41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

mercoledì 16 febbraio 2011

Il riposo che vale ORO

Palermo, ... gennaio 2011.

Non è molto bello iniziare il primo (vero) post dell'anno affrontando un argomento molto delicato quale la gestione di un infortunio.
Insomma... farsi male non è assolutamente piacevole ma provare a dare un consiglio su come uscirne in fretta è un'ottima idea da argomentare.

Sembra che il mese di gennaio sia un periodo particolarmente delicato per me in quanto capita spesso di farmi male in allenamento: forse per il periodo di carico particolarmente intenso o forse per il freddo (relativo in Sicilia) affiancato all'alto tasso di umidità che rende fastidiosa anche l'aria che si respira e freddi gli indumenti umidi sulla pelle.

Il periodo di allenamenti a cavallo delle festività era andato anche discretamente bene e ho dato segnali positivi di ripresa dentro un periodo non proprio esaltante.
Alternare nello stesso lavoro momenti opachi ad ottimi finali mi ha fatto valutare positivamente nel complesso le cose; bastava un piccolo progresso per ritrovare completa lucidità.
Qualcosa mi mancava ed in effetti ho notato troppo spesso una rigidità muscolare che secondo me ha determinato per ultimo l'insorgere dell'infiammazione localizzata nell'inserzione del quadricipite sotto il gluteo sinistro e strettamente vicina ai muscoli adduttori...

Ma analizziamo i lavori svolti.

Il potenziamento di mercoledì 22 dicembre, aveva lasciato il segno; lo notavo nel successivo lavoro di 30 x 100m (R. 30") (attorno i 15".0 - 16".5) nel quale avvertivo difficoltà nell'uso completo dei piedi e dello stile di corsa che non riusciva a saltar fuori come desideravo.
Mi sentivo un pò impedito per la velocità!

Ma ormai eravamo a cavallo delle festività natalizie e non si poteva pretendere chissà cosa, così con l'impianto chiuso, sotto la vigilia di Natale e sotto un cielo minaccioso con qualche spruzzata d'acqua, corro nella Villetta "Case Rocca" un 5 x 1.630m (due giri da 815m) con discreta progressione e l'impressione che a breve sarebbe saltato fuori il passo dei tempi migliori.
La striscia, appesantita a metà da un discreto acquazzone:
5'25" - 5'22" - 5'18" - 5'06" - 5'06"

Dopo un lavoro andato storto per eccessivo affaticamento muscolare di giorno 27 (ma ci può stare), L'anno si chiude con un medio, non propriamente impegnativo visto che si parlava di poco più che tre quarti d'ora di lavoro.
Decido di fare un salto dalle parti di Via dell'Olimpo e mi approccio per coprire 3 giri corti da 4.625m (con "giro di boa" di ritorno dall'uscita laterale del Centro Commerciale).
Totale, 13.875m, niente di particolare...
Come spesso è capitato in questi ultimi tempi, parto con ritmo incessante e fluido da subito e nel finale tendo ad irrigidirmi eccessivamente tanto da preoccuparmi a fine lavoro per come fosse stato difficile gestire l'insorgenza insistente di diversi crampi a gamba e piede.
Totale: 14'59" + 15'23" + 15'21" ---> 45'43" (3'17".7/Km).

Mi dicevo: "Sarà un periodo stressante e questa fredda umidità ad apportare tale fastidio..."

Non mi ero reso conto che stavo per commettere poche ore dopo un errore ormai trascritto tra le cose da NON fare...
L'indomani mattina scendo a correre di buona lena e dopo pochi passi avverto un leggero fastidio sotto il gluteo...
Di li ad una settimana mi sarei dovuto fermare...

Soffermiamoci, quindi, su ciò che è accaduto.
Non è la prima volta che mi capita di farmi male "dal nulla" proprio l'indomani di un forte lavoro spinto su strada, piatta per giunta come il giro di Via dell'Olimpo.
Ricordo ancora come fu clamoroso un acciacco al quadricipite della gamba destra accaduto paradossalmente il giorno dopo un lavoro assolutamente andato bene proprio su quelle strade.

