41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

venerdì 1 aprile 2011

Treviso Marathon - Il Non Facile Mestiere di Pacemaker

Treviso - 27 marzo 2011.

Se ripenso che più o meno lo scorso anno tutto girava bene, nessun problema... ti rendi conto che un anno è un periodo di tempo parecchio ampio nel quale può accadere davvero di tutto.
Pur mettendo sempre la stessa cura di sempre le cose non vanno, non gira come dovrebbe e anche questa volta è capitata una sorpresa inaspettata che ha inficiato il mio lavoro, a scapito del risultato degli atleti che mi ero preso in carico questa domenica.
Devo infatti pubblicamente scusarmi (dopo averlo fatto a fine gara) con Tommaso, Hannes e Gianluca.

Dovrei essere strafelice di aver risolto il problema di sciatalgia che fino a poco tempo fa ancora mi tormentava non poco: dopo una tale galoppata a Treviso non avvertire nulla mi fa pensare che ormai il problema è alle spalle: sta a me aver cura, all'arrivo del freddo invernale del prossimo anno, coprirmi adeguatamente per evitare nuove ricadute.

Avevo accettato con enorme entusiasmo questo compito, pur di essere presente alla "mia" Treviso Marathon, ormai evento cui non vorrei mai rinunciare ogni anno, e ringrazio davvero con tutto il cuore Piero M. per avermi voluto alla partenza chiamandomi fino all'ultimo minuto ("organizzativamente" parlando).

Il mio compito, infatti è stato quello di fare da Pacemaker o "Lepre" per circa 25-30 Km ai ragazzi sopra citati, atleti di grande spessore nazionale.
Bella responsabilità, considerando che un compito di questo tipo a così alto livello non lo avevo espletato mai.
Restavo comunque ottimista sulle mie reali capacità dato che più volte nella vita mi era capitato di tirare allenamenti ad atlete e scoprirmi un buon pacer, regolare e mai a strappi.
Ma restare in cosa al gruppo è un conto, avere il peso di tirare per tanta strada un drappello di atleti più che motivati un altro.

Week-end felicemente passato con l'amico Francesco Duca che anche per quest'anno ha rinunciato alla manifestazione per puntare ad importanti obiettivi più avanti.
E' sempre un piacere correre in Veneto, posti tranquilli, civiltà e pulizia. Treviso Marathon, come sempre, organizzazione eccellente e dettagliata.
Domenica mattina, tra l'altro, ci si è svegliati con un clima ideale: cielo lievemente coperto con un leggero innalzamento della temperatura solo verso il 30° K di gara, meglio di così non si poteva!

Come si vive davanti al gruppo me ne rendo conto subito al via.
Parto di buona lena e, complice il primo K dislivellato, non mi stacco troppo dal gruppo che farà la testa assoluta della corsa: 3'13" il passaggio, un pò troppo eccessivo.
Dietro di me si aggregano i tre pretendenti all'attacco dell'under 2h20': il più convinto delle proprie capacità Hannes Runnger il quale mi stava incollato qualunque fosse il mio pace.

Inizio immediatamente a calarmi nel ruolo: resto per i primi K con una certa tensione in corpo, cosa da non fare assolutamente quando ci si approccia alla Maratona in gara.
Purtroppo non riuscivo benissimo ad intercalarmi nel personaggio, dato che ho sempre corso a ridosso delle posizioni o al più dandomi il cambio con il compagno d'avventura.
Con il passare dei chilometri, presi uno per uno ai precisi passaggi segnati dall'organizzazione noto che non mi discostavo di tanto dal ritmo di 3'16"-3'20" iniziando ad essere sempre più preciso.
Bastava un leggero cambio di passo, magari aumentando di poco la frequenza, per tenere alta la media.
Tutto stava andando bene, ero ottimista sulla mia resa che era programmata fino al 30°K, quando iniziano ad insorgere problemi in fin dei conti inaspettati.

