41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

mercoledì 27 luglio 2011

Rimandato a Settembre...

Palermo, 20 luglio.

Termina la prima parte della stagione estiva..

Ultime fasi del 5.000m di Palermo: negli ultimi 250m passa da dietro Campagna (Atl. Futura Firenze) fino a quel momento sempre dietro ad inseguire, ai 200m sento urlare "e 27!!!" e con tutte le forze che mi rimangono provo a tenere sotto i 32" fino al traguardo...
Difficile vista la grande fatica che ti fa vedere doppio e un amaro 15'02" ad attendermi...

Non restano grandi ricordi se non essere vivi la avanti quasi per tutta la gara; purtroppo è proprio il momento più importante, quello in cui si sferra l'attacco finale e ci si apre definitivamente che manca.
Corro in Pista principalmente per vivere questi ultimi e indimenticabili attimi, per esaltare me stesso e chi sta ad osservare la gara; emozioni che su Strada non puoi cogliere.

Ma non importa, spunti positivi ce ne sono stati e parecchi.
Un'altra settimana passata a soffrire il gran caldo e subirne tutte le conseguenze negative e finalmente per il giorno della gara sentirsi meglio per un raffrescamento delle temperature.
Tanti gli atleti motivati, c'è chi è in ottime condizioni di forma e non deluderà.
Restiamo d'accordo a tirare un 500m ciascuno ma al via si parte troppo convinti per i nostri mezzi.

Si tira forte inzialmente, 2'55" e 2'55" primi 2K e nei frangenti in cui mi trovo avanti sento la pressione di Tocco e Brancato (gli unici a partecipare all'azione) che mi portano ad esagerare.
Il terzo mille, infatti, risulterà più fiacco dei precedenti (3'01") visto che il 5'50" precedente non era stato digerito bene da nessuno.
Brutto ammetterlo ma è stato così.

Sarebbe stato facile gestire meglio i passaggi e restare distaccati ma a ruota, un pò come ha fatto Bibi (CUS Palermo), che si sa mettere in discussione anche in pista.

Parentesi (benevola) aperta per questo ragazzo marocchino (classe '79 come me) "atipico" in tanti sensi e che non pensa solamente alle corse su strada.
Alterne vicende qualche tempo fa avevano messo contro di me questo umile e forte ragazzo che nel tempo ha trovato una piena integrazione a Palermo, ma quando c'è un sincero rispetto tra due persone qualunque muro si abbatte.

Ed è stato proprio quest'ultimo mille a farlo rientrare in gioco e con forze fresche.

Evidentemente per me non ci sono state nè le condizioni climatiche nè quelle fisiche nei giorni scorsi per fare certi lavori di resistenza lattacida perchè facendo scorrere i giri un rallentamento simile avrebbe dovuto far smaltire la fatica in eccesso (sempre che un banale 5'50" ai 2.000m rappresenti così grande fatica...).
Ed infatti, dopo il passaggio in 8'51" ai 3.000m un ulteriore rallentamento di un altro giro ci porta ai -4 dalla fine.

Da dietro rinviene con un allungo secco quanto devastante per l'equilibrio proprio Bibi che ci costringe tutti ad operare un cambio... proprio quello che nelle gambe in quel momento non c'era.

Per Brancato (Running Club Futura Roma) si tratta di un trampolino di lancio per sferrare il suo attacco decisivo e vincere la gara mentre per me e Tocco (CUS Palermo) sono mazzate nelle gambe.
In realtà restiamo insieme fino al mille finale prima che Luca riesca a trovare un pò di luce e rilanciare negli ultimi due giri.
Per me sarà una bella gestione della sofferenza e con un 3'04" e 3'07" sarà nuovamente mancato obiettivo...

Con una classifica finale (non ufficiale):
1 - Alessandro Brancato (RCF Roma) - 14'44"
2 - Hamad Bibi (CUS Palermo) - 14'52"
3 - Luca Tocco (CUS Palermo) - 14'55"
4 - Diego Campagna (Atl. Futura Firenze) - 15'01"
5 - Filippo Lo Piccolo (Violettaclub Lamezia Terme) - 15'02"
...

Obiettivamente non mi aspettavo di arrancare così nelle ultime settimane dopo una ripresa a dir poco entusiasmante dopo aver esibito tanta scioltezza non appena avessi abbandonato la riabilitazione in acqua (di mare).
In fondo in quel periodo correvo davvero poco e tornare su buoni livelli subito mi aveva fatto convincere che a breve almeno i bei lavori in allenamento sarei tornato a farli e subito.
Invece, causa principalmente il caldo afoso dei primi giorni di luglio, ogni lavoro è stato oppresso da tale fardello con la ovvia conseguenza di gestire male e sentire troppo pesante ogni singola ripetuta...
Ciò che poi si è risentito in gara e che mi fa capitolare ad ogni finale.

Chi ha osservato la corsa (tutti presenti, dal Coach al Vice Coach, agli amici più affezionati) non ha potuto che essere d'accordo sulle azioni intraprese (se hai un minimo di ambizione 5'50" lo devi superare facilemente, nient'altro da aggiungere!) nelle prime fasi di gara e che sarebbe bastato tirare un pò meno per conservare altre energie venute meno nel finale.
Mi sono trovato a tirare un 500m in 1'26" solo perchè da dietro mi "pizzicavano" le chiodate, ed eravamo solo in tre... obiettivamente troppo forte!
La troppa generosità si paga, ancora una volta cara!

