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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

sabato 7 gennaio 2017

Adidas Energy Boost 3 - La Leggenda Continua!

Tranquilli, è sempre lei, soltanto ridisegnata ;-)
Non sarà la notizia più fresca, (è da poche settimane in uscita la "tutta nuova" Supernova 2017), ma la Energy Boost fa parlare sempre di se.
Ad oltre tre anni dal lancio, ben poche sono state le modifiche apportate e tutte incentrate sulla tanto discussa tomaia che oggi è ancor più sottile, leggera ed elastica.

Energy è stato il primo modello a svelare al pubblico dei runners mondiali l'intersuola in Boost, che in fondo è stata il faro rivoluzionario per molti altri brand che hanno subito intuito che si doveva andare oltre il concetto di ammortizzazione inteso come un mix di soluzioni varie, immerse sempre e comunque nell'ormai superato "EVA".

Boost, con la sua semplicità e genialità innovativa, ha permesso ad Adidas di offrire per tutta la lunghezza dell'intersuola, in modo omogeneo, reattività ed ammortizzamento, senza passare in punti di transizione (dove i presidi in gomma, gel, gas, liquidi viscosi fossero assenti) meno supportati ed offrendo una resistenza allo schiacciamento dei chilometri insuperabile, oltre all'indeformabilità agli agenti atmosferici con temperature di utilizzo ottimali che vanno dai +40 °C ai -20° C.

Come ogni innovazione, abbiamo dovuto fare i conti con una fase adattativa, ma oggi non posso più fare a meno di correre con una scarpa che non adotti Boost nell'intersuola e, soprattutto, a beneficiarne, sono state le scarpe di categoria "racing", diventate più morbide e protettive nel complesso, come la Energy 3.

Energy Boost 3 sarà confermata anche per la Primavera - Estate del 2017 con le stesse caratteristiche qui esposte di seguito: vediamo quali sono le novità!

TOMAIA:

Dettaglio della Tomaia in avampiede, sottilissima a tal punto da doverla
"proteggere" con del TPU, pochi anni fa non sapevano realizzare tomaie
così sottili e resistenti
Al pari del profilo dell'intersuola, ormai l'icona di Adidas associata all'introduzione di Boost, la Tomaia per questo modello in particolare ha avuto svariate versioni ed aggiornamento, tutti improntati alla riduzione del peso, alla traspirabilità ed alla leggerezza.
In quest'ultima versione (che comunque non sposa il Primeknit, altra rivoluzione made in Adidas che riguarda la tomaia a pezzo unico, assolutamente priva di cuciture e realizzata da un plotter digitale "che fa a maglia"), la tomaia è stata ulteriormente assottigliata, lasciando inalterata la prerogativa di non apportare cuciture interne (essendo un pezzo unico) e mantenendo l'originale effetto aderente come una maglia a compressione.
La maggiore morbidezza consente, quindi, nel non avere più fastidio nella calzata se si sceglie la misura usualmente utilizzata per un modello con tomaia "regular fit".

Dalle foto mostrate è facile notare le lievi ma significative differenze che si notano dalla silhouette della scarpa, volutamente affusolata al lancio, che oggi non arreca più significativi problemi.
Gli inserti stampati in gomma/TPU non fanno altro che irrobustire la tomaia nei punti di maggior usura e sfregamento durante l'azione di corsa che comporta piegamento, di derivazione oserei dire "calcistica" per quanto riesco ad avvertire un elevato grip al tatto.

Non sarà una novità assoluta, ma concettualmente l'idea di utilizzare una tomaia aderente ha preso campo anche con le Sneakers, calzature di derivazione sportiva che eccellono per originalità, moda e comodità di utilizzo, ed oggi anche per l'innovazione dei materiali utilizzata al pari dei modelli Adizero Running.
Non nascondo, comunque, che adoro indossare la Energy Boost anche a fine allenamento con la tomaia completamente slacciata, al pari della Ultra Boost: restano saldamente aderenti al piede ed offrono un comfort che da sollievo dopo la lunga fatica!
La conchiglia tallonare tanto discussa: aumenta la
stabilità migliorando l'esperienza di corsa

La conchiglia sul tallone è stata arricchita di un elemento plastico trasparente leggero e maggiormente stabilizzante: la stessa soluzione è stata attuata con il nuovissimo modello Supernova 2017 che quanto prima recensirò su questo blog.

Energy Boost rappresenta un corretto esercizio di pulizia nelle linee e nel design, senza utilizzare troppi fronzoli.

