41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 7 agosto 2009

Prove Positive a Motta S. Giovanni e Potame, ma il Duca delle Meraviglie c'è!

01-02 Agosto 2009.

L'approccio fisico più che mentale alla maratona si sta pian piano assodando: fare i conti con il caldo rende tutto più difficile, ma trovarsi a gareggiare soffrendo più del dovuto i saliscendi non è affatto un buon segnale.

Finalmente il difficile lavoro di potenziamento sta iniziando a dare dei buoni risultati: nella settimana dal 27 luglio al 02 agosto ho messo su parecchi K e due lavori interessanti, prima di affrontare le due gare.

L'intento per ora, da qui fino a Ferragosto, è di mettermi sotto pressione con carichi di potenziamento non troppo intensi ma progressivi una volta a settimana (comprendenti la palestra seguita dal Mitico Peppe) e salite (ripetute e salite lunghe).
Questa prima fase rappresenta il modo migliore per non correre il rischio di spaccarsi quando poi verrà il momento di affrontare i lunghi lavori su strada.
A mettere "pepe" a tali lavori saranno le gare su strada che, miste a questi carichi, forniranno utili indicazioni sulla bontà di tale preparazione.
Si, lo so, non è da tutti affrontare questi rischi, ma è... come dire, unire l'utile al dilettevole!

Solamente un "diversivo" dettato da ragioni personali mi porteranno a sospendere per poco tempo la preparazione: fare il meglio possibile all'Americana di Roccella Ionica cui sono stato invitato per giorno 12 agosto: l'anno scorso fui clamorosamente eliminato alla prima volata e la ferita da quel giorno è ancora aperta. Devo cancellare tale onta subita e l'occasione c'è. Basteranno le mie doti di velocità acquisite a farmi correre dignitosamente una corsa ad eliminazione?
Ho sempre il timore...

Mercoledì 29 ho lavorato leggero di potenziamento: il primo carico, micidiale, mi aveva appesantito portandomi a Castelbuono in non ottimali condizioni. Questa volta sono andato più cauto e non è stato un passo indietro.
Successivamente 20 x 200m R.1 con le Adizero Boston in circa 31".0 - 31".5 hanno completato l'opera.

I lunghi diventano ormai essenziali: attualmente conviene davvero mettersi le scarpe da Running la mattina alle 06:00 che continuare a soffrire nel letto. Almeno mi godo un'oretta di fresco :-D

La decisione è stata presa al volo, come quando si "fulmina" una lampadina: venerdì 31 stimolo il Coach e mettiamo un lavoro di salite che si rivelerà alquanto stressante.
15 x 100m salite all'Ambassador (le più dure) R.2' + qualcos'altro in pista ;-)

Le salite sono state affrontate con fluidità e molta aggressività (il recupero ampio permetteva) ma ho messo fondo a gran parte delle energie a disposizione.
Tant'è che giunto in pista mi butto dentro il blocco di lavori finale senza pensarci su:
1.000m, 1.000m, 500m, 500m (R.1'30").

La prima và, 2'54", ma il recupero è troppo limitato e alla seconda sono sul "ciglio del marciapiede".
Reggo e la seconda esce anche 2'54": da solo va bene.
La fase critica è stata qui: il primo 500m è uscito 1'24" e mi sentivo privo di altre forze.
Stringo i denti, il recupero basta e con la massima scioltezza chiudo 1'22".
Va bene così, resto ancora abbastanza veloce e scappo a casa a riposare.

Week-end di gare.

Sabato 01 agosto: Motta S. Giovanni (RC).
Qui la Fidal Calabria decide di organizzare due eventi in una sola giornata, dando più che lustro alla memoria di Francesco Verduci.
Notoriamente da un paio d'anni si organizza su queste strade di un paese sollevato dal livello del mare l'Americana di altissimo livello con grandi interpreti italiani e stranieri.
Lo scorso anno era stato grande spettacolo e, su di un percorso dai difficili tempi di recupero, ero riuscito a difendermi più che bene.

Quest'anno, però, in concomitanza con tale manifestazione, è stato inserito il Campionato Regionale di Società e Individuale di Corsa su Strada: qualcuno doveva pur correre qui e mi sono chiamato dentro, essendo meno predisposto di Francesco alle corse ad eliminazione.
Bastava essere in tre e chiudere la gara per vincere il titolo di squadra e così è stato.