Purtroppo si pone (parzialmente) fine alle gare in pista, si pensa alla strada e a qualche tentativo che avverrà a settembre.
Non sono tanto demoralizzato, solo un poco perplesso; continuando a curare tecnica di corsa e facendo lavori accorti la condizione potrà solamente crescere, congiuntamente alle corse su strada che sono veri e propri test di efficienza.

Non è facile tornare ai propri massimi livelli in poco tempo, tante sono le circostanze benevole che devono coincidere, ma l'entusiasmo non manca, sarà solo questione di tempo!

(Ringrazio Alex per le Foto)

mercoledì 20 luglio 2011

The Last Chance (per ora...)

Palermo, prima metà di luglio.

Si produce tanto e magari si finisce a raccogliere poco...
Spesso è così, ma le vere occasioni sono talmente poche che basta sbagliarne una e tutto sembra essere andato storto.
Considerando che la stagione su pista è iniziata "quasi per caso" e per giunta in forte ritardo, l'obiettivo che avrei voluto centrare di buon grado (oltre la continuità acquisita) sarebbe stato l'acquisizione di quella padronanza nella gestione dello sforzo ed il cambio di ritmo facile (con relativo aumento di competitività in una volata) persi per strada un anno fa...
Ricordo bene come ci si sentiva, ma non ci sono tanto lontano.

L'ostacolo più grande è dovuto al gran caldo di questo mese, ininterrotto e carico di umidità.
Ormai è una questione quasi irrisolvibile quando si arriva a tali livelli, insopportabili.
Trovarsi tutti i giorni carichi di questo fardello, a tutte le ore pomeridiane si tenti di andare a correre crea un senso di vuoto, di pesantezza che non porta a nulla di buono.
Così ogni lungo lento o ogni lavoro è fortemente penalizzato; si dorme male, si riposa peggio ed al mattino l'apparenza è di trovarsi più stanchi della sera.
L'apparenza... quella sensazione che annebbia la realtà dei fatti e che fattivamente mi ha impedito di correre al mattino alcune volte.

Due settimane fa un problema intestinale mi aveva frenato negli allenamenti.
Dopo un lavoro molto intenso di mercoledì 06 di 20 x 200m (R.2') risolto attorno i 30" (e 7 volte attorno i 29"), sentivo l'insoddisfazione di aver potuto gestire una distanza che va corsa in totale decontrazione e controllo del movimento, almeno per un fondista.
Inutile descrivere quanto il clima umido abbia penalizzato il rendimento di un lavoro tutto sommato di routine...
I giorni seguenti facevano preoccupare parecchio per come avessi assorbito male il lavoro, forse si incubava qualcosa...
E così è stato, visto che al venerdì un forte mal di stomaco ha fatto precipitare la salute in tutto il week-end.

Solamente al lunedì 11, seppur nell'indecisione, torno ad un lavoro con delle prove di salita impegnativa, nella prima rampa di Monte Pellegrino (scala vecchia): 8 x 500m classici.
Avrei faticato parecchio ma era un modo per rimettere un minimo di forza.
E invece, pur con sorpresa, esce fuori un lavoro niente male tutto attorno i 2'05" (il primo in 2'02", l'ultimo in 1'59") tutto o quasi agilità e non grande spinta.
Ancora una volta il caldo (meno opprimente) non mi ha fatto tirar fuori tutto il "carattere".

Mercoledì 13 si torna in pista, alla velocità: 10 x 300m (R.3').
Bastano un riscaldamento e un pò di tecnica di corsa a sfiancarmi prima di iniziare...
Il lavoro non andrà malissimo (i primi due in 46", poi 45" e gli ultimi attorno i 44" alto) ma come sempre la sensazione di essere "in ostaggio" del ritmo imposto mi lascia ancora nell'incertezza.

La settimana si chiuderà con un lavoro di ripetute al venerdì 15 (dovevano essere 1.000m ma essendo festa patronale ci dirottiamo in Villetta accanto lo Stadio chiuso): 6 x 815m (giro grande) (R. 1'30").
Grande umidità nonostante il tardo orario di esecuzione e discrete sensazioni senza andare troppo al limite: 2'26" - 2'28" - 2'25" - 2'25" - 2'25" - 2'21" niente male visto il percorso ondulato del giro.

Un ultimo leggero strappetto avviene sabato 16 in occasione della gara su strada "Corri per le Vie di Borgetto" nel quale mi sono divertito (spero insieme al festoso pubblico) in un testa a testa con Hamad Bibi (CUS Palermo).
Presente direttamente da New York il "Manager" Giuseppe Vicari, è stato un obbligo per me correre nel suo Paese d'origine.
Tutto si è risolto, alla fine dei 9 giri dell'impegnativo percorso, in una volata a due proprio con il forte marocchino del CUS.
Siamo arrivati proprio spalla a spalla; la vittoria è andata a Bibi ma a me interessava il successo della Manifestazione e soprattutto quell'ultima Chance.

Si tratta del prossimo 5.000m che si svolgerà in pista a Palermo il prossimo mercoledì 20.
Presenti atleti a sufficienza per poter inseguire ed abbattere il limite dei 15'00".
Per ora (partenza ore 19:00) il vero grande avversario sarà il caldo, per il resto ce la metterò tutta, come sempre.

(Ringrazio la Trinacria Palermo per le foto scattate da Ferruccio :-)

mercoledì 6 luglio 2011

Il bello dell'atletica...