L'allacciatura è la classica con lacci, ma come detto si può tranquillamente tenere al piede senza in quanto la tomaia elastica aderisce come un guanto.
Consiglio normalmente, specie per chi ha un piede a pianta larga, di utilizzarla inizialmente con una allacciatura leggera, senza stringerla troppo al piede.
Ogni dettaglio aiuta a migliorare la propria corsa ed avere il piede libero senza sentirlo affaticato è il primo passo verso i propri successi.

Il collo rialzato, infine, ormai applicato a tutta la gamma running della categoria A3 - A4 (scarpe da running per il fondo lungo - medio giornaliero) non è più una novità ma una piacevole conferma anche su questo modello che nella parte posteriore del tallone e del tendine d'achille, si poggia sofficemente donando ulteriore comfort.

INTERSUOLA:
La celebre intersuola della Energy Boost non ha bisogno di presentazioni ed in questi anni, dal suo lancio Mondiale, non ha mai subito alcuna modifica.
In quest'ultimo modello, la scarpa, quindi, si presenta globalmente alleggerita per merito della tomaia raggiungendo un peso di 310 gr (per la misura media di 42 e 2/3 EUR) il che la colloca tra le "ammortizzate reattive" ed un drop tra tallone ed avampiede di 10 cm, quindi molto improntato alla spinta.

D'altronde chi utilizza da anni questa scarpa, ormai conosce ampiamente pregi e difetti della stessa.
L'effetto - molla di spinta in avanti al primo impatto spiazza un pò, ma uscita dopo uscita ne resti piacevolmente attratto e riesci anche ad avere l'impressione di fare meno fatica nel correre.

Tutto ciò è merito della proverbiale leggerezza che la rende una "ibrida" da gara o da allenamento veloce ricco di cambi di ritmo o per salite continue, ovvero quando serve avere ai piedi una scarpa protettiva per lunghe distanze ma anche sufficientemente leggera da non sentirne il peso.
Boost su tutta la lunghezza dell'intersuola, per una corsa fluida
In questi anni ho potuto, quindi constatarne il successo avuto come scarpa da Maratona per la media degli utenti che si aggirano tra le 3h e le 4h30' circa e per chi pratica corsa in Montagna (intesa come sentieri vertical, in quanto la suola è stata ideata esclusivamente per la strada asfaltata e non riuscirebbe a tenere lo stress di trail fangosi e scivolosi).

Personalmente, quando sento la necessità di scrollarmi di dosso quei 30 grammi in più della Supernova Glide, perchè devo correre un finale su una lunga salita, o devo correre un lungo collinare impegnativo, oppure un allenamento di Fartlek variato su strada, allora opto per le Energy Boost, che ti aiutano anche durante l'estate quando sudare le scarpe all'estremo è molto facile in posti umidi come in Sicilia.

Insomma, tutto ciò che aiuta a ridurre il peso della scarpa per un runner è sempre ben accetto ed Energy Boost 3 lo fa, pur permettendoti correre un alto chilometraggio giornaliero!

Tra la gamma di scarpe della categoria Massimo Ammortizzamento di Adidas, infatti, la Energy si colloca infatti tra le meno ammortizzate, rispetto alla Supernova oppure alla Ultra Boost.
Inoltre è anche la più reattiva rispetto agli altri due modelli sopra citati, pur non potendola accostare ad una Intermedia vera e propria come la Adizero Boston, altra gamma, ideata per essere utilizzata solo in gara.

Bello avere una scarpa tuttofare che sappia passare da un allenamento di fondo molto "allegro" a delle ripetute in Pista molto veloci o delle salite con il cuore in gola :-)

La voglia che ebbe Adidas di presentare la forza reattiva e propulsiva di Boost si incarna in questa prima ideazione che oggi continua a mietere successi!

SUOLA:

Pochi dettagli modificati nella suola
ridisegnata, stesso Torsion System
La suola ha avuto poche differenze sostanziali e restano sostanzialmente le stesse applicate, senza lasciare al caso le principali caratteristiche quali la leggerezza (la suola è intagliata con diversi fori che svelano il Boost applicato direttamente ad essa), l'elasticità ed il grip adatto alle corse su strada e leggero sterrato.

Purtroppo tutt'ora non viene scelta la Gomma Continental come negli altri modelli, ma Adidas non ha mai tradito i propri affezionati runners con nessun dettaglio di scarsa qualità e posso ampiamente garantire che questa suola in gomma Adiwear al carbonio, pur essendo tradizionale, il suo lavoro (pesante) lo farà bene per tutta la durata della calzatura.

La differenza con la Gomma Continental è nella normale usura che avviene comunque regolarmente in entrambi i casi: di solito avverto nella Continental una usura con un effetto stratificato (come se si sfogliasse un leggero film di volta in volta) e penso di avvertirla un po più rigida e resistente nel tempo, ma non è poi così marcata tale differenza.

