41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 3 novembre 2017

La Maratonina dello Blu Jonio ha un Grande Potenziale!

Smorfia di sofferenza all'arrivo
(Grazie Sicilia Running)

Riposto (CT), 29 ottobre 2017

Non avevo mai corso sul lungomare della frazione marina di Giarre (praticamente sono attaccate le due località) ed anche stavolta ho vissuto in prima persona l'esperienza geograficamente appagante.

L'idea è ottima: sfruttare l'intero lungomare di Riposto, molto quieto e rilassante in questo periodo e farne una bella mezza maratona, con un percorso molto veloce, interamente piatto a meno di pendenze impercettibili.
Ai fini di esaltarne lo spettacolo l'alternativa sarebbe di proporre due giri accorciandone il tratto sul lungomare ma già un passaggio iniziale in senso inverso sul tappeto di arrivo c'è, quindi non ve ne sarebbe il motivo.
Fatto sta che, effettivamente il percorso è misurato in modo egregio e penso che l'organizzazione si è ben prodigata ad offrire un servizio più che efficiente.

Al 29 di ottobre, ahimè, imperversa ancora un caldo anomalo.
Chi ha avuto la meglio ha quindi ottenuto un risultato che vale doppio, anche se la sensazione (personale) è stata che comunque un percorso veloce ti aiuta sempre a raccogliere un buon risultato cronometrico: infatti in tanti hanno corso forte, ma anche in tanti si sono sentiti male o peggio ritirati per tale disagio.

Portando la lancetta un'ora indietro, ci siamo trovati a partire alle ore 10:45 effettive (con la vecchia posizione delle lancette) e, nonostante un clima meno umido di quello della mia Città, mai e poi mai avrei potuto permettermi di prendere una sberla come quella subìta a Palermo due settimane fa.

Stavolta partivo con uno scarico adeguato, seppur commisurato alla vita quoditiana che rilassante non lo è più.
Ultimamente pativo di una forte rigidità al bicipite femorale sinistro che era associata ad una lieve sciatalgia, molto fastidiosa negli allenamenti tirati che il Prof. vuole comunque sempre valorizzare.
Il tutto si è risolto con il tempo, con alcune sedute di posturale (senza mai esagerare), pochissimo stretching e meno ore di guida in auto.
Infatti la causa scatenante era dovuta alle lunghe trasferte seduto a guidare ed infatti il lungo viaggio per Riposto ha riaccentuato un pò tale fastidio, senza essere determinante.

Inutile dire che da quando sono costretto a correre meno ed allenarmi di rado due volte al giorno, gli infortuni non sono arrivati più.
Ma d'altronde tutti i miei racconti sono frutto di anni di allenamenti basati su centinaia e centinaia di chilometri a settimana, svolti con piacere ed in modo costante, senza mai una sosta.
Un pò li rimpiango ma la vita va avanti ed almeno, c'è un lato positivo, non mi porto dietro dei brutti acciacchi che non mi lasciavano più!

Mohamed Idrissi era sicuramente l'uomo da battere, anche se mi aspettavo altri avversari di rilievo che non si sono presentati.

Con quel caldo non mi sarei permesso di seguirlo se fosse partito molto forte, cosa che è avvenuta puntualmente dopo il colpo di pistola.
Buoni numeri alla partenza, tutti conoscevano il percorso veloce
Il giovane atleta del Marocco finalmente raggiungerà un ottimo livello agguantando un risultato più che positivo: vincere correndo completamente da solo e senza alcun riferimento di avversari, in 1h10' nette vuol dire aver fatto un grosso salto di qualità ed il 2017 gli è stato amico.

Il primo chilometro lo passerò intorno i 3'20", quando Mohamed a vista lo passerà in 3'12", quindi troppo forte.
Il gruppo formatosi era folto, con molte interessanti sorprese, alcuni giovani pretendenti che onestamente non conoscevo ed i soliti affezionati del Gran Prix tra cui Vito Massimo Catania.

Il mio coetaneo, che è stato assoluto protagonista fino a poco tempo del Gran Prix, vincendo e monopolizzando molte di queste corse, per scelta di vita ha dovuto mollare gli impegni e gli allenamenti, sposando delle iniziative basate sul sociale nobili e toccanti.
Vito Massimo è una persona vera che non ha bisogno di queste poche righe, perchè chi lo conosce sa bene quanto sia il suo valore umano oltre che atletico, che non diminuisce se oggi non riesce (al momento) ad essere al top della condizione.

