41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

lunedì 2 dicembre 2019

Palermo Maratona - La più affascinante e forse la più dura al Mondo

In Copertina Palermo... Ma quanto sei bella?
(Foto di Toti Clemente)
Palermo, 17 novembre.

Si conclude quest'ultimo viaggio lungo 42 Km e 195m di lotte e voglia assoluta di farla, nonostante un guaio personale e le ordinarie vicissitudini familiari sempre più crescenti.
Da qualche giorno ho compiuto quarant'anni e se penso che 10 anni fa mi trovavo solo soletto a New York City a dimostrare al Mondo il mio valore nell'atletica, penso che da quel periodo ne ho fatto tanta di strada bella!

Nelle ultime settimane, non solo mi sono fatto male seriamente ad una spalla che ha impedito di allenarmi per una settimana, ma ho avuto a che fare con i vari malanni dei piccoli di casa, ragion per cui stavo per mollare l'idea di affrontare la grande avventura della Maratona.
Eppure, eccomi là ai nastri di partenza ad onorare un evento così bello e affascinante che mi ha rapito quando, appena compiuti 18 anni, portavo a termine la mia prima mezza maratona con l'entusiasmo del novellino, in 1h21' circa.

A quell'epoca si correva per "la Madonna", ovvero l'8 dicembre, e molto spesso capitava di imbattersi in edizioni fredde e piovose.
Si respirava aria di forte competizione, arrivavano gli atleti keniani del "Fila Team" conosciuti in tutto il Mondo (non era altro che un gruppo seguito a livello manageriale da una nota famiglia con sede a Brescia e supportata successivamente da altro brand), imparavo a respirare la puzza di canfora che solo gli atleti di colore spalmano ancora oggi, mi confrontavo con tutti i podisti siciliani che correvano forte ed in quegli anni le classifiche erano severe se non correvi sotto l'1h10' nella mezza.
Lo Start sotto un timido sole (D. Maniaci)
Ricordo che in quello che era il doppio giro della Città che attraversava il Parco della Favorita ed il Centro, per molte edizioni veniva a correre un atleta Russo che sapeva chiudere in 2h18' circa, che in quel percorso è di tutto rispetto.

Palermo come Città non si è mai potuta offrire tecnicamente per dare il miglior riscontro cronometrico e da alcuni anni, come ho raccontato, la scelta di allargare la corsa fin su Mondello ha aperto l'utenza in due: meglio un giro (quasi) unico che tocchi tutte le bellezze della Città penalizzando ulteriormente il risultato cronometrico, o lasciare tutto come era prima, con due (noiosissimi aggiungo io) giri identici dove il maratoneta al secondo giro resta abbandonato a se stesso?

La risposta appare scontata e quest'anno, nonostante l'obbligo della partenza dal Giardino Inglese, peraltro molto ben apprezzata dai vari turisti - runners stranieri e venuti da fuori Sicilia, l'organizzazione ha saputo tirare il meglio dalle difficoltà logistiche del percorso, rendendo apprezzabile ed emozionante l'evento fino all'ultimo metro.
Ma capirete perchè leggendo le mie impressioni.

Novembre è un mese strano a Palermo.
E' difficile incontrare il freddo vero, quello che a me personalmente aiuta parecchio a gestire la fatica.
Fino a venerdì c'era stata in Città un'afa anomala che mi faceva preoccupare non poco.
Domenica mattina, invece, sono arrivati dei nuvoloni autunnali con vento freddo alternato da spruzzi piovigginosi e un timido sole che mi hanno messo nelle condizioni ideali di affrontare una Maratona con uno spirito più positivo.
Del resto avevo preparato l'evento in tutta fretta con pochi chilometri ed un paio di uscite di poco più di due ore, seppur affrontate a forte ritmo, che non erano per nulla sufficienti a coprire l'intera distanza.