IMPRESSIONI FINALI:

Non c'è molto altro da dire, il modello di per se non è nuovo ma è stato migliorato nei dettagli più estremi come la tomaia, adesso più confortevole in avampiede.
Probabilmente si potrà sentire un po più rigida la zona tallonare ed i puristi della prima versione, molto libera ed elastica storceranno il naso, ma tutto questo mi fa sentire la nuova Energy più stabile e domata in esuberanza.

Energy Boost, inimitabile!
Scarpa ovviamente adatta ad un pubblico di runners molto ampio che abbia ambizioni di classifica, dalla 10K fino alla Maratona, prevalentemente per pesi leggeri fino ai 70 Kg.

Energy Boost ha rivoluzionato il mercato delle scarpe da running introducendo una scarpa con intersuola di nuova generazione, molto elastica, versatile ed adatta ad ogni ritmo di corsa.
Essendo una scarpa molto leggera e più sottile di altre maggiormente protette non può essere utilizzata per ritmi molto blandi e da persone dal peso eccessivo, per quelle esistono modelli per iniziare con maggiore sicurezza e ben protetti come la Supernova 2017 o la Ultra Boost.

Energy resta comunque una icona del nuovo modo di vedere la realtà costruttiva delle scarpe da corsa, basate da decenni su presidi ammortizzanti immersi nella vecchia mescola in EVA, oggi più che mai icona tecnologica del meglio che Adidas possa offrire ai piedi dei Runners!

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Il Boost un sistema veramente eccezionale, ammortizzamento abbinato a reattività che fanno delle Adidas un marchio assolutamente vincente!
Le Energy direi che sono uniche e la tua descrizione Filippo rende bene l'idea di che scarpe si trattano.
Sono molto curioso di tastare le nuove Supernova Boost se ne parla davvero bene, ma fin tanto che non le indosso non posso dare giudizi anche se come accennato prima il Boost è una totale e assoluta garanzia di perfezione.

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Boost è stato difficile da "domare" ma Adidas ha colto nel segno lanciando un chiaro segnale di smossa nel mondo del running, copiato ormai da più parti.
Energy sarà difficile da migliorare ma splendidi lavori effettuati con le Supernova Glide Boost(fino al 2016) e con le Boston Boost lasciano a noi fan del marchio grandi aspettative :-)

Anonimo ha detto...

Ciao Filippo,
per una mezza maratona a ritmo 4:40 / 4:50, considerando che sono alto 1,70 e peso 67 km, che scarpa mi consigli tra Energy, Supernova e Boston?
Grazie

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Ciao Anonimo che scrive il 06 febbraio,
considerato il tuo ritmo, non hai bisogno di altro che della Supernova, resta pur sempre una scarpa ben reattiva e comoda per il tuo ritmo che richiede un certo tipo di appoggio mirato alla protezione.
Se non hai particolari problemi di appoggio e vuoi "osare" di più, allora puoi prendere la Energy Boost, una vera e propria scarpa da gara per te.
Quest'ultima scelta è ponderata, pur avendo poche informazioni, considerato il tuo peso non eccessivo per la tua altezza.

Se punti ad una mezza maratona devo intendere che il tuo approccio sarà agonistico, quindi è bene dare un'altra scelta ma la Boston no, è troppo leggera per quel passo.

Buone corse!

Anonimo ha detto...

Grazie Filippo per il consiglio.

Utilizzerò allora le Supernova per gli allenamenti ed Energy per le gare o allenamenti veloci(10.000, mezza e maratona).

Ho anche un paio di Boston 5 che non ho usato molto, a questo punto le manderò in pensione comunque.
Anche se stavo buttando un occhio alle Boston 6, perchè ho letto che dovrebbero essere meno secche delle versioni precedenti.
Grazie ... i tuoi consigli sono sempre preziosi.

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Anonimo, ti replico ulteriormente sulle motivazioni del mio consiglio.
La Adizero Boston, come la Adizero Adios hanno un senso quando le calzi per correre a ritmi elevati.
Proprio ieri correvo con le Adios Boost un allenamento pro-maratona sotto i 3'30"/Km con le Adios e mi trovavo bene, ma obiettivamente queste scarpe ti esaltano quando corri in pista sul piede dei 3'00/Km.

Quindi, potresti come hai fatto indossare e correre con le Boston Boost 6, che sono migliorate in tomaia ma sono sempre secche e reattive come le precedenti perchè sono identiche in intersuola, perchè il tuo peso leggero lo permette, ma globalmente meglio le Energy che per la prolungata distanza ti sorrideranno!