Enna, Campionati Regionali Individuali, 03 luglio.

Peggio di così non avrei mai pensato, anzi!
Non mi era mai passato per la mente un epilogo di gara così negativo, proprio quel 5.000m cui tenevo così tanto, eppure è andata proprio storta.

Fatto sta che alle volte accade anche questo, capitolazioni inspiegabili a fronte di una sicurezza d'animo dovuta ad uno stato di salute discreto.
Ritrovarmi nei lavori in pista, seppur sofferti, pagati con il massimo dello sforzo in allenamento aveva, fino alla lunga interruzione durata svariati mesi, prodotto tanta sicurezza e molti meno dubbi prima di una gara.
Stranamente, sembra che questa distanza, a me ormai cara, sia davvero litigata con me stesso, da sempre!
Il caso di ieri è palesemente eclatante ma provo sempre a cercare di comprendere le possibili cause; resta assodato che non cambierà nulla al di la di un risultato che per molti potrebbe sembrare scoraggiante.

E aggiungerei che (e qui termino l'introduzione del racconto), se non fosse per certe cocenti delusioni patite nell'atletica, non sarei la persona che sono oggi, capace di assorbire i colpi negativi anche più pesanti di una semplice sconfitta "sul campo", reagendo, guardando sempre avanti...

Non mi sarei permesso di smuovere delle acque, ma in fondo lo faccio per l'ormai morente movimento dell'atletica nelle varie delegazioni (conosco bene e sempre meglio cosa accade in Fidal Sicilia o Fidal Calabria).
D'accordo con il Coach, forte degli ultimi lavori realizzati, mi ero permesso di stimolare i pochi atleti validi che ci sono in Sicilia per organizzare una bella battaglia sotto i 3'00"/Km proprio per questo appuntamento regionale, visto che per i C.d.S. della prossima settimana nessun atleta tesserato fuori Regione avrebbe potuto prenderne parte.
Alla fine, per svariati motivi e per diverse incomprensioni solo Brancato aveva risposto positivamente a tale chiamata, più che motivato (come me) di correre attorno i 14'40".

Scelte tecniche a parte e defezioni comprese, resta talmente arido il panorama atletico in generale che non riesce ad essere comprensibile il perchè di tale astio nei confronti di tutto il movimento.
Sembra che le delegazioni regionali facciano di tutto per ostacolare le iscrizioni dei propri atleti fuori dalla Regione cui si è tesserati (non è fortunatamente il mio caso) o si fa finta di non conoscere a fondo i regolamenti che pian piano cercano (almeno per le gare in pista) di consentire a chi è residente in quella Regione almeno la partecipazione anche se fuori gara.

Verrò a scoprire che certe scelte di regolamento ultra-legittime diventano rigidi ostacoli da non poter superare nemmeno con il buon senso e con le buone maniere, una forza che sul campo di gara di Enna non sarebbe servita a niente se non facendo intervenire qualcuno che almeno un minimo di competenza in tale ambiente ce l'ha.

E tutto questo viene a scapito di noi atleti che, come sopra detto, almeno ci provano a riunirsi quelle poche volte che è possibile durante l'anno.
E' vero che l'atletica assoluta (ai miei occhi) è circa l'80% fatta da giovanissimi, ragazzini, minorenni che puntualmente vengono trattati come tali e rare volte come dei giovani da responsabilizzare; il 10% dai Master che sono talmente affezionati a questo sport che riescono ad essere presenti e competitivi anche oltre i 40 anni e... l'altro 10% composto da quei giovani 25enni-30enni e oltre che, superato lo scoglio della vita "cosa farò da grande per vivere" riescono a ritagliarsi del tempo durante le giornate per cercare di vivere l'atletica nel modo più serio ed impegnato possibile e con ancora tanto da dire.

E, visti i recenti risultati dei Campionati Italiani Assoluti svoltisi a Torino, questi ultimi li terrei in seria considerazione in Federazione o almeno farei in modo di farli gareggiare con meno ostacoli possibili...

Torniamo alla gara.
Condizioni ideali, calar del sole, non troppo caldo; forse il vento contrario in corsia era un pò forte ma non ci si poteva lamentare.

Alla partenza io e Brancato cerchiamo di impostare quel ritmo desiderato (si corre un 500m ciascuno alternandosi in testa) e così accade: 2'55" primo mille ma non mi sentivo spumeggiante nè rilassato.

La verità arriva in fretta quando, già al secondo mille, nel momento in cui tocca a me tirare, sento la fatica assalirmi e in fondo la colpa è mia se rallento il ritmo: 2'58".

Brancato si vede che è più reattivo e passa avanti con maggiore agilità ma cerco lo stesso di fare il ritmo. Io stesso mi rendo conto che la gamba non gira e Alessandro non mi tiene avanti oltre 200m e (giustamente) torna avanti, distaccandomi.
Di lì in avanti sarà un gara totalmente in salita ed il pensiero di fermarmi in effetti mi ha sfiorato la testa.
Con un passaggio in 3'04" (8'59" ai 3.000m) Brancato è già lontanissimo e mantenendo un bel passo riuscirà a chiudere in 14'50" che a mio giudizio, viste le condizioni di scarsa collaborazione da parte mia, è stata un'ottima prova.

