerà la mezza maratona)
Resto tutt'ora stupito come la nuova tipologia di allenamenti del Prof. Liga abbia potuto restituirmi tale solidità sulla lunga distanza pur non avendola preparata specificatamente.
Non avendo corso i chilometri-maratona nemmeno una volta e lavorato maggiormente sulla velocità di punta, sull'efficienza della corsa e sulla resistenza alla velocità prolungata (medi a ritmo serrato e corto veloce), ero molto scettico sulle possibilità di successo sul traguardo, eppure il merito oggi va al Prof. che in pochi mesi mi ha ridato la facilità di corsa, essenziale per poter portare a termine una 42K con tale solidità.

Come detto, superata la passerella della partenza, con la tranquillità d'animo di un viaggiatore di lunga distanza, cerco la giusta compagnia per affrontare i primi chilometri e dopo un rilassato inseguimento sul piede dei 3'25"/Km trovo una coppia di promettenti runners provenienti dal Belgio in visita alla nostra Città.
Fatta una rapida conoscenza, inizio un pò a raccontare i posti che ci accingevamo ad attraversare, elogiando le bellezze uniche di Palermo.
Ero talmente rilassato sul piede dei 3'35"/Km che i chilometri passavano via con estrema facilità, anche nel primo tratto di ritorno che da Via Libertà ci riportava verso il Parco della Favorita, tutto in leggera ed estenuante salita.

Purtroppo, come ogni anno, si doveva mostrare estrema attenzione ad attraversare gli incroci del Teatro Politeama, di Piazza Croci e del Giardino Inglese perchè il traffico veicolare veniva distrattamente chiuso fin troppo in ritardo.
Poichè bastano anche pochi istanti a provocare un grave incidente, non riesco ancora oggi a capire perchè si provvede a fermare i veicoli 100 metri prima del passaggio degli atleti, seppur pochi e spaiati come eravamo noi in quel momento.
Non immagino le scene vergognose che saranno accadute quando la massa di podisti sarebbe giunta a quegli incroci.
Ancora oggi non si riesce, con pugno fermo sia chiaro, a fermare atti di inciviltà che rovinano il senso gioioso della Manifestazione.

Passaggio suggestivo a Palazzo dei Normanni
Se fin'ora avevamo trovato poca gente sul percorso, una volta entrati dentro il Parco della Favorita, lo scenario era ancora più silente, ma la Cittadinanza ancora oggi risponde pigramente all'evento.
Basti pensare che molto intelligentemente un gruppo di supporters francesi e polacchi si erano posizionati lungo il verdeggiante Viale Diana (quello che attraversa il Parco) a fare simpaticamente il tifo...
Ottima scelta, e non è così folle pensare a quanti tifosi, famiglie, bambini e curiosi potrebbero assieparsi lì a passeggiare dietro transenne (casomai ci fosse bisogno di metterle) approfittando della strada chiusa al traffico e fare il tifo alla carovana della Maratona.

Fatto sta che la mia "passeggiata" inizia a diventare cosa seria quando mi trovo da solo a bere al rifornimento a metà dell'impervio viale alberato.
Stavo correndo con tutta decontrazione da solo ed avevo staccato il simpatico e giovane atleta belga.

Incontro il Prof sul percorso e lancio un buon segnale, ormai mi immettevo sul rettilineo in discesa verso la Palazzina Cinese e tutto girava splendidamente.
Il sempre gradevole passaggio a Villa Niscemi scopre una modifica al percorso dello scorso anno articolata su un curvage stretto e fastidioso, ma così riesco a scorgere il laghetto interno, altra perla innestata all'interno del Parco della Favorita in mezzo al quale si sviluppa la dimora del Primo Cittadino.
Pochi chilometri in discesa e si giunge allo Stadio delle Palme, fin troppo facilmente, in 1h16'17".

Tanti erano i tifosi ed appassionati assiepati sulle tribune e non ci metto molto ad infiammare i loro animi, incitandoli ad applaudire: è la festa della mia Città ed ho ragione di volerli coinvolgere.
Lo Speaker dell'evento, Giuseppe Marcellino, mostra entusiasmo nonostante già da molti minuti siano transitati i primi tre atleti keniani che lotteranno fino alla fine per la vittoria.
Così facendo, non penso minimamente di fermarmi e proseguo, entusiasta.

Palermo in Autunno :-)
So già che la seconda parte sarà la più temibile e comunque ad ogni occasione continuo a bere, spugnarmi, bagnarmi e tenermi fresco, anche quando non c'è apparente bisogno.
Il sole inizia a farsi sentire forte e vigoroso ma non infrange la frescura sotto gli alberi del Parco e, una volta affrontato il giro di boa, luogo giornaliero di ogni allenamento, mi metto sereno e affronto il lungo viale Diana irto di insidie, nuovamente.
Qui trovo grande compagnia, sono i podisti della mezza maratona, un pò più attardati che stanno quasi per completare la loro prova e ci scambiamo gli incitamenti: avevo ancora tanta energia in corpo, il 27° Km era già scattato e non vedevo l'ora di raggiungere il fatidico 30.
Fino a quel momento solo un gel ingerito e molti liquidi, stavo bene.

Superate le dune di asfalto della Favorita, inizia la lunga discesa che porta a Mondello e guardo il mio Smart Run GPS che segna un ritmo di circa 3'30"/Km o poco sotto.
Sono ancora efficiente e corro ancora discretamente ed anche se il momento della verità si avvicina mi godo il lido balneare dei palermitani.
Al suo ingresso trovo tutto l'appoggio della Palermo Running e grazie alla loro carica positiva mi ritrovo a correre sul piatto lungomare in poco tempo.
Efficienza e forza muscolare mi vanno lentamente abbandonando ma sento ancora di poter gestire il tutto.

Mi chiedo ancora una volta come sia possibile che pochissima gente si trovi a Mondello a passeggiare (anche distrattamente) o a fare il tifo ai podisti che presto invaderanno il percorso, quando la giornata è ideale per trovare rilassatezza lì...
Chi trovo, invece, è Felipe (rubrica 4 chiacchere di corsa su FB) ad incitarmi e già mi basta: il giro di boa è presto fatto e mi godo il panorama del ritorno attraversando il Charleston e guardando il mare dietro i miei quieti occhi celati dai consueti aggressivi occhiali da sole rosso fuoco.

Ormai conto i metri che mi separano dal Gigante di 3,5 Km circa chiamato "Salita di Mondello" e mi immedesimo nei keniani passati molti minuti prima ancora in perfetta spinta e decontrazione.