Ancora buone corse!

Anonimo ha detto...

Buongiorno Filippo,
E complimenti per il blog,
Sono Alto 1,86 e peso 76kg, uso dei plantari correttivi e quindi ho bisogno di una scapa neutra, per le prove veloci e ripetute utilizzo le Boston Boost, per i lunghi e maratona vorrei qualche cosa di un pò più ammortizzante, ho un passo medio in maratona di 4'30" al km, secondo te posso optare per le Energy Boost oppure sono troppo pesante? Grazie mille

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Ciao Anonimo, ovviamente come dici tu e per il tuo rapporto peso-altezza, le Boston iniziano a divenire fin troppo poco protettive ed al massimo te le consiglio per ripetute veloci e gare in pista.

Le Energy Boost 3 essendo di natura molto reattive sono il miglior consiglio che ti posso dare, confermando di fatto ciò che hai appena affermato.

Ribadisco che in effetti preferivo anch'io la vecchia versione che lasciava più libera l'area tallone-caviglia rispetto a questa con maggiore supporto tramite l'inserto termo-plastico, ma con un plantare personalizzato questo non può che essere un aiuto in più!

Con altri runners del tuo passo medio la Energy è la scarpa da gara - maratona, per cui, si, è la scarpa che ti consiglio!

Buone corse e buona maratona anche a te!

Anonimo ha detto...

Ciao Filippo,
che differenze ci sono tra l'Energy Boost 3 e quella appena uscita?
Grazie

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Ciao Anonimo, in merito alla domanda sulle nuove Energy Boost attualmente non posso risponderti.
Non le ho ricevute da Adidas perchè non sono più un atleta ufficiale ma un più semplice "ambassador", quindi le novità mi arrivano con ritardo...
Non è una polemica nei riguardi dell'azienda ma la semplice verità.

Al momento sto testando le Supernova 2017 che, come appariva evidente, sono state ammorbidite e rese un po più pesanti, la tomaia è stata ampliata in avampiede e resa più comoda (un problema per i piedi troppo magri, meglio provare a prendere mezza misura in meno).

Immagino che per la nuova Energy ci siano modifiche simili, ma non posso rassicurarti..
Buone corse!

Anonimo ha detto...

Ciao,complimenti per blog e tempi.
Sono alto 1.68 per 58kg con un tempo di 42' sui 10km e sto preparando una mezza maratona.
Dopo aver provato varie A3 senza mai essermi innamorato di nulla, ho trovato sintonia con le Boston 6 che da qualche mese uso per fare tutto, ripetute sui 1000 al 4'/km, ripetute sui 100m in salita, lunghi fino ai 20km al 5'/km...Ultimamente finisco gli allenamenti con i tibiali anteriori affaticati e vorrei provare qualcosa di più protettivo. Le energy potrebbero fare al caso mio o sono troppo pesanti e gommose per il mio peso?
grazie

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Ciao Anonimo, rispondo al tuo quesito sulle Energy Boost.
Sei leggero e ti puoi "permettere" le Boston Boost.
Comunque si tratta di scarpe molto racing pur essendo delle A2, ma ti assicuro che in tanti ragazzi da 3'10"/Km ed anche più forti gareggiano con questo modello.

Io stesso ho scelto ieri, alla Gara Internazionale di Castelbuono che racconterò, di correre con le Boston per avere più protezione in discesa, ma per me contano anche tanti anni di corse alle spalle e per i miei tendini è un toccasana avere maggiore protezione.
Nulla di che, non soffro di particolari problemi ma ogni tanto mi si infiamma un tendine alla caviglia e fa molto male, ma ormai ce l'ho da anni.
Con questi accorgimenti ho alleviato di molto questo problema.

Quindi prevenire è la migliore cura e te lo dico con il cuore e con l'esperienza, di prendere subito le Energy Boost perchè sono più protettive ma nel contempo leggere e per i tuoi ritmi potrai farci di tutto.
E' una scarpa sorprendente, lo è stata al debutto, una via di mezzo tra le A3 e le A2, una scarpa ideale per molti.
E' più aderente della Boston, ma le ultime tomaie adottate si sono alleggerite ed elasticizzate di molto.

Non saranno gommose perchè resta una scarpa molto reattiva, ma non come la Boston perchè avverti una morbidezza in più.
D'altronde lo spessore di Boost è maggiore e ben distribuito.

Buone corse ed in bocca al lupo per la tua mezza maratona!

Anonimo ha detto...