E' proprio il quarto mille la gran batosta: 3' e 17" (!)
Non riesco nemmeno a crederci dopo aver rivisto il cronometro con più calma ma in effetti è così, ripensando anche a come mi sono irrigidito (prima) e seduto nel passo poi.

Una leggera reazione la colgo solo nel finale, quando sopraggiunto Francesco Bennici (ora Atletica Mazzarino che chiuderà in 15'21"), proverò a stargli in coda senza riuscirci.
Quinto ed ultimo K in 3'11" e fine delle trasmissioni: 15'27" finale.

La Classifica dell'intera manifestazione parla di deludenti prestazioni in generale e pochissimi risultati dignitosi:

Stanco, ma davvero tanto, ho fatto molta fatica nel riprendermi nelle ore successive.
Cosa possa essere accaduto non è certo facile a spiegarlo, ma è comunque sempre un rischio tentare di abbattere i propri limiti.

Tecnici con tanti anni di esperienza ed atleti di indiscusso valore hanno avvalorato la tesi che correre ad 800m di altezza s.l.m. (circa) come al Campo Scuola di Enna possa portar via circa 3"/Km in meno, ovvero penalizzare una prova di 5.000m di circa 15", aggiungendo che...
...quando si scoppia in tali condizioni il botto è parecchio più forte!

Ma non si vogliono nè si devono accampar scuse, la pista misura sempre 400m.
In verità l'ultimo allenamento era stato pagato oltre il dovuto, terminando allo stremo delle energie; i giorni successivi non è stato facile riprendermi e, complice le alte temperature e il tasso di umidità elevato, correre anche il lungo lento è una questione delicata da affrontare.
Insomma: amu a curriri (in genere usando la dialettica intendiamo che si vuol correre in maniera "decisa") o no?
Ed è proprio la questione che fa pendere l'ago della bilancia (dello stato di forma) da una parte anzichè dall'altra: recuperare non è facile, correre al mattino presto ti viene in aiuto di tanto perchè non si stressa il fisico rapidamente come al pomeriggio.

Ma con il buon senso si esce da queste mini-crisi, l'importante come detto è essere in grado di correre; una gara storta non cambierà l'atteggiamento in gara né le tattiche che vogliono quei risultati che ho in mente.

Tirare fuori il carattere, serve adesso più che mai, e so bene come si fa!

(Grazie Rosy, Franco, Ale, Fax, Ricky, Duy, Marco :-)

giovedì 30 giugno 2011

Quando l'allenamento si fa duro... Eccomi!

Palermo, 20-29 giugno.

Così bello non lo ricordavo più... il benessere fisico!
Poter correre senza "aver nulla di fastidioso" ormai lo vedevo un obiettivo irraggiungibile...
Poter poggiare il piede destro senza doverlo assecondare per non ricevere quella dolorosa scossa che non mi faceva più camminare bene...
E tutto questo che si rifletteva sulla meccanica di corsa che portava ai conseguenti inconvenienti "tecnici" degli ultimi mesi.
Non è stato facile trovare il rimedio giusto, nè lo era stato mollare con i chilometri ed i lavori per quasi tutta un'estate dello scorso anno (decisione che presi malinconicamente dopo aver buttato una preparazione per i Campionati Italiani Assoluti di 10.000m).
Essermi ritrovato psicologicamente e fisicamente per una Maratona (New York 2010) aveva portato solamente ad uno slittamento del problema dato che continuavo a poggiare semplicemente male!

La carta vincente è stato l'utilizzo di un nuovo paio di scarpe (Adidas Adistar Ride 3 su tutte, più comoda e morbida della gamma), un plantare ortopedico da utilizzare negli allenamenti di fondo lento e quel periodo in acqua per circa tre settimane semplicemente... correndo in acqua e nella morbida sabbia per non perdere la reattività dei piedi (da qui il 1.500m quasi PB dopo solo 1 settimana di allenamenti di corsa).
Sembra assurdo averci messo così tanto tempo a trovare un rimedio, ma i tanti impegni importanti hanno tardato il raggiungimento di un nuovo equilibrio.

E quando ti presenti in Pista e sai che puoi dare tutto te stesso, pronto a riprendere un discorso lasciato in asso dall'ultimo PB realizzato (primavera 2010), sai che finalmente è tornato il tempo di rimettermi in seria discussione.

L'obiettivo c'è ed ho molta convinzione in me stesso, indipendentemente dal risultato finale (in fondo la prima VERA gara preparata con un minimo di serietà); sarà corsa il prossimo 5 luglio a Enna per i Campionati Regionali (della Sicilia) Individuali Assoluti.
Punterò su una sola carta, quella dei tanto ambiti 5.000m e spero di trovare il feeling giusto con gli avversari, consapevole che vale più un risultato cronometrico che una posizione.

Gli ultimi lavori svolti mi hanno torchiato come da tempo non desideravo fortemente :-)
C'è da fare i conti con l'avversario estivo, ossia il caldo che in Sicilia è spesso associato a forti tassi di umidità.
Mi sto rendendo conto che non basta "semplicemente" recuperare con uno stile di vita corretto, ma alle volte bisogna tirare il freno, soprattutto nei giorni di lungo lento che, per un motivo o per un altro si chiudono sempre sotto i 3'40"/Km.
Realizzare un lavoro risulta parecchio spossante ed i giorni susseguenti è difficile gestire le proprie giornate.
Correre al mattino è parecchio vantaggioso perchè si fa meno sforzo ed è l'unico momento della giornata in cui l'aria è fresca; di contro provare a correre nel tardo pomeriggio o nel pre-serale può aiutare nella resa fisica ed a sentire meno il caldo (è la fascia oraria in assoluto più frequentata dai "casual runners") ma terminando tardi si ha meno tempo a disposizione per recuperare l'indomani e per esperienza si prende sonno con meno facilità.