Ho avuto tempo e modo in questi giorni di riflettere su queste coincidenze e pensare a quanto sia ad alto rischio ogni volta realizzare un lavoro pesante su strada di molti chilometri.
Indossando le pur ottime e fidate Adidas Adizero Adios (categoria A1), sotto carico di allenamento e su duro e lineare asfalto, il corpo ripete identicamente gli stessi impatti a terra senza poter reagire magari cambiando dislivello (con una salita per esempio).
Il fatto di aver corso con una rigidità evidente addosso ha portato l'indomani ad una conseguente infiammazione proprio in un punto parecchio sensibile e delicato.

La conclusione alla quale sono giunto pertanto è che mai e poi mai conviene tirare la corda dopo lavori così stressanti: se quella mattina fossi stato a riposo nel letto probabilmente avrei dato al mio fisico il tempo necessario per assorbire ogni stress, evitando l'infiammazione all'inserzione del gluteo...

Il mio buon senso mi ha portato a fermarmi non appena il corpo ha inviato segnali evidenti di disagio.
Purtroppo quando il dolore si mantiene in forma blanda è difficile da capire quali siano i suoi punti deboli e si continua a correre lo stesso e ovunque.
Ciò che ha portato lo scatenasi verso uno step maggiore l'infiammazione è stato l'aver affrontato la Salita di Monte Pellegrino (dalla "scala vecchia") per intero e fino alla sede Rai Regionale.
Giorno 2 gennaio, infatti, dopo un breve periodo di fiacca per le grandi feste e le conseguenze di festeggiamenti per il nuovo anno prolungatisi fino a tarda notte, mi approccio d'accordo con il Coach a questo lavoro, per "ripartire".
Partenza non esaltante ma conduco un discreto ritmo, il dolore non si sente più di tanto.
Passaggi in rimonta ed ultimo tratto in forte spinta, stupito ancora di quanto fatto, giungo in 23'17" ad appena 2" dal PB realizzato più di un anno fa.
Una volta sceso sul livello del mare, successivi 4 x (1K Forte ed 1K piano) e fine dei lavori.

Il giorno dopo capirò che sarebbe stato meglio fermarsi, dopo appena un'ora blanda di lungo...
Mi sono accorto successivamente che un esercizio di salita affatica molto la zona; è stata una mazzata quest'ultimo lavoro ma non potevo saperlo fino a quel momento cosa avrei dovuto evitare...

Come al solito assumere antidolorifici non ha prodotto risultati, non appena è sfociato seriamente il dolore (e solo dopo una settimana dal mio stop) sono riuscito ad individuare la sorgente limitata del mio disagio e provvedere a costanti e ripetuti massaggi, peraltro effettuati in profondità (quindi difficilmente raggiungibili).
Nel contempo ho bloccato la zona con la famigerata benda elasticizzata (la vendono in farmacia) degli eventi spiacevoli e... tanta tanta pazienza.

Questa prima azione non ha prodotto i risultati sperati e ho dovuto impiegare altro tempo per individuare l'esatto esercizio di stretching adatto a rilassare il tendine (o il gruppo di tendini) interessati.
All'ecografia la diagnosi è stata quella di una banale sciatalgia, cosa che non mi ha sorpreso più di tanto in quanto riuscivo a compiere tutti i movimenti senza alcun problema.
Da quel momento... Stretching a mai finire in qualunque luogo e ora della giornata!

Il tutto si è risolto definitivamente in 37 giorni quando la voglia di correre è stata tentatrice non appena avvertivo qualche cenno di miglioramento.
Esercizi a terra di potenziamento, addominali, dorsali e altro nell'attesa di riascoltare il vento accarezzarmi la pelle...