Grazie per la risposta,
Ci faresti comunque ripetute con le Energy, visti i mie ritmi non velocissimi, o le useresti solo per i lenti?
Delle tempo 9 invece cosa mi dici? sembrano quasi delle energy con il peso delle boston. Potrebbero fare al caso mio anche queste o troppo simili alle boston e quindi meglio stare su energy e magari alternarle alle boston che ho gia?
Scusami se approfitto della tua bontà ma mi pare di trovarmi bene con Adidas e vorrei capire bene i vari modelli e i loro utilizzi, cosa difficile da capire tramite il loro sito molto commerciale.
Grazie ancora

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Anonimo sulle Energy: se vuoi correre delle ripetute intorno i 3'20"/Km e fino ai 4'00"/Km le Energy Boost sono l'ideale e ci farei anche le ripetute.
Sotto i 3'20"/Km ovviamente conviene utilizzare le Boston e la loro reattività.
Le Adizero Tempo 9 sono delle Boston con un presidio antipronazione (leggero) aggiunto, quindi risultano essere un poco più controllate, ma sempre A2 veloci restano!

Quindi meglio stare sulle Energy.

Ormai tutte le aziende puntano sul claim della condivisione, della corsetta e del fitness e tralasciano quasi del tutto i runners che si applicano con impegno...

Presto parlerò della Supernova 2017 che fortunatamente sostituisce con buon successo la Supernova Glide (che era giunta all'8° versione) con qualche buona, leggera modifica!

Alessio ha detto...

ciao,
In questi giorni ho letto molte delle tue recensioni relative alle scarpe da Running Adidas trovandole molto interessanti.
Sono un ex ( e neanche tanto) nuotatore che ora si è dato al Triathlon da circa 4 anni ed ho un peso di 80kg per 181cm.
E' un poco di tempo che voglio provare una calzatura adidas attirato soprattutto dal sistema BOOST. Considera che negli allenamenti alterno 3 tipologie di scarpe una Hoka Clifton per i lunghi , una Rider 19 ( la scarpa che voglio sostituire xke sfruttata fino all'osso) ed una Saucony kinvara 8 per le gare di sprint e olimico.
Sono molto attirato dalla Energy Boost, ma al tempo stesso sono molto interdetto (non avendo un rivenditore adidas in zona in cui provare le calzature ) sull'acquisto. Cerco una scarpa abbastanza reattiva e veloce per fare allenamenti di 8/12km in cui inserisco lavori di velocità ( corro un 10km in 40'30"e le ripetute sugli 800mt intorno a 4'45/50"). Cosa mi consigli di fare? io ero molto attratto dalle Boston 6 ma leggevo che le consideri una scapra da gara, eventualmente una via di mezzo??
Grazie

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Ciao Alessio, grazie per esserti rivolto a me, è sempre un piacere!
Purtroppo non ho trovato ancora il tempo per motivi familiari di recensire la tanto bella Supernova 2017, ma la passione resta sempre uguale.

La Boston 6 la possiamo definire pari alla Kinvara come categoria.
Quindi immaginati solo cosa possa significare per le tue uscite quotidiane...
Alla lunga ti faresti male, per un ragazzo (un giovane, è soltanto un complimento), che per un atleta più esperto come me...

Quindi approvo le tue Hoka se ti trovi bene e non so le Rider, ma viste così da lontano somigliano di più alle Energy per peso e reattività.

Le Energy come detto più volte, si collocano in una categoria molto interessante: non sono A3 super ammortizzanti e non sono A2 molto leggere e comunque da gara.

Quindi puoi farci molte più cose, per questo le reputo delle scarpe molto versatili che mi piace utilizzare nei periodi estivi per correre un lungo forte (sui 3'40"/Km per me) e per subìre il meno possibile l'appesantimento da scarpa sudata (e quando dico così è perchè il suo peso raddoppia, ahimè!).

Boost è un sistema che credo ancora oggi non abbia eguali: è molto reattivo ma garantisce buona ammortizzazione e stabilità.
Nella Energy il fattore reattività è ben pronunciato, l'intersuola dura una vita e la calzata a guanto è comunque molto vantaggiosa sotto tanti aspetti, specie nel Triathlon dove infilare la scarpa rapidamente ha i suoi vantaggi.
E' una scarpa che ha ispirato tante concorrenti.

Oggi è uscita una nuova versione che ancora non conosco, ma della vecchia e prima versione (intendo l'intersuola, poi hanno solo "rivisitato" e migliorato le tomaie nel tempo) è un'ottima scarpa.

Tra Boston Boost ed Energy?
Beh, sotto ogni aspetto descritto, la Energy fa al caso tuo!

Buone corse e buone prossime gare!

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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