41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

sabato 9 maggio 2015

Chia Laguna Half Marathon - Sole, Natura e... Fenicotteri!

Gran Bella Partenza! (Foto A. Coccu)
Chia (CA)
Non so come definirlo ancora questo angolo a Sud della Sardegna, nascosto ai più ma reso sempre più noto dalle cronache podistiche.
Volevo andarci, da tempo, perchè un evento si pubblicizza bene quando ti lascia qualcosa di più che un semplice risultato cronometrico, in tanti mi narravano di quanto fosse bello e di ampio respiro questo posto, come d'altronde tutta la Sardegna.
E Chia è un esempio di come si possa lanciare il turismo e la stagione "calda" con tantissimi podisti scalpitanti al via della strada statale situata a fianco dell'omonimo resort che da alla luce questa interessante (dal punto di vista agonistico e paesaggistico) Mezza Maratona Internazionale.

Immersa quasi completamente nel verde, si nota che l'ecosistema naturale è stato lasciato il più possibile allo stato naturale delle cose, concentrando gli insediamenti turistici in pochi punti e lasciando il resto delle cose per come stanno, esattamente come posso immaginarle, magari dieci anni or sono...
Un posto rivalutato e ampiamente pubblicizzato per quello che può offrire, tantissima natura attorno, un resort di elevata classe e tutta la spiaggia che si desidera a meno di un chilometro dagli alloggi.

E' uno sforzo che vale la pena di fare, raggiungere le varie spiaggette ed esplorarle una ad una, come più o meno sono riuscito a fare in questi giorni di permanenza a Chia, tutte collegate naturalmente da percorsi incontaminati.
Il pezzo forte, ovviamente, sono le Lagune che offrono tutti i giorni lo spettacolo di quei "puntini bianchi" con il collo perennemente sott'acqua, i fenicotteri rosa così timidi che scappano se ti avvicini e che desiderano restare lì, in disparte, nel loro stagno ricavato in parte dalla spiaggia che si collega al mare e che, magicamente, unisce le dune fra di loro.
Fenicotteri, cavalieri a cavallo in corsa libera e kite surfer, contemporaneamente visti in un mattino in riva al mare, fantastico!

La gara di per se non mi ha visto così rilassato e sereno nel racconto, giunto al sabato non ho potuto far altro che fare una leggera sgambata e ammirare i primi assaggi del paesaggio.
Iniziava a far caldo, ma non come il giorno dopo...

Il sabato pomeriggio proseguiva con la presentazione in grande stile degli atleti più rappresentativi alla partenza, con presenza di spicco quali i maratoneti Pertile e Meucci al maschile e Incerti, Straneo, Toniolo e Gelsomino tra le donne.
Tanti amici del passato e del presente e nuove conoscenze, specie tra i giovani di gran belle speranze: Chia è stata una piacevole sorpresa per quanta bella gente ho potuto incontrare in questi pochi giorni!

La corsa si divideva tra i 5K (non competitiva), 10K e Mezza Maratona Internazionale, con i vari Campioni del presente e del passato dislocati nelle varie distanze.

Al mattino seguente, complice i ritardatari dell'ultimo minuto aggrovigliati ancora sulle automobili sulla statale per arrivare in tempo alla partenza, la gara subisce un sensibile ritardo, slittando ufficialmente alle 09:50 circa.
Il caldo era davvero intenso ed anche uno abituato come me, al primo vero impatto, ne ha pagato conseguenze anche gravi.

Attimi di sconforto quando perdo la 2° piazza... da lì inizia il peggio
Nonostante avessi bevuto a sufficienza, infatti, inizio ad avvertire la sete già da subito e i primi chilometri scorrono comunque in piena serenità.
La prima parte di gara, infatti, risulta scorrevole e senza grosse insidie: basta seguire il gruppetto di testa (della gara di 10K) che non avanza così lesto come avrei pensato.

Eravamo in pochi avanti alla corsa e mi stabilizzavo in una solida seconda piazza dietro solo al Campione Ruggero Pertile: 16'36" ai 5K mi soddisfacevanoin pieno!

Dopo poco tempo, ahimè, il quartetto dei 10chilometristi devìa il percorso per chiudere anticipatamente la propria galoppata e mi ritrovo da solo a combattere con i primi effetti del caldo, della sete e... della stanchezza non ancora smaltita dalla recente Marathon-delusione di Milano.

Il passo già non sprizzava potenza, figuriamoci di agilità, sempre più a calare quanto la temperatura interna si alzava.
A nulla poteva servire un bicchiere d'acqua gentilmente offerto ai rifornimenti ogni 5K.

Purtroppo in tanti lamenteranno alcune pecche organizzative tra cui l'acqua unicamente frizzante (a molti dava fastidio, per me era indifferente) e, visto il caldo eccezionale, i rifornimenti che avrebbero dovuto essere presenti anche in zona spugnaggio, ogni 2,5 Km.
Penso serenamente che un'organizzazione così seria e completa farà tesoro dei suggerimenti e si attrezzerà per annullare ogni errore che può accadere anche ai migliori ideatori di eventi sportivi.