Sta per concludersi la prima mezza maratona con l'avversario Slovacco
che giungerà terzo (P. Carollo)
Come previsto dopo la Partenza avvenuta abbastanza puntualmente, i tre atleti keniani favoriti scappano via e con esso l'unica atleta di colore chiaramente favorita alla vigilia.
Oltre a loro, un runner belga (riconosciuto dai colori della maglia) ed il locale Mohamed Idrissi, iscritti alla Mezza Maratona che correvano da 1h10'.
Dopo di loro, il vuoto, ovvero il mio gruppo caratterizzato da cinque unità, me compreso.
C'erano dentro un paio di runners per la Mezza Maratona e tre maratoneti.

Questa volta il percorso parte diretto verso il Parco della Favorita su Mondello ed in men che non si dica il nostro modesto incedere sui 3'40"/Km supera gli avvallamenti del Parco e sgambetta per tre chilometri in discesa verso Mondello.
E con facilità estrema, il primo quarto ce lo mettevamo alle spalle.
Mondello era fredda, deserta, sono bastati quattro nuvoloni minacciosi a lasciare a casa molta gente.
Il mio obiettivo era comunque di idratarmi costantemente vista l'aria comunque umida, ma non c'era necessità impellente di farlo in modo puntuale.

I successivi tre chilometri tutti in salita mettono in difficoltà i runners della mezza maratona, ma non soffro particolarmente, è troppo presto per farlo!
Superata Villa Niscemi, ci aspetteranno diversi chilometri in leggero declivio a favore che mi consentono di rilassarmi e pensare solo alla pace del paesaggio.
Inizio a scorgere molta tifoseria straniera ed era evidente che si trattasse degli accompagnatori degli atleti in gara!

Lo scatto di Giusina Perna, la Cattedrale, il Liceo Vittorio Emanuele II ed
un runner con poche energie...
Su Via Libertà inizio a notare tanto pubblico festante e tanta, tantissima gente che incitava il mio nome, un'emozione indescrivibile, tant'è che ho tutto il tempo e la gioia di salutare e replicare con un sorriso o una veloce battuta.
Sto bene e sono contento.

Alla Mezza Maratona, completando il percorso esatto senza modifiche rispetto ai runners della sola 21K, passo in 1h19' circa e, abbandonati i compagni della Mezza Maratona, mi rimane incollato con enorme differenza di altezza e "biondezza", un runner slovacco capitato qui per fare visita alla Città che durante la gara l'ho scorto con la propria moglie/compagna e figlia.
Persone gentilissime che facevano il tifo anche per me!

Questo ragazzo è molto in gamba e sicuramente preparato, ma preso da una condizione euforica continuo del mio passo e riesco senza nessuna fatica a staccarlo di un centinaio di metri.
Al secondo passaggio il Parco della Favorita è vuoto, ma so benissimo che durerà poco.

La solitudine alle volte fa bene e ti aiuta a restare concentrati sull'obiettivo del momento.
La stessa dura per tutto il tratto ondulato che da sempre mi spezza le gambe e porta fino al semaforo di Pallavicino, in corrispondenza della discesa di Mondello.
Affrontato il giro di boa, praticamente si rientra nel percorso della Mezza Maratona dove posso correre in compagnia dei runners più lenti, turistici o adagiati.
Ma come penso sempre, l'importante per tutti è fare sport a qualunque ritmo o intensità.

Il lungagnone slovacco è sempre dietro staccato, forse di 150 metri, ma non molla.
Corso Vittorio Emanuele - Tento di scorgere l'avversario ancora "a distanza"
Penso di aver fatto un tratto di Favorita discreto, senza alcun calo di rendimento, così, mentre mi cimento a correre nuovamente in leggera discesa su Viale Diana e verso Via Libertà sono sui 28 Km e penso al muretto dei 30.
Nessun tentennamento.

In discesa tutto è facile e torna subito la gran tifoseria, fa molto bene al morale.
Passo di nuovo sotto gli archi dell'arrivo ed è circa il chilometro 34, poi 35 e 36, ormai manca poco.
Stavolta si passa per il Centro Città, abbastanza deserto per i suoi standard ed a breve affronto Corso Vittorio Emanuele che mostra tantissime bellezze Cittadine: i quattro Canti, la Cattedrale, arrivando fin dentro il Palazzo dei Normanni.