Partenza alle ore 17:30 (belli freschi, vuol dire niente), percorso molto duro di 4 giri da 2,1 K: non sarà una passeggiata.
Nessun avversario di rilievo, rivedo Casuscelli, molto bravo la volta scorsa in pista ma che con la strada ancora deve prendere confidenza.
Parto convinto e mi trovo in testa. Affronto la prima rampa, la più dura, dopo una lunga discesa con il massimo impegno; il primo giro vado proprio bene.
Dopo un breve falsopiano ripiombo in discesa da una strada stretta in piazza ad affrontare la seconda parte del giro con altra discesa seguita da una salita più breve e meno impegnativa.
Curva a gomito nel pavè della strada principale e via verso la chiusura del giro, tecnicamente difficile.
Lo Speaker Nerli Ballati mi incita ----> mi gaso di più!
Gli altri 3 giri inizio a soffrire, complice il caldo da orario di gara improponibile, e il lavoraccio del giorno prima: tanto lavoro in cascina servirà più avanti.
Gestisco al meglio le forze; all'ultimo strappo le gambe bruciano ma riesco a realizzare lo stesso giro della penultima tornata e sul traguardo, solitario in 28'30", servo al pubblico l'antipasto del pre-Americana.
Titolo individuale conquistato, titolo di squadra, nel segno del Violettaclub.
Tra le donne, vittoria agevole ma ugualmente sofferta di Palma De Leo (Violettaclub).

E il primo round è andato.

Inizia a calare il sole e le stelle erano già arrivate in Piazza.
Tra i tanti nomi altisonanti quest'anno spicca Sylvain Rukundo, Ruandese, che dopo la vittoria a Santa Caterina sullo Ionio (Corrinsieme 2009), si esprime più che bene anche a Castelbuono: il favorito della vigilia è lui.
A difendere il nome dell'Italia diversi specialisti in attività tra cui Ferdinando Vicari, Maurizio Leone, Giorgio Scialabba e Francesco Duca (Violettaclub).

Rimando al sito Ufficiale del Violettaclub per leggere la notizia intera ma è il Duca delle Meraviglie ad incantare la piazza di Motta S. Giovanni.

Quel Maxi Trofeo se lo è meritato tutto: con la sua saggezza tattica che lo porta a centellinare gli sforzi ad ogni volata unita a delle doti di resistenza alla velocità davvero rare in un fondista, stende uno alla volta gli italiani presenti alla manifestazione cedendo soltanto a quel "Lupo" di Kipkering che a mio giudizio poteva battere.
Peccato, perchè la volata a 5 finale era alla sua portata.
Duca resta sempre e comunque, un Asso nelle Americane confermando che l'exploit dello scorso anno a Roccella Ionica non era stato un caso isolato.
Vince, come da pronostico, Rukundo su altri 4 africani.
7° posto finale per Francesco Duca (Violettaclub).

Domenica 02 agosto.

Potame (CS), splendido paesino situato nei pressi di Amantea: una tregua al caldo.
Sarei rimasto volentieri qualche giorno immerso nella pace, nel verde e nella frescura.
...ma come al solito giù a macinare chilometri!
Prova di Campionato Regionale Individuale di Corsa in Montagna.
Chi era più fresco tra me e Duca?
Chi è più adatto ai percorsi movimentati?
Gli altri avversari come avrebbero agito?
Risposte ottenute in circa 6 Km di gara.
...appena 6K di gara in un percorso di 3 giri...
...stesso livello di difficoltà di una gara su strada come quella corsa a Motta S.Giovanni.
Non è mica questa la Corsa in Montagna!
In Alto Adige gli specialisti inorridirebbero!
Eppure ce n'è tanta di strada in salita da affrontare per arrivare a questo paesino, sfruttiamola!

Senza troppi crucci partiamo.
Il poco riposare inizia a farsi sentire sulle gambe.
Al primo giro facciamo sfogare i ragazzi cosentini, sotto gli occhi di Maurizio Leone, Guest Star della manifestazione.
Al secondo giro, non mi tengo, e spingo al primo duro strappo ma non riesco a continuare un'azione fluida sul piano successivo.
Il terzo giro è letale: sbarazzatomi degli altri avversari me la devo vedere sempre con Francesco che, sullo stesso duro strappo del giro precedente, mi lascia sul posto andando a vincere pochi minuti dopo.
Ho provato a reagire ma le gambe bruciavano tanto.
Anche quest'anno Potame resta sua e con merito.
Chiudo leggermente in difficoltà al 2° posto ma anche questa gara è andata e il triplice impegno chiuso dignitosamente.

Le Adizero Adios dopo questi tre giorni infernali sembravano dire "Basta!!! Riposo!".
Macchè, sono nate per correre forte :-D

Come accade a fine di ogni trasferta, rientrati dalle parti di Palermo, ci diciamo: "Anche questa è in archivio", e questa volta possiamo dirlo entrambi con una certa soddisfazione.

La settimana attuale ho aumentato i carichi sopportandoli al meglio: vedremo cosa saprò dire alla prossima gara che correrò molto presto ;-)

8 commenti:

Anonimo ha detto...

La metamorfosi si sta compiendo e tra poco sarai di nuovo pronto per le maratone. Ricordo il caldo siciliano in agosto e non so come riesci ancora a fare certi tempi ;))
Io son tornato dal mare e sono pronto per gli allenamenti in montagna, qui il clima è ideale!

Domanda. Quanto pesano le Adios?
Ciao
Lucky

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Ciao Lucky, bentornato dalle ferie.
Non ho avuto molto tempo purtroppo di leggere posts e/o di commentarli...
Ho visto di sfuggita le ultime tue foto :-)
Ti giuro che mi ero quasi dimenticato che cosa significava fare lavori per la maratona :-P
E con questo caldo si va sempre oltre la normale sofferenza...
Oggi cosa non ho fatto!