Leggere il proprio corpo non è facile, sarei passato ad effettuare esami medici approfonditi se avessi avvertito differenti sensazioni discostanti dal leggero fastidio che ho avvertito, ma tutto il resto compresa l'elasticità della schiena sta bene e da fermo o nella normale camminata non ho mai avvertito alcun fastidio...
Fermarmi in tempo mi ha salvato... nuovamente!

Un rischio me lo sono preso lo stesso, domenica 13 febbraio, con appena tre giorni scarsi di corsa discontinua (in settimana, un giorno si ed uno di riposo) mi sono presentato a Lamezia Terme per i Campionati Regionali di Cross Lungo (10 K) a contribuire per la conquista del titolo.

Nel Cross Corto (4K) vince il Violettaclub con Guzzi (1°) e Cuzzocrea (3°) a dominare i piani alti della classifica.

Nel Cross Lungo (10K) si afferma Marco Calderone con una gara meglio distribuita della mia.
Subito dopo il via mi lascio trasportare da uno Junior partito a ritmi vertiginosi e pretendo troppo dai miei soli 3 lunghi lenti; la fatica insorge inesorabile a metà gara dove Marco procede di un passo leggero leggero provvedendo al giusto sorpasso.
Vince Calderone con un distacco di una 40ina di secondi dal mio arrivo al secondo posto (niente di particolare, sarà stato un ritmo attorno i 3'20"/Km).
Il percorso era facile, lineare, senza particolari asperità, ma è pur sempre una corsa campestre con tante irregolarità del terreno da gestire; cosa sicuramente più stimolante per i tendini che il ripetitivo asfalto non offre.
Pino Sestito vince il suo confronto in gara con i Master; si piazza molto bene.
L'importante era vincere il titolo senza farsi troppo male; forse il viaggio in auto al ritorno ha un pò penalizzato il nervo sciatico ma tutto sta rientrando definitivamente alla normalità.
Sia io che Marco non siamo al top, ma è comunque un segnale positivo per entrambi mettersi un pettorale e gareggiare.

Ora la "corsa" a nuovi obiettivi riprende; non è troppo tardi ma non ci si può bloccare più; al prossimo post scopriremo tutti gli obiettivi prefissati (già parzialmente svelati :-)

(Nella fase di attesa... spettatore rilassato per l'ecotrail di Piana degli Albanesi, una tantum in bella compagnia - Fonte Trinacria Palermo, per le foto del mio rientro ci ha pensato Violetta :-)

23 commenti:

franchino ha detto...

Il peggio sembra passato dai...ci vediamo a San Giorgio per le finali CdS?

GIAN CARLO ha detto...

Da qui a Boston ? ...hai modo per recuperare alla grande

Albe che corre ha detto...

Leggo il tuo post e penso alla mia situazione ..ne verrò fuori anch'io!

felipe ha detto...

forza filippo, la tua mancanza allo stadio del punteruolo rosso delle palme s'è sentita. Non vedo l'ora di mettermi in scia quando corricchi in relax;-)

grinta ha detto...

interessante vedere che i problemi dei runner umani come me sono simili a quelli dei talenti come te.
almeno su questo ci assomigliamo
noi runner siamo sempre tentati nel fare troppo, per questo andiamo ammirati, ma a volte ce la cerchiamo proprio!!!!
forza e in bocca al lupo

Anonimo ha detto...

fermo restando che gli infortuni sono sempre condizionati anche da situazioni extra corsa (come il clima), io penso che il problema sia nato dalla seduta del 22/12, quel potenziamento + 30x100.
si corre tecnicamente male dopo una seduta di forza.
solo in italia (ti assicuro) siamo fissati co' sta storia della "trasformazione" dopo la forza, in tutto il mondo fanno il contrario.
luciano er califfo.

Albe che corre ha detto...

@Luciano: il nostro allenatore dice le tue stesse cose sulla trasformazione e alla fine del potenziamento ci mette solo corsa lenta, proprio perchè non si riuscirebbe a correre bene velocemente...