Il polpaccio della gamba sinistra inizia ad irrigidirsi, sempre di più, e questo comporta una notevole modifica dell'assetto di corsa; qualche K più avanti insorgeranno insolite fitte intercostali (forse dovute all'errato modo di procedere) che fiaccheranno il fiato.
Conseguenza tristissima il dover alzare immediatamente bandiera bianca al raggiungimento della mezza maratona corsa in 1h09'57" quando già molti di questi problemi iniziavano ad essere parecchio insistenti.

Lascio il terzetto, molto scalpitante fino a quel momento, in balìa della solitudine e sconsolato sono costretto a rallentare per percorrere i conclusivi 9 K e raggiungere il trentesimo.

La sequenza rende l'idea della bontà del mio servizio che è tracollato in pochissimi chilometri.
Ora, mi inizio a preoccupare...

3'13" + 3'14" + 3'16" + 3'20" + 3'16" + 3'18" + 3'17" + 3'15" + 3'19" + 3'15" + 3'18" + 3'15" + 3'19" + 3'20" + 3'18" + 3'21" + 3'23" + 3'20" + 3'24" + 3'24" + 3'48" (+0.92m)

All'arrivo sarò ancora più sconsolato quando i ragazzi che ho tirato chiuderanno la loro prova sulle 2h21' (Vaccina, invece, si ritirerà al 30°K): un aiuto almeno fino al 25°K avrebbe fatto di molto la differenza per loro!
La classifica della Treviso Marathon vedrà Gianluca Pasetto al 5° posto e Hannes Rungger al 6° posto.

La corsa è una scienza "quasi" esatta...
Si tratta di un concatenarsi di eventi più o meno sfortunati: l'integrità fisica c'è sempre, resta di capire il perchè (per esempio) sono riuscito a fare il lavoro in pista di 25 x 400m al martedì senza grandi ripercussioni sul polpaccio e non un medio tirato.
E' da inizio anno che lo stretching è curato, così come l'alimentazione lo è da sempre (ormai per normali abitudini di vita).

Capisco che alle volte capita di avere un piccolo problema, portarselo appresso, beccare l'allenamento sbagliato e aggravarlo di molto.
Ma se si pensasse a queste conseguenze ogni volta che c'è "qualcosina" che non va... avremmo abbassato la saracinesca da un pezzo!

Questa settimana è di recupero fisico, la testa ci arrivava facilmente al 30°K così come il fisico che comunque, per come mi sono comportato prima dei guai, sembra ben allenato.

Domenica 03 sarà Messina Marathon, un'altra gara alla quale sono parecchio legato.
Basti pensare alla mia partecipazione nella lunga 42 K del 2008 ed alla 21 K dello scorso anno: Organizzazione sempre impeccabile, percorso veloce e panoramico (si corre per molto tempo a fianco del mare), servizi di prim'ordine.
Messina Marathon resta anche quest'anno una delle migliori maratone del Sud e lo confermerà con i fatti.

A domenica, altre risposte.

(Foto Maratona di Treviso - Podisti.net)

12 commenti:

Rocha ha detto...

Su con il morale Filippo, una giornata storta può capitare anche ai campioni come te, l'importante è che dal punto di vista fisico non si sia trattato di nulla di grave. In bocca al lupo per Messina !

GIAN CARLO ha detto...

Pero' continua a crederci.
Quando non si è in gara correre mezza maratona quasi al top è devastante.

Daniele 91 ha detto...

Forza Filippo,guarda il bicchiere mezzo pieno...hai portato a termine un buon allenament:mezza maratona a ritmo maratona.Che intenzioni hai per domenica,tenendo presente che a Boston mancano poco più di due settimane?
Intanto ho letto che sarà al via anche Giorgio Calcaterra,al rientro sulla distanza dopo un assai fastidioso infortunio e ciò potrà dare un ulteriore motivo di interesse alla 42,195 Km messinese.