La parte iniziale mi trova in grande difficoltà ma resto sempre alto ed efficiente nella corsa e nè mi siedo nè mi arrendo alla difficoltà alta del momento, piuttosto conosco bene il mio avversario e lo affronto con saggezza passo dopo passo.
Dopo un primo tratto duro, infatti, spiana un pò e da lì inizio a trovare maggiore fluidità di corsa e correre poco sopra i 4'00"/Km mi soddisfa.
Il Viale della Favorita al ritorno e
gli avversari della prima ora ormai staccati
Incrocio i tanti che scendono ed è emozionante sapere che il peggio sto quasi per metterlo alle spalle.

La furia del Prof incontrato in sommità non la racconto, ma anche se sarà un bel pò seccato della mia scelta, deve sapere che completare la gara così mi ha dato 100 anni di serenità e dopo tanto patire arriva la discesa degli ultimi chilometri.
Il Good Race Team è schierato al rifornimento e mi spinge verso il viatico Palazzina Cinese - Villa Niscemi ed infine sul rettilineo degli ultimi due chilometri che rilancio con ottimo slancio.

Tutto è sofferto e, seppur non avendo la giusta preparazione nelle gambe, la mia gestione è oro colato!

Ormai si soffre ma corro costantemente sotto i 3'40"/Km e mi basta...
L'arrivo è una festa, ancor meglio dello scorso anno quando vinsi ed il tempo sul cronometro mi basta per esultare: 2h36'00" e buonissimo quarto posto (non c'era molto da fare con i keniani, tutti autori di eccellenti prove su un percorso durissimo) e personale sul percorso specifico migliorato di oltre otto minuti!

Il tempo di esultare, fare festa ed arriva la chiamata del controllo antidoping che mi ruberà il posto sul podio per la premiazione (di categoria) ma è una bella soddisfazione essere convocato per tale tipo di accertamenti.

Adesso si svolta in meglio e nonostante tutte le difficoltà della vita di ogni giorno, guardo dopo due anni alla distanza regina con il sorriso.
Ed è bastato un semplice quanto impegnativo allenamento...

Infine, vorrei dire la mia sulla scelta organizzativa del percorso che, con un'abile trovata, da due anni a questa parte ha reso il doppio giro simile ad un giro unico, attraversando in fase iniziale prima il centro storico e poi il lido balneare di Mondello.

Considerato l'incrollabile repulsione che i cittadini palermitani hanno nei confronti qualunque evento sportivo che non sia il gioco del pallone, potranno passare altri 100 anni, ma li troveremo a strombazzare agli incroci la domenica, inferociti per la chiusura delle strade.
E non vorranno sapere ragione perchè inventeranno mille ragioni di estrema urgenza per giustificare la necessità di attraversare il percorso riservato alla gara (fatto gravissimo, le grandi manifestazioni internazionali transennano tutte le strade e le blindano, ancor prima le principali, e tutti a piedi o su mezzi pubblici senza avere il cruccio di nessuno).
Mondello, veduta del Charleston, noto stabilimento balneare
Quindi, ben venga riservare la prima parte di gara quando la cittadinanza ancora sonnecchia, alla chiusura del Centro Storico per quel tempo limitato.

Per quanto riguarda la scarsa affluenza di tifoseria e persone presenti sul percorso nei viali della Favorita, a Mondello o sul percorso di ritorno nella temibile Salita di Mondello dove risulta chiaro l'assordante silenzio che non aiuta a vincere le difficoltà specie nel finale c'è ben poco da lamentarsi: abbiamo una risorsa tecnica preziosa e la buttiamo via così...
Vorrei annoverare come la cittadinanza di Boston accolga proprio nelle ultime fasi di gara le migliaia di podisti che affrontano la temibile "HeartBreak Hill" (salita spacca-cuore).
Premesso che il percorso della Maratona più antica del Mondo si sviluppa da un punto "A" ad un punto "B" attraversando vari percorsi in linea retta immersi nel verde, tutti in continuo e pesante saliscendi, la salita spacca cuore in questione è diventata un simbolo di questa Maratona proprio perchè la più difficile e decisiva ai fini della vittoria finale.

La nostra Salita di Mondello, oltre ad essere di gran lunga più dura della pari ascesa di Boston, non solo ieri ha decretato il vincitore finale (Kimeli Kisorio in 2h17'), ma permette ad ogni podista di mostrare la sua reale forza sul diretto avversario.
Con la logica di Grande Evento Internazionale, dovremmo e potremmo avere migliaia di persone a fare il tifo su quei decisivi percorsi e... figuriamoci dentro il Parco della Favorita che non è poi così male rispetto a Central Park di New York City...

Happy (Pasquale Ponente Photo)
Ovviamente non è Maratona da fare il tempo cronometrico, per quello si può andare in tanti altri posti,  ma Palermo la scegli per altri motivi, in primis per i tanti percorsi paesaggistici quest'anno elogiati dai vari turisti, italiani e stranieri.

A mio parere, ogni altra polemica sul percorso resta sterile e la gente ha tutte le comodità per fare il tifo ai propri podisti... ma dove lo trovi un percorso - maratona che corre così vicino al mare cristallino (di questo periodo dell'anno) di Mondello?

Ma la testa della gente non si può cambiare tanto facilmente ed al Sud Italia c'è troppo poca apertura mentale...
Era forse migliore il percorso (decisamente più piatto) che portava i podisti (dei primi anni 2000) nella prima parte verso l'anonimo e triste quartiere di Brancaccio?

Grazie a questa gara ho trovato l'entusiasmo perso per strada a causa di molte situazioni nuove cui mi sono dovuto adattare e posso finalmente credere che potrò tornare a fare buoni tempi in Maratona.
Grazie Palermo Marathon, ci vediamo il prossimo anno ;-)

(Ringrazio per le foto tutte le rubriche podistiche siciliane presenti su Facebook:
Quattro Chiacchere di Corsa
Sicilia Running
Ultramaratone, Maratone e dintorni
ed il gruppo di fotografi palermitani che ogni anno pubblicano tutte le foto dell'evento sul sito maratonadipalermo.blogspot.it)

venerdì 11 novembre 2016

Pazzo per la Maratona!

Domenica 13 per la Maratona si passerà anche di qua! (
Foto P. Ponente)
Palermo, novembre 2016.

Passi due settimane "in salita" e fai una fatica incredibile ad uscire da un malanno lieve che ti ha tagliato le gambe per troppo tempo.
Ma fortunatamente continuo a credere sempre in me stesso e non mi abbatto alle prime difficoltà, inoltre meccanicamente sono tornato a correre correttamente (cosa che non accadeva più dal lontano 2010), quindi c'è soltanto voglia di correre.