Le Adizero Adios hanno un unico svantaggio rispetto alle precedenti Adizero LT: pochi grammi in più di peso.
Riguardo la misura 46 e 2/3 (ovvero 12 USA) che calzo la situazione è la seguente:

Adizero Adios: 240 gr.

Adizero Boston (2009): 315 gr.
Adizero CS (2008): 270 gr.
Adizero LT (2008): 225 gr.

Avrai notato che ci sono 15 gr in più rispetto alla LT del 2008 ma si guadagna in calzata (comodissima), grip assurdo della gomma (dalla foto vedi quanto è articolato) e un'intersuola poco più alta del precedente modello.

L'innovazione in positivo c'è stata.
Se pensi di passare alla scarpa racing e archiviare le Skilon potrebbe essere la scelta giusta per le distanze brevi che corri.
Con le Adios mi trovo più che bene in pista.

E poi al buio... non ti perdi più! :-P
Scusa, ma questa battuta ormai me la fanno sempre!

dani half marathon ha detto...

Ciao Filippo, nei tuoi post c’è sempre così tanta carne al fuoco che no so mai da che parte iniziare!!!
Invece questa volta prendo spunto dalla tua risposta a Lucky!
Cavoli! Piede piccolo e piede grande fanno una bella differenza di peso vedo.
Le mie Adizero CS al numero 9 USA pesano 229 gr.
Le Boston 270 gr.
Per i lenti uso le Response Cushion 17 che al mio numero sono delle A3 quasi al limite, 307 gr. Cmq per il mio peso (57 kg) vanno alla meraviglia tutte e 3 i modelli, anche se non ho proprio un passo adeguato a tali leggerezze!
Il comune denominatore di queste scarpe è che calzano come guanti a i piedi.
Buoni allenamenti!

Anonimo ha detto...

Si pensavo di passare alle ADIOS quando al termine delle Skylon..

Ma in pista non usi le A1 (le Adios non sono A2?) ....ho provato da un mio amico forse un modello vecchio ...le ADIZERO PLUS ...A1 leggerissime ...delle pantofole...

Come piede siamo lì...io calzo 11 1/2

A settembre sarà tempo di prendere anche le A1 e soprattutto le chiodate.....
Ciao
LUCKY

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Daniele, ciao.
Ho cambiato url e il tuo nuovo sito mi piace di più. Me ne sono accorto ora!
Ci sono voluti anni per apprezzare i "lati positivi" dell'avere un piede lungo!
Allenandolo bene sono riuscito ad usarlo egregiamente in pista e peccato per un 5.000m serio che non c'è stato mai in questa stagione...
Al "lato negativo" del peso della scarpa ormai non ci penso più e per me avere 300 gr ai piedi equivale ad avere un'intermedia molto leggera e poco protettiva! ;-)
I pesi sono esatti, stai tranquillo: quando una nuova scarpa entra in casa mia fa parte del rituale pesarla con il bilancino di precisione per 3-4 volte prima di assicurarmi l'esatta pesata.

Le nuove Response (già uscite nei negozi) sono più solide ed hanno la predisposizione per il miCoach, l'anti Ipod-N..e che debutterà questo Natale.
Ho visto l'anteprima ed è una alternativa interessante, oltretutto non ti obbliga a sentire la musica con i dispositivi della "mela mordicchiata" ;-)

La calzata è davvero una gran bella prerogativa di tutte le A3 di Adidas: io personalmente mi sono trovato a magnificenza con le Adistar Ride (380 gr) più che con le Supernova Glide (370 gr) che sono più reattive e più leggere.
Tutte durevoli mantenendo il potere ammortizzante fino alla loro usura totale.

Grazie per gli apprezzamenti :-)

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Lucky, forse fai riferimento al modello più "schiacciato" di Adidas, praticamente una chiodata "da strada".
E' la Adizero PRO che è un'alternativa validissima alle chiodate e buona per le gare su strada di non oltre 10 K (sennò ti vanno a fuoco i piedi e i tendini :-)
Per i "nostri piedi" peserà intorno ai 200 gr e penso di più non possiamo pretendere ;-)
Non ho avuto la fortuna di indossarle.

Fortunatamente, e hai avuto modo di vederla nelle molteplici apparizioni con me, la Adizero Cadence, ( 175 gr) la chiodata da pista ha un'approccio molto diretto alle sorelle stradali e l'intersuola è parecchio morbida.

Sia per Adios che Cadence la comodità al piede è stato un'obbligo in casa Adidas.

A questo punto, se hai la possibilità, calzale entrambe.

E ricorda che la Cadence resta questa come colore, mentre la Adios a settembre inverte i colori: tomaia NERA e stripes GIALLE.

Diego ha detto...

Che coppia: Lo Piccolo e Duca !!!

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Diego, siamo forti e lavoriamo duro per esserlo di più!
L'unione e la sincera amicizia fanno il resto, che non è poco!

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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