A quel punto mi trovo in difficoltà perchè da qualche chilometro non riesco più a ingranare e tutta quella salita, seppur non molto irta, diventa un muro da affrontare con passo pesante.
Inizio a pagare il poco tempo avuto a disposizione per completare gli allenamenti e non voglio cedere.
Qualcuno mi incita dicendomi che mi trovavo al terzo posto e quasi quasi non ci credo, ma era vero!

Entrato a Palazzo dei Normanni accade un evento spiacevole perchè quello che è rappresentato come uno dei passaggi più spettacolari dell'evento si trasforma per la mia corsa in una mezza tragedia. Essendo parecchio attardato rispetto ai primi atleti keniani, ma comunque il terzo in gara, trovo l'addetto alla vigilanza del percorso posto all'ingresso del Palazzo dei Normanni disattento e non riesce in tempo a sgombrare la via d'accesso da un gruppetto di turisti distratti.

La cinica indifferenza della gente al mio passaggio
(P. Sunseri)
Una volta entrato rapidamente all'ingresso, mi ritrovo di fronte un muro umano e, per evitare di finire addosso ad uno di loro, più lento o più distratto, stavo per scivolare per terra malamente nei lastroni di basolato viscidi per le piogge delle ultime ore.
Penso subito all'incidente avuto alla spalla nelle settimane scorse ma per fortuna miracolosamente mantengo l'equilibrio.
Il nervosismo era alle stelle e, uscito quasi illeso dal Palazzo, mi aspetta un chilometro circa di discesa per poi affrontare dell'altro saliscendi.

Mi dico molto seccato: "Adesso non la molli la terza posizione" e rilancio l'azione in preda ad un agonismo più acceso che mai.
La maggior parte delle volte scatta in me una forza inaspettata, è stato sempre il mio miglior pregio, ma stavolta ero davvero quasi arrivato a "riserva".

Ormai mancano poco più di due chilometri, via Roma completamente chiusa mi sembra una meraviglia troppo dispersiva ed ogni leggera pendenza mi fa male alle gambe.
Al ristoro del 40°, comunque in piena crisi (senza ancora saperlo), accetto un forte incitamento ed un bicchiere di Powerade che mi pizzica la gola.
L'esofago si restringe e smetto quasi di respirare, ansimando come mai fatto nella vita.
Era il prologo della crisi, mi pianto di botto e si spegne la Luce...

Il bravo runner biondo mi raggiunge e mi passa in un sol boccone, riceve i miei complimenti perchè è stato caparbio e si invola a conquistare la terza piazza.
A me resta l'ingresso in Via Libertà, una mezza doccia alle gambe (perchè mi hanno lanciato dell'acqua gelida ancora non lo so...) ed un traguardo così amaro che lo avrò in bocca per un bel pò.

Il mio arrivo comunque è un elogio a tutta la Città che organizza un
bellissimo evento da correre almeno una volta...
Quel podio poteva significare una bella rivalsa contro tutte le normali avversità della vita, un ringraziamento all'organizzazione sempre gentile che mi invita, un ringraziamento ai tantissimi supporters, agli sponsor locali e tecnici ed un merito ai tanti anni di atletica da runner integro quale sono ancora.

Non è arrivato, l'ho sfumato di poco e quel poco fa male.
Mi facevano male i piedi, evidente segnale che non avevo i chilometri giusti, ma la mia vita passa attraverso una fase delicata.
In tanti ormai conoscono il nuovo Filippo, conscio che è bello gareggiare ma anche prendendosela meno dalle sconfitte.

No, anche questa volta ci sarà da riflettere senza darmi troppe colpe, pensando ad un 2020 nel quale potrei inserirmi anche come parte attiva all'organizzazione di eventi podistici continuando a correre da discreto "papà atleta" quale sono diventato ormai stabilmente.

(Grazie al folto gruppo di fotografi professionisti presenti sul percorso, all'organizzazione tutta della Maratona di Palermo, alla gente che mi ha incitato ed a Sicilia Running)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Leggo sempre con piacere (ormai da anni) le tue avventure, talvolta le rileggo anche...
comunque complimenti per le performance di un livello eccelso, anche migliori se consideri quanto c'è "oltre" la corsa oggi rispetto a ieri!
Continua così anche per noi! grazie
Riccardo.

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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