E' chiaro che tutto il tempo passato a recuperare ti fa rabbia un pò ed è comunque tempo perso, intanto in questi giorni in Città (forse) sta arrivando il tanto agognato fresco che mi fa allenare senza sprecare eccessivamente energie.
Sai di stare bene quando possiedi leggerezza e rilassatezza durante la corsa e sai che vai lo stesso forte pur chiaccherando con il tuo compagno in allenamento.
Alle volte dei semplici segnali dicono tutto sul tuo stato di forma, eccessivamente condizionato dal clima di un'estate che forse sta andando via.

Come detto, la prima settimana del dopo - Mezza Maratona è volato via senza riuscire a far null'altro che tentar di correre dopo due giorni di riposo forzato dove non avevo voglia nemmeno di stare seduto su un divano.
Pian piano il malanno passava e così al venerdì ero riuscito almeno a fare potenziamento con esercizi di varia natura a carico naturale e con mezz'ora a 3'45"/Km circa, un inizio,

Il primo vero specifico, dopo svariati giorni a correre il più possibilmente chilometri di qualità (dai 20 ai 23 al giorno), è stato mercoledì 26 con un approccio veloce di 10 x 300m in pista (R. 200m in suppless) svolti quasi tutti regolarmente ma abbastanza fiacchi: era un segnale che la mia condizione ancora non fosse la migliore.
All'indomani, giovedì 27, considerata l'esiguità del lavoro svolto, il Prof. Liga mi lascia da correre, dopo una serie di esercizi di forza e agilità per i piedi, un corto veloce.
Sotto le nostre teste c'erano nuvoloni pesanti che borbottavano e, non appena comincia la prova inizia a piovere sempre più forte, tanto che ad un certo punto non ci vedevo più quanta era l'acqua che batteva sulle mie lenti a contatto.
L'acqua entrava da tutte le parti, ricordo che ancora non faceva molto freddo, quindi era per giunta gradevole e mi piaceva danzare con tutti gli indumenti bagnati fradici, ti faceva sentire vivo!
Dopo un primo chilometro a 3'15", ovviamente non ci capii più niente e chiusi solo 4 Km in 13'54".Il Prof. Liga incredibilmente ci seguiva attentamente sotto questo acquazzone, un eroe di altri tempi!

Felice di ciò, torno a casa soddisfatto sotto il continuo incedere della pioggia.

Se il tempo rinfresca, aumento i chilometri con facilità e riesco a doppiare ogni tanto.

Domenica 30 si torna alle salite di 200m (R. discesa in 1'15" circa) e do il meglio di me per stare con i teenagers molto più pimpanti.
La serie naviga tra i 36" ed i 39", avvertendo enorme disagio, ma non fa niente perchè finalmente riesco a correre senza vincoli.
Sento di essere guarito!
Al pomeriggio Mondello offre il suo mare pulito e cristallino a poche persone ed una di queste sono io che mi diverto a correre in acqua una buona ed efficace mezz'ora.
Il metodo più facile di agilizzare i piedi, utilizzato ormai da quasi 8 anni.

Le giornate volgono al bello e trovo molta gioia di correre, mi sento sempre meglio nonostante i chilometri giornalieri aumentino ed è per questa ragione che pretendo il massimo mercoledì 02 novembre nel medio previsto.
Mi reco a Mondello per farne 16, ma a causa di gambe pesanti e tanta pressione da una giornata ricca di altri impegni, ne porto a casa 12 Km ricchi di difficoltà e tremendamente piatti: dall'inizio alla fine correrò a 3'30"/Km, ammetto che quel giorno ero deluso oltre le aspettative.

Un'altra chance ce l'ho sabato 05 con un allenamento muscolarmente molto duro: sfruttando il giro di quasi 500m del boschetto del Prof. Liga, con tanta terra battuta, salita e pietre irte, corro (solo io, perchè i ragazzi si fermano a 5-6) 10 x (circa) 1.000m (R. 2'30")

All'inizio seguire i giovani mi mette in difficoltà e sono certo di fallire l'allenamento nel finale, ma resisto e riesco a concludere dopo oltre 55' di specifico complessivo (senza contare il riscaldamento di 20').
La serie fa capire davvero ogni aspetto di un folle inizio, ma i sorrisi dei ragazzi la dicono tutta sulle loro attuali condizioni: 2'58" - 2'54".8 - 2'59".7 - 2'58".2 - 2'58".4 - 3'00" - 3'02" - 3'06" - 3'08" - 3'03".

"Ed ora?" Mi chiedevo che decisione devo prendere...
C'era un pettorale di prestigio che mi aspettava e con esso tanti podisti in festa.
Sentivo di essere un pò portavoce dell'evento principale della mia Città, la Maratona di Palermo, ed ho riflettuto a lungo.
Stavo bene ma non ho lavori tanto lunghi sulle gambe ed in più c'è la Salita di Mondello nei chilometri finali che la HeartBreak Hill di Boston se la mangia in un sol boccone...

Spero che in settimana il meteo cambi in peggio e così è, arriva il freddo ed arriva la "pazzìa": correrò la Maratona di Palermo, sia chiaro, come allenamento lungo di approccio per il 2017 e come termometro per confrontare il mio stato di forma rispetto a quello dello scorso anno, secondo me in buona ascesa.

Ho mille motivi per parteciparvi, alcuni sono commerciali, altri sentimentali, altri sono eroici e sono conscio che potrei fare una "brutta figura", ma quando sai che puoi farcela davanti al tuo pubblico non devi dare giustificazioni a nessuno.
Quest'anno verranno i keniani a vincere, io potrò tentare di fare meglio dello scorso anno, cronometricamente parlando, e dalla mia so di conoscere bene il percorso...

Fatto sta che sarà bello viaggiare per una mattina intera con i favori del titolo vinto lo scorso anno e se saprò tenere una media moderata, riuscirò anche a fare un buon tempo!

Domenica 13 palermitani, non prendete l'auto e fate il tifo per gli atleti della Maratona sulle strade principali della nostra Città!

martedì 25 ottobre 2016

Palermo Half Marathon - Mille motivi per tagliare il traguardo

Passaggio in solitaria (come tutta la gara) - Grazie M. Crispi!
Palermo - 16 ottobre.

La settimana che precedeva l'evento da "circoletto rosso" sul calendario, date le attese in crescendo di forma, era tutto sommata iniziata per il verso giusto.
Ma spesso basta un niente per mandare in fumo tutto il bel lavoro svolto...
Da martedì 11, inizia a girare un vento nefasto che porta con se tutta una escalation di pensieri, eventi inaspettati, scocciature e tanto stress...
Costretto a correre poco quel giorno, il problema si ripresenta ugualmente il giorno seguente e davvero non si può più rimandare lo specifico previsto.