Ma non per questo mi tiro indietro...
Sono stati realizzati lavori interessanti ed in questo il Coach è stato molto in gamba facendo riaffiorare stimoli che da tempo non avvertivo.
Lunedì 20 è stato preso un rischio andando a compiere un'altra seduta potenziante che per diversi giorni è rimasta tutta sulle gambe.
Lì temevo di non recuperare per la gara...

Un sospiro di sollievo è tornato quando abbiamo affrontato il secodo lavoro settimanale, martedì 22, affrontando le ripide ascese della salita stradale più dura di Palermo, l'Ambassador.
Lassù, con 8 x 150m (R.3') avevo capito che il Coach faceva sul serio.
Elasticamente pari ad uno zero, con le gambe fortemente indolenzite per il potenziamento "subito" qualche giorno prima, affronto con difficoltà ogni ripetuta senza mai cedere.
Ma è il Mille conclusivo in pista la nota positiva della giornata: dopo un primo giro apparentemente "fiacco", riesco a trovare piedi e un pizzico di spinta in più per chiudere in 2'44" (1'23" + 1'21").

La settimana si chiude venerdì 24 con il lavoro decisamente più interessante: 8 x 1.000m ma... a fartlek!
Esattamente: 300m Forte + 200m Recupero (tra i 41"-44") + 200m Forte + 200m Recupero + 100m Forte (R. 2'30" ad ogni prova).
Un lavoro utilissimo, un continuo cambiamento di ritmi sempre più veloci che si contrastano con un recupero che non deve essere mai troppo lento. Con una sapiente gestione degli sforzi non è impossibile correre a ridosso dei 3'00", una quota che a mio giudizio da qualità alla prova stessa.
Stavo in "giornata" e non ho sbagliato la gestione del lavoro subendo solamente un leggero calo nel finale.
Sono, quindi, riuscito a gestire i 300m in 48"-49", i 200m in 32" - 33" ed i 100m puntualmente attorno i 15".
I mille hanno avuto un offset tra i 3'00".2 (il migliore) ed i 3'07" con l'ultimo in 3'03".
Non è stato facile recuperare i due giorni susseguenti ma l'estate porta questo rischio.

Puntualmente, lunedì 27, l'ultimo grosso lavoro da realizzare prima del 5.000m ha avuto un brutto "black hole" proprio nel momento più importante.
Il Coach, presente ad osservare, non è rimasto più di tanto perplesso sull'andazzo penalizzato da una mia giornata pesante (per motivi di lavoro) e dalla stanchezza di fondo non ancora smaltita del tutto.
2 x 2000m + 2 x 1000m + 2 x 500m (R.2').
Pista affollata, ho potuto iniziare i 2000m seguendo varie scie ma correre da solo non era facile.
Niente di particolare: 5'59" e 6'00"...
Proprio quando avrei dovuto mostrare "i muscoli", ecco la flessione: con un penoso 2'57" ed un pesante 3'00" avverto grandi difficoltà.
Riesco a raddrizzare la situazione non arrendendomi alla sorte ma lottando fino all'ultimo metro dei 500m (aiutato da alcuni miei cari amici): 1'21" e 1'19" a chiudere un lavoro fin troppo sofferto.
La chiave di tutto questo è la decontrazione che, nonostante la grande fatica, non deve mai mancare: forse è per questo motivo che, nel bene o nel male, riesco sempre ad "aprirmi" nelle prove più brevi!

Mercoledì 29, con 10 cambi da 1' durante l'1h10' di lungo lento chiudo la settimana ed inizio uno scarico (non troppo deciso ma solo nei ritmi) che spero mi porti con tanta carica ai 5.000m di Enna.
Il coraggio non manca, il momento di realizzare quanto sperato ormai è incalcolabile, motore e carrozzeria sono tra i migliori di sempre, ora tocca saper usare la testa come nelle migliori occasioni.

(Caro Manager sorridi... ci vedremo presto!)

giovedì 23 giugno 2011

Come da tempo non accadeva...

Palermo, 13-19 giugno.

Giugno è da sempre un periodo avaro di "road races".
Normalmente ci si allena per finalizzare un evento in Pista come per me lo scorso anno furono i Campionati Italiani Individuali, finiti malissimo prima di iniziare.
E di lì in poi non è stato altro che un susseguirsi di infortuni, fastidi muscolari, anche spesso dettati dall'esagerata voglia di rientrare in fretta ai vecchi ritmi.
E, come ribadito precedentemente, correre tanto non aiuta di certo a recuperare; non è per dar la colpa alla distanza principale della mia attività, la Maratona, ma avrò un'estate intera per decidere il da farsi in autunno.

Intanto, come non accadeva da circa un anno, ho ritrovato in questa settimana sensazioni e usi/abitudini che si erano arenati a causa di tanti fattori, primo tra tutti, la discontinuità.
Forse è troppo presto per parlare, ma se queste sono le premesse, l'estate non potrà che proseguire al meglio.
Posto che non temo cali di condizione e che psicologicamente è ormai da tanto tempo che correre è "leggero", bisognerà fare attenzione a non disidratarmi con il caldo, riposare bene (ma questo lo faccio da sempre), e fare tanto stretching.