Anonimo ha detto...

albe,
io dopo il potenziamento ci metto:
- doccia
- divano, birra, patatine e moglie isterica in TPM...
ahahah!
seriamente: io non ci metto manco il lento, al massimo 1-2km defaticanti.
luciano er califfo.

Lucky73 ha detto...

post molto interessante ed istruttivo per uno che come me sbaglia spesso e volentieri e non ascolta il proprio corpo ...

Posso tranquillizzarti quando parli di errori perchè io sono l'esempio vivente di quello che non bisogna fare :-))

Sono riuscito a sottovalutare un infortunio di agosto 2010 e da questa settimana sono FERMO! ....

Sono contento che hai ripreso, prob ci vedremo prima altrimenti ti aspetto a Boston!

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Franchino, dovrei esserci per le finali dei CdS... Cross Corto 4K così è stato deciso!

@Gian Carlo... me lo domando anche io se ce la farò a recuperare, ma l'estate scorsa mi ha insegnato che ad essere modesti e con i piedi per terra ci si guadagna, e tanto!

@Albe, prima o poi se ne viene fuori anche dalle peggiori situazioni, solo che ci vuole più o meno tempo, e chi molla del tutto è perchè non ha avuto la pazienza di curarsi bene.

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@felipe, il Filippo a mezzo servizio non mi piace, quando torno sarà come se non fosse accaduto nulla.
Il tempo stringe però...

@grinta, ciao!
NON sono un talento, basta chiedere in giro.
Ti risponderanno i più esperti con: "ma io lo conosco da quando era un ragazzino, ai miei tempi c'erano dei veri campioni"...
Il mio talento è stata sempre la voglia di lavorare, fossero anche missioni pesantissime.
E proprio per tentare di fare troppo che mi sono rotto e seriamente molti anni fa...
Da quel momento la visione alla "kamikaze" della corsa non fu più presa in considerazione...

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Er Califfo, la tua osservazione mi solleverebbe parecchio e non sai quanto ci gioverebbe la giornata di palestra.
Non credo che tutti possano fare quello che produco in quella giornata, si sforano le 4 ore tra palestra (3h) e lavoro finale (1h).

Già dopo tutto quel tempo a lavorare con le macchine sono mezzo stravolto e aggiungere il lavoro è proprio difficile.

Ma se devo dirla tutta non mi sono mai fatto male ne durante ne nei giorni susseguenti a questo tipo di trattamento, anzi ne ho anche beneficiato quando, per esempio, mi faceva male l'adduttore.
Il giorno dopo quel carico potenziante non sentivo tanto il dolore come da scarico!

Invece, con quest'ultima volta, sono 3 le volte (che mi ricordo bene e forse qualche altra c'è) che mi sono sfasciato così dopo aver corso su un percorso "flat" e sotto i 3'15"/Km.
A questo punto non è più una coincidenza.
Ricordo quando insorse la sciatalgia (prima volta) a destra l'indomani di un lavoro su percorso piatto.
La mattina primo lungo tutto O.K.
Al pomeriggio durante il lungo verso i 30', in discesa mi bloccai letteralmente per la fitta sopraggiunta.
Risultato: più di un mese fermo per questo dolore...

Poi che tutto questo carico comporti dei rischi... beh, è innegabile, ma sono rischi commisurati alle ambizioni che mi ritrovo, sempre ben aggrappate alla reatà!

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Lucky, se insisti con un dolore che ti tormenta è da stupidi!
Non voglio offenderti minimamente e nessuno che ci è passato o ci sta passando con certi dolori, ma le cose stanno così.

Dopo la Milano City Marathon del 2003 (2h 20' 36" a 24 anni) ero un treno in corsa ma... quell'adduttore destro faceva un male allucinante!

Avevo preso accordi con la Maratona di Padova, c'era uno sponsor tecnico importante che aveva messo gli occhi su di me, ero giovane ed alle prime esperienze, NON POTEVO FERMARMI!