Il tempo di ripassare sul traguardo, dopo una prima escursione molto suggestiva della Cittadina, e Idrissi non si avvistava quasi più.
Da quel momento ci si involava verso il lungo rettilineo che costeggiava il mare, scorrendo i vari lidi balneari estivi, ormai chiusi con un senso di abbandono.
Mi ritrovavo costantemente in prima linea, ma già avvisavo pesantezza di gambe e rigidità muscolare.
Cercavo di bere ad ogni frequente rifornimento, ma quei maledetti bicchierini di plastica si rompevano facilmente una volta afferrati e non riuscivo ad idratarmi.
Non so quanto potesse essere seccante, ma forse più avrei bevuto e più avrei sudato, almeno più di ogni altro pretedente alla seconda posizione lì con me.

Cercavo di fare l'andatura, costantemente intorno i 3'30"/Km (passaggio ai 10K in 34'50") e con amarezza dovevo accontentarmi ma, finalmente ad un altro rifornimento dove mi ponevo avanti qualche metro con forzato slancio, supero il dosso più difficile della giornata e stacco di qualche metro gli avversari.
In quel momento, sul punto più distante del percorso, il viale era fresco ed alberato e mi sentivo leggermente bene.
In tanti a lottare per la seconda piazza, con alcune sorprese...
Decido dentro di me di attaccare intorno al 15° Km e cercare di dare di più, perchè sentivo di poterlo fare.
Ed era il 13° Km.

Idrissi correva costantemente accumulando vantaggio sul nostro gruppo che perdeva qualche elemento per strada, ma non mi curavo di questo aspetto guardando avanti e restando concetrato: quell'attacco avrebbe dato senso all'intera spedizione.

Poco prima del quindicesimo, quindi, parto in forte progressione passando a 3'20"/Km circa ed in quel momento si correva riparati dal sole, già involati verso il ritorno e l'arrivo ancora lontanissimo.
Si affianca a me con enorme sorpresa il marocchino Boumalik che ha un passato e tempi di tutto rispetto e che oggi ha superato i cinquanta (ripeto: 50) anni!
Tornato sotto il sole cocente ma ventilato, dopo appena un chilometro subisco un calo e resto attaccato con molta fatica al marocchino che non cede un metro.

Quando i chilometri dall'attacco saranno due (al 17° Km) rinvegono da dietro sia F. Nastasi che uno junior che non conoscevo, Amenta, di Scicli.
Ero già in declino verticale (tale e quale in allenamento quanto fa così caldo), la mia coraggiosa iniziativa mi si era ritorta contro e non posso fare altro che iniziare la fase di completa apnea, inseguendo i due ragazzi che continuavano con bravura ad un ritmo alto ma costante.

Un altro podio per il Good Race Team Palermo
Mi trovo ad insegurli, ma a soffrire, la fatica e la sete.
Boumalik si stacca lentamente, mi dirà che saranno sopraggiunti i crampi a rallentarlo e pian piano, nonostante il mio calo, non sento più i suoi passi da dietro.
Nastasi e Amenta si allontanano, in una sfida a due che vedeva prevalere inizialmente lo junior sciclitano, successivamente infilato dall'M35 con un bel finale.

Volevo fermarmi, perchè non volevo chiudere così male l'ultima mezza maratona dell'anno, ma la mia testa è più forte del mio fisico e non posso mollare quando mancano solo due chilometri all'arrivo.

Il pubblico inizia a farsi sentire e trovo in tanta gente il conforto di un tifo vero e solidale nei miei riguardi.
Il premio, forse più bello, è aver tagliato il traguardo quasi privo di forze ed in forte difficolta come raramente mi è capitato.
Un altro colpo di calore era quasi giunto ma solo la breve distanza che mi legava al traguardo lo ha frenato.

Per strada ho lasciato comunque molti atleti che hanno patito crampi e per uno di loro, il bravo junior Mazzara, è intervenuta l'ambulanza che lo ha soccorso.
Quell'ambulanza che è sfrecciata a tutta velocità quando mancava un chilometro all'arrivo.
Il ragazzo avrà tempo e modo per riprovare con le mezze maratone ed il suo allenatore ha tutta l'esperienza necessaria per farlo crescere ancora un pò.

Chiudo, quindi al quarto posto in 1h13'37" che mi lascia andare via da Riposto con una pacata delusione e tanta voglia di lavorare per raggiungere un buon risultato.
Mi auguro di potermi allenare presto con i giovani del Prof. e fare gruppo, almeno quelle poche volte a settimana che ci sarà da soffrire insieme.