Albe che corre ha detto...

Ciao, capisco il rammarico per il compito che non sei riuscito a completare come volevi, ma c'hai provato ed secondo me hai la coscenza a posto!
Perchè il problema non è venuto fuori dopo i 25x400 ma dopo il medio tirato di Treviso?
Una volta un'amico, che in passato è stato un'atleta più meno del tuo spessore, mi disse che gli infortuni vengono spesso legati all'ultimo lavoro fatto, mentre probabilmente l'ultimo lavoro è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso..
In bocca al lupo per tutto campione!

Enrico VIVIAN ha detto...

libera la mente e guarda solo a Boston: devi essere integro e fresco per quel terribile percorso

presagivi qualcosa in partenza visto che ti tastavi il soleo sinistro?

sarai anche abituato a girare in pista, ma 25x400m sono tanti e la gamba interna soffre

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Rocha, ho passato la scorsa settimana del tipo: "mollo tutto".
Come sono riuscito a resuscitare questa domenica nemmeno io lo so...

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Gian Carlo, scusa se sono arrivato davanti al tuo beniamino... mettiamola così, non ci siamo dannati per una posizione per quanto ci stimiamo io e Giorgio.
Ora ci credo, eccome!

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Daniele91, è uscita fuori una bella sfida a due, la racconterò, puoi starne certo.
E' stata criticabile la scelta organizzativa del vincitore destinato scelto all'ultimo che ha relegato me e Giorgio per la lotta della piazza d'onore...
Sapevano benissimo che entrambi non godiamo di grande salute contro uno in ottimo stato di forma...

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Albe, qua la cosa è più complessa...
Tornando indietro ai primi lavori stradali, a cavallo del passare della sciatalgia e dello svilupparsi di questa infiammazione notavo che non andava niente di buono...
I fartlek li mandavo giù proprio male e mi impensieriva il troppo fastidio (contenuto) in zona polpaccio.
Quando deve esplodere la bomba non siamo mai noi a deciderlo purtroppo...

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Enrico... certo che mi toccavo il polpaccio, un fastidio che è aumentato esponenzialmente.
Una settimana difficile quest'ultima ma forse ho trovato la soluzione e... la fiducia.
Libera la mente... lo dici a me?
Se avessi detto ai miei stretti collaboratori (Coach in primis) che andavo a Messina per "tentare" la Maratona mi avrebbero preso per un incosciente.
E invece... ho azzeccato la soluzione per non farmi del male e ho corso uno dei miei migliori allenamenti di sempre.
Mercoledì la stanchezza alle gambe sarà passata, speriamo che diminuisca il problema al polpaccio in modo definitivo.
A Boston si deve spingere, no?

Enrico VIVIAN ha detto...

leggo ora i risultati di Messina: BRAVO! chiamalo allenamento!

hai due settimane per smaltire e partire leggero da Hopkington per poter volare

nel 1992 perlustrai il tracciato in auto con Salvatore BETTIOL che si fece accompagnare dagli organizzatori della gara di Falmaouth, che lui vinse due volte

allora non mi fece impressione, comodamente seduto; mi è stato assicurato che le ondulazioni sono sfiancanti

sarà per il prossimo anno

Filippo Lo Piccolo ha detto...

@Enrico, lo sai che le gare dure mi esaltano...
Già a Messina partivo con un'impostazione mentale più seria e concentrata.
Non ho corso un metro se non nel mio più stretto interesse e ho trovato in Giorgio un compagno di avventura eccellente!
Peccato per la scelta organizzativa che ha penalizzato entrambi... e lo spettacolo finale!
Ma di questo ne parlerò al prossimo racconto ovviamente!

Anche io avrò il mio Manager, della Pizza, e se non corro forte è pronta la coperta di lana (leggera, è primavera!) per dormire fuori a Central Park!

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
PRONTI A PARTIRE...