Non è molto facile scegliere, ma questo è sicuramente il momento giusto per non ricadere più nelle "tentazioni" da distanza lunga: con un occhio malinconico ho visto risultati e classifiche di una Cortina - Dobbiaco sicuramente spettacolare e da correre nella vita, così come rinuncerò alla "folle" idea di arrampicarmi alla imminente Pistoia - Abetone.
Le lunghe distanze, per ora, possono aspettare.

Correre al mattino, come tutte le estati, è splendido: trovare l'aria fresca mattutina e la luce piena non può che farti iniziare al meglio la giornata lavorativa; spesso non è facile correre perchè la sera prima le fatiche sono state eccessive, ma tutto è nella norma.

Lunedì 13 è stato il momento di un leggero richiamo di potenziamento, senza forzare più di tanto.
Con le Adizero Boston ai piedi è stato facilissimo, nonostante l'appesantimento, correre 10 x 200 (R.2') in 30" - 31".
E' evidente che ancora non sono sotto pressione.

Nei due giorni successivi il lungo lento aiuta a recuperare, ma giovedì 16 decidiamo di mettere in piedi un lavoro per "uomini duri": 10 x 500m (R.1'), ovvero sessanta secondi per tornare in zona partenza posta ai metri 100.
Sapevo che non fosse per nulla facile, ma l'aiuto di Hamad Bibi ha contribuito a far uscire il meglio (attuale) di me.
Dopo la quinta ripetuta ero cotto, ma non abbiamo mollato tanto più di tanto ed alla fine il lavoro è uscito bene: 1'22".8 - 1'23".0 - 1'22".4 - 1'23".5 - 1'25".6 - 1'25".0 - 1'26".4 - 1'24".0 - 1'27".8 - 1'21".7.
La sensazione netta è che le cose stanno andando anche fin troppo bene, ma la gamba da 64"-65" facile nei 400m ancora non c'è!

Sabato 18 mattino corro piano il lungo, faccio un salto al Foro Italico (altro luogo frequentato da Runners ma a mio giudizio un poco nefasto da raggiungere e da percorrere perchè troppo adiacente alla strada principale) e non mi esalto molto, dato che il giro è piatto, breve e monotono.
L'unica consolazione è la presenza del mare sullo sfondo, molto vicino.
Niente male per neofiti o corridori saltuari ma mai paragonabile ai percorsi del Parco della Favorita...

Al pomeriggio tocca fare salite semi-brevi: nel celebre e comodo atrio di "Dallas" affronto 10 x 250m (sono meno in effetti) (R.1'30" in suppless) a partire dallo spartitraffico del viale alberato, affrontando il muretto ripido di 100m finale.
Sentivo un senso di vuoto, forse la stanchezza del lavoro di giovedì, ma nonostante questo non c'è stato un cedimento o un calo e tutte le prove sono state corse costantemente, a buon ritmo (48"-49" circa) ma senza imprimere forza.
Le sensazioni avvertite si sono confermate tutte quante nel lavoro finale: una volta trasferitomi in Pista, il 2.000m susseguente è stato corso in costante assenza di forza ed il passaggio al mille di 3'03" ha dato le sue conferme.
Nonostante un giro finale in 66" (aiutato da niente-meno-che Rachid Berradi) ho chiuso in un inutile 6'09" che mi faceva vergognare dell'illustre aiuto ricevuto...

Il giorno dopo è stata dura recuperare una giornata semplicemente devastante :-)

E' una scelta che condivido quella di caricare questa settimana, dato che si spera in una gara al meglio nelle prime settimane di luglio, nella quale provare a dare una bella dimostrazione a me stesso che posso fare nuovamente un PB, magari in stretta collaborazione con qualche atleta altrettanto motivato.

Le cose vanno bene ma non per questo bisogna lasciarsi andare in facili entusiasmi.
Già il fatto stesso di aver corso il defaticamento di tali lavori in lento suppless e vedere in quei minuti rilassanti un futuro più roseo significa tanto, alza il morale ovunque e non ti fa pensare a nessun fattore negativo.

Non mi serve molto per trovare serenità, fosse anche una mattina di domenica da passare a fianco del mare correndo prima che il Lido sia preso d'assalto dalla massa "stagnante" di palermitani nella media...

(Grazie per le foto... Salvatore Torregrossa :-)

martedì 14 giugno 2011

Lontano dal Mare, vicino alla Pista :-)

Palermo, Stadio delle Palme (che non ci sono quasi più :-( - Sabato 11 giugno.

Raggiungo Giorgio, attendo il passaggio ai 1.000m, sembra rallentare...
Prima del 500m finale parto, mi dico "Vai, cambia!" e do una frustata al gruppetto.
Peccato che Luca fosse troppo lontano, ma lo punto e, con il timore di una rimonta da dietro, accelero il passo senza perdere di fluidità.
Gli ultimi 200m sono corsi in agilità, penso quasi mai seduto, chiudo al secondo posto, soddisfatto ma con un pizzico d'amarezza...

E questo è il rientro, immediato, arrischiato, timoroso solo per due terzi, inaspettato... in Pista.
Me lo lasciava detto, tutte le volte che la sfioravo: lei cattivissima dentro, io fin troppo delicato per solcarla e lì che puntualmente avveniva la punizione, come se non mi meritassi di starci dentro.