Quel che posso sperare è di riavere delle belle manifestazioni siciliane collocate in periodi più freschi dell'anno e Riposto può essere un valido esempio.
Scegliere febbraio, marzo od anche fine novembre porterebbe tantissima gente a raggiungere il proprio primato personale e conseguentemente alzerebbe il livello tecnico della manifestazione.

Non posso che sperare che si mantengano certe tradizioni podistiche vive in Sicilia, con capacità che un pò si sono perse e che un tempo erano vanto dell'intero movimento dell'atletica italiana.

(Ringrazio l'amico Marco per la trasferta e Sicilia Running per la copertura fotografica dell'evento)

4 commenti:

Luca Vittorio_Veneto ha detto...

sempre un racconto entusiasmante che mi fa vivere a pieno la gara e le situazioni di difficoltà dentro di essa.
Tenacia e motivazione ti contraddistinguono da sempre, e con molto meno tempo che dedichi agli allenamenti mantieni comunque un alto livello di preparazione e performance...Grande Pippo ;-)

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Grazie Luca e tu, che DAVVERO mi conosci di persona, potresti tranne conclusioni diverse ed evidenziare un calo che si è fatto notare quest'ultimo anno, ma non perchè mi è passata la voglia di lottare, sennò non sarei qui a raccontare quanto è bello soffrire per questo sport.

Ho rinunciato alla Maratona di Palermo per non incorrere in altra giornata - NO che a questo punto sarebbe stata distruttiva visto il percorso ostile dal punto di vista altimetrico che si contrappone con una scenograficità unica al Mondo (la Maratona di Palermo E' DA CORRERE!).

Il prossimo anno ho in mente una sfida epica dal sapore della grande fatica.
Aspiro a fare bene e dovrò trovare forze da ogni lato per riuscirci.

Ma la vita DEVE essere fatta di motivazioni e nuovi stimoli.
Ci sentiamo presto, sempre con piacere :-)

Riccardo ha detto...

Ciao Filippo, ho trovato il tuo blog molto interessante. Ti scrivo perché ho visto che sei un esperto di adidas e, da runner principiante quale sono, mi piacerebbe avere un consiglio sulle scarpe di questa azienda. Sono 190x92kg (pesantino), corro 3 4 volte a settimana a un ritmo di 6/7 min/km e sono leggermente pronatore. Ho sempre utilizzato scarpe Asics molto stabili e ammortizzate ma provando un paio di supernova in un negozio generalista, mi sono innamorato di questo tipo di scarpa. Sapresti darmi un consiglio su una adidas con boost che potrebbe fare al caso mio? Grazie in anticipo

Filippo Lo Piccolo ha detto...

Ciao Riccardo, scusa il ritardo nella risposta, ma avendo staccato con le gare per quest'anno sto facendo una sorta di reset, il prossimo post sarà un bel racconto che non deve essere per forza la lista degli allenamenti svolti nel periodo "invernale".

Tornando a te, alle Adidas, mi fa piacere che ti sei innamorato delle Supernova :-)
Sei alto e deduco che correndo 3-4 a settimana sei ancora alle prime armi con gli allenamenti, i ritmi e devi scoprire te stesso ed i limiti del tuo corpo.

Se sei leggermente pronatore, non so se ti conviene optare per una scarpa "antipronazione" tra le poche in giro (in genere un modello per Azienda), anche la scarpa ben ammortizzata fa il suo dovere.
Se consumi troppo internamente la suola della scarpa, invece, è evidente che devi utilizzare una con controllo del movimento, che ricorda sempre, risulta essere più pesante e rigida di una neutra.

Se sei così alto immagino avrai un piede adeguato alla tua altezza, quindi una scarpa troppo pesante non ti aiuterà.
Le Supernova sono state migliorate in ammortizzamento ed il Boost mantiene intatto il suo potere ammortizzante maggiormente rispetto alle intersuole tradizionali in EVA iniettata, insieme ai vari cuscinetti in aria, gel o quant'altro.

La Supernova, quindi, è la scarpa che ti avrei consigliato io stesso, inutile buttarti su una Ultra Boost che risulta essere ben più morbida (e quindi meno stabile) rispetto alla Supernova.
Io, da runner che corre più di 20 Km al giorno, preferisco avere ai piedi una scarpa stabile e ammortizzata, con una buona base di reattività.
Le Super-morbide tutto ciò non lo permettono.

Avrai tempo e modo di migliorarti, intanto complimenti per aver scelto uno sport così sano e buone corse!

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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