In effetti Chia non era preparata ad un caldo simile, le edizioni passate avevano regalato un clima fresco e cielo coperto, teniamo in considerazione anche la presenza del mare nelle prossimità del percorso che regalava una leggera fresca brezza che avrebbe aiutato nella seconda parte di gara, davvero da temere...

Superati i 10K e lasciato alle spalle nuovamente il Resort, la mia corsa solitaria finiva lì, raggiunto dal giovane Puppi che non fa altro che avanzare del proprio passo.
Alla prima difficoltà della giornata, ero cotto e la salita vera iniziava a momenti...
Non si trattava di una gran montagna da scalare ma la Strada Statale si ergeva con decisione per oltre un chilometro, quello buono per "ammazzarmi"...
Il passo ormai era stanco, la voglia di bere mi saliva fin sull'epidermide e gli occhiali da sole schermavano quella palla di calore che ormai festeggiava il suo fulgore irrorando la testa di ognuno di noi podisti senza aver più alcun albero che potesse fermarla: eravamo in piena Statale con un gran caldo!

Resta comunque un'edizione dagli elevati contenuti tecnici!
Nella discesa successiva materializzato il chilometro 15 che non arrivava, mentre invece finalmente sulla mia sinistra vedevo una splendida spiaggia da cartolina sfoggiare tutta la cromia di blu immaginabile; una imbarcazione piazzata al centro esatto la rendeva buona per una cartolina pubblicitaria del posto (Spiaggia di Tuerredda).

Peccato che era irraggiungibile e peccato che calcassi asfalto rovente e peccato che la pluricampionessa esplosa negli ultimi anni, Valeria Straneo, mi sorpassasse con cotanta spontaneità da infrangere il mio tetto psicologico, ormai alla deriva.

Ormai facevo affidamento alla mia incrollabile volontà e sono contento ancora oggi di averla.
Verrò sorpassato ancora due volte da altrettanti runners del posto, molto bravi e tenaci tra l'altro, prima di affrontare dopo il giro di boa verso il ritorno, quell'ultima e ancor più lunga salita (quasi due chilometri) fatta poco prima in discesa: una sofferenza immane, una voglia di cedere incredibilmente forte ed una tenacia oltre miei limiti per raggiungere il picco di quella sofferenza.
Soltanto che la corsa non terminava lì e c'erano altri 3K finali da correre.

Preso da mille pensieri e mille difficoltà, provo a reagire ma il vento era contrario e le speranze di un cambio restarono vane.
Stringerò i denti l'ultimo chilometro e arriverò al traguardo, spremuto delle ultime riserve idriche, al 6° posto assoluto...

Tanto dispiacere e poche soddisfazioni.

Il crono non dice nulla, i tempi totali sono alti per tutti, ancor di più per me che ho qualcosa che non va.
Basta soltanto voltare pagina e trovare la serenità giusta per mettersi in pista e divertirsi un pò.

Di Chia manterrò un ricordo bellissimo: così immersa nel verde ricorda tratti naturali come Piana degli Albanesi o altri sobborghi immersi nel verde ma le lagune sono un incanto: sembra che il mare sia più distante ed invece è a portata di mano: due passi e già sei lì a goderti spiagge e spazi di sabbia dorata e acqua cristallina.

La gara mi ha insegnato molto, come tante volte accade un periodo difficile può fare a pugni con i risultati in gara ma l'essenza di questo sport è mettersi sempre in discussione: la prossima volta andrà meglio e magari sarà su un altro percorso e su altra distanza: il caldo è ufficialmente entrato e quest'estate ci sarà da sudarsi ogni posizione!

(Ringrazio tutta l'organizzazione della Chia Laguna Half Marathon per la professionalità mostrata in ogni aspetto, un special thanks in particolare a M.M. per l'aiuto rivolto ad un modesto atleta come me e per le foto a Bianca F. ed Antonio Coccu, estratte dal Social Network)

2 commenti:

feliperun ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Filippo Lo Piccolo ha detto...

Chiedo venia al caro Felipe al quale ho involontariamente rimosso il commento che grosso modo citava: "Caldo e salite sono un cocktail indigesto, se lo diceva Boris Bakmaz..."

E ti rispondo caro Felipe, di non aver mai potuto ammirare le epiche gesta di Bakmaz, animale da 100 Km quando era una specialità pioneristica, quindi visto come un folle visionario dai maratoneti d'elite eppure sempre presente in foto di allenamento ed ovunque si "apizzasse" un pettorale di gara.
Secondo me era rispettato e temuto, da tutti!

Purtroppo mi sono accorto che a prescindere dalla fatica e dal caldo, per adesso non riesco a correre in salita con la naturalezza di qualche tempo fa.
Manca la velocità della pista e la forza di anni di continuità.

Sento comunque che questo anno 2015 mi servirà tanto per tornare temibile anche dai ragazzini...
Non arriverò a correre i 100 Km ma l'essere l'unico maratoneta Fidal assoluto in zona da ormai 10 anni penso che faccia lo stesso effetto di Bakmaz ai ragazzini di quel tempo ;-)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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