E via al "purgatorio" delle limpide acque mondelliane, a cercare risposte a tanti quesiti, "immerso" in una quiete dove è facile riflettere; al presente, al passato prossimo e remoto...
Ma le risposte sono sempre le stesse, è solo questione di pazientare ed avere tenacia in tutto oltre che nel Running, fintanto che l'amante estiva Rosso Tartan si riappacifichi con me stesso.
Nel frattempo, placati i dolori, attenuata la punizione, giorno dopo giorno, scrollatomi la sabbia di dosso, desideroso di indossare le Adizero Avanti verdine prima che sia troppo tardi, mi riavvicino a calcare il duro asfalto senza sentire il fiato di un tempo... cattivo presagio!

Ma è solo questione di tempo, tant'è che il "purgatorio" ha dato buoni risultati, che sin dal primo giorno, il 2 giugno, i piedi danzassero sulla terra-ferma con una irridente facilità, nonostante quelle capacità organiche andate in vacanza.
Qualche giorno in più per non temere l'ennesima ricaduta e finalmente l'agognata sofferenza fisica che rischiara corpo e mente, distogliendo il pensiero unicamente a quanto di buono si può sempre fare, là avanti, lontano.

Saranno sempre banali, ma i cari 100m di Dallas non me li leva nessuno come riapproccio.
La scelta, "incline" alla sofferenza è stata personale di 15 ripetute, ma con quei piedi facili facili dopo tanto calpestare di acqua e sabbia.
Con la grinta di sempre, mai dimenticata e tenuta in gabbia, il lavoro finale è in "Villetta" perchè la domenica lo Stadio è chiuso, ma quando si tratta di rientrare al vero agonismo non esiste la domenica, ed è il 5 giugno.
Mi dedico due frustate, da 815m, giro secco, in 2'17" e 2'18" e torno a sentire il sapore dell'aria sui polmoni.

Occhio alle gambe, non vorrei che imbizzarrissero nuovamente, resto cauto nei lunghi ma sento che sono presente.
L'approccio è nuovamente cauto, solamente 5 x 1.000m in Pista e recupero cattivo, come deve essere, al mercoledì 8.
Solitario, occhiali da sole, è al quarto mille che finalmente sento la sofferenza sussurrarmi la sua presenza e mostro leggero cedimento.
Da dietro, gli specialisti della pista, finalizzano con cotanta veemenza che resto interdetto sul da farsi nel week-end...
Ma non demordo e lascio ogni traccia di me in Pista, colei che finalmente mi lascia terminare il lavoro, ed è 2'56" - 2'58" - 2'58" - 3'00" - 2'57".

Non so cosa fare, resto sulle mie tutte le lunghe ore successive a quel sabato mattina dell'11 giugno, quando prendo la decisione di esserci, come un imbucato alla Festa dei più Fast...
Ignaro di ogni reazione, consapevole dell'alta condizione dei contendenti, non mi azzardo a seguire il treno dei 3'55", troppo per me, o forse no?

Allo sparo, resto dietro, ma non si corre piano, il primo 500m è gridato in 1'19", ultimo del gruppetto delle seconde linee...
Troppe scaramucce, sorpassi inutili, si perde tempo e lo avverto, ma la convinzione che potesse essere il meglio possibile per me quella posizione mi inibisce da ogni mia reazione, quella ancora chiusa in gabbia...
Ed è solamente ai 900m finali che faccio fuori tutti meno che Giorgio, atleta cui nutro grande rispetto ma purtroppo non in giornata...
Ed è solo al 2'45" fin troppo lento (ma chi l'avrebbe detto dopo una settimana con le scarpe da corsa ai piedi) che parto verso il 4'04".58 finale che sa di amaro come una goccia di novalgina sulla lingua...

E si riparte, lontano sempre 8 Km da quel mare che mi ha insegnato a riflettere ed a mantenere a bada ogni frenesia, vicino ad una Pista che ti fa soffrire, amareggiare ma regala attimi indimenticabili, sempre.

(Si torna a correre, foto nel Parco della Favorita, a pochi passi dallo Stadio di Atletica, nella mia Palermo)

mercoledì 1 giugno 2011

Il Mare a disposizione tutto l'anno, una Risorsa da Sfruttare!

Palermo, maggio - Il dopo Terrasini Half.

Esattamente il giorno dopo l'ultima fatica di tante, troppe, concentrate in poco tempo, ovvero la Terrasini Half Marathon chiusa senza esaltazioni, decisi di prendermi un giorno di assoluto riposo dalla corsa a piedi andando a mare.
Andare a farsi un bagno al mare i primi di maggio, dipende dove stai può essere una cattiva idea, ma non a Palermo.

Lo era stato "quasi" per recuperare dal grave problema al polpaccio sinistro accaduto alla sfortunata Treviso Marathon scorsa, ma i benefici dei giorni allenanti in quelle allora fredde acque mi portarono dritto dritto al miracoloso recupero ed a completare con soddisfazione la Maratona di Messina.
Un raffreddore di troppo causato dall'eccessiva aria fredda assorbita di quei giorni di aprile era poca cosa di fronte agli splendidi colori rimasti nella mia mente :-)

Il periodo, tra maggio e giugno, che decisamente preferisco per andare a mare e da quest'anno sarà tappa obbligata per recuperare ogni tanto da qualche stress di troppo.