Peccato che si trattasse di un altro allenamento di ripetute con recupero in corsa per giunta ridotto rispetto a quello magnifico del sabato precedente, che ho corso completamente al buio nel tardo pomeriggio (quasi sera), in Villetta.
Persino i riflettori dello Stadio delle Palme ormai erano spenti e girare in quel contesto non diveniva poi così divertente.
La cosa ancor più strana era che, grazie al clima fresco, sembrava che corressi molto forte ed in spinta, quando invece le forze erano ormai giunte al termine di una giornata molto pesante e piena di impegni...

Un lavoro da buttare via o da archiviare come "svolto"?
Io opto sempre per la seconda delle due e, seppur deluso da ogni aspetto della prova nel suo insieme, riconosco che era orario di andare a cenare e mi incammino verso casa con il meritato defaticamento.
Più di così, dopo una due giorni non-ordinaria non avrei potuto fare...

Poi si parla di "vita da atleta": siamo lontani anni luce da poterci permettere un paragone del genere, seppur macinando chilometri e sacrifici, anche nei punti più alti della mia carriera, un vero professionista (pagato dallo Stato o no) non si potrebbe trovare mai in situazioni del genere dato che ha tutta l'intera giornata a sua disposizione per potersi allenare e per produrre risultati.
Considerata l'ormai sconfinata mole di eventi su strada che portano lustro e visibilità alle maglie che un atleta può portare in giro (per il Mondo aggiungo io), spesso un atleta che sa pianificare eventi dal grosso spessore (come le Major Marathons) può dare quasi la stessa visibilità di uno che indubbiamente sa vincere poche gare in Italia.
Ingresso alla Palazzina Cinese (Grazie A. Ponari!)
Sono dettagli macroscopici e ti fanno capire quanto sia bistrattato questo sport che, nonostante tutto e tutti, continua ad essere parte indissolubile di me...

I giorni a seguire procedono male, non riesco a recuperare appieno lo stress ed oltretutto si viene ad aggiungere una due giorni di afa e caldo anomalo che mi stroncano ulteriormente e sabato 15, quando la giornata sembrava essere la più tranquilla della settimana, non appena scendo a correre nel primo pomeriggio, inizio a sentire le gambe pesanti e mi sento privo di forze.
Temporeggio sul da farsi correndo piano e provo a completare la sgambata senza soffermarmi sul ritmo ma in quei 40 minuti le energie mi crollano addosso ed inizio a sentire dolori muscolari...

Tutto questo non aveva alcun senso anche perchè non avvertivo alcun sintomo influenzale.
Il pomeriggio e la sera mi sento una pezza, mi riposo, vado a letto presto e prego, per l'indomani.

Il giorno della gara, domenica 16, mi alzo con l'incertezza nell'anima e con un lieve ma fatuo miglioramento, era soltanto l'effetto del riposo notturno...
A tutti gli effetti, durante il riscaldamento le cose vanno anche per il meglio, riesco a correre bene, fare degli allunghi (cosa improponibile al sabato) e mi faccio forza; unico grande avversario il caldo che sarà protagonista di una giornata ventilata e umida (come al solito).
Start!

Pochi preamboli, pochi partecipanti, un clima molto rilassato che forse era meglio svoltare sul lido di Mondello per quella domenica, e si parte sotto gli occhi dei tanti testimonial dell'atletica leggera con Massimo Vincenzo Modica, Anna Incerti e Stefano Mei quest'ultimo candidato al ruolo di nuovo Presidente della Fidal Nazionale.
Gli avversari principali erano presenti tutti, in quattro gli sfidanti (di cui uno iscritto alla 10,5K, Tiziano Giammanco) che avrebbero corso avanti.
Peccato verderli allontanare via piano piano sul lungo rettilineo del Parco della Favorita poco dopo lo start.
Bibi, Agnello, Terrasi e Giammanco correvano e parlavano sul filo dei 3'10"/Km, mentre io facevo una fatica superiore ma lottavo con tutte le mie forze pur di non prendere troppo distacco da loro.

Ricordo il passaggio di 9'45" ai 3K che, magari poteva anche non essere correttamente posizionato, era davvero forte per me; in quel momento il quartetto molto rilassato aveva già circa 15" di vantaggio.

Giunto alla Via della Favorita, all'altezza del Campo ad ostacoli comunale, capisco che non posso tenere quel ritmo così a lungo e devo iniziare a gestire le fatiche e le gambe che quella domenica, forza non ne hanno.
Quel tratto è da una vita che lo soffro, è un continuo salire e perdura per circa due chilometri prima giungere alla discesa che porta direttamente a Mondello.
Ringrazio ancora P. Ponente per le meravigliose foto
(sfondo Palazzina Cinese)
Ma affrontato il giro di boa di Pallavicino ed altra salita, i miei avversari ben più agili, non si scorgono più e resto solitario all'inseguimento.

Al passaggio alla Palazzina Cinese trovo l'amica Adriana a far le foto, contesto solitario ma stupendo, mi è di conforto e lo sarà per i due passaggi.

Il successivo passaggio a Villa Niscemi mi proietta nuovamente dentro il Parco della Favorita per l'ultimo chilometro e mezzo prima del passaggio allo Stadio e chiusura del primo giro.
I ragazzi, ora rimasti in tre e sempre in bella spinta erano già usciti ampiamente dallo Stadio e cercavo di quantificare il distacco, probabilmente fissato sui 700m.
Infatti al cronometro ero già in ritardo di 2'30" da loro e la cosa non potevo che accettarla con amarezza.

Purtroppo le cose iniziano a peggiorare da quel secondo giro quando le forze iniziano ad abbandonarmi proprio come al pomeriggio precedente.
Provo con tutto me stesso, in un Parco della Favorita silente e chiuso al traffico, a concentrarmi sulle asperità che mi attendevano nuovamente e devo fare comunque un plauso alla coppia di testa che, nonostante il caldo sempre più pressante, ha saputo bissare lo stesso crono del giro precedente.

Ingresso allo Stadio
(caldo incalcolabile)
Hamad Bibi infatti, con un allungo operato a circa due chilometri dal termine in Palazzina Cinese, staccherà definitivamente Alessio Terrasi e vincerà con netto distacco.
Si presume sia stato un lieve malore fisico il motivo del ritiro dello stra-favorito della vigilia, Vincenzo Agnello.

Nelle fasi finali della corsa, i pochi volontari sul percorso mi incitano gentilmente e mi comunicano che sono a podio ma resto scettico.
Entrato in uno stadio di confusione, anche a causa del caldo che soffro particolarmente, esco a fatica da Villa Niscemi e provo a cambiare passo (inutilmente) fin sul traguardo.