Continuai gli allenamenti mezzo infortunato, si aggiunse la sciatalgia a destra e nonostante questo andai alla Roma-Ostia.
Risultato: dopo 5 K fermo dal dolore...

Continuai lo stesso incurante dei dolori e un brutto pomeriggio mi ridussi senza poter più muovere la gamba destra.

Un anno e mezzo di tormenti ed il dolore più forte mai sentito in vita mia...

Maratona di Padova ovviamente saltata assieme a sponsors e sogni...

Perchè?
Per non fermarmi in tempo...

felipe ha detto...

Anche a noi piace vederti sfrecciare, e condividere solo qualche sparuto giro in eccesso di velocità!

Anonimo ha detto...

filippo,
1) circa il medio a 3'15... ma perchè farlo con le a1?
2) palestra: se i velocisti jamaicani e americani fanno sedute di 40', perchè un fondista deve farle di 3h?
in generale: quasi mai il danno occorso dopo un lavoro ha come causa quel lavoro.
luciano er califfo.

Pimpe ha detto...

ottimi spunti di riflessione e molto interessanti i commenti di tutti .. faccio tesoro ;-) ciao!

Rocha ha detto...

Tieni duro Filippo, il peggio dovrebbe essere passato !

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@felipe, la fretta di rientrare mi sta breccando...
Purtroppo dopo una continuità di 3 giorni prendo di nuovo ritmo e ancora la gamba non è pronta a reggerlo...
Fase di transizione... pazienza!

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Er Califfo.
Dici bene, benissimo.
Ma se tutto quello che faccio non mi piacerebbe a quest'ora avrei smesso di farlo.
L'indole del sacrificio fa parte di me, alle volte giornate così pesanti e ben riuscite mi rendono motivazione in più!

Detto questo, discorso A1.
E' vero, sarebbe meglio se indossassi le A2 Adizero Boston in allenamento, specialmente se sono lontano dalle gare che contano.
Ed anche questo sarà preso maggiormente in considerazione per il futuro...

I velocisti in genere lavorano diversamente dai fondisti.

Ho visto fare a saltatori in lungo o centometristi cose da strabuzzare gli occhi ovvero:
3 sollevamenti massimali con pesi allucinanti e controllo dello staff per evitare rotture.
E per il resto lavoro ordinario di mantenimento.

Per gente come me è importante lavorare su molte macchine e con pesi relativamente leggeri, in modo da non ingolfarsi troppo nei giorni successivi.
La conseguenza è che loro è vero che lavorano 40', ma per me materialmente fare il giro di 6-7 macchine è dispendioso a livello di tempo.
E c'è chi è più veloce di me e conclude il ciclo in meno tempo.

Per quanto riguarda le cause di una rottura è certamente una somma di stress, ma l'avevo evidenziato nel post che le cose non giravano da giorni.
Solo che... se ti vuoi dare il colpo di grazia sei libero di farlo... o no?
Meglio di no, specie se sai che un medio così può dartelo.
Non è facile prevenire, il doloretto di quella mattina andava bloccato da subito, ora che lo so è troppo tardi purtroppo!

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Pimpe e Rocha, anche questo serve a crescere, mentalmente ed atleticamente.

@Rocha, complimenti per la tua prova di carattere nonostante le sfortune di inzio anno, un buon inizio può portare a risultati inaspettati che ti auguro!

B.o.n.a.d.d.i.o. ...G.i.a.n.l.u.c.a ha detto...

complimenti per la gara..gianluca

Rocha ha detto...

Grazie Filippo, i tuoi incoraggiamenti mi fanno molto piacere !

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Ciao Gianluca e... grazie, ho letto che hai ripreso a correre, stai attento te lo dico da amico se non risolvi del tutto il tuo problema!
A parte l'innovativo design del tuo nome sul blog... ma quando lo attivi con un post?
:-)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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