Palermo è una splendida Città ed offre anche questo: per 365 giorni l'anno puoi pensare di andare in spiaggia e goderti una giornata ricca di sole.
Anche un soleggiato 31 dicembre di qualche anno fa (e capita spesso questo evento), accadde di scendere verso il litorale (distante circa 7 Km dallo Stadio delle Palme) e correre da quelle parti... giornata perfetta per fermarsi e prendere il sole nella spiaggia pulita e bagnarsi i piedi (solo quelli) nelle limpidissime seppur gelide acque di quel periodo.
Correre da quelle parti e fare il lungo domenicale è bellissimo, specie d'inverno quando è solo meta di pochi appassionati degli sport acquatici.
D'inverno ed in primavera non ci sono barriere che ostacolano la vista dal mare, nè tantomeno l'affollamento di cabine o varchi d'accesso artificiali che rovinano uno splendido scenario purtroppo dedicato ai fanatici della "tintarella a tutti i costi" estiva.

Sinceramente l'acqua non è il mio habitat naturale e nuotare non è mai stato di certo il mio sport per quanto difficile mi riesce praticarlo, ma è innegabile quanto siano effettivi i benefici che l'acqua di mare porta su un fisico stressato.

E per questo, nelle prime giornate di un discreto caldo, ho cercato relax e tonificazione muscolare in una spiaggia ancora non toccata dall'assalto della "massa" di bagnanti palermitani che tanto mi allontana da queste spiagge.
Intenzionato a rimettermi in sesto con alcuni esercizi in acqua, un pò di corsetta in un mare tutto mio, pronto a mettere piede in pista il prima possibile.

E invece... ennesima tegola al muscolo vasto laterale della coscia sinistra...
Dopo qualche altro giorno di lungo lento dopo Terrasini ma con ottime sensazioni, nonostante tirasse un poco dietro la coscia summenzionata, non vedo l'ora di scalpitare e soffrire ad alti ritmi.
Dopo cinque ripetute di 400m la contrattura inevitabile con quei dolorosi spasmi muscolari a portarmi sulla via della nuova convalescenza.
Da li in avanti il mare di Mondello sarà il centro di riabilitazione per tutte le settimane di maggio.

Correre in acqua non è una novità.

Molti anni fa quando mi devastai al muscolo adduttore della gamba destra l'intera estate del 2004 la passai in spiaggia correndo in acqua e pian piano mi riabilitai alla corsa.
Come raccontato molte volte sembrava non avessi speranze per tornare ad allenarmi o peggio, a gareggiare, ma ho sempre sperato fino all'ultimo ed ho imparato a sopportare anche le "sconfitte" più dolorose, parafrasandole anche a casi di vita vissuta.

I movimenti limitati in acqua permettono alla muscolatura di lavorare discretamente senza sforzare le parti infiammate o contratte come nel mio caso.
Unica pecca è l'assenza di fase aerobica che porta l'organismo ad impigrirsi.
Ma questo è l'unico modo per far qualcosa, specie se non si è amanti della bicicletta nel senso agonistico del termine.
Correre forte in bicicletta ti impalla parecchio e ricordo ancora bene le sensazioni quando facevo uscite lunghe, senza contare l'eccessivo sforzo che arreca agli adduttori, cosa da evitare ad ogni costo.
Correre in acqua, nuotare un pò e fare qualche esercizio banale di andature frenati dalla naturale opposizione dell'acqua può essere divertente e restituisce una discreta forza quando si tornerà a correre sull'asfalto.
Quando poi ti fermi, guardi l'acqua scintillare i raggi del sole e osservi il panorama che il Golfo di Mondello ti restituisce... non posso che ringraziare il Signore per tutte le fortune che mi ha dato...

Negli ultimi giorni di questo mese di maggio la spiaggia inizierà a popolarsi sempre più con le dirette conseguenze negative sull'ambiente.

Il Palermitano sa darsi benissimo da fare quando deve "correre" fino a Roma per vedersi la partita di calcio della finale di Coppa Italia, è pieno di inziative, attivissimo e rinuncerebbe anche a mangiare pur di acquistare i biglietti della partita per vedere la propria "amata" squadra di pallone.
Ma quando c'è di amare per davvero la propria Città... tutto questo spirito d'iniziativa è perso... che peccato, visto che senso civico e ambientale sembrano ormai una rara risorsa su cui contare per la mia Città.
Come sempre, tutti gli anni, settimana dopo settimana il lido di Mondello inzierà a sporcarsi sempre di più e già si stanno notando le prime differenze in negativo.
Beh... c'è anche da dire che quei pochi metri quadri di spiaggia presto saranno sovraffollati all'inverosimile.E' ancora troppo presto per tornare a correre, la contrattura non si è ancora risolta ed ho anche provato a correre con sgradevoli sensazioni: non tutto è ancora rientrato.
L'aspetto interessante è che appena riprendo ho la netta sensazione di correre con una tale decontrazione muscolare e scioltezza che quasi mi ha fatto impressione.
Correre piano è davvero difficile e solo il dolore alla coscia ha limitato il tutto.
Ora è questione di attendere qualche altro giorno, come sempre avere pazienza sarà l'arma vincente.

Nel frattempo... voglio far parlare le immagini, di come sia splendido questo angolo di Mondo, a pochi passi da casa...

(Ogni tanto fa bene piegarsi... grazie Salvo Torregrossa per la foto, riassunto di un periodo fin troppo intenso di gare)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...