Chiudo al terzo posto ma penso che dopo la Maratona di Milano del 2015 (dove ero anche lì affetto da un malanno) sia stata la gara più sofferta della mia carriera.

1h19'20" il tempo finale, e questo la dice tutta sulle mie condizioni di salute quel giorno...

Non è bello farsi vedere al proprio pubblico in queste condizioni così penose (dal punto di vista cronometrico intendo, in fondo ho mantenuto fino alla fine un giusto contegno), ma il post premiazione è stato devastante, dovendo riposare a lungo a letto sfinito nelle forze.
Chi mi conosce almeno sa che sono un runner che alle gare non si ritira e che accetta quello che il destino ti si prospetta avanti, giornalmente.

Podio agguantato!
Oggi mi sento ancora indebolito, sarà stato un virus di lieve entità che mi ha "imbrogliato" e che ha sfruttato il periodo il alto stress capitato all'inizio della settimana, fatto sta che ancora devo cacciarlo da "casa mia".
Oltretutto nel mirino non c'era questo allenamento casalingo ma la ben più veloce mezza maratona di Riposto (CT) della domenica 23 cui dovrò ovviamente rinunciare.

Perderò sicuramente un'altra settimana per cercare di guarire da questo malanno improvviso, ma chi mi segue può star certo che sarò pronto a raccogliere i frutti del lavoro svolto il prima possibile.

Poco o nulla mi ha fermato nella mia vita dal vivere le gioie della corsa e, statene certi, ho nuove motivazioni per andare ancora avanti ed avanti!

(Ringrazio Sicilia Running per il servizio, oltre che le rubriche su FB Ultramaratone, maratone e dintorni, 4 chiacchiere di corsa ed il fotografo P. Ponente)

mercoledì 19 ottobre 2016

Tempo di Mezze

La più bella di domenica 16 - Grazie P. Ponente Photographer
Palermo, ottobre 2016.

Superate le difficoltà del Memorial D'Acquisto, pur consapevole di aver corso una buona prova, considerate le mie capacità non molto inclini a correre forte una 10K, in questi giorni, visto il morale innalzatosi molto e visto che molti allenamenti finalmente hanno dato conferma di solidità, ho sfogliato volentieri l'agenda degli anni passati.

In molti casi, riuscivo a correre con gli stessi tempi cronometrici distanze maggiori o ripetute maggiori e riuscivo a doppiare più spesso.
Oggi ho qualche difficoltà nel macinare chilometri, anche per via di lieti impegni familiari, ma non mi lamento più di tanto perchè alla prima occasione scendere al mattino è sempre qualcosa di magico.

E' anche vero che Totò Liga insiste sulla monotonia di prove veloci che, magari in ottica maratona potrebbero essere una decina in più, ma non vedo l'ora di cimentarmi nuovamente in tali imprese anche se ancor oggi noto una lieve difficoltà nel gestire tutto l'allenamento.
Alle volte non riesco a terminare da "killer" l'ultima ripetuta perchè ho dato fondo a tutte le energie, ma noto con piacere che la gamba gira senza mostrarmi brutte sorprese e, soprattutto, con costante regolarità.
Quindi ho accettato ben volentieri di svolgere più o meno gli stessi lavori, con il vantaggio di avere l'occhio vigile del Prof e la compagnia di ragazzi bravi e motivati in gruppo (ma non più di me ;-)

Tutto questo si traduce in motivazioni e validi riscontri e portano a quella serenità che sono sicuro mi aiuterà a ritornare a correre la Maratona vicino ai miei migliori livelli, perchè la distanza della 42K devi amarla non solo in gara, ma per tutto il periodo in cui la prepari.
Anzi, devi amare ogni singolo chilometro e minuto che ci dedichi...

Tutto questo porta logicamente a programmare gli ultimi mesi dell'anno in modo coscienzioso, anche andando lievemente contro la volontà del Prof. che vuole sviluppare in me la velocità ed agilità massima che sapevo esprimere prima degli ormai noti al passato infortuni.

Servirà correre almeno una Mezza Maratona veloce e proverò penso in almeno due eventi questo tentativo.
Ovviamente svelerò su questo blog i racconti e l'avvicinamento a queste importanti gare :-)
E' chiaro che correre una buona mezza maratona potrà fugare ogni dubbio sulle mie capacità di applicarmi in Maratona, anche in relazione alle ultime uscite, in parte deludenti.

Ma oggi non è più così e gli allenamenti svolti lo testimoniano, finalmente!

Un paio di giorni dopo la dura prova del D'Acquisto, si torna nuovamente in Pista e con il Prof riusciamo ad accordarci su 12 x 500m (R.2').
Non avendo ancora scaricato bene l'evento, mi sento all'inizio imballato e lascio alle mie gambe decidere quale sarà l'intensità dell'intero lavoro, abbastanza lungo di suo.
Così stacco il cervello e lascio scorrere le ripetizioni.
Inizialmente esordisco con un banale 1'30" ma ben presto scendo regolarmente ad 1'27"-1'28" e di lì non sbaglio più un colpo.
Sarà un 1'23".8 a concludere degnamente un allenamento comunque difficile con i postumi di una gara tirata fino all'ultimo metro.

La base chilometrica non manca mai, le uscite di Lungo - fondo lento - sono sempre di almeno 1h20' (circa 20 km) e non tutto riesce per il meglio, come lo specifico di domenica 02 ottobre che prevedeva qualcosa in più: 3K - 2K - 2K - 1K (R.1K) + Recupero 3' + 1K secco.
Quel giorno non gira bene, anzi non gira affatto e per questo motivo sono costretto, anche a seguito di un'ondata di umidità anomala, a fermarmi, recuperare e provare a chiudere degnamente la fatica.
E' già bello tornare a recuperare in corsa, una delle poche note positive, riuscivo a coprire il mille di recupero in 3'48" circa, ma tutto il resto non è andato come speravo:
10'30" - 10'10" - 7'00" - 3'35" ed infine 3'11" dopo la pausa.

Ciò che più conta è continuare ad allenarsi, in fondo la gara successiva, la Palermo Half Marathon del 16 ottobre rappresentava un'ottimo e comodo allenamento in casa, da non perdere.

Così mercoledì 05 si tornava in pista, con un'altra vagonata di ripetute, 15 x 400m (R.1').
Mi sono tenuto regolare sui 69" e più di così non ho potuto fare dato che, ahimè, stavolta si correva da soli.
L'ultimo, chiuso in 67" come sopra detto non mi soddisfa a pieno perchè quando ci sarebbe da chiudere con agilità e usare un po di spinta dei piedi in più questi vanno a perdersi sul tartan...

Quando venerdì 07 riesco a doppiare, temevo per lo specifico dell'indomani, ma non devo aver paura di allenarmi bene!

Sabato 08 mi aspetta una prova molto lunga e scelgo un orario da "chiusura degli spogliatoi" per correre.
Faceva più fresco, si sudava meno, veniva voglia di correre!
Con la pista chiusa mi tuffo in Villetta e sfrutto il giro da 815m (sempre quello, il quadrilatero in leggero sterrato con un saliscendi insidioso) ed i suoi multipli:
3260m - 3260m - 2445m - 1630m - 815m (R.815m) (Tot. 14,670 Km)

Inizialmente, data anche la monotonia della ripetuta, resto cauto e lascio scorrere il cronometro, ma stavo bene.
Liga, appena termina con gli atleti in Pista, mi viene a seguire e mi si apre il cuore: ad ogni giro la sua apparizione mi dona conforto, lui si era perso le prime ripetute lunghe.
In realtà non si perderà il meglio del lavoro, appena le distanze si riducono, incremento gradualmente la velocità fino a giungere all'ultimo giro in bella spinta e chiudere in un buon 2'33", ben al di sopra delle più rosee previsioni: chiudere forte e con margine è ciò che un runner deve pretendere da se stesso!

La sequenza: 11'04" + (3'05") + 11'06" + (3'00") + 8'19" + (3'00") + 5'26" + (2'59") + 2'33" - Tot. 50'35" (3'26".8/Km).

Recupero veloce, chiusura in progressione e media al chilometro su sterrato con ripetute pendenze che in genere valgono 4"/Km in medio su strada asfaltata piatta.
Si trattava di una prova molto vicina alla mia forma migliore e tutto ciò non ha potuto che strappare un sorriso di approvazione ad entrambi.

Tutto ormai girava per il meglio, un'altra settimana di lavoro fatto coscienziosamente mi avrebbe proiettato alla bella sfida di domenica 16 con belle prospettive, ed invece accade di tutto, anche quello che non ti aspetti...

(Foto - Anteprima della Palermo Half Marathon di P. Ponente che ringrazio per i suoi bellissimi scatti, che anticipa il lato positivo di questo racconto ed il dramma della domenica appena passata)

mercoledì 28 settembre 2016

7° Memorial D'Acquisto - Battaglia Vera dal Primo Metro!

Podio M35 - Ma dove sono i giovani atleti?
Palermo, 25 settembre.

La 10K del Memorial D'Acquisto è la prova regina del calendario del Gran Prix di gare su strada che si svolge in Sicilia, quest'anno si è raggiunti il record di oltre 1.000 iscritti e credo che non sia mancato davvero nessuno a questa prova tanto attesa.
Mi sono allenato bene in quest'ultimo mese di settembre, tante dure prove, seppur ripetitive e noiose andavano svolte e sono servite a farmi trovare una buona rotondità di falcata, anche se ho sempre da recriminare la mancanza di agilità nel finale delle stesse.

Questi aspetti e pochi altri dettagli li cercherò con forza nei prossimi allenamenti, ma fin qui posso finalmente affermare che sto pian piano tornando ai miei migliori livelli e correre una gara di 10 K su strada con avversari competitivi era diventata una priorità!

Complice la concomitanza con il Memorial Peppe Greco di Scicli, svoltosi il sabato prima, 24 settembre ed in tarda serata, qualche protagonista annunciabile del D'Acquisto era assente, ma gli avversari temibili erano già tanti, uno su tutti, Hamad Bibi.

La carica dei 1.000
Ahimè, la giornata era iniziata con grossi nuvoloni carichi di umidità ma restii alla pioggia, un clima fortemente disagevole per me che restare asciutti sarebbe un sogno ad occhi aperti, ma ciò che mi preoccupava era la mole di runners presenti in un circuito di appena 2,5 Km da ripetere 4 volte... un incubo - doppiaggi che si sarebbe materializzato soprattutto all'ultimo giro!

Bello lo scenario di Via della Libertà chiusa al traffico, all'altezza del Giardino Inglese, lungo il rettilineo che ti portava a Piazza Castelnuovo (Politeama) e ritorno: sarà banale dirlo ma anche se ho corso su queste strade milioni di volte, esse stesse hanno sempre il loro fascino :-)

Prima del via la calca dei mille si faceva sentire ed era altissimo il rischio caduta.
Il Sindaco Leoluca Orlando provvedeva ad effettuare il tradizionale colpo di pistola e, come previsto, pochi attimi dopo il via, il rischio di cadere è stato così elevato tanta era la calca di gente alla ricerca di un posto nelle prime posizioni, che ho dovuto sgomitare "di mestiere".

Superata la concitazione del momento, inizia subito la gara vera ed in poche centinaia di metri eravamo in tre i coraggiosi runners che non badavano alla posizione ma a migliorare il tempo sul cronometro, primo fra tutti Hamad Bibi che si è subito messo sul ritmo dei 3'09"/Km.
Un grande Giovanni Cavallo arriverà a circa 30" da Bibi
Accanto a me, come avevo previsto, si assesta il catanese Giovanni Cavallo (Podistica Messina) che da tempo si era fatto notare con delle ottime uscite e tempi cronometrici di assoluto rilievo, come un 5.000m in pista sul filo dei 15'00".

Sapevo che dovevo temerlo ma in realtà ha entusiasmato la gara divenendo lui entro il primo giro l'unico avversario di rilievo del marocchino Bibi.
Infatti Hamad "ammazza" la gara con questo forcing micidiale che non potevo permettermi tant'è che arrivati a Piazza Politeama, che un tempo verdeggiava di alberi ormai scomparsi per far posto ad una delle grandi opere chissà mai se compiuta, il passante ferroviario, schizza avanti di ritorno in Via Libertà lasciando sul posto sia me che un Cavallo indeciso sul da farsi.

Entro poche centinaia di metri, complice la mia resa ragionata, Cavallo decide di andare all'inseguimento di Bibi e per molto tempo resteranno i miei unici punti di riferimento volti a non mollare un metro e restare concentrato sul tempo cronometrico, più importante della posizione finale.

Dietro si era formato un gruppetto di altra gente d'Elite in Sicilia, ma penso che qualcuno di loro avrebbe potuto correre con maggiore impegno invece di osservare passivamente lo svolgimento della corsa ad un ritmo non consono alle attese, come avrebbe potuto fare Lucio Cimò che si è allenato duramente con me.
Tutte le Statistiche della Gara dal sito MiCoach

A me non importava un possibile cedimento finale, ma rendere onore alla corsa, non accusare troppo distacco da Bibi su una distanza di certo non mia e dimostrare che gli allenamenti e la dedizione del Prof Liga non erano buttati al vento, nonostante tanti bei cambiamenti a livello personale abbiano influenzato un poco il mio stile di vita e le mie giornate.

Il primo giro, infatti, passa rapido sotto gli 8 minuti e facendo un rapido calcolo resto insoddisfatto di un probabile 32' che non sarebbe arrivato mai visto la grande fatica accusata e devo comunque calmare gli animi e gestire una corsa lanciatissima e già in salita.
Nonostante ciò, riesco ad avvertire comunque un buon giro di gambe ed uno stile più alto che piacerà al pubblico, infatti a fine gara in tanti runners mi diranno quanto fosse migliorata la mia corsa, il che è la maggiore delle soddisfazioni!

Bibi e Cavallo intanto si allontanano e come detto, non mi do per vinto e cerco di correre il più fluido ed agile possibile ma la giornata è al solito pesantemente calda e umida ed il mio fisico soffre a dismisura tale surriscaldamento.
Attendendo giornate più fresche corro un buon secondo giro ed inizia il terzo, con il duo avanzante sempre distanziato di poco che si inizia a confondere con i primi doppiaggi.
In men che non si dica i doppiati diventeranno decine e decine, tutti sparsi lungo la già ampia sede stradale di Via della Libertà che traboccherà di podisti di ogni passo ed età.

Purtroppo con questi numeri e con questo livello di gente sarebbe stato più saggio correre due batterie ma si sarebbero dilatati i tempi di attesa della (nostra seconda) batteria, meglio quindi puntare su un giro più grande, magari di 3,3 Km da ripetere tre volte, sempre previa autorizzazione comunale...

Gara tirata sin dal via, la foto inganna!
Già alla fine del terzo giro i miei utilissimi punti di riferimento la avanti spariscono in mezzo alla folla di colori e scarpette marcianti, il che poteva essere un ottimo stimolo a correre forte, ma ormai diventava uno stress trovare la via di buca per passare muri di cinque persone spesso distribuiti uniformemente lungo il selciato, impedendomi quasi di passare.
I giri di boa a quel punto divenivano un grosso ostacolo ed al termine del terzo giro mentre cercavo di passare uno di quei "buchi" in mezzo alla gente, un podista tra questi doppiati, decideva improvvisamente di accelerare finendomi addosso, spingendomi...
Rabbia, orgoglio o assurdità?
Fatto sta che tempo per riflettere non ce ne stava e serviva non accusare ulteriore cedimento nel tempo sul giro...

Ormai era giunta l'ora dell'ultima tornata e dovevo correre più forte della precedente, segno che comunque stavo molto bene sulle gambe ed ero riuscito a gestire un grosso sforzo in una distanza molto difficile.
Stress di doppiaggi a parte, con maggiore libertà di corsa avrei potuto far meglio ma la gioia di giungere anche sprintando pò è grande e riesco a tagliare il traguardo al terzo posto con un discreto crono: 32'56", migliorando di 46" il risultato dello scorso anno.
Arrivo e non sofferto!

I parziali della gara sono i seguenti: 7'57" - 8'17" - 8'25" - 8'16"

La media generale parla di 3'18" il che mi lascia l'amaro in bocca perchè nei giorni scorsi in allenamento, dopo un concitato 10 x (100m Forte + 100m Recupero) e parziale in 6'26", avevo concluso correndo in pista 6 K a ritmo medio concludendo i 15 giri proprio a 3'17"/Km senza andare a cercare chissà quale prestazione.
Un altro allenamento ben svolto era stato domenica 18 all'esterno Pista in compagnia dei ragazzi del Prof. Liga, con 5 x 1.000m ed 1 x 2.000m tutti sui 3'00"/Km e con un caldo atroce.

Le basi erano solide, lo sono ancora e posso avere qualcosa da recriminare, almeno una 20ina di secondi sul tempo finale di gara, ma possiamo mettere tra le causali le condizioni proibitive di corsa della seconda parte e la forte umidità.

Presto inizieremo a pensare a correre una buona mezza maratona, la voglia e la volontà ci sono tutte, finalmente grazie a molte persone sono entrato in un bel periodo positivo :-)

(Ringrazio Sicilia Running ed il Social 4 chiacchere di corsa presente su FB gestito da F. Castiglia ed A. Ponari)

venerdì 2 settembre 2016

Napola-Mokarta - Venti Anni di Grandi Successi!

Foto - Copertina della Partenza dell'edizione n°20 della
Volata Napola - Mokarta
Napola (TP) - 28 agosto - E siamo giunti al ventennale.

Quando ricevo a fine manifestazione la medaglia - simbolo dell'evento, mi emoziono.

Rivivo tutte le edizioni a cui ho partecipato, ognuna di altissimo livello, dove in quelle strade di fine agosto maledettamente roventi dove il sole tarda a scendere giù, hanno corso centinaia di atleti di grande spessore, italiano ed internazionale.

L'ho detto più volte, gli organizzatori di Napola sono in gamba e la loro gara non è tramontata, proprio come fa il sole di agosto che fino all'ultimo metro della corsa non ci molla un secondo, perchè si danno da fare tutto l'anno e perchè, loro si, meritano tutto l'affetto di noi atleti locali che vogliamo essere lì, a tutti i costi, ogni anno.

Quest'anno, nella medesima data, si correva a Palermo al mattino un'altra corsa - simbolo molto affascinante, ovvero l'acchianata della Scala Vecchia fino al Belvedere, passando per il Santuario.
La mia scelta è stata perentoria un mese fa, Napola-Mokarta è irrinunciabile, per la sola emozione di essere schierato lì al via, con decine di Campioni.

La settimana poteva essere nuovamente in attivo, ma ho avuto impegni personali così importanti da potermi allenare solamente al mattino oppure nel primo pomeriggio, laddove a Palermo, tutt'ora, si raggiungono temperature poco inclini a chi pratica lo sport della corsa.
Tra l'altro, in uno di questi pomeriggi, ho visto tracollare con i miei occhi un giovane di circa trent'anni, che è svenuto davanti la fontanella dell'acqua...io ed alcuni runners abbiamo atteso che arrivasse l'ambulanza e dopo qualche secondo si è ripreso, fortunatamente...
Purtroppo mi sono dovuto accontentare e, come era prevedibile, non ho raccolto alcun risultato.
Nonostante fossi ben allenato e carico, uno di quei pomeriggi allo Stadio, mercoledì 24, svolsi l'ultimo allenamento di ripetute prima di Napola ed a quell'ora calda ho raccolto solo miseri risultati: le gambe giravano ma non spingevano e non riuscivo ad andare oltre un ridicolo 1'16" per ognuna delle ripetute di 12 x 400m (R.45").
Da prendere con filosofia, alcune priorità vengono prima di ogni altra cosa.

Conscio, quindi, di essermi allenato in condizioni "estreme" e di avere comunque un buon bagaglio di qualità sulle spalle, domenica 28, insieme al forte marocchino Bibi, instancabile lavoratore (sarà questo il segreto del suo successo?), ci rechiamo alla volta di Napola.
Quest'anno la gara non risultava prova del Gran Prix Amatori e risaltava all'occhio la minor partecipazione nelle batterie amatoriali, chi ha corso a quell'orario, intorno alle cinque del pomeriggio, ha fatto un'enorme fatica nel portare a compimento la prova dato il caldo esagerato di quell'orario.

La Presentazione... Momenti di grande emozione!
Per la prova internazionale, ci si da appuntamento quando il sole è calante, poco vicino le sette di sera: un preview molto gradevole per gli abitanti di Napola ormai diventato tradizione.
Quest'anno lo stuolo di corridori africani è stato impressionante, sfiorava la doppia cifra, tutti di alto livello e capaci di contendere la vittoria ai vari pretendenti italiani, tra i quali spiccavano Rachik, Floriani (reduce dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro) ed El Mazoury.
Avrei giurato di vedere in alto anche il talentuoso Vincenzo Agnello, reduce da un periodo in altura sull'Etna ed avrò ragione del mio pronostico: sarà in grado di battagliare con i migliori italiani fino alla fine!

Il pubblico di Napola mi accoglie con enorme affetto ed entusiasmo e cerco di non deluderlo.
Al via, dopo solo cento metri, Rachik parte subito all'attacco in discesa e scuote il gruppo.
Il suo primo attacco non sfalda i migliori protagonisti ma, conscio della difficoltà del percorso, accuso un primo distacco per contenere e gestire al meglio lo sforzo.
Con me si installa un gruppetto tirato da Tiziano Giammanco (l'allievo del Prof. Ticali), Idrissi ed il rientrante Spinali.
Il gruppone di africani resta passivo e solo Rachik continua a tirare il gruppo che vedo pian piano allontanarsi.
Con l'esperienza di anni di battaglie su queste epiche strade, celato dalle mie lenti fotocromatiche Vario, attendo che qualche vittima illustre si stacchi.

Da lontano osservo l'andazzo e si inizia a delineare la storia della gara, con Bibi presente tra i migliori outsiders assoluti ed i migliori italiani a reggere il confronto con i colored.
Il lombardo Omar Guerniche spicca tra l'altro in mezzo ai migliori, mentre Brancato prova con tutte le forze a restare fino alla fine con il gruppone di testa, ma accumulerà un leggero distacco nel finale.

Il primo a staccarsi sarà il giovane Mazzara, ma un ragazzino che ne può sapere di tattica e saggezza?
Tutto spregiudicatezza che non pagherà alla fine, ma lodevole il tentativo di restare con il gruppone per almeno i primi quattro chilometri.

Il Gruppetto dal quale spiccherà Giammanco (20)
Intanto, io e Giammanco facciamo selezione e non resta più nessuno a seguirci da vicino.
Quella maledetta, lunga salita che conclude il giro dà il nome alla "Volata", perchè non finisce mai e perchè devi spingere fino alla fine perchè non da scampo; il caldo della strada asfaltata ti crea molto fastidio.

Il giovane Tiziano è più "in palla di me" e lo dimostra a più riprese tentando di staccarmi, ma inizialmente non ci riesce ed ogni tanto prova a rifiatare pure lui.
Nel frattempo la strada scorre sotto i nostri piedi, il pubblico si fa sempre più rovente e, come accade nelle corse su strada siciliane, gli anziani del paese si schierano a bordo strada sulle loro sedioline che almeno per questa volta non sono utilizzate come "passo carrabile".

Al chilometro 4,5 raccogliamo una vittima illustre dell'inizio di gara, ovvero Alessio Terrasi che di lì a poco si ritirerà perchè non riusciva a respirare bene.
Anche Alessio, reduce da un periodo di altura, pagherà al contrario gli effetti della vita con minore ossigeno che comporta reazioni differenti nel fisico di un atleta: può andare male nei primi giorni al rientro dall'altura ma alla lunga è un metodo di allenamento che paga tantissimo.
Alessio lo dovremmo vedere protagonista assoluto nelle gare da settembre in poi.

A quel punto, devo solo stringere i denti perchè la gara entra nella sua fase più difficile.
Seppur rinfrancato dall'illustre sorpasso, ad inizio del quarto dei cinque giri previsti, mostro un maggiore affaticamento e inizio a staccarmi, anche troppo bruscamente dal mio diretto avversario.
Adesso si tratta di stringere i denti e pensare il meno possibile alle altre due lunghe salite da affrontare in solitaria.
Il quarto giro sarà, come prevedibile, di gran lunga il peggiore e accuserò un serio distacco da Giammanco, quantificabile in circa venti secondi.

All'ultimo giro, stringendo i denti, provo a cambiare passo e cerco di spalmare sui vari settori del percorso le energie rimanenti.
A tratti reagisco bene e, mentre i primi tagliano il traguardo, mi attende, con il sole che mi da del "tu", di fronte a me, la lunga montagna da scalare.
A quel punto il sole è alle spalle e, con acceleratore a manetta e bocca spalancata, riesco ad agguantare il traguardo, esultante.

Gli Ultimi metri di una "Volata" vera e propria!
Ancora una volta, la Volata Napola - Mokarta è mia, chiudendo al 16° posto in 33'39", circa un minuto più lento rispetto al mio miglior tempo.

Vincerà un sedicenne ugandese, Victor Kiplangat, atleta dal futuro garantito, capace di battere in volata Felicien Muhitira, autentico mattatore delle corse estive su strada (e magari stanco dopo così tanti sforzi nel solo mese di agosto).

Soddisfatto a metà, ovviamente lamento il fatto di aver ceduto a circa 3 Km dal termine e di non essere stato in grado di seguire un avversario comunque molto valido e capace di correre in 33'00", un tempo che volevo fosse alla mia portata.
Decisamente è l'unica annotazione da fare, ma considerata la settimana sicuramente poco all'attivo, ricca di stress e disidratazione costante, non posso far altro che accontentarmi e ripartire da queste basi e tornare agli orari più umani sin dalla prossima settimana.

Settembre porterà con se nuovi banchi di prova competitivi, Palermo sarà la Città che li ospiterà e non vedrò l'ora di regalarmi una prestazione che ripaghi di tutti gli sforzi.

Intanto, correre a Napola è stata un'emozione forte, come di quelle che non te le dimentichi più...

(Ringrazio per le foto prese da Social G. Bennici, il Sig. N. Bruno di Altofonte oltre che l'organizzazione